80.2017.152
Procedura: reclamo contro tassazione d’ufficio, inosservanza dei requisiti, reclamo generico, irricevibile
25 luglio 2018Italiano18 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2017.152
80.2017.153
Lugano
25 luglio 2018
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Ivano Ranzanici (in sostituzione di Raffaele Guffi,
assente)
segretaria
Gabriella
Mameli, vicecancelliera
parti
RI
1
rappr.
dall’ RA 1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 16 giugno 2017 contro la decisione del 18 maggio 2017 in materia di IC e IFD
2014 e 2015.
Fatti
A. RI 1, è una società con
sede a Roveredo dal 21.2.21017 (precedentemente a Giubiasco).
Non avendo inoltrato la
dichiarazione fiscale per i periodi 2014 e 2015, nonostante il richiamo prima e
la diffida poi (del 7.4.2016, rispettivamente del 6.12.2016), con decisioni del
12 maggio 2016 e del 17 gennaio 2017, l’RS 1 (qui di seguito UTPG) infliggeva
alla contribuente una multa disciplinare di fr. 100.– (per il 2014) e fr. 200.–
(per il 2015) e le attribuiva un termine di trenta giorni per adempiere ai suoi
obblighi, avvertendola che in caso contrario, decorso infruttoso il termine,
avrebbe proceduto a una tassazione d’ufficio, secondo gli articoli 204 LT e 130
LIFD.
B. A causa della mancata
collaborazione da parte della contribuente, il 6 aprile 2017, l’UTPG notificava
alla società le tassazioni d’ufficio per i periodi fiscali 2014 e 2015, in cui
l’utile imponibile era stato quantificato in fr. 80'000.– nel 2014, in fr. 100'000.–
nel 2015 e il capitale in fr. 100'000.– per il 2014 e il 2015.
L’autorità fiscale
precisava nelle sue motivazioni che aveva proceduto con la tassazione d’ufficio,
in applicazione degli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, “per mancata
presentazione della dichiarazione” e rendeva al contempo attenta la contribuente
che avrebbe potuto impugnare la tassazione d’ufficio nel rispetto dei requisiti
di legge, altrimenti il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile, rinviando
agli articoli 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD.
C. RI 1, per il tramite
del signor __________, inoltrava in data 8 maggio 2017, un generico reclamo
contro la tassazione d’ufficio, motivando come segue:
allegheremo
entro 8 giorni dalla presente tutta la documentazione necessaria a comprovare
la nostra contestazione precisando che detta documentazione è in preparazione
in quanto l’amministratore della RI 1 è stato assente per malattia per giorni
10 […].
Successivamente, con
raccomandata del 15 maggio 2017, l’amministratore unico, il signor __________,
inviava all’UTPG la “documentazione per reclamare contro la decisione”.
D. Con decisioni del 18
maggio 2017, l’UTPG respingeva il reclamo di RI 1, per i periodi fiscali 2014 e
2015, dichiarandolo irricevibile in quanto difettavano i requisiti di legge. In
dispregio dell’art. 199 cpv. 2 LT, rispettivamente dell’art. 125 cpv. 2 LIFD, la
contribuente si era infatti limitata, come detto sopra, a comunicare nel reclamo
che avrebbe allegato “entro 8 giorni […] tutta la documentazione necessaria a
comprovare la […] contestazione”, poiché “l’amministratore della __________ è
stato assente per malattia per giorni 10”.
E. In data 19 maggio
2017, RI 1, per il tramite del signor __________, trasmetteva all’UTPG una
raccomandata, anticipata via fax, nella quale faceva riferimento “alla nostra
lettera dell’8 maggio 2017, in cui vi abbiamo preannunciato l’invio della documentazione
per reclamare contro la decisione, e al nostro reclamo del 15 maggio 2017”,
chiedendo pure copia di “eventuali diffide nei confronti della scrivente
società […] per la mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali relative
agli esercizi 2014 e 2015”.
A seguito della decisione
su reclamo del 18 maggio 2017, l’amministratore unico di RI 1, inviava inoltre,
in data 24 maggio 2017, una raccomandata anticipata via fax all’UTPG con cui comunicava
che non contestatava l’irricevibilità del reclamo, ma teneva a precisare che
era stato impossibilitato a trasmettere per tempo la documentazione, confermava
il reclamo (chiedendo di dichiararlo ricevibile) e sottolineava quanto segue:
Come
da voi validamente argomentato la malattia di un membro della società non può
costituire una prova dell’impossibilità della società di adempiere alle proprie
incombenze, cosa verissima se la società avesse un consiglio di amministrazione
e uno staff organico che possa sopperire alla malattia di uno dei suoi membri.
Ma nel mio caso dove io sono per la RI 1, amministratore, e titolare del 100%
delle quote, la mia malattia diventa un ostacolo insormontabile per adempiere
ai doveri che la legge m’impone”.
In seguito, con raccomandata
dell’8 giugno 2017, l’amministra-tore unico informava l’UTPG di non aver ricevuto
risposta al suo precedente scritto del 19 maggio 2017 e chiedeva pertanto di rispondergli
con copia all’avv. RA 1.
F. Il 16 giugno 2017,
per il tramite dell’avv. RA 1, la contribuente interpone ricorso alla Camera di
diritto tributario, rimproverando all’UTPG di aver proceduto alla tassazione
d’ufficio senza aver “preso posizione”, ovvero senza essersi “opposto al fatto
che la reclamante avrebbe inoltrato nei giorni successivi tutta la documentazione
contabile, oltre alla dichiarazione fiscale, a sostegno del reclamo”. Con il
ricorso, l’avv. RA 1, rinviando agli articoli 227 cpv. 2 LT e 140 cpv. 2 LIFD,
ritiene che la decisione “estimativa” dell’UTPG “non sembra essere il risultato
di una stima coscienziosa, ma di un’intenzione sanzionatoria per l’omessa presentazione
delle dichiarazioni” e rinvia a una decisione della Camera (inc. 80.2014.222
del 3.12.2015) per quanto concerne la non assegnazione di un termine di grazia
nel caso di un reclamo inoltrato contro una tassazione d’ufficio, ritenendo che
nel caso concreto “il silenzio dell’Ufficio tassazione di fronte a un esplicito
impegno di produrre entro un termine breve tutta la documentazione è da
equiparare senz’altro, secondo il principio di buona fede processuale, alla
concessione di un termine per fornire all’UT gli elementi probatori per
rivalutare la tassazione d’ufficio”.
G. Con osservazioni
del 31 agosto 2017, la PI 1 propone la reiezione del ricorso del 16 giugno
2017, rinviando agli articoli 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e alla giurisprudenza
del Tribunale federale, dichiarando che “le decisioni su reclamo impugnate del
6 aprile 2017 non prestano il fianco a nessuna critica”, poiché la contribuente
non ha adempiuto i requisiti di legge.
La PI 1 motiva pure che
“poco importa se le dichiarazioni fiscali 2014 e 2015, con allegati i
rendiconti annuali, sono state infine trasmesse all’UTPG […]” e che nel reclamo
generico dell’8 maggio 2017 la ricorrente “già anticipava l’invio della documentazione,
giustificando il ritardo con l’assenza per malattia dell’amministratore della
società […]”, poiché “non esiste un motivo di restituzione in intero del
termine per reclamare conformemente agli art. 195 cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD”.
Per quanto attiene alla
valutazione compiuta dall’UTPG in sede di tassazione d’ufficio, la PI 1,
menzionando la procedura parallela pendente davanti alla Camera di diritto
tributario (inc. 80.2017.120-121) e rinviando pure alle osservazioni del 23 maggio
2017 di quella procedura, precisa comunque che la stessa non “può infine essere
considerata palesemente eccessiva”, bensì trattasi di una valutazione ponderata
dal momento che “tiene in debita considerazione l’incompletezza e
l’inattendibilità della contabilità prodotta negli anni precedenti”, nonché “la
scarsa trasparenza della società ricorrente e, più in generale, delle società
riconducibili a __________ […]”.
H. Nella replica del
10/11 ottobre 2017RA 1sottolinea sostanzialmente di aver adempiuto gli obblighi
di cui all’art. 132 cpv. 4 LIFD e ritiene che “nel caso di specie,
contrariamente alla fattispecie esaminata nella sentenza 123 II 552, al reclamante
non fu assegnato dopo la presentazione del reclamo alcun termine perentorio per
produrre la documentazione o rendere più esplicite le proprie conclusioni e
tanto meno fu avvertito che, in caso di inosservanza di tali incombenze, il
reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile”, ritenendo di conseguenza “il
comportamento dell’Ufficio di tassazione dal profilo della buona fede […] censurabile”.
La ricorrente precisa
inoltre, rivendicando nel caso concreto un’”applicazione analogetica dell’art. 227
cpv. 2 LT e 140 cpv. 2 LIFD”, che “poco importa che la giurisprudenza del
Tribunale federale non preveda la possibilità di concedere un cosiddetto
“termine di grazia”, dal momento che il reclamo indicava conformemente all’art.
132 cpv. 3 LIFD quale mezzo di prova la documentazione contabile che
s’impegnava a produrre in un breve termine” e aggiunge che “la norma citata non
indica l’obbligo di indicare il mezzo di prova e non sancisce esplicitamente
l’irricevibilità del reclamo qualora l’indicazione non sia accompagnata dalla
sua produzione contestuale”; motivo per cui la PI 1 avrebbe interpretato in
modo restrittivo il testo di legge. La ricorrente conclude infine contestando
la valutazione degli esercizi contabili 2014 e 2015 effettuata dall’UTPG,
sostenendo che la PI 1 non abbia “fornito alcun pertinente e comprovato
argomento” in merito. Per quanto necessario, si dirà meglio nei considerandi.
Diritto
1. 1.1.
La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici
di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione
che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente
se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato,
spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche
se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato
irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nel caso in esame, la
decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo, difettandone i
requisiti di legge. Di conseguenza, questa Camera si limiterà a verificare se
sia legittima la decisione dell’autorità fiscale d’irricevibilità del reclamo
interposto dalla contribuente contro la tassazione d’ufficio e non procederà ad
alcun esame del merito.
1.3.
Gli
articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione
di procedere a una tassazione d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa,
se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi
procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati
esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto
di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente.
1.4.
Contro
la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto
all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206
cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione
operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”.
Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206
cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).
Le
norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta
inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo
sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del reclamo
rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione
per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei
quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale federale
del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).
Secondo
il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto nella
disposizione in esame, dev’essere considerato quale requisito di validità,
sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid.
3, 121 I 117 consid. 3a, 122
I 70 consid. 1c).
Considerandi
2.
2.1.
Nella fattispecie
in esame, la contribuente non ha presentato alcuna dichiarazione d’imposta ed è
stata pertanto sottoposta a tassazione d’ufficio. Nelle due decisioni
notificatele il 6 aprile 2017, l’UTPG ha esplicitamente avvertito la contribuente
delle condizioni restrittive cui sottostava un eventuale reclamo contro le
tassazioni d’ufficio. Dopo aver richiamato il testo degli articoli 206 cpv. 3
LT e 132 cpv. 3 LIFD, ha precisato che al reclamo avrebbero dovuto essere
“allegati almeno il bilancio e il conto economico” e ha sottolineato che “un
eventuale reclamo con modalità e contenuti che non soddisfano i requisiti di
legge verrà dichiarato irricevibile”.
Come visto, la società
contribuente, l’8 maggio 2017, ha semplicemente dichiarato di presentare
reclamo, indicando che “allegheremo entro 8 giorni dalla presente tutta la
documentazione necessaria a comprovare la nostra contestazione precisando che
detta documentazione è in preparazione in quanto l’amministratore della __________
SA è stato assente per malattia per giorni 10”.
2.2
Lo scopo dell’invio dello
scritto dell’8 maggio 2017 era verosimilmente quello di salvaguardare il
termine di reclamo. Sebbene l’autorità fiscale non abbia comprovato la data
esatta in cui è avvenuta la notificazione delle decisioni, è plausibile che l’8
maggio 2017 fosse l’ultimo giorno utile per impugnare decisioni inviate il 6
aprile 2017.
A mente della ricorrente, la
motivazione contenuta nel reclamo dell’8 maggio 2017 sarebbe sufficiente per
adempiere i requisiti di ammissibilità del reclamo.
Si è detto tuttavia che la
legge esige che il reclamante apporti la prova della “manifesta inesattezza”
della tassazione d’ufficio e che il reclamo sia motivato e indichi eventuali
mezzi di prova. Il reclamo della contribuente era chiaramente generico, in quanto
non si confrontava con la manifesta inesattezza della decisione di tassazione
d’ufficio e, in particolare, non allegava né la dichiarazione fiscale né tanto
meno i necessari documenti giustificativi, malgrado le diffide.
Ne consegue che la
reclamante non ha adempiuto i requisiti di ricevibilità di un reclamo contro
una tassazione d’ufficio, stabiliti dagli articoli 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3
LIFD.
2.3
Nella replica del 10
ottobre 2017, la ricorrente sostiene che l’art. 132 cpv. 3 LIFD “indica
l’obbligo di indicare il mezzo di prova e non sancisce esplicitamente
l’irricevibilità del reclamo qualora l’indicazione non sia accompagnata dalla
sua produzione contestuale”; e ancora che “poco importa che la giurisprudenza
del Tribunale Federale non preveda la possibilità di concedere un cosiddetto ‘termine
di grazia’ dal momento che il reclamo indicava conformemente all’art. 132 cpv.
3.
LIFD quale mezzo di prova la documentazione contabile che s’impegnava a
produrre in un breve termine”, rivendicando in questo modo pure un’applicazione
per analogia dell’art. 227 cpv. 2 LT e 140 cpv. 2 LIFD.
L’insorgente sembra
ignorare che i requisiti di motivazione indicati dalla legge sono prescrizioni
di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure
entrare nel merito (DTF 123 II 552, successivamente confermata, p. es. dalla sentenza
2C_914/2016 e 2C_915/2016 del 20 marzo 2017 consid. 3.2.3). Se il contribuente
presenta un reclamo che non adempie le prescrizioni di validità dello stesso,
non può attendersi altro che una decisione con cui lo stesso viene dichiarato
irricevibile.
Non è certo sufficiente, a
tal fine, che il reclamante si impegni a produrre “in un breve termine” la “documentazione
contabile”. Per comprovare la manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio,
infatti, il contribuente deve presentare una dichiarazione d’imposta completa e
non semplicemente prometterne il successivo invio, sia pure “in un breve
termine”. D’altra parte, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se
il contribuente interpone un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla
legge per impugnare una tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo
dichiara irricevibile senza attribuire al reclamante un termine di grazia per
rimediarvi (Fenners/Looser,
Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33,
in particolare p. 42 e giurisprudenza citata; v. anche Filippini/Balestra Gamboni, La tassazione d’ufficio, in RtiD
I-2018, p. 638).
2.4
La ricorrente ritiene
anche che dovrebbe esserle concessa una restituzione dei termini di reclamo, a
causa della pretesa malattia del suo amministratore unico.
Per gli articoli 192 cpv.
5.
LT e 133 cpv. 3 LIFD una restituzione in intero del termine di reclamo
presuppone che l’inosservanza dello stesso sia da attribuire a servizio
militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza dal cantone o ad altri
gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante. Secondo
costante giurisprudenza, per giustificare una restituzione del termine per
motivi di salute, la malattia deve essere tanto grave da rendere impossibile
sia che il contribuente intraprenda l’atto richiesto sia che egli autorizzi un
rappresentante contrattuale ad intraprenderlo (Känzig/Behnisch,
Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 11 ad
art. 85 DIFD, p. 74 e giurisprudenza citata). Analogamente, nella procedura
civile la malattia si considera grave impedimento a condizione che il quadro
clinico sia tale da inverare gli estremi dell’incoscienza o della immobilizzazione
continuate, così da impedire di agire o di dare disposizioni per agire (Gozzi, in: Spüler/Tenchio/Infanger [a
cura di], Basler Kommentar – Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2a
ediz., Basilea 2013, n. 20 ad art. 148 CPC, p. 807 s.).
Nella fattispecie, il
certificato medico preannunciato nel reclamo dell’8 maggio 2017 non risulta
essere mai pervenuto all’Ufficio di tassazione. Non è quindi nota la natura
della malattia in questione. In ogni caso, come sottolineato dalla Divisione
delle contribuzioni nelle sue osservazioni, l’impedimento sarebbe durato solo
dieci giorni, mentre il termine di reclamo ammontava a trenta giorni. Nel caso
della malattia, del resto, perché sia ammessa la restituzione dei termini, si
richiede non solo che abbia impedito al contribuente di agire entro il termine
ma anche di conferire mandato ad un terzo (p. es. la sentenza del TF 2A.248/2003
dell’8.8.2003 consid. 3). Nella fattispecie, l’amministratore aveva già dato
mandato ad un fiduciario (__________), fin dal 27 ottobre 2016.
2.5
Di conseguenza, a giusto
titolo l’UTPG non è entrato nel merito del reclamo, dichiarandolo irricevibile.
3.
3.1.
RI 1, in sede
ricorsuale, indipendentemente dalla decisione d’irricevibilità dell’UTPG, ha
contestato pure nel merito la tassazione operata d’ufficio dall’UTPG,
ritenendola eccessiva. In merito, la PI 1 ha presentato la propria posizione,
nelle osservazioni del 31 agosto 2017.
Si tratta quindi, a titolo abbondanziale, ancora
solo di verificare se la valutazione compiuta dall’autorità fiscale in sede di
tassazione d’ufficio non sia stata palesemente eccessiva.
3.2
Al proposito, il Tribunale
federale ha stabilito che possono essere censurati solo gravi errori di
valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se ha
trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale (cfr.
RF 67/2012 p. 59 = RDAF 2012 II p.
283, consid. 3.1) o se l’autorità fiscale è
incorsa in errori palesi (DTF 2C_6/2011, consid. 3.3.1; Fenners/Looser, op. cit., p. 38 ; Filippini/Balestra Gamboni, op. cit., p. 641).
Inoltre, l’autorità
fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è obbligata, nelle
valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a scegliere, in caso di
dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si deve infatti impedire
che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli elementi della
tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica debba pagare
più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica per motivi che
sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p. 670 consid. 3b).
3.3
Nel caso concreto, le
valutazioni operate dall’UTPG su cui si fondano le decisioni impugnate,
contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, non presentano errori
manifesti, tali da farle apparire manifestamente inesatte. Tutt’altro.
La ricorrente si è
limitata, da un lato, a produrre sostanzialmente (e tardivamente) solo il bilancio,
il conto economico e la dichiarazione dei salari (nulla di più), nonostante le
importanti differenze tra i ricavi e i costi rispetto al precedente periodo
fiscale (2013) e, dall’altro, a contestare genericamente l’utile stabilito
dall’UTPG per apprezzamento. Per quanto qui rilevante, le dichiarazioni
d’imposta e le motivazioni presentate dalla ricorrente in seguito all’inoltro
del reclamo, risultano chiaramente inattendibili e incomplete, come del resto
lo erano già per i precedenti esercizi contabili (CDT inc. 80.2017.120/121). A
titolo d’esempio, basti osservare l’evoluzione del “finanziamento correntisti”
dal 2013 (fr. 143'824.85) al 2014 (fr. 220'395.76), la massiccia riduzione
dello stipendio del signor __________, il permanere della voce a bilancio per i
prestiti della società, il non rispetto del principio della veridicità per
quanto concerne lo scopo iscritto a Registro di commercio e l’attività
effettivamente svolta dalla società e, in generale, l’assenza di ogni qualsivoglia
documento giustificativo atto a dimostrare la manifesta inesattezza della
tassazione operata dall’autorità fiscale.
4.
La decisione
impugnata, con cui l’UTPG ha dichiarato irricevibile il reclamo, è dunque
legittima e merita conferma.
Nonostante
già nella motivazione delle decisioni del 12 maggio 2016 e del 17 gennaio 2017,
con cui le infliggeva una multa disciplinare di fr. 100.– (per il 2014) e fr.
200.
– (per il 2015), l’UTPG avvertiva al contempo la contribuente che nel caso
in cui non avesse adempiuto ai suoi obbighi entro il termine assegnatole di
trenta giorni, avrebbe proceduto ad una tassazione d’ufficio, secondo gli
articoli 204 LT e 130 LIFD, la ricorrente non reagiva in alcun modo. Inoltre,
nemmeno in sede di reclamo, in seguito alla notifica di tassazione del 6 aprile
2017, RI 1 ha adempiuto ai suoi obblighi, malgrado l’UTPG avesse indicato con
chiarezza e in modo esplicito a quali condizioni formali era subordinata la ricevibilità
di un eventuale reclamo contro le tasssazioni operate per apprezzamento.
5.
Alla luce delle
considerazioni precedenti, il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è
respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della ricorrente,
soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 1’000.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 1’100.–
sono a carico della
ricorrente.
3. Contro il presen Copia
per conoscenza:
-
municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: