80.2017.173
Imposta sulla sostanza: valutazione titoli non quotati, cessione di quote fra terzi indipendenti, non acquisto di azioni proprie da parte della società né valore risultante da pretesa trattativa
1 dicembre 2020Italiano31 min
ingegnere, è coniugato con __________. Nei periodi fiscali 2010 e 2011 egli lavorava
Source ti.ch
Incarti n.
80.2017.173
80.2017.174
Lugano
1 dicembre 2020
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi - Gianola, vicecancelliera
parti
RI 1
RI 2
rappr.
da ____________________
contro
RS
1
oggetto
ricorso
dell’11 luglio 2017 contro la decisione del 15 giugno 2017 in materia di IC/IFD
2010-2011.
Fatti
Fatti
A. RI 1, di professione
ingegnere, è coniugato con __________. Nei periodi fiscali 2010 e 2011 egli lavorava
alle dipendenze della __________, società della quale è presidente con diritto
di firma individuale. Anche la moglie __________ era impiegata in misura
parziale presso la __________. La __________ è interamente detenuta dalla __________,
società costituita nel 2010, della quale azionista è RI 1 (nella misura di
100'000 azioni nel 2010 e di 80'000 azioni nel 2011).
B.
a. Dichiarazione
fiscale 2010
Per il periodo fiscale
2010 i coniugi RI 1 dichiaravano un reddito ed una sostanza imponibili
complessivi di rispettivamente fr. 441'747.- e fr. 4'554'123.-.
b. Dichiarazione
fiscale 2011
Per il periodo fiscale
2011 i coniugi RI 1 dichiaravano un reddito ed una sostanza imponibili complessivi
rispettivamente di fr. 402'672.- e fr. 3'756'215.-.
C.
a.
Decisione
di tassazione IC/IFD 2010
Con decisione di
tassazione del 23.11.2016 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT)
aggiungeva ai redditi fr. 55'151.- derivanti da titoli e capitali e ciò sia in
base alla documentazione presentata dai contribuenti sia ai dati accertati, ritenuto
come, nonostante richiesta, non fosse stato prodotto alcun giustificativo dei
redditi dei vari averi. Venivano inoltre aggiunti fr. 46'150.- a titolo di
valore locativo/affitti: l’UT spiegava che il reddito immobiliare era
costituito dal valore locativo del mapp. __________ RFD di __________ (un immobile
abitabile il cui reddito era in precedenza dichiarato dai contribuenti) e dalle
pigioni percepite dall’immobile di __________ stabilite sulla base degli
elementi in possesso dell’UT e dei contratti presentati dai contribuenti.
Per quanto concerneva
invece le deduzioni non venivano riconosciute le spese relative all’utilizzo
del veicolo privato del contribuente come neppure il forfait legato alle
spese professionali.
Per la sostanza l’UT
aumentava i titoli ed i capitali da fr. 4'549'038.- a fr. 9'967'988.-. In
particolare veniva aggiunto il valore delle azioni “__________”, valutate in
fr. 40.- l’una al 31.12.2010, in base ai criteri ed alle disposizioni emanati
dall’AFC. Veniva inoltre inserito un credito nei confronti di tale società ed
anche il valore dei titoli contenuti in due conti di deposito presso __________.
L’autorità fiscale, secondo la documentazione agli atti, accertava pure l’esistenza
di veicoli a motore per fr. 13'000.-, ed accresceva la sostanza immobiliare da
fr. 743'585.- a fr. 1'232'922.-. Per quanto concerneva l’aggiunta relativa ai
“veicoli a motore”, l’UT indicava “valutazione
di altri fattori della sostanza (autoveicoli, natanti, aeromobili, cavalli da
sella, oggetti d’arte, gioielli, collezioni, ecc.) eseguita tenuto conto del
valore effettivo”. In merito alla modifica del valore della sostanza
immobiliare veniva indicato: “valore di stima
rettificato come alle risultanze del catasto; è aggiunto il valore
dell’immobile di __________ acquistato nel corso dell’anno”. Anche i debiti
privati venivano corretti da fr 678'500.- a fr. 1'630'500.-.
Il reddito imponibile
veniva pertanto commisurato, per l’IC in fr. 508'900.- ed in fr. 514'900.- per
l’IFD. Per l’IC la sostanza veniva accertata in fr. 9'523’000.-.
b. Decisione di
tassazione IC/IFD 2011
Con decisione di
tassazione del 23.11.2016, l’UT aumentava il reddito da titoli e capitali da
fr. 6'673.- a fr. 25'579.-. l’UT aggiungeva inoltre fr. 71'500.- quale “valore
locativo/affitti”. In merito a tali modifiche l’autorità fiscale indicava, per
il reddito da titoli e capitali, che l’aggiunta si era basata su fondi contenuti
in due conti di deposito presso __________ (le indicazioni erano state
estrapolate dalla documentazione prodotta ed anche in base agli elementi ricostruiti
dall’autorità fiscale).
In merito ai redditi
immobiliari, l’autorità fiscale indicava che l’aggiunta degli stessi era dovuto
al valore locativo del mapp. __________ RFD di __________ e degli affitti
percepiti dall’immobile di __________ (e ciò in base ai parziali contratti
d’affitto prodotti ed alla ricostruzione operata da parte dell’UT).
Per quanto atteneva alle
deduzioni, non venivano riconosciute né le spese legate all’utilizzo del
veicolo privato da parte del contribuente, né le spese per pasto fuori casa né
il forfait legato alle spese professionali.
Per quanto concerneva la
sostanza, i titoli e i capitali venivano aumentati dai fr. 2'517'738.- a fr.
16'699'184.-: l’incremento del valore era dovuto alla valutazione delle azioni
della “__________” che a fine anno 2011 era stato definito in fr. 141.- cadauna
sulla base dei criteri e delle disposizioni emanati dall’AFC. Veniva inoltre
esposto il credito verso la ditta a fine anno (fr. 2'091'200.-). Venivano anche
aggiunti i vari fondi contenuti in due conti deposito presso __________, come emergeva
dalla documentazione prodotta dopo richiesta.
La sostanza immobiliare veniva
aumentata da fr. 1'226'477.- a fr. 1'232'992.- con l’indicazione: “valore di stima leggermente rettificato come alle risultanze
del catasto”.
Il reddito imponibile
veniva pertanto commisurato, per l’IC in fr. 488'500.- ed in fr. 495'000.- per
l’IFD. Per l’IC la sostanza veniva accertata in fr. 16'269'000.-.
D.
Reclamo contro le
decisioni di tassazione IC/IFD 2010-2011
Con unico reclamo
22/27.12.2016 i contribuenti si aggravavano avverso contro le decisioni di
tassazione IC/IFD 2010-2011. Gli insorgenti contestavano il reddito da titoli e
capitali: indicavano che il documento trasmesso all’UT era quello ricevuto dalla
Banca. Censuravano altresì il reddito accertato dal fisco e proveniente dalla
locazione dell’immobile di __________: i coniugi RI 1 inviavano il conteggio
degli affitti 2010 e 2011 con il relativo estratto bancario.
Nel gravame si opponevano
inoltre alla valutazione delle azioni della __________ indicando che il loro valore
risultava eccessivo e non corrispondeva alla situazione reale della società. In
merito agli altri valori della sostanza i reclamanti indicavano di non
comprenderne la modifica: in particolare spiegavano che dal momento in cui
l’autorità fiscale non prendeva in considerazione l’utilizzo dei veicoli per lo
spostamento casa – lavoro non bisognava tenerne conto quando si trattava di
calcolare l’ammontare della sostanza. Da ultimo veniva censurato il mancato
riconoscimento della deduzione delle spese per pasto principale: RI 1 spiegava
che la sua attività professionale non gli consentiva di rientrare a casa sul
mezzogiorno, motivo per cui la deduzione avrebbe dovuto essere ammessa.
E. a. Decisione di
tassazione dopo reclamo IC/IFD 2010
Con decisione di
tassazione dopo reclamo del 15.6.2017, l’UT riconfermava i precedenti elementi
imponibili.
In merito all’aumento dei
titoli e capitali l’UT precisava di aver dovuto richiedere ai contribuenti la
documentazione relativa ai vari titoli ed investimenti contenuti in due conti
di deposito presso __________.
La richiesta veniva evasa
da parte dei contribuenti per quanto concerneva l’ammontare degli averi, ma non
per quanto riguardava il reddito generato. L’autorità fiscale aveva pertanto
ricostruito i redditi sulla base dell’identità dei vari titoli e fondi. Per
contro gli insorgenti non avevano presentato alcuna documentazione atta a
dimostrare che la conclusione dell’UT fosse errata.
Per quanto riguardava invece
il reddito dell’immobile di __________ veniva indicato che per tale stabile,
acquistato nel corso del 2010, non figurava nella dichiarazione di tassazione
alcun reddito immobiliare. Secondo le informazioni raccolte presso il Municipio
gli appartamenti (prima 4 e poi 5) erano sempre stati occupati, motivo per cui
ai coniugi RI 1 era stata richiesta la distinta ed i relativi contratti. Gli
insorgenti producevano unicamente tre contratti decorrenti da metà 2011, ed uno
che era stato stipulato dal vecchio proprietario, nel 2009. In sede di reclamo
i coniugi RI 1 presentavano un conto sul quale erano confluiti alcuni affitti,
che tuttavia non rappresentavano l’interezza dei redditi percepiti
dall’immobile e ciò in base alle verifiche effettuate presso il Comune di __________.
I dati raccolti l’autorità
fiscale permettevano di stabilire, per l’immobile di __________, un’entrata
prudenziale, per il 2010, pari a fr. 37'050.-. A tale reddito andava poi sommato
il valore locativo del mapp. __________ RFD __________, abitazione primaria.
Per quanto concerneva il
valore delle azioni della “__________” l’autorità fiscale indicava che si
trattava della nuova valutazione delle azioni della “__________”, società costituita
nel 2010 e nel cui bilancio figuravano le azioni della “__________”. L’UT
indicava che la natura e la consistenza delle azioni (non dichiarate dai
contribuenti) era già stata debitamente spiegata nella precedente decisione di
tassazione. Inoltre l’autorità fiscale precisava come per loro parte i
contribuenti non avevano fornito altre indicazioni o riferimenti per il calcolo
delle stesse.
L’UT indicava che il
valore dei titoli non quotati per i quali non esiste un corso ufficiale deve
essere determinato sulla base di dati di valutazione in modo che il risultato
di questi calcoli si avvicini il più possibile alla realtà economica. Per far
ciò l’autorità fiscale si era avvalsa delle istruzioni dell’Amministrazione
federale delle contribuzioni “relative alla valutazione dei titoli senza corso
ai fini dell’imposta sulla sostanza”. Per la valutazione delle azioni della
società l’UTPG ha seguito i principi indicati da tali Istruzioni.
In relazione agli altri
fattori della sostanza, l’UT rilevava che a nome dei contribuenti dovesse
essere accertata l’esistenza di un’autovettura __________acquistata nel 2006
per fr. 31'000.- (e dichiarata unicamente nel periodo fiscale successivo per
fr. 12'000.-). Inoltre risultava immatricolata dal 2008 una __________.
Da ultimo, per quanto concerneva
la contestazione riguardante le spese pasti l’autorità fiscale indicava che la
distanza fra il domicilio di __________ e la sede della ditta, __________ era
di una decina di chilometri. Motivo per cui, l’UT riteneva che fosse
sostenibile esigere il rientro a domicilio per il pasto. L’UT rilevava inoltre
che, per stessa ammissione del contribuente, egli si trova spesso per lavoro
fuori Cantone ed all’estero, e in tali casi è spesato di tutto. L’autorità
concludeva indicando come i sensibili rimborsi spese del datore di lavoro avrebbero
dovuto coprire anche tale spesa.
b.
Decisione di
tassazione dopo reclamo IC/IFD 2011
Con decisione dopo reclamo
del 15.7.2017 l’autorità di tassazione riconfermava i precedenti elementi
imponibili accertati. L’UT prendeva posizione in merito ai punti contestati: e
meglio il reddito di titoli e capitali e quello proveniente dall’immobile di __________,
il valore delle azioni della “__________” (che veniva stabilito per questo
periodo fiscale in fr. 141.- per azione) quello degli altri fattori della
sostanza nonché la mancata deduzione per le spese pasti. Per tutti questi punti
– i medesimi sollevati anche per il periodo fiscale precedente – la motivazione
dell’UT era analoga a quella del periodo fiscale 2010. Per quanto concerneva il
reddito immobiliare proveniente dall’immobile di __________, l’UT precisava
che, vista la produzione di documentazione, unicamente parziale, sulla base dei
dati forniti da parte del Comune di __________, si poteva giungere ad un
reddito di fr. 62'400.- per il 2011.
F. Con unico tempestivo
ricorso del 10/12.7.2017 i ricorrenti censurano le decisioni su reclamo IC/IFD
2010-2011. Per quanto concerne il reddito immobiliare proveniente dallo stabile
di __________, gli insorgenti allegano un documento attestante le pigioni
corrisposte da parte dei conduttori. Per il 2010 specificano che unicamente 3
appartamenti su 4 erano affittati, ed uno degli inquilini era moroso. La casa
sarebbe stata abitata completamente unicamente dalla metà del 2011. Contestano
pertanto i redditi immobiliari, postulando che per il 2010 lo stesso venga
commisurato in fr. 13'200.- e in fr. 41'667.75 per il 2011.
Per quanto riguarda la
valutazione delle azioni della “__________”, i coniugi RI 1 indicano che il
valore è eccessivo e che non corrisponde al valore reale della società. In
particolare i contribuenti puntualizzano che si tratta di azioni di una società
costituita da una persona, il titolare (ndr. RI 1), motivo per cui il valore
calcolato risulta sproporzionato rispetto al valore di mercato. Indica che
alcune trattive di vendita delle azioni della ____________________ avevano condotto
ad valutazione della società che si situava tra i 4 ed i 5 milioni di franchi.
I ricorrenti aggiungono poi che i restanti beni della Holding non hanno
particolare valore intrinseco.
In merito alla deduzione
per i pasti, i contribuenti spiegano che se da un lato è vero che parte
dell’attività lavorativa viene svolta fuori Cantone, tuttavia le giornate
lavorative superano ampiamente i 220 giorni previsti.
In merito ai redditi
provenienti da titoli e capitali i ricorrenti chiedono copia della
ricostruzione effettuata.
Da ultimo, per la
valutazione dei veicoli a motore, i ricorrenti postulano, in applicazione di un
ammortamento costante pari al 20% che, sia per il 2010 che per il 2011, il valore
venga accertato in fr. 1.-.
G. Con osservazioni
17.7.2017, l’UT chiede il ricorso che venga respinto. L’autorità fiscale
precisa che i contribuenti non hanno collaborato nella determinazione dei loro
elementi imponibili. Per quanto riguarda l’immobile di __________, l’UT rileva
che unicamente per quanto attiene all’inquilino moroso __________ può essere
stralciato il relativo reddito non incassato. In merito alle azioni della __________,
l’UT precisa che né nel 2010 né nel 2011 i contribuenti hanno dichiarato le
azioni di questa società. La valutazione della società è stata effettuata da
parte dell’UTPG. L’autorità fiscale indica che il capitale della SA è composto
da 100'000 azioni nominali di fr. 1.-: la valutazione è stata di fr. 40.- per
azione nel 2010 (al 31.12.2010) e di fr. 141.- per azione nel 2011. Per il 2010
sono state considerate 100'000 azioni mentre che per il 2011 unicamente 80'000,
posto come 20'000 azioni sono state donate alla figlia __________. Il maggior
valore complessivo esposto nel 2011 era unicamente legato al maggior valore
delle azioni. Il calcolo eseguito sarebbe rispettoso delle disposizioni
dell’AFC. In merito alla contestazione del contribuente, secondo cui trattative
di vendita avrebbero situato il valore della società a fr. 4-5'000'000.-
l’autorità fiscale asserisce di non sapere quando sarebbero avvenute, ma dubita
che le stesse siano occorse in questi periodi fiscali, visto che la holding era
appena stata costituita. In merito alla deduzione delle spese per i pasti, l’UT
si riconferma nella precedente decisione. Per quanto riguarda i redditi da
capitali/titoli l’UT ribadisce i contenuti della decisione su reclamo. In
merito al valore dei veicoli, l’UT indica che lo stesso contribuente ha
dichiarato in sede di tassazione un valore di fr. 12'000.- per il 2011 (l’anno
precedente non era stato dichiarato).
H. Con replica
9/11.9.2017 i coniugi RI 1 contestano il tono ed i contenuti delle osservazioni
dell’UT riconfermando le loro tesi ricorsuali. Per l’immobile di loro proprietà
a __________ ritengono di non dover indicare nei redditi un affitto mai incassato
da parte di un inquilino moroso. L’autorità fiscale non avrebbe inoltre ancora
capito la “(…) differenza tra le società __________ (benché esistano
entrambe da anni)”. Le trattative di vendita sarebbero avvenute per le
azioni della __________ e non per quelle della __________. Inoltre, alcuni
degli immobili detenuti da una delle società dei contribuenti sarebbero “(…)
in perdita con cause legali in corso, sarà già bello se riusciremo a recuperare
il valore degli investimenti”. Motivo per il quale contestano nuovamente la
stima del valore delle azioni delle loro società, ritenuta “sproporzionata”.
L’autorità fiscale avrebbe tratto delle conclusioni senza tuttavia neppure
lasciare la possibilità ai contribuenti di dimostrare che erano stati
effettuati dei tentativi di vendita della __________ I ricorrenti chiedono di
essere sentiti.
I. Il 5.12.2017 si è
svolta un’udienza presso gli uffici dell’UT di __________, in presenza delle
parti.
A seguito della
discussione, i ricorrenti hanno deciso di ritirare le contestazioni relative
alla valutazione sia del deposito __________, sia dei veicoli, che del valore
delle azioni di __________ per il periodo fiscale 2010. Gli affitti percepiti
dall’immobile di __________ sono stati pertanto definiti in fr. 9'000.- per
l’anno 2010 ed in fr. 43'800.- per il 2011: le spese di manutenzione vengono
poi stabilite di conseguenza.
In merito alle spese
professionali, è stato deciso di riconoscere la deduzione per il pasto di
mezzogiorno nella misura di ½.
L’unico punto rimasto
litigioso è quello legato alla valutazione del valore delle azioni per il
periodo fiscale 2011. Motivo per il quale è stato deciso che l’UT si sarebbe
rivolto all’ UTPG per “(…) verificare la valutazione intrapresa da
quest’ultimo alla luce della vendita delle azioni avvenuta attorno al 2009 da
parte di un altro socio”.
L. In data 8.1.2018 l’UT
di __________ ha trasmesso a questa Camera la valutazione delle azioni della ____________________
al 31.12.2010 e al 31.12.2011 (comprensiva della valutazione delle società
partecipate tra le quali la __________), che è stata trasmessa, l’11.1.2018 al
rappresentante dei ricorrenti, assegnando un termine di 10 giorni per la
presentazione di osservazioni.
M. Con scritto
17/18.1.2018 __________, in nome e per conto dei contribuenti, indica di non
aderire alla conclusione dell’autorità fiscale in relazione alla “(…) mancata
applicazione del prezzo di transazione tra __________ per la valutazione del
pacchetto azionario formulata durante l’udienza”. In particolare il fisco
avrebbe ritenuto corretta la valutazione del prezzo al momento della transazione
e non avrebbe sollevato alcuna eccezione al riguardo. I ricorrenti ritengono
che la nuova valutazione cercherebbe di storpiare una “disposizione emanata
da un’istruzione della Conferenza fiscale Svizzera” la quale costituirebbe
unicamente un’indicazione per gli uffici di tassazione, ma non una sufficiente
base legale affinché possa essere sistematicamente applicata dagli uffici preposti.
Motivo per il quale chiedono di mantenere come riferimento, per stabilire il
valore dei titoli societari, quello della transazione in quanto la stessa: a) è
intervenuta su una quota significativa del capitale azionario (40%) della __________,
b) è intervenuta tra terzi indipendenti; c) la sua “(…) valorizzazione è
stata accettata come tale dall’UTPG, dall’ufficio circondariale di tassazione e
dagli uffici federali (imposta preventiva) senza sollevare eccezioni sulla
congruità del prezzo”.
Diritto
1. 1.1.
Va preliminarmente indicato
come in sede di udienza, tenutasi il 5.12.2017, le parti, in relazione ad alcuni
punti contestati, hanno trovato un accordo:
·
il reddito conseguito dall’immobile a __________ è stato
stabilito in fr. 9'000.- per il periodo fiscale 2010 e in fr. 43'800.- per il
2011. Le spese di manutenzione vengono fissate di conseguenza;
·
per le spese professionali è stata riconosciuta la deduzione per
il pasto di mezzogiorno nella misura di ½.
I ricorrenti hanno invece
ritirato le loro contestazioni relative al deposito presso __________, alla
valutazione dei veicoli ed al valore delle azioni da loro detenute per il
periodo fiscale 2010.
1.2.
Ora unico punto contestato
rimane la valutazione delle azioni della __________. L’autorità fiscale, nel
determinare il valore della società aveva stabilito, nelle proprie decisioni,
sulla base delle indicazioni dell’UTPG, l’importo di fr. 141.- per azione
(80'000 azioni detenute dai contribuenti), per un valore complessivo di fr.
11'280'000.-. Importo che è stato riconfermato nella valutazione del 29.12.2017
effettuata dall’UTPG.
Considerandi
2.
2.1.
Regolata dagli art. 13 e
14.
LAID, l’imposta sulla sostanza delle persone fisiche ha per oggetto la
sostanza netta totale (art. 13 cpv. 1 LAID), che si determina secondo le regole
di stima previste dall’art. 14 LAID. Giusta l’art. 14 cpv. 1 LAID, la sostanza
è stimata al suo valore venale; il valore di reddito può essere preso in
considerazione in modo appropriato. La LAID non prescrive un metodo di
valutazione preciso. In questo contesto, i Cantoni dispongono pertanto di un
importante spazio di manovra: sia nella scelta del metodo di calcolo applicabile
per determinare il valore venale stesso che per definire, visto il carattere
potestativo dell’art. 14 cpv. 1 seconda frase LAID, in che misura occorra
considerare anche il valore di reddito (sentenza 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017
consid. 4.1.).
2.2
Secondo la Legge
tributaria ticinese (LT; RL 10.2.1.1), nella versione applicabile alla
fattispecie, l’imposta sulla sostanza ha per oggetto la sostanza netta totale
(art. 40 cpv. 1 LT). Sono imponibili tutti gli attivi mobiliari e immobiliari
(art. 41 cpv. 1 LT). La sostanza è valutata al suo valore venale, riservate le
disposizioni specifiche (art. 41 cpv. 2 LT). Le azioni, partecipazioni a
società cooperative ed altri diritti di partecipazione non regolarmente oggetto
di transazione, sono valutati tenendo conto del loro valore di reddito e del
loro valore intrinseco (art. 45 cpv. 2 LT).
2.3
La Circolare n. 28, che
contiene le istruzioni riguardo alla stima dei titoli non quotati in vista
dell’imposta sulla sostanza, è edita dalla Conferenza svizzera delle imposte,
che raggruppa le amministrazioni fiscali cantonali e l’Amministrazione federale
delle contribuzioni. Essa è stata oggetto di molteplici edizioni, l’ultima
delle quali è datata 28 agosto 2008. In base alla giurisprudenza resa dopo l’entrata
in vigore della LAID, prevedendo delle regole unificate di stima dei titoli non
quotati in un ambito nel quale i Cantoni hanno un ampio potere di
apprezzamento, le menzionate istruzioni sono uno strumento di armonizzazione
orizzontale, che concretizza l’art. 14 cpv. 1 LAID (sentenze 2C_826/2015 del 5
gennaio 2017 consid. 4.1.; 2C_583/2013 del 23 dicembre 2013 consid. 3.1.3;
2C_952/2010 del 29 marzo 2011 consid. 2.1.; 2C_800/2008 del 12 giugno 2009
consid. 5.2., Dzamko-Locher/Teuscher,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar StHG, 3a ediz., Basilea
2016, n. 11 ad art. 14 LAID). Nel merito, la giurisprudenza precisa
inoltre che queste istruzioni prendono in considerazione gli elementi
determinanti per la valutazione dei titoli non quotati e sono appropriate per
stimare le società in vista dell’imposizione dei loro azionisti (sentenza
2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.; 2C_583/2013 del 23 dicembre 2013
consid. 3.1.3 e 2C_504/2009 del 15 aprile 2010 consid. 3.3.). In via di
principio, è quindi corretto riferirsi a tale Circolare per la valutazione dei
titoli non quotati (sentenze 2C_1173/2016 del 22.5.2017, 2C_11/2017 dell’11
gennaio 2017 consid. 5.1. e 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.;
sentenza 2C_328/2019 del 16.9.2019).
3.
3.1.
Oggetto del ricorso è
l’applicabilità o meno delle Istruzioni emanate dalla Conferenza svizzera delle
imposte concernente la valutazione dei titoli non quotati (Circolare 28 del 28
agosto 2008) della società __________.
In particolare i contribuenti
ritengono che debba essere preso in considerazione il prezzo della transazione
avvenuta il 17.12.2010 tra la __________ (poi apportata nella __________) che
ha riacquistato 40 azioni al portatore di fr. 1'000.- cadauna (corrispondente
al 40% del capitale azionario), dal suo azionista di minoranza __________. Il
prezzo pattuito ammontava a fr. 3'375'000.- (ossia fr. 84'375.- per azione).
Nel ricorso, i ricorrenti
indicano poi, sempre in relazione alla __________ che “(…) alcuni tentativi
di vendita hanno portato ad una valutazione da parte degli acquirenti che si è
situata tra i 4 e i 5 milioni di franchi per il 100% delle azioni __________”.
3.2
3.2.1
Nella presa di posizione
dell’UTPG del 29.12.2017, l’autorità fiscale ha ribadito che per la valutazione
di __________ si dovesse applicare – come fatto da parte dell’UT di __________
– la Circolare no. 28 del 28.8.2008, senza tener conto del prezzo della compravendita
intervenuta tra la __________, ritenuto come:
“L’operazione di acquisto di azione proprie, come si
può desumere dalla corrispondenza allegata del 15 aprile 2010 e del 19 novembre
2010.
fra l’autorità fiscale e i rappresentanti della società, sono state
concordate e concretizzate, in ultima analisi, fra l’azionista di maggioranza
(acquirente) e quello di minoranza (venditore) per il tramite della società
stessa. Al termine dell’operazione il signor RI 1 sarebbe poi diventato
l’azionista unico della __________”.
Secondo l’autorità fiscale
nel caso di un trapasso fra terzi indipendenti, ci si può scostare dai modelli
di calcolo prestabiliti, facendo capo al prezzo di cessione. Gli accordi tra
azionisti (patti parasociali) non possono essere presi in considerazione,
secondo la Cifra 2, paragrafo 4 della Circolare 28. Il concetto di terzo
indipendente non ingloba azionisti e neppure persone a loro vicine. Motivo per
il quale, secondo l’autorità fiscale i trapassi tra azionisti non sono
considerati come trasferimenti tra terzi indipendenti.
3.2.2
In merito alle “presunte
trattative” di vendita dell’intero pacchetto azionario della __________ per una
somma compresa tra i 4 ed i 5 milioni di franchi, l’UTPG, nel rapporto di
valutazione del 29.12.2017 ha indicato (pag. 4):
“(…)
in presenza di un trapasso di titoli sostanziale fra terzi indipendenti,
comprovato evidentemente da un contratto valido e definitivo, ci si può
scostare dai modelli di calcolo prestabiliti (…). Nel nostro caso, tuttavia, si
è rimasti a livello di trattativa e, a questo proposito, il Commentario alla
circolare CSI no. 28 è categorico nella misura in cui, sempre supportato dalla
giurisprudenza, stabilisce che non ci si può basare su prezzi d’acquisto che
sono proposti di volta in volta tramite un’offerta”.
3.3
Le già evocate istruzioni
della Conferenza fiscale svizzera stabiliscono che, per i titoli non quotati
per i quali non è noto alcun corso, il valore venale si determina in base alle
regole di valutazione previste dalle istruzioni stesse. Si può derogare
all’applicazione delle disposizioni contenute nella Circolare n. 28, nel caso
in cui vi è una migliore conoscenza del valore di mercato oppure le circostanze
del caso concreto lo impongono (cfr. sentenze TF 2C_1168/2013 consid. 3.5. e
3.6
del 30.6.2014, 2C_309/2013 del 18.9.2013 consid. 3.6.).
Nelle Istruzioni viene
anche precisato che, se tali titoli sono stati oggetto di una cessione
importante fra terzi indipendenti, il valore venale corrisponde allora al
prezzo di acquisto. Tale valore sarà mantenuto fintantoché la situazione
economica della società non sarà cambiata in modo rilevante. La stessa regola
vale per i prezzi pagati dagli investitori per ragioni di finanziamento o in
occasione di un aumento di capitale (cfr. Istruzioni citate, n. 2).
In altri termini, in linea
di principio l’imposizione dei titoli non quotati si fonda sul valore
intrinseco delle azioni, cioè la valutazione non viene intrapresa dall’esterno
(sul mercato), ma il valore delle azioni viene fatto corrispondere alla
rispettiva quota del valore dell’impresa. Nei rari casi in cui poco prima o
poco dopo il giorno determinante vi è stata una cessione tra terzi
indipendenti, si può rinunciare a basarsi sul valore intrinseco, poiché si
conosce proprio il valore venale dei titoli (Sramek,
in: Klöti-Weber/Siegrist/ Weber, Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, 4a
ediz., Muri-Berna 2015, n. 11 ad § 50, p. 824).
La condizione perché possa
essere impiegato il valore della transazione intervenuta è tuttavia che si
tratti effettivamente di un valore di mercato e che la libera formazione del
prezzo non sia stata influenzata da altre circostanze, nei rapporti fra le
parti contraenti (cfr. la sentenza del Tribunale amministrativo del Canton
Zurigo del 14 maggio 2008 n. SB.2007.00097, in StE 2009 B 52.42 n. 5, consid.
2.4).
Questa Camera ha già avuto
occasione di decidere che un contribuente, che nel mese di aprile dell’anno
seguente il periodo fiscale determinante ha venduto le proprie azioni ad un
prezzo nettamente superiore al valore intrinseco precedentemente determinato
dall’autorità fiscale, non può contestare l’applicazione del valore di mercato,
ai fini del calcolo dell’imposta sulla sostanza, tanto più che nel contratto di
compravendita le parti si riferivano proprio al valore alla fine del periodo
fiscale (sentenza CDT n. 80.2008.54 del 6 dicembre 2010, in RtiD I-2011 n.
11t). In un altro caso, ricordato che ci si può discostare dal valore calcolato
dall’autorità fiscale se si è verificata in prossimità del giorno determinante
una cessione fra terzi indipendenti, questa Corte ha escluso che basti, a tal
fine, un trasferimento di quote fra azionisti; nel caso concreto, era avvenuta
nell’ambito di una divisione ereditaria (sentenza CDT n. 80.2012.127 del 6
febbraio 2013, in RtiD II-2013 n. 9t).
3.4
3.4.1
Emerge dalla giurisprudenza
e dalle Istruzioni (Circolare n. 28) che queste ultime non vengono applicate
nel caso in cui il valore venale dei titoli può essere determinato tramite un
trasferimento rappresentativo oppure sostanziale tra terzi. La transazione può
essere posteriore alla data determinante. Il Tribunale federale ha applicato
tale principio per delle transazioni realizzate sino a sette mesi dopo la data
determinante (sentenze TF 2C_1082/2013 e 2C_1083/2013 del 14.1.2015 consid.
5.3.2.; 2C_504/2009 del 15.4.2010; 2A_590/2002 del 22.5.2003).
3.4.2
Nel Commentario 2019 alle
Istruzioni concernenti la valutazione dei titoli non quotati (cfr. sito
internet https://www.steuerkonferenz.ch/downloads/Dokumente/Kreisschreiben/KS28_Kommentar_2019_V20191213_FR_20200210.pdf,
consultato il 10.11.2020), viene fatto il punto della situazione – a livello
giurisprudenziale – in relazione alla cifra 2 punto 5, secondo la quale nel
caso in cui i titoli di società non quotate in borsa e delle quali non si
conosce alcuna valutazione, sono stati oggetto di un trasferimento sostanziale
degli stessi tra terzi indipendenti, allora il valore venale da prendere in considerazione
corrisponde al prezzo di acquisto. Si può derogare a tale principio in casi
particolari ove ciò è giustificato dall’analisi dell’insieme delle circostanze
determinanti. Il valore così determinato sarà mantenuto sino a che la
situazione economica della società non viene considerevolmente modificata.
Nel commentario si
spiegano i concetti di “trasferimento sostanziale”, di “cambiamento
considerevole della situazione economica”, di “titoli regolarmente negoziati”,
di “trasferimento tra terzi indipendenti”, di “presa in considerazione del
prezzo fissato nell’ambito di una transazione anteriore oppure posteriore alla
data determinante”.
3.5
3.5.1
A pagina 5 del Commentario
2019.
alla Circolare n. 28 viene specificata la nozione di trasferimenti tra
terzi indipendenti. Viene in particolare ricordato che le transazioni tra
azionisti o soci non vengono considerate come trasferimenti tra terzi
indipendenti. Ciò avviene ad esempio quando la formazione del prezzo non è
trasparente e non risulta da un metodo corrispondente a criteri economici
riconosciuti. È questo il caso pure quando una società operativa è oggetto di
una vendita sulla base di un patto parasociale con cui il prezzo è stato
fissato tenendo conto solo della sostanza intrinseca. Lo stesso principio vale
per l’acquisto da parte della società dei suoi diritti di partecipazione.
3.5.2
Come giustamente rilevato
da parte dell’autorità fiscale non si può prendere quale prezzo di riferimento
per la valutazione delle azioni della __________ (società detenuta nel 2011 da __________)
l’acquisto delle proprie azioni avvenuto il 17.12.2010. Come indicato, il
prezzo di fr. 3'375'000.- pagato per il riacquisto del 40% del capitale
azionario dall’azionista di minoranza (la __________) non può essere
considerato, non si trattava di una vendita tra terzi indipendenti, ai sensi
della Circolare e del relativo Commentario.
3.6
3.6.1
Sempre gli insorgenti
hanno indicato che vi sarebbero state delle trattative per la vendita
dell’intero pacchetto azionario della __________ per un costo “(…)tra i 4 e
i 5 milioni di franchi (…)”, che tuttavia non sarebbero state concluse
proprio per ragioni di “prezzo” (cfr. replica del 28.8.2017). A loro
dire sarebbe questo il valore da prendere in considerazione per la valutazione
della holding, per l’imposta sulla sostanza, ritenuto come “i restanti beni
dell’__________ non hanno particolare valore intrinseco”.
3.6.2
Come tuttavia hanno
rilevato UT ed UTPG i contribuenti non hanno mai fornito documenti atti a sostanziare
l’esistenza e la data delle presunte trattative. Tuttavia, anche nel caso di
una loro ipotetica esistenza e comprova, le stesse non potrebbero essere
comunque prese in considerazione dato che, sempre secondo il Commentario 2019
alla Circolare n. 28 (pag. 6), in relazione alle trattative in vista di una
vendita a terzi indipendenti, precisa che le stesse suggeriscono in effetti una
possibile intenzione di acquisto, ma tuttavia non forniscono risultati certi.
Non si può pertanto basarsi sui prezzi di acquisto che vengono proposti ad ogni
singola trattativa. Per potersi scostare dalla Circolare, è necessario disporre
di un contratto di acquisto valido, come base necessaria per poter procedere ad
una stima.
3.7
A ciò si aggiunge, a titolo
meramente abbondanziale, che rispetto al 2010, nel 2011 la __________ aveva
registrato un utile di molto superiore rispetto ai precedenti anni attestandosi
a fr. 2'805'311.- (nel 2010 l’utile era infatti di fr. 153'329.- e nel 2009 si
era addirittura registrata una perdita di – 57'119.-). Anche una modifica
essenziale della situazione economica di una società impedisce di potersi
riferire a transazioni avvenute (cfr. sentenza CDT 80.2016.288-289 del
4.3.2020, consid. 3.5.).
3.8
Motivo per il quale questa
Camera non vede motivo di scostarsi dal metodo di valutazione di __________ basato
sulla Circolare n. 28 e relativo Commentario, ritenuto come il Tribunale
federale, nella propria giurisprudenza (cfr. sentenza TF 2C_309/2013 del
18.9.2013, consid. 3.5.) ha indicato che è corretto riferirsi alle Circolari, a
condizione che queste contengano una concretizzazione convincente delle
normative legali. Tale situazione esiste in ambito di valutazione fiscale,
motivo per il quale il Tribunale federale, nella sua prassi, si riferisce nelle
proprie valutazioni alla Circolare n. 28, quantomeno in ambito di imposizione
delle persone fisiche (cfr. anche sentenze 2C_881/2008 del 24.6.2010 consid.
2.3.; 2C_504/2009 del 15.4.2010 consid. 3.3.).
4.
4.1.
Per quanto concerne la
valutazione della __________ per il periodo fiscale 2011, società che come già
indicato precedentemente deteneva le azioni della __________ (cfr. dettaglio valutazione
al 31.12.2011 pag. 3), essendo una holding, la stessa va effettuata secondo la
cifra 33 della Circolare 28 che rimanda a sua volta alle cifre 38 e 42.
La Cifra 38 prevede che il
valore di una società holding corrisponda al suo valore di sostanza. I titoli e
le partecipazioni detenuti dalla società sono stimati secondo le cifre 23 e 24
della Circolare (cifra 39). Una deduzione per le imposte latenti può essere
accordata unicamente se la società è assoggettata alle imposte cantonali
sull’utile. Nel caso in cui la società non beneficia di un tale statuto
privilegiato, la deduzione è del 15% conformemente alla cifra 31.
4.2
Nella relazione dell’UTPG viene
indicato il metodo di valutazione di __________ (pag. 2):
“Il valore di sostanza è composto, oltre che dal
capitale proprio (capitale azionario liberato, riserve aperte e tassate,
utili/perdite), anche da eventuali riserve occulte, nel nostro caso sulle
partecipazioni (cifra marginale 24, paragrafo 1) e sulla rispettiva sostanza
immobiliare (cifra marginale 19, paragrafo 1). La riserva occulta sulle
partecipazioni è calcolata facendo la differenza fra il valore fiscale della
partecipata, calcolato secondo i criteri definiti dalle Istruzioni, e il valore
contabile registrato nella società madre, mentre la riserva occulta sugli
immobili risulta dalla differenza tra il valore di stima e il valore contabile.
Per la società immobiliare qual è, di fatto, la partecipata __________, le
Istruzioni prevedono un calcolo che considera il solo valore di sostanza, come
espressamente indicato alla cifra marginale 42. Nella fattispecie dal calcolo
effettuato non risulta la presenza di riserve occulte. (…). Per contro per le
società operative qual è la partecipata __________ (attiva nel campo
industriale), la cifra marginale 6 prevede l’utilizzo del metodo di calcolo
misto che pondera due volte il valore di reddito ed una volta il valore di
sostanza (…). (…) in accordo con il rappresentante fiscale, da diversi anni il
reddito determinante per la capitalizzazione è stabilito considerando i
risultati fiscali degli ultimi tre anni (modello 2) anziché quelli degli ultimi
2.
(modello 1, utilizzato normalmente), così come previsto alle cifre marginali
7.
e 35 delle Istruzioni.
4.3
La valutazione dell’UTPG
segue pedissequamente quanto disposto dalla Circolare n. 28. Invero nelle
proprie osservazioni i ricorrenti non contestano di per sé il calcolo
effettuato tramite l’applicazione delle Istruzioni, ma si limitano a scartare a
priori le stesse chiedendo di volersi riferire alle transazioni avvenute (cfr.
riacquisto azioni proprie dall’azionista di minoranza o presunte trattative di
vendita).
4.4
L’UT ha pertanto valutato __________
seguendo la corretta metodologia. Motivo per il quale, per il periodo fiscale
2011, il valore di un’azione di __________ deve essere riconfermato in fr.
141.-, come stabilito nella decisione impugnata.
5.
Il ricorso è parzialmente
accolto e le decisioni su reclamo IC/IFD 2010 e 2011 sono riformate
limitatamente al reddito conseguito dall’immobile di __________, stabilito in
fr. 9'000.-. per il periodo fiscale 2010 e in fr. 43'800.- per il 2011. Le
spese di manutenzione vengono fissate di conseguenza. Per le spese
professionali è stata riconosciuta la deduzione per il pasto di mezzogiorno
nella misura di ½. Per il resto il ricorso è respinto.
La tassa di giustizia e le
spese processuali sono poste a carico dei ricorrenti, in ragione della loro
soccombenza.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente
accolto.
§ Di conseguenza le decisioni
su reclamo IC/IFD 2010 e 2011 sono riformate limitatamente al reddito conseguito
dall’immobile di __________, stabilito in fr. 9'000.-. per il periodo fiscale
2010 e in fr. 43'800.- per il 2011. Le spese di manutenzione vengono fissate di
conseguenza. Per le spese professionali è stata riconosciuta la deduzione per
il pasto di mezzogiorno nella misura di ½. Per il resto il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 2’500.–
b. nelle spese di cancelleria
di complessivi fr. 500.–
per un totale di fr. 3’000.–
sono a carico dei
ricorrenti in ragione di 2/3 (fr. 2'000.-).
3. Contro il prese Copia
per conoscenza:
- municipio di __________.
per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria: