Lexipedia

Decisione

80.2017.184

Procedura: reclamo, legittimazione, debito d'imposta di zero franchi, mancanza di interesse degno di protezione ad accertare l’ammontare delle perdite da riportare, irricevibile

21 dicembre 2017Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 è una società il

cui scopo sociale consiste: “nell’esercizio di un’impresa per la progettazione

e costruzione di edifici di vario genere, case e tetti prefabbricati in legno e

non; l’acquisto e la vendita, l’importazione e l’esportazione e, in genere, il

commercio di beni mobili; l’effettuazione di studi e ricerche, la progettazione,

l’esecuzione e la prestazione di assistenza tecnica nel settore specifico e in

rami d’attività affini; attività di general contractor; l’acquisto, la

detenzione e l’utilizzo di marchi e brevetti e altre forme di proprietà

intellettuale. La società può aprire succursali e filiali in Svizzera e

all’estero e partecipare ad altre imprese in Svizzera e all’estero. La società

può acquisire, possedere e vendere beni immobili. La società può inoltre esercitare

tutte le attività commerciali, finanziarie o di altro genere che siano in

relazione con lo scopo della società”.

B. Periodo fiscale

2014

a.

Con decisione di

tassazione IC/IFD 2014 del 13.4.2017, l’autorità fiscale aggiungeva fr.

201'883.- a quanto dichiarato dalla contribuente come utile, e meglio una

perdita di fr. 201'883.-. L’utile imponibile veniva commisurato in fr. “0.-“. In

merito all’aggiunta all’utile l’UT indicava: “spese

non documentate o eccessive”, “rettifica

utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo”,

ed anche “prestazioni (valutabili in denaro) ad

azionisti o persone vicine, vantaggi vari”.

Il capitale per l’IC

veniva commisurato in fr. 500'000.-.

b.

Con “reclamo

cautelativo” del 12/15.5.2017, l’insorgente, per il tramite di __________, si

aggravava contro la decisione emessa dall’UTPG. In particolare contestava

l’aggiunta all’utile di fr. 201'883.- e chiedeva che le venissero trasmessi i

dettagli relativi ai fattori presi in considerazione.

c.

Con decisione di

tassazione su reclamo del 22.6.2017 l’UTPG stabiliva che il reclamo fosse

irricevibile, proponendo la seguente motivazione:

“La legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di

un interesse degno di protezione, che può essere sia un interesse di fatto sia

un interesse di diritto, direttamente connesso con l’oggetto della

contestazione ed attuale (...). Perché sia data la legittimazione, devono

essere adempiuti i seguenti presupposti: - l’interessato deve essere toccato e

pregiudicato dalla decisione: è irrilevante che si tratti di interessi

giuridici o fattuali, ma basta che la decisione gli cagioni uno svantaggio

economico, ideale, materiale o di altra natura; - il ricorrente deve dimostrare

di avere un interesse alla modifica della decisione: si richiede pertanto che

egli sia toccato in modo particolare e diretto, in misura maggiore e con

intensità superiore rispetto a chiunque altro. Oggetto di un reclamo in materia

fiscale possono essere unicamente questioni giuridiche attuali, le cui

conseguenze gravano sul contribuente. Questioni giuridiche astratte, che non

presentano alcuna relazione con il periodo di tassazione in discussione, ma che

avranno conseguenze solo in seguito, non presentano interesse degno di tutela

giuridica (...). Nella fattispecie la ricorrente ha impugnato l’imposta

sull’utile (cantonale e federale) che ammonta però a zero, ed è quindi chiaro

che manca un interesse attuale ad impugnare le tassazioni in oggetto. Viene

pertanto riconosciuta alla contribuente la possibilità di contestare

l’ammontare delle perdite accertate relative all’esercizio 2014 quando saranno

compensate con eventuali utili degli esercizi futuri”.

d.

Con tempestivo ricorso

alla Camera di diritto tributario del 21/24.7.2017 __________ insorge contro la

decisione di tassazione su reclamo IC/IFD 2014. La stessa si ritiene

legittimata ad impugnare la decisione siccome parte alla procedura e toccata

dalla stessa. Indica che l’UTPG, aggiungendo al risultato dichiarato da __________

un importo di fr. 201'833.- azzera di fatto la perdita d’esercizio. La

correzione fiscale sarebbe dovuta a non meglio precisati fattori aggiunti

all’utile (spese non documentate o eccessive, e rettifica utile lordo in base

ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo) e prestazioni (valutabili

in denaro) ad azionisti o persone vicine. Secondo la ricorrente nella decisione

non viene illustrato né nel dettaglio, ma neppure in maniera sufficiente quali siano

le spese non documentate. La ricorrente spiega che il diritto fiscale si basa

sul principio del bilancio commerciale: nel caso in cui l’autorità fiscale si discosti

dal medesimo è necessario che venga indicato e specificato quali norme fiscali

non sarebbero state rispettate. La ricorrente ritiene pertanto violato il suo

diritto di essere sentita.

In merito

all’irricevibilità del reclamo, la ricorrente la censura integralmente. __________

sostiene che le rettifiche fiscali, apportate ai conti presentati ed al risultato

d’esercizio, danneggerebbero la società e la esporrebbero ad ulteriori

conseguenze fiscali, non unicamente sulle imposte dirette della società, ma anche

sull’IVA e sull’imposta preventiva. A queste si dovrebbe poi sommare l’eventuale

responsabilità solidale degli amministratori sui medesimi debiti d’imposta

dovuti dalla società. La ricorrente indica poi che le spese non documentate,

riprese ai fini delle imposte dirette, hanno la conseguenza di essere riqualificate

come prestazioni valutabili in denaro a favore degli azionisti. Secondo

l’insorgente, rifiutandole una giustificazione alla ripresa effettuata, l’UTPG

la esporrebbe ad un rischio di prelievo ingiustificato, non avendo la società

operato alcuna distribuzione di utili né palese né dissimulata. Nel gravame RI

1 conclude postulando che la decisione su reclamo sia dichiarata nulla e che

gli atti vengano ritornati all’UTPG perché adotti una decisione motivata

C. Periodo fiscale

2015

a.

Con decisione di

tassazione IC/IFD 2015 del 13.4.2017, l’autorità fiscale aggiungeva fr.

320’048.- a quanto dichiarato dalla contribuente come utile, e meglio una

perdita di fr. 320'048.-. L’utile imponibile veniva commisurato in fr. “0.-“.

In merito all’aggiunta all’utile l’UT indicava: “spese

non documentate o eccessive”, “rettifica

utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo”,

ed anche “prestazioni (valutabili in denaro) ad

azionisti o persone vicine, vantaggi vari”.

Il capitale per l’IC

veniva commisurato in fr. 500'000.-.

b.

Con “reclamo

cautelativo” del 12/15.5.2017 RI 1, per il tramite di __________, si aggravava

contro la decisione emessa dall’UTPG. In particolare contestava l’aggiunta

all’utile di fr. 320'048.- e chiedeva che le venissero trasmessi i dettagli

relativi ai fattori presi in considerazione.

c.

Con decisione su

reclamo del 22.6.2017 l’UTPG dichiarava irricevibile il gravame con la medesima

motivazione esposta per il periodo fiscale precedente.

d.

Con tempestivo

ricorso 21/24.7.2017 RI 1 si aggrava contro la decisione su reclamo IC/IFD 2015

proponendo i medesimi argomenti esposti nel gravame per il precedente periodo

fiscale. Censura la violazione del suo diritto di essere sentita in relazione

alla motivazione della decisione su reclamo: in particolare la contribuente non

è in grado di comprendere su quali basi si è fondato l’UTPG per riprendere

elementi dell’utile. Ritiene inoltre necessario che l’autorità fiscale, nei

correttivi apportati al risultato dichiarato indichi e specifichi con minimo ma

sufficiente dettaglio e motivazioni le norme fiscali che ritiene non siano

state rispettate. Contesta inoltre che non sussista in casu un interesse

degno di protezione ad impugnare la decisione di tassazione: questa ha anche

ulteriori conseguenze fiscali (IVA, imposta preventiva). Inoltre le spese non

documentate potrebbero essere riqualificate in prestazioni valutabili in denaro

a favore degli azionisti. Vi sarebbero anche delle conseguenze da parte

dell’AVS e dell’imposta alla fonte per quei vantaggi che dovessero venire

qualificati come salario in natura. Nel gravame RI 1 conclude postulando che la

decisione su reclamo sia dichiarata nulla e che gli atti vengano ritornati

all’UTPG perché adotti una decisione motivata.

D. Con uniche

osservazioni 31.7/2.8.2017 per i ricorsi IC/IFD 2014/2015 l’UTPG indica che

secondo la giurisprudenza del TF in applicazione dell’art. 67 LIFD (di egual

tenore l’art. 75 LT) una tassazione in materia d’imposte dirette acquista autorità

di cosa giudicata solo per il periodo fiscale in questione: le circostanze di

fatto e di diritto possono essere valutate in modo diverso in occasione di un

ulteriore periodo fiscale. Secondo l’UTPG quando un contribuente riceve una decisione

di tassazione che stabilisce un utile nullo, con la conseguenza che non vi è

alcun debito d’imposta, l’ammontare delle perdite che hanno portato a stabilire

l’utile nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione,

sicché tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata sostanziale.

L’UTPG indica che, nella misura in cui un contribuente auspica che l’ammontare

della perdita da riportare sul periodo fiscale successivo sia oggetto di una

decisione secondo l’art. 67 LIFD, gli manca un interesse attuale degno di tutela.

Il riporto delle perdite andrà eventualmente esaminato in occasione della

tassazione dei periodi fiscali successivi.

E. Con replica

30/31.8.2017 RI 1 si è riconfermata nei suoi allegati ricorsuali, contestando

la presa di posizione dell’UTPG. In particolare la ricorrente ritiene che il modo

di procedere dell’autorità fiscale determini l’applicazione di una tassazione

provvisoria, priva di base legale.

F. Il 20.11.2017 si è

tenuta presso la Camera di diritto tributario un’udienza alla presenza dei

rappresentanti della contribuente, del Capo Ufficio dell’Ufficio giuridico

della Divisione delle contribuzioni e di due funzionari dell’UTPG.

I rappresentanti della

ricorrente hanno fatto presente il danno economico che può derivare dalla

mancata decisione di merito. I finanziatori della società, in particolare le

banche, potrebbero tener conto delle riprese che risultano dalle tassazioni

contestate. Ad avviso dell’insorgente l’UTPG non terrebbe debitamente in

considerazione la grande importanza che ha una decisione di tassazione nel

mondo economico e finanziario. La contribuente indica anche di avere interesse

a conformarsi alle disposizioni tributarie, ma a tal fine deve conoscere le

ragioni delle riprese fiscali, per evitare che nei periodi successivi si

ripresentino problemi analoghi. La ripresa effettuata sarebbe inoltre avvenuta

senza che l’autorità fiscale abbia effettuato accertamenti fiscali

contrariamente a quanto si può desumere dalla decisione. La contribuente

ritiene che, se invece un accertamento vi fosse stato, lo stesso sarebbe

avvenuto in violazione del diritto di essere sentita della ricorrente.

L’UTPG ha per sua parte

richiesto la conferma delle decisioni impugnate, che si fondano su una consolidata

giurisprudenza del Tribunale federale. Ritiene inolte che ci siano altre

procedure che consentirebbero di evitare i pregiudizi paventati dalla ricorrente.

L’autorità conclude da ultimo dicendo di avere invece proceduto a delle riprese

fondate su un pur minimo accertamento.

Diritto

1. La Camera di diritto

tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli

uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a

condizione che il gravame sia ricevibile in ordine.

Essa deve pertanto esaminare

preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente

motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,

ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia

dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se

l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi

all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario,

la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

Considerandi

2.

2.1.

Nel caso che qui ci occupa,

RI 1 contesta le decisioni dell’UTPG che hanno dichiarato irricevibile il

reclamo da lei interposto per i periodi fiscali 2014 e 2015, con la motivazione

che l’imposta sull’utile ammontava a fr. 0.-.

Di fatto la ricorrente

censura una violazione del suo diritto di essere sentita: non le sarebbe stata

data la possibilità di comprendere gli elementi alla base delle rettifiche

operate dall’UTPG, così come i motivi ed il processo di accertamento che hanno

portato alla correzione fiscale operata.

I ricorrenti non hanno

contestato l’imposta sul capitale.

2.2

2.2.1

L’art. 29 Cost. fed.

impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle

allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli

argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta

sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno

spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi

l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e

delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114

Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).

Per far ciò l’autorità giudicante

non deve pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le eccezioni

sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali ed

essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (DTF 111 Ia 1, cons. 3a;

DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a; DTF 101 Ia 3;

decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981 in re St.; Imboden/ Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,

Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch,

Direkte Bundessteuer, 2ª ediz., Vol. III, Basilea 1992, p. 249).

2.2.2

La motivazione deve dunque

consistere nell’esposizione della fattispecie ed in una motivazione giuridica,

dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in

tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e

l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 249;

inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

2.2.3

Nel caso di specie, l’UTPG

nella propria motivazione della decisione su reclamo ha spiegato le ragioni per

le quali non poteva entrare nel merito delle contestazioni sollevate dalla

ricorrente in relazione all’aggiunta di fattori imponibili all’utile: ritenendo

come RI 1 avesse impugnato l’imposta sull’utile (cantonale e federale) che

tuttavia ammontava a zero franchi, l’UTPG ha ritenuto non vi fosse un interesse

attuale ad impugnare le tassazioni. L’autorità fiscale ha peraltro indicato che

alla contribuente sarebbe stata riconosciuta la possibilità di contestare

l’ammontare delle perdite accertate relative agli esercizi 2014 e 2015, al

momento in cui queste sarebbero state compensate con eventuali utili degli

esercizi futuri.

Non si ravvisa pertanto

una violazione del diritto di essere sentita della ricorrente: nella propria

decisione l’UTPG ha sostanziato per quali ragioni giuridiche non potesse

entrare nel merito delle sue doglianze.

2.3

2.3.1

Si tratta pertanto di

verificare se sia legittima la decisione dell’autorità di tassazione di

dichiarare irricevibili i reclami interposti dalla società contribuente contro

le decisioni di tassazione IC/IFD per i periodi fiscali 2014 e 2015 o se

avrebbe dovuto entrare nel merito delle censure che le erano state sottoposte

dalla reclamante.

2.3.2

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale che concerne la deduzione delle perdite, una decisione

di tassazione ha autorità di cosa giudicata solo per il periodo fiscale in

questione; le circostanze di fatto e di diritto possono essere valutate

diversamente in occasione di un ulteriore periodo fiscale. Esse assumono

unicamente la qualifica di motivi e come tali non partecipano dell’autorità materiale

di cosa giudicata. In particolare quando un contribuente riceve una tassazione

che riporta un reddito nullo, con la conseguenza che non deve pagare alcuna

imposta, l’ammontare delle perdite che hanno condotto alla tassazione su di un

reddito nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione,

con la conseguenza che tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata.

Nella misura in cui il contribuente desidera che sia accertato l’ammontare

della perdita da riportare al periodo fiscale seguente, non vi è un interesse

attuale degno di protezione (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_911/2013

e 2C_912/2013 del 26 agosto 2014, in RDAF 2015 II p. 119 consid. 2.2, con riferimento

a: ATF 140 I 114 consid. 2.4.1 p. 119 s.; sentenze 2C_973/2012 del 4 ottobre

2013.

consid. 4.2;2C_91/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.3.3, in RF 68/2013 p.

158; v. anche Danon, in:

Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a

edizione, Basilea 2017, n. 17 ad art. 67 LIFD; Helbing/Felber,

in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3a ed., Basilea 2016,

n. 14 ad art. 67 LIFD).

2.3.3

Sebbene la giurisprudenza

fiscale sottolinei di solito il requisito dell’esistenza di un utile o di un

reddito imponibile nullo, è evidente che la situazione di un contribuente che

riceve una decisione, con cui il suo debito d’imposta viene fissato a zero a causa

di un utile o di un reddito imponibile estremamente ridotto, deve essere

assimilata a quella di un contribuente la cui decisione di tassazione stabilisce

un utile o un reddito nullo e, di conseguenza, un debito d’imposta nullo. Un simile

contribuente non ha un interesse attuale a contestare un debito d’imposta nullo

né a ottenere una decisione in merito all’ammontare della perdita da riportare

ai periodi fiscali successivi (sentenza 2C_973/2012 del 4 ottobre 2013 consid. 4.2).

2.3.4

Ne consegue come l’UTPG a

ragione ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato dalla ricorrente,

posto come il debito relativo all’imposta sull’utile fosse, sia per l’IFD che

per l’IC 2014-2015, di zero franchi.

Per quanto attiene alle

preoccupazioni formulate dall’insorgente, in merito alle ulteriori conseguenze

fiscali delle decisioni litigiose, sia per la stessa società (imposta

preventiva, imposta sul valore aggiunto) sia per i suoi azionisti (responsabilità

solidale, prestazioni valutabili in denaro), non si può che ribadire che la

motivazione delle decisioni impugnate non vincola le autorità fiscali

competenti per le eventuali altre decisioni. Queste ultime saranno pertanto

impugnabili con i rimedi giuridici previsti dalle rispettive procedure (cfr.

anche la sentenza del TF 2P.345/2005 dell’11 maggio 2006 consid. 2.2 in fine).

In relazione alle

paventate ripercussioni delle decisioni nei rapporti con finanziatori della

società, anch’essi potranno tener conto della particolare situazione procedurale,

che è illustrata nella decisione su reclamo. Ci si domanda d’altra parte se una

società, che necessita di finanziamenti, possa considerarsi pregiudicata da una

decisione di tassazione che riduce le perdite dichiarate.

3.

Il ricorso è

irricevibile. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico di RI 1,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è irricevibile.

2. Le spese processuali consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 600.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 700.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-

;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: