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Decisione

80.2017.287

Procedura: ricorso, domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio, scarse probabilità di esito favorevole

21 dicembre 2017Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 2 è titolare della

ditta __________, con scopo la mediazione nel campo del piccolo credito e nel

ramo immobiliare. Il marito RI 1 è al beneficio di rendite di invalidità e di

prestazioni complementari.

B. a.

Con decisione del 24

novembre 2014, l’RS 1 notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2009.

Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale aveva aumentato il

reddito dell’attività indipendente della moglie da fr. 21'696.– a fr. 40'000.–,

avendo ripreso gli interessi passivi pagati alla __________ SA e alla __________

SA, entrambe con sede a __________ (__________), oltre a spese private. Aveva

inoltre aggiunto il presunto reddito del controvalore dei debiti in questione,

non riconosciuti fiscalmente. Il reddito imponibile era pertanto commisurato in

fr. 103'700.– per l’IC e fr. 108'600.– per l’IFD. Infine, tenuto conto della

sproporzione fra entrate e uscite, aveva assoggettato all’imposta “altri

redditi” per fr. 50'000.–.

b.

I contribuenti impugnavano

la suddetta decisione, con reclamo del 24 dicembre 2014. In primo luogo,

lamentavano il mancato riconoscimento – “purtroppo” fondato anche su sentenze

della Camera di diritto tributario e del Tribunale federale – dei debiti

dichiarati nei confronti delle società __________ SA e __________ SA, che a

loro avviso comportava una “doppia imposizione”. Inoltre, contestavano la

ripresa delle spese private e il reddito d’altra fonte.

C. a.

Con decisione del 16

dicembre 2015, l’RS 1 notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2010.

L’autorità fiscale aveva ammesso, da un lato, una perdita di fr. 40'000.–,

relativa all’attività lucrativa indipendente della moglie. Dall’altro, aveva

aggiunto ai redditi dichiarati i proventi della locazione del mapp. n. __________

di __________ (fr. 164'595.–). Come nel periodo precedente, aveva poi aggiunto

ai redditi dichiarati il presunto reddito del controvalore dei debiti non

riconosciuti (fr. 26'100.–) e “altri redditi” (fr. 30'000.–), per tener conto

della sproporzione fra entrate e uscite.

b.

I

contribuenti interponevano reclamo contro la suddetta decisione il 28 dicembre

2015, chiedendo “l’accettazione della dichiarazione fiscale come da [loro] presentata”.

La motivazione del reclamo ricalcava quella del periodo precedente.

D. Dopo

aver indirizzato ai reclamanti diverse richieste di documentazione, cui essi

solo parzialmente hanno dato seguito, il 18 ottobre 2017 l’RS 1 ha notificato

loro le decisioni su reclamo.

Per

quanto concerne il periodo fiscale 2009, l’autorità fiscale ha intrapreso una

modifica della tassazione, aggiungendo in particolare l’immobile in Italia e il

relativo reddito. Il reddito imponibile è in tal modo stato determinato in fr.

115'600.– per l’IC e fr. 120'500.– per l’IFD. In relazione al reddito d’altra

fonte, l’Ufficio di tassazione ha constatato che i contribuenti non avevano giustificato

la sproporzione fra le entrate e le uscite, limitandosi a presentare un loro

calcolo, dal quale risultava comunque un’insufficienza di liquidità; d’altra

parte, i pretesi prestiti e donazioni da parte di parenti all’estero non erano

mai stati precedentemente dichiarati e non potevano pertanto essere

riconosciuti.

Quanto

al periodo fiscale 2010, il reddito imponibile è stato ridotto a fr. 95'300.–

per l’IC e fr. 98'200.– per l’IFD. L’autorità di tassazione ha, da un lato,

ribadito i motivi per cui non poteva essere riconosciuto il debito nei

confronti delle società __________ AG e __________ SA, e, dall’altro,

confermato il reddito d’altra fonte, in mancanza di “validi chiarimenti atti a

giustificare l’insufficienza di liquidità nell’ambito del dispendio”.

D. Con

tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 e RI 2 contestano in

primo luogo il mancato riconoscimento degli interessi passivi pagati alla __________

AG ed alla __________ AG. Gli insorgenti chiedono poi lo stralcio dei redditi

d’altra fonte, invocando il modesto tenore di vita e gli aiuti ricevuti da

parenti e sottolineando che “nessuno può impedire in circostanze simili alle [loro],

di detenere eventuali piccoli risparmi per il sostentamento, sotto il

materasso”. Chiedono infine che alle spese di gestione e manutenzione

dell’immobile di __________ siano aggiunti i “costi del personale”.

I

ricorrenti postulano infine l’assistenza giudiziaria ed eventualmente il

gratuito patrocinio, in considerazione delle “note difficoltà finanziarie

attuali”.

E. Il

20 novembre 2017 la Camera di diritto tributario ha attribuito ai ricorrenti un

termine fino al 12 dicembre 2017 per versare un importo di 3'000 franchi a

titolo di garanzia per le tasse di giustizia e le spese di procedura.

Gli

insorgenti, con lettera del 23 novembre 2017, hanno dichiarato di non poter

pagare l’importo richiesto e hanno chiesto nuovamente l’assistenza giudiziaria

ed eventualmente il gratuito patrocinio.

Diritto

1. 1.1.

I

ricorrenti hanno chiesto di essere posti al beneficio dell’assistenza

giudiziaria e del gratuito patrocinio, sottolineando il loro stato d’indigenza.

1.2.

Giusta

l'art. 29 cpv. 3 Cost., chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla

gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo;

ha inoltre diritto al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia

necessaria per tutelare i suoi diritti. Per giurisprudenza, sono da ritenersi

prive di probabilità di esito favorevole quelle conclusioni per le quali le

probabilità di successo sono manifestamente inferiori a quelle di insuccesso (cfr.

la sentenza del Tribunale federale 2C_849/2013 del 30 dicembre 2013 consid. 4.1

con riferimenti).

Secondo

il diritto cantonale, l’assistenza giudiziaria è concessa se la persona

richiedente comprova di essere indigente e se la procedura presenta possibilità

di esito favorevole per l’istante (art. 2 e 3 cpv. 3 della Legge sull’assistenza

giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio del 15 marzo 2011 [LAG; RL 3.1.1.7]).

1.3.

La

prima contestazione dei ricorrenti consiste ancora nel riconoscimento, dal profilo

fiscale, di alcuni debiti da loro dichiarati e per i quali pagano importi

rilevanti a titolo di interessi passivi.

Alla

fine degli anni ’90 del secolo scorso, sia questa Camera (cfr. sentenza CDT n.

80.96.80 del 20 febbraio 1997) sia il Tribunale federale (sentenza TF n.

2A.129/1997 e 2P.177/1997 del 4 giugno 1998) hanno negato il riconoscimento del

preteso mutuo concesso ai contribuenti dalla __________ __________.

In

tempi più recenti, con riferimento ai periodi fiscali 1997/98 e 1999/00, le

stesse autorità giudiziarie (cfr. la sentenza CDT n. 80.2008.18/19 del 25 giugno

2012 e la sentenza TF 2C_823/2012 e 2C_824/2012 del 18 febbraio 2013) hanno affermato

che non erano adempiuti i presupposti perché fosse riconosciuta fiscalmente

l'esistenza dei debiti indicati nella dichiarazione fiscale 1997/1998 e nella

dichiarazione successiva, concernente il periodo 1999/2000. La sola circostanza

che, nel periodo fiscale più recente, la __________ AG di __________ fosse subentrata

alla __________ di __________ nella posizione di creditore non è stata ritenuta

determinante.

Per

quanto concerne poi l’istanza di assistenza giudiziaria gratuita e di gratuito

patrocinio, tanto la Corte cantonale quanto quella federale l’hanno respinta,

in quanto il ricorso appariva sin dall'inizio privo di probabilità di successo.

Ancora

più recentemente, le autorità giudiziarie cantonali (sentenza CDT n. 80.2014.24-33

del 9 maggio 2014) e federali (sentenza 2C_578/2014 e 2C_579/2014 del 10

novembre 2014) si sono pronunciate sui ricorsi dei contribuenti, che

concernevano i periodi fiscali 2001/2002, 2003, 2004, 2005 e 2006, negando la

deduzione degli interessi che sarebbero stati pagati alle società __________ AG

e __________ SA.

Con

decisione separata, inoltre, la Camera di diritto tributario (sentenza del 26

luglio 2013) aveva respinto l’istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito

patrocinio. Il Tribunale federale aveva poi respinto un ricorso dei

contribuenti, con sentenza del 30 dicembre 2013 (n.2C_849/2013).

1.4.

Alla

luce delle considerazioni che precedono, poco importa stabilire se i contribuenti

si trovino effettivamente nel bisogno. La vertenza in discussione appare

indiscutibilmente destinata all’insuccesso.

Ne

consegue che non sono adempiuti i presupposti per il riconoscimento

dell’assistenza giudiziaria gratuita e del gratuito patrocinio.

Considerandi

2.

2.1.

Nelle

decisioni qui contestate sono litigiosi anche altri aspetti, che non erano

considerati nelle tassazioni dei periodi precedenti.

Anche

a tale proposito, si può tuttavia escludere che sia dato il requisito del “fumus

boni iuris”.

2.2

Nelle

decisioni impugnate, l’Ufficio di tassazione ha aggiunto ai redditi dichiarati

un reddito d’altra fonte, per tener conto della sproporzione fra le entrate e

le uscite dei periodi fiscali litigiosi. I ricorrenti hanno prodotto a loro volta

un calcolo del dispendio, dal quale pure risulta un ammanco di liquidità,

seppure inferiore. Nonostante le ripetute richieste di documentazione loro

indirizzate dall’Ufficio di tassazione, i contribuenti non hanno mai prodotto

per esempio le attestazioni bancarie italiane. A tale riguardo, va anche

sottolineato che dell’esistenza della casa di proprietà dei ricorrenti in

Italia l’autorità di tassazione è venuta a conoscenza solo dopo che la

tassazione 2009 era già stata notificata e durante la procedura di tassazione

relativa al 2010, senza che peraltro gli stessi l’avessero dichiarata. Alle

successive richieste di documentazione gli insorgenti hanno dato seguito solo

in modo parziale. L’Ufficio di tassazione non ha mai ricevuto per esempio la

documentazione relativa alla relazione bancaria, a sua volta emersa dopo la

scoperta dell’esistenza della casa in Italia.

Le

spiegazioni fornite dai contribuenti, per giustificare la sproporzione fra

entrate e uscite, paiono del resto a dir poco carenti. Come indica l’autorità

fiscale nelle decisioni impugnate, i pretesi mutui e donazioni provenienti da

parenti residenti all’estero non sono mai stati dichiarati. Meno ancora può

essere considerata convincente la tesi degli “eventuali piccoli risparmi per il

sostentamento”, detenuti “sotto il materasso”.

2.3

Altro

aspetto litigioso concerne i “costi del personale”, che i ricorrenti avrebbero

sostenuto in relazione alla gestione del mapp. n. __________ di __________. A

tale riguardo, basti sottolineare che né con i reclami contro le decisioni di

tassazione né con il ricorso a questa Corte i contribuenti hanno prodotto il

minimo giustificativo di questi pretesi costi, che ammonterebbero a fr.

17'429.60 nel 2009 e a ben fr. 38'513.80 nel 2010.

2.4

La

situazione esposta consente di escludere significative probabilità di successo

del ricorso.

3.

L’istanza

di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è pertanto respinta.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e

231 LT

dichiara e pronuncia

1. L’istanza

di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è respinta.

2. Non

si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-;

-.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: