80.2017.295
Deduzioni: spese professionali, trasporto, uso del veicolo privato se il contribuente è “infermo o cagionevole”, certificato medico generico, rinvio degli atti
16 maggio 2018Italiano16 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2017.295
80.2017.296
Lugano
16 maggio 2018
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Mara
Regazzoni
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 6 dicembre 2017 contro la decisione dell’8 novembre 2017 in materia di IC
e IFD 2015.
Fatti
A. RI 1, attualmente
residente a __________ (TG), il 1° marzo 2015 ha trasferito il domicilio da __________
(GR) a __________ (TI), ma lavorava a __________ (ZH), alle dipendenze della __________.
Nella
sua dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2015, RI 1 faceva valere una
deduzione di fr. 18'057.-- a titolo di spese di trasporto col veicolo privato,
allegando un certificato medico, sottoscritto dal __________, che attestava
che, per motivi di salute, il contribuente doveva utilizzare un veicolo privato
per ogni suo spostamento. In particolare il contribuente indicava le seguenti
trasferte:
- dall’abitazione
di __________ a quella di __________ e ritorno, 408 km per 47 giorni all’anno;
- dall’abitazione
di __________ al luogo di lavoro e ritorno, 25 km, 220 giorni all’anno;
- dall’abitazione
di __________ alla scuola di __________ e ritorno, 130 km, 15 giorni all’anno;
A titolo
di spese supplementari per il rientro settimanale al domicilio, venivano
chiesti in deduzione fr. 6'400.-- per il pranzo fuori casa (alloggio senza
cucina) e fr. 12'000.-- per l’alloggio con cucina.
B. Con
decisione di tassazione datata 27 settembre 2017, l’RS 1 (di seguito UT) negava
in particolare le spese per il veicolo privato, concedendo la deduzione per i
mezzi pubblici (1° classe), per un importo di fr. 4'700.--. Inoltre l’autorità
fiscale rettificava la spese per il pranzo fuori casa, riducendole a fr.
1'600.--, in considerazione del fatto che il contribuente aveva a disposizione
una mensa.
C. Con
reclamo del 16 ottobre 2017 il ricorrente chiedeva che venissero riconosciute
le spese di trasporto col veicolo privato, allegando nuovamente il certificato
medico del __________, e una estratto di una dell’11 dicembre 2012 della Camera
delle assicurazioni del Tribunale amministrativo del Canton __________, dalla
quale emergeva che al contribuente era stata diagnosticata nell’aprile 2010 una
nevralgia del trigemino. Infine, il contribuente allegava la decisione di
tassazione del Canton __________ per il periodo fiscale 2014, dalla quale si
evinceva che per l’anno fiscale in questione gli erano stati riconosciuti in
deduzione fr. 3'540.-- per il trasporto col veicolo privato.
D. In data
8 novembre 2017, l’UT accoglieva parzialmente il reclamo, ammettendo che RI 1
era tenuto ad utilizzare il mezzo privato per ragioni mediche. Al contribuente
venivano riconosciuti in deduzione fr. 11'180.-- per le spese di trasporto col
veicolo privato e fr. 1'365.-- di spese di perfezionamento professionale. L’UT
nelle motivazioni precisava quanto segue:
Si precisa che per i mesi di gennaio e
febbraio viene concessa la trasferta da __________ a __________ e dal 1° marzo
2015, cioè da quando ha comunicato al comune di __________ il suo trasferimento
di domicilio, da __________ a __________.
Si precisa pure che un anno fiscale è
costituito da 220 giorni lavorativi, cioè 44 settimane di lavoro e non di 47
settimane, come richiesto in sede di tassazione. Il calcolo è il seguente: per
7 settimane concediamo la trasferta __________ (150 km a tratta) e per le
restanti 37 settimane concediamo la trasferta __________ (204 km a tratta).
I calcoli sono i seguenti:
7 * 2 * 150 km * 0,7 cts al km= fr. 1'470.--
34 * 2 * 204 km * 0.7 cts al km= fr. 9'710.--
Per quanto riguarda i chilometri dal luogo di
domicilio settimanale al luogo di lavoro, ammontanti a 12.5 km di trasferta (25
km al giorno) si precisa che non possono essere concessi. Nel caso in cui un
contribuente ha il domicilio fiscale in Ticino e lavora settimanalmente fuori
Cantone, richiedendo la deduzione di un appartamento al luogo di residenza
settimanale, si ritiene che il contribuente debba prendere in locazione un
appartamento il più possibile vicino al luogo di lavoro. Si ritiene quindi che
non abbia diritto alla trasferta dei 25 chilometri giornalieri.
Si concedono invece come richiesto i costi per
recarsi a scuola (1'950 chilometri), che vengono però spostati alla voce spese
professionali.
E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 censura
il mancato riconoscimento in deduzione delle spese per il trasporto dal
domicilio settimanale al luogo di lavoro, sottolineando il fatto che “un
percorso di 12.5 km nella città di __________ e nell’agglomerato è considerato
come un tragitto corto” e che per ragioni di salute deve necessariamente usare
la vettura privata per questo percorso. Inoltre, a mente del ricorrente, anche
il calcolo dei costi per il rientro settimanale sarebbe errato, ritenuto che,
dedotte le 5 settimane di vacanza previste nel contratto di lavoro, un anno è
composto da 47 settimane, durante ognuna delle quali sarebbe rientrato al suo
domicilio di __________.
Con
scritto del 14 dicembre 2017, l’UT comunica che rinuncia a presentare osservazioni.
Diritto
1. 1.1.
Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali deducibili sono:
a)
le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;
b)
le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di
lavoro a turni;
c)
le altre spese necessarie per l’esercizio della professione;
d)
le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con
l’esercizio dell’attività professionale.
Per le spese professionali
secondo il capoverso 1 lettere a - c sono stabilite deduzioni complessive.
1.2.
Le stesse sono precisate
dal decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (quello
valido per il periodo fiscale 2015 qui in esame è del 10 dicembre 2014),
segnatamente dagli articoli 2 e seguenti, che concernono le spese di trasporto,
le spese supplementari di doppia economia domestica e le spese di alloggio.
Analoghe deduzioni sono previste, per l’imposta federale diretta,
dall’Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti
un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9)
e dalla relativa Appendice, aggiornata di periodo in periodo.
1.3.
Secondo l’art. 3 cpv. 1
del citato decreto esecutivo del 10 dicembre 2014, sono considerate spese di
trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio
a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come segue:
a) per
l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;
b) […]
c) per
l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di
un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.
Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e fino a 70 cts. il km per le automobili
(limitatamente a percorrenze fino a 15’000 km) rispettivamente 65 cts. (per la
parte di percorrenza che eccede i 15’000 km) (art. 3 cpv. 2 decreto esecutivo citato).
1.4.
Anche per l’imposta
federale diretta è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il
trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza
sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività
lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso d’uso di un
veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non
sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere
che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese
effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente
aggiornata (nel 2015: fr. 700.-- all’anno per la
bicicletta e il motorino, fr. 0,40 al km per la motocicletta e fr. 0,70 al km
per l’automobile).
Considerandi
2.
2.1.
Nel caso
in esame, con la decisione impugnata l’Ufficio di tassazione ha ammesso che al
contribuente debbano essere riconosciute le spese effettive per l’uso del
veicolo privato in ragione del suo stato di salute, che gli impedirebbe, come
da certificato medico allegato alla dichiarazione d’imposta, di utilizzare i
mezzi pubblici.
Su questo
aspetto la decisione non è tuttavia minimamente motivata.
2.2
La questione di sapere se
accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi
pubblici va in definitiva risolta secondo il criterio dell’idoneità:
l’uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare
la soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si
può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c’è
diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia obbligarlo
a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2ª ediz.,
Vol. I, p. 682/83). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le spese
di trasporto con un veicolo privato sono considerate necessarie per
l’acquisizione del reddito solo se non si può ragionevolmente pretendere dal
contribuente che si serva di un mezzo pubblico. Ciò si verifica
in particolare se l’interessato è infermo o cagionevole, se la fermata del
mezzo pubblico è molto distante dal domicilio o dal luogo di lavoro oppure se
l’attività lucrativa inizia o termina ad orari incompatibili con l’orario dei
mezzi di trasporto pubblici o ancora se il contribuente dipende da un veicolo
per l’esercizio della professione (cfr. p. es. la sentenza del 9 luglio 2012 n.
2C_807/2011, consid. 2.3.1 e giurisprudenza citata). A
queste condizioni, l’uso del mezzo privato appare necessario e i relativi costi
sono pertanto deducibili. Se per contro non sono adempiuti tali criteri, i
costi che eccedono quelli per l’uso del mezzo pubblico costituiscono spese per
il mantenimento personale, non deducibili (Koller, Die Verfassungsmässigkeit einer Beschränkung des
Fahrkostenabzuges bei der direkten Bundessteuer, in ASA 80 p. 761 ss., in
particolare p. 782 s., con riferimento alla sentenza del Tribunale federale del
12.
maggio 2003 n.2P.254/2002, consid. 4.2).
2.3
Ora, la
pretesa del ricorrente di poter dedurre le spese per l’utilizzazione del veicolo
privato si fonda su un certificato medico rilasciato il 2.10.2017, che fa
esplicito riferimento allo stato di salute nel 2017 (“Medizinischer Attest
für Reisen mit Auto 2017”). Inoltre, il certificato, redatto dal dott__________
in qualità di “behandelnder Hausarzt” del contribuente, si limita a fare
riferimento a non meglio precisate ragioni di salute (“aus gesundheitlichen
Gründen”), che giustificherebbero l’uso del veicolo privato per le
trasferte fino al luogo di lavoro. Il certificato si conclude con un rinvio
alle risultanze di una valutazione specialistica del 2012 (“Ihr
Krankheitsbild wurde 2012 spezialärztlich bestätigt”).
Al
certificato in questione il ricorrente ha allegato un estratto (mezza pagina)
di una sentenza del Tribunale amministrativo del Canton __________, che l’11 dicembre
2012.
si è pronunciato su un suo ricorso in materia di rendita
dell’assicurazione invalidità e di provvedimenti professionali secondo la Legge
federale del 19 giugno 1959 sull’assicurazione per l’invalidità (LAI; RS
831.
). In questo stralcio si afferma che RI 1 avrebbe sofferto di una nevralgia
del trigemino e di disturbi alla vescica (“Blasenspeicher- und
Blasenentleerungssymptomen”), che lo avrebbero spinto a richiedere le
prestazioni dell’assicurazione invalidità e che gli avrebbero fatto perdere il
posto di lavoro alla fine del 2010.
È chiaro
che, quando la giurisprudenza ammette che eccezionalmente un contribuente abbia
diritto alla deduzione delle spese per l’uso del veicolo privato per il fatto
che “è infermo o cagionevole”, considera il caso di una persona che soffre di
una malattia o di un’infermità che le impedisce di spostarsi fra il domicilio e
il luogo di lavoro a piedi o con i mezzi pubblici. Il Tribunale fiscale del
Canton Soletta, per esempio, ha negato la deduzione delle spese per l’uso del
veicolo privato ad una contribuente che aveva prodotto due certificati medici, dei
quali il primo attestava un’artrosi dell’anca e il secondo disturbi alla spina
dorsale. Secondo la Corte cantonale, dai certificati in questione non risultava
che la ricorrente a causa dei problemi indicati non fosse in grado di spostarsi
a piedi da casa alla stazione e dalla stazione al luogo di lavoro ma che
necessitasse della sua automobile (cfr. la sentenza del 14.9.1987, in StE 1988
B 22.3 n. 21).
2.4
Tornando al
certificato prodotto dal ricorrente, lo stesso non è manifestamente idoneo ad
attestare che, nel periodo fiscale 2015, il contribuente non fosse in grado, a
causa di infermità, di spostarsi con i mezzi pubblici. Non solo il certificato
prodotto si riferisce alla situazione del 2017, ma lo stesso è anche del tutto
generico, in quanto non fornisce alcuna indicazione in merito alla natura
dell’impedimento. Neanche l’estratto della sentenza del Tribunale
amministrativo del Canton Grigioni è determinante: i fatti cui si riferisce
sono avvenuti nel 2010; non si conosce l’esito della procedura ed in
particolare quali di prestazioni abbia infine beneficiato il ricorrente; inoltre,
i disturbi indicati nella decisione giudiziaria non sembrano avere
ripercussioni sulla capacità del contribuente di spostarsi a piedi. In ogni
caso, l’insorgente non ha dichiarato alcuna rendita dell’assicurazione
invalidità e nel periodo fiscale litigioso risulta aver lavorato a tempo pieno.
Alla luce
delle considerazioni che precedono, la decisione impugnata deve essere
annullata. Gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per una nuova
decisione, che tenga conto dello stato di salute del ricorrente nel periodo
fiscale litigioso. Il contribuente dovrà produrre un certificato medico per il
2015.
e dal quale risulti chiaramente l’infermità di cui soffre e quali
ripercussioni quest’ultima abbia sulla sua capacità di camminare.
3.
3.1.
Il ricorrente
lamenta poi il mancato riconoscimento delle spese di trasporto per la trasferta
quotidiana dal luogo di domicilio settimanale al luogo di lavoro con l’auto
privata, quantificate in fr. 3'850.--.
3.2
Secondo giurisprudenza e
dottrina, nel caso dei pendolari settimanali si può pretendere che scelgano un
luogo di residenza settimanale il più possibile vicino al luogo di lavoro, con
la conseguenza che eventuali spese di trasporto ulteriori possono essere
dedotte solo se si riferiscono a spostamenti all’interno dello stesso
agglomerato (Locher, Kommentar zum
DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 10 ad art. 26 LIFD, p. 648 e giurisprudenza
citata; inoltre Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 16 ad art. 26 LIFD,
p. 527).
3.3
Nel caso in esame, anche a
proposito della distanza fra la residenza settimanale e il luogo di lavoro la
situazione non è chiara.
L’insorgente sostiene che
la distanza fra i due luoghi ammonta a 12,5 km, sicché ne deve percorrere 25 al
giorno. Nell’allegato alla dichiarazione d’imposta, ha indicato come luogo di
lavoro __________, __________ 18. Dal contratto di lavoro prodotto con il
ricorso si evince tuttavia che il luogo di lavoro (“Arbeitsort”) a partire
dal 1.1.2015 è a Zurigo, in __________. Da __________, dove si trova il suo
appartamento, a __________, dove lavora, la distanza è di meno di 4 km.
In entrambi i casi, la
trasferta può essere effettuata servendosi dei mezzi pubblici.
Il luogo di lavoro
indicato nel contratto di lavoro deve essere considerato determinante, tanto
più che è entrato in vigore proprio il 1.1.2015. Considerata la distanza
dall’abitazione settimanale, non si giustifica una deduzione di spese di
trasporto con il veicolo privato.
Se poi il luogo di lavoro
fosse effettivamente quello indicato nella dichiarazione, allora, come ha
affermato l’autorità di tassazione, la distanza si dovrebbe considerare
eccessiva, per un contribuente che fa il pendolare settimanale e che come tale
ha diritto alla deduzione delle spese per la camera proprio perché è costretto
a risiedere al luogo di lavoro, non potendo rientrare quotidianamente al
domicilio. È logico quindi che sia la residenza settimanale a conformarsi al
luogo di lavoro e non il contrario (cfr., al proposito, p. es. le sentenze CDT
n. 80.2006.110 dell’8 settembre 2006; CDT n. 80.2006.24 del 22 marzo 2006).
3.4
È pertanto pienamente
condivisibile la decisione dell’UT di non ammettere in deduzione le spese di
trasporto per la trasferta dal domicilio settimanale al luogo di lavoro.
4.
Il
ricorrente chiede infine che le spese relative al trasporto con l’auto privata
per la trasferta dal domicilio in Ticino al domicilio settimanale a __________
vengano riconosciute per 47 settimane, e non 44 o rispettivamente 41 come
deciso dall’UT.
La questione
è chiaramente legata a quella della deducibilità dei costi per l’uso del
veicolo privato, in relazione alla quale gli atti sono stati rinviati
all’Ufficio di tassazione per una nuova decisione.
Se fosse
confermato il diritto di dedurre i costi per l’uso del veicolo privato, il contribuente
dovrebbe essere invitato a produrre le schede di rilevazione della presenza,
con orari di entrata e di uscita e con l’indicazione dei giorni liberi e di vacanza.
Sulla base dei dati effettivi, sarà possibile stabilire il numero di settimane
per le quali è giustificato il rientro al domicilio del ricorrente, nel Canton
Ticino.
5.
Visto tutto quanto precede,
il ricorso è respinto limitatamente alla questione della deduzione delle spese
di trasporto durante i giorni feriali. Per il resto, la decisione impugnata e
annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per una nuova
decisione.
In considerazione dell’esito
del ricorso, la tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente in misura
parziale. Non gli sono riconosciute ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. 1.1. Nella
misura in cui concerne la deduzione delle spese di trasporto durante i giorni
feriali, il ricorso è respinto.
1.2. Per
il resto, la decisione su reclamo dell’8 novembre 2017 e annullata e gli atti
sono rinviati all’Ufficio di tassazione per una nuova decisione.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 600.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 680.–
sono a carico del
ricorrente nella misura di metà (fr. 340.–).
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-;
-;
-;
-.
1. Divisione delle
contribuzioni Ufficio giuridico, viale S. Franscini 6,
6500 Bellinzona
2. Amm. federale delle
contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65, 3003 Berna
Copia per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: