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Decisione

80.2017.5

Procedura: reclamo contro tassazione d’ufficio, inosservanza dei requisiti, potere cognitivo dell’autorità di ricorso, non contestazioni contro il calcolo dell’imposta, solo gravi errori di valutazion

28 aprile 2017Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. Non avendo i coniugi RI

1 e __________ inoltrato la dichiarazione d’imposta 2015, neppure dopo una

diffida, l’RS 1 ha inflitto loro, con decisione del 19 luglio 2016, una multa

di fr. 400.– per violazione degli obblighi procedurali, avvertendoli che, se

non avessero presentato la dichiarazione entro 20 giorni, avrebbe proceduto

alla tassazione d’ufficio.

Con decisione del 12

ottobre 2016, l’autorità fiscale ha dunque notificato ai contribuenti la

tassazione IC/IFD 2015, nella quale ha commisurato il loro reddito imponibile

in fr. 149'400.– per l’IC ed in fr. 147'200.– per l’IFD. Nella motivazione, ha

indicato che la tassazione d’ufficio avrebbe potuto essere impugnata solo con

il motivo che era manifestamente inesatta e che un eventuale reclamo doveva

essere motivato e indicare mezzi di prova. I contribuenti erano avvertiti che

un eventuale reclamo non conforme ai requisiti di legge sarebbe stato

dichiarato irricevibile, con la conseguenza che la tassazione sarebbe diventata

definitiva.

B. Con reclamo del 13

novembre 2016, RI 1 ha contestato la tassazione d’ufficio, argomentando che

l’imposta calcolata non era giustificata “preso riferimento alle precedenti

dichiarazioni fiscali”, tenuto conto anche del fatto che la situazione

lavorativa sua e di sua moglie non era cambiata. Il reclamante sosteneva che

avrebbe inoltrato la dichiarazione entro il 31.12.2016 e spiegava di aver

“trascurato alcune attività amministrative”, a causa di malattia, inizio di una

nuova attività lavorativa, “litigio per questioni ereditarie” e “ingaggio

politico per il [suo] Comune”.

L’autorità di tassazione

si rivolgeva al reclamante, con scritto del 16 novembre 2016, avvertendolo che

il reclamo non era conforme ai requisiti legali, in quanto non comprovava la

manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio. Di conseguenza, gli attribuiva

un termine fino al 28 novembre 2016 per “presentare la dichiarazione d’imposta

debitamente compilata e corredata dei relativi allegati, motivando e

comprovando la manifesta inesattezza della tassazione operata d’ufficio”.

C. L’Ufficio di

tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, con

decisione del 2 dicembre 2016, nella quale, ricordati i requisiti stabiliti

dalla legge per contestare una tassazione d’ufficio, ha constatato che il

termine attribuito al reclamante per presentare la dichiarazione d’imposta era

scaduto infruttuoso.

D. Con ricorso del 2

gennaio 2017, RI 1 postula la modifica della tassazione d’ufficio, allestita

dall’Ufficio di tassazione, e comunica di aver inviato lo stesso giorno la

dichiarazione d’imposta 2015 all’autorità fiscale. Ribadisce di aver avuto

problemi di salute, di aver cambiato posto di lavoro e di aver smarrito documenti

di sua madre, deceduta il 17 giugno 2015. Quale sindaco del suo comune, afferma

di essere “ben conscio dell’importanza di una corretta e tempestiva dichiarazione

fiscale”, auspicando tuttavia “anche che le autorità possano avere riguardo per

i problemi dei singoli cittadini”.

E. Nelle sue

osservazioni del 30 gennaio 2017, l’Ufficio di tassazione propone di respingere

il ricorso. Dei suoi argomenti si dirà in seguito, in quanto necessario.

Diritto

1. 1.1.

La Camera di diritto

tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici

di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione

che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente

se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato,

spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche

se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato

irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se

l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno

retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in

caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

1.2.

Nella fattispecie in

esame, con la multa disciplinare inflittagli il 16 luglio 2016, l’UT ha

assegnato al contribuente e alla moglie un termine di 20 giorni per presentare

la dichiarazione di tassazione per il periodo fiscale 2015 per l’IC e l’IFD ed

al contempo lo ha avvertito che, in caso di mancata ottemperanza agli obblighi

fiscali, avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio.

Nel termine impartito, il

ricorrente non ha dato seguito a quanto intimatogli, motivo per cui l’autorità

ha proceduto con una tassazione d’ufficio, ricordando al contribuente le

condizioni restrittive cui è subordinato il reclamo contro una tassazione per

apprezzamento.

1.3.

Gli

articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione

di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa,

se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi

procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati

esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto

di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente.

1.4.

Contro

la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto

all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206

cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la

tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente

inesatta”. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova

(art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).

Le

norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta

inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo

sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del reclamo

rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione

per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei

quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale federale

del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).

Secondo

il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto

nella disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di validità,

sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid.

3, 121 I 117 consid. 3a, 122

I 70 consid. 1c).

1.5.

La prova della manifesta

inesattezza della tassazione d’ufficio, secondo la giurisprudenza del Tribunale

federale, dev’essere completa e non può limitarsi a singole posizioni: il

contribuente deve cioè riprendere la collaborazione trascurata ed in particolar

modo inoltrare la dichiarazione fiscale precedentemente non presentata (cfr.

DTF 2C_504/2010 in RF 67/2012 p. 143; inoltre ASA 75 p. 329 consid. 5.1).

1.6.

Nel caso in disamina,

nella motivazione della decisione di tassazione operata d’ufficio e notificata

il 12 ottobre 2016, l’UT ha espressamente indicato come la stessa fosse

censurabile unicamente se manifestamente inesatta e mediante un reclamo motivato,

che indicasse eventuali mezzi di prova.

Tuttavia il contribuente,

nel generico gravame, non si è confrontato con la manifesta inesattezza della

decisione di tassazione d’ufficio, limitandosi per contro a contestare la

valutazione dei redditi intrapresa dall’autorità e ad impegnarsi a presentare

la dichiarazione entro il 31 dicembre 2016.

In un simile caso, l’UT

avrebbe semplicemente potuto dichiarare il reclamo irricevibile, limitandosi a

constatare che la decisione di tassazione d’ufficio era passata in giudicato,

non essendo stati adempiuti i requisiti per contestarla.

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale, infatti, se il contribuente interpone un reclamo che

non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una tassazione per

apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza attribuire al

reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser,

Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33,

in particolare p. 42 e giurisprudenza citata; cfr. anche le sentenze CDT n.

80.2013.230 del 30 ottobre 2013 consid. 2.4 e CDT n. 80.2016.123/124 del 17 ottobre

2016 consid. 1.6).

1.7.

Tuttavia, con scritto del

16 novembre 2016, l’UT ha attribuito un ulteriore termine di oltre dieci giorni

(fino al 28 novembre 2016) per conformarsi ai requisiti previsti dalla legge

per contestare la tassazione d’ufficio. Ma l’insorgente, nonostante fosse stato

nuovamente avvertito che l’Ufficio di tassazione non sarebbe neppure entrato

nel merito del suo reclamo, se non avesse presentato la dichiarazione d’imposta

compilata e corredata degli allegati, non ha neppure risposto.

In queste circostanze, la

decisione impugnata, con cui l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile

il reclamo, è conforme al diritto federale e cantonale.

Considerandi

2.

2.1.

Il ricorrente lamenta

tuttavia che la tassazione d’ufficio sia “completamente disallineata con i

[suoi] contributi degli ultimi 15 anni, raddoppiando praticamente quello che

dovrebbero essere i [suoi] contributi”.

2.2

A tale riguardo, dal

momento che a giusto titolo l’Ufficio di tassazione non è entrato nel merito

del reclamo, non vi sono i presupposti perché nella procedura di ricorso si

possano esaminare le critiche formulate dal ricorrente contro la tassazione

d’ufficio. Come ha ancora recentemente ricordato il Tribunale federale,

procedere ad un tale esame equivarrebbe ad ammettere che, anche in presenza di

un reclamo irricevibile, un contribuente sia legittimato a dimostrare, davanti

alle istanze superiori, il carattere manifestamente inesatto della tassazione

d’ufficio. In tal modo, verrebbero tuttavia svuotate del loro senso le esigenze

formali previste dall’art.132 cpv. 3 LIFD, per il fatto che il contribuente

che, dopo aver violato i suoi obblighi di collaborazione ed essere stato sottoposto

alla tassazione d’ufficio, ha presentato un reclamo non motivato, potrebbe

sfuggire alle conseguenze previste dalla legge (cfr. la sentenza del 2 febbraio

2016.

n.2C_509/2015 e 2C_510/2015, in RDAF 2016 II p. 168 = RF 71/2016 p. 455, consid.

6.2.1

con riferimenti).

Non è pertanto possibile

verificare la tassazione d’ufficio alla luce della dichiarazione d’imposta,

presentata solo con il ricorso alla Camera di diritto tributario.

2.3

Alla luce di quanto sopra,

si tratta ancora solo di verificare se la valutazione compiuta dall’autorità

fiscale in sede di tassazione d’ufficio non sia stata palesemente eccessiva.

A questo proposito, il

Tribunale federale ha stabilito che possano essere censurati solo gravi errori

di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se

ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità

fiscale è incorsa in errori palesi (DTF 2C_6/2011, consid. 3.3.1;

Fenners/Looser, Besonderheiten bei

der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss., p. 38).

I

redditi stabiliti per apprezzamento (fr. 181'074.–) superano quelli accertati

nel periodo fiscale precedente (fr. 168'682.–) in misura inferiore al 10%.

Quanto alle deduzioni, sono effettivamente la metà (fr. 31'616.– per l’imposta

cantonale) di quelle ammesse nel periodo fiscale 2014 (fr. 62'728.–, cui si

aggiugono ancora spese di malattia per fr. 3'589.– e liberalità per fr. 365.–).

Secondo la giurisprudenza,

peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli elementi

della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica debba

pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica per

motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p. 670

consid. 3b).

Tale conclusione vale a

maggior ragione per le deduzioni. In applicazione analogica della regola

generale prevista dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è

infatti ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare

l’esistenza di elementi che fondano o aumentano il carico fiscale, mentre è a carico

del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre

il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990

B 13.1 n. 8). Considerato il fatto che si tratta di una tassazione d’ufficio,

non si può censurare il fatto che l’autorità fiscale abbia ammesso le spese

professionali solo in misura forfetaria o che non abbia riconosciuto i

contributi al 3° Pilastro e le spese per malattia e infortunio.

Le stime su cui si fondano

le decisioni impugnate non presentano dunque errori manifesti, tali da farle

apparire manifestamente inesatte.

3.

Visto l’esito del

ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico del

ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 600.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 680.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

-;

-;

-;

-.

Copia per conoscenza:

-

municipio di.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: