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Decisione

80.2017.92

Richiesta di garanzia: presupposti, sospetto di importanti sottrazioni d’imposta e frodi fiscali, procedura d’inchiesta speciale, presupposti per la decadenza della responsabilità solidale dei coniugi

20 dicembre 2018Italiano29 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1, __________,

è sposata con __________, col quale risiede in Svizzera da maggio 2012.

In data

22 marzo 2017, presso la loro abitazione, è stata condotta un’operazione di

perquisizione e sequestro, in occasione della quale la contribuente veniva informata

del fatto che in data 6 marzo 2017 __________ (di seguito __________), su

ordine del Capo del Dipartimento federale delle finanze, aveva aperto

un’inchiesta penale amministrativa nei confronti del marito __________, in ragione

di sospetti di gravi infrazioni fiscali, in relazione ai presunti reati di

sottrazione consumata, rispettivamente tentata o complicità (art. 175 e seguenti

LIFD), come pure per sospetti di frode fiscale (art. 186 LIFD). Parallelamente, sempre nei confronti del coniuge, l’__________

conduceva anche una procedura penale amministrativa in ragione di

sospetti di truffa in materia di tasse (art. 14, cpv. 2 DPA) ed eventualmente

sottrazione d'imposta preventiva (art. 61 Iit. a LIP), commesse negli anni dal

2012 al 2014 nell'ambito della gestione della società __________ in

liquidazione.

Lo stesso giorno, a

titolo di debitrice solidale d’imposta ex artt. 12 LT e 13 LIFD, alla

contribuente venivano notificate brevi manu, ed eseguite seduta stante

dall’__________ di Lugano, su ordine rispettivamente dell’__________ e della PI

1, tre richieste di garanzia:

- richiesta di

garanzia dell’__________, RS 1, del 21 marzo 2017 ai fini dell’imposta federale

diretta per gli anni dal 2012 al 2016, per un importo complessivo di fr.

490'000.-;

- richiesta di

garanzia della RS 1, del 21 marzo 2017 ai fini dell’imposta cantonale per gli

anni dal 2012 al 2016, per l’importo complessivo di fr. 1'220'000.-;

- richiesta di

garanzia della RS 1, del 21 marzo 2017 ai fini dell’imposta comunale per gli

anni dal 2012 al 2016, per l’importo complessivo di fr. 925'000.-.

Le rispettive

richieste di garanzia venivano motivate come segue:

Il pagamento del credito erariale sembrerebbe essere

minacciato e pregiudicato. In effetti l'attività dei coniugi è stata

strutturata in maniera tale da permettere a quest'ultimi di celare i propri

beni patrimoniali all'esecuzione del fisco. Operando con società hanno

distratto gli utili conseguiti all'imposizione fiscale.

B. In data 31 marzo 2017

si teneva un incontro presso la Divisione affari penali e inchieste, al quale

partecipavano la rappresentante dei coniugi RI 1, __________, Lugano, la

consulente fiscale, __________, e il Sostituto Capo Team __________, __________.

In quest’occasione, come dichiara la ricorrente nel ricorso, venivano date

delle indicazioni circa la quantificazione delle prestazioni attribuibili al

coniuge della contribuente (nella forma di distribuzione dissimulata di utile)

per il periodo tra il 2011 e il 2014, che sarebbe ammontato approssimativamente

a fr. 7'100'000.--.

C. In data 12 aprile

2017, alla contribuente e al marito venivano notificati ulteriori atti di

sequestro in relazione alle richieste di garanzia. In particolare venivano perquisiti

e sequestrati tutti i conti e tutti i beni immobili intestati ai coniugi.

A questo scritto

venivano allegati copia dell’apertura dell’inchiesta penale per l’imposta

preventiva, copia dell’apertura dell’inchiesta penale per le imposte dirette, e

la decisione di sequestro datata 21 marzo 2017, dalle cui motivazioni emergeva

una stima di almeno fr. 4'000'000.-- come valore patrimoniale ottenuto illecitamente.

D. In data 21/24 aprile

2017 la ricorrente, per il tramite della sua legale rappresentante, presenta

tre distinti e tempestivi ricorsi avverso le richieste di garanzia della PI 1,

rispettivamente per l’imposta cantonale per gli anni dal 2012 al 2016 e per

l’imposta comunale per gli anni dal 2012 al 2016, nonché avverso la richiesta

di garanzia dell’__________ per l’imposta federale diretta per gli anni dal

2012 al 2016.

Innanzitutto la

ricorrente, la quale non avrebbe mai svolto alcuna attività e non sarebbe mai

stata informata degli aspetti finanziari e fiscali del marito o della famiglia,

lamenta la violazione del suo diritto di essere sentita ex art. 29 cpv.

2 Cost.; il fatto che la stima del valore patrimoniale ottenuto illecitamente,

comunicata oralmente durante l’incontro del 31 marzo 2017 (fr. 7'100'000.--), e

la stima indicata nella decisione di sequestro del 21 marzo 2017 (fr.

4'000'000.--) non corrispondano, e in assenza di documentazione atta a

suffragare le ipotesi formulate dall’Autorità fiscale, pongono la ricorrente

nella condizione di non poter esercitare i suoi diritti, non potendo

comprendere quanto viene contestato a lei e al marito. Inoltre neppure sarebbe

stato chiarito il motivo per il quale l’amministrazione fiscale ritenga di

imputare al marito eventuali utili o distribuzione dissimulata di utili della __________

e della __________, non essendo azionista unico della prima e avendo ceduto la

sua partecipazione della seconda nel dicembre del 2011. Neppure sarebbe stato

spiegato quali siano le ragioni che hanno portato all’applicazione del

principio della trasparenza inversa.

La ricorrente

sottolinea inoltre che lei e il marito sono domiciliati in Svizzera dal 1°

maggio 2012, pertanto le ipotesi di prestazione dissimulata di utile attribuite

al marito per il periodo precedente (dal 1° gennaio 2011 al 30 aprile 2012) non

possono essere assoggettate all’imposta federale diretta, come all’imposta

cantonale e comunale. Sulla base di questa considerazione, l’importo stimato

dall’__________ sarebbe sicuramente errato.

Infine la ricorrente

rileva la sproporzione della garanzia richiesta, considerato che sono stati

oggetto di sequestro averi di molto superiori ai crediti d’imposta, calcolati

erroneamente dalla Divisione delle contribuzioni e dall’__________.

In ragione delle

considerazioni esposte, la ricorrente chiede che le richieste di garanzia del

21 marzo 2017 della PI 1 e dell’__________ siano annullate, o, in via

subordinata, che vengano riformate nel senso che gli importi di garanzia

vengano ridotti rispettivamente a fr. 428'000.-- per l’imposta cantonale, a fr.

327'000.-- per l’imposta federale diretta, e a fr. 321'000.-- per l’imposta

comunale; tali cifre vengono calcolate tenendo conto del fatto che l’__________,

ai fini dell’imposta preventiva, ha stabilito in fr. 7'100'000.-- l’importo

delle presunte prestazioni dissimulate di utili per gli anni 2011-2014, con

conseguente base imponibile al 60% (art. 19 cpv. 1bis LIFD) di fr.

4'260'000.--, e, considerato che la contribuente e il marito sono

illimitatamente imponibili in Svizzera da maggio 2012, a mente della ricorrente,

l’importo dovrebbe essere calcolato su 32 mesi, non 48 mesi come erroneamente è

stato fatto.

E. In data 22 maggio

2017 la ricorrente ha presentato istanza di sospensione dell’esecuzione delle

richieste di garanzia 21 marzo 2017 per le imposte federali, cantonali e

comunale degli anni dal 2012 al 2016, sulla quale la PI 1, che agisce anche per

conto del Comune di __________ e dell’__________, ha preso posizione in data

30/31 maggio 2017. In data 10 luglio 2017 questa Camera ha respinto l’istanza

di sospensione.

F. In data 7/8

giugno 2017 la PI 1, che agisce anche per il Comune di __________ e per l’__________,

ha presentato le proprie osservazioni ai ricorsi del 21 aprile 2017. L’autorità

fiscale, dopo aver richiamato la normativa vigente in tema di garanzia, sottolinea:

I fondati sospetti da parte dell’autorità fiscale che

il signor RI 1, in particolare, potesse aver commesso una sottrazione consumata

d’imposta, rispettivamente un tentativo di sottrazione in relazione a delle

prestazioni corrisposte da __________ e a dei trasferimenti di utili a __________,

così come una truffa in materia di tasse ed eventualmente una sottrazione

dell’imposta preventiva per il sospetto di aver incassato delle distribuzioni

dissimulate di utile non regolarmente contabilizzate in relazione alle attività

delle partecipate società, hanno dunque fatto sì che i diritti creditori del

fisco sembrassero oggettivamente pregiudicati e, di conseguenza, vi potesse

essere una cosiddetta “Gefährdung des Steuerbezuges” (di veda già TF in

DTF 75 I 359 seg. e poi in seguito ad es. in 2A.560/2002 dell’8 settembre 2003,

cifra 4.1. oppure in 2C_ 2013 del 26 ottobre 2013, cifra 2.2 o in CDT inc. n.

80.2009.29/30/31 del 30 novembre 2009 cifra 3.1), ciò che ha giustificato, in

concreto, le richieste di garanzia.

Per ciò che concerne

la lamentata violazione dell’art. 29 cpv.2 Cost. Fed., l’Autorità fiscale

richiama consolidata giurisprudenza del Tribunale Federale, secondo cui in

ambito amministrativo l’art. 29 Cost. Fed. impone alle autorità amministrative

e giudiziarie di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi

delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti, ritenendo

sufficiente menzionare almeno brevemente i motivi che l’hanno spinta a decidere

in un senso piuttosto che in un altro, ponendo l’interessato nella condizione

di comprendere la portata del giudizio e dell’eventuale possibilità di

impugnazione presso un’istanza superiore. A mente dell’autorità fiscale al

punto 2 della richiesta di garanzia venivano esplicati i motivi per i quali i

crediti erariali sembrano essere minacciati o pregiudicati in modo tale da

consentire alla contribuente di comprenderli, adempiendo così ai requisiti per

una valida richiesta di garanzia “giacché non è decisivo che nella stessa

l’autorità fiscale indichi altresì ai contribuenti gli effettivi importi

contestati o addirittura già cresciuti in giudicato a quel momento, bensì tutti

i possibili crediti fiscali che si presumono pregiudicati a seguito del suo

agire (CDT n. 80.2009.29-30-31 del 20.11.2009, cifra 2.1)”.

Per le ragioni fino a

qui menzionate, l’Autorità fiscale ritiene che neppure la censura addotta dal

ricorrente in merito all’ammontare degli importi richiesti in garanzia sia

accoglibile.

Con successivo scritto

del 7 luglio 2017, l’Autorità fiscale completava le sue osservazioni allegando

le tabelle dei calcoli eseguiti per quantificare l’importo richiesto.

G. Con scritto del

24/27 novembre 2017, RI 1, sempre per il tramite della sua legale

rappresentante, chiede che vengano annullate le richieste di garanzia a proprio

carico, in considerazione dell’avvenuta decadenza ex artt. 12 cpv. 1 seconda frase

LT e 13 cpv. 1 seconda frase LIFD dell’obbligo solidale col marito __________,

essendo il marito insolvente. A dimostrazione dello stato d’insolvenza di __________,

la ricorrente allega uno scritto del 17 novembre 2017 col quale la ricorrente

chiedeva alla PI 1 che venisse confermata la decadenza della solidarietà,

ritenuto che dal verbale di pignoramento allegato (datato 2 novembre 2017)

emergeva che il marito era colpito da un attestato di carenza beni provvisorio.

H. In data 6/7

dicembre 2017, la PI 1, trasmette le proprie osservazioni in merito allo

scritto datato 24 novembre 2017 presentato dalla contribuente. Dopo aver richiamato

le norme, l’Autorità fiscale evidenzia che l’insolvibilità, ai fini della decadenza

della solidarietà ex artt. 12 LT e 13 LIFD, “viene riconosciuta (unicamente)

quando risultano dati gli elementi che attestino un’incapacità duratura per il

contribuente di far fronte ai propri obblighi finanziari, ad esempio di un

completo indebitamento, rispettivamente dell’esistenza di atti di carenza beni

quanto meno definitivi”. Nel caso concreto vi è un verbale di pignoramento, che

vale come attestato provvisorio di carenza beni, e pertanto non idoneo a far

decadere la solidarietà di cui agli articoli richiamati.

I. Con scritto del 21/22

dicembre 2017, la ricorrente trasmette a questa Camera copia della lista delle

esecuzioni in capo a __________ aggiornata al 18 dicembre 2017, da cui si

evince, a mente della ricorrente, il grave stato d’insolvenza dello stesso, che

giustifica la decadenza della solidarietà ex artt. 12 LT e 13 LIFD. La

ricorrente conferma infine la sua volontà “di avere una suddivisione della partita

fiscale rispetto al marito __________”.

Diritto

1. La richiesta di

garanzia è formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto

un’imposta cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge

tributaria ticinese RL 640.110; numerazione precedente RL 10.2.1.1.1) sia

quando è riferita al pagamento di un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5

del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale

diretta, RL 642.150; numerazione precedente RL 10.2.5.1.).

Contro tale decisione,

l’interessato ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le

imposte cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 248 cpv. 3 LT; per

le imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che attribuisce al

contribuente il diritto di impugnare la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione

cantonale di ricorso (art. 4 cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge

federale sull’imposta federale diretta).

Considerandi

2.

2.1.

Preliminarmente

deve essere analizzata la questione della solidarietà tra la ricorrente e il

marito __________ ex artt. 12 LT e 13 LIFD.

2.2

Con i

suoi scritti del 24/27 novembre 2017 e 21/22 dicembre 2017, la ricorrente, come

esposto in narrativa, ha chiesto a questa Camera di separare la sua partita

fiscale da quella del marito __________, con conseguente annullamento delle

richieste di garanzia in capo alla contribuente, in ragione dell’intervenuta decadenza

ex artt. 12 cpv. 1 seconda frase LT e 13 cpv. 1 seconda frase LIFD dell’obbligo

solidale col coniuge, essendo lo stesso insolvente.

Solo

l’Autorità fiscale è abilitata a decidere se le condizioni siano realizzate per

considerare effettiva la decadenza della responsabilità solidale dei coniugi:

in assenza di una decisione del fisco, la solidarietà fra coniugi continua a

sussistere (Jaques, in: Noël/

Aubry Girardin (a cura di), Commentaire romand LIFD, 2a edizione, Basilea 2017,

n. 12° ad art. 13 LIFD, pag. 213).

Pertanto

questa Camera si esprimerà sulla realizzazione delle condizioni per la

decadenza della solidarietà tra coniugi ex artt. 12 LT e 13 LIFD.

3.

3.1.

L’art. 12 cpv. 1 LT e

l’art. 13 LIFD stabiliscono che i coniugi non separati legalmente o di fatto

rispondono solidalmente dell’imposta complessiva. Tuttavia, ciascun coniuge

risponde della sua quota nell’imposta complessiva quando uno di essi è

insolvibile (oppure, solo per il diritto cantonale, ne fa richiesta scritta,

all’autorità fiscale, entro trenta giorni dall’intimazione della tassazione).

Inoltre i due coniugi rispondono solidalmente per la parte d’imposta

complessiva inerente al reddito e alla sostanza dei figli.

3.2

Secondo

la Circolare n. 30 dell’Amministrazione federale

delle contribuzioni (AFC) del 21 dicembre 2010 sull’imposizione dei coniugi e

della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD), l’insolvibilità, cui fa riferimento l’art. 13 LIFD, deve essere

riconosciuta ogni qualvolta indizi decisivi suffragano l’impossibilità

duratura del debitore di onorare i propri impegni finanziari, ad esempio in

caso di forte indebitamento, in presenza di attestati di carenza beni,

all’apertura di una procedura di fallimento oppure alla stipulazione di un concordato

con abbandono dell’attivo (Jaques, op. cit., art. 13 n. 12, pagg. 211-212; Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Basilea 2001, n. 15 ad art.

13, pag. 230).

Secondo il Tribunale

federale, tanto nell’ambito del diritto fallimentare quanto nel diritto

fiscale, la nozione d’insolvenza va necessariamente oltre ad una incapacità

temporanea del debitore di onorare i propri obblighi finanziari: deve trattarsi

di una situazione duratura, destinata a protrarsi nel tempo (Jaques, op. cit., art. 13

n. 12, pag. 212 e giurisprudenza ivi citata; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3° edizione, Zurigo 2016, art. 13 n. 11, pagg. 136-137).

La prova

dell’insolvibilità deve essere fornita dal coniuge che vuole far valere detta

situazione per sottrarsi alla responsabilità solidale (Jaques, op. cit., art. 13

n. 11, pag. 212).

3.3

Nell’ambito

di una procedura per la richiesta di garanzia, tuttavia, la responsabilità

fiscale viene verificata solo preliminarmente e provvisoriamente: la determinazione

puntuale della responsabilità, come anche il preciso ammontare dell’imposta

(come diremo oltre), sono riservate alla procedura di tassazione (TF, sentenza

2A.388/2005, consid. 2.3).

In una

sentenza del 2 marzo 2006, il Tribunale federale ha poi chiarito che, poiché la

responsabilità solidale tra coniugi ex art. 13 LIFD è sempre presunta,

in fase di garanzia una decadenza della solidarietà potrà essere ammessa solo

nel caso in cui i presupposti per la ripartizione della responsabilità siano

evidenti. Del resto la richiesta di garanzia ha la funzione, appunto, di garantire

al fisco la soddisfazione delle pretese fiscali che verranno accertate nel loro

ammontare durante la successiva procedura di tassazione: ammettere

preliminarmente una divisione della responsabilità rischierebbe di vanificare

la richiesta di garanzia stessa (TF, sentenza 2A.388/2005, consid. 3.2, e

dottrina ivi citata).

3.4

Nel caso

concreto, la ricorrente ha esibito un verbale di pignoramento del 2 novembre

2017.

e una lista delle esecuzioni in capo al marito, aggiornata al 18 dicembre

2017.

Ai sensi

dell’art. 115 cpv. 2 LEF, il verbale di pignoramento vale come attestato

provvisorio di carenza beni a favore del creditore, e per il fatto stesso di

attestare una situazione provvisoria non dimostra una situazione di insolvenza

ai sensi degli artt. 12 LT e 13 LIFD (cfr. Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar

zum DBG, 3a. edizione, Zurigo 2016, art. 13 n. 11, pagg. 136-137).

Anche

per quanto concerne la lista delle esecuzioni si deve giungere alla medesima

conclusione. Infatti, questo documento non prova in alcun modo che la situazione

d’indebitamento sia destinata a protrarsi nel tempo, mettendo anzi in evidenza

che al 18 dicembre 2017 non vi erano attestati di carenza beni in capo a __________,

né definitivi ex art. 149 LEF, né provvisori ex art. 115 LEF.

3.5

In

definitiva, non essendo state fornite prove evidenti, è confermata la responsabilità

solidale della ricorrente e del marito __________ ex art. 12 LT e 13

LIFD. Del resto, la separazione delle responsabilità nel procedimento di

garanzia deve essere considerata del tutto eccezionale, legata ad una

situazione lampante, proprio in considerazione dello scopo e della natura della

procedura, dove di fatto l’importo esatto dell’imposta e la responsabilità

fiscale sono verificati in modo sommario.

4.

4.1.

La ricorrente censura le

decisioni principalmente per due ragioni: lamenta una violazione del diritto di

essere sentito, in quanto le richieste di garanzia non sarebbero, a suo dire,

motivate e già solo per questo sarebbero da annullare.

RI 1 si aggrava poi anche

contro le richieste di garanzia in quanto tali, ritenendole non giustificate

nel caso concreto e ad ogni modo esorbitanti nel loro ammontare.

4.2

Violazione del diritto di essere

sentito

Per ciò che

concerne le richieste di garanzia datate 21 marzo 2017, la ricorrente lamenta

innanzitutto la violazione del diritto di essere sentito sancito dall’art. 29

cpv. 2 Cost. Ritiene che le decisioni di garanzia non sarebbero

sufficientemente motivate: non sarebbero supportate da alcuna documentazione

atta a suffragare le ipotesi formulate dall’amministrazione fiscale.

4.3

4.3.1

La giurisprudenza ha

dedotto dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. il

diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è sufficiente che

l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno guidata e sui

quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato possa rendersi

conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in coscienza di causa

(DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b; sentenza TF 2C_115/2017 del

30.5.2017

consid. 4.1.).

4.3.2

Nell’ambito della

costituzione di garanzia fiscale, la relativa domanda deve indicarne i motivi,

poiché ogni decisione deve essere motivata. Una motivazione susseguente è

comunque possibile. I motivi di una domanda di garanzia sono l’assenza di domicilio

in Svizzera oppure la messa in pericolo dei diritti del fisco. In applicazione

dei principi generali di procedura, la domanda non può limitarsi

all’indicazione dei motivi della richiesta di garanzia. Una breve motivazione

deve precisare le ragioni della domanda affinché l’interessato possa esercitare

il suo diritto di ricorso con coscienza di causa. Una motivazione sommaria e

succinta non è sufficiente. Contrariamente ad altri vizi di forma

l’insufficienza di motivazione può comunque essere sanata nell’ambito della procedura

ricorsuale (Curchod, in: Noel/

Aubry-Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz., Basilea

2017, n. 31-32 ad art. 169 LIFD).

4.4

4.4.1

La motivazione delle

decisioni impugnate (riportata in narrativa), sebbene breve, indica

indubbiamente i motivi essenziali che hanno indotto l'Autorità fiscale a ritenere

in pericolo la riscossione del credito fiscale: essa è legata all’apertura, ad inizio

marzo 2017, dell’inchiesta penale amministrativa nei confronti del coniuge

della ricorrente dalla quale sarebbe emerso che questi avrebbe assunto comportamenti

atti a celare in maniera sistematica la propria situazione finanziaria - dissimulando

beni e redditi - vis-à-vis del fisco per il tramite di società. Detta

motivazione ha quindi permesso alla contribuente di tutelarsi adeguatamente,

inoltrando un ricorso debitamente motivato.

Si rileva che la stessa

insorgente ha prodotto unitamente al ricorso copie dei documenti che attestano

l’apertura di un’inchiesta penale amministrativa da parte dell’AFC. In particolare

da questi atti emerge che l’AFC ha avviato un’inchiesta nei confronti del

marito:

“(...) in ragione di sospetti giustificati di sottrazione

d’imposta continuata di importanti somme d’imposta (art. 175 e 176 LIFD) e/o

istigazione/complicità (art. 177 LIFD), come pure frode fiscale (art. 186

LIFD). La società __________ durante i periodi contabili dal 2012 al 2014,

avrebbe registrato dei costi economicamente non giustificati rispettivamente

trasferito una parte degli utili __________, diminuendo artificialmente i

propri ricavi e sottraendo delle imposte sull’utile, permettendo inoltre al suo

azionista di appropriarsi di una parte degli utili realizzati dalla società

(art. 175 e 176 LIFD). RI 1 avrebbe quindi beneficiato di distribuzioni

dissimulate di utile corrisposte negli anni dal 2012 al 2014, le quali non sono

state debitamente dichiarate. In aggiunta a ciò vi è il sospetto giustificato

che __________ nei periodi fiscali 2009 – 2013 abbia commesso una sottrazione

d’imposta (art. 175 LIFD) contabilizzando costi economicamente non giustificati

e non rispettando le condizioni del ruling stabilito con l’autorità cantonale.

In seguito a quanto precede i rendiconti presentati all’autorità fiscale di __________

e ____________________ sono incompleti e quindi sarebbero soddisfatte le

condizioni del reato di frode fiscale (art. 186 LIFD) commesso

dall’amministratore di fatto RI 1 e verosimilmente dal consulente __________

così facendo __________ e RI 1 si sarebbero resi colpevoli di istigazione e

complicità per le sottrazioni d’imposta commesse dalla __________ e __________ __________

(art. 177 LIFD)”.

RI 1 è inoltre sospettato

– unitamente ad altri – di aver commesso nel periodo compreso tra il 2011 ed il

2014, nell’ambito della gestione di __________ (in liquidazione) una truffa in

materia di tasse (art. 14 cpv. 2 DPA), rispettivamente sottrazione d’imposta

preventiva (art. 61 lit. a LIP). In particolare il comportamento rilevante

sarebbe stato indentificato come segue:

“RI 1 in qualità di presidente del Consiglio di

amministrazione e principale azionista della società, congiuntamente a __________.,

quale membro del consiglio di amministrazione, azionista di minoranza e

consulente della società hanno trasferito illecitamente una parte degli utili a

__________; in aggiunta sarebbero stati registrati contabilmente costi

economicamente non giustificati, affinché RI 1 potesse beneficiare personalmente

di prestazioni dissimulate di utile corrisposte dalla società e non dichiarate

dall’Amministrazione federale delle contribuzioni. Così facendo RI 1 e __________.

hanno sottratto l’imposta preventiva dovuta all’ente pubblico. (...)”.

4.4.2

È invece vero che la

decisione impugnata non dà indicazioni sul calcolo delle imposte da garantire.

La PI 1, vi ha però rimediato in sede di ricorso: in data 7 luglio 2017 ha

infatti trasmesso uno schema dove vengono riportati i calcoli anno per anno per

le imposte federali dirette, le imposte cantonali e le imposte comunali, dovute

o presunte, le multe e gli interessi scoperti. La ricorrente ha avuto la

possibilità di replicare e di pronunciarsi sugli argomenti addotti

dall'Autorità fiscale. In simili circostanze, l’eventuale vizio di forma

iniziale potrebbe senz’altro essere considerato sanato nell’ambito della

procedura ricorsuale, in maniera rispettosa dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed.

(decisioni TF n.2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005; ASA 67 p. 722

consid. 3b).

Ne consegue che nel caso

di specie non vi è violazione del diritto di essere sentito della ricorrente.

5.

Garanzie fiscali

5.1

Giusta gli artt. 248 cpv.

1.

LT e 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in

Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può

chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata definitivamente,

delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il sequestro.

5.2

La norma in questione

prevede due tipi di casistiche che possono dar luogo a delle garanzie fiscali.

Il motivo generale per cui vengono richieste delle garanzie si basa sul

pericolo che il credito fiscale non venga corrisposto (sentenza TF 2A.611/2006

del 18.4.2007 consid. 4.1.; in merito si veda anche sentenza TF 2C_543/2018 del

30.10

). La legge ammette la costituzione di garanzie nel caso in cui il

contribuente non ha un domicilio in Svizzera. Questo motivo particolare di

costituzione di garanzie trova la sua ragione nel fatto che una pretesa di

diritto pubblico della Confederazione, di un Cantone oppure di un Comune non

può essere eseguita all’estero. Ad oggi unicamente la Convenzione tra la Confederazione

Svizzera e la Repubblica d'Austria intesa ad evitare la doppia imposizione nel

campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (SR 0.672.916.31) prevede

un.ssistenza fiscale in materia di incasso (StR 72/2017 p. 248; sentenza TF

2C_669/2016 dell’8.12.2016).

Le garanzie possono, come

visto, essere richieste anche quando i diritti del fisco appaiono minacciati

(in maniera simile a quanto previsto dall’art. 271 cpv 1 cifra 2 LEF). Secondo

il diritto attuale, l’autorità fiscale non ha più bisogno di comprovare che il

comportamento del contribuente metta in pericolo il pagamento dell’imposta, ma

unicamente che il pagamento risulta minacciato, oppure deve rendere verosimile

che una tale minaccia esista. L’insieme delle circostanze è determinante. Il

pagamento del credito fiscale appare minacciato quando ad esempio il contribuente

ha l’intenzione di lasciare la Svizzera oppure di preparare la sua partenza,

oppure ancora se esiste un pericolo di fuga. Le garanzie possono anche essere

giustificate nel caso in cui il contribuente dissimuli in maniera sistematica

il suo reddito e il suo patrimonio nell’ambito della procedura di tassazione,

induca in errore l’autorità fiscale in relazione ai suoi redditi (Curchod P., op. cit., n. 15-19 ad art.

169.

LIFD).

5.3

Secondo la giurisprudenza

sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta

federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché

una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa

verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi

menzionati sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista, manifestamente

eccessiva (decisione TF n.2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in: RDAT II-1998 n.

20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto tributario valuta

semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i suddetti aspetti,

limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e le altre forme di

garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in: Bernasconi/Pedroli

[a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione speciale della RDAT,

Agno 1999, p. 304; StR 72/2017 p. 248; Curchod

P., op. cit., n. 29-32 ad art. 169 LIFD).

Proprio per la natura

giuridica dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale esame degli

ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti

all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla

determinazione dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura

ordinaria di tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le

altre eccezioni concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro)

della decisione di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di

ricorso contro la garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge

federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio

quando il contribuente contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro

per garanzia (Allidi, loc. cit.).

5.4

Nell’ambito delle

procedure amministrative vige il principio del convincimento completo.

Nell’ambito delle procedure di tassazione (ex art. 130 LIFD), non vi è la

necessità della certezza assoluta. È sufficiente che l’autorità di tassazione,

dopo l’esame oggettivo degli elementi di prova si convinca dei fatti con la probabilità

che rasenti la certezza. Il convincimento può basarsi su indizi senza

necessitare di prove dirette.

Nelle procedure di recupero d’imposta vige

il medesimo principio.

La procedura di garanzia ai sensi

dell'articolo 169 LIFD è una misura provvisoria; non ha alcuna influenza

sull'esistenza e sull'importo del credito d'imposta. Poiché il pericolo è

necessariamente imminente, il provvedimento di blocco o di sequestro deve poter

essere ordinato rapidamente, ma deve anche essere modificato o revocato in

qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una valutazione diversa. La

necessaria rapidità della procedura di sequestro fiscale incide sulle prove. La

prassi richiede solo, ma almeno, che le circostanze giuridiche pertinenti

(soggetto passivo, imposta dovuta, motivo della garanzia) siano rese credibili

(sentenza del TF 2C_669/2016 e 2C_670/2016 dell’8.12.2016, in StR 72/2017 p. 245,

consid. 2.3.2).

La credibilità è data

quando l’esistenza di un fatto rilevante è stabilita con un "certo grado

di verosimiglianza" sulla base di indizi oggettivi. La possibilità che le

cose possano essersi svolte diversamente non deve essere esclusa. Un fatto è

già credibile se alcuni elementi depongono a favore della sua esistenza, anche

se l’autorità non può ancora escludere che non si sia effettivamente verificato

(DTF 142 II 49 E. 6.2 pag. 58 con riferimenti). Ciò che si deve ammettere che l’autorità

di tassazione potesse esaminare, limitandosi alla semplice verosimiglianza,

deve essere ammesso che possa essere sottoposto dall’autorità giudiziaria

cantonale ad una pura valutazione prima facie. In caso di ricorso, anche

il Tribunale federale opera in quest’ambito una valutazione prima facie

(StR 72/2017 p. 249, v. consid. 2.3.4. e riferimenti giurisprudenziali ivi

citati; in merito anche sentenza TF 2C_543/2018 del 30.10.2018 consid. 2.2.).

6.

6.1.

Come visto, essendo

confrontati ad una misura provvisoria, nell’esame delle decisioni di garanzia è

sufficiente che le circostanze giuridiche pertinenti, ossia il contribuente, l’imposta

dovuta ed il motivo della garanzia siano rese credibili (StR 72/2017 p. 249).

6.2

Venendo al caso in esame,

è stato avviato dall’__________ un procedimento penale amministrativo a carico

del marito della ricorrente, sospettato di sottrazione consumata,

rispettivamente tentata o complicità (art. 175 e seguenti LIFD), come pure di

frode fiscale (art. 186 LIFD), di truffa in materia di tasse (art. 14 cpv. 2

DPA) ed eventualmente sottrazione d'imposta preventiva, con riferimento a delle

prestazioni corrisposte da __________ e ad alcuni trasferimenti di utili a ETC

Energy Trading LLC, nonchè all’incasso di distribuzioni dissimulate di utile.

Come si legge nella stessa

motivazione alla richiesta di garanzia, “l'attività dei coniugi è stata

strutturata in maniera tale da permettere a questi ultimi di celare i propri

beni patrimoniali all'esecuzione del fisco. Operando con società hanno distratto

gli utili conseguiti all'imposizione fiscale”, ciò che emerge anche dal verbale

d’audizione di RI 1 del 13 giugno 2016, tenutosi nell’ambito del procedimento

penale a carico di Davide Enderlin Jr.

Va qui segnalato che

risultano coinvolti nel procedimento penale amministrativo altresì la Energy

Investments SA, della quale RI 1 era azionista e presidente del CDA, nonché un

altro azionista della __________, __________, e la __________, della quale il

marito della qui insorgente è stato azionista e dalla quale, come emerge dal

già citato verbale, RI 1 ha continuato successivamente a ricevere ingenti

quantità di denaro a titolo di distribuzione di dividendi anche dopo l’asserita

cessione della propria partecipazione in __________ nel dicembre del 2011 (cfr.

verbale 13.6.2016 dinanzi al PP Minesso).

Nelle descritte

circostanze, l’esistenza di un credito fiscale e la messa in pericolo della sua

conseguente riscossione appaiono più che verosimili. Vi sono infatti

significativi indizi per ritenere che __________ – del quale RI 1 è

responsabile solidalmente per il pagamento delle imposte - abbia dissimulato

sistematicamente elementi del proprio reddito. Una tale situazione è già di per

sé sufficiente per considerare il pagamento del credito fiscale oggettivamente

minacciato (RDAT II-1998 n. 20t, consid. 4c; ASA 65 p. 386 = StE 1996 B 99.1 n.

5), senza dimenticare inoltre che una richiesta di garanzia si rileva altresì

legittima ogni volta che il contribuente deve aspettarsi, come nella

fattispecie, delle imposte suppletorie e delle multe considerevoli (Curchod, op.

cit., n. 22 ad art. 169 LIFD, p. 1933 e riferimenti citati).

6.3

6.3.1

In relazione all’ammontare

delle garanzie, la ricorrente ritiene che l’importo complessivo sia

esageratamente alto e fondato su una base di calcolo determinata in maniera eccessivamente

approssimativa. L’autorità fiscale avrebbe inoltre erroneamente preso in

considerazione anche il periodo fiscale 2011, anno nel quale il ricorrente non

era illimitatamente imponibile in Svizzera.

6.3.2

Come esposto in narrativa,

l’RS 1 ha commisurato rispettivamente in fr. 490’000.–, fr. 1’220'000.– e fr. 925’000.–,

le garanzie a copertura delle imposte federali, cantonali e comunali.

Dalla decisione di

sequestro dell’AFC del 21.3.2017, prodotta quale allegato al ricorso emerge a

pagina 3: “I valori patrimoniali guadagnati illecitamente e provenienti

dalla sottrazione d’imposta sui redditi sono verosimilmente stati incassati da RI

1.

Il valore dell’illecito profitto per RI 1 ammonterebbe in totale ad almeno

fr. 4'000'000.-“.

6.3.3

Innanzitutto, come

emerge dai documenti notificati a questa Camera dalla PI 1, con scritto datato

7.

luglio 2017, l’anno fiscale 2011 non viene preso in considerazione, ritenuto

che, come osservato dalla ricorrente, in questo periodo i coniugi RI 1 risiedevano

all’estero, e non erano pertanto illimitatamente imponibili in Svizzera.

Inoltre si ricorda alla

contribuente che le garanzie richieste sono a copertura delle imposte federali,

cantonali e comunali per i periodi fiscali dal 2012 al 2016, e non solo il periodo

2012-2014, periodo nel quale il marito della contribuente è sospettato di aver

commesso i fatti oggetto del procedimento penale-amministrativo.

Per quanto è dato di

sapere a questo stadio della procedura, simili somme sono senz’altro elevate,

ma non sproporzionate, considerato che la garanzia richiesta deve poter coprire

l’ammontare massimo del tributo che essa ha per scopo di assicurare (decisione

TF n.2A.352/1995 del 9 gennaio 1995, in: RDAT II-1995 n. 19t), compresi gli

interessi di ritardo e le multe.

Va infine evidenziato

che l’efficacia di una richiesta di garanzia dipende in larga misura anche

dalla sua imprevedibilità e dalla rapidità con cui il provvedimento viene

adottato e che tale procedura non pregiudica comunque la determinazione dell’imposta

effettivamente dovuta, da stabilire in sede di tassazione e di recupero

d’imposta.

6.4

Ci si trova infatti

confrontati ad una misura provvisoria: la stessa non ha alcuna influenza

sull’esistenza e sull’importo del credito d’imposta. Il provvedimento può

infatti essere modificato o revocato in qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono

una valutazione diversa.

6.5

L’esame esperito prima

facie da questa Camera conduce a confermare le decisioni impugnate,

ritenuta l’esistenza dei motivi esatti dalla legge per costituire delle

garanzie, la plausibilità della pretesa fiscale e del suo importo, con la conseguenza

che il ricorso deve essere respinto.

Le censure espresse da

parte della ricorrente potranno senz’altro essere riproposte da quest’ultima

nell’ambito delle procedure che la vedono coinvolta.

7.

In ragione di quanto

sopra esposto, il ricorso è respinto. Le tasse di giustizia e le spese

processuali sono poste a carico della ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 1’000.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 500.–

per un totale di fr. 1’500.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LA Copia per conoscenza:

-

municipio di o.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: