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Decisione

80.2018.110

Richiesta di garanzia: presupposti, contribuente trasferitosi all’estero, sospetto di sottrazione di importanti somme di imposta sul reddito, procedura d’inchiesta speciale

3 dicembre 2018Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

A. In data 15 maggio

2018 la Divisione delle contribuzioni e per essa l’Ufficio esazione e condoni

trasmetteva a RI 1 5 richieste di garanzia:

·

fr. 13'000'000.- più interessi del 3% dal 16.5.2018 ai fini

dell’IFD e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);

·

fr. 19'000'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini

dell’IC e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);

·

fr. 16'000'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini

dell’IC (Comune di __________) e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015

(multe comprese);

·

fr. 70'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini dell’IComunale

(Comune di __________) e delle spese per gli anni fiscali 2012-2015 (multe

comprese);

·

fr. 15'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini

dell’IComunale (Comune di __________) e delle spese per gli anni fiscali

2013-2015 (multe comprese).

A motivazione delle

richieste di garanzia l’autorità indicava:

“Nell’ambito di accertamenti esperiti dalla Divisione

federale affari penali e inchieste sono emersi importanti elementi non

dichiarati e sottratti all’imposizione del fisco. L’attività del contribuente

sembrerebbe strutturata in maniera tale da permettere a quest’ultimo di

sottrarre, in modi diversi, i propri beni patrimoniali all’esecuzione del fisco

rendendo la stessa più difficile. Il credito ed il pagamento dell’imposta

sembrerebbero oggettivamente minacciati”.

B. Con ricorso 15.6.2018

RI 1 si aggrava, per il tramite dell’avv. RA 1 contro le cinque richieste di

garanzia emesse per complessivi fr. 48'085'000.-.

Nel gravame il

ricorrente precisa di essere stato domiciliato in Ticino, a __________, nel

periodo compreso tra il 2006 ed il 31.5.2017. In merito alla sua situazione

fiscale sostiene di essere stato – per tale lasso di tempo – illimitatamente

imponibile in Ticino ed anche di aver pattuito un apposito ruling con le

autorità fiscali nel 2012 confermato ed esteso nel 2015.

Con tale ruling,

sottoposto dall’allora rappresentante fiscale del contribuente, la __________,

all’Ufficio di tassazione di __________ – che lo aveva accettato – con effetto

a decorrere dal 1°.1.2011, si confermava che la società Holding __________ (con

sede nelle __________), con le relative partecipazioni, non fosse in alcun modo

imponibile in Svizzera, rispettivamente in Ticino. Si attestava inoltre che le

“(...) eventuali prestazioni in denaro tra le società figlie della holding

non avevano alcun influsso fiscale in Svizzera e per il ricorrente. Con ulteriore

richiesta del 15 giugno 2015 __________ sottoponeva una nuova informativa

vincolante all’Ufficio di tassazione competente in merito alla scissione della

summenzionata holding, __________. Veniva in particolare chiesto se la precedente

decisione del 10 febbraio 2012 manteneva ancora la sua efficacia e se la stessa

valesse mutatis mutandis anche per la società __________ anch’essa con sede

nelle __________”. Le richieste, secondo quanto indicato nell’esposto ricorsuale

sarebbero state avallate da parte dell’Ufficio di tassazione di __________.

Nel gravame viene

precisato che il 7/8.5.2018 è stata avviata un’inchiesta fiscale speciale nei

confronti di RI 1 (v. art. 190 LIFD). L’insorgente spiega di essere sospettato della

sottrazione di importanti somme d’imposta sul reddito (artt. 175 e 176 LIFD) per

non aver dichiarato parte dei propri redditi nei periodi fiscali 2011 – 2015.

Il 15.5.2018 le autorità

resistenti hanno emanato le richieste di garanzia per il consistente importo

indicato: tali decisioni sarebbero già di primo acchito da annullare poiché non

sufficientemente motivate. In particolare lamenta la violazione del diritto ad

una motivazione: l’autorità non avrebbe fornito alcun elemento (né dato)

concreto per contestualizzare la fattispecie. Per la costituzione di una

garanzia è inoltre necessario che vi sia un credito fiscale da assicurare:

l’esistenza del credito fiscale e dell’assoggettamento devono apparire sufficientemente

verosimili.

Unicamente con le

osservazioni presentate nel contesto della procedura pendente presso il

Tribunale penale federale inerente il sequestro di documenti per opera della

DAPI, il Direttore dell’AFC avrebbe motivato gli asseriti sospetti, indicando che

il ricorrente non avrebbe dichiarato le Finders Fees pagategli dalle

società svizzere del Gruppo e che il suo reddito avrebbe dovuto essere tassato

alla luce delle entrate della __________.

Le considerazioni delle

autorità fiscali circa una sottrazione d’imposte sarebbero del tutto errate: in

primo luogo perché __________ sarebbe una persona giuridica indipendente e a sé

stante e, secondariamente, anche nella denegata ipotesi in cui si volesse

trattare in maniera trasparente tale società, i suoi redditi dovrebbero al

massimo essere imputati alla società madre oppure alla __________. e non al

ricorrente. Nel ruling sottoposto alle autorità fiscali sarebbe inoltre

stato espressamente indicato che le eventuali prestazioni in denaro tra le

società figlie della __________ non avrebbero avuto alcuna conseguenza fiscale

per il ricorrente. Da ultimo si indica che il Giudice deve discostarsi dalla

valutazione dell’autorità fiscale se l’ammontare richiesto appare

manifestamente eccessivo: l’importo appare esorbitante, giacché non dovuto e

senza che vi sia una reale connessione con la situazione finanziaria di RI 1.

Si evidenzia inoltre che le garanzie richieste comprendono pure un periodo

(2009-2011) neppure sotto esame dell’autorità inquirente.

C. Con osservazioni

5.9.2018 la Divisione delle contribuzioni chiede che il ricorso presentato

venga integralmente respinto. L’autorità fiscale precisa che il ricorrente si è

trasferito all’estero il 31.5.2017. La residenza all’estero, ossia l’assenza di

domicilio in Svizzera è una condizione sufficiente affinché le autorità fiscali

possano richiedere delle garanzie per i propri crediti d’imposta non ancora

scaduti (v. art. 169 cpv. 1 LIFD e art. 248 cpv. 1 LT). Nei confronti di RI 1

la Divisione affari penali e inchieste (DAPI) dell’AFC ha avviato un’inchiesta

fiscale ex art. 190 LIFD. Il fisco indica: “Già soltanto dalla lettura delle

osservazioni del 28 maggio 2018 presentate dall’AFC (si veda il doc. 11 quale

allegato al ricorso) è possibile evincere come vi fossero delle giustificate

premesse per considerare l’esistenza di fondati sospetti in merito ad una

sottrazione d’imposta da parte del ricorrente e, di conseguenza, vi potesse

essere una cosiddetta “Gefährdung des Steuerbezuges” (...) ciò che ha

giustificato, in concreto, le richieste di garanzia”. In relazione

all’ammontare di quanto richiesto in garanzia, il fisco indica, basandosi sulla

giurisprudenza del Tribunale federale che, se può essere richiesto in garanzia

dall’autorità fiscale un importo necessario ad assicurare tutto il possibile e

verosimile substrato imponibile riconducibile a un contribuente, niente si

oppone a che tale importo esatto, comunque provvisorio in attesa della

risolutiva definizione del dovuto d’imposta, vada a coprire l’intera somma presumibilmente

ottenibile sulla base dei conteggi esperiti. La Divisione delle contribuzioni

conclude che anche per quanto attiene all’argomentazione legata alla società __________,

rispetto al contribuente persona fisica, ciò non andrebbe ad inficiare la legittimità

delle richieste di garanzia, ritenuto che a RI 1 sono riconducibili tutte le

innumerevoli società da lui costituite. Allegato alle osservazioni veniva

trasmessa una tabella ricapitolativa del calcolo degli importi complessivi

richiesti.

D. Con replica spontanea

17/18.9.2018 l’avv. __________ precisa che l’autorità fiscale avrebbe omesso di

indicare – nelle osservazioni – che affinché una richiesta di garanzie ex art.

169 LIFD sia valida non solo deve sussistere almeno uno dei motivi di garanzia menzionati

nelle norme, ma deve anche essere resa verosimile l’esistenza di un credito

d’imposta e che l’ammontare richiesto non appaia manifestamente eccessivo.

L’esistenza del credito fiscale e dell’assoggettamento devono apparire

sufficientemente verosimili sulla scorta di atti oggettivi. Il ricorrente rimprovera

inoltre all’autorità fiscale di non essersi espressa sulla verosimiglianza del

credito in relazione con il Ruling 2012 a favore del contribuente ed in

particolare la conferma che la società holding (la __________.) con le relative

partecipazioni non era in alcun modo imponibile né in Svizzera né in Ticino.

Nel ruling in parola si attestava anche che le eventuali prestazioni in

denaro tra le società figlie della holding non avrebbero avuto alcun influsso

fiscale in Svizzera e per il ricorrente. Il patrocinatore dell’insorgente

precisa: “(...) il Ricorrente, quale organo di __________, ha concluso il

contratto sul quale si fondano i pagamenti ricevuti da __________: la __________

ha pagato le controprestazioni dovute a __________, come prescritto dal contratto

e quest’ultima le ha regolarmente contabilizzate quali propri redditi, cosicché

gli stessi devono essere attribuiti a __________ e non al ricorrente”.

Diritto

1. 1.1.

La richiesta di garanzia è

formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto un’imposta

cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria

ticinese RL 640.110; numerazione precedente RL 10.2.1.1.1) sia quando è

riferita al pagamento di un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del

Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta,

RL 642.150; numerazione precedente RL 10.2.5.1.).

Contro tale decisione,

l’interessato ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le

imposte cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 248 cpv. 3 LT; per

le imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che attribuisce al

contribuente il diritto di impugnare la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione

cantonale di ricorso (art. 4 cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge

federale sull’imposta federale diretta).

1.2.

Il ricorrente censura le

decisioni principalmente per due ragioni: lamenta una violazione del diritto di

essere sentito, in quanto le richieste di garanzia non sarebbero, a suo dire,

motivate e già solo per questo sarebbero da annullare.

RI 1 si aggrava poi anche

contro le richieste di garanzia in quanto tali, ritenendole non giustificate

nel caso concreto.

Considerandi

2.

2.1. Violazione del diritto di essere

sentito

Per ciò che

concerne le richieste di garanzia datate 15 maggio 2018, il ricorrente lamenta

innanzitutto la violazione del diritto di essere sentito sancito dall’art. 29

cpv. 2 Cost. Ritiene che le decisioni di garanzia non siano sufficientemente motivate.

2.2

2.2.1

La giurisprudenza ha

dedotto dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. il

diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è sufficiente che

l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno guidata e sui

quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato possa rendersi

conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in coscienza di causa

(DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).

2.2.2

Nell’ambito della

costituzione di garanzia fiscale, la relativa domanda deve indicarne i motivi,

poiché ogni decisione deve essere motivata. Una motivazione susseguente è

comunque possibile. I motivi di una domanda di garanzia sono l’assenza di domicilio

in Svizzera oppure la messa in pericolo dei diritti del fisco. In applicazione

dei principi generali di procedura, la domanda non può limitarsi all’indicazione

dei motivi della richiesta di garanzia. Una breve motivazione deve precisare le

ragioni della domanda affinché l’interessato possa esercitare il suo diritto di

ricorso con coscienza di causa. Una motivazione sommaria e succinta non è sufficiente.

Contrariamente ad altri vizi di forma l’insufficienza di motivazione può

comunque essere sanata nell’ambito della procedura ricorsuale (Curchod P., Commentaire romand LIFD [a

cura di Noel/ Aubry-Girardin], Basilea 2017, n. 31-32 ad art. 169 LIFD).

2.3

La motivazione delle

decisioni impugnate (riportata in narrativa), sebbene breve, indica

indubbiamente i motivi essenziali che hanno indotto l'Autorità fiscale a ritenere

in pericolo la riscossione del credito fiscale. Detta motivazione ha quindi

permesso al contribuente di tutelarsi adeguatamente, inoltrando un ricorso debitamente

motivato.

È invece vero che la

decisione impugnata non dà indicazioni sul calcolo delle imposte da garantire.

La PI 1, vi ha però rimediato in sede di ricorso: in data 5 settembre 2018 ha

infatti trasmesso uno schema dove vengono riportati i calcoli anno per anno

(dal 2009 al 2015) per le imposte federali dirette, le imposte cantonali e le

imposte comunali, dovute o presunte, le multe e gli interessi scoperti. Il ricorrente

ha avuto la possibilità di replicare e di pronunciarsi sugli argomenti addotti

dall'Autorità fiscale. In simili circostanze, l’eventuale vizio di forma

iniziale potrebbe senz’altro essere considerato sanato nell’ambito della

procedura ricorsuale, in maniera rispettosa dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed.

(decisioni TF n.2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005; ASA 67 p. 722

consid. 3b).

Ne consegue che nel caso

di specie non vi è violazione del diritto di essere sentito del ricorrente.

3.

3.1. Garanzie fiscali

Giusta gli artt. 248 cpv.

1.

LT e 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in

Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può

chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata definitivamente,

delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il sequestro.

3.2

La norma in questione

prevede due tipi di casistiche che possono dar luogo a delle garanzie fiscali.

Il motivo generale per cui vengono richieste delle garanzie si basa sul

pericolo che il credito fiscale non venga corrisposto (sentenza TF 2A.611/2006

del 18.4.2007 consid. 4.1.). La legge ammette la costituzione di garanzie nel

caso in cui il contribuente non ha un domicilio in Svizzera. Questo motivo

particolare di costituzione di garanzie trova la sua ragione nel fatto che una

pretesa di diritto pubblico della Confederazione, di un Cantone oppure di un

Comune non può essere eseguita all’estero. Ad oggi unicamente la Convenzione

tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica d'Austria intesa ad evitare la

doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (SR

0.672.916

) prevede un’assistenza fiscale in materia di incasso (StR 72/2017

p. 248; sentenza TF 2C_669/2016 dell’8.12.2016).

Le garanzie possono, come

visto, essere richieste anche quando i diritti del fisco appaiono minacciati

(in maniera simile a quanto previsto dall’art. 271 cpv 1 cifra 2 LEF). Secondo

il diritto attuale, l’autorità fiscale non ha più bisogno di comprovare che il

comportamento del contribuente metta in pericolo il pagamento dell’imposta, ma

unicamente che il pagamento risulta minacciato, oppure deve rendere verosimile

che una tale minaccia esista. L’insieme delle circostanze è determinante. Il

pagamento del credito fiscale appare minacciato quando ad esempio il contribuente

ha l’intenzione di lasciare la Svizzera oppure di preparare la sua partenza,

oppure ancora se esiste un pericolo di fuga. Le garanzie possono anche essere

giustificate nel caso in cui il contribuente dissimuli in maniera sistematica

il suo reddito e il suo patrimonio nell’ambito della procedura di tassazione,

induca in errore l’autorità fiscale in relazione ai suoi redditi (Curchod P., op. cit., n. 15-19 ad art.

169.

LIFD).

3.3

Secondo la giurisprudenza

sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta

federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché

una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa

verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi menzionati

sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista, manifestamente

eccessiva (decisione TF n.2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in: RDAT II-1998 n.

20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto tributario valuta

semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i suddetti aspetti,

limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e le altre forme di

garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in: Bernasconi/Pedroli

[a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione speciale della RDAT,

Agno 1999, p. 304; StR 72/2017 p. 248; Curchod

P., op. cit., n. 29-32 ad art. 169 LIFD).

Proprio per la natura

giuridica dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale esame degli

ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti

all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla

determinazione dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura

ordinaria di tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le

altre eccezioni concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro)

della decisione di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di

ricorso contro la garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge

federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio

quando il contribuente contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro

per garanzia (Allidi, loc. cit.).

3.4

Nell’ambito delle

procedure amministrative vige il principio del convincimento completo.

Nell’ambito delle procedure di tassazione (ex art. 130 LIFD), non vi è la

necessità della certezza assoluta. È sufficiente che l’autorità di tassazione,

dopo l’esame oggettivo degli elementi di prova si convinca dei fatti con la probabilità

che rasenti la certezza. Il convincimento può basarsi su indizi senza

necessitare di prove dirette.

Nelle procedure di recupero d’imposta vige

il medesimo principio.

La procedura di garanzia ai sensi

dell'articolo 169 LIFD è una misura provvisoria; non ha alcuna influenza

sull'esistenza e sull'importo del credito d'imposta. Poiché il pericolo è

necessariamente imminente, il provvedimento di blocco o di sequestro deve poter

essere ordinato rapidamente, ma deve anche essere modificato o revocato in

qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una valutazione diversa. La

necessaria rapidità della procedura di sequestro fiscale incide sulle prove. La

prassi richiede solo, ma almeno, che le circostanze giuridiche pertinenti

(soggetto passivo, imposta dovuta, motivo della garanzia) siano rese credibili

(sentenza del TF 2C_669/2016 e 2C_670/2016 dell’8.12.2016, in StR 72/2017 p. 245,

consid. 2.3.2).

La credibilità è data

quando l’esistenza di un fatto rilevante è stabilita con un "certo grado

di verosimiglianza" sulla base di indizi oggettivi. La possibilità che le

cose possano essersi svolte diversamente non deve essere esclusa. Un fatto è

già credibile se alcuni elementi depongono a favore della sua esistenza, anche

se l’autorità non può ancora escludere che non si sia effettivamente verificato

(DTF 142 II 49 E. 6.2 pag. 58 con riferimenti). Ciò che si deve ammettere che l’autorità

di tassazione potesse esaminare, limitandosi alla semplice verosimiglianza,

deve essere ammesso che possa essere sottoposto dall’autorità giudiziaria

cantonale ad una pura valutazione prima facie. In caso di ricorso, anche

il Tribunale federale opera in quest’ambito una valutazione prima facie

(StR 72/2017 p. 249, v. consid. 2.3.4. e riferimenti giurisprudenziali ivi

citati; in merito anche sentenza TF 2C_543/2018 del 30.10.2018 consid. 2.2.).

3.5

3.5.1

Come visto, essendo

confrontati ad una misura provvisoria, nell’esame delle decisioni di garanzia è

sufficiente che le circostanze giuridiche pertinenti, ossia il contribuente, l’imposta

dovuta ed il motivo della garanzia siano rese credibili (StR 72/2017 p. 249).

3.5.2

Nel caso esposto in

narrativa è un dato assodato ed incontestato che il contribuente ha lasciato la

Svizzera (e meglio il Comune di __________ in Ticino) per __________ (__________)

il 31.5.2017 (v. anche banca dati MOVPOP). Egli era giunto in Ticino il

1°.6.2008 dall’__________. In tale lasso di tempo egli è stato illimitatamente

imponibile fiscalmente in Svizzera, come del resto attestato anche nel ricorso

a pagina 2.

Il

domicilio all’estero del contribuente è uno dei motivi per i quali poter

richiedere la costituzione di garanzie ai sensi degli art. 169 LIFD e 248 LT.

3.6

3.6.1

Come

correttamente indicato da parte della Divisione delle contribuzioni nelle

proprie osservazioni 5.9.2018, nei confronti di RI 1 è stata aperta una

procedura d’inchiesta fiscale speciale ex art. 190 LIFD da parte della DAPI

l’8.5.2018. In particolare (cfr. allegato 10 al ricorso), il qui ricorrente è

sospettato, nel periodo 2011 – 2015 di aver: “(...) commesso sottrazione

(art. 175, 176 LIFD) di importanti somme d’imposta sul reddito, in quanto non

avrebbe dichiarato una parte dei propri redditi”. Nel documento n. 11

prodotto dal ricorrente in allegato al ricorso, e meglio le osservazioni

28.5.2018

dell’AFC al Tribunale penale federale al reclamo presentato dal

contribuente al sequestro di documenti avvenuto in seguito alla perquisizione

del 17.5.2018 nel suo appartamento sito in via __________, viene dettagliata la

fattispecie alla base dell’apertura dell’inchiesta fiscale speciale e meglio

alle pagine da 3 a 8.

A

pagina 5 si può leggere: “Riassumendo abbiamo un contribuente, persona fisica,

ticinese, il quale svolge una determinata attività, il cui (limitato) reddito

generato è valutato in base a un ruling nel cantone di domicilio, quando questo

reddito deve essere tassato. Per contro è stato possibile ricostruire che __________

ha generato attraverso la __________. Ulteriori, enormi redditi di ca. 50'000’000,

che non sono stati (integralmente) imposti. L’irrisoria imposizione è dovuta al

fatto che l’autorità fiscale ticinese non ha ricevuto le necessarie

informazioni per valutare la fattispecie”.

3.6.2

Nelle osservazioni DAPI al

Tribunale penale federale viene indicato (allegato 11 al ricorso, p. 4): “Per

quanto riguarda i sospetti fondati, la DAPI ritiene le seguenti fattispecie

rilevanti dal punto di vista dell’inchiesta fiscale speciale: da un lato le

finder fees che il reclamante ha incassato, dall’altro la cifra d’affari non contabilizzata

dalle __________. Per quanto riguarda invece la procedura penale amministrativa

(reati contro la LIP), il sospetto fondato deriva dalla rinuncia agli utili da

parte delle società suesposte ed accreditate alla società __________”.

3.6.3

Per quanto riguarda la

questione delle finder fees, secondo la DAPI, emergerebbe che le società

riconducibili al ricorrente (e meglio __________) hanno versato delle finders

fees (ossia commissioni legate all’intermediazione/facilitazione di

transazioni) ad una società __________ detenuta indirettamente da RI 1, la __________.

Nel periodo compreso tra il 2011 ed il 2016 sarebbero stati versati

61'089'615.- franchi svizzeri a titolo di finder fees alla sopraccitata

società __________. A sua volta questa società __________ avrebbe

contabilizzato un costo e riversato tali importi ad una società anch’essa

riconducibile indirettamente al ricorrente, la __________. Secondo la DAPI tali

pagamenti devono essere considerati proventi da attività lucrativa, poiché una

terza persona indipendente avrebbe potuto richiederli a titolo di

retrocessioni. La DAPI è dell’avviso che senza l’intermediazione

dell’insorgente, il gruppo __________ non avrebbe mai potuto realizzare gli

utili conseguiti. Il controvalore dell’attività lucrativa di RI 1 avrebbe

dovuto corrispondere a quanto incassato dalla società di sede da lui detenuta e

ultima beneficiaria di tali fondi la __________ (ammontare stimato nel periodo

2011.

– 2016 di fr. 52'788'299.-, cfr. pag. 4 allegato n. 11).

3.6.4

Per quanto riguarda invece

la cifra d’affari non contabilizzata dalle società del __________, dalle

osservazioni DAPI emerge che nel 2014 il modello di business del gruppo

riconducibile a RI 1 è stato modificato: una parte del patrimonio gestito (3

miliardi di USD) è stato immesso in sette fondi di investimento privati, apparentemente

amministrati dalla __________. I sette fondi d’investimento versano delle

commissioni a __________ che, non disponendo di adeguato personale, acquista

dei servizi dalle società svizzere del __________, versando importi a titolo di

advisory fees. In sostanza sarebbero stati riversati a questo titolo

alle società del gruppo in Svizzera, tra il 2014 ed il 2016 fr. 38'124'171.-.

Secondo la DAPI __________ sarebbe stata interposta con il solo scopo di

diminuire il carico fiscale del gruppo svizzero (tale società non disponeva né

di infrastruttura né di personale).

3.6.5

Ora

l’apertura dell’inchiesta summenzionata ed i sospetti che gravano sulla persona

del ricorrente, sono sufficienti, ad un’analisi prima facie per ritenere

che in concreto siano dati entrambi i motivi che giustificano l’adozione di

garanzie fiscali e meglio la minaccia che il credito fiscale sia

in concreto messo in pericolo nonché l’assenza di domicilio in Svizzera. Vi

sono infatti significativi indizi per ritenere che il ricorrente abbia

dissimulato sistematicamente elementi del proprio reddito. Una tale situazione

è già di per sé sufficiente per considerare il pagamento del credito fiscale

oggettivamente minacciato (RDAT II-1998 n. 20t, consid. 4c; ASA 65 p. 386 = StE

1996.

B 99.1 n. 5), senza dimenticare inoltre che una richiesta di garanzia si

rileva altresì legittima ogni volta che il contribuente deve aspettarsi, come

nella fattispecie, delle imposte suppletorie e delle multe considerevoli (Curchod, in: Noël/Aubry Girardin [a

cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2017, n. 22

ad art. 169 LIFD, p. 1450 e riferimenti citati).

Le contestazioni

dell’insorgente in merito all’interpretazione del ruling ed ai rapporti tra le

sue società potranno essere esaminate nell’ambito della procedura di ricorso

contro le decisioni di tassazione e/o di ricupero d’imposta.

3.7

3.7.1

Per quanto concerne

l’imposta dovuta, il contribuente giudica ad ogni modo eccessivo l’ammontare

complessivo richiesto in garanzia, per oltre 48 milioni di franchi svizzeri.

Per suo conto l’autorità fiscale ha quantificato l’importo da richiedere in

garanzia sulla base delle prime emergenze istruttorie della DAPI come anche di

uno schema dove vengono riportati i calcoli

anno per anno (dal 2009 al 2015) per le imposte federali dirette, le imposte

cantonali e le imposte comunali, dovute o presunte, le multe e gli interessi

scoperti.

3.7.2

Come visto la costituzione

di garanzie è giustificata, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,

quanto esiste uno dei motivi indicati dalla legge, quando la pretesa fiscale

appare plausibile e l’importo della garanzia non sembra manifestamente eccessivo

(sentenza TF 2C_235/2013 del 26.10.2013, consid. 2.4.).

In merito al calcolo

dell’ammontare delle garanzie l’autorità fiscale ha allestito uno schema che si

basa sulle prime emergenze istruttorie. Il fisco ha documentato mediante

calcoli le somme richieste in garanzia per oltre fr. 48'000'000.-.

3.7.3

Per quanto è dato di

sapere a questo stadio della procedura, simili somme sono senz’altro elevate,

ma non sproporzionate, considerato che la garanzia richiesta deve poter coprire

l’ammontare massimo del tributo che essa ha per scopo di assicurare (decisione

TF n.2A.352/1995 del 9 gennaio 1995, in: RDAT II-1995 n. 19t), compresi gli

interessi di ritardo e le multe.

Va infine evidenziato

che l’efficacia di una richiesta di garanzia dipende in larga misura anche

dalla sua imprevedibilità e dalla rapidità con cui il provvedimento viene

adottato e che tale procedura non pregiudica comunque la determinazione

dell’imposta effettivamente dovuta, da stabilire in sede di tassazione e di recupero

d’imposta.

Ci si trova infatti confrontati

ad una misura provvisoria: la stessa non ha alcuna influenza sull’esistenza e

sull’importo del credito d’imposta. Il provvedimento può infatti essere

modificato o revocato in qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una

valutazione diversa.

3.7.4

L’esame esperito prima

facie da questa Camera conduce a confermare le decisioni impugnate,

ritenuta l’esistenza dei motivi esatti dalla legge per costituire delle

garanzie, la plausibilità della pretesa fiscale e del suo importo, con la conseguenza

che il ricorso deve essere respinto.

Le censure espresse da

parte del ricorrente potranno senz’altro essere riproposte da quest’ultimo

nell’ambito delle procedure che lo vedono coinvolto.

4.

Il ricorso è

respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 2’500.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 500.–

per un totale di fr. 3’000.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LA

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: