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Decisione

80.2018.122

Deduzioni: figli a carico, persona bisognosa a carico, non per figli maggiorenni che esercitano attività lucrative

3 dicembre 2018Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1, divorziata,

vive ed è domiciliata nel Comune di __________ (Quartiere di __________). Nel

periodo fiscale litigioso, i figli __________ (__________) e __________ (__________)

vivevano nella stessa economia domestica della madre (cfr. sistema informatico

relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del

Cantone Ticino).

Nella dichiarazione fiscale

2016, la contribuente – per quanto qui d’interesse – ha postulato la deduzione per

figli a carico per complessivi fr. 22'200.–. Nel modulo delle comunicazioni e

note per l’autorità fiscale ha precisato quanto segue:

Vorrei dedurre Fr 22'200.– per i miei

figli in quanto sono ancora a mio carico.

-

__________ ha lavorato da agosto 2016 fino a gennaio 2017.

-

Per __________ vi allego l’ultima decisione di tassazione.

Nel modulo 1 - figli

minorenni, a tirocinio o agli studi (stampato il 5 ottobre 2017 alle ore 20:16)

ha inoltre indicato che il figlio __________ aveva svolto un’attività lavorativa

in Italia.

B. Notificando a RI 1 la

tassazione IC/IFD 2016, con decisione del 1° novembre 2017, l’RS 1 ha in

particolar modo negato la deduzione per figli a carico.

C. La contribuente ha

impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 20 novembre 2017, contestando –

sempre per quanto qui d’interesse – il rifiuto della deduzione sociale di

complessivi fr. 22'000.– per i suoi figli __________ e __________.

L’RS 1, con decisione del 6

giugno 2018, ha respinto il gravame sia per l’IC, sia l’IFD, negando la

postulata deduzione per figli a carico a favore dei due figli maggiorenni. L’autorità

fiscale, dopo aver richiamato gli art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1

lett. a LIFD, ha ritenuto che la suddetta deduzione non può essere ammessa,

considerato come, nel periodo fiscale litigioso, entrambi i figli avrebbero

esercitato un’attività lucrativa, "seppur di poco conto".

D. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 ripropone la richiesta di

deduzione (perlomeno parziale) per i suoi due figli a carico, i quali, nel

periodo fiscale litigioso, avrebbero esercitato solo parzialmente un’attività

lavorativa (__________ dal 1° agosto 2016 al 31 dicembre 2016, mentre __________

dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre 2016). Domanda dunque di riconoscere la suddetta

deduzione per __________ dal 1° gennaio 2016 al 31 luglio 2016, mentre per __________

dal 1° gennaio 2016 all’8 maggio 2016.

E. Con le proprie

osservazioni del 31 luglio 2018, l’RS 1 rileva in particolar modo che, secondo

la costante giurisprudenza cantonale e federale, per stabilire le deduzioni

sociali si considera la situazione alla fine dell’anno fiscale. Ritiene che

entrambi i figli maggiorenni sarebbero praticamente in grado di provvedere al

proprio mantenimento tramite i proventi delle proprie attività lucrative, e ciò

a maggior ragione grazie al sostegno finanziario ottenuto dalla madre. Di conseguenza

l’RS 1 ha ritenuto che tale sostegno sarebbe "una destinazione di reddito"

e per questo motivo, la ricorrente non ha diritto alla deduzione per figli a

carico sia per l’IC, sia per l’IFD.

Diritto

1. 1.1.

Per l’art. 34 cpv. 1 lett.

a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui

sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è

limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35

cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213

cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte

Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).

Per

l’imposta cantonale, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al

31 dicembre del periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e

quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento

il contribuente provvede.

La LIFD

invece non prevede un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo

277 capoverso 2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da

loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento

del figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale

conclusione di una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione

federale delle contribuzioni n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei

coniugi e della famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale

la deduzione non può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla

fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar

zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 42 ad art. 35 LIFD, p. 713).

1.2.

Per quanto

attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite "secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 40 LIFD) o dell’assoggettamento".

Con il

principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una

schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto

(Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge

und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, op. cit., p.

885).

Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale

accetta il fatto che nel singolo caso un contribuente possa essere

avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è possibile conseguire un’imposizione

assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la

giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una disciplina legale

non comporti ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin,

op. cit., p. 111, con riferimento a DTF 120 Ia 337).

1.3.

Come visto in narrativa,

nel periodo fiscale litigioso, entrambi i figli di RI 1 erano maggiorenni.

__________, che alla fine

del 2016 aveva 23 anni, avrebbe svolto una (non meglio precisata) attività

lavorativa dal 1° agosto 2016 al 31 dicembre 2016. Dalla decisione di

tassazione IC 2016 dell’8 novembre 2016, che lo concerne, risulta che,

nell’anno 2016, quest’ultimo ha conseguito un reddito netto da attività dipendente

di complessivi fr. 15'924.–.

__________, che alla fine

di quel periodo fiscale aveva 20 anni, avrebbe invece svolto in __________ una

(non meglio precisata) attività lavorativa dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre

2016. L’RS 1, nella decisione del 5 luglio 2017 (IC 2016), ha accertato un

reddito imponibile complessivo di fr. 6'133.–, riconoscendo però una deduzione

totale delle spese professionali dell’importo di fr. 10'765.–.

Entrambi i figli

maggiorenni, al momento determinante del 31 dicembre 2016, esercitavano pertanto

una (non meglio precisata) attività lavorativa e percepivano un reddito. Non

può dunque entrare in considerazione la deduzione per figli a carico giusta gli

art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1 lett. a LIFD, considerato

come __________ e __________ non erano a tirocinio o agli studi, come peraltro

rettamente rilevato dall’RS 1 nella decisione impugnata.

Si tratta dunque di

verificare se la contribuente non abbia diritto alla deduzione per persona bisognosa

a carico.

Considerandi

2.

2.1.

Per l’imposta cantonale,

l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di

un importo da 5'700.− a 11'100.− franchi al massimo (per il periodo

fiscale 2016), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente

o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento

il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.−

franchi. Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b

LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.−

franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre

che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.

2.2

Secondo la lettera sia

della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige

Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude

alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle

assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.

Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve

essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità

congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale,

di impedimenti di ordine fisico o psichico.

La dottrina e la

giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità

di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente

fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera

età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op.

cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una

persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di

lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve

essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per

altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del

20.

febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

2.3

Tanto la prassi

dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/ Bosshard/ Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im

schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia

adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a

causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo

sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma

piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si

considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o

prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più

ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di

regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p.

192).

2.4

Tornando al caso in esame,

dagli atti non risulta, e del resto la ricorrente nemmeno lo sostiene, che nel

periodo fiscale litigioso, i figli __________ e __________ siano stati in

particolare limitati nelle loro capacità di guadagno a seguito d’infermità

congenita, malattia o infortunio, o in maniera più generale d’impedimenti di

ordine fisico o psichico, avendo entrambi esercitato un’attività lucrativa. Già

solo per questo motivo, gli stessi non possono essere considerati bisognosi nel

senso degli articoli 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b

LIFD.

3.

Il ricorso è conseguentemente

respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della

ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 300.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 380.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di .

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: