80.2018.122
Deduzioni: figli a carico, persona bisognosa a carico, non per figli maggiorenni che esercitano attività lucrative
3 dicembre 2018Italiano10 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2018.122
80.2018.123
Lugano
3 dicembre 2018
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Daniela
Fossati, vicecancelliera
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 2 luglio 2018 contro la decisione del 6 giugno 2018 in materia di IC e IFD
2016.
Fatti
A. RI 1, divorziata,
vive ed è domiciliata nel Comune di __________ (Quartiere di __________). Nel
periodo fiscale litigioso, i figli __________ (__________) e __________ (__________)
vivevano nella stessa economia domestica della madre (cfr. sistema informatico
relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del
Cantone Ticino).
Nella dichiarazione fiscale
2016, la contribuente – per quanto qui d’interesse – ha postulato la deduzione per
figli a carico per complessivi fr. 22'200.–. Nel modulo delle comunicazioni e
note per l’autorità fiscale ha precisato quanto segue:
Vorrei dedurre Fr 22'200.– per i miei
figli in quanto sono ancora a mio carico.
-
__________ ha lavorato da agosto 2016 fino a gennaio 2017.
-
Per __________ vi allego l’ultima decisione di tassazione.
Nel modulo 1 - figli
minorenni, a tirocinio o agli studi (stampato il 5 ottobre 2017 alle ore 20:16)
ha inoltre indicato che il figlio __________ aveva svolto un’attività lavorativa
in Italia.
B. Notificando a RI 1 la
tassazione IC/IFD 2016, con decisione del 1° novembre 2017, l’RS 1 ha in
particolar modo negato la deduzione per figli a carico.
C. La contribuente ha
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 20 novembre 2017, contestando –
sempre per quanto qui d’interesse – il rifiuto della deduzione sociale di
complessivi fr. 22'000.– per i suoi figli __________ e __________.
L’RS 1, con decisione del 6
giugno 2018, ha respinto il gravame sia per l’IC, sia l’IFD, negando la
postulata deduzione per figli a carico a favore dei due figli maggiorenni. L’autorità
fiscale, dopo aver richiamato gli art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1
lett. a LIFD, ha ritenuto che la suddetta deduzione non può essere ammessa,
considerato come, nel periodo fiscale litigioso, entrambi i figli avrebbero
esercitato un’attività lucrativa, "seppur di poco conto".
D. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 ripropone la richiesta di
deduzione (perlomeno parziale) per i suoi due figli a carico, i quali, nel
periodo fiscale litigioso, avrebbero esercitato solo parzialmente un’attività
lavorativa (__________ dal 1° agosto 2016 al 31 dicembre 2016, mentre __________
dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre 2016). Domanda dunque di riconoscere la suddetta
deduzione per __________ dal 1° gennaio 2016 al 31 luglio 2016, mentre per __________
dal 1° gennaio 2016 all’8 maggio 2016.
E. Con le proprie
osservazioni del 31 luglio 2018, l’RS 1 rileva in particolar modo che, secondo
la costante giurisprudenza cantonale e federale, per stabilire le deduzioni
sociali si considera la situazione alla fine dell’anno fiscale. Ritiene che
entrambi i figli maggiorenni sarebbero praticamente in grado di provvedere al
proprio mantenimento tramite i proventi delle proprie attività lucrative, e ciò
a maggior ragione grazie al sostegno finanziario ottenuto dalla madre. Di conseguenza
l’RS 1 ha ritenuto che tale sostegno sarebbe "una destinazione di reddito"
e per questo motivo, la ricorrente non ha diritto alla deduzione per figli a
carico sia per l’IC, sia per l’IFD.
Diritto
1. 1.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è
limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35
cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213
cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte
Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
Per
l’imposta cantonale, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al
31 dicembre del periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e
quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento
il contribuente provvede.
La LIFD
invece non prevede un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo
277 capoverso 2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da
loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento
del figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale
conclusione di una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione
federale delle contribuzioni n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei
coniugi e della famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale
la deduzione non può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla
fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar
zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 42 ad art. 35 LIFD, p. 713).
1.2.
Per quanto
attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite "secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 40 LIFD) o dell’assoggettamento".
Con il
principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una
schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto
(Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, op. cit., p.
885).
Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale
accetta il fatto che nel singolo caso un contribuente possa essere
avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è possibile conseguire un’imposizione
assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la
giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una disciplina legale
non comporti ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 111, con riferimento a DTF 120 Ia 337).
1.3.
Come visto in narrativa,
nel periodo fiscale litigioso, entrambi i figli di RI 1 erano maggiorenni.
__________, che alla fine
del 2016 aveva 23 anni, avrebbe svolto una (non meglio precisata) attività
lavorativa dal 1° agosto 2016 al 31 dicembre 2016. Dalla decisione di
tassazione IC 2016 dell’8 novembre 2016, che lo concerne, risulta che,
nell’anno 2016, quest’ultimo ha conseguito un reddito netto da attività dipendente
di complessivi fr. 15'924.–.
__________, che alla fine
di quel periodo fiscale aveva 20 anni, avrebbe invece svolto in __________ una
(non meglio precisata) attività lavorativa dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre
2016. L’RS 1, nella decisione del 5 luglio 2017 (IC 2016), ha accertato un
reddito imponibile complessivo di fr. 6'133.–, riconoscendo però una deduzione
totale delle spese professionali dell’importo di fr. 10'765.–.
Entrambi i figli
maggiorenni, al momento determinante del 31 dicembre 2016, esercitavano pertanto
una (non meglio precisata) attività lavorativa e percepivano un reddito. Non
può dunque entrare in considerazione la deduzione per figli a carico giusta gli
art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1 lett. a LIFD, considerato
come __________ e __________ non erano a tirocinio o agli studi, come peraltro
rettamente rilevato dall’RS 1 nella decisione impugnata.
Si tratta dunque di
verificare se la contribuente non abbia diritto alla deduzione per persona bisognosa
a carico.
Considerandi
2.
2.1.
Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di
un importo da 5'700.− a 11'100.− franchi al massimo (per il periodo
fiscale 2016), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente
o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.−
franchi. Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b
LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.−
franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre
che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.
2.2
Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude
alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle
assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.
Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve
essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità
congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale,
di impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la
giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità
di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op.
cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una
persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di
lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve
essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per
altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del
20.
febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
2.3
Tanto la prassi
dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/ Bosshard/ Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p.
192).
2.4
Tornando al caso in esame,
dagli atti non risulta, e del resto la ricorrente nemmeno lo sostiene, che nel
periodo fiscale litigioso, i figli __________ e __________ siano stati in
particolare limitati nelle loro capacità di guadagno a seguito d’infermità
congenita, malattia o infortunio, o in maniera più generale d’impedimenti di
ordine fisico o psichico, avendo entrambi esercitato un’attività lucrativa. Già
solo per questo motivo, gli stessi non possono essere considerati bisognosi nel
senso degli articoli 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b
LIFD.
3.
Il ricorso è conseguentemente
respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della
ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico della
ricorrente.
3. Contro il presen Copia
per conoscenza:
-
municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: