80.2018.45
Deduzioni sociali: figli a carico, figlio maggiorenne apprendista, alimenti versati dal padre, redditi complessivi superiori a 30'000 franchi
19 aprile 2018Italiano12 min
Source ti.ch
Incarti n.
80.2018.45
80.2018.46
Lugano
19 aprile 2018
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Daniela
Fossati, vicecancelliera
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 6 marzo 2018 contro la decisione del 7 marzo 2018 in materia di IC e IFD
2014-2015.
Fatti
A. RI 1 è divorziata dal
__________. Con lei vivono i figli __________, nato il __________, e __________,
nato il __________. Nelle dichiarazioni fiscali 2014 e 2015, la contribuente
fra le deduzioni ha in particolar modo fatto valere quelle per figli a carico
per complessivi fr. 22'200.–.
B. Notificando alla
contribuente le tassazioni IC e IFD che si riferiscono agli anni 2014 e 2015,
con distinte decisioni del 26 luglio 2017, l’RS 1 ha riconosciuto, a livello
cantonale, a titolo di deduzione per ogni figlio a carico, l’importo
complessivo di fr. 11'100.–, negando la deduzione per il figlio __________ ("proventi
sufficienti per far fronte al sostentamento personale per il figlio __________ ").
A livello federale, ha ammesso in deduzione per figli a carico solamente fr.
6'500.–.
C. La contribuente ha
impugnato le suddette decisioni, con un unico reclamo del 25 luglio 2017,
postulando l’ammissione della deduzione per figli a carico per __________, per
entrambi i periodi fiscali. Ha in particolare asserito che il salario percepito
da quest’ultimo come apprendista muratore sarebbe stato utilizzato per coprire
le spese di trasporto (domicilio – lavoro/scuola) e le spese per la cassa
malati. Le spese per il vitto, per l’alloggio e per altre piccole necessità,
invece, sarebbero state pagate dalla contribuente.
D. L’RS 1 ha respinto il
suindicato reclamo, con distinte decisioni del 7 marzo 2018, in difetto dei presupposti
per l’ammissione della deduzione per figli a carico riguardo a __________.
Per il periodo fiscale
IC/IFD 2014, nella motivazione allegata l’autorità fiscale ha esposto le
seguenti considerazioni:
Il figlio __________ svolge
l’apprendistato di muratore presso la ditta __________ di __________. Oltre al
salario percepito, egli riceve pure gli alimenti per Frs. 550.– mensili che
saranno versati dal padre, Signor __________ (__________) fino al termine della
sua formazione. Gli alimenti versati dal padre (Frs. 6'600.– annui) non
sono imponibili, poiché il ragazzo è maggiorenne. Analizzando dettagliatamente
la situazione personale del figlio della contribuente, si nota che egli dispone
di sufficienti proventi per far fronte al proprio sostentamento. Infatti, il
suo reddito fiscalmente imponibile, supera ampiamente la deduzione richiesta di
Frs. 11'100.–. Inoltre, si precisa che il giovane vive nella casa
di proprietà della madre, unitamente ad essa.
Per il periodo fiscale
IC/IFD 2015, ha invece dato le seguenti spiegazioni:
Il figlio __________ ha
terminato l’apprendistato di muratore presso la ditta __________ di __________
il 30.06.2016. Oltre al salario percepito, egli ha ricevuto gli alimenti per
Frs. 550.– dal padre, Signor __________ (__________) fino al termine della sua
formazione (Frs. 550.– x 6 mesi = Frs. 3'300.–). Gli alimenti versati dal padre non sono imponibili,
poiché il ragazzo è maggiorenne. Terminata la formazione professionale, egli ha
beneficiato delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD) fino
all’11.09.2016. Il 12.09.2016, egli ha trovato un nuovo impiego presso la ditta
__________. Analizzando dettagliatamente la situazione personale del figlio
della contribuente, si nota che nei primi 6 mesi dell’anno, egli dispone di
sufficienti proventi per far fronte al proprio sostentamento. Infatti, il salario
ricevuto per questo lasso di tempo, supera ampiamente la deduzione richiesta di
Frs. 11'100.–. Inoltre, si precisa che il giovane vive nella casa
di proprietà della madre, unitamente ad essa.
E. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la
concessione, per il figlio __________, della deduzione "del figlio agli
studi a carico" (recte della deduzione per figli a carico) e chiede
di eseguire un calcolo serio riguardo alle spese che avrebbe dovuto sopportare nell’ipotesi
in cui egli avesse vissuto da solo, non potendo accettare un simile
trattamento. Sostiene in particolare che con il denaro a disposizione di __________
(composto dal reddito imponibile cui va aggiunto il contributo di sostentamento
di fr. 550.– mensili versati dal padre), sarebbe difficile sostenere da soli le
spese per un appartamento (che in media costa almeno fr. 700.–), per il vitto,
per il vestiario, per l’abbonamento arcobaleno (nella misura del 50%), per la
rata mensile di un "piccolo" leasing, per le tasse scolastiche e per
le altre spese in connessione con un’economia domestica per una persona sola. Unitamente
al gravame ha prodotto copia delle decisioni di tassazione IC degli anni 2014 e
2015 riguardanti suo figlio __________.
F. Con le proprie osservazioni
del 9 marzo 2018, l’RS 1 evidenzia anzitutto di aver erroneamente indicato,
nella motivazione della decisione impugnata relativa all’anno 2015, i proventi
dell’anno 2016 riguardanti il figlio __________. Adduce però le seguenti
considerazioni:
Nel 2015 __________ era impiegato presso la ditta __________ di __________
con uno stipendio netto di fr. 30'008.– ai quali sono da aggiungere
(fr.) 6'600.– di contributi ricevuti dal padre. Tenuto conto della
giurisprudenza in vigore e pur considerando le spese professionali avute, a
giudizio dell’ufficio di tassazione i proventi del figlio __________ del 2015
sono comunque tali da inficiare la possibilità della madre di beneficiare della
deduzione per figli a carico.
Per
terminare si segnala che nel 2014 pur essendo lo stipendio netto di __________
sensibilmente più basso (Fr. 23'697.–), ed (un) reddito netto di (fr.) 15'100.– e tenuto
conto dei versamenti di fr. 6'600.–, a giudizio dell’ufficio di tassazione non sono date
le condizioni minime di reddito per beneficiare della deduzione per figli a
carico.
Diritto
1. 1.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è
limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35
cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213
cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte
Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
Ora, per
figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del periodo
fiscale interessato, non hanno ancora diciotto anni) e quelli a tirocinio o
agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede.
1.2.
In
una decisione del 29 maggio 2002 in materia di IFD, il Tribunale federale ha
osservato che la concessione della deduzione per figli non è subordinata alla
condizione che il contribuente ne assicuri in larga misura il mantenimento.
Determinante è che contribuisca al suo mantenimento, che il figlio
(maggiorenne) sia dipendente da questo contributo. Perché il contribuente abbia
diritto alla deduzione sociale per figli è ancora necessario che i contributi
annui raggiungano almeno l’importo della deduzione (decisione TF n.2A.536/2001
del 29 maggio 2002, in RF 2002 p. 632; v. anche decisione TF n.2C_516/2013 e
2C_517/2013 del 4 febbraio 2014, consid. 2.1).
La
dottrina è dello stesso avviso. La deduzione può essere concessa, anche se il
contribuente partecipa per meno del 50% alle spese di mantenimento (Jaques, in: Noël/Aubry Girardin [a cura
di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a edizione,
Basilea 2017, n. 21 ad art. 35 LIFD; Locher,
Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 20 ad art. 35,
p. 871): occorre invece che i contributi annuali raggiungano almeno
l’ammontare della deduzione (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 52 ad art. 35 LIFD,
p. 715). Contrariamente al figlio minorenne, quello maggiorenne che prosegue
nella formazione deve inoltre dipendere dal contributo prestatogli (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit.,
n. 41 ad art. 35 LIFD, p. 712; Jaques,
op. cit., n. 21 ad art. 35 LIFD, con riferimento alla sentenza del Tribunale
federale del 29 maggio 2002,2A.536/2001, in RF 2002 p. 632; Locher, op. cit., n. 31
ad art. 35, p. 873).
1.3.
__________,
nato il __________, in entrambi i periodi fiscali litigiosi era già maggiorenne.
Dalle informazioni agli atti emerge in particolare che nel 2014, egli ha svolto
l’apprendistato come muratore presso la __________ di __________ (cfr. reclamo del
25 luglio 2017; decisione di tassazione dopo reclamo del 7 marzo 2018 inerente
all’IC 2014 di RI 1, p. 2). Per quest’attività lavorativa, ha conseguito un
reddito netto di complessivi fr. 23'697.– (cfr. decisione di tassazione IC 2014 del 21 ottobre 2015 di __________;
osservazioni del 9 marzo 2018 dell’RS 1). A questo importo vanno sommati fr.
6'600.– (fr. 550.– mensili x 12 mesi), versati dal padre, a titolo
di contributo di mantenimento, a favore del figlio __________ (ricorso del 6
marzo 2018, p. 1; decisione di tassazione dopo reclamo del 7 marzo 2018
inerente all’IC 2014 di RI 1, p. 2). Tale somma non è stata (rettamente)
imposta, poiché quest’ultimo già nel 2014 aveva raggiunto la maggiore età (cfr.
decisione di tassazione IC 2014 del 21 ottobre 2015 e decisione di tassazione
IC 2015 del 29 giugno 2016 di __________). Si ha dunque che nel 2014, il
reddito netto conseguito da __________ ammontava a complessivi fr. 30'297.–.
Nel 2015, __________
ha invece percepito un reddito netto di fr. 30'008.–, lavorando sempre come apprendista muratore presso la __________ di __________
(cfr. decisione di tassazione IC 2015 del 29 giugno 2016 di __________;
dichiarazione d’imposta 2015 di RI 1, p. 1; reclamo del 25 luglio 2017;
osservazioni del 9 marzo 2018 dell’RS 1). A detta somma va nuovamente aggiunto l’importo
complessivo di fr. 6'600.– (fr. 550.– mensili x 12 mesi), ricevuti dal padre a titolo
di contributi di sostentamento (ricorso del 6 marzo 2018, p. 1; osservazioni del
9 marzo 2018 dell’autorità fiscale). Ne discende che nel 2015, __________ ha
conseguito un reddito netto di complessivi fr. 36'608.–.
__________ ha
inoltre beneficiato di un (non meglio precisato) sussidio della cassa malati
(cfr., al proposito, reclamo del 25 luglio 2017).
In queste
circostanze, si può senz’altro ritenere che i redditi di cui ha beneficiato __________
nel 2014 (fr. 30'297.–) rispettivamente
nel 2015 (fr. 36'608.–) siano stati (più
che) sufficienti per permettergli di provvedere al proprio sostentamento,
considerato come egli abitava nella stessa economia domestica della madre.
D’altronde,
spetterebbe alla ricorrente comprovare di aver contribuito al mantenimento del
figlio __________ con un importo pari almeno a quello della deduzione invocata
(fr. 11'100.– sia per l’IC 2014, sia per l’IC 2015), secondo il principio per
cui il fisco è tenuto a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o
aumentano il carico impositivo, mentre è il contribuente ad avere l’onere della
prova per i fatti che concorrono a escludere o a ridurre il debito verso
l’erario (DTF 133 II 153 consid. 4.3; 121 II 257 consid. 4c/aa). L’insorgente,
in sede di reclamo, si è invero limitata ad affermare (molto) genericamente che
__________, con il suo stipendio, pagava le spese per i mezzi di trasporto e la
cassa malati, mentre lei contribuiva al suo mantenimento, coprendo le spese per
il vitto, per l’alloggio e per altre (non meglio precisate) piccole necessità,
senza quantificare e documentare l’effettivo contributo. In questa sede domanda
perfino che sia "… fatto un calcolo serio delle reali spese che mio figlio
avrebbe dovuto provvedere al suo sostentamento in modo autonomo come detto
pagando un regolare affitto, vitto, vestiario, assicurazioni auto, RC, economia
domestica, telefono, …".
Sia come sia, prendendo in
considerazione le deduzioni ammesse dall’autorità fiscale per l’anno 2014 e per
l’anno 2015 (spese professionali, oneri assicurativi, spese malattia e
infortunio) risulta ancora un reddito imponibile complessivo di fr. 15'100.–
rispettivamente di fr. 20'700.–, corrispondenti a un importo mensile di fr.
1'258.35 rispettivamente di fr. 1'725.– per far fronte alle altre (non meglio
precisate) spese. Tali importi sono perfino maggiori rispetto alla postulata
deduzione di fr. 11'100.–. È dunque inconfutabile che, durante i due periodi
fiscali litigiosi, __________ abbia percepito entrate sufficienti per far
fronte al proprio fabbisogno grazie ai proventi della sua attività lavorativa
come apprendista e ai contributi alimentari versati dal padre.
1.4.
A titolo di paragone, va in
particolare evidenziato che in una recente sentenza, il Tribunale federale ha
del resto negato la deduzione sociale al genitore di uno studente vallesano del
Politecnico federale di Zurigo, che percepiva rendite per orfani e altri
piccoli proventi per complessivi fr. 26'721.–. Secondo informazioni del
Servizio borse di studio dello stesso Politecnico, i costi di mantenimento e di
studio ammontavano mediamente a circa 23'000.– franchi all’anno; inoltre,
l’Alta Corte ha sottolineato che dai rilevamenti dell’Ufficio federale di
statistica le spese totali, per studenti che abitano fuori dalla casa dei
genitori, oscillavano nel 2009 tra fr. 1'470.– e fr. 2'140.– al mese, con una
media di fr. 1'870.– (cfr. decisione n.2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4
febbraio 2014, consid. 2.2 e 2.3).
Anche alla luce di questa
pronuncia del Tribunale federale, la decisione impugnata non presta il fianco a
critiche, se solo si considera che il figlio maggiore della contribuente, nei
periodi fiscali litigiosi, non ha svolto studi accademici e, soprattutto, ha
abitato nella casa materna.
Considerandi
2.
Visto l’esito del
ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico della
ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 580.–
sono a carico della
ricorrente.
3. Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-
-
-
-
Copia per conoscenza:
-
municipio di.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: