80.2019.337
Reddito della sostanza mobiliare: prestazioni valutabili in denaro da una società, errata qualifica come reddito dell’attività indipendente, annullamento della decisione
9 gennaio 2020Italiano25 min
contribuente la tassazione IC/IFD 2011, commisurando il reddito imponibile in fr.
Source ti.ch
Incarti n.
80.2019.337
80.2019.338
Lugano
9 gennaio 2020
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Ivano Ranzanici (in sostituzione del giudice Mauro
Mini, astenuto), Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina
Piemontesi - Gianola, vicecancelliera
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 17 ottobre 2019 contro la decisione del 18 settembre 2019 in materia di IC/IFD
2011
Fatti
Fatti
A. Nel periodo fiscale
2011, RI 1, economista SUP, era dipendente di __________ (della quale era pure
azionista nonché amministratore unico) e di __________. Egli svolgeva altresì
un’attività indipendente. Dichiarava un reddito imponibile complessivo di fr.
14'003.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 153'562.-.
B. Il 7.7.2016 la
Pretura del Distretto di __________, pronunciava il fallimento di RI 1.
L’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS),
avvertito da __________, informava il Ministero pubblico ticinese del fatto che
“(…) poco prima del suo fallimento, dai conti bancari a lui intestati, sono
stati trasferiti fondi e titoli per circa CHF 1 milione sul conto intestato al
padre, __________”. Il trasferimento in questione sarebbe stato
giustificato da RI 1 come una donazione a favore del padre (cfr. Rapporto
dell’Ispettorato fiscale del 18.9.2017, pag. 1).
C. Con decisione del
21.12.2016 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) notificava al
contribuente la tassazione IC/IFD 2011, commisurando il reddito imponibile in fr.
45'900.- per l’IC e in fr. 49'900.- per l’IFD. La sostanza imponibile
complessiva, ai soli fini IC, veniva stabilita in fr. 208'000.-.
D. Il 23.12.2016 il
Procuratore pubblico __________ inviava una segnalazione all’Ispettorato
fiscale, indicando che, nei confronti di RI 1, dichiarato in fallimento dal
mese di luglio del 2016, era stato aperto un procedimento penale per “(…) le
ipotesi di crimini e delitti nel fallimento, nonché per riciclaggio di denaro,
a seguito di una comunicazione MROS”. Nell’ambito dell’indagine in
questione sarebbe emerso che il contribuente avrebbe occultato l’esistenza di
ingenti capitali, non solamente all’Ufficio fallimenti, ma altresì all’autorità
fiscale, facendoli per l’appunto confluire nella (formale) disponibilità del
padre __________ (cfr. Rapporto dell’Ispettorato fiscale del 18.9.2017, pag. 1).
E. Con reclamo
6/7.2.2017, RI 1 insorgeva contro la notifica di tassazione IC/IFD 2011, da lui
ricevuta il 9.1.2017, chiedendo di poter essere convocato per comprendere il
contenuto della decisione.
F. Il 18.9.2017,
l’Ispettorato fiscale rassegnava il proprio rapporto inerente il contribuente. In
particolare, dopo aver analizzato gli estratti dei conti bancari ottenuti
grazie alla compulsazione degli atti presso l’autorità giudiziaria penale, aveva
potuto verificare l’esistenza di diverse relazioni bancarie, che non figuravano
nelle dichiarazioni fiscali personali di RI 1. Il fisco aveva potuto pure
accertare che gli accrediti, che confluivano sulle stesse, non erano stati
dichiarati nei redditi. Limitatamente al periodo fiscale 2011, l’Ispettorato
fiscale riteneva pertanto che al 31.12.2011 il contribuente non avesse indicato
l’esistenza di ulteriore sostanza per fr. 466'621.- e ulteriori redditi per fr.
196'155.-.
G. Il 30.3.2018 RI 1
veniva convocato ad un’audizione presso l’UT prevista per il 25.4.2018. Veniva
poi assegnato un termine scadente alla fine del 2018 per presentare ulteriore
documentazione.
H. Con scritto 9.5.2019
– trasmesso per posta APlus - l’UT convocava il contribuente ad un’udienza il
25.6.2019, indicando che “(…) in seguito alla procedura penale in corso sono
emersi elementi fiscalmente rilevanti”. Unitamente alla missiva veniva
trasmessa una lista con i prelievi a contanti da lui effettuati sul conto di __________.
L’autorità resistente informava il contribuente che tali movimentazioni, di
principio, sarebbero state considerate quale reddito imponibile. L’UT chiedeva
pertanto al reclamante di voler trasmettere della documentazione, per chiarire
la fattispecie. RI 1 veniva inoltre avvertito che la decisione di tassazione
avrebbe dovuto essere rivista a suo sfavore (reformatio in pejus) limitatamente
ai seguenti elementi imponibili: aggiunta di redditi da attività indipendente
per fr. 195'017.-; aggiunta di dividendi per fr. 1'136.85; aggiunta di sostanza
non dichiarata per fr. 466'620.-. All’insorgente veniva data la possibilità di
esprimersi in merito alla prospettata modifica e veniva inoltre comunicato che
la documentazione a sostegno del reclamo avrebbe dovuto essere presentata al
momento dell’udienza.
I. Con scritto
24.5.2019 l’UT diffidava il contribuente a voler dar seguito alla seguente
richiesta di documentazione:
·
“Fascicolo riassuntivo con
distinta esplicativa e giustificativi in relazione ai prelevamenti in contanti
dai conti non esposti a bilancio delle società __________ e __________ e la
loro destinazione;
·
Fascicolo riassuntivo con distinta
esplicativa e giustificativi in relazione agli accrediti sui suoi conti privati
precedentemente non dichiarati nonché pagamenti a suo favore dai conti delle
società sopracitate;
·
Movimentazione dettagliata per gli
anni 2012-2015 dei conti __________ (….);
·
Spiegazione relativa ai versamenti
sul conto __________ (…), eventualmente copia rogiti o documentazione a
comprova della destinazione data ai capitali.
In
calce alla missiva, RI 1 veniva inoltre reso attento al fatto che “(…) in caso di inosservanza al presente invito si
procederà all’applicazione delle penalità previste dagli art. 257 LT e 174
LIFD, nonché alla tassazione d’ufficio in base agli articoli 204 cpv. 2 LT e
130 cpv. 2 LIFD”.
L. Con risposta
12/13.6.2019, il reclamante si diceva del tutto in disaccordo con l’operato
dell’UT e con le richieste presentate. In particolare, la procedura giudiziaria
aperta nei suoi confronti sarebbe stata del tutto errata, ritenuto come -
contrariamente alla tesi del MP, sgorgante dalla segnalazione di __________ -
non avrebbe mai “rubato dai conti dei miei clienti”. In calce alla
lettera precisava anche “Alla fine di tutto questo, quando si sarà
definitivamente chiarito che non ho fatto alcuna porcheria (a parte quello di
avere della sostanza privata non dichiarata), chiederò i danni subiti e del
tempo perso nel dovermi difendere (compreso anche il vostro ufficio)”.
Durante il verbale
di audizione del 25.6.2019 RI 1 postulava una proroga per la presentazione
della documentazione richiesta da parte dell’autorità, che non era riuscito
ancora a produrre a causa di “motivi personali urgenti”. L’autorità resistente
stilava uno scadenziario per la trasmissione dei documenti che avrebbero dovuto
essere inviati tra il 15.7.2019 ed il 30.8.2019.
Il 16/19.7.2019 il contribuente
presentava della documentazione atta a chiarire la movimentazione bancaria
riguardante la __________. In relazione alla proprietà di __________ il
contribuente indicava di non riuscire più a trovare copia del contratto
fiduciario e che si sarebbe visto costretto a richiederlo al cliente.
Con scritto del
25.8.2019 il contribuente comunicava di non essere in grado di presentare più
nulla sino al 20.10.2019, siccome occupato nella preparazione della campagna
politica per le elezioni federali.
M. Con decisione di
tassazione dopo reclamo del 18.9.2019 l’UT commisurava il reddito imponibile in
fr. 221'000.- per l’IC 2011 e la sostanza in fr. 675'000.-. Per l’IFD il
reddito veniva accertato in fr. 225'000.-. A motivazione della decisione
l’autorità fiscale indicava:
“Con tempestivo reclamo del 7 febbraio 2017 il
contribuente contestava genericamente la decisione di tassazione chiedendo al
contempo di essere convocato. A seguito di un procedimento pendente a carico
del contribuente presso il Ministero pubblico, (…), sono emersi elementi
potenzialmente rilevanti dal profilo fiscale. Con lettera del 9 maggio 2019 il
contribuente è stato convocato chiedendo al contempo la produzione di
documentazione. In particolare è stata inviata una lista di prelievi in
contanti dal conto __________ intestato a __________, società di cui il
contribuente deteneva 49 azioni su 100 ed era amministratore unico. Prelievi
che, come gli stessi conti, non risultano dalla contabilità della società.
Nella stessa lettera il contribuente veniva avvisato che la decisione di
tassazione avrebbe dovuto essere rivista a suo sfavore aggiungendo al reddito
aziendale i prelievi effettuati per fr. 195'017.-, oltre a reddito da dividendi
per fr. 1'136.85 e sostanza per fr. 466'620.-. All’audizione del 25 giugno 2019
il contribuente non ha presentato la documentazione richiesta, è quindi stato
allestito un verbale con scadenze precise per presentare i giustificativi che
comprovassero la destinazione data ai fondi prelevati a contanti dai conti sopra
citati. I documenti relativi al reclamo IC/IFD 2011 avrebbero dovuto essere
presentati entro il 2 agosto 2019. Con lettera del 16.7.2019 il contribuente ha
inviato documenti relativi ad anni successivi. Con lettera del 25 agosto il
contribuente comunica di non riuscire a produrre la documentazione necessaria
per tempo. In assenza di documentazione chiara i prelievi effettuati, come
comunicato, vengono considerati reddito imponibile. A titolo prudenziale
vengono considerati soltanto i prelievi superiori a fr. 3'000.-“.
Il reclamo veniva pertanto
respinto e la decisione veniva modificata aggiungendo l’importo di fr.
174'000.- al reddito aziendale portandolo a fr. 185'000.- oltre a fr. 1'136.-
quale reddito da titoli e fr. 466'620.- quale sostanza liquida.
N. Con ricorso del
17/18.10.2019 RI 1 impugna le decisioni di tassazione. Ritiene inammissibile la
fretta nel voler emanare la decisione di tassazione, quando, l’autorità fiscale
avrebbe impiegato “(…) 6 anni per arrivare a questa decisione insulsa e falsa
(completamente inventata) per il sottoscritto un vero insulto”. Il
ricorrente fa inoltre valere una disparità di trattamento vis-à-vis degli altri
amministrati: ritiene che il fisco avrebbe avuto nei suoi confronti un
comportamento “razzista”. I dati ottenuti da parte dell’autorità
fiscale, sarebbero stati acquisiti in maniera illecita. L’UT avrebbe
erroneamente imputato al ricorrente dei redditi che in realtà sarebbero dei
pagamenti operati a favore di terzi. I dati necessari per comprovare questi versamenti
sarebbero presenti presso una società sita all’estero. Il contribuente contesta
il fatto che, non gli sia stato concesso sufficientemente tempo per poter
comprovare la sua versione dei fatti e meglio per reperire la documentazione
necessaria a confermare la sua tesi. Reperire degli atti in __________ non
sarebbe del resto cosa facile. Ritiene che sia fondamentale concedergli
ulteriore tempo per presentare la documentazione opportuna: è dell’avviso che,
nel caso in cui la Camera decida sulla base degli atti all’incarto, vi sarebbe
una sentenza basata su falsità e non comprovate insinuazioni da parte
dell’autorità fiscale. A termine del ricorso indica: “Dal momento che non ho
il tempo necessario per raccogliere tutta la documentazione che ho in ufficio
mi riservo di mandarvela settimana prossima”. La documentazione, e meglio
lo scambio di corrispondenza con l’UT è stata trasmessa da RI 1 il 23/24.10.2019.
O. Con
osservazioni del 24.10.2019, l’UT chiede che il ricorso venga respinto e rimarca
come il contribuente si sia limitato a lamentarsi dell’operato dei vari uffici
dell’amministrazione pubblica senza tuttavia trasmettere la documentazione
richiesta a più riprese. L’autorità fiscale indica che con lettera del 9.5.2019
veniva inviata al contribuente pure una distinta con i prelievi che aveva
effettuato a contanti dai conti intestati alla società __________, che non
risulterebbero dalla contabilità di quest’ultima. Durante l’audizione del
contribuente gli è stata richiesta la produzione di documentazione: la stessa
non è stata presentata a fine giugno, ma è stata concessa una dilazione per
poter presentare gli atti. Tuttavia il contribuente non ha fornito alcunché di
ciò che gli era stato domandato. Motivo per il quale: “Si è quindi deciso di procedere con l’emissione della decisione dopo
reclamo imponendo quale reddito da attività indipendente i prelievi cash
superiori a fr. 3'001 oltre ad aggiungere i fattori imponibili relativi a fondi
presso __________”.
Diritto
1. 1.1.
L’autorità di tassazione
ha, per il periodo fiscale 2011 - diversamente dai dati dichiarati dal
contribuente e quanto accertato nella prima notifica di tassazione - aggiunto sia
redditi provenienti da attività indipendente, che dà sostanza mobiliare, nonché
ha adeguato al rialzo la sostanza esposta a seguito dell’indagine condotta
dall’Ispettorato fiscale, sollecitato a compiere delle verifiche sulla
situazione del contribuente da parte del Ministero pubblico ticinese.
L’autorità di
perseguimento penale ticinese aveva infatti aperto nei confronti di RI 1 una
procedura penale che contemplava i reati di “bancarotta fraudolenta e frode
nel pignoramento (art. 163 cifra 1 CP), sub. diminuzione dell’attivo in danno
dei creditori (art. 164 cifra 1 CP), riciclaggio di denaro (art. 305bis cifra 1
CP) ed esercizio abusivo della professione di fiduciario (art. 23 cpv. 3 LFID)”
a seguito di una comunicazione MROS. Il ricorrente, il cui fallimento
personale è stato decretato il 7 luglio 2016, nel corso dell’anno 2016, avrebbe
distratto ingenti capitali, trasferendoli su un conto intestato a suo padre __________
(Rapporto dell’Ispettorato fiscale del 18.9.2017. pag. 1).
1.2.
Nelle procedure fiscali
vige il principio inquisitorio. Nell’ambito delle procedure relative alle
imposte dirette, l’autorità di tassazione deve accertare i fatti d’ufficio. Il
contribuente è tuttavia tenuto a prestare ampia collaborazione
nell’accertamento dei fatti. Deve fare tutto il necessario per consentire una
tassazione completa e esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e 42 cpv. 1 LAID; art.
200 cpv. 1 LT). Le autorità fiscali e giudiziarie devono sottoporre i fatti
giuridicamente rilevanti che sono stati raccolti ad un (libero) apprezzamento
delle prove (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_605/2015 del
5.11.2015 consid. 2.3.1 e 2.3.2 con riferimenti).
Di principio, il grado di
prova richiesto è quello della prova piena, che presuppone che il tribunale non
abbia più seri dubbi circa l’esistenza dei fatti addotti oppure che gli
eventuali dubbi residui appaiano trascurabili. Il grado di verosimiglianza
richiesto è tale che non si deve più ragionevolmente contare con la possibilità
del contrario. Il grado di prova della verosimiglianza preponderante
rappresenta per contro un’attenuazione della prova e non è sufficiente per la
prova piena (sentenza n. 2C_605/2015 citata, consid. 2.3.2 con riferimenti).
Se, nonostante la
collaborazione conforme ai suoi obblighi da parte del contribuente, dopo
l’apprezzamento delle prove gli elementi imponibili non possono essere
accertati e gli stessi non devono essere stabiliti per apprezzamento, trovano
applicazione anche nel diritto tributario le regole che concernono la
ripartizione oggettiva dell’onere della prova secondo l’art. 8 CC. L’autorità
fiscale è dunque tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o
aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei
fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario
(sentenza n. 2C_605/2015 citata, consid. 2.3.3 con riferimenti; cfr. anche Locher, Kommentar zum DBG, vol. III,
Basilea 2015, n. 27 ss. all’introduzione agli articoli 122 ss. LIFD, p. 399 ss.).
1.3.
1.3.1.
Il ricorrente ritiene che
l’autorità fiscale abbia ottenuto in maniera illecita le informazioni
(acquisite a seguito della segnalazione del MP) sulla base delle quali è stata
operata una reformatio in pejus della sua situazione finanziaria.
1.3.2.
Sia la legge federale sia
quella cantonale prevedono che le autorità della Confederazione, dei Cantoni,
dei distretti, dei circoli e dei Comuni comunichino, su richiesta alle autorità
incaricate dell’esecuzione della legge stessa, ogni informazione necessaria per
la sua applicazione (art. 112 cpv. 1 prima frase LIFD; art. 185 cpv. 1 prima
frase LT).
Se le autorità
amministrative o giudiziarie sospettano che sia stato commesso un reato
fiscale, non devono neppure attendere la richiesta di informazioni
dell’autorità di tassazione. Secondo l’art. 112 cpv. 1 seconda frase LIFD, infatti,
esse possono avvertire di moto proprio tali autorità se presumono che una
tassazione sia incompleta. Secondo l’art. 185 cpv. 1 seconda frase LT, segnalano
addirittura spontaneamente all’autorità fiscale tutti i casi, constatati nella
loro attività, che possono configurare un’infrazione ai doveri fiscali.
1.3.3.
L'art. 112 cpv. 1 LIFD si
prefigge di favorire una più ampia collaborazione tra le autorità rispetto alla
normativa previgente (art. 90 cpv. 1 DIFD) perché non richiede più che le
informazioni sollecitate dalle autorità fiscali siano utili per l'imposizione
dei contribuenti, ma, più in generale, che siano necessarie per l'applicazione
della legge (DTF 124 II 58 consid. 3e). È pertanto sufficiente che l'autorità
tributaria stabilisca la necessità dei ragguagli domandati per la corretta
applicazione della legge in riferimento ad una data situazione o operazione.
Non deve più dimostrare l'esistenza di sospetti concreti nei confronti di ben
determinati contribuenti, prima ancora di avere conoscenza degli atti di cui
chiede la produzione (sentenze 2A.96/2000 del 25 luglio 2001, pubblicata in ASA
71 pag. 551, consid. 4b; 2A.28/1997 del 20 novembre 1998, pubblicata in StE
1999 B 92.13 n. 5, consid. 2a; 2A.406/1995 del 14 marzo 1996, pubblicata in ASA
65 pag. 649, consid. 5c).
1.3.4.
D'altronde l'autorità
rogata e le relative istanze di ricorso devono certo esaminare la necessità,
per l'applicazione della legge, dell'informazione e dei documenti sollecitati.
La valutazione dell'effettiva rilevanza di tali dati per l'imposizione fiscale
delle persone coinvolte è però evidentemente di competenza dell'autorità di
tassazione, esperiti tutti i necessari accertamenti in quest'ottica (cfr., per
analogia, DTF 129 II 484 consid. 4.1; DTF 128 II 407 consid. 5.2.1; DTF 127 II
142 consid. 5a).
Come già in passato,
l'autorità fiscale può utilizzare le informazioni apprese nella consultazione
di un incarto penale anche contro terze persone non coinvolte nel procedimento
e sulla cui situazione fiscale inizialmente non vi era alcuna necessità di
approfondimento. Essa può inoltre aver accesso anche a documentazione coperta
dal segreto bancario, nella misura in cui la stessa è stata ottenuta o
sequestrata in modo legittimo nell'ambito del procedimento penale (DTF 124 II
58 consid. 3; sentenza 2A.28/1997 del 20 novembre 1998, pubblicata in StE 1999
B 92.13 n. 5, consid. 2a).
1.3.5.
La giurisprudenza pone
comunque dei limiti al diritto di esame da parte dell'autorità fiscale. In
particolare, è escluso che quest'ultima possa domandare di aver accesso agli
atti di un procedimento allo scopo di condurre un'azione di ricerca generale,
senza aver motivo di supporre che la legge non sia stata applicata
correttamente. L'obbligo di collaborazione non permette infatti al fisco di
consultare indistintamente e senza obiettivo concreto tutti i documenti di
un'altra autorità (DTF 124 II 58 consid. 3d e 3e; sentenza 2A.406/1995 del 14
marzo 1996, pubblicata in ASA 65 pag. 649, consid. 5b).
1.3.6.
Dagli atti risulta che il
fisco cantonale ha ricevuto una segnalazione dal Ministero pubblico, che
sospettava evidentemente che fosse stato commesso un illecito fiscale. Su tale
presupposto, la Divisione delle contribuzioni ha chiesto all’autorità penale di
poter consultare gli atti del procedimento aperto nei confronti del ricorrente.
Ne consegue che,
contrariamente a quanto sostenuto dal contribuente, le informazioni richieste e
ottenute da parte del Ministero pubblico sono dipese dalla possibilità del
fisco di poter chiedere l’assistenza di altre autorità sulla base degli art.
112 LIFD e 185 LT, proprio per poter accertare la fattispecie. La compulsazione
degli atti della procedura penale e il loro utilizzo non sono pertanto illeciti,
ma si fondano sull’assistenza amministrativa legittimamente prestata dal
Ministero pubblico cantonale nei confronti della Divisione delle contribuzioni.
Su questo punto il ricorso
non merita pertanto tutela.
Considerandi
2.
2.1.
Dal Rapporto
dell’Ispettorato fiscale del 18.9.2017 è in particolare emerso che RI 1 è
dipendente presso __________ nonché azionista della stessa nella misura del 49%
(49 azioni) e che attraverso tale società egli svolge “(…) l’attività di
fiduciario con un portafoglio clienti di oltre 40 società nelle quali buona
parte ricopre il ruolo di amministratore unico”.
2.2
Da pag. 4 in avanti del
Rapporto dell’Ispettorato fiscale del 18.9.2017 vengono elencate le risultanze
dell’analisi degli atti. In particolare, l’Ispettorato fiscale, sulla base
della documentazione compulsata presso il Ministero pubblico, nonché sulla base
degli atti ottenuti presso la Sezione REF della Polizia, avrebbe rilevato varie
problematiche di natura fiscale. Dagli accertamenti sarebbe emerso come, un
mese prima che fosse dichiarato il fallimento di __________, diversi titoli che
aveva in deposito sarebbero trapassati al padre __________. RI 1 ha dichiarato
di aver “(…) cercato di mantenere un capitale per suo figlio e ha ammesso di
aver cercato di nasconderli. A sua detta sono soldi che ha guadagnato in anni
di attività professionale e che voleva tramandare a suo figlio __________.
Erano comunque fondi non dichiarati, per i quali ha voluto trovare un sistema
per farli “emergere”.
2.3
2.3.1
Più in particolare, per il
periodo fiscale qui interessato, secondo l’Ispettorato fiscale, dalla verifica
dei conti bancari di __________, è stato appurato come diverse relazioni non siano
esposte in contabilità ed è “(…) molto probabile che gli accrediti che
confluiscono nei conti succitati, non siano nemmeno dichiarati nei ricavi.
Segnaliamo che la persona con diritto di firma sulle relazioni bancarie presso
gli istituti finanziari __________ e __________ risulta unicamente RI 1”.
Sulla base delle analisi
esperite, l’Ispettorato fiscale aveva rilevato, per il 2011, che i ricavi
mancanti di __________ fossero di fr. 310'701.-, che i redditi mancanti di RI 1
fossero pari a fr. 195'018.- (somma di tutti i prelevamenti e di tutti i
pagamenti a RI 1 dai conti non esposti in contabilità). Inoltre, sempre dal
Rapporto, si poteva leggere: “I conti bancari, che sovente alla fine
dell’anno fiscale presentano saldi non importanti sono caratterizzati da
importanti movimenti di denaro provenienti da varie società estere, alcune
società ticinesi, nonché da versamenti in contanti, i quali molto spesso
vengono prelevati in contanti o girati sui conti privati del signor RI 1
(Rapporto IF, pag. 8-9)”. I possibili redditi per il 2011 venivano
quantificati per l’appunto in fr. 195'018.- provenienti da prelievi da __________
e fr. 1'137.- a titolo di dividendi.
2.3.2
Inoltre l’analisi bancaria
aveva parimenti permesso di evidenziare l’esistenza di diverse relazioni che
non figuravano nelle dichiarazioni fiscali personali di RI 1. Sempre nel
rapporto vi si può leggere: “(…) è molto probabile che gli accrediti che
confluiscono nei conti succitati, non siano nemmeno dichiarati come redditi”.
A livello di sostanza non
era stata dichiarata la somma di fr. 466'621.-.
3.
3.1.
Ora, come visto, con
scritto 9.5.2019, l’autorità fiscale chiedeva al contribuente di voler
trasmettere della documentazione comprovante i prelievi a contanti operati sui
conti di pertinenza di __________ e la loro destinazione nonché una distinta
esplicativa ed i giustificativi in relazione agli accrediti sui suoi conti
privati precedentemente non dichiarati nonché i pagamenti a suo favore dai
conti delle società sopraccitate.
Il fisco informava altresì
il contribuente dell’intenzione di procedere con una reformatio in pejus
della decisione fiscale per il periodo fiscale 2011.
3.2
RI 1, sollecitato per
l’appunto a fornire una spiegazione in relazione ai prelievi contestati, non ha
addotto alcuna delucidazione, né ha tanto meno comprovato, a livello
documentale, quanto sostenuto nel ricorso e meglio che i redditi a lui
imputati, in realtà sarebbero dei pagamenti operati a favore di terzi.
3.3
3.3.1
Ora, seguendo
l’impostazione data nel Rapporto dell’Ispettorato fiscale del 18.9.2017 nonché
l’allegato alla lettera del 9.5.2019 trasmesso al contribuente, i redditi
apparentemente non dichiarati da parte di RI 1 erano costituiti da prelievi
operati su conti, anch’essi non dichiarati, di pertinenza di __________. Stando
pertanto a tale impostazione, i redditi incamerati dal contribuente dovrebbero
essere qualificati redditi della sostanza mobiliare. RI 1 era infatti azionista
della società (deteneva 49 azioni) ed era altresì dipendente della stessa. Se
la società ha concesso al socio dei vantaggi nella forma di prestazioni
valutabili in denaro, dovrebbe trattarsi per il socio di un reddito della
sostanza mobiliare.
3.3.2
Gli
articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all'imposta
sull'utile delle persone giuridiche, che
1.
Costituiscono utile netto imponibile:
a.
il saldo del conto profitti e
perdite, epurato dal riporto dell'anno precedente;
b.
tutti i prelevamenti fatti prima
del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla
copertura di spese riconosciute dall'uso commerciale, in particolare:
- ...[omissis]...
- le
distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non
giustificate dall'uso commerciale.
Quanto
all'imposizione delle persone fisiche, gli articoli 20 cpv. 1 LT e 19 cpv. 1
LIFD prevedono da parte loro che
1.
Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare,
segnatamente:
c.
i dividendi, le quote di utili, le
eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro
provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni
gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).
3.3.3
Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione
dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro condizioni
seguenti:
1) la
società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente;
2)
tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina;
3)
tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;
4)
la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che
gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio
che concedevano
(DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116
consid. 2; 115 Ib 238).
3.3.4
Quali
prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni
dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a
determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina,
con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel
conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene
definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile (Gewinnvorwegnahme;
cfr. Bernardoni/Bortolotto, La fiscalità dell'azienda nel nuovo diritto federale
e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p. 432). Essa sussiste per l’appunto
quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza,
che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando
quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un
terzo (sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid.
6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 pag. 660, consid. 2.2;
sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).
3.3.5
Secondo l’art. 20 cpv. 1bis
LIFD, i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le
prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a
garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione (comprese
le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e simili) sono
imponibili in ragione del 60% se questi diritti di partecipazione rappresentano
almeno il 10 % del capitale azionario o sociale di una società di capitali o di
una società cooperativa. Pure l’art. 19 cpv. 1bis LT, nel testo in
vigore nel periodo fiscale qui interessato aveva il medesimo tenore.
3.4
3.4.1
Ora, l’autorità fiscale ha
tuttavia imposto i prelievi operati sul conto di __________ qualificandoli
redditi dell’attività lucrativa indipendente. Tuttavia nella decisione su
reclamo non viene fornita alcuna spiegazione sul perché i prelievi operati sui
conti di __________ siano stati giudicati come proventi da attività
indipendente. Per far ciò l’autorità fiscale avrebbe dovuto quanto meno
riuscire a stabilire che i conti di __________ venissero in realtà utilizzati
da RI 1 nel contesto della sua attività indipendente. Allo stato attuale degli
atti in possesso della Camera, tale circostanza non emerge.
3.4.2
Come visto, con ogni
evidenza, stabilire se i prelievi effettuati da RI 1 – che non ha, ad oggi,
fornito alcuna prova in merito ad altra destinazione degli stessi – dai conti
di __________ siano qualificabili quali redditi da attività indipendente oppure
redditi della sostanza mobiliare (prelevamento anticipato di utile) è di
capitale importanza, poiché comporta conseguenze fiscali diverse, non solo per
il ricorrente ma anche per la società che avrebbe fatto le prestazioni. Se vi
fosse stata una prestazione valutabile in denaro della società, infatti, vi
sarebbe un’imposizione attenuata del reddito conseguito dal socio, ma dovrebbe
esservi una ripresa anche nella tassazione della società.
In queste circostanze, l’autorità
di tassazione ha violato il diritto del contribuente a una motivazione,
ritenuto come dalla decisione impugnata non sia possibile stabilire per quali
ragioni l’autorità fiscale abbia stabilito che i redditi aggiunti derivassero
da attività lucrativa indipendente.
3.5
Per giurisprudenza
costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua violazione
comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada
vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (DTF 119 Ia 136 consid. 2a p.
138, 118 Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi
riferimenti).
L’art. 29 Cost. fed.
impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle
allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli
argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta
sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno
spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi
l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e
delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114
Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).
Per far ciò l’autorità
giudicante non deve pronunciarsi necessa-riamente su tutti gli argomenti e le
eccezioni sollevati, ma può li-mitarsi a prendere posizione su quelli
principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (p. es. DTF
111.
Ia 1, cons. 3a; DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a;
DTF 101 Ia 3).
4.
Il ricorso è evaso
ai sensi dei considerandi. La decisione deve essere annullata e gli atti
ritornati all’autorità di tassazione affinché proceda nei propri incombenti.
Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Non vengono assegnate ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è evaso
ai sensi dei considerandi.
§ La decisione su
reclamo del 18 settembre 2019 è annullata e gli atti sono rinviati all’autorità
di tassazione, perché adotti una nuova decisione motivata.
2. Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.
3. Contro il presen Copia
per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: