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Decisione

80.2019.398

Procedura: tassazione d’ufficio, reclamo, invio della dichiarazione d’imposta, prova della manifesta inesattezza, mancata risposta a richieste di documentazione, irricevibile

15 maggio 2024Italiano35 min

le prestazioni valutabili in denaro delle società __________, __________, __________

Source ti.ch

Incarti n.

80.2019.398

80.2019.399

80.2019.400

Lugano

15 maggio 2024

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

cancelliera

Sabrina

Piemontesi - Gianola

parti

RI 1

RI 2

entrambi

rappr. da RA 1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 23 dicembre 2019 contro le decisioni del 20 novembre 2019 in materia di IC

e IFD 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015.

Fatti

Fatti

A.

a. Periodo fiscale

2011

Il 16.11.2016 l’Ufficio di

tassazione di Bellinzona (di seguito UT) notificava ai coniugi __________ una

decisione di tassazione d’ufficio, nella quale commisurava il reddito

imponibile veniva accertato, in fr. 533'000.- per l’IC e in fr. 546'200.- per

l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 0.-.

A motivazione della

decisione veniva, in particolare, indicato che erano state aggiunte ai redditi

le prestazioni valutabili in denaro delle società __________, __________, __________

SA e __________. Per i dettagli si rimandava al Rapporto allestito da parte

della Divisione affari penali e inchieste (DAPI) dell’Amministrazione federale

delle contribuzioni.

La decisione era stata

allestita d’ufficio, da parte dell’autorità fiscale, in applicazione degli art.

204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 della LIFD, ritenuto che, alla diffida del 15.2.2013

ed alla richiesta in essa contenuta, non era stato dato seguito. I contribuenti

venivano avvisati che la tassazione d’ufficio avrebbe potuto essere impugnata

unicamente con il motivo della “manifesta inesattezza”. Il reclamo doveva

essere motivato ed indicare eventuali mezzi di prova. Al reclamo doveva

pertanto essere allegata la dichiarazione d’imposta debitamente compilata e

corredata da tutti i certificati, attestazioni e documenti. I coniugi __________

venivano inoltre avvisati che

“(…) un eventuale reclamo con modalità e contenuti che

non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile. Di

conseguenza la tassazione d’ufficio diventerà definitiva”.

b. Periodo fiscale 2012

Il 16.11.2016 l’UT inviava

ai coniugi __________ una decisione di tassazione d’ufficio, nella quale

commisurava il reddito imponibile in fr. 176'900.-, per l’IC e in fr. 241'500.-

per l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 0.-.

I redditi (da attività

dipendente, da amministratore di persone giuridiche, nonché da valore

locativo/affitti) erano stati stabiliti d’ufficio, ritenuto che alla diffida

del 18.8.2014 ed alla richiesta in essa contenuta non era stato dato seguito.

Nella decisione si ricordavano le modalità prescritte dalla legge, per

impugnare una tassazione allestita d’ufficio.

c. Periodo fiscale 2013

Il 31.10.2018 l’autorità

fiscale trasmetteva ai coniugi __________ una decisione di tassazione d’ufficio,

nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 267'500.- per l’IC e in fr.

281'500.- per l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 0.-.

I redditi (da attività

dipendente nonché da valore locativo/affitti) erano stati stabiliti d’ufficio,

ritenuto che alla diffida del 16.3.2015 ed alla richiesta in essa contenuta non

era stato dato seguito. Nella decisione si ricordavano le modalità prescritte

dalla legge, per impugnare una tassazione allestita d’ufficio.

d. Periodo fiscale 2014

Il 31.10.2018 l’autorità

fiscale trasmetteva ai coniugi __________ una decisione di tassazione d’ufficio

nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 129'000.- l’IC e in fr.

141'200.- per l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 0.-.

I redditi (da attività

dipendente nonché da valore locativo/affitti) erano stati stabiliti d’ufficio,

ritenuto che alla diffida del 15.3.2016 ed alla richiesta in essa contenuta non

era stato dato seguito. Nella decisione si ricordavano le modalità prescritte

dalla legge, per impugnare una tassazione allestita d’ufficio.

e. Periodo fiscale 2015

Il 31.10.2018 l’autorità

fiscale trasmetteva ai coniugi __________ una decisione di tassazione d’ufficio,

nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 129'000.- per l’IC e in

fr. 141'200.- per l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 0.-.

I redditi (da attività

dipendente nonché da valore locativo/affitti) erano stati stabiliti d’ufficio,

ritenuto che alla diffida del 15.5.2017 ed alla richiesta in essa contenuta non

era stato dato seguito. Nella decisione si ricordavano le modalità prescritte

dalla legge, per impugnare una tassazione allestita d’ufficio.

B.

Reclami IC/IFD

2011-2012

Con due separati reclami

IC e IFD 2011 e 2012 inoltrati il 16.12.2016, i coniugi __________,

rappresentati dalla __________, presentavano le dichiarazioni fiscali per i

periodi fiscali in questione e chiedevano di essere imposti secondo i dati

esposti.

Essi dichiaravano, per il

2011, un reddito imponibile complessivo pari a fr. 109'400.- ed una sostanza

negativa. Nei redditi, i coniugi __________ facevano in particolare valere un

reddito di fr. 79'040.- da attività dipendente, allegando un certificato di

salario (rilasciato dalla __________), nonché delle tabelle riassuntive in

merito al salario versato dalle società __________, __________, __________ e __________.

Indicavano poi la lista degli immobili, senza tuttavia specificare i nominativi

dei conduttori dai quali avevano percepito i canoni di locazione né allegare i

contratti di locazione.

Per quanto concerne l’anno

2012, i contribuenti dichiaravano un reddito imponibile complessivo pari a fr.

0.- ed una sostanza negativa. Nei redditi facevano valere, in particolare,

un’entrata di fr. 33'347.- da attività dipendente (allegavano i certificati di

salario delle società __________ e __________ ed un importo di fr. 40'000.- a

titolo di valore locativo/affitti, senza tuttavia specificare i nominativi dei

conduttori dai quali avevano percepito i canoni di locazione, rispettivamente

presentare un contratto di locazione.

C.

Reclami

IC/IFD 2013 - 2015

Con

separati reclami IC e IFD 2013, 2014 e 2015, trasmessi il 29/30.11.2018, i

coniugi __________ producevano le dichiarazioni fiscali per i periodi fiscali

in questione e chiedevano di essere imposti secondo i dati esposti.

In particolare, per l’anno

2013, dichiaravano un reddito imponibile di fr. 0.- ed anche una sostanza di

fr. 264'293.-. I redditi dichiarati erano legati a “valore locativo/affitti” ed

anche a “altri redditi immobiliari/diritti di superficie”

Per quanto riguarda il

periodo fiscale 2014, i contribuenti dichiaravano un reddito imponibile

complessivo pari a fr. 28'351.- (derivante da attività dipendente [nei

giustificativi non veniva prodotto il certificato di salario, ma una tabella

relativa al compenso percepito dalla __________, __________], nonché da valore

locativo/affitti) ed una sostanza imponibile complessiva pari a fr.

1'019'176.-.

Per quanto concerne il

2015, gli insorgenti dichiaravano un reddito imponibile complessivo pari a fr.

29'594.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 977'246.-. Dichiaravano

in particolare un reddito da attività dipendente pari a fr. 58'963.- [nei

giustificativi non veniva prodotto il certificato di salario, ma una tabella

relativa al compenso percepito dalla __________, __________], reddito dalla

sostanza mobiliare, nonché “valore locativo/affitti”

D. Con scritto del

27.4.2019, trasmesso per posta APlus alla __________, l’UT di Bellinzona, in

relazione ai reclami presentati contro le decisioni di tassazione d’ufficio dal

2011 al 2015, richiedeva la trasmissione di ulteriore documentazione, ritenuto

che quanto presentato era “insufficiente”.

Il fisco affermava in

particolare che, secondo informazioni in suo possesso, nel 2012, il

contribuente aveva guadagnato fr. 400'000.- a seguito al mancato esercizio di

un diritto di compera. Inoltre, riteneva di non poter ammettere la

giustificazione addotta per rapporto alla mancata dichiarazione del “giusto

reddito” da affitti della locazione a terzi degli immobili e del reddito e, del

valore alla fine dei periodi fiscali, dei titoli e dei capitali del

contribuente. Secondo l’autorità fiscale, “nonostante il sequestro da parte

dell’autorità è senz’altro possibile raccogliere le informazioni e la relativa

documentazione (anche in copia) per correttamente dichiarare i fattori di

reddito e di sostanza di cui si tratta, per tutti i periodi fiscali contro le

cui tassazioni è stato interposto reclamo. Gli affitti degli immobili restano

redditi imponibili al contribuente, nonostante il sequestro. Lo stesso vale per

il reddito e il valore dei titoli e dei capitali”. Gli insorgenti venivano

inoltre informati che, secondo gli art. 207 LT e 135 LIFD era altresì possibile

procedere ad una “reformatio in pejus”. Entro il 30.5.2019, ai reclamanti

veniva pertanto chiesto di: presentare delle osservazioni in merito a quanto

rilevato dall’UT con la relativa documentazione a sostegno; di produrre, per

tutti i periodi fiscali, la documentazione inerente gli affitti incassati dalla

locazione a terzi per tutti gli immobili, ciascuno in maniera separata; di

trasmettere la documentazione bancaria (estratti dettagliati dei conti) a

dimostrazione degli affitti dichiarati nonché quella relativa al reddito

imponibile ed il valore alla fine dei periodi fiscali dei titoli e dei capitali

del contribuente.

In assenza di risposta da

parte dei contribuenti, la richiesta veniva reiterata, sempre per posta APlus,

il 26.9.2019 ed ancora il 14.10.2019, al recapito del rappresentante fiscale.

E. Con separate decisioni

del 20.11.2019, l’autorità fiscale dichiarava irricevibili i reclami, in

assenza della comprova della “manifesta inesattezza” delle tassazioni intimate d’ufficio.

Tale prova dovrebbe infatti essere completa e non potrebbe limitarsi a singole

posizioni. Il contribuente deve riprendere per intero la collaborazione

trascurata.

Ora, con i reclami, i

coniugi __________, avevano prodotto le dichiarazioni fiscali; tuttavia, dalla

disamina delle stesse era emerso che i redditi immobiliari erano stati

dichiarati soltanto parzialmente. In particolare, secondo l’autorità fiscale “non

sono completi quelli degli immobili commerciali secondo le informazioni in

possesso dell’ufficio di tassazione come pure non vi è la minima traccia di quelli

minuziosamente ricostruiti dalla Divisione affari penali e inchieste

dell’Amministrazione federale delle contribuzioni” e riportati nel rapporto

del 1.2.2016. Nemmeno dichiarati erano quelli relativi ai diritti di compera,

non esercitati dagli acquirenti entro il termine pattuito. Anche la correttezza

dei certificati di salario agli atti era giudicata “dubbia”, dal momento che le

società datrici di lavoro erano state oggetto di frequenti tassazioni d’ufficio

e erano in seguito state poste in liquidazione. L’autorità fiscale sosteneva di

non essere nella condizione di verificare i salari effettivi percepiti dal

contribuente. La medesima problematica esisteva con gli immobili commerciali

per rapporto agli affitti delle società locatarie. Inoltre, per prolungati

periodi non erano stati dichiarati, per il contribuente, salari o indennità

giornaliere sostitutive del salario (dal 1.7.2012 al 31.12.2012, dal 1.8.2013

al 1.3.2014).

L’autorità fiscale aveva

inoltre richiesto, a più riprese, al rappresentante fiscale dei contribuenti,

di voler produrre, per tutti gli anni contestati, separati per immobile le

liste dettagliate degli affitti incassati per ciascuno degli immobili locati a

terzi, come anche altra documentazione, tra le quali gli estratti conto sui quali

era accreditato il salario del contribuente, dove venivano pagate le spese

ricorrenti (ad. es. premi di cassa malati, telefonia mobile, …). Le richieste

dell’UT erano rimaste “inevase”. Motivo per il quale, tutti i reclami erano

stati dichiarati irricevibili.

F. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, __________, entrambi patrocinati

dall’avv. __________, impugnano le decisioni su reclamo relative ai periodi

fiscali 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 e domandano l’assistenza giudiziaria e il

gratuito patrocinio

A loro avviso, il fisco

sarebbe incorso in errore dichiarando irricevibili i reclami per mancata prova della

“manifesta inesattezza” delle decisioni impugnate.

In particolare, nelle

decisioni riguardanti il 2011 ed il 2012 sarebbe stato indicato un reddito

quale “amministratore di persone giuridiche”, pari a fr. 50'000.- all’anno. Né

il marito né la moglie, tuttavia, negli anni in questione avrebbero svolto il

ruolo di amministratore per nessuna società. Nelle proprie decisioni l’UT, non avrebbe

inoltre indicato a quale società faceva riferimento. Motivo per il quale, tale

reddito, dovrebbe essere stralciato.

Inoltre, neppure un “altro

reddito” di fr. 213'967.-, considerato nella decisione su reclamo relativa

all’anno 2011, sarebbe stato documentato.

Quanto al “valore locativo

e affitti” indicato in tutte le decisioni impugnate, risulterebbe del tutto

“incomprensibile”. In particolare, l’UT non avrebbe spiegato “(…) come

questi importi erano stati quantificati e sulla base di quali elementi

oggettivi e oggettivamente comprovabili”. Secondo i ricorrenti, i redditi

immobiliari conseguiti sarebbero quelli indicati nelle dichiarazioni fiscali.

Inoltre, dall’avvio della procedura in materia fiscale nei confronti di __________,

i beni immobili di sua proprietà sarebbero stati sequestrati ed amministrati

dall’Ufficio di esecuzione di __________. Tale autorità, con una dichiarazione

del 25.11.2019, avrebbe confermato che, per questi beni immobili, non erano

stati incassati affitti e/o pigioni dal 2011 al 2015. Motivo per il quale l’UT ha

imposto dei redditi che non erano stati conseguiti da parte dei ricorrenti.

Le decisioni di tassazione

impugnate sarebbero pertanto “manifestamente inesatte”, in quanto

includerebbero importi “assolutamente sproporzionati”, senza il benché minimo

accertamento, prova, o altri elementi che possano dimostrarne la fondatezza.

Inoltre, le decisioni impugnate – tutte riportanti la medesima motivazione per

tutti i periodi fiscali oggetti di contestazione – risulterebbero, secondo i

ricorrenti, pure lesive del loro diritto di essere sentiti. D’altronde, l’UT di

__________ non avrebbe messo a loro disposizione tutta la documentazione alla

base delle decisioni impugnate.

Infine, l’autorità fiscale

non avrebbe considerato che, dal 2012, __________, non aveva più potuto

lavorare quale “(…) conseguenza dell’intervento della DAPI nella procedura

fiscale avviata nei di lui confronti”. Motivo per il quale i redditi

indicati nella decisione fiscale 2012 sarebbero del tutto “infondati e

fantasiosi”. Nel periodo dal 2013 al 2014, il contribuente sarebbe stato a

beneficio della disoccupazione e non avrebbe avuto altre entrate.

Gli insorgenti, data la

loro situazione e soprattutto per il fatto che tutti i loro averi mobiliari ed

immobiliari sono stati sequestrati, sostengono di non disporre dei “(…)

mezzi necessari per far fronte alle spese della presente procedura”. Motivo

per il quale postulavano di essere ammessi al beneficio del gratuito patrocinio

con “(…) l’assistenza giudiziaria nella misura più ampia possibile”.

G. Con osservazioni

13/14.1.2020, l’UT chiede la conferma delle decisioni impugnate e ribadisce che

le dichiarazioni fiscali presentate erano incomplete. Motivo per il quale sono

state effettuate – a più riprese – delle richieste di documenti, che sono

rimaste inevase. I reclami sono stati dichiarati irricevibili.

H. Il 24/27.1.2020,

l’avv. __________ ha presentato una breve replica spontanea, ribadendo che

durante i periodi fiscali in oggetto i ricorrenti non avrebbero incassato degli

affitti, come erroneamente ritenuto dall’autorità di prima istanza. L’Ufficio

di esecuzioni, che ha amministrato i beni immobili in questione, ha confermato

il mancato versamento delle pigioni.

Diritto

1. 1.1.

La Camera di diritto

tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli

Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a

condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto

esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,

sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una

persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di

tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia

fondata. Se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti

verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito,

mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

1.2.

Nel caso in esame, le decisioni impugnate hanno dichiarato irricevibili

i reclami, difettandone i requisiti di legge. Di conseguenza, questa Camera si

limiterà a verificare se siano legittime le decisioni con cui l’autorità

fiscale ha dichiarato irricevibili i reclami interposti dai contribuenti contro

le tassazioni d’ufficio, mentre le è precluso l’esame del merito delle

tassazioni.

Preliminarmente, occorre analizzare la censura presentata dai ricorrenti

in relazione alla violazione del loro diritto di essere sentiti.

Considerandi

2.

2.1.

Ai sensi dell’art. 29 cpv. 2

Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza,

dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per

l’interessato di esprimersi prima dell’assunzione di una decisione sfavorevole

nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di

influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell’incarto,

quello di partecipare all’assunzione delle prove, di prendere conoscenza e di

determinarsi in proposito (DTF 129 I 429 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b, 124 II

132.

consid. 2b e rinvii).

Il

diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui

violazione implica di regola l’annullamento della decisione impugnata a

prescindere dalle possibilità di successo nel merito (DTF 132 V 287 consid.

5.1, 127 V 431 consid. 3d/aa).

Ai

sensi della giurisprudenza, una violazione del diritto di essere sentito –

nella misura in cui essa non sia di particolare momento – è da ritenersi sanata

qualora l’interessato abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un’autorità di

ricorso che gode di piena cognizione. La riparazione di un eventuale vizio deve

comunque avvenire solo in via eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa).

L’art.

29.

cpv. 2 Cost. offre, a titolo sussidiario, una garanzia minima, mentre la

portata di tale diritto è determinata in primo luogo dalle norme cantonali di

procedura (DTF 126 I 15 consid. 2a, 125 I 257 consid. 3°; sentenza TF 2P.185/2006 del 27.11.2006,

consid. 4.1.).

2.2

Adita

dal contribuente con reclamo, l’autorità di tassazione deve prendere una

decisione motivata (art. 208 cpv. 2 LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD),

fondandosi sui risultati dell’inchiesta (art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1

LIFD; v. anche Agner/Jung/ Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundes-steuer, Zurigo 1995, p. 422).

Per giurisprudenza

costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua violazione

comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada

vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (DTF 119 Ia 136 consid. 2a p.

138, 118 Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi

riferimenti).

L’art. 29 Cost. fed.

impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle

allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli

argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta

sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno

spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi

l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e

delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114

Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).

Per

far ciò l’autorità giudicante non deve pronunciarsi necessa-riamente su tutti

gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può li-mitarsi a prendere posizione

su quelli principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito

(DTF 111 Ia 1, cons. 3a; DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid.

2a; DTF 101 Ia 3; decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981

in re St.; Imboden/ Rhinow,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer,

2ª ediz., Vol. III, Basilea 1992, p.

249).

La motivazione deve dunque

consistere nell’esposizione della fattispecie e in una motivazione giuridica,

dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in

tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e

l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 249;

inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

2.3

Ora,

nel caso in esame, non si ravvisa alcuna violazione del diritto di essere

sentito dei contribuenti. Trattandosi di un reclamo contro decisioni di

tassazione d’ufficio, ai coniugi __________ era stato espressamente indicato

che le stesse potevano essere impugnate unicamente producendo la prova della

loro manifesta inesattezza. Dopo la disamina delle dichiarazioni fiscali

presentate con il reclamo, l’UT ha interpellato i contribuenti – a più riprese

– per il tramite dell’allora rappresentante fiscale, poiché vi erano più

aspetti da chiarire circa gli elementi imponibili da loro dichiarati. Le

richieste dell’UT sono rimaste inevase. Motivo per il quale, nelle decisioni su

reclamo, l’UT ha ampiamente motivato le ragioni per le quali ritenere non

comprovata la manifesta inesattezza delle decisioni impugnate. Questa prima

censura non trova pertanto accoglimento.

3.

3.1.

Secondo

l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di

tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base ad una valutazione

coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi

obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il

motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato ed

indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT), per cui vi è

un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la

correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la

stessa è manifestamente inesatta (cfr. ad esempio sentenza del TF 2C_435/2017

del 18 febbraio 2019, consid. 2.1.).

3.2

Contro

la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto

all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206

cpv. 1 LT). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata

d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il

reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv.

3.

LT).

Le

norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della

“manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che

il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del

reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della

tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in

mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (cfr.

sentenza del TF n. 2C_404/2019 del 29 gennaio 2020, consid. 2.3. con

riferimenti giurisprudenziali).

3.3

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza

può essere portata in due modi:

·

in primo luogo, il contribuente

può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito

alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento

degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata

viene rimpiazzata da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia

l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed

una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non

si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione

personale del contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere

completa e non può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;

·

in secondo luogo, il contribuente

può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr.

sentenza del TF n. 2C_6/2011 del 16 maggio 2011, consid. 3.1 e giurisprudenza

citata e n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

4.

4.1.

Nel caso in esame, i ricorrenti sono stati assoggettati ad una tassazione

d’ufficio per i periodi fiscali dal 2011 al 2015, poiché non avevano inoltrato

le relative dichiarazioni d’imposta e ciò nonostante il richiamo e la diffida notificate

loro e le multe loro inflitte per violazione degli obblighi procedurali.

Con

i reclami all’UT, i contribuenti, patrocinati dalla __________, hanno

contestato le tassazioni d’ufficio operate dall’UT, producendo le dichiarazioni

fiscali da loro compilate, con le quali facevano valere redditi e sostanza ben

diversi da quelli accertati d’ufficio da parte dell’autorità fiscale.

4.2

4.2.1

Ritenendo la documentazione presentata non esaustiva,

l’autorità fiscale, con successivi scritti del 27.4.2019, del 26.9.2019 e del 14.10.2019,

si è rivolta nuovamente ai contribuenti, chiedendo loro di voler trasmettere

tutta una serie di atti, necessari per definire i loro elementi imponibili, ed

in particolare per presentare delle osservazioni in merito a quanto

rilevato dall’UT, con la relativa documentazione a sostegno; di produrre, per

tutti i periodi fiscali, la documentazione inerente gli affitti incassati dalla

locazione a terzi per tutti gli immobili, ciascuno in maniera separata; di trasmettere

la documentazione bancaria (estratti dettagliati dei conti) a dimostrazione

degli affitti dichiarati nonché quella relativa al reddito imponibile ed il

valore alla fine dei periodi fiscali dei titoli e dei capitali del

contribuente.

4.2.2

I contribuenti avevano prodotto le dichiarazioni di tassazione per i

periodi fiscali dal 2011 al 2015 compilate, senza che tuttavia fossero stati

allegati tutti i giustificativi necessari per poter stabilire con certezza gli

elementi imponibili.

In relazione ai redditi da

attività lucrativa dipendente, non erano stati allegati tutti i necessari

certificati di salario, ma unicamente delle tabelle giustificative a suffragio

dei salari percepiti (v. p. esempio per gli anni 2011, 2014, 2015).

Per i redditi da immobili, non erano stati forniti né i nominativi dei

conduttori (cfr. Istruzioni per la compilazione della dichiarazioni

fiscale, https://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DC/DOC-IPF/2011/2011_istruzioni_persone_fisiche.pdf,

p. 18) né i contratti di locazione (l’autorità

fiscale era, ad esempio, in possesso di un contratto di locazione sottoscritto

il 7.3.2011, che prevedeva una pigione mensile di fr. 6'000.- , tra __________

e __________, per il mapp. __________ RFD __________ – __________). Per

il 2011, in relazione al mapp. __________ RFD __________, in uso a terzi, era

stato indicato “diritto di compera”, per il mapp. __________ RFD __________, in

uso a terzi, era stato indicato “diversi” per fr. 150'000.- nel 2011, fr.

40'000.- nel 2012, fr. 0.- nel 2013, fr. 0.- nel 2014, fr. 0.- nel 2015 (senza

specifica del nominativo dei conduttori). Anche per il mapp. __________ RFD di __________,

in uso a terzi, non era stato indicato alcun reddito (“capannone non

abitabile”); lo stesso per i mapp. __________ RFD di __________.

Per quanto concerne le

deduzioni, non sono, ad esempio, stati presentati i giustificativi della cassa

malati (v. per. es. dichiarazioni d’imposta 2011 e 2012).

Per l’anno 2013, il

contribuente aveva presentato il conteggio delle indennità giornaliere

percepite dalla Cassa disoccupazione __________ per i mesi da gennaio a luglio

(guadagno assicurato fr. 5'333.-; [termine quadro 24.1.2013 – 23.1.2015]). Tuttavia, nel periodo fiscale precedente, il 2012, aveva

dichiarato un reddito da attività dipendente di appena fr. 33'347.-. Sussistevano

pertanto ancora incertezze circa i proventi sostitutivi da attività lavorativa percepiti.

Anche l’evoluzione dei

debiti, per quanto riguarda la determinazione della sostanza imponibile, non

risultava per nulla chiara, in assenza di una completa documentazione

giustificativa (v. ad. esempio quella bancaria).

4.3

In

sé, l’Ufficio di tassazione non era tenuto ad attribuire un nuovo termine ai

contribuenti per presentare documentazione. Secondo la giurisprudenza del

Tribunale federale, infatti, in caso di reclamo contro una tassazione

d’ufficio, l’obbligo dell’autorità fiscale di procedere a indagini rinasce solo

se l’incertezza sui fatti, da cui è scaturita la tassazione d’ufficio, è stata

superata per effetto dell’intervento del contribuente (sentenza 2C_579/2008 del

29.4.2009

consid. 2.4 e giurisprudenza citata).

Ora, il semplice fatto che

l’autorità di tassazione, confrontata con un reclamo interposto contro una

tassazione d’ufficio, intraprenda degli atti istruttori, non implica comunque

in ogni caso che la tassazione d’ufficio debba essere sostituita con una tassazione

ordinaria. Se infatti l’autorità di tassazione ritiene che il contribuente

abbia presentato un reclamo conforme ai requisiti di validità previsti dalla

legge, allora riprenderà le sue indagini e assumerà le prove offerte dal

reclamante. Nel caso in cui queste indagini permettano di raccogliere prove che

consentono all’autorità di stabilire gli elementi imponibili in modo

ineccepibile, allora la tassazione d’ufficio sarà sostituita con una tassazione

ordinaria. Se invece, anche al termine dell’istruttoria, la fattispecie rimane

del tutto o in parte incerta, la tassazione d’ufficio è mantenuta e può esserne

verificata unicamente la misura (cfr. Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht –

Direkte Steuern, 2a ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 28, p. 312; Zweifel/Hunziker, in:

Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3a ediz.,

Basilea 2017, n. 50 ad art. 132 LIFD, p. 2276).

4.4

4.4.1

Secondo gli articoli 124 cpv. 2 LIFD e 198 cpv. 2 LT, il contribuente

deve compilare il modulo in modo completo e veritiero, firmarlo personalmente e

inviarlo, con gli allegati prescritti, all’autorità competente entro il termine

stabilito.

Le

persone fisiche devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare: i

certificati di salario concernenti tutti i proventi da attività lucrativa

dipendente (articoli 125 cpv. 1 lett. a LIFD e 199 cpv. 1 lett. a

LT). Il certificato di salario dev’essere compilato conformemente alla realtà

da parte del datore di lavoro e rilasciato al contribuente. Il contribuente –

che non ha ricevuto il certificato di salario – è obbligato a richiederne una

copia al datore di lavoro. Nel caso in cui il contribuente non riesca ad

ottenere tale documento dal datore di lavoro, deve informarne le autorità

fiscali, le quali possono poi richiederlo direttamente al datore di lavoro (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a

cura di], Kommentar DBG, 3a ed., Basilea 2017, n. 12 ad art. 125

DBG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3a ed., Basilea 2016, n. 9 ad art. 125 LIFD).

L’enumerazione degli

allegati non è esaustiva. Altri giustificativi, documenti nonché liste possono

essere richiesti dall’autorità fiscale nell’ambito dell’ulteriore

collaborazione che si deve attendere da parte del contribuente (Althaus-Houriet, in: Noël/Aubry Girardin

[a cura di], Commentaire romand LIFD, Basilea 2017, n. 7 ad art. 125 LIFD).

4.4.2

Per quanto concerne il

reddito degli immobili, secondo le Istruzioni per la compilazione della

dichiarazione fiscale, occorre indicare il nominativo dei conduttori.

In merito agli immobili

oggetto di sequestro, non vi è motivo per ritenere l’inesistenza di un valore

locativo o di proventi da locazione o affitto, imponibile quale reddito del proprietario

(Althaus-Houriet, op. cit., n. 35

ad art. 21 LIFD; Corte di giustizia del Canton Ginevra, Camera amministrativa,

sentenza del 5.3.2019, ATA/223/2019, https://entscheidsuche.ch/docs/GE_Gerichte/GE_CJ_013_A-3739-2016_2019-03-05.html,

consid. 15-17). Dai pochi atti in possesso dell’autorità fiscale risulta che

erano in vigore dei contratti di locazione, dei quali i contribuenti non fanno

menzione, sebbene fosse stato espressamente loro richiesto, da parte

dell’autorità fiscale, di voler indicare per ogni immobile, il valore locativo o

gli affitti percepiti. Nel ricorso i contribuenti indicano espressamente di non

aver incassato pigioni nei periodi fiscali dal 2011 al 2015. Tuttavia, nella

loro stessa dichiarazione d’imposta 2011, essi hanno indicato, per il mapp. __________

RFD __________ (sul quale sorgeva un noto postribolo del __________) di aver

percepito redditi per fr. 150'000.- (indicati quali “diversi”).

Diversamente da quanto sostengono

nel gravame i coniugi __________, con lo scritto del 25.11.2019 l’UE di __________

attesta unicamente di non aver incassato affitti e/o pigioni dal 2011 al 2015

dagli “immobili posti sotto sequestro” di proprietà di Franco __________. Ciò non

significa tuttavia che __________ non li abbia incassati lui direttamente. Ciò

che è appunto il caso. A tal proposito, val la pena rilevare che l’avvio della

procedura della DAPI nei confronti di __________ è intervenuto unicamente nel

corso del 2012 (cfr. Rapporto DAPI del 1.2.2016, p. 5) e che a partire da tale

anno i beni immobiliari sono stati sia sequestrati sia oggetto di garanzia nel

contesto della procedura fiscale (cfr. p. 10/11). Ora lo scritto dell’UE di __________

è posteriore alla sentenza del TF del 12.9.2019 (n. 2C_91/2019) inerente __________

con la quale sono stati accertati, in via definitiva, i redditi e la sostanza

di quest’ultimo negli anni in cui gestiva il postribolo denominato “__________”

ed il luogo d’incontri chiamato “__________”.

4.5

Come visto, la prova della

manifesta inesattezza può essere apportata – in sede di reclamo – adempiendo in

maniera corretta agli obblighi procedurali precedentemente trascurati e con una

completa esposizione dei fatti. Nella fattispecie, ciò non è avvenuto. Come

visto, mancavano documenti indispensabili per la determinazione degli elementi

imponibili (v. il certificato di salario). Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, se il contribuente interpone

un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una

tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza

attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser, Besonderheiten bei der

Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare p. 42 e

giurisprudenza citata; Filippini/Balestra

Gamboni, La tassazione d’ufficio, in RtiD I-2018 p. 638; cfr. anche le

sentenze CDT n. 80.2019.71/72 del 4 novembre 20219; CDT n. 80.2013.230 del 30

ottobre 2013 consid. 2.4 e CDT n. 80.2016.123/124 del 17 ottobre 2016 consid.

1.6). In una simile situazione l’autorità fiscale, avrebbe anche potuto

dichiarare immediatamente irricevibile il reclamo senza procedere con

un’ulteriore richiesta di documentazione (cosa che è invece stata fatta in

casu proprio per “andare incontro” ai coniugi __________). Pertanto, l’autorità di tassazione ha

legittimamente mantenuto la tassazione d’ufficio, non essendo adempiuti i

presupposti per sostituirla con una tassazione ordinaria.

4.6

Le

decisioni impugnate, con cui l’UT ha dichiarato irricevibili i reclami dei contribuenti,

si rivelano pertanto perfettamente legittime.

5.

5.1.

Stabilito che

l’autorità fiscale non poteva sostituire le tassazioni d’ufficio con delle tassazioni

ordinarie, a causa dell’inosservanza degli obblighi procedurali da parte dei

coniugi __________, resta ancora da verificare se le tassazioni contestate non siano

palesemente eccessive.

5.2

A

questo proposito, il Tribunale federale ha stabilito che possono essere

censurati solo gravi errori di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è

manifestamente inesatta se ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto

essenziale o se l’autorità fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. sentenza

del TF n. 2C_96/2019 del 19 settembre 2019, consid. 5.2.2. e

giurisprudenza citata; inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker,

Schweizerisches Steuerverfahrensrecht ‑ Direkte Steuern, 2a

ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 29; Fenners/Looser,

Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss.,

p. 38). Una tassazione d’ufficio non è manifestamente inesatta solo

quando la valutazione su cui si fonda è oggettivamente insostenibile o si basa

su elementi, metodi o strumenti di stima inadeguati, ma anche se si scosta a

tal punto dalla effettiva capacità contributiva e dalle altre circostanze da

essere manifestamente motivata da considerazioni penali o fiscali (cfr.

sentenza del TF n. 9C_329/2019 del 17 ottobre 2019, consid. 4.1 con riferimenti

alla sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017).

5.3

Anche quando intraprende

una tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale deve tener conto di tutti i fatti

conosciuti al momento della tassazione e, come nell’ambito di una tassazione

ordinaria, deve prendere in considerazione d’ufficio tutti i documenti di cui

dispone (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017 consid. 4.2.2

e giurisprudenza citata). Nella misura del possibile, l’autorità fiscale deve

tener conto degli elementi conosciuti di ogni singolo contribuente, in

particolare quelli forniti da terzi secondo gli obblighi di collaborazione

previsti dagli articoli 127 ss LIFD e articoli 201 ss LT. L’autorità può, se

del caso, procedere ad atti istruttori addizionali per poter stabilire gli

elementi necessari alla tassazione, che non sono contenuti nell’incarto

fiscale, come ad esempio richiedere un certificato di salario giusta l’art. 127

cpv. 2 LIFD. Non si può tuttavia esigere che l’autorità fiscale proceda ad

inchieste troppo dettagliate, in particolar modo quando non dispone di elementi

probatori (RDAF 2000 II 41). Il ricorso al calcolo del dispendio o

all’evoluzione della situazione patrimoniale, come pure al tenore di vita sono

ammissibili (Althaus-Houriet, in:

Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz.,

Basilea 2017, n. 23 ad

art. 130 LIFD).

5.4

Non

da ultimo, l’autorità fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza

peraltro essere obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del

contribuente, a scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a

quest’ultimo: si deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di

presentare gli elementi della tassazione in modo tale che possano essere

sottoposti a verifica debba pagare più imposte di quello che rende impossibile

una simile verifica per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter

trarre vantaggio dalla violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio

sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con

riferimenti giurisprudenziali).

5.5

5.5.1

Ritornando al caso che qui

ci occupa, gli elementi imponibili stabiliti d’ufficio da parte dell’autorità

fiscale appaiono congrui e coscienziosi: per il 2011 (si rileva una sostanza

imponibile pari a fr 0.-), i redditi derivano da valori locativi / affitti (per

fr. 291'800.- [gli stessi contribuenti hanno dichiarato valore locativo ed

affitti per fr. 170’000]), altri redditi per fr. 213'967.- che sono legati

all’inchiesta condotta dalla Divisione affari penali e inchieste dell’AFC e che

sono prestazioni derivanti dalle società che gestivano il postribolo (cfr.

Rapporto DAPI nei confronti di F. __________ del 1.2.2016, p. 26, punto 5.2,

nella quale viene indicato “Alla dichiarazione fiscale che inoltrerà il contribuente

dovrà essere aggiunto l’importo di Fr. 357'612 derivante dalle società che

gestivano il postribolo”) e della quale anche il Tribunale federale si era

occupato per i periodi fiscali 2005, 2007 e 2008 – 2010 (sentenza TF 2C_91/2019

del 12.9.2019). L’autorità fiscale aveva poi definito il reddito da attività

dipendente in 60'000.- (fr. 79'040.- l’importo dichiarato dal contribuente) e

il reddito da amministratore di persone giuridiche in fr. 50'000.-. Nel 2011,

il qui contribuente, diversamente da quanto indicato nel ricorso, risultava

essere perlomeno amministratore unico, iscritto a Registro di commercio, della __________,

a __________.

Per inciso occorre

rilevare che al mapp. __________ RFD di __________ sorgeva “__________” “(…)

uno dei postriboli più noti del Mendrisiotto”, chiuso nel 2014 (cfr.

articolo del Corriere del Ticino del 5.9.2018).

5.5.2

Per quanto concerne il

2012, la sostanza imponibile complessiva veniva valutata d’ufficio in fr. 0.-

ed i redditi imponibili stabiliti d’ufficio comprendevano un reddito da

attività dipendente per fr. 60'000.- e uno da amministratore di persone

giuridiche per fr. 50'000.-. Il ricorrente, come l’anno precedente, risulta

essere stato perlomeno amministratore unico, iscritto a Registro di commercio,

della __________, a __________.

Per l’attività dipendente

egli dichiarava un reddito imponibile di soli fr. 33'347.-; tuttavia, nel 2013 il

contribuente ha beneficiato di indennità di disoccupazione basate su un

salario, all’80%, di oltre fr. 5'000.-. Quanto stabilito d’ufficio dall’UT

appare pertanto più che ragionevole. Nella dichiarazione d’imposta venivano

dichiarati unicamente fr. 40'000.- a titolo di “valore locativo/affitti”,

mentre l’UT ne aveva considerati fr. 141'000.- (fr. 40'000.- dal mapp. __________

RFD __________ [poiché 40'000.- erano stati dichiarati nella dall’altro

comproprietario], fr. 0.- dai mapp. __________ RFD di __________, fr. 72'000.-

dal mapp. __________ RFD __________ [considerata la pigione di fr. 6'000.- al

mese, come da contratto di locazione in essere] nonché un valore locativo di

fr. 29'000.- per il mapp. __________ RFD __________). Trattandosi dei medesimi

immobili del periodo fiscale precedente, la stima operata dall’UT non appare arbitraria,

tanto più che il contribuente non ha presentato alcuna documentazione relativa

alle pigioni incassate o non incassate. Addirittura, l’affitto relativo al

mapp. __________ RFD __________, sul quale sorgeva un noto postribolo sembra tutt’al

più esiguo, siccome basato su quanto dichiarato dall’altro comproprietario.

5.5.3

Per quanto concerne il

2013, l’UT ha ritenuto l’esistenza, oltre ad una sostanza imponibile

complessiva pari a fr. 0.-, di redditi di fr. 60'000.- da attività dipendente

nonché fr. 291'800.- da valore locativo/affitti (fr. 150'000.- dal mapp. __________

RFD __________, fr. 40'800.- dal mapp. 1136 RFD di __________, fr. 72'000.- dal

mapp. 1052 RFD __________, nonché un valore locativo di fr. 29'000.- per il

mapp. __________ RFD __________).

Nella dichiarazione d’imposta

2013, il contribuente aveva indicato di aver percepito delle indennità di

disoccupazione basate su un salario mensile di più di fr. 5'000.-.

5.5.4

Per quanto concerne il

2014, l’UT aveva ritenuto l’esistenza di redditi di fr. 60'000.- da attività

dipendente nonché fr. 141'800.- da valore locativo/affitti (fr. 0.- dal mapp. __________

RFD __________ a seguito dell’intervento TESEU/DAPI; fr. 40'800.- dal mapp. __________

RFD di __________, fr. 72'000.- dal mapp. __________ RFD __________, nonché un

valore locativo di fr. 29'000.- per il mapp. __________ RFD M__________).

Nel 2014, il contribuente

stesso aveva comunque dichiarato un reddito da attività dipendente di fr.

47'882.-.

5.5.5

Per quanto concerne il 2015,

l’UT ha ritenuto l’esistenza, oltre ad una sostanza imponibile complessiva pari

a fr. 0.-, di redditi di fr. 60'000.- da attività dipendente nonché fr. 141'800.-

da valore locativo/affitti, come il periodo fiscale precedente. Lo stesso

contribuente aveva dichiarato, quale reddito da attività dipendente, la somma

di fr. 58'963.-.

5.5.6

Vale inoltre la pena

evidenziare, per quanto attiene alla sostanza imponibile, che per tutti i

periodi fiscali l’autorità fiscale l’aveva accertata in fr. 0.-. Ora, con la

presentazione dei reclami e la compilazione delle dichiarazioni d’imposta 2011-

2015, il contribuente aveva dichiarato nel 2011 una sostanza netta di fr. 0.-

(totale della sostanza fr. 2'001'285 – debiti privati fr. 2'251'700.-), nel

2012.

una sostanza netta di fr. 0.- (totale della sostanza fr. 970'206.- -

debiti privati 1'303'600.-), nel 2013 una sostanza netta di fr. 384'293.- (totale

della sostanza fr. 2'478’293 - debiti privati 2'094'000.-), nel 2014 una

sostanza netta di fr. 1'139'176.- (totale della sostanza fr. 2'465'176.- -

debiti privati fr. 1'326'000.- ), nel 2015 una sostanza netta di fr.

1'097'246.- (totale della sostanza fr. 2'423'246.- - debiti privati fr.

1'326'000.-).

Quindi, di difficile

comprensione l’elenco debiti presentato ogni periodo fiscale. Ciò che non

permette, ancora una volta di verificare la reale situazione finanziaria dei

coniugi __________ nei periodi sub judice e di ritenere, invece, congrua

la stima operata dall’UT.

5.6

Tutto ben ponderato, si deve

concludere che l’autorità fiscale ha stimato gli elementi imponibili secondo

gli elementi a sua disposizione e tenendo anche conto della chiusura delle

attività (v. p. es. per il mapp. __________ RFD __________). Motivo per il

quale la stima è stata effettuata in maniera coscienziosa.

6.

Il ricorso è

respinto. L’istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio

presentata contestualmente al gravame va parimenti respinta in quanto il ricorso

appariva sin dall’inizio privo di probabilità di successo, tenuto conto in

particolar modo del fatto che i reclami interposti dai contribuenti

all’autorità di tassazione erano irricevibili (cfr. la sentenza del Tribunale

federale 2C_849/2013 del 30 dicembre 2013 consid. 4.1 con riferimenti). La

tassa di giustizia e le spese sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 3’000.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 500.–

per un totale di fr. 3’500.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La

cancelliera: