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Decisione

80.2020.188

Imposta sulla sostanza: imponibile, azioni di una SA, onere della prova, aggiunta del loro valore alla sostanza dichiarata

22 giugno 2023Italiano46 min

professione è un fiduciario immobiliare e commercialista indipendente. La __________

Source ti.ch

Incarti n.

80.2020.188

80.2020.189

Lugano

22 giugno 2023

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretaria

Cristiana

Balestra Gamboni, vicecancelliera

parti

RI 1

RI 2

entrambi

rappr. da: RA 1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 14 ottobre 2020 contro le decisioni del 16 settembre 2020 in materia di IC

e IFD 2014, 2015 e 2016.

Fatti

Fatti

A.

a.

RI 1, economista, di

professione è un fiduciario immobiliare e commercialista indipendente. La __________

coadiuva il marito nella sua attività in qualità di dipendente. Hanno due figli__________

(1989) __________ (1994). Quest’ultimo è affetto da handicap cognitivo e lavora

quale aiuto giardiniere. È “ospite interno dell’ __________ __________””.

b.

Per i periodi fiscali qui

in parola, RI 1 è stato oggetto di una verifica fiscale richiesta dall’ RS 1

(di seguito: RS 1) a motivo di “un possibile modo di procedere “elusivo” in

relazione all’incasso di alcune fatture” e per “chiarire l’acquisto

della partecipazione __________ SA”. L’ispezione ha avuto luogo tra il 12 e

il 14 febbraio 2019.

Per discutere i risultati

dell’inchiesta, dagli atti a disposizione della Camera di diritto tributario

emerge che il contribuente e i rappresentanti dell’Ispettorato fiscale si sono

dapprima incontrati il 20 febbraio 2019 e successivamente il 15 aprile 2019 per

la presentazione di una proposta di tassazione, quest’ultima sottoposta al

ricorrente per conferma ancora una volta il 27 agosto 2019. Agli atti non vi è

alcun verbale controfirmato dal contribuente.

Nel contempo,

l’Ispettorato fiscale, su mandato dell’Ufficio di tassazione delle persone

giuridiche (di seguito: UTPG), procedeva alla verifica fiscale __________ SA di

__________. I periodi fiscali da verificare erano rispettivamente il 2015 e il

2016. L’ispezione è avvenuta tra il 19 e il 21 febbraio 2019. All’Ispettorato

fiscale era stato affidato il compito di verificare perché “la PG in

questione incassa[va] provvigioni ma non [aveva] costi del

personale né costi per prestazioni di terzi che [potevano] aver creato

la CA dichiarata”. In più, l’autorità fiscale avrebbe dovuto “determinare

se vi [fosse] stata la cessione del mantello azionario al signor RI 1”

(v. rapporto ispettorato nr. __________ del 2 settembre 2019).

Il 2 settembre 2019,

l’Ispettorato fiscale della Divisione delle contribuzioni presentava entrambi i

suoi rapporti.

Da quello relativo alla

persona fisica si evincono le riprese di “una serie di costi privati” e

si sollevava la problematica della proprietà delle partecipazioni nella società

__________ SA a partire dal 2013, “anno in cui [il ricorrente]

avrebbe verosimilmente acquistato il mantello azionario della società”.

Per gli anni fiscali 2014,

2015 e 2016, l’Ispettorato fiscale stabiliva di imporre in capo ad RI 1 sia

l’intero pacchetto azionario della __________ SA al suo valore nominale sia il

50% delle azioni di un’altra società, la __________ SA, anch’esse al loro valore

nominale. L’Ispettorato fiscale proponeva altresì di “imporre il valore del

correntista al 31.12. di ogni periodo fiscale [analizzato] quale

elemento della sostanza del signor RI 1 mentre i valori dei rimborsi ottenuti [sarebbero

stati] indicati alla voce “numerario””. Il reddito e la sostanza

aziendali, che contemplava pure le partecipazioni in __________ SA e __________

SA, erano stati ridefiniti per ogni periodo fiscale qui litigioso (v. dettaglio

elementi imponibili; rapporto ispettorato nr. __________, p. 21).

B. Il 25 settembre 2019,

l’RS 1 notificava ai contribuenti le decisioni di tassazione IC/IFD 2014, 2015

e 2016.

Periodo fiscale 2014

Seguendo

quanto stabilito dal rapporto di verifica del 2 settembre 2019 (v. specchietto

riassuntivo, p. 21), l’autorità di tassazione esponeva un reddito aziendale

pari a fr. 38'032.‑, aggiungendo a quanto dichiarato fr. 18'000.‑

di “prestazioni a proprio favore dall’attività professionale del contribuente,

ripresa spese generali, di rappresentanza e d’auto in quanto ritenute di natura

privata”, rettificando “i valori […] sulla base degli elementi

noti all’autorità fiscale e delle indicazioni fornite dal contribuente”.

Per

quanto concerneva la sostanza imponibile al 31.12.2014, l’RS 1 correggeva

l’attivo della ditta individuale da fr. 23'000.‑ a fr. 173'000.‑,

esponendo “le azioni sottoscritte e non dichiarate delle spettabili __________

SA (quota di ½ nominale fr. 50'000.‑) e __________ SA (nominale

fr. 100'000.‑) al loro valore nominale in quanto considerate a

carattere aziendale”. Aggiungeva altresì i debiti della ditta individuale

in ragione di fr. 16'500.‑, con la motivazione “passivo aziendale

rettificato come al bilancio o all’elenco dei passivi aziendali”.

Sempre

riferendosi alla verifica fiscale, l’autorità di tassazione aggiungeva a “numerario

biglietti banca, oro e metalli preziosi” fr. 128'000.‑ quali “rimborso

credito correntista da parte della spettabile __________ SA” ed esponeva in

“altri elementi sostanza mobiliare” fr. 563'000.‑ relativi al

“credito correntista [vantato dal ricorrente] nei confronti della

spettabile __________ SA”.

Diversamente

da quanto fatto valere nella Dichiarazione d’imposta 2014, “difettando i

requisiti di legge”, l’autorità di tassazione non ammetteva né la deduzione

delle spese di disabilità né la deduzione per ogni figlio a carico e per figlio

agli studi in quanto riteneva che i “proventi [corrisposti ad __________

fossero] sufficienti per far fronte al [suo] sostentamento personale”.

Di

conseguenza, per l’imposta cantonale, il reddito imponibile accertato era di

fr. 219'200.‑ (determinante per l’aliquota: fr. 265'000.‑)

che comportava un dovuto d’imposta di fr. 24'306.45. La sostanza

imponibile era stata stabilita in fr. 2'367'000.‑ (determinante per

l’aliquota: fr. 3'348'000.‑) il cui debito d’imposta si attestava a

fr. 7'054.35.

Per l’imposta federale

diretta, il reddito imponibile era stato accertato in fr. 266'900.‑

(parimenti determinante per l’aliquota) che comportava un dovuto d’imposta pari

a fr. 21'259.10.

Periodo fiscale 2015

Sempre

seguendo quanto accertato dall’Ispettorato fiscale durante la sua verifica,

l’autorità di tassazione aggiungeva al reddito da attività indipendente dichiarato

fr. 13'000.‑ relativi a delle “prestazioni a proprio favore

dall’attività professionale del contribuente, ripresa spese generali, di

rappresentanza e d’auto in quanto ritenute di natura privata” (v. rapporto

di verifica del 2 settembre 2019 in re RI 1, p. 14).

Per

la sostanza imponibile al 31.12.2015, l’RS 1 aggiungeva l’attivo della ditta

individuale pari a fr. 160'000.‑ (tra cui esponeva le “azioni

sottoscritte e non dichiarate delle spettabili __________ SA (quota di ½

nominale fr. 50'000.‑) e __________ SA (nominale fr. 100'000.‑)

al loro valore nominale in quanto considerate a carattere aziendale” e i

debiti della ditta individuale in ragione di fr. 45'000.‑, con la

motivazione “passivo aziendale rettificato come al bilancio o all’elenco dei

passivi aziendali”.

Rispetto

a quanto valutato dall’Ispettorato fiscale, l’RS 1 ometteva di aggiungere ai

debiti della ditta individuale fr. 6'000.‑ (la voce “creditori”

per la definizione della sostanza aziendale; v. rapporto di verifica,

specchietto riassuntivo. p. 21).

L’autorità

di tassazione accertava inoltre un reddito da attività indipendente accessoria

pari a fr. 49'947.‑ relativo alla “prestazione valutabile in

denaro in relazione alla cessione del mantello azionario della spettabile __________

SA, avendo [il contribuente] beneficiato di una distribuzione gratuita

di azioni”. Essendo la partecipazione nel capitale della __________ SA qualificata

ed appartenente alla sostanza aziendale del ricorrente, la prestazione

valutabile in denaro stabilita dall’Ispettorato fiscale in ragione di fr. 99'894.‑

era “da imporre al 50%” (v. rapporto di verifica del 2 settembre 2019 in

re RI 1, p. 19).

Per

quanto concerneva la sostanza imponibile, l’RS 1 ‑ sempre

riferendosi alla verifica fiscale ‑ aggiungeva fr. 142'000.‑

a “numerario biglietti banca, oro e metalli preziosi” quale “rimborso

credito correntista da parte della spettabile __________ SA” e

fr. 549'000.‑ agli “altri elementi della sostanza mobiliare”

relativi al “credito correntista nei confronti della spettabile __________

SA”.

Infine,

diversamente da quanto richiesto con la Dichiarazione d’imposta 2015, l’autorità

di tassazione non ammetteva né la deduzione per ogni figlio a carico né la

deduzione per figlio agli studi in quanto l’RS 1 aveva ritenuto che i “proventi

[percepiti da __________ fossero] sufficienti per far fronte al

sostentamento personale”.

Di

conseguenza, per l’imposta cantonale, il reddito imponibile accertato era di

fr. 264'000.‑ (determinante per l’aliquota: fr. 312’900.‑)

che comportava un dovuto d’imposta di fr. 30'734.10. La sostanza

imponibile era stata stabilita in fr. 2'464'000.‑ (determinante per

l’aliquota: fr. 3'455'000.‑) il cui debito d’imposta si attestava a

fr. 7'383.10.

Per l’imposta federale

diretta, il reddito imponibile era stato accertato in fr. 317’300.‑

(parimenti determinante per l’aliquota) che comportava un dovuto d’imposta di

fr. 27'811.05.

Periodo fiscale 2016

Allestendo

la decisione di tassazione IC/IFD 2016, sempre tenendo “conto delle risultanze

emerse in sede di verifica fiscale svolta nel febbraio 2019”, l’RS 1

aggiungeva al reddito aziendale fr. 8'999.‑ di “prestazioni a

proprio favore dall’attività professionale del contribuente, ripresa spese

generali, di rappresentanza e d’auto in quanto ritenute di natura privata o non

giustificate dall’uso commerciale” (v. rapporto di verifica del 2 settembre

2019, p. 14).

Inoltre,

tra gli elementi della sostanza al 31.12.2016, inseriva l’attivo della ditta

individuale pari a fr. 160'000.‑, tra cui esponeva le “azioni

sottoscritte e non dichiarate delle spettabili __________ SA (quota di ½

nominale fr. 50'000.‑) e __________ SA (nominale fr. 100'000.‑)

al loro valore nominale in quanto considerate a carattere aziendale” e i

debiti della ditta individuale in ragione di fr. 68’100.‑, con la

motivazione “aggiunta del debito verso la __________ SA considerato di

natura aziendale”.

Quale

reddito da attività indipendente accessoria, l’autorità di tassazione aggiungeva

fr. 117'892.‑ perché “i redditi netti da partecipazioni

qualificate (che raggiungono almeno il 10% del capitale azionario di una

società di capitale o sociale di una cooperativa) appartenenti alla sostanza

aziendale sono imponibili in ragione del 50%. Prestazione valutabile in denaro

in relazione alla cessione del mantello azionario della Spettabile __________

SA avendo beneficiato di una distribuzione gratuita di azioni in quanto il

capitale della società citata e il rimborso del prestito non sono stati

ricostituiti con l’emissione di nuovi mezzi da parte dell’azionista, bensì

tramite gli utili realizzati dalla società”. In merito alla partecipazione

nella __________ SA, poiché non dichiarata, l’RS 1 allestiva il Modulo 8.1

(“Partecipazioni qualificate nella sostanza aziendale”) ed accertava una

prestazione valutabile in denaro imponibile pari a fr. 117'892.‑ (la

prestazione valutabile in denaro accertata dall’Ispettorato fiscale era di

fr. 224'557.‑, “da imporre al 50%”; v. rapporto di verifica del

2 settembre 2019, p. 19), avendo computato la deduzione forfettaria delle spese

di amministrazione pari al 5% (v. Modulo 8.1 allestito dall’autorità fiscale).

Sempre

riferendosi alla verifica fiscale, tra gli elementi della sostanza al

31.12.2016, l’autorità di tassazione aggiungeva fr. 279’000.‑ a “numerario

biglietti banca, oro e metalli preziosi” quale “rimborso credito

correntista da parte della spettabile __________ SA” e fr. 412’000.‑

agli altri elementi della sostanza mobiliare in relazione al “credito

correntista nei confronti della spettabile __________ SA”.

Di

conseguenza, per l’imposta cantonale, il reddito imponibile accertato era di

fr. 342'000.‑ (determinante per l’aliquota: fr. 396’800.‑)

che comportava un dovuto d’imposta di fr. 42’169.30. La sostanza

imponibile era stata stabilita in fr. 2'519'000.‑ (determinante per

l’aliquota: fr. 3'516'000.‑), il cui debito d’imposta si attestava a

fr. 7'569.90.

Per l’imposta federale

diretta, il reddito imponibile era stato accertato in fr. 401’200.‑

(parimenti determinante per l’aliquota) che comportava un dovuto d’imposta di

fr. 38'717.80.

C. Il 21 ottobre 2019, i

contribuenti presentavano tempestivo reclamo contro le decisioni di tassazione

IC/IFD summenzionate.

Periodo fiscale 2014

Si

aggravavano contro gli importi aggiunti quali reddito da attività indipendente

e, per quanto era della sostanza, contro gli importi aggiunti a numerario e

agli altri elementi della sostanza come pure contro l’inserimento del valore

delle azioni __________ SA perché “fino a prova contraria sono del tutto

arbitrari, non comprovati e sono contemporaneamente oggetto di reclamo da parte

della società __________ SA all’ufficio tassazione persone giuridiche”.

Chiedevano quindi lo stralcio di fr. 150'000.‑ dall’attivo aziendale

anche perché “le azioni __________ SA [erano state acquistate] a nome

RI 1 e RI 2, di carattere privato [e l’acquisto era] avvenuto

contestualmente alla dipartita di 2 membri del CDA della società, [ciò che]

è stato regolarmente indicato nella dichiarazione fiscale 2015. La cessione del

pacchetto azionario è avvenuto a contanti contro consegna titoli”.

Infine, postulavano il

riconoscimento “della deduzione massima pari a CHF 11'100.00 per

sostentamento” del figlio __________ “che fino a giugno 2014 stava

seguendo un corso di formazione biennale per divenire aiuto giardiniere”.

Periodi fiscali 2015

e 2016

I

reclamanti contestavano gli importi aggiunti quali reddito da attività

indipendente (fr. 13'000.‑ per il 2015 risp. fr. 8'999.‑

per il 2016) e da attività indipendente accessoria (fr. 49'997.‑ per

il 2015 risp. fr. 117’892.‑ per il 2016).

Per

quanto concerneva la sostanza imponibile, si aggravavano contro gli importi

inseriti a numerario e tra gli altri elementi della sostanza come pure contro

l’aggiunta delle azioni __________ SA che, a loro dire, avrebbero dovuto essere

stralciati perché “fino a prova contraria [erano] del tutto

arbitrari, non comprovati e [erano] contemporaneamente oggetto di

reclamo da parte della società __________ SA all’ufficio tassazione persone

giuridiche”. Chiedevano lo stralcio di fr. 160'000.‑ (sia per il

2015 sia per il 2016) relativi all’aumento dell’attivo aziendale anche perché “la

quota azionaria __________ SA [andava] considerata quale sostanza

privata […] a valore venale”.

Infine,

postulavano il riconoscimento “della deduzione massima pari a

CHF 11'100.00 per sostentamento” del figlio __________ “come

segnalato nel reclamo per il calcolo 2014 […], essendo le condizioni

immutate”.

D. Il 16 settembre 2020,

l’autorità di tassazione respingeva i reclami riconfermando integralmente le

decisioni di tassazione IC/IFD 2014, 2015 e 2016. A motivo, l’RS 1 adduceva:

Considerate le risultanze

della verifica fiscale esperita presso il contribuente, nonché presso le

persone giuridiche a lui collegate, posto che quanto sottoposto al contribuente

non è stato accettato dallo stesso, quanto esposto a titolo di reddito

d’attività lucrativa indipendente, numerario e altri elementi della sostanza

viene riconfermato.

Per

quanto attiene la deduzione per figli a carico, si fa notare come il figlio __________

per il periodo fiscale oggetto di reclamo abbia percepito rendite AVS/AI [per

il 2014: fr. 56'524.‑; per il 2015 e 2016: fr. 18'804.‑],

oltre a un modesto salario e alle prestazioni complementari; certamente non si

può ritenere che lo stesso debba dipendere dagli aiuti finanziari dei genitori.

E. Il

14 ottobre 2020, con tre atti distinti, i contribuenti presentano ricorso alla

Camera di diritto tributario, contestando le decisioni di tassazione IC e IFD 2014,

2015 e 2016.

Periodo

fiscale 2014

Gli

insorgenti contestano in particolare la mancata deduzione per figlio a carico

in relazione al figlio __________. Non chiedono che sia loro accordata la

deduzione integrale di fr. 11'100.‑ quanto piuttosto fanno notare

che “ci sembra ovvio che lo stesso non può provvedere al suo sostentamento

in maniera completamente indipendente per far fronte ai costi della normale

vita quotidiana tenuto conto i costi fissi annuali per un abbonamento per

l’utilizzo dei mezzi pubblici, abbonamento telefono mobile, cassa malati

complementare, acquisto beni di prima necessità, svago e bisogni particolari di

una persona affetta da handicap”.

Per quanto concerne

invece il numerario, gli altri elementi della sostanza e l’attivo della ditta

individuale ‑ poiché gli importi indicati “sono

contemporaneamente oggetto di un reclamo da parte della società __________ SA

all’Ufficio tassazione persone giuridiche” ‑ gli insorgenti

postulano che le correzioni apportate dall’RS 1 siano “tenute in sospeso

fino alla crescita in giudicato della tassazione della suddetta società”.

Per quanto riguarda le

azioni __________ SA, i ricorrenti sostengono di averle regolarmente indicate

nella DI 2015 quando è avvenuto l’acquisto del 50% del capitale sociale.

Per i periodi fiscali

2015 e 2016

Analogamente

al periodo fiscale 2014, i ricorrenti postulano la rettifica del reddito netto

derivante dall’attività indipendente a fr. 30'095.‑ [risp. a

fr. 6'931.‑ per il 2016] come da loro dichiarato con la

motivazione che “l’importo di Fr. 13'000.00 [risp. di fr. 8'999.‑

per il 2016] aggiunto al reddito dichiarato quale “prestazione a proprio

favore”, risulta del tutto fuori luogo e ingiustificato. A comprova trasmettiamo

copia delle schede contabili indicanti i costi sostenuti per l’esercizio

dell’attività lucrativa indipendente principale […] I costi sostenuti

sono riconducibili perlopiù alle numerose trasferte necessarie per

l’amministrazione, gestione e la locazione degli appartamenti facenti parte

della proprietà privata dislocati nel Canton Ticino e Canton __________ […]

visite a clienti privati nel Canton Ticino, Svizzera ed estero, costi di

rappresentanza”.

Per

quanto riguarda invece il reddito da attività indipendente accessoria,

affermano che le “prestazioni valutabili in denaro valutate dall’UTPF pari a

CHF 49'947.00 [per il 2015 risp. a fr. 117'892.‑ per il

2016], conseguenti alla presunta cessione del mantello giuridico della __________

SA, sono fino a prova contraria ingiustificate e vanno pertanto mantenute

sospese fino a ricezione della decisione di tassazione dopo reclamo della

suddetta società e crescita in giudicato della stessa”. Alla medesima

conclusione giungono anche per i fattori inseriti quali “numerario” e “altri

elementi della sostanza” come pure quelli riferiti all’attivo della ditta

individuale per cui essendo gli “importi indicati […] oggetto di un

reclamo e probabile ricorso da parte della società __________ SA all’ufficio

tassazione persone giuridiche [,] le correzioni apportate dall’Ufficio

circondariale di Tassazione riferite alla società __________ SA vanno tenute in

sospeso fino alla definitiva crescita in giudicato della tassazione della […]

società”.

Infine,

per quanto concerne la deduzione per il figlio __________, i ricorrenti fanno

notare che “nel 2015 ha percepito una rendita AI mensile pari Fr. 1'567.00

(annua Fr. 18'804.00) [idem per il 2016] e una prestazione

complementare mensile pari a Fr. 1'718.00 (annua Fr. 20'616.00) [risp.

per il 2016: mensili fr. 1'755.‑; annuale fr. 21'060.‑]

oltre a un reddito annuo modesto di CHF 3'682.00 [per il 2016:

fr. 4'361.‑] ha pagato una retta di CHF 34'980.00 + 3'600.00

a copertura delle spese per frequenza in internato [per il 2016:

fr. 34'820.‑ + fr. 3'600.‑]”. Come per il periodo fiscale

2014, gli insorgenti richiedono una corretta deduzione di tali spese anche

perché __________ “non può provvedere al suo sostentamento in maniera

completamente indipendente”.

Per ognuno degli atti di

ricorso, oltre alle decisioni impugnate e ai reclami presentati all’RS 1, gli

insorgenti allegano i certificati fiscali rilasciati dall’Istituto delle

assicurazioni sociali, la dichiarazione del __________ dove alloggia il figlio __________

e, limitatamente al 2015 e al 2016, il conto economico (senza le schede

contabili che menzionano) relativo all’attività indipendente del contribuente.

F. Il 30 ottobre 2020,

l’RS 1 ha presentato le proprie osservazioni ai ricorsi. Per quanto riguarda la

deduzione per il figlio __________ afferma che “seppur i contribuenti, nel

quotidiano, avranno certamente disagi dovuti alla condizione del figlio, non

riteniamo sia data una condizione di dipendenza finanziaria, di conseguenza non

riteniamo sia concedibile né una deduzione per figli a carico né una deduzione

per persone bisognose a carico”.

Per le altre

censure sollevate dai ricorrenti, l’RS 1 “rimanda a quanto emerso in sede di

verifica fiscale”.

G. Nel corso

dell’udienza del 21 novembre 2022, la Camera di diritto tributario ordinava

all’Ispettorato fiscale di trasmettere ai ricorrenti una copia del rapporto di

verifica del 2 settembre 2019 in re RI 1. “I ricorrenti [avrebbero

avuto] 30 giorni per prendere posizione, con osservazioni che [avrebbero

inviato] alla Camera di diritto tributario”.

H. Il 22 novembre 2022,

l’Ispettorato fiscale della Divisione delle contribuzioni trasmetteva alla

Camera di diritto tributario copia della “documentazione inviata […]

alla controparte secondo quanto stabilito nel verbale di udienza”, aggiungendo

una copia del verbale di audizione del 15 aprile 2019 (tassazioni 2014-2016),

sottoposto al ricorrente in sede di discussione degli elementi imponibili, ma

non controfirmato per accettazione.

I. Il 20 dicembre

2022, il ricorrente presenta le sue osservazioni suddividendole in due parti

principali. Nella prima, si sofferma sulle verifiche e correzioni relative alla

sua attività di fiduciario e sulle altre deduzioni non ammesse; nella seconda

parte, discute della cessione del mantello giuridico, argomento già contestato

da parte della __________ SA e per il quale è tuttora pendente reclamo presso

l’UTPG.

L’insorgente ammette che

il sistema contabile di cui si era sempre avvalso include operazioni sia di natura

privata sia aziendale, tuttavia “perfettamente individuabili”. Per

quanto concerne la fattura di “fr. 5'000.‑ non presente nella DF

2014”, il ricorrente sostiene di aver “preventivamente spontaneamente

segnalato [l’]errore al tassatore competente”. Invece, per quanto

riguarda “i vari costi non ammessi in deduzione”, il ricorrente afferma

che tra il 2014 e il 2016 sono stati ripresi complessivamente fr. 35'000.‑.

A suo dire, è possibile ricostruirne fr. 25'966.‑: la differenza di

fr. 9'034.‑ la ritiene invece “valutata sommariamente e senza

giustificazioni specifiche da parte dell’UTPG e comunque opinabili”.

L’insorgente spiega altresì

che “la voce costi diversi di ufficio per Fr. 9'813

contempla[va]

una partecipazione, circa il 40%, alle spese per l’immobile di __________ usato

per circa 4 mesi all’anno oltre che costi per abbigliamento professionale. A

nostro avviso voci di costo giustificate e deducibili”.

Nel suo scritto, il

ricorrente conferma di essere divenuto azionista al 50% della __________ SA nel

2015 dopo aver ricevuto fisicamente i titoli azionari e di essere stato membro

del Consiglio di amministrazione della società fin dalla sua costituzione,

avvenuta nel 1999. L’insorgente spiega di essere stato l’unica persona a

percepire da __________ SA gli onorari da consiglio d’amministrazione “perché

quale amministratore delegato [era] il solo ad eseguire prestazioni”.

A suo dire, “l’ammontare degli onorari versati [andava] commisurato

all’impegno svolto […] Per il periodo 2012-2018, cifra di affari media

annuale Fr. 175'000.00, percentuale di onorari e salari in media 28%”.

Per quanto riguarda la

deduzione sociale per figlio a carico, l’insorgente ritiene che “una

deduzione annuale minima di Fr. 3'600.00 sarebbe più che giustificata per

il periodo 2014, 2015 e 2016”.

Infine, RI 1 afferma che “la

questione [relativa alla teoria del mantello giuridico deve essere

rimandata] al reclamo presentato dal sottoscritto e dalla __________ SA”

all’UTPG, a tutt’oggi inevaso.

L. Il 20 febbraio 2023,

l’Ispettorato fiscale prende a sua volta posizione in merito alle osservazioni

del contribuente. L’autorità fiscale ribadisce che “i conti annuali

presentati dal contribuente non [sono] conformi alle disposizioni del

Codice delle Obbligazioni (CO) in quanto presentano, oltre agli elementi di

attività indipendente, anche elementi di natura privata”. Nonostante tale

aspetto fosse già stato rilevato in una precedente verifica fiscale tenutasi

nel 2011, ciò è stato “completamente ignorato dal contribuente”.

Per quanto riguarda i

costi considerati di natura privata, l’Ispettorato fiscale rimanda al rapporto

di verifica no. __________, aggiungendo che:

“l’importo

finale è stato successivamente arrotondato a rialzo per tener conto di una

serie di costi sparsi contabilmente la cui natura aziendale non è stata

comprovata (assicurazione auto considerata prevalentemente privata per i motivi

descritti in precedenza[)], alcuni costi per viaggi contabilizzati

all’interno del conto “stampati e cancelleria” ed una quota di spese di

pubblicità e marketing.”

L’autorità fiscale afferma

che la “ripresa globale forfettaria” per il 2014 e il 2015 è di

fr. 13'000.‑, mentre per il 2016 è di fr. 9'000.‑,

spiegando che “dall’analisi delle decisioni di tassazione rileviamo come la

ripresa complessiva del periodo fiscale 2014 ammonti a 18'000 CHF: la

differenza in questione è dovuta al fatto che preliminarmente alla

dichiarazione fiscale 2014 era stato allegato un conto annuale che non

presentava una fattura di 5'000 CHF, importo poi notificato successivamente da

parte del signor RI 1 stesso”.

Per quanto concerne la

partecipazione in __________ SA, l’Ispettorato fiscale spiega che

durante

l’incontro del 20.02.2019 il signor RI 1 ha indicato di essere beneficiario di __________

SA già in precedenza, aspetto che ha giustificato l’apertura di una procedura

di recupero d’imposta. Riteniamo che il cambiamento ulteriore di versione da

parte del contribuente (costante nell’accertamento avvenuto) sia

contradditorio. Se non vi fosse stata una tale ammissione, per quali ragioni

l’autorità avrebbe dovuto procedere all’apertura di una procedura di recupero

d’imposta. La vendita è avvenuta senza alcun pagamento e senza contratto aspetto

che quindi non ci permette di entrare nel merito. Reputiamo che quanto

affermato dal contribuente debba essere ritenuto rilevante. Egli sostiene di

aver effettuato tra il 2000 ed il 2008 diversi versamenti quali acconti per la

cessione dell’attività del __________ aspetto che fa presumere che lo stesso

sia effettivamente azionista da prima del 2015.

Infine, l’Ispettorato

fiscale giunge alla conclusione secondo cui non si è configurata la cessione

del mantello azionario della __________ SA. Di conseguenza, per i periodi

fiscali litigiosi, “le riprese effettuate quale «reddito da attività

indipendente accessoria contribuente», «numerario» ed «altri

elementi sostanza mobiliare» non devono essere considerati”. Come

pure le azioni della summenzionata società non sono “da indicare nella

sostanza in quanto di fatto non di sua proprietà” nei periodi sub judice

(v. email dell’8 marzo 2023 a Camera di diritto tributario).

Diritto

1. Il ricorso presentato

da RA 1 e RI 2 verte principalmente su due tematiche: da un lato, gli

insorgenti censurano le modifiche apportate dall’RS 1 ‑ e

confermate integralmente nelle decisioni impugnate ‑ alle loro

Dichiarazioni d’imposta 2014-2016, sulla base delle risultanze di due verifiche

esperite dall’Ispettorato fiscale che non hanno sottoscritto (v. rapporti

ispettorato del 2 settembre 2019 nr. __________

in re RI 1 e nr. __________ in re __________ SA).

D’altro canto, i

ricorrenti lamentano la mancata deduzione sociale per figlio a carico in

relazione al figlio __________.

Considerandi

2.

Aspetti

procedurali

2.1

Va

ricordato anzitutto che, nell’ambito della procedura di ricorso, ai ricorrenti

è stato garantito il rispetto del diritto di essere sentiti. L’autorità di

tassazione è stata invitata a sottoporre loro il rapporto di verifica,

allestito dall’Ispettorato fiscale e sul quale le decisioni impugnate sono

basate.

2.2

Ai sensi dell’art. 29 cpv.

2.

Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza,

dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per

l’interessato di esprimersi prima dell’assunzione di una decisione sfavorevole

nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di

influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell’incarto, quello

di partecipare all’assunzione delle prove, di prendere conoscenza e di

determinarsi in proposito (DTF 129 I 429 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b, 124 II

132.

consid. 2b e rinvii).

L’art. 29 cpv. 2 Cost.

offre, a titolo sussidiario, una garanzia minima, mentre la portata di tale

diritto è determinata in primo luogo dalle norme cantonali di procedura (DTF

126.

I 15 consid. 2a, 125 I 257 consid. 3; sentenza TF 2P.185/2006 del 27

novembre 2006 consid. 4.1).

Il diritto di essere

sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui violazione implica di

regola l’annullamento della decisione impugnata a prescindere dalle possibilità

di successo nel merito (DTF 132 V 287 consid. 5.1, 127 V 431 consid. 3d/aa).

Per la giurisprudenza, una

violazione del diritto di essere sentito ‑ nella misura in cui

essa non sia particolarmente grave ‑ è da ritenersi sanata

qualora l’interessato abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un’autorità di

ricorso che gode di piena cognizione. La riparazione di un eventuale vizio deve

comunque avvenire solo in via eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa).

2.3

Nel caso di specie, la

motivazione delle tre decisioni impugnate rimanda alle “risultanze della

verifica fiscale esperita presso il contribuente, nonché presso le persone giuridiche

a lui collegate”, senza confrontarsi con gli argomenti sollevati dai

reclamanti. Da tale motivazione e dagli atti a disposizione dell’autorità

giudicante non è possibile evincere in modo chiaro ed inequivocabile se ai

ricorrenti sia stato effettivamente notificato il Rapporto di verifica redatto

dall’Ispettorato fiscale in merito alla persona fisica e/o se l’insorgente sia

stato reso edotto del suo contenuto e dell’eventuale “proposta di tassazione”. Il

relativo verbale di audizione del 15 aprile 2019, allestito dall’Ispettorato

fiscale, non è stato firmato da nessuna delle due parti.

L’RS 1, nella motivazione

delle decisioni impugnate, sostiene semplicemente che “quanto sottoposto al

contribuente non è stato accettato dallo stesso”. Non è neppure noto cosa

gli sia stato “sottoposto” e cosa il contribuente non abbia “accettato”.

2.4

In

considerazione del fatto che, nell’esame del ricorso, la Camera di diritto

tributario ha le medesime attribuzioni dell’autorità di tassazione nella procedura

di tassazione (art. 228 cpv. 1 LT), ovvero ha pieno potere cognitivo, ha

convocato in udienza le parti, compreso l’Ispettorato fiscale, autore dei

Rapporti di verifica. L’udienza si è svolta il 21 novembre 2022 e si è conclusa

con un verbale che ordinava all’Ispettorato fiscale di inviare ai ricorrenti il

Rapporto relativo alla verifica fiscale esperita presso la persona fisica e al

ricorrente di voler prendere posizione.

3.

Cessione del mantello

giuridico __________ SA

In seguito alla trasmissione

del rapporto dell’Ispettorato e allo scambio intervenuto fra le parti, l’autorità

fiscale sembrerebbe aver rivisto la sua posizione in merito all’ipotizzata cessione

del mantello giuridico della __________ SA. Come risulta dallo scritto del 20

febbraio 2023, indirizzato dall’Ispettorato fiscale a questa Corte, con il

reclamo presentato dalla stessa __________ SA contro la tassazione che la

concerne, sarebbe stata presentata “un’ampia documentazione”, cui sarebbero

seguiti degli “accertamenti, ancora in corso”, che avrebbero consentito

all’Ispettorato fiscale di escludere che la cessione del mantello giuridico vi

sia stata.

A tal proposito, la Camera

di diritto tributario non ha avuto accesso alla “ampia documentazione” prodotta

con il reclamo della società anonima. D’altra parte, ci si domanda come l’Ispettorato

possa aver tratto delle conclusioni, in contrasto con quanto sostenuto nel suo

stesso rapporto di verifica, se gli “accertamenti” erano “ancora in corso”. In

ogni caso, l’UTPG non ha preso alcuna posizione in merito alla questione della

pretesa cessione del mantello giuridico della __________ SA.

Di conseguenza, su questo

aspetto, si giustifica l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli

atti all’autorità di tassazione, perché emetta una nuova decisione, una volta

conclusi gli accertamenti dell’Ispettorato fiscale e/o dell’UTPG.

4.

Ripresa costi di natura

privata

4.1

Resta per contro litigiosa

la ripresa di alcuni costi, registrati nel conto economico della ditta, che

secondo l’autorità di tassazione sarebbero di natura privata.

4.2

4.2.1

Secondo

gli articoli 17 cpv. 1 LT e 18 cpv. 1 LIFD, sono imponibili tutti i proventi

dall’esercizio di un'impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale,

da una libera professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.

Per il combinato disposto

degli articoli 18 cpv. 3 e 58 cpv. 1 lett. a LIFD e, per l’imposta

cantonale, degli articoli 17 cpv. 4 e 67 cpv. 1 lett. a LT, la

determinazione dell’utile netto imponibile si fonda sul saldo del conto

profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente.

Una correzione fiscale dell’utile

netto che risulta dalla contabilità commerciale deve essere intrapresa in

particolar modo per riprendere tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del

saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese

riconosciute dall’uso commerciale (articoli 58 cpv. 1 lett. b LIFD e 67

cpv. 1 lett. b LT).

4.2.2

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale, le spese sono riconosciute dall’uso commerciale se sono

legate in modo immediato e diretto (organico) con il guadagno conseguito. Ciò

che può essere registrato in buona fede come costo secondo una valutazione

commerciale deve essere considerato come riconosciuto dall’uso commerciale anche

dal punto di vista fiscale. In questo contesto, è irrilevante se un'azienda

avrebbe potuto fare a meno della spesa in questione e se tale costo fosse

opportuno nell’ottica di una gestione aziendale razionale e orientata al

profitto. Tuttavia, i costi che l’impresa ha sostenuto esclusivamente per il

tenore di vita privato delle persone che vi partecipano (o di persone a loro

vicine) non sono considerati spese riconosciute dall’uso commerciale. È

inammissibile dal punto di vista fiscale contabilizzare tali spese come costi

aziendali con il pretesto che si tratti di spese commerciali o di

rappresentanza. Tutte le spese di un’impresa che vanno a beneficio della sfera

privata del titolare sono considerate private. Nel caso di spese che sono in

parte legate all'azienda e in parte alla sfera privata, è necessario

suddividerle in una quota di spese per il conseguimento del reddito e in una

quota privata (cfr. sentenza TF n. 2C_683/2018 del 3 ottobre 2019 consid. 5.3

con riferimenti a giurisprudenza e dottrina).

La stima della quota

privata è rimessa all’apprezzamento dell'autorità fiscale, che può anche adottare

soluzioni forfetarie, che il Tribunale federale riesamina solo dal punto di

vista dell'arbitrio (sentenza TF n. 2C_484/2019 del 6 novembre 2019 consid. 7.1

e giurisprudenza citata).

4.3

4.3.1

Va

rilevato anzitutto che, prendendo posizione sul rapporto dell’Ispettorato

fiscale in data 20 dicembre 2022, i ricorrenti riconoscono che il “sistema

contabile” della loro attività professionale “include operazioni di

natura privata e aziendale, ma perfettamente individuabili”. Con questa

affermazione, ammettono la contabilizzazione di spese non riconosciute dall’uso

commerciale e come tali non ammesse in deduzione dal punto di vista fiscale.

Nelle suddette

osservazioni, i contribuenti giustificano sostanzialmente riprese per complessivi

fr. 25'966.‑ su tre anni, definendo “opinabili” le ulteriori

riprese per fr. 9'043.‑.

A tale riguardo, nelle sue

osservazioni del 22 dicembre 2022, l’Ispettorato fiscale ha riproposto il

calcolo intrapreso per definire le riprese litigiose.

4.3.2

Per quanto concerne i

costi per viaggi, trasferte e rappresentanza, ha spiegato che nei conti

dell’impresa sono stati rilevati costi per viaggi che si riferivano a soggiorni

durante il fine settimana e in località in cui non sono state svolte prestazioni

(__________). Il fatto che gli insorgenti abbiano obiettato che “le spese

per __________ e __________ sono state contabilizzate alla voce viaggi privati,

quindi escluse dai costi aziendali” non è in alcun modo in contrasto con la

decisione adottata dall’autorità fiscale, che non ha ripreso i costi per queste

due destinazioni. Ne consegue che la ripresa di fr. 1'000.‑ nel 2014

e fr. 2'000.‑ nel 2015 deve essere confermata.

4.3.3

Per quanto concerne i

costi per l’automobile, l’autorità fiscale ha proceduto ad una ripresa

forfetaria di fr. 3'500.‑ nel 2014 e nel 2016 e di fr. 4'000.‑

nel 2015. Fra le spese contabilizzate a questo titolo figurano anche costi che

non concernono per niente le automobili, quali i Libretti ETI e il permesso per

invalidi della Città di __________ per il figlio __________. Altri costi

attengono a multe, un soggiorno in albergo in __________ e il noleggio di un

autoveicolo in __________. Inoltre, lo stesso titolare avrebbe ammesso che fra

i costi per l’automobile figurano anche quelli legati alle trasferte presso i

vari immobili detenuti a titolo privato. È chiaro che si tratta di procedere ad

una stima della quota privata, come previsto dalla giurisprudenza. La

valutazione intrapresa dall’autorità di tassazione appare condivisibile.

D’altronde, i ricorrenti non hanno prodotto documenti che possano giustificare

una diversa ripartizione.

4.3.4

Una ripresa di

fr. 1'310.‑ all’anno si riferisce ai premi pagati per

l’assicurazione sulla vita. I ricorrenti quantificano questo costo addirittura

in fr. 7'860.‑ su tre anni, includendovi anche i contributi LPP, senza

tuttavia contestare la natura privata dell’assicurazione sulla vita. Anche in

questo caso, la ripresa deve essere confermata.

4.3.5

Fra le spese telefoniche

il ricorrente ha registrato, insieme a quelle per la telefonia mobile, anche i

costi per l’abbonamento ai servizi TV dell’abitazione privata. La ripresa

forfetaria di fr. 1'000.‑ nel 2014 e nel 2015 e di fr. 1'200.‑

nel 2016 deve a sua volta essere confermata.

4.3.6

La scheda contabile Costi

diversi d’ufficio registra costi per fr. 4'841.‑ nel 2014,

fr. 3'513.‑ nel 2015 e fr. 1'459.‑ nel 2016. Dal Rapporto

dell’Ispettorato risulta che si tratta delle spese per l’assicurazione economia

domestica e delle spese condominiali per l’appartamento privato di __________.

Altre spese contabilizzate concernono l’acquisto di vestiario e occhiali.

L’autorità di tassazione ha pertanto proceduto alla ripresa di tutti i costi in

questione. I ricorrenti ritengono che il 40% delle spese per l’appartamento di __________

e le spese per l’abbigliamento professionale debbano essere riconosciute

fiscalmente. Gli insorgenti non spiegano tuttavia per quali ragioni l’appartamento

di vacanza sarebbe usato per scopi professionali durante quattro mesi all’anno

né dimostrano che lo stesso sia attrezzato per esercitarvi attività commerciali

(al riguardo cfr. Reich/Züger/Betschart,

in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG,

4a ediz., Basilea 2022, n. 26 ad art. 27 LIFD, p. 648 e

giurisprudenza citata; v. anche sentenza CDT n. 80.2011.67 del 19 agosto 2011,

in RtiD I-2012 n. 6t, consid. 3; inoltre CDT n. 80.2021.23/24 del 14 marzo 2022

consid. 2). Anche in merito agli abiti e agli occhiali, non è stata apportata

alcuna prova della loro utilizzazione per scopi professionali.

La ripresa stabilita

dall’Ispettorato è pertanto confermata.

4.3.7

Infine, alla voce Altri

costi sono registrate spese per fr. 1'504.‑ nel 2014, fr. 896.‑

nel 2015 e fr. 1'370.‑ nel 2016. L’Ispettorato fiscale ha ritenuto

trattarsi interamente di spese non riconosciute dall’uso commerciale. Nel 2014,

infatti, sarebbero contabilizzate multe della circolazione, costi per

l’elettricità a __________, la quota annuale della carta VISA e le spese per la

sostituzione di batterie dell’orologio. Negli anni 2015 e 2016, oltre alla

tassa annuale per la Mastercard, sarebbero registrati costi per abbigliamento.

Nelle loro osservazioni del 20 dicembre 2022, i ricorrenti riconoscono

sostanzialmente la natura privata dei costi in questione.

Anche questa ripresa è

confermata.

4.3.8

Le riprese che precedono

sono poi state arrotondate, con una riduzione di fr. 155.‑ nel 2014

e un aumento di fr. 281.‑ nel 2015 e di fr. 161.‑ nel

2016.

L’arrotondamento è giustificato dal fisco con il fatto che vi sarebbero

altri costi “sparsi contabilmente la cui natura aziendale non è stata

comprovata”. In effetti, nella scheda Assicurazioni professionali è

registrato il premio per l’assicurazione per l’automobile, che come già

rilevato è usata anche privatamente. Nella scheda Stampati/cancelleria è

registrato un viaggio in __________ nel 2015. Nella scheda Pubblicità/inserzioni/marketing

sono registrati i costi per una cena a __________ e per l’acquisto di vini.

In tutti i casi citati si

tratta di costi per i quali non è stata provata la conformità all’uso

commerciale. La ripresa complessiva degli importi qualificati come spese

private appare addirittura prudenziale.

5.

Detenzione della partecipazione

__________ SA

5.1

Un’ulteriore censura

concerne, limitatamente al periodo fiscale 2014, l’imposizione del 50% delle

azioni della __________ SA tra gli attivi della ditta individuale. L’insorgente

sostiene infatti di essere diventato proprietario di tali titoli solo a partire

dal 2015.

5.2

5.2.1

L’imposta sulla sostanza

ha per oggetto la sostanza netta totale (art. 40 cpv. 1 LT; art. 13 cpv. 1

LAID). Essa si compone della totalità degli attivi mobiliari e immobiliari del

contribuente, fatta eccezione per quei beni esplicitamente esentati

dall’imposta in virtù di una disposizione speciale, quali le suppellettili

domestiche e gli oggetti di uso corrente (art. 44 cpv. 2 LT; art. 13 cpv. 4

LAID).

All’imposta sulla sostanza

sono soggetti tutti gli attivi, cioè tutti i diritti valutabili in denaro su

cose, crediti o partecipazioni, a prescindere dal fatto che si tratti di

sostanza privata o commerciale, immobiliare o mobiliare (cfr. Teuscher/Lobsiger, in: Zweifel/Beusch [a

cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, StHG, 4a ediz.,

Basilea 2022, n. 4 ad art. 13 LAID, p. 444). Vi rientra pertanto l’insieme dei

diritti valutabili in denaro, che spettano ad una persona secondo il diritto

privato e che possono essere di natura sia reale sia obbligatoria (cfr. Blumenstein/Locher, System des

Steuerrechts, 7ª ediz., Zurigo 2016, p. 199).

5.2.2

A chi siano attribuiti gli

attivi, ai fini dell’imposizione della sostanza, è una questione che la legge

disciplina limitatamente ai rapporti di usufrutto. L’art. 14 cpv. 2 della Legge

federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei

Cantoni e dei Comuni (LAID; RS 642.14), così come l’art. 40 cpv. 2 LT, prevede

infatti che la sostanza gravata da usufrutto sia computata all’usufruttuario.

Per tutti gli altri casi, ci si deve pertanto fondare sui rapporti di proprietà

secondo il diritto civile, che sono vincolanti anche per l’attribuzione degli

attivi al patrimonio di un contribuente (Teuscher/Lobsiger,

op. cit., n. 8 ad art. 13 LAID, p. 445; cfr. anche sentenza TF n. 2C_770/2016 e

2C_771/2016 del 26 settembre 2016 consid. 2.2 con riferimenti a giurisprudenza

e dottrina).

5.3

5.3.1

Nel corso della procedura

di tassazione, il ricorrente ha cambiato più volte versione sostenendo di aver

acquisito la metà della società solo nel 2015, pagandola a contanti e senza

stipulare alcun contratto in forma scritta (tesi ribadita ancora nel reclamo

contro la decisione di tassazione IC/IFD 2014, introdotto il 21 ottobre 2019),

per infine ritrattare ed affermare che la stessa partecipazione è sempre stata

di sua proprietà (v. verifica fiscale del 2 settembre 2019, p. 9).

Dopo l’udienza davanti

alla Camera di diritto tributario, il ricorrente ha nuovamente ritrattato,

affermando che “riconferma […] di essere diventat[o] azionist[a]

al 50% nel 2015, dopo ricezione materiale dei titoli azionari”.

Nelle sue osservazioni del

20.

dicembre 2022 sostiene peraltro che “da __________ per [suo] conto

il __________ ha percepito, tra il 2000 e il 2008, Fr. 50'000.000 (6

versamenti da Fr. 5'000.00 e 1 versamento da Fr. 20'000) in acconto

per la cessione della sua attività”.

5.3.2

Con

le loro osservazioni presentate all’autorità giudicante il 20 dicembre 2022,

gli insorgenti hanno prodotto l’atto di costituzione della __________ SA, poi

divenuta __________ SA. Dallo stesso si evince che, fin dal 1999, quale membro

del Consiglio d’amministrazione (delegato con firma individuale), RI 1 deteneva

un’azione, mai dichiarata. Il 97% della partecipazione in __________ SA era

detenuto dalla __________ con sede nel __________, rappresentata e presieduta

con firma individuale da __________. Le restanti due azioni erano nelle mani di

__________ e __________, anch’essi membri del CdA, con firma individuale.

Questi ultimi sono usciti dal CdA a far tempo dal 15 novembre 2017 (v. estratto

Ufficio del registro di commercio del Cantone Ticino; ultima consultazione: 15

marzo 2023).

Il fatto che la

maggioranza delle azioni della società fosse detenuta da una società con sede

nel __________ induce a ritenere che l’avente diritto economico non volesse

rivelare al fisco la propria posizione di controllo nella società. Ciò che è

certo, perché lo dichiara il ricorrente, è che nel 2015 quest’ultimo era

azionista nella misura del 50%. In mancanza di ulteriori spiegazioni, non si

può escludere neppure che egli stesso fosse fra i fondatori dell’Anstalt.

Altrimenti, potrebbe aver acquistato le azioni da quest’ultima.

La reticenza del

contribuente non consente tuttavia di accertare i fatti in modo esauriente. Non

solo non ha prodotto il contratto di acquisto delle azioni, ma neppure ha

chiaramente indicato quando e da chi le abbia acquistate.

In ogni caso, come sottolinea

anche l’Ispettorato fiscale nelle sue osservazioni del 20 febbraio 2023, è

rilevante l’affermazione del ricorrente secondo cui “da __________ per [suo]

conto il Dr. __________ ha percepito, tra il 2000 e il 2008,

Fr. 50'000.000 (6 versamenti da Fr. 5'000.00 e 1 versamento da

Fr. 20'000) in acconto per la cessione della sua attività”. Dalla

scheda contabile di __________ SA (periodo 01.01.2005-31.12.2008), fornita dal

ricorrente, si evince che i 7 versamenti sono avvenuti tra il 16.02.2005 e

28.08.2008

Non si vede come il contribuente avrebbe potuto prelevare capitali

dai conti della __________ SA negli anni dal 2005 al 2008 senza avere una

posizione di rilievo nell’azionariato della stessa. D’altra parte, se il

pagamento dell’intero prezzo di acquisto della quota sociale è avvenuto fra il

2005.

e il 2008, è ben difficile credere che le azioni siano state trasferite

solo nel 2015.

5.3.3

Il fatto che i ricorrenti

riconoscano la detenzione delle azioni solo a partire dal 2015 è spiegabile

anche con l’evoluzione del diritto intervenuta negli ultimi anni.

Il 1° luglio 2015 è

entrato in vigore l’art. 697l CO, che prevede che la società tenga un

elenco degli aventi economicamente diritto ad essa annunciati (cpv. 1) e che

l’elenco menzioni il nome e il cognome nonché l’indirizzo degli aventi

economicamente diritto (cpv. 2). Fino al 30 aprile 2021, l’iscrizione

nell’elenco degli aventi economicamente diritto avveniva essenzialmente sulla

base del corrispondente annuncio, da parte dell’azionista, di avere acquistato

azioni al portatore di una società le cui azioni non sono quotate in borsa

(art. 697i CO, abrogato con effetto dal 1.5.2021) oppure sulla base

dell’annuncio, da parte dell’acquirente di azioni di una società le cui azioni

non sono quotate in borsa, del nome, del cognome e dell’indirizzo della persona

fisica per la quale, in definitiva, agisce (avente economicamente diritto)

(art. 697j CO, abrogato con effetto dal 1.5.2021).

Dal 1° maggio 2021 gli

obblighi di annuncio in questione sono stati abrogati, in quanto le azioni al

portatore sono ormai ammesse soltanto se la società ha titoli di partecipazione

quotati in borsa o se le stesse rivestono la forma di titoli contabili ai sensi

della LTCo e sono depositate in Svizzera presso un ente di custodia designato

dalla società o iscritte nel registro principale (art. 622 cpv. 1bis

CO, in vigore dal 1.5.2021).

Il 2015 è dunque un anno

determinante per la regolarizzazione della detenzione di azioni al portatore.

5.4

Nella misura in cui i

ricorrenti non hanno fornito indicazioni in merito alle modalità e alla

tempistica dell’acquisto delle azioni della __________ SA, dichiarate solo a

partire dal 2015, si deve ritenere che RA 1 fosse azionista già nel 2014, tanto

più che egli stesso sostiene di averne pagato il prezzo negli anni dal 2005 al

2008.

6.

Deduzione per figlio a

carico

6.1

I ricorrenti chiedono

anche di poter beneficiare almeno in misura parziale della deduzione sociale

per figlio a carico.

6.2

Per l’art. 34 cpv. 1 lett.

a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a

tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il

contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure

in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è

limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD,

che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD;

cfr. inoltre Agner/Jung/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art.

35.

LIFD, p. 149).

6.3

Per l’imposta cantonale,

per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del

periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e quelli a

tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il

contribuente provvede.

La LIFD invece non prevede

un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo 277 cpv. 2 CC

i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato

l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento del

figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale conclusione di

una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione federale delle

contribuzioni no. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei coniugi e della

famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale la deduzione non

può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla fine del periodo

fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 42 ad art. 35 LIFD,

p. 713).

6.4

Per “studi” si intende

ogni tappa della formazione che, indirettamente oppure direttamente, serve in

primo luogo a portare a termine una prima formazione. Tale formazione è

comunque considerata ultimata quando il figlio ottiene il diploma

corrispondente ed è in grado di svolgere un’attività lucrativa appropriata

(sentenza CDT no. 80.2016.100 dell’8 giugno 2017 consid. 1.2). La maturità

professionale, come la maturità liceale, ricadono sotto il concetto di

formazione di base (prima formazione) ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 lett. a

LT risp. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD (sentenza CDT no. 80.2016.231 del

28.

agosto 2017 consid. 2).

6.5

Per quanto attiene al

riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3

LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo

la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 40 LIFD) o

dell’assoggettamento”.

6.6

Tornando al caso di

specie, __________ è nato nel 1994 e soffre di un handicap cognitivo. Nei

periodi fiscali qui litigiosi, ha percepito una rendita AI e delle prestazioni

complementari. Come si evince dagli atti di ricorso, nel 2014 aveva concluso un

“corso di formazione quale aiuto giardiniere a __________” e “da

settembre 2014 lavora[va] presso l’__________ a __________ […] e

alloggia[va] in parte presso il __________ a __________”.

Al 31.12.2014, come pure

al 31.12.2015 e al 31.12.2016, date determinanti per la deduzione sociale (art.

34.

cpv. 3 LT risp. art. 35 cpv. 2 LIFD), il ragazzo era quindi maggiorenne ed

aveva terminato una formazione professionale che gli permetteva di lavorare

quale aiuto giardiniere, per cui percepiva anche un modesto salario. Le

condizioni per poter beneficiare della deduzione sociale prevista dagli

articoli 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1 lett. a LIFD non sono

soddisfatte: è dunque a giusto titolo che l’autorità di tassazione non ha

concesso la deduzione richiesta. Su questo aspetto il ricorso non può essere

accolto.

7.

Deduzione per persona

bisognosa a carico

7.1

A titolo abbondanziale,

poiché tale deduzione non è stata esplicitamente richiesta dai ricorrenti ma solo

menzionata dall’RS 1 nelle proprie osservazioni al ricorso, ci si domanda

ancora se, in relazione al figlio __________, i ricorrenti non abbiano diritto

alla deduzione per persona bisognosa a carico ai sensi degli articoli 34 cpv. 1

lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD.

7.2

Per

l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione

per sostentamento da 5'700.‑ a 11'100.‑ franchi al massimo per ogni

persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede,

comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.‑ franchi.

Analogamente,

per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la

deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.‑ franchi per ogni

persona totalmente o parzialmente incapace d’esercitare attività lucrativa, al

cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno

l’importo della deduzione.

Sia la LT sia la LIFD

prevedono che tale deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i

quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a (art. 34 cpv. 1

lett. b in fine; art. 35 cpv. 1 lett. b in fine).

Per entrambi i tributi, la

deduzione sociale è stabilita secondo la situazione alla fine del periodo

fiscale (art. 34 cpv. 3 LT; art. 35 cpv. 2 LIFD).

7.3

Secondo

la lettera sia della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la

persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente

incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder

beschränkt erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6

LPGA, per cui costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale

o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che

sia riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere

un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività

abituale, rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche

in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è

ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi

(LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la

persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a

seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in

generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

7.4

La dottrina e la

giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità

di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente

fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera

età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge

und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 195; sentenza

CDT no. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si

trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non

giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età

avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e

duraturi (cfr. p. es. sentenza CDT no. 80.97.8 del 20 febbraio 1997 in: RDAT

II-1997 n. 8t).

Tanto la prassi

dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate da Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., n.

439, p. 191) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa

limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di

conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la

disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne

dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire

indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel

momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è

adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello

stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin,

op. cit., p. 192).

7.5

Tornando al caso in esame,

è indubbio che __________ possa essere una persona bisognosa d’aiuto a causa

della sua limitata capacità di guadagno a seguito dell’infermità per cui

beneficia di una rendita d’invalidità. Tuttavia, per poter beneficiare della

deduzione per persona bisognosa a carico, i ricorrenti avrebbero dovuto

dimostrare, portando le pezze giustificative necessarie, che il loro aiuto

corrispondeva almeno a fr. 5'700.‑ per l’IC e fr. 6'500.‑

per l’IFD. Agli atti non sono versati documenti che attestino e quantifichino

l’aiuto finanziario fornito dai genitori al figlio. Neanche quanto fornito dopo

l’udienza del 21 novembre 2022 viene in aiuto dei contribuenti. Lo “spillatico”

di fr. 300.‑ al mese, versato dai ricorrenti all’Istituto __________

non raggiunge l’importo minimo della deduzione. Pertanto, per gli anni fiscali

qui litigiosi, la deduzione per persona bisognosa a carico non può essere

concessa.

8.

In conclusione, per

quanto riguarda la censura relativa alla cessione del mantello giuridico, gli

atti sono ritornati all’autorità fiscale perché abbia a concludere i propri

accertamenti e ad emettere una nuova decisione motivata.

Per il periodo fiscale

2015, il ricorso è parzialmente accolto in quanto l’autorità di tassazione ha

omesso di aggiungere ai debiti della sostanza aziendale fr. 6'000.‑,

come stabilito dalla verifica fiscale (v. rapporto ispettorato nr. __________,

specchietto riassuntivo, p. 21). In questo senso, la decisione di tassazione IC

2015.

deve essere riformata e i “debiti della ditta individuale” devono

essere aumentati a fr. 51'000.‑.

Per il resto, i ricorsi

sono respinti.

La tassa di giustizia e le

spese di procedura sono poste a carico dei ricorrenti in ragione di un mezzo.

Non è riconosciuta alcuna

indennità per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. 1.1. Nella

misura in cui concerne la cessione del mantello giuridico della __________ SA, la

decisione su reclamo IC/IFD 2015 del 16 settembre 2020 è annullata e gli atti

sono retrocessi all’RS 1 perché, conclusi gli accertamenti dell’Ispettorato

fiscale e/o dell’UTPG, adotti una nuova decisione motivata.

1.2. Il

ricorso in materia di IC e IFD 2015 è parzialmente accolto.

§ Di

conseguenza, la decisione di tassazione IC/IFD 2015 dopo reclamo è riformata

nel senso che ai “debiti della ditta individuale” sono aggiunti

fr. 6'000.‑.

1.3. Per il resto, i

ricorsi sono respinti.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di giustizia

di fr. 3’500.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 500.–

per un totale di fr. 4’000.–

sono a carico dei

ricorrenti in ragione di un mezzo (fr. 2’000.‑).

3. Contro il presente giudizio

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,

entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

4. Intimazione a:

- __________;

- __________;

- __________;

- __________.

Copia per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: