Lexipedia

Decisione

80.2021.1

Condono: presupposti, stato di bisogno, calcolo del minimo vitale, contribuente che convive con figlio maggiorenne

30 agosto 2021Italiano19 min

condoni, postulando il condono delle imposte cantonali fr. 1'735.90 e comunali fr.

Source ti.ch

Incarti n.

80.2021.1

80.2021.2

Lugano

30 agosto 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Mauro Mini, Raffaele

Guffi

segretaria

Mara

Regazzoni

parti

RI

1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 29 dicembre 2020 contro la decisione del 27 novembre 2021 in materia di condono

dell’imposta cantonale (IC) e dell’imposta comunale 2018.

Fatti

Fatti

RI 1 A. 24 giugno/11 agosto

2020, tramite formulario ufficiale, RI 1 si rivolgeva all’Ufficio esazione e

condoni, postulando il condono delle imposte cantonali fr. 1'735.90 e comunali fr.

1'635.05 2018 per complessivi fr. 3'372.95. A sostegno della sua domanda, la

contribuente dichiarava una difficoltà finanziaria e la presa a carico della

figlia __________ che aveva perso il lavoro e si ritrovava senza attività

lucrativa.

B. L’RS 1, con decisione

del 22 ottobre 2020 respingeva la domanda. Argomentava anzitutto che le spese

correnti mensili si attestavano a fr. 3'088.-, poiché le spese di sostentamento

della figlia maggiorenne non potevano essere ammesse, mentre le entrate

ammontavano a fr. 3'696.-. Motivo per cui la disponibilità mensile di RI 1 era

pari a fr. 608.-. Osservava inoltre che, nonostante il disagio affermato, la

contribuente in data 17 dicembre 2019 aveva immatricolato una vettura __________,

per la quale pagava un leasing mensile di fr. 290.-. Ad ogni modo anche il

preavviso municipale del 18 agosto 2020 era negativo per un condono

sull’imposta comunale 2018. Di conseguenza, in considerazione della

disponibilità mensile non si ravvisavano le condizioni previste dal legislatore

per il condono dell’imposta.

C. In data 18 novembre

2020 la contribuente interponeva reclamo contro la decisione citata. La ricorrente

sottolineava di essersi presa a carico la figlia maggiorenne e di aiutare

finanziariamente il padre che vive in __________. Inoltre, spiegava che

l’acquisto di un veicolo a leasing era necessario in quanto quello precedente

si era rotto e, visto il suo stato di salute (dolori fisici), aveva la

necessità di restare autonoma. Sosteneva infine di avere diversi debiti, che negli

anni si erano moltiplicati, e di necessitare di un’operazione medica e di

alcune cure dentarie.

D. Con

decisione del 27 novembre 2020, l’Ufficio esazione e condoni respingeva il

reclamo. Nella motivazione l’autorità confermava la disponibilità mensile dalla

ricorrente, la quale si attestava a fr. 608.-, quale differenza tra le entrate

e spese correnti mensili. Di conseguenza, la contribuente poteva far fronte al

pagamento delle imposte ancora scoperte senza cadere in una situazione di “disagio”.

Infatti le sue entrate e uscite venivano così commisurate:

Entrate

rendita AI

fr.

1'866.-

alimenti versati dall’ex marito

fr.

1'830.-

Totale

fr.

3'696.-

Spese

importo base mensile

fr.

1’200.-

affitto

fr.

1’200.-

oneri sociali (AVS, AI, IPG)

fr.

108.-

cassa malati

fr.

475.-

spese mediche

fr.

105.-

Totale

fr.

3'088.-

Sottolineava

inoltre che, tenuto conto della situazione, la pigione era stata riconosciuta

interamente a carico della contribuente nonostante la figlia maggiorenne fosse

tenuta a partecipare alle spese dell’economia domestica. Rilevava infine che,

dalla dichiarazione d’imposta 2018, la ricorrente risultava possedere fr.

18'958.- in fondi d’investimento strategici presso __________ e che a suo nome

risultava immatricolata una __________ del valore di fr. 34'240.-, per la quale

pagava un leasing mensile di fr. 290.-.

E. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 insorge contro la decisione su

reclamo del 27 novembre 2020. A sostegno della sua domanda la contribuente

sottolinea che si trova in una situazione economica molto difficile e che, a

seguito della pandemia da Covid-19, non riesce più a provvedere ad un pagamento

regolare delle imposte, anche in considerazione del fatto che la figlia ha

perso il lavoro e ora vive a casa con lei avendo intrapreso una nuova

formazione professionale e non svolgendo più alcuna attività lucrativa. In

aggiunta, sostiene di dover far fronte ad un intervento dentale costoso e che i

soldi rimasti sul suo conto deposito le serviranno per urgenze sanitarie. A

dire della ricorrente potrebbe infine avere un’ulteriore fattura da pagare pari

a fr. 13.000.- quale spesa per una nota d’onorario del proprio avvocato per la pratica

del divorzio.

F. Con osservazioni del

5 gennaio 2021, l’Ufficio esazione e condoni chiede che il ricorso venga

respinto. Sostanzialmente si riconferma nelle precedenti motivazioni e meglio

quelle contenute dapprima nella decisione di diniego del condono e in seguito

in quella su reclamo.

Con le proprie

osservazioni del 12/14 gennaio 2021, il Municipio del Comune di __________ propone

a sua volta di respingere il ricorso.

Con scritto 15/18

gennaio 2021 la ricorrente inoltra alla presente Camera un calcolo della

disponibilità mensile “attuale” e diversi documenti tra cui spese

mensili/annuali relative agli anni 2019-2021, un precetto esecutivo notificatole

nel corso del 2009, un estratto patrimoniale del 16 dicembre 2020, un estratto

dei movimenti di conto per l’anno 2020/21, un preventivo del dentista del 12

gennaio 2021 nonché una fattura per sedute di psicoterapia della figlia __________

del 7 gennaio 2021.

Diritto

1. 1.1.

A

far tempo dal 1.1.2016 è entrata in vigore la Legge federale sul condono

dell’imposta (RU 2015 9). Scopo principale di questa legge è la delega

integrale ai Cantoni della competenza di giudicare le domande di condono

dell’imposta federale diretta. Con la Legge federale concernente il condono

dell’imposta, i Cantoni diventano gli unici responsabili per l’esame di (tutte)

le domande di condono concernenti l’imposta federale diretta. Con questa nuova

legge sono state modificate alcune disposizioni dell’Ordinanza sul condono

d’imposta (RS 642.121). Sono state inserite nella Legge sull’imposta federale

diretta (LIFD, RS 642.11) delle disposizioni che prima si trovavano

nell’ordinanza, per esempio per ciò che attiene ad alcuni motivi di diniego del

condono dell’imposta elencati nel nuovo art. 167a LIFD, come anche le cause

concernenti la situazione di bisogno, così come i diritti e gli obblighi

procedurali del richiedente (art. 167d LIFD) (Vorpe,

Novità legislative nel campo del diritto tributario, RtiD II-2015, p. 515 ss.).

L’autorità competente a

statuire sulle domande di condono in materia d’imposte cantonali (art. 22 cpv.

1 RLT) e d’imposte federale dirette (cfr. art. 167b LIFD e art. 8 cpv. 1

dell’Ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono

dell’imposta federale diretta, RS 642.121; art. 4 cpv. 5 del Regolamento di

applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 642.150) è

l’Ufficio esazione e condoni.

1.2.

Dal 1° gennaio 2009, in

virtù della nuova garanzia della via giudiziaria prevista dall’art. 29a

Cost. fed., le decisioni dell’UEC sono impugnabili dinanzi a questa Camera

(art. 246 cpv. 3 LT e 5a del Regolamento di applicazione della Legge federale

sull’imposta federale diretta, rispettivamente art. 167g LIFD).

Considerandi

2.

2.1.

Secondo l’art. 246 LT, di

uguale tenore dell’art. 167 LIFD, al contribuente caduto nel bisogno, per il

quale il pagamento dell’imposta, dell’interesse o della multa per

contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi dovuti possono essere

interamente o parzialmente condonati.

Il condono è la

definitiva rinuncia dello Stato a percepire un tributo secondo il diritto

vigente (Beusch, Der Untergang der

Steuerforderung, Zurigo 2012, p. 188). Le ragioni di una simile rinuncia – che

provoca l’estinzione di un credito fiscale spettante alla collettività pubblica

– vanno essenzialmente ricercate nella “persona” del debitore, segnatamente

nelle sue difficili condizioni personali e/o economiche, di cui non si è

necessariamente tenuto conto nella procedura di tassazione. I motivi ultimi che

reggono l’istituto del condono possono essere considerati di natura

umanitaria, socio-politica oppure finanziaria. In definitiva, esso viene

concesso perché si ritiene che l’esistenza economica di un contribuente debba

essere per quanto possibile preservata (decisione TAF n. A-2250/2007 dell’11

marzo 2009).

2.2

Il condono non va tuttavia

confuso con un cosiddetto “atto di grazia” al di sopra della legge. Al fine di

garantire la parità di trattamento, secondo l’art. 8 Cost. fed., esso deve anzi

rimanere l’eccezione ed essere accordato solo in presenza di precisi

presupposti (Beusch, op. cit., n.

6.

ad art. 167 LIFD, p. 603; Filippini/

Mondada, Il condono fiscale nelle dirette: un “diritto”

giustiziabile alla luce dell’art. 29a della Costituzione federale, in: RtiD

I-2008, p. 468).

In base al testo degli

art. 246 LT e 167 LIFD, ne occorrono due cumulativi:

·

L’esistenza di una situazione di bisogno;

·

e conseguenze oltremodo gravose dovute al pagamento del debito

fiscale.

Tali concetti sono

precisati dall’Ordinanza federale (RS 642.121), cui rinvia anche l’art. 22 cpv.

2.

del Regolamento della Legge tributaria ticinese (RLT).

3.

3.1.

3.1.1

Come già ricordato,

secondo l’art. 246 cpv. 1 LT, su domanda del contribuente caduto nel bisogno,

per il quale il pagamento dell’imposta, dell’interesse o della multa per

contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi dovuti possono essere

in tutto o in parte condonati; ciò poiché appunto il condono dell’imposta ha lo

scopo di contribuire al risanamento duraturo della situazione economica del

contribuente e deve profittare al contribuente stesso e non ai suoi creditori.

3.1.2

L’art. 2 cpv. 1

dell’Ordinanza sul condono dell’imposta stabilisce in quali casi si

possa considerare che una persona fisica sia caduta nel bisogno (art. 167 cpv.

1.

LIFD) e meglio:

·

quando le sue risorse finanziarie non bastano a garantire il

minimo esistenziale secondo il diritto in materia di esecuzione e fallimento (lett.

a);

·

quando l’intero importo dovuto è sproporzionato rispetto alla sua

capacità finanziaria (lett. b).

Secondo il capoverso 2

dell’art. 2 dell’Ordinanza, esiste una situazione di bisogno quando l’intero

importo dovuto dal contribuente è sproporzionato rispetto alla sua capacità

finanziaria e, per le persone fisiche, si ha sproporzione segnatamente quando

il debito fiscale, nonostante la riduzione del tenore di vita al minimo

d’esistenza, non può essere estinto completamente entro un termine ragionevole,

cioè quando il pagamento dell’imposta – a meno di privazioni eccessive da parte

del contribuente – non sia possibile (Curchod,

in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi fédérale sur l’impôt fédéral

direct, 2a ediz., Basilea 2017, ad art. 167 LIFD, p.

1912-1913).

3.2

All’art. 3 dell’Ordinanza

sul condono dell’imposta sono indicate le cause di bisogno per le

persone fisiche (la lista non è esaustiva). In particolare, vengono considerate

come cause che possono condurre una persona fisica a una situazione di bisogno

(art. 3 cpv. 1 dell’Ordinanza):

- un

peggioramento essenziale e persistente della sua situazione economica a contare

dal periodo fiscale oggetto della domanda di condono dovuto a: oneri

straordinari per il mantenimento della famiglia od obblighi di mantenimento

(art. 3 cpv. 1 lett. a cifra 1);

- costi

elevati a seguito di malattia, infortunio o cura non sopportati da terzi (art.

3.

cpv. 1 lett. a cifra 2);

- un

lungo periodo di disoccupazione (art. 3 cpv. 1 lett. a cifra 3);

- un

forte indebitamento dovuto a spese straordinarie che sono in relazione con la

situazione personale e delle quali la persona non è responsabile (art. 3 cpv. 1

lett. b).

3.3

Il capoverso 2 dell’art. 3

dell’Ordinanza precisa che, se la situazione di bisogno è imputabile ad altre

cause, l’autorità di condono non può rinunciare alle legittime

pretese della Confederazione a vantaggio di altri creditori. Se altri creditori

rinunciano totalmente o parzialmente ai loro crediti, può essere accordato

un condono nella stessa proporzione percentuale, sempre che questo

contribuisca al risanamento duraturo della situazione economica della persona

(art. 167 cpv. 2 LIFD).

In particolare, sono

considerate altre cause le fideiussioni (lett. a), gli elevati pegni immobiliari

(lett. b), i debiti del piccolo credito dovuti a un tenore di vita

elevato (lett. c) e considerevoli perdite commerciali o di capitale per

le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente, se ciò mette in

pericolo l’esistenza economica della persona e i posti di lavoro (lett. d).

Secondo il capoverso 3

dell’art. 3 dell’Ordinanza, nemmeno le perdite di reddito e le spese che sono

già state prese in considerazione all’atto della tassazione o del calcolo

dell’imposta non sono riconosciute come cause.

3.4

3.4.1

Per quanto attiene i

motivi di diniego del condono, essi sono stabiliti all’art. 167a

LIFD.

Segnatamente, il condono dell’imposta

può essere negato in tutto o in parte se il contribuente:

a. ha

violato gravemente o reiteratamente i suoi obblighi nella procedura di

tassazione rendendo in tal modo impossibile la valutazione della sua situazione

finanziaria nel periodo fiscale in questione;

b. a

partire dal periodo fiscale cui si riferisce la domanda di condono non ha

costituito riserve nonostante ne avesse i mezzi;

c. alla

scadenza del credito fiscale non ha eseguito pagamenti nonostante ne avesse i

mezzi;

d. ha

causato la propria incapacità contributiva rinunciando volontariamente, senza

motivi importanti, a redditi o beni, conducendo un tenore di vita eccessivo o

tenendo un analogo comportamento imprudente o gravemente negligente;

e. durante

il periodo oggetto della valutazione ha privilegiato altri creditori.

3.4.2

In questi ultimi anni, si

è sviluppata una prassi in questo settore che potrebbe essere riassunta con la

nozione di «meritevole di condono» (sentenza TF 2D_54/2011 del 16.2.2012

consid. 3.4.).

Con l’enumerazione non

esaustiva di comportamenti che rendono il contribuente immeritevole del condono

dell’imposta, questa prassi è sancita a livello di legge. Affinché il condono sia

concesso, il richiedente deve quindi esporre la sua situazione economica

presente e passata e dimostrare di non avere tenuto comportamenti contrari

all’interesse generale (Messaggio concernente la legge sul condono dell’imposta,

nr. 13.087 del 23.10.2013, p. 7252-7253).

3.5

Quando, nonostante la

riduzione del tenore di vita al minimo d’esistenza, il debito fiscale non può

essere completamente estinto entro un termine ragionevole, non è soltanto

adempiuta la condizione del bisogno, ma anche quella del grave rigore (Beusch, op. cit., n. 18 ad art. 167

LIFD, p. 608; Richner/Frei/

Kaufmann/ Meuter, Handkommentar zum DBG, 3ª ediz., Zurigo 2009, n. 20 ad

art. 167 LIFD, p. 1664). Le due condizioni non possono essere definite

separatamente l’una dall’altra, sovrapponendosi in larga misura. A differenza

della situazione di bisogno, la seconda condizione del grave rigore non si

sofferma tuttavia sulla sola situazione economica del debitore, ma prende

in considerazione anche altre circostanze, e, in particolare, ragioni di equità

(decisione TAF n. A-7824/2008 del 15 novembre 2010).

Conseguenze oltremodo

gravose possono risultare, per esempio, dal continuo e costante deterioramento

della situazione economica del contribuente oppure dalle stesse cause che

conducono ad una situazione di bisogno: un lungo periodo di

disoccupazione, elevati oneri familiari, una prolungata malattia oppure ancora

un grave incidente (decisioni TAF n. A-32324/2011 del 23 aprile 2012, n.

A-6866/2008 del 2 marzo 2011, n. A-6466/2008 del 1° giugno 2010).

3.6

Secondo l’art. 10

dell’Ordinanza (RS 642.121) l’autorità di condono decide in merito

alla domanda di condono tenendo conto di tutti i fatti essenziali

necessari alla valutazione delle condizioni e dei motivi di diniego, in

particolare:

a. dell’intera

situazione economica del richiedente al momento della decisione;

b. dell’evoluzione

a partire dal periodo fiscale a cui si riferisce la domanda;

c. delle

prospettive economiche del richiedente;

d. delle

misure adottate dal richiedente finalizzare al miglioramento della sua capacità

economica.

4.

4.1.

Venendo al caso in esame, il

calcolo intrapreso dall’RS 1, per stabilire la disponibilità mensile della

ricorrente, appare fin troppo prudenziale.

4.2

Infatti, la Circolare n.

35/2009 del 20 agosto 2009 della Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello sulle modalità di calcolo del minimo d’esistenza agli effetti

del diritto esecutivo in conformità dell’art. 93 LEF dispone che, se due

persone che vivono in comunione domestica senza figli dispongono entrambe di un

reddito, si deve applicare l’importo base per coniugi ridotto di regola (ma al

massimo) della metà (DTF 130 III 756 segg.).

Nella fattispecie,

l’importo base mensile di riferimento non dovrebbe essere quello per il

debitore che vive da solo bensì la metà di quello per coniugi, per due persone

che vivono in regime di unione domestica registrata o per una coppia con figli

pari a fr. 1'700.-. L’importo da considerare ammonterebbe pertanto a fr. 850.-

(fr. 1'700.- / 2) e non a fr. 1'200.- (importo base mensile per debitore che

vivo da solo).

4.3

Anche il calcolo relativo

al costo delle spese per la pigione è discutibile, in quanto la Circolare n.

35/2009 prevede che, in caso di comunione domestica anche con figli maggiorenni

che vivono nell’economia domestica del debitore e che dispongono di un proprio

reddito da lavoro, le spese d’abitazione quali canone locatizio e riscaldamento

devono essere equamente ripartite. Nel caso in esame, quindi, le spese della

pigione pari a fr. 1'200.- devono essere suddivise a metà fra la contribuente e

la figlia __________, con la conseguenza che alla contribuente potrebbe essere

riconosciuto unicamente un importo pari a fr. 600.- quale costo per l’alloggio.

Visto e considerato che la

figlia della ricorrente vive presso di lei, si giustifica una riduzione delle

spese mensili con riferimento alla contribuente. Come meglio si dirà in

seguito, d’altra parte, l’insorgente non comprova in alcun modo che la figlia

dipenda dal sostegno finanziario della madre per provvedere al proprio

sostentamento.

4.4

Tenendo

conto delle modifiche indicate, la disponibilità mensile dovrebbe ammontare a fr.

1'558.- e non già fr. 608.-, e meglio:

Entrate

rendita AI

fr.

1'866.-

alimenti versati dall’ex marito

fr.

1'830.-

Totale

fr.

3'696.-

Spese

importo base mensile

fr.

850.-

affitto

fr.

600.-

oneri sociali (AVS, AI, IPG)

fr.

108.-

cassa malati

fr.

475.-

spese mediche

fr.

105.-

Totale

fr.

2'138.-

5.

5.1.

Ad

ogni modo, pur volendo ammettere una disponibilità mensile pari a fr. 608.-,

così come definita dall’UEC, il ricorso non potrebbe ugualmente trovare

accoglimento, essendo la stessa sicuramente sufficiente per far fronte al

pagamento del debito fiscale senza cadere in conseguenze gravose.

Ciò si giustifica a

maggior ragione se si considerano la possibilità di pagamento rateale (cfr.

art. 245 cpv. 1 LT) e la disponibilità dei capitali della contribuente presso __________.

Dagli atti risulta infatti che nel corso del 2018 la ricorrente possedeva fr.

18'958.- in fondi d’investimento strategici. Gli stessi possono pertanto essere

utilizzati per far fronte al pagamento delle imposte.

5.2

Neppure il nuovo calcolo e

la relativa documentazione, prodotti dalla ricorrente il 15 gennaio 2021,

conducono a diverse conclusioni.

In particolare, le spese

legate all’automobile (rate leasing, imposta di circolazione, assicurazione)

presuppongono che ne sia provata la necessità, cosa che tuttavia la ricorrente

non ha fatto. È comunque difficilmente compatibile con la sua pretesa di non

poter saldare i debiti fiscali il fatto che, proprio nel dicembre del 2019

abbia acquistato, mediante un contratto leasing, un veicolo nuovo del valore di

fr. 34'240.–.

Per quanto concerne poi il

sostegno che presterebbe alla figlia, che avrebbe perso il lavoro a causa della

pandemia, e al padre, residente in __________, anche in questo caso manca

qualsiasi prova sia dello stato di bisogno dei pretesi beneficiari delle sue

prestazioni sia dell’effettivo contributo da lei prestato. Per quanto concerne

in particolar modo la figlia, la contribuente si limita ad affermare che

quest’ultima avrebbe perso il lavoro di insegnante di danza e che avrebbe

intrapreso “un’altra formazione”. Quale formazione avesse e quale sia quella

nuova che la figlia avrebbe intrapreso tuttavia non viene né illustrato né

documentato. D’altra parte, non è noto se la figlia abbia beneficiato di

prestazioni di assicurazioni sociali (p. es. assicurazione contro la

disoccupazione) o di contributi o sussidi pubblici (p. es. indennità di perdita

di guadagno per coronavirus).

Le rimanenti spese, cui la

ricorrente ha fatto riferimento nel suo scritto (dentista, medici, avvocati),

sono infine puramente ipotetiche. Per i denti, ha prodotto unicamente un

preventivo; per una non meglio precisata “altra operazione”, si limita ad annunciare

un ulteriore preventivo; per quanto concerne le spese legali (legate al

divorzio, avvenuto nel 2008) rileva lei stessa che “è ancora da definire chi

dovrà occuparsi del pagamento” fra lei e l’ex marito.

6.

In considerazione di

quanto precede, la decisione dell’Ufficio esazione e condoni di non accogliere

l’istanza volta a ottenere il condono delle imposte cantonale e comunale 2018 è

giustificata, motivo per cui, il ricorso deve essere respinto. Non si ravvisa,

infatti, alcuna situazione di bisogno e la ricorrente avrebbe certamente potuto

far fronte al debito fiscale senza alcuna gravosa conseguenza.

7.

7.1.

Di conseguenza il ricorso

è respinto. La tassa di giustizia e le spese sono a carico della ricorrente,

soccombente. Le stesse sono comunque ridotte per agevolare la stessa nel

pagamento dei debiti d’imposta.

7.2

Ai sensi dell'art. 83

lett. m della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF; RS

173.110), nella versione in vigore dal 1.1.2016, il ricorso in materia di diritto

pubblico è inammissibile contro le decisioni concernenti il condono o la

dilazione del pagamento di tributi; in deroga alla presente disposizione, il

ricorso è ammissibile contro le decisioni concernenti il condono dell'imposta

federale diretta o dell'imposta cantonale o comunale sul reddito e sull'utile

se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta

per altri motivi di un caso particolarmente importante.

Conformemente all'art. 42

cpv. 2 seconda frase LTF (nella versione in vigore dal 1° gennaio 2016),

qualora il ricorso sia ammissibile soltanto se concerne una questione di

diritto di importanza fondamentale o un caso particolarmente importante per

altri motivi, occorre spiegare perché la causa adempie siffatta condizione.

Dispositivo

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 500.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 580.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presente giudizio

il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile se concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi

di un caso particolarmente importante (art. 83 lett. m LTF).

4. Intimazione a:

-

1. Divisione delle

contribuzioni Ufficio giuridico, viale S. Franscini 6,

6500 Bellinzona

2. Amm. federale delle

contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65, 3003 Berna

3. Municipio di

Cadenazzo, Carà 2, 6593 Cadenazzo

Copia per conoscenza:

-

Municipio di .

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: