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Decisione

80.2021.167

Procedura: tassazione d’ufficio, reclamo generico, irricevibile, valutazione dei redditi non manifestamente eccessiva

4 febbraio 2022Italiano17 min

allega un “certificato situazione reddituale” dell’Agenzia delle Entrate di __________,

Source ti.ch

Incarti n.

80.2021.167

80.2021.168

Lugano

4 febbraio 2022

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretaria

Sabina

Ghidossi, vicecancelliera

parti

RI

1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 6 luglio 2021 contro le decisioni del 9 giugno 2021 in materia di IC e IFD

2018.

Fatti

Fatti

A. Il 16 luglio 2019,

non avendo il contribuente RI 1 presentato la dichiarazione d’imposta per le

persone fisiche IC/IFD 2018, nonostante un richiamo ed una diffida, l’RS 1 (di

seguito: UT) infliggeva al contribuente una multa disciplinare di fr. 600.- e

lo diffidava nuovamente a presentare la dichiarazione d’imposta entro 20

giorni, avvertendolo che, decorso infruttuoso il termine, avrebbe proceduto con

una tassazione d’ufficio.

B. Il 20 novembre 2019,

non avendo il contribuente presentato la propria dichiarazione di imposta entro

il termine impartito dall’autorità fiscale, l’autorità di tassazione procedeva

con una tassazione d’ufficio.

Per l’imposta cantonale e

per l’imposta federale diretta, il reddito imponibile complessivo era stato

stabilito in fr. 67'300.- (determinante per l’aliquota: fr. 311'700.-). In

particolare, l’UT aveva stimato il reddito da attività indipendente principale

del contribuente in fr. 50'000.-, aggiunto fr. 22'000.- quali “affitti

incassati” e fr. 250'000.- quali “altri redditi”. L’autorità fiscale concedeva

poi in deduzione fr. 4'400.- a titolo di “spese di gestione e manutenzione

immobili” e fr. 5'891.- quali “interessi passivi privati”.

Per la sola imposta

cantonale, l’UT aveva stimato una sostanza imponibile complessiva di fr.

113'000.- (determinante per l’aliquota: fr. 2'899'000.-) composta da fr.

3'000'000 quali “altri elementi sostanza mobiliare” e da fr. 123'934.- quali

“sostanza immobiliare”. Dalla sostanza lorda, l’UT ammetteva in deduzione fr.

224'400.- quali “debiti privati”.

C. Contro le suddette

decisioni, il 19 dicembre 2019, il contribuente presentava reclamo, contestando

l’accertamento relativo alla sostanza immobiliare e ai redditi.

D. Con scritto del 24

marzo 2021, l’autorità fiscale – alfine di evadere il reclamo presentato –

formulava la seguente richiesta di documentazione:

§ “Copie delle decisioni di tassazione emesse dallo

Stato di domicilio (Italia) per i periodi fiscali oggetto di reclamo;

§

Bilanci d’apertura e di chiusura e

conti d’esercizio dettagliati relativi agli anni 2018 per l’attività

indipendente;

§

Dettaglio della cifra d’affari

conseguita per i periodi fiscali oggetto di reclamo (con le relative fatture);

§

Estratto preciso e dettagliato dei

premi pagati all’AVS per i [periodi] oggetto di reclamo;

§

Copia del contratto d’affitto

valido per i periodi fiscali oggetto di reclamo, stipulato per la sua

abitazione a Uggiate-Trevano; qualora occupasse un immobile di proprietà,

allegare le relative visure catastali, nonché il contratto d’acquisto e

l’indicazione (supportata dai relativi giustificativi) del metodo di

finanziamento;

Elenco completo di tutta la sostanza mobiliare e immobiliare a lei intestata

ovunque nel mondo, con copia dei relativi giustificativi”.

L’autorità di tassazione

assegnava al contribuente un termine scadente il 7 aprile 2021 per produrre i

documenti richiesti, avvertendolo che in caso di inosservanza dell’invito,

sarebbe venuta meno la comprova della manifesta inesattezza della tassazione

d’ufficio e il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

E. Il 9 giugno 2021,

l’UT emetteva le decisioni di tassazione dopo reclamo, dichiarando il reclamo

presentato dal contribuente irricevibile, non avendo il signor RI 1 dato

seguito alla richiesta dell’autorità fiscale del 24 marzo 2021.

F. Con tempestivo

ricorso del 6 luglio 2021, il contribuente insorge contro le decisioni del 9

giugno 2021 davanti alla Camera di diritto tributario. L’insorgente chiede di

correggere le decisioni di tassazione per l’anno 2018. Il contribuente censura

l’accertamento relativo al reddito, che corrisponderebbe a fr. 36'000.- lordi.

Il signor RI 1 afferma poi che nel 2018 avrebbe incassato fr. 6'000.- a titolo

di pigioni ma anche che non sarebbe ancora riuscito “ad incassare gli

affitti arretrati per i 6 mesi da ottobre 2017 a marzo 2018, n[é] le spese di

vari precetti […], come le tasse di acqua e della fognatura […] e la fattura

sistemazione casa per i danni causati”.

Infine, il ricorrente

allega un “certificato situazione reddituale” dell’Agenzia delle Entrate di __________,

dal quale risulta che per l’anno 2018 “non è stata presentata la

dichiarazione dei redditi e dai dati attualmente in nostro possesso non risulta

aver percepito redditi in Italia”.

G. Il 14 luglio 2021,

l’UT presenta le proprie osservazioni al ricorso del signor RI 1. In

particolare, l’autorità di tassazione evidenzia che “con il reclamo il

contribuente non presenta una dichiarazione d’imposta ma soltanto una lettera

senza giustificativi” e che nonostante la possibilità data di sanare il

vizio di forma, il ricorrente non ha prodotto quanto richiesto. Pertanto, l’UT

chiede di respingere il ricorso.

Diritto

1. 1.1.

La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale

contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel

merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa

deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero

tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e

presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione

dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del

contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata

pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione

per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la

decisione di irricevibilità.

1.2.

Nel caso in esame, le decisioni impugnate hanno dichiarato irricevibile

il reclamo, difettandone i requisiti di legge. Di conseguenza, questa Camera si

limiterà a verificare se sia legittima la decisione dell’autorità fiscale d’irricevibilità

del reclamo interposto dal contribuente contro la tassazione d’ufficio e non

procederà ad alcun esame del merito.

Considerandi

2.

2.1.

Secondo

l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di

tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base ad una valutazione

coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi

obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il

motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato ed indicare

eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT), per cui vi è un’inversione

dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della

propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è

manifestamente inesatta (cfr. ad esempio sentenza del TF 2C_435/2017 del 18

febbraio 2019, consid. 2.1.).

2.2

Giurisprudenza

e dottrina sono unanimi nel riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione

d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai

suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti

attendibili sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata (cfr. ad

esempio sentenze del TF n. 2A.426/2004 del 23 novembre 2004 e n. 2A.442/2001

del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel/Hunziker,

in: Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte

Bundessteuer [DBG], 3a ediz., Basilea 2017, n. 30 ad art. 130

LIFD).

L’autorità

fiscale deve agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo co-scienza

professionale, conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono

sempre essere considerati in procedimenti del genere, principalmente allo scopo

di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 372). Detto altrimenti, il contribuente

deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più

vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (art. 126 LIFD risp. art.

200.

LT; Zweifel/Hunziker, op.

cit., n. 46 ad

art. 130 LIFD).

2.3

Contro

la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto

all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206

cpv. 1 LT). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata

d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il

reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv.

3.

LT).

Le

norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della

“manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che

il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del

reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della

tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in

mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (cfr. sentenza

del TF n. 2C_404/2019 del 29 gennaio 2020, consid. 2.3. con riferimenti

giurisprudenziali).

2.4

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza

può essere portata in due modi:

·

in primo luogo, il contribuente

può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito

alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento

degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata

viene rimpiazzata da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia

l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed

una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non

si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione

personale del contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere

completa e non può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;

·

in secondo luogo, il contribuente

può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr.

sentenza del TF n. 2C_6/2011 del 16 maggio 2011, consid. 3.1 e giurisprudenza

citata e n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

3.

3.1.

Nel caso in esame, il ricorrente è stato assoggettato ad una tassazione

d’ufficio per il periodo fiscale 2018 poiché non ha inoltrato la dichiarazione

d’imposta per l’anno controverso e ciò, nonostante il richiamo, la diffida e la

multa disciplinare.

Con il suo reclamo, il contribuente ha contestato, invero in maniera del

tutto generica, la tassazione d’ufficio operata dall’UT. Non ha né presentato

una dichiarazione d’imposta né prodotto alcuna documentazione in merito alla

propria situazione e ciò neppure dopo la richiesta di documentazione formulata

dall’autorità di tassazione il 24 marzo 2021.

3.2

Come già ricordato, una tassazione d’ufficio può essere impugnata solo

in caso di manifesta inesattezza. La prova dell’inesattezza, che compete al contribuente,

deve essere completa. Il reclamo deve essere presentato in modo tale da

consentire all’autorità fiscale di riconoscere senz’altro, in base alla

motivazione e ai mezzi di prova, se la tassazione d’ufficio è manifestamente

inesatta (cfr. per esempio sentenza del TF n. 2C_30/2017 del 10 maggio 2017,

consid. 2.2.2 e giurisprudenza citata).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, in caso di

reclamo contro una tassazione d’ufficio, l’obbligo dell’autorità fiscale di

procedere a indagini rinasce solo se l’incertezza sui fatti, da cui è scaturita

la tassazione d’ufficio, è stata superata per effetto dell’intervento del

contribuente (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_259/2021 del 30 novembre

2021, consid. 5.1.2.).

Nel caso in discussione, il contribuente, con il proprio reclamo, non ha

prodotto alcuna dichiarazione d’imposta né documentazione in merito alla propria

situazione. Pertanto, l’autorità di tassazione ha legittimamente mantenuto la tassazione

d’ufficio, non essendo adempiuti i presupposti per sostituirla con una

tassazione ordinaria.

3.3

La decisione impugnata, con cui l’UT ha dichiarato irricevibile il

reclamo del contribuente, si rivela pertanto legittima.

4.

4.1.

Stabilito che l’autorità

fiscale non poteva sostituire la tassazione d’ufficio con una ordinaria, a

causa dell’inosservanza degli obblighi procedurali da parte del contribuente,

resta ancora da verificare se la tassazione contestata non sia palesemente

eccessiva.

4.2

A questo proposito, il

Tribunale federale ha stabilito che possono essere censurati solo gravi errori

di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se

ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità

fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. sentenza del TF n. 2C_96/2019 del 19

settembre 2019, consid. 5.2.2. e giurisprudenza citata;

inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker,

Schweizerisches Steuerverfahrensrecht ‑ Direkte Steuern, 2a

ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 29; Fenners/Looser,

Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss.,

p. 38). Una tassazione d’ufficio non è manifestamente inesatta solo

quando la valutazione su cui si fonda è oggettivamente insostenibile o si basa

su elementi, metodi o strumenti di stima inadeguati, ma anche se si scosta a

tal punto dalla effettiva capacità contributiva e dalle altre circostanze da

essere manifestamente motivata da considerazioni penali o fiscali (cfr.

sentenza del TF n. 9C_329/2019 del 17 ottobre 2019, consid. 4.1 con riferimenti

alla sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017).

4.3

Anche quando intraprende

una tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale deve tener conto di tutti i fatti

conosciuti al momento della tassazione e, come nell’ambito di una tassazione

ordinaria, deve prendere in considerazione d’ufficio tutti i documenti di cui

dispone (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017 consid. 4.2.2

e giurisprudenza citata). Nella misura del possibile, l’autorità fiscale deve

tener conto degli elementi conosciuti di ogni singolo contribuente, in

particolare quelli forniti da terzi secondo gli obblighi di collaborazione

previsti dagli articoli 127 ss LIFD e articoli 201 ss LT. L’autorità può, se del

caso, procedere ad atti istruttori addizionali per poter stabilire gli elementi

necessari alla tassazione, che non sono contenuti nell’incarto fiscale, come ad

esempio richiedere un certificato di salario giusta l’art. 127 cpv. 2 LIFD. Non

si può tuttavia esigere che l’autorità fiscale proceda ad inchieste troppo

dettagliate, in particolar modo quando non dispone di elementi probatori (RDAF

2000.

II 41). Il ricorso al calcolo del dispendio o all’evoluzione della

situazione patrimoniale, come pure al tenore di vita sono ammissibili (Althaus-Houriet, in: Noël/Aubry Girardin

[a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz., Basilea 2017, n. 23 ad

art. 130 LIFD).

4.4

Non da ultimo, l’autorità

fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza peraltro essere

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli

elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica

debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica

per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter trarre vantaggio dalla

violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio sentenza del TF n.

2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con riferimenti

giurisprudenziali).

4.5

Dottrina e giurisprudenza

non si sono ancora espresse in modo inequivocabile in merito a come dovrebbe

procedere l’autorità di tassazione nel caso in cui un contribuente non adempia

ai propri obblighi fiscali per più anni.

Althaus-Houriet sostiene che l’autorità fiscale dovrebbe

sempre procedere ad altri atti istruttori, alfine di determinare una situazione

fiscale il più vicina possibile alla realtà dei fatti, ad esempio dovrebbe

convocare il contribuente personalmente (cfr. Althaus-Houriet,

op. cit., n. 26 ad

art. 130 LIFD). Nella sentenza n. 2C_679/2016 dell’11

luglio 2017, il Tribunale federale afferma che l’autorità di tassazione non è

tenuta ad effettuare ulteriori accertamenti, qualora si sia basata su dati

stabiliti in maniera certa negli anni precedenti, o qualora si sia discostata

in misura irrilevante da quest’ultimi (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016

dell’11 luglio 2017, consid. 5.2.1.).

4.6

4.6.1

Dagli

atti, trasmessi dall’Ufficio di tassazione alla Camera di diritto tributario, si

evince che gli importi sono stati stabiliti sulla base delle decisioni di

tassazione del periodo fiscale 2017 e meglio, come segue:

“Situazione Contribuente domiciliato in Italia

con attività indipendente a Lugano.

Decisione

Esposto 50'000.- come aziendale, su valutazione dati 2017. RAF computata in

ragione di 250'000.- (residuo dai 300'000.- della DT 2017, dedotto l’aziendale

2018.

esposto) e sostanza estera in ragione di 3'000'000.-, come da precedenti

DT. Debito ed interessi passivi computati come da DF 2017 presentata”.

Inoltre, si evidenzia che

la tassazione d’ufficio su reclamo è stata allestita dall’autorità fiscale dopo

che la stessa aveva formulato all’attenzione del contribuente, domiciliato in

Italia, una richiesta di documenti molto precisa, a cui il contribuente non ha

dato seguito (nemmeno in sede di ricorso).

4.6.2

Nonostante sembrerebbe che

l’UT abbia determinato gli elementi imponibili unicamente sulla base delle

decisioni di tassazione 2017, spetterebbe al contribuente provare che la

tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr. supra consid. 2.4.).

Ciò che il ricorrente, per i motivi che seguiranno, non ha fatto.

Nel proprio ricorso, il

signor RI 1 afferma che il suo reddito corrisponderebbe a fr. 36'000.- lordi. Tuttavia

l’importo da lui asserito non viene in alcun modo comprovato. Inoltre, il

contribuente ha pure affermato che “l’attestato AVS 2018” era stato

richiesto e che sarebbe stato prodotto non appena ricevuto. Ad oggi,

l’insorgente non ha prodotto alcun attestato. Pertanto, non ha dimostrato che l’importo

stabilito dall’autorità di tassazione sia stato fissato in modo arbitrario.

Inoltre, lo stesso

sostiene che “la casa di __________” non sarebbe stata locata a far tempo dal

mese di settembre 2017 a quello del 2018 e ciò, poiché i precedenti inquilini avrebbero

lasciato l’appartamento nel settembre 2017. Tuttavia egli avrebbe potuto

incassare i canoni locativi per i mesi da settembre 2017 a marzo 2018, ritenuto

che la prima disdetta possibile sarebbe stata per il 31 marzo 2018. Ciò

nonostante, il ricorrente allega al proprio ricorso i precetti esecutivi

indirizzati ai vecchi conduttori ed inerenti ai canoni ancora scoperti. Tali

documenti non sono atti a comprovare il mancato incasso dei canoni locativi. Infatti,

non è dato sapere il prosieguo della procedura esecutiva e il ricorrente non

allega il contratto di locazione con i nuovi inquilini, che avrebbe potuto

iniziare anche prima dell’ottobre 2018. Anche qualora si volesse ritenere

l’idoneità dei documenti prodotti a comprovare l’effettivo incasso delle

pigioni nel 2018, si rileva che tali documenti non erano in possesso

dell’autorità di tassazione al momento in cui ha emesso la tassazione d’ufficio

e non si poteva nemmeno pretendere che effettuasse ulteriori indagini in tal

senso e ciò, in mancanza di altri elementi probatori. L’autorità di tassazione

non ha quindi stabilito il valore “affitti” in modo manifestamente inesatto.

Infatti, la valutazione su cui si fonda non è oggettivamente insostenibile, non

si basa su elementi, metodi o strumenti di stima inadeguati e non è dettata da

considerazioni penali o fiscali.

Infine, nemmeno l’attestazione

dell’Agenzia delle entrate di __________, prodotta dal ricorrente, è atta a

dimostrare che le decisioni di tassazione dell’UT siano palesemente eccessive.

Infatti, il documento indica solo che il ricorrente non ha presentato nemmeno

in Italia una dichiarazione dei redditi e che dai dati in possesso dell’Agenzia

delle entrate non risulta che il ricorrente abbia percepito redditi in Italia.

Tali affermazioni, oltre a non dimostrare che il contribuente non abbia

effettivamente percepito un reddito in Italia, non provano che l’insorgente non

abbia avuto altre entrate in altri Paesi. Motivo per il quale, non si può

ritenere per certo che lo stesso non abbia conseguito alcun reddito all’estero.

A titolo puramente abbondanziale, si rileva che il documento è stato allestito

nel febbraio 2021, ovvero prima che l’autorità di tassazione emanasse le

decisioni su reclamo. Il contribuente avrebbe quindi potuto trasmetterlo prima

all’UT, così che quest’ultimo potesse, se del caso, effettuare ulteriori

indagini.

4.6.3

Alla luce di quanto appena

esposto, non si può ritenere che la tassazione per apprezzamento effettuata

dall’autorità fiscale sia manifestamente inesatta ed eccessiva. L’UT non ha

infatti né trascurato né valutato in modo erroneo aspetti essenziali, né

tantomeno è incorsa in errori palesi.

5.

Il ricorso è

conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono poste a

carico del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli artt. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 1’900.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 2’000.–

sono a carico del

ricorrente, che le ha già anticipate.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: