80.2021.276
Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, genitori che mantengono una figlia maggiorenne che non lavora e non ha incapacità di guadagno
1 febbraio 2022Italiano9 min
aprile 2021. Per quanto qui di interesse, i contribuenti facevano valere fr. 15’000.-
Source ti.ch
Incarti n.
80.2021.276
80.2021.277
Lugano
1 febbraio 2022
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretaria
Sabina
Ghidossi, vicecancelliera
parti
RI 1
RI 2
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 15 dicembre 2021 contro le decisioni del 24 novembre 2021 in materia di IC
e IFD 2020.
Fatti
Fatti
A. I coniugi RI 1 e RI 2
presentavano la propria dichiarazione d’imposta per l’anno fiscale 2020 il 27
aprile 2021. Per quanto qui di interesse, i contribuenti facevano valere fr. 15’000.-
a titolo di “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”, dovendo prendersi
cura della figlia __________.
B. Con decisioni di
tassazione IC/IFD 2020 del 22 settembre 2021, l’RS 1 (di seguito: UT) non
ammetteva la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”, difettando i
requisiti di legge.
C. Il 15 ottobre 2021, i
contribuenti presentavano tempestivo reclamo contro le decisioni di tassazione
IC/IFD 2020. Gli stessi contestavano la decisione dell’UT di non concedere la
“deduzione per ogni persona bisognosa a carico”, ritenendo “che l’anno 2020
non è stato un anno propizio per coloro che cercano di iniziare a lavorare o di
trovare nuovi lavori”, ma che tuttavia la loro figlia aveva postulato per “qualche”
lavoro, ma senza successo.
D. Con scritto del 15
ottobre 2021, l’autorità di tassazione illustrava ai contribuenti le condizioni
da adempiere per poter beneficiare della “deduzione per ogni persona bisognosa
a carico” e chiedeva loro di voler produrre – entro il 10 novembre 2021 – la
seguente documentazione:
§ “Vostre osservazioni rispetto a quanto adesso
indicato;
§
Il curriculum vitae della figlia;
§
La documentazione che dimostri
ineccepibilmente i seri sforzi messi in atto dalla figlia per la ricerca di un
impiego nel corso dell’anno”.
L’UT informava i
contribuenti che “in assenza di una risposta entro il termine assegnato, le
tassazioni base sono confermate, dovendosi ritenerla una vostra tacita rinuncia
al reclamo”.
E. L’8 novembre 2021, i
contribuenti informavano l’autorità di tassazione che la figlia avrebbe svolto
un’attività lavorativa a tempo pieno da giugno 2021 a settembre 2021 e che dal
mese di ottobre 2021 sarebbe stata in possesso di un contratto di lavoro a
tempo indeterminato, “ma a ore”.
I reclamanti sostenevano
poi che la figlia si sarebbe candidata, nel corso degli anni, per numerosi
posti di lavoro, ma con esito negativo. Gli insorgenti affermavano poi che la
stessa svolgeva un’attività non lucrativa “per tenersi attiva e dimostrare
le sue capacità”.
Per tali motivi,
chiedevano nuovamente la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”.
F. Con decisioni di
tassazione dopo reclamo del 24 novembre 2021, l’UT respingeva il reclamo
interposto dai contribuenti con la seguente motivazione:
“[…] Nel caso della figlia dei contribuenti si ha che
non consegue un reddito dell’attività lucrativa dal 2013, occupandosi
dell’attività di promotrice dell’evento che organizza e dirige sin dal 2012,
senza potersi pertanto ritenere che le conseguenze della pandemia COVID-19 a
tutti note abbiano effettivamente modificato la sua situazione reddituale.
D’altronde non sono stati dimostrati i seri sforzi da lei messi in atto per la
ricerca di un impiego negli anni. Non potendosi pertanto considerare come
adempiuto il requisito di bisogno oggettivo della figlia, la deduzione invocata
non è ammessa”.
G. Il 15 dicembre 2021,
i coniugi __________ insorgono contro le decisioni di tassazione dopo reclamo
davanti alla Camera di diritto tributario. I contribuenti chiedono che venga
concessa loro la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”. Gli stessi
infatti si prenderebbero cura della figlia (anno di nascita: 1983), la quale,
per l’anno fiscale sub judice, non avrebbe esercitato alcuna attività
lucrativa e non avrebbe avuto a disposizione alcun risparmio per far fronte al
proprio sostentamento.
H. Con osservazioni del
22 dicembre 2021, l’UT si riconferma nelle motivazioni esposte nelle decisioni
di tassazione dopo reclamo.
Diritto
1. 1.1.
Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede la deduzione di un importo da fr.
5'700.– a fr. 11'100.– al massimo dal reddito netto, per ogni persona residente
in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività
lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per
un importo di almeno fr. 5’700.–.
Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di fr. 6’500.– per ogni persona
totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui
sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno
l’importo della deduzione.
Le deduzioni sociali sono
stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (artt. 50 LT e 40
LIFD) o dell’assoggettamento (artt. 34 cpv. 3 e 35 cpv. 2 LIFD).
1.2.
Secondo
la lettera sia della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la
persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder
beschränkt erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6
LPGA, per cui costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale
o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che
sia riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio) di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività
abituale, rispettivamente - se di lunga durata - anche in mansioni esigibili in
un’altra professione o campo d’attività. La nozione è ripresa nel diritto delle
assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi (LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP).
Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve
essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità
congenita, malattia, infortunio o comunque, più in generale, di impedimenti di
ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più recente sono
invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per
esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola
che deve accudire i propri figli in tenera età (Baumgartner/Eichenberger,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über
die direkte Bundessteuer (DBG), 3a ediz., Basilea 2017, n. 23c ad
art. 35 LIFD; Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p.
195; sentenza della CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona
adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in
quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere
dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri
motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio sentenza della CDT n. 80.97.8 del
20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.3.
Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre sentenza della CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996
n. 11t).
Per stabilire se una
persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi,
occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla
tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti
del Tribunale d’appello (sentenza della CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995,
in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la
quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un
punto di vista soggettivo.
Considerandi
2.
Si ricorda che nella
procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità
fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano
l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che
concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e
121.
II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Per quanto concerne le spese
deducibili dal reddito imponibile, l’onere della prova è pertanto a carico del
contribuente (cfr. per esempio la sentenza del TF n. 2C_112/2014 del 15
settembre 2014 consid. 4.1 in fine). In merito ai fatti che concorrono ad escludere
o a ridurre il debito verso l’erario, il contribuente non li deve unicamente
affermare, bensì pure documentare (DTF 140 II 248 consid. 3.5.; sentenza del TF
n. 2C_871/2016 dell’11 luglio 2016).
3.
Tornando al caso in
esame, dagli atti non risulta, e del resto i ricorrenti nemmeno lo sostengono,
che nel periodo fiscale litigioso, la figlia sia stata in particolare limitata
nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia o
infortunio o, in maniera più generale, d’impedimenti di ordine fisico o
psichico. Infatti, gli insorgenti affermano che la figlia non avrebbe trovato
lavoro a causa della situazione pandemica, che avrebbe comportato una riduzione
delle offerte di lavoro. Tuttavia, come detto, l’assenza di lavoro in quanto
tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Non risulta peraltro che
l’interessata abbia chiesto l’indennità di disoccupazione.
Dando seguito alla
richiesta dell’Ufficio di tassazione, di documentare gli sforzi fatti per
trovare un impiego, i ricorrenti hanno affermato che la figlia, nel corso del
2020, “ha inoltrato tre concorsi d’assunzione con esito negativo. Due al
Municipio di __________ e uno alle aziende municipalizzate”. Tale
circostanza – oltre a comprovare nuovamente che la figlia non è limitata nella
sua capacità di guadagno nel senso delle norme in oggetto – non è neppure
idonea a provare l’assenza di lavoro sul mercato, essendo stata la ricerca
lavorativa alquanto limitata.
Né giustifica una diversa
conclusione l’affermazione degli insorgenti, secondo cui la figlia avrebbe
organizzato un festival per la divulgazione delle tradizioni del __________. La
scelta di dedicarsi ad attività non retribuite non è certamente criticabile, ma
non impone di considerare bisognosa la persona che le intraprende.
Pertanto, ai sensi di
quanto precede, la figlia non può essere considerata bisognosa nel senso degli
artt. 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett b LIFD. Di
conseguenza la deduzione “per persona bisognosa a carico” non può essere
ammessa.
4.
Alla luce dei
considerandi che precedono, il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di
giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli artt. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 1’000.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 1’100.–
sono a carico dei
ricorrenti.
3. Contro il presen Copia
per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: