80.2021.37
Imposta sull’utile delle persone giuridiche: distribuzione dissimulata di utile, spese per automobile usata da un socio, viaggi e alberghi di lusso per soci
7 settembre 2022Italiano45 min
che è stata iscritta a registro di commercio del Cantone Ticino il 9 dicembre 2008
Source ti.ch
Incarti n.
80.2021.37
80.2021.38
Lugano
7 settembre 2022
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretaria
Sabina Ghidossi, vicecancelliera
parti
RI
1
rappr.
da: RA 1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
dell’11 febbraio 2021 contro le decisioni del 14 gennaio 2021 in materia di IC
e IFD 2016 e 2017.
Fatti
Fatti
A. a.
La RI 1 è una società
che è stata iscritta a registro di commercio del Cantone Ticino il 9 dicembre 2008
ed aveva, sino al 9 gennaio 2017, la propria sede a Lugano, in __________. In
tale data, la società ha trasferito la propria sede legale a Grono, prima in __________
e, dal 21 marzo 2018 in __________. Successivamente, il 29 dicembre 2020 gli
attivi e i passivi verso terzi sono stati ripresi dalla società __________,
nuova __________ (__________), in Grono e la società è stata radiata in seguito
alla fusione.
Lo scopo della società
sino al 9 gennaio 2017 era “lo svolgimento di servizi e di consulenza
nell'ambito finanziario, commerciale, societario e immobiliare. Partecipare ad
imprese o altre società commerciali, finanziarie, industriali od immobiliari ed
assumere rappresentanze. Nell'ambito del raggiungimento dello scopo sociale la
società potrà procedere all'acquisto, alla vendita ed alla gestione di beni
mobiliari ed immobiliari”, mentre quello fino al 15 novembre 2019 era “l'amministrazione
e la gestione di patrimoni, la consulenza in tale ambito, la prestazione dei
servizi, usuali nella prassi finanziaria, ivi inclusa la consulenza strumentale
all'oggetto e l'esercizio di ogni attività di carattere fiduciario. La
consulenza, l'analisi e lo sviluppo di operazioni d'investimento basate su
valori reali ivi comprese le cartolarizzazioni e l'emissione di titoli come
strumenti di credito. L'acquisto, la vendita e la gestione di immobili; scopo
completo a norma di statuto” (www.zefix.ch, sito
consultato il 6 aprile 2022).
b.
Dal 29 luglio 2014, il
signor __________ è membro con firma individuale, mentre la signora __________ è
stata dapprima, dal 9 dicembre 2009 al 27 aprile 2010 e poi ancora, dal 14
marzo 2012 al 24 gennaio 2014, membro con firma individuale. La stessa è stata
anche, nel periodo compreso fra il 16 maggio 2011 e il 14 marzo 2012 e, dal 24
gennaio 2014 al 26 gennaio 2017, presidente con firma individuale.
Inoltre, lo stesso __________
risultava, durante gli anni 2016-2017, azionista della contribuente in misura
dell’80%, mentre __________ possedeva il rimanente 20%.
B. a.
Dichiarazione fiscale 2016
Il 9 gennaio 2017 la RI
1 ha trasferito la propria sede legale nel Cantone dei Grigioni. Nella
dichiarazione fiscale, indicava di essere ivi illimitatamente imponibile e, di
aver conseguito un utile imponibile di fr. 1'441.- ed un capitale proprio
imponibile di fr. 215'875.-.
b. Dichiarazione
fiscale 2017
Con dichiarazione fiscale
IC/IFD 2017, sottoscritta il 2 settembre 2019, la contribuente faceva valere un
utile imponibile di fr. 2'726.- ed un capitale proprio imponibile di fr. 218’600.-.
C.
Il 10 ottobre 2019 (ed in seguito, il 21 novembre 2019), l’RS 1 (di
seguito: UTPG), non riconoscendo il trasferimento di sede della società e
alfine di definire l’utile ed il capitale imponibili per l’anno 2016 e 2017,
chiedeva alla RI 1 la produzione della seguente documentazione:
·
“Dettaglio conto “mezzi liquidi”,
allegando l’estratto conto cassa, postale e/o bancario dal 01.01. al 31.12.2016
e dal 01.01. al 31.12.2017
·
Dettaglio conto “ricavi da
prestazioni” e “altri ricavi”, anni 2016 e 2017
·
Distinta salari AVS 2017
·
Dettaglio conto “costo dei
locali”, anno 2017, allegando la copia del contratto di locazione
·
Dettaglio conto “costi
amministrativi e informatici”, anni 2016 e 2017, allegando la copia delle
fatture
·
Dettaglio conto “costi viaggi e
pubblicità” allegando conteggi esaurientemente dettagliati, anni 2016 e 2017
·
Partitario clienti 2016 e 2017
·
Ogni altra documentazione in grado
di comprovare l’effettivo svolgimento dell’attività della società presso la
sede formale di Grono”.
Il 18 novembre 2019, la rappresentante
della contribuente produceva quanto richiesto ed in aggiunta trasmetteva “Verbale
2017 svoltosi a Grono”, “Contratti firmati con clienti a Grono” e
una “fattura di un intervento auto a _________”, nonché due fatture di “contratti
telefonici”.
D. a. Decisioni
di tassazione 2016
Il 5 dicembre 2019, l’UTPG
rivendicava l’assoggettamento illimitato alle imposte sull’utile e sul capitale
della RI 1 con effetto dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, ritenuto che la
sede legale della società si trovava, a suo tempo, a Lugano.
Nelle tassazioni per il
2016, l’UTPG aumentava l’utile imponibile dichiarato a fr. 35'000.-, poiché
riteneva che la società avesse proceduto a distribuzioni palesi o dissimulate
di utili e prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale ai sensi
dell’art. 67 cpv. 1 lett. b LT e 58 cpv. 1 lett. b LIFD.
L’autorità di tassazione riprendeva costi di carattere privato per fr. 35'000.-,
in quanto “costi eccessivi di viaggio e pubblicità, auto e trasporti”.
L’autorità
resistente, nella motivazione allegata, scriveva inoltre:
“I costi addebitati a conto economico pari a ca. CHF
51'863, relativi alle spese di viaggio e pubblicità, nonché ai costi auto e di
trasporto, vengono soltanto in parte fiscalmente riconosciuti, nello specifico
per i seguenti motivi:
-
manca un nesso causale rilevabile
fra le spese addebitate a conto economico e i ricavi conseguiti, appurato come
la totalità dei ricavi provengano da pochi clienti, ritenute società vicine, o
da fondi d’investimento;
-
a partire dall’esercizio 2016 le
spese di questo genere sono aumentate in maniera importante (+218%) rispetto
all’esercizio precedente, nonostante la cifra d’affari sia in leggera
diminuzione (-7%);
-
analizzando le spese addebitate in
società, soprattutto per mezzo delle carte di credito aziendali intestate alla
sig.ra __________ e al Sig. __________, si evince come ci siano stati
differenti viaggi in molteplici località e innumerevoli spese per ristoranti di
vario genere, considerate in gran parte private.”
A
fronte di queste motivazioni, l’autorità di tassazione correggeva l’utile
imponibile dichiarato, portandolo a fr. 36’400.-, mentre stabiliva un capitale
imponibile, per l’IC, di fr. 215'000.-.
b. Decisioni di
tassazione 2017
Con decisioni di
tassazione del 5 dicembre 2019, l’UTPG stabiliva un utile imponibile di fr.
46'000.- ed un capitale imponibile, ai soli fini di IC, di fr. 257'000.-. Nella
motivazione della decisione, l’autorità fiscale ticinese non ammetteva il
trasferimento di sede nel Cantone dei Grigioni e rivendicava l’assoggettamento
fiscale illimitato in Ticino anche per l’anno 2017. In particolare, gli
accertamenti esperiti avevano permesso di appurare che l’amministrazione
effettiva fosse rimasta in Ticino e meglio, presso gli uffici della società __________
e ciò, nonostante il trasferimento formale di sede nel Cantone dei Grigioni. L’UTPG
riteneva che il contratto di locazione presentato dalla RI 1 alfine di
comprovare il trasferimento di sede ed inerente a dei locali siti a Grono,
fosse stato sottoscritto dal signor __________ “strumentalmente ai fini del
trasferimento di sede” e che rappresentasse un “falso documento”. E
ciò, considerato che “nel bilancio ricevuto il 18.09.2019 sono presenti CHF
7'000 di costi di locazione. Invece, nel conto annuale presentato dalla sig.ra __________,
non figurano costi legati all’affitto”. L’autorità fiscale aggiungeva anche
che “il conto annuale ricevuto il 18.09.2019 è inattendibile, dal momento
che i saldi delle schede inviateci non collimano con quelli esposti a conto
economico”.
Relativamente agli
elementi imponibili stabiliti, l’autorità fiscale indicava: “Prestazioni
(valutabili in denaro) ad azionisti o persone vicine, uso privato auto”.
E. Considerato
che le decisioni di tassazione 2016 e 2017 della RI 1 erano state ritornate da
La Posta Svizzera SA con l’indicazione “Il destinatario è irreperibile”,
l’UTPG provvedeva, in data 19 dicembre 2019, ad un secondo invio alla spettabile
__________, _________.
F. Reclamo
IC/IFD 2016-2017
a.
Mediante
unico reclamo, datato 15.1.2020, la RI 1 censurava le decisioni di tassazione
IC/IFD 2016-2017.
b.
Nel gravame – in merito al
2016 – indicava come l’autorità fiscale avesse, a suo dire a torto, reintegrato
una parte dei costi di “viaggio e pubblicità, auto e trasporti” e
meglio, fr. 35'000.-. Suddette spese erano – a mente della ricorrente –
conseguenti all’ampliamento delle attività societarie, che aveva comportato “la
necessità di svolgere trasferte e organizzare cene e pranzi di lavoro con
svariate controparti”. L’onere monetario era pertanto indispensabile per
conseguire un risultato d’esercizio e ciò, anche se le spese non erano
necessariamente “correlate a risultati immediati”. Secondo le
considerazioni della reclamante, i costi di viaggio e di trasporto dovevano infatti
essere ritenuti come “costi di marketing”, sostenuti dalla società con
lo scopo di promuovere la stessa ed i propri servizi e prodotti. Inoltre, la RI
1 precisava che le spese erano giustificate, poiché la signora __________, che
si occupava delle attività a Singapore e Malta, aveva – nel corso del 2016 –
interrotto la propria collaborazione con la società, causando così un aumento
delle spese di trasferta. Infine, nel suo reclamo, l’insorgente sosteneva che,
considerare interamente i costi di vitto ed alloggio in caso di impossibilità
di rientro a domicilio, fosse una “prassi alquanto usuale”.
c.
In relazione al periodo
fiscale 2017, veniva dapprima censurata l’imposizione illimitata nel Cantone
Ticino. In particolare, la reclamante contestava l’argomento sostenuto dall’RS
1, secondo cui l’amministrazione effettiva della società venisse esercitata in
Ticino e meglio, negli uffici della __________. Infatti, la RI 1 dichiarava che
nessuna attività si era più svolta in Ticino dalla data di trasferimento di
sede e che “prova
di questo fatto sono la interruzione di tutti i
contatti lavorativi e professionali con personale e consulenti presenti in
Ticino”.
Relativamente al contratto
di locazione, la reclamante contestava la tesi dell’RS 1, secondo cui sarebbe
stato utilizzato un documento falso e spiegava per quale motivo vi erano
incongruenze fra i vari allegati, in particolare, poiché si trattava “meramente
di utilizzo di un documento non definitivo”.
Secondariamente, la RI 1
contestava l’utile netto d’esercizio, quantificato dall’autorità fiscale in fr.
41'675.- sulla base del conto annuale inviato elettronicamente dalla signora __________,
quale allegato alla sua dichiarazione di imposta, ritenuto che la stessa “con
atto del 12 gennaio 2017 (…) ha terminato ogni attività direttiva e di
rappresentanza della società”. La reclamante illustrava poi la cronistoria
relativa all’inoltro dei vari documenti e meglio, riferiva che la dichiarazione
fiscale 2017 sarebbe stata inviata all’autorità grigionese in data 21 gennaio 2019.
Nel suo gravame riferiva poi che il conto annuale 2017 corrisponderebbe al
verbale dell’assemblea ordinaria del 25 gennaio 2019 e che l’invio della
dichiarazione d’imposta delle persone giuridiche sarebbe antecedente
all’assemblea ordinaria, poiché la reclamante sarebbe stata in ritardo con il
relativo inoltro. Infine, la RI 1 evidenziava che, il bilancio spedito dalla
signora __________ sarebbe stato provvisorio e che serviva “esclusivamente
per la determinazione del valore della società dove la stessa dr.ssa __________
deteneva ancora il 20% delle quote azionarie”.
G. a. Decisione
su reclamo IC/IFD 2016
Con decisioni su reclamo
del 14 gennaio 2021 veniva respinto il gravame presentato e venivano confermati
gli elementi imponibili precedentemente accertati. A motivazione della propria
decisione, l’UTPG indicava che sulla base di quanto esposto nel reclamo della RI
1, non si poteva ritenere dimostrato il carattere commerciale delle spese
registrate, considerato anche che, la società non aveva fornito alcun dettaglio
circa tali costi, bensì aveva indicato unicamente spiegazioni generiche e non
sostanziate. Inoltre, l’UTPG faceva presente che “contrariamente a quanto
sostenuto dalla reclamante, tali spese rappresentano quasi il 20% della cifra
di affari conseguita. Un rapporto decisamente eccessivo, contrariamente alla
tesi della società, (…). (…) l’utile della società è pressoché nullo a causa di
questi costi. Nel caso in specie risulta quindi difficile giustificare un tale
modo di agire, soprattutto sulla base degli usuali doveri di diligenza di un
prudente amministratore”.
b. Decisione su
reclamo IC/IFD 2017
Le decisioni del 14
gennaio 2021 respingevano il reclamo: l’utile imponibile veniva stabilito in
fr. 46'000.- sia per l’IC che per l’IFD ed il capitale imponibile in fr.
257'000.-.
L’UTPG riconfermava che,
l’amministrazione effettiva della società si trovava in Ticino e non nel
Cantone dei Grigioni ed in particolare, a comprova della sua tesi, rilevava che
da una verifica svolta dall’ispettorato fiscale relativa alla __________ (“società
riconducibile al signor __________”), si poteva affermare che, negli uffici
di quest’ultima, venivano svolte delle attività anche dalla RI 1. Inoltre, il
fisco ticinese evidenziava che, “il fulcro” dell’attività era concentrato
a Lugano, considerato anche che la società non sembrava annoverare alcuna
clientela nel Cantone dei Grigioni.
Nelle sue decisioni,
l’autorità fiscale sottolineava poi: “(…) come il contratto di locazione
presentato dalla società, a sostegno della sede nel cantone dei Grigioni, sia
stato costituito ad arte per giustificare la sede di Grono e che sia da
ritenere un documento falso. La sottoscrizione è avvenuta il 2 gennaio 2017, tuttavia
il contratto edizione CATEF utilizzato è del giugno 2018. È pertanto
impossibile aver sottoscritto un contratto nell’anno 2017 con un contratto
edito nel 2018”.
Sempre in merito alla
natura puramente formale e fittizia della sede statutaria, il fisco ticinese
affermava che “il trasferimento di sede non è stato dettato da alcuna
motivazione economica o gestionale, ma con l’unico scopo di aggirare la Lfid”.
L’UTPG ribadiva
inoltre che le decisioni di tassazione erano state emesse correttamente considerando
il conto annuale fornito elettronicamente dalla signora __________ il 9 gennaio
2019 e il cui utile netto ammontava a fr. 41'675.-. In particolare, l’autorità
fiscale contestava la cronistoria illustrata nel reclamo, poiché “appare
decisamente poco plausibile che la dichiarazione d’imposta sia stata inviata ai
Grigioni prima dell’assemblea degli azionisti, quindi prima dell’approvazione
dei conti”. In considerazione di quanto da lei illustrato, l’autorità
fiscale concludeva che, “alla luce delle numerose incongruenze e
contraddizioni, il conto annuale presentato successivamente alla presente
Autorità fiscale è considerato largamente inattendibile, mentre il conto
annuale presentato in data 9 gennaio 2019 all’__________ è da ritenere valido
ai fini della tassazione della RI 1”.
Nelle proprie
decisioni, l’autorità fiscale rilevava infine che, la società non impiegava
personale.
H. a. Ricorso
IC/IFD 2016
Con ricorso 11/12
febbraio 2021, la RI 1 rappresentata dalla RA 1, impugna le decisioni su
reclamo emesse per il periodo 2016. Preliminarmente, l’insorgente chiede di
riunire la presente procedura con quelle relative alla __________, __________, __________.
In seguito, la ricorrente sostiene che, alla luce anche della nuova documentazione
prodotta, i costi di “viaggio e pubblicità, auto e trasporti” debbano
essere integralmente riconosciuti quali spese commerciali, ad eccezione di fr.
3'667.-, inerenti ad una parte di un soggiorno svoltosi in Portogallo.
b. Ricorso IC/IFD
2017
Con ricorso 11/12 febbraio
2021, la RI 1 insorge contro le decisioni di tassazione su reclamo. In primo
luogo, la ricorrente chiede di riunire la procedura relativa alle società __________,
__________ e __________. Secondariamente, la RI 1 contesta l’uso privato
dell’automobile e la conseguente ripresa di fr. 4'325.-. Inoltre, la ricorrente
censura l’imposizione illimitata nel Cantone Ticino e ritiene che,
l’assoggettamento in Ticino debba semmai essere “limitato”. La RI 1 afferma
che, la sede legale della società è nel Cantone dei Grigioni, così come
l’amministrazione effettiva. In aggiunta a quanto precedentemente esposto, sottolinea
che il trasferimento di sede è conseguente al cambiamento di domicilio del
signor __________, “azionista di maggioranza”. Infine, la RI 1 contesta
l’agire dell’UTPG, che ha ritenuto, quale utile netto fr. 41'675.-, importo – a
suo dire – erroneamente dedotto dal conto annuale trasmesso elettronicamente
dalla signora __________ il 9 gennaio 2019 con la sua dichiarazione fiscale. In
particolare, considerato che “al momento di tale invio, la signora __________
non era più alle dipendenze della società e già dal 26 gennaio 2017 non aveva
più nessun diritto di firma”. Pertanto, la RI 1 ritiene “evidente come
il conto annuale ufficiale della società, valido per l’anno 2017, debba
ritenersi quello con un utile d’esercizio di Fr. 2'726 (…). L’UTPG pone
unicamente le sue motivazioni su un conto annuale presentato da una persona
senza più alcuna rappresentanza nella società”. L’insorgente continua poi,
chiedendo all’autorità fiscale ticinese se “il conto annuale fosse
debitamente controfirmato dagli organi societari con diritto di firma”, poiché,
in caso di risposta negativa, “appare evidente, che il presunto conto annuale
(…) non sia sufficiente”.
I. a. Osservazioni
IC/IFD 2016
Nelle proprie
osservazioni 26/29 marzo 2021, l’UTPG ribadisce la propria posizione elencando
i motivi per i quali non poter ritenere i costi di “viaggio e pubblicità, auto
e trasporti” delle spese giustificate. In particolare, secondo l’autorità resistente,
la ricorrente non avrebbe comprovato in alcun modo il carattere aziendale dei
costi. In particolare, “dagli addebiti che figurano sulle carte di credito
della signora __________ e del signor __________ si evincono numerose spese per
ristoranti in Svizzera e Italia e altri paesi, un soggiorno a Merano e
Portogallo”, che tuttavia non possono essere giustificate come invece
auspicherebbe la ricorrente e meglio, poiché volte a “creare un business e
vendere la propria immagine”. Nel proprio memoriale, l’UTPG evidenzia come
la “somma di questi rimborsi sia sproporzionata se paragonata alla cifra di
affari” e come le spese siano principalmente orientate “al mantenimento
del tenore di vita degli azionisti (ristoranti, hotel, spa,…)”,
sottolineando – ad esempio in merito al viaggio in Portogallo – che “non può
sfuggire il fatto che il soggiorno sia stato effettuato proprio durante il
periodo delle vacanze estive in un hotel a 5 stelle sul mare e delle durata di
ben due settimane. I presunti incontri con dei fiduciari, (…), non sono stati
minimamente documentati (…). (…) Impensabile aver svolto incontri e non aver
consumato in questi luoghi, (…)”. Il fisco ticinese si interroga poi sulla
giustificazione alla base del rimborso spese al signor __________, ritenuto che
lo stesso “non figura tra i dipendenti della società”.
b. Osservazioni
IC/IFD 2017
Con osservazioni 26/29 marzo 2021, l’UTPG
– in merito all’imponibilità illimitata della RI 1 nel Cantone Ticino –
evidenzia di essersi già espresso esaustivamente, tuttavia espone nuovamente le
proprie motivazioni e sottolinea che la contribuente “non ha portato alcuna
prova dell’esistenza di un vero legame con il cantone dei Grigioni”.
In relazione al bilancio presentato
dalla signora __________ con utile netto di fr. 41'675.-, l’UTPG ritiene che
quest’ultimo sia “da ritenere valido”, visto che la signora __________ era
“azionista al 20%”. Nelle proprie osservazioni, l’autorità fiscale
sottolinea che la signora __________, inviando il bilancio in oggetto, “non
ha rappresentato la società, ma sé stessa dal momento che è azionista e che per
ottemperare ai suoi obblighi fiscali ha inoltrato il bilancio corredato
addirittura del calcolo del valore delle azioni. A prescindere dalla firma sul
conto annuale, l’invio elettronico della dichiarazione e degli allegati sono
validi, come attesta la ricevuta firmata”. L’UTPG è dell’avviso che le
differenze riscontrate nei due bilanci sarebbero “principalmente dovute alla
registrazione di costi fittizi”, con lo scopo di diminuire “significativamente
l’utile netto”. Infine, l’autorità fiscale fa notare che, “anche
nell’ipotesi che il bilancio della signora __________ non fosse quello
definitivo, dall’ultimo bilancio si imporrebbero comunque determinate
valutazioni che comporterebbero delle riprese (peraltro da considerare
distribuzioni dissimulate di utile) e, di conseguenza, una correzione
dell’utile netto”.
Relativamente alla ripresa per vantaggi
auto, l’UTPG indica che questa “decadrebbe” “qualora venisse
confermato il bilancio con l’utile di CHF 41’675”.
J.
Il 14 ottobre 2021 si è svolta
un’udienza davanti alla Camera di diritto tributario, durante la quale era
presente anche il signor __________, il quale si è soffermato sulla tematica
inerente il suo domicilio fiscale, determinante anche per definire quello della
società. Lo stesso ha anche affermato che “il cuore delle attività delle
società si è spostato in quest’ultimo Cantone” (Grigioni) ma che “la
società ha comunque deciso di mantenere una succursale a Lugano, per continuare
a gestire le attività per le quali il signor __________ aveva il patentino di
fiduciario finanziario rilasciato dal Cantone Ticino”. In particolare, il
signor __________ ha affermato, relativamente alla casa sita a __________, che
la stessa sarebbe stata acquistata dalla precedente compagna, che gliel’avrebbe
rivenduta in ragione del 50% e che “i lavori di ristrutturazione si sono
protratti per un anno e mezzo”.
L’autorità fiscale, per contro, ha contestato che i
lavori di ristrutturazione avessero reso l’immobile inabitabile ed ha poi
rilevato che la società, sino all’interruzione dei rapporti tra il signor __________
e la signora __________, avrebbe avuto la propria sede a Lugano (sino al dicembre
2019), sottolineando che “nei periodi fiscali litigiosi erano registrati
costi di locazione per Lugano mentre non ne figuravano per il Canton Grigioni o
tutt’al più erano irrisori”. Infine, l’autorità fiscale ha evidenziato come
il signor __________, nella propria dichiarazione fiscale avrebbe chiesto in
deduzione dal reddito imponibile “spese di trasporto da Grono a Lugano”
per 176 giorni (periodo fiscale 2016) e leggermente inferiore per il periodo
fiscale successivo.
K.
Il 19 novembre 2021, la
rappresentante della contribuente ha trasmesso la fattura concernente la tassa
d’esercizio annuale fiduciari 2016 ed ha indicato che la “Polizia della __________
nella persona del commissario __________” “non può rilasciare nessuna
dichiarazione scritta per loro prassi interna”, di conseguenza, ha chiesto
alla Camera, “se del caso”, di convocare il commissario.
L.
Con scritto dell’11 febbraio 2022,
l’UTPG, per quanto qui di interesse, ha ribadito che il signor __________ non
sarebbe stato in possesso dell’autorizzazione quale fiduciario commercialista,
ma solo di quella come fiduciario finanziario.
Diritto
I.
Congiunzione delle cause
1. 1.1.
Per
entrambi i periodi fiscali, la ricorrente chiede di riunire la presente
procedura con quelle relative alle società __________, __________ e __________.
1.2.
Ora,
non si vede come si possano congiungere le procedure fiscali inerenti soggetti
giuridici e contribuenti differenti.
Ne
consegue che la ricorrente e le altre società sono tutte contribuenti indipendenti,
ai quali spettano diritti ed obblighi processuali propri (cfr. artt. 114 e
segg. LIFD nonché 122 e segg. LIFD). Le stesse possono poi avvalersi
singolarmente dei vari rimedi giuridici previsti dalla legge (cfr. ad esempio
art. 140 LIFD nel quale si parla di “ricorso del contribuente”, o art. 116 LIFD
inerente la notifica).
Non
si tratta pertanto di una situazione procedurale paragonabile ad esempio a
quella dei coniugi, per i quali è espressamente la legge a stabilire che, se
non sono separati legalmente o di fatto, esercitano in comune i diritti e i
doveri procedurali “spettanti al contribuente”. Nel caso particolare dei
coniugi, i rimedi giuridici e le altre notificazioni sono considerati
tempestivi se uno dei coniugi ha agito tempestivamente (art. 113 cpv. 3 LIFD).
Nel caso che qui ci occupa, non esiste una normativa del genere essendo le tre
società soggetti fiscali distinti l’uno dall’altro. Pertanto, su questo punto,
il ricorso si rileva privo di fondamento. D’altra parte, la stessa insorgente
ha presentato un ricorso indipendente da quelli delle altre società.
Considerandi
II.
Periodo fiscale 2016
2.
2.1.
La RI 1 registrava nella
propria contabilità fr. 14'426.- a titolo di “costi autoveicoli” e fr. 37'437.-
quali “spese di viaggio e rappresentanza” (ovvero, complessivi fr. 51'863.-).
Per contro, l’autorità di tassazione, nelle decisioni su reclamo, riprendeva
fr. 35'000.- quali “costi eccessivi di viaggio e pubblicità, auto e trasporti”,
poiché dell’avviso che la totalità delle spese contabilizzate non avessero una
connotazione aziendale.
2.2
Secondo l’art. 57 LIFD
l’imposta sull’utile ha per oggetto l’utile netto. Di medesimo tenore l’art. 66
LT.
Gli articoli 58 cpv. 1
lett. b LIFD e 67 cpv. 1 lett. b LT prevedono che costituiscono
utile netto imponibile tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo
del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese
riconosciute dall'uso commerciale, in particolare le distribuzioni palesi o
dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall'uso
commerciale.
Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione
dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro
condizioni seguenti:
1) la
società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente;
2)
tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina;
3)
tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse
condizioni;
4)
la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che
gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio che
concedevano
(sentenza TF 2C_11/2018 del 10.12.2018, consid. 7.2.; DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116
consid. 2; 115 Ib 238).
2.3
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, i fatti che determinano o aumentano il carico fiscale
vanno addotti e provati dal fisco, quelli che lo riducono o lo sopprimono vanno
invece addotti e provati dal contribuente.
Confrontato a fattispecie
relative a prestazioni valutabili in denaro, il fisco deve in particolare
apportare la prova che la società ha accordato a un azionista o a una persona
vicina una prestazione senza ottenere una controprestazione adeguata; se le
prove addotte dall’autorità costituiscono degli indizi sufficienti in merito
all’esistenza di una simile sproporzione, spetta al contribuente dimostrare il
contrario (sentenza 2C_984/2019 del 3 marzo 2021 consid. 6.2 e giurisprudenza
citata).
2.4
2.4.1
L’uso privato di un
autoveicolo appartenente ad una società di capitali è un caso abbastanza comune
di distribuzione dissimulata di utili o più precisamente di “prelevamento
anticipato di utili”, cioè una forma particolare di distribuzione mascherata
fatta con l’assegnazione all’azionista di utili di competenza della società
prima ancora che essi entrino a far parte del patrimonio di quest’ultima. È
quanto si verifica in particolare quando la società rinuncia ad un adeguato
indennizzo per le sue prestazioni a favore dell’azionista (Bernardoni/Bortolotto, La fiscalità
dell’azienda nel nuovo diritto federale e cantonale ticinese, Mendrisio 2010,
p. 432). Quando la distribuzione anticipata di utili si manifesta nella forma
dell'uso di mezzi della società per scopi privati (auto, telefono,
riscaldamento, ecc.) o del prelevamento di beni dalla società da parte
dell'azionista, la valutazione della prestazione avviene con gli stessi criteri
che valgono per le aziende personali (Bernardoni/Bortolotto,
op. cit., p. 433; cfr. anche sentenza della CDT n. 80.2018.20 del 27 settembre
2019, consid. 4.2. con riferimenti ivi citati).
Il Promemoria n. 1/2007
dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, concernente la stima dei
prelevamenti in natura e delle quote private alle spese generali dei titolari
di aziende, prevede dunque che, se il totale delle spese effettive
dell’automobile parzialmente usata per scopi privati e i chilometri percorsi
per motivi professionali e privati possono essere stabiliti in base a un libro
di bordo, le spese effettive sono da ripartire in modo proporzionale tra i
chilometri percorsi per motivi professionali e quelli percorsi per motivi
privati. Se invece non è possibile servirsi di un libro di bordo, si procede
alla determinazione forfetaria, che consiste nel dichiarare al mese lo 0,8% del
prezzo di acquisto (IVA esclusa), ma almeno 150 franchi.
2.4.2
Ora, nella fattispecie non
è contestato che il veicolo aziendale fosse usato anche dalla signora __________,
bensì l’ammontare della quota parte privata.
Negli atti a disposizione
di questa Camera non è presente alcun “libro di bordo”, che come detto
permetterebbe di stabilire le spese sostenute in modo proporzionale. Di
conseguenza, si deve procedere ad una determinazione forfetaria delle spese
sostenute dal privato.
Secondo i documenti
versati agli atti, risulta che il 27 febbraio 2014 la ricorrente ha preso in
leasing una Mercedes Benz GLK 250 BlueTEC 4Matic GLK-Klasse e che il prezzo
dell’autovettura, secondo il contratto di vendita, ammontava a fr. 61'343.- IVA
inclusa, ovvero fr. 56'799.- IVA esclusa. È dunque a giusto titolo che
l’autorità di tassazione ha ritenuto di dover effettuare una ripresa dei costi
per fr. 2'508.-, avendo la contribuente posto a carico della signora __________
unicamente fr. 2'945.- (ovvero, fr. 245.10 al mese), dovendo tuttavia ritenere
una quota parte di fr. 5'453.- (9.6% [0.8% x 12] x fr. 56'799.-).
2.4.3
In
considerazione di ciò che precede, per quanto concerne le riprese sui costi del
veicolo Mercedes Benz GLK 250 BlueTEC 4Matic GLK-Klasse, il ricorso deve essere
respinto e la decisione dell’UTPG tutelata.
2.5
2.5.1
Relativamente
alla ripresa di una parte dei costi contabilizzati quali “spese di viaggio e
pubblicità”, da un esame della scheda contabile “spese viaggio,
rappresentanza”, nonché dagli annessi estratti conto bancari, si evincono
numerosi addebiti riferiti a consumazioni in ristoranti in Svizzera, Italia ed
in altri Paesi oltre a spese per soggiorni in hotel (anche di lusso e con
trattamenti benessere) per complessivi fr. 37'437.-. Inoltre, molti costi sono
stati sostenuti dal signor __________, azionista e non dipendente (cfr.
Dichiarazione dei salari e degli assegni familiari per l’anno 2016 allegato
alla dichiarazione d’imposta) della società.
2.5.2
Ora,
venendo al caso in esame, nel proprio ricorso, l’insorgente si limita ad
affermare che le “spese di viaggio e rappresentanza” sostenute sarebbero di “carattere
e di necessità commerciale”, senza tuttavia sostanziare in alcun modo la
propria affermazione. Anzi, chiede che sia l’autorità fiscale a provare la
natura delle spese e meglio, indicando di gradire di “sapere con quale
sicurezza assoluta l’Autorità fiscale è certa che il resto delle spese di rappresentanza
e pubblicità siano di carattere privato”.
Inoltre,
la ricorrente indica unicamente che le spese sono state necessarie per “creare
un business” e che in ambito finanziario è imperativo “essere presenti e
purtroppo, anche vendere la propria immagine”. A tal proposito, come già
menzionato, non vengono però prodotte delle prove comprovanti la crescita del
citato “business”.
Unicamente
in riferimento al viaggio in Portogallo, la ricorrente si è confrontata
maggiormente con la natura aziendale della spesa. La stessa ha affermato che “la
location [sarebbe] stata scelta appositamente vista la sua comodità e
centralità” per raggiungere Lisbona e Gibilterra, dove si sarebbero dovuti tenere
degli incontri di lavoro e, a tal proposito, allega anche uno scambio di e-mail
intervenuto tra la signora __________ ed un asserito cliente. Come
correttamente sottolineato dall’autorità di tassazione, desta non poche
perplessità la circostanza che il soggiorno in Portogallo si sia svolto proprio
durante il periodo estivo, in un albergo di lusso e per due settimane. Inoltre,
il luogo di villeggiatura dista diverse ore da Lisbona e da Gibilterra (2 ore e
mezza rispettivamente 4 ore e mezza). In aggiunta, si evidenzia come lo scritto
di posta elettronica non provi alcunché. Infatti, non è dato sapere se
l’incontro sia realmente avvenuto, considerato anche che l’asserito cliente
proponeva anche un’altra data. Inoltre, dall’e-mail si evince chiaramente che
la signora __________ si trovava già in Portogallo, motivo per il quale il
viaggio non può essere stato organizzato per motivi lavorativi.
2.5.3
A
fronte di ciò che precede, è evidente come la RI 1 sia venuta meno al proprio
onere di comprovare la natura commerciale delle spese sostenute.
In
ogni caso, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le spese
finalizzate all’appagamento di bisogni privati, fra le quali quelle legate ad
un’immagine adeguata allo status della persona, non hanno alcun legame
stretto con lo scopo dell’impresa, pur potendo avere effetti positivi
sull’attività lucrativa. Ha così giustificato una decisione, con la quale l’autorità
fiscale cantonale aveva ripreso una quota di lusso nei confronti di una società,
che aveva immatricolato una vettura di servizio che eccedeva l’importo di fr.
100'000.- (sentenza 2C_697/2014 del 1° maggio 2015, in particolare consid.
3.4.4).
Di
conseguenza, il ricorso deve essere su tale punto respinto. Si evidenzia
tuttavia, che l’autorità fiscale è stata finanche generosa nei confronti della
ricorrente, non avendo infatti ripreso la totalità dei costi fatti valere in
contabilità, ma unicamente un importo di complessivi fr. 35'000.-.
III.
Periodo fiscale 2017 -
Assoggettamento
3.
3.1.
In virtù della
decisione contestata, l’autorità fiscale ticinese ha rivendicato
l’assoggettamento per appartenenza personale della ricorrente, in
considerazione del fatto che l’amministrazione effettiva della società sarebbe
stata esercitata in Ticino, nonostante il trasferimento della sede statutaria,
il 9 gennaio 2017 da Lugano a Grono.
3.2
Per quanto attiene ai
presupposti per l’assoggettamento illimitato alle imposte dirette delle persone
giuridiche, l’art. 20 cpv. 1 prima frase LAID stabilisce che le società di
capitali, le società cooperative, le associazioni, le fondazioni e le altre
persone giuridiche sono assoggettate all’imposta se hanno la loro sede o la
loro amministrazione effettiva nel Cantone (analoga disposizione a livello
cantonale, art. 60 LT e federale, art. 50 LIFD). Sulla base di questa
disposizione, può verificarsi che l’assoggettamento per appartenenza personale
sia rivendicato sia dal cantone di sede sia da quello dell’amministrazione
effettiva. Il conflitto che ne deriva deve essere risolto in base alle
disposizioni del diritto tributario intercantonale. Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, il domicilio fiscale principale di una persona
giuridica nei rapporti intercantonali si trova essenzialmente alla sede
indicata dagli statuti e dall’iscrizione a registro di commercio. Non ci si
fonda tuttavia su questa sede determinante per il diritto civile, se ad essa si
contrappone un altro luogo, dove sono esercitate effettivamente la direzione e
l’amministrazione, che di solito si concentrano alla sede statutaria. In tal
caso, è determinante questo luogo come domicilio fiscale. È irrilevante che la
scelta della sede statutaria sia giustificata da considerazioni fiscali o da
altre ragioni; basta che tale sede non corrisponda alla situazione effettiva ed
appaia costituita ad arte. È determinante l’insieme delle circostanze del caso
concreto (cfr. ad esempio sentenze del TF n. 2P.6/2007 del 22
febbraio 2008, consid. 2.2; n. 2C_259/2009 del 22
dicembre 2009, consid. 2.1; n. 2C_431/2014 del 4 dicembre 2014, consid. 2.1;
inoltre Heilinger/Maute, Der
Begriff der tatsächlichen Verwaltung im interkantonalen und internationalen
Verhältnis bei den direkten Steuern, in RF 63/2008, p. 742 ss. e p. 836 ss.; Jung, Hauptsteuerdomizil juristischer
Personen: international und interkantonal, in EF 3/17, p. 169 ss. e p. 251 ss.;
De le Court, Administration et
direction effectives, in RF 71/2016, p. 404 ss.; Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch/De Vries Reilingh [a
cura di], Interkantonales Steuerrecht, 2a ediz., Basilea 2021, § 8,
p. 90 ss.; de Vries Reilingh, La
double imposition intercantonale, 2a ediz., Berna 2013, n. 389 ss.,
p. 130; Locher, Einführung in das
interkantonale Steuerrecht, 4a ediz., Berna 2015, p. 47).
3.3
La sede societaria,
indicata negli statuti ed iscritta a registro di commercio, è dunque atta a
costituire un assoggettamento per appartenenza personale in ambito di diritto
intercantonale se non rappresenta un mero recapito bucalettere. Quest’ultimo si
caratterizza per la mancanza di legami stretti e per l’assenza di importanti
infrastrutture (“wesentliche Büroinfrastrukturen”) nel luogo di sede.
Una sede dal carattere puramente formale non sussiste unicamente quando vi è un
recapito postale presso uno studio legale o fiduciario (“indirizzo c/o”) che si
occupa di ritirare la posta ed inoltrarla agli organi societari residenti in un
altro cantone, bensì pure quando al luogo di sede vi è un minimo di
infrastruttura e di personale, i quali tuttavia non vengono impiegati
concretamente per svolgere funzioni commerciali ed amministrative ma
rappresentano piuttosto una struttura costituita ad arte per nascondere la
realtà (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_259/2009 del 22
dicembre 2009, consid. 2; sentenza del Tribunale amministrativo del Canton
Zurigo StE 2002 A 24.22 n. 5, consid. 2a e 3; Jung,
op. cit., p. 171 s.; Heilinger/ Maute,
op. cit., p. 747). Secondo dottrina e giurisprudenza l’assenza di personale, di
uffici o di altre strutture, così come la mancanza di una linea telefonica o
l’irraggiungibilità via telefono al luogo di sede, oppure ancora la deviazione
d’indirizzo (“Adressumleitung”) o il fatto che le assemblee degli organi
societari non siano svolte al luogo di sede, sono da interpretare quali indizi
a favore della natura puramente formale e fittizia della sede statutaria
(sentenze del TF n. 2C_431/2014 del 4 dicembre 2014, consid. 2.2;
n. 2C_483/2016 dell’11 novembre 2016, consid. 6.3; sentenza del Tribunale
amministrativo del Canton Zurigo StE 2002 A 24.22 n. 5, consid. 2a e 3; Heilinger/ Maute, op. cit., p. 748).
3.4
In presenza di un mero
recapito bucalettere, il domicilio fiscale della società si trova nel luogo in
cui viene svolta la direzione o l’amministrazione effettiva, ovvero – secondo
il Tribunale federale – dove si svolgono quelle attività che nel loro insieme
servono all’adempimento dello scopo statutario, dove la società ha il centro
dei propri interessi effettivi ed economici e dove sono esercitate quelle
attività dirigenziali che di solito si concentrano alla sede statutaria (DTF 54
I 301, consid. 2 e 50 I 100, consid. 2). La definizione di amministrazione
effettiva varia a dipendenza della tipologia, della grandezza e dell’attività
svolta dalla società. In generale, dottrina e giurisprudenza definiscono
l’amministrazione effettiva come la direzione corrente della società (“day-to-day
management”), nozione a cui s’oppongono, da un lato, la semplice attività
amministrativa (intesa come tenuta e gestione della corrispondenza, lavori di
segretariato, ecc.) e, dall’altro, le attività di controllo e le decisioni
strategiche di competenza del CdA (sentenze del TF n. 2C_483/2016
dell’11 novembre 2016, consid. 3 e n. 2C_1086/2012 del 16 maggio 2013,
consid. 2.2; De le Court,
op. cit., p. 408 s.; Heilinger/ Maute,
op. cit., p. 752; Jung, op. cit.,
p. 172).
3.5
Nella procedura fiscale
vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio.
L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti
fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte
le indagini necessarie (artt. 204 cpv. 1 LT e 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in
particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre
2007; Berger, Voraussetzungen und
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura
fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Secondo gli
artt. 196 LT e 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione accertano con il
contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per
un’imposizione completa ed esatta. Inoltre, al contribuente è imposto l’obbligo
di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta
(artt. 200 LT e 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la
situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione del TF n. 2A.502/2005
del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).
3.6
Per quanto concerne
l’onere della prova, secondo un principio generale della procedura fiscale,
esso è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare
l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a
carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a
ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493;
StE 1990 B 13.1 n. 8). In ambito di assoggettamento all’imposta cantonale, il
Tribunale federale ha concretizzato tale principio, stabilendo che in presenza
di importanti infrastrutture (“wesentliche Büroinfrastrukturen”), in
particolare di uffici e di personale, alla sede statutaria, allora spetta
all’autorità fiscale portare la prova che l’amministrazione effettiva sia
esercitata in un altro luogo, soggiacente alla propria sovranità fiscale. In mancanza di tali infrastrutture e se l’autorità fiscale rende molto
verosimile l’assoggettamento in un altro Cantone, incombe pertanto al
contribuente l’onere della prova (“Gegenbeweis”) in relazione al
trasferimento effettivo e non fittizio di sede (cfr. sentenze del TF n.
2P.6/2007 del 22 febbraio 2008, consid. 2.3; n.
2C_431/2014 del 4 dicembre 2014 consid. 2.1. e n. 2C_483/2016 dell’11 novembre
2016, consid. 6.1 s.; inoltre Heilinger/
Maute, op. cit., p. 746; Jung,
op. cit., p. 173; Locher, op.
cit., p. 47).
Tuttavia, come già ricordato, giusta gli artt. 200
LT e 126 LIFD, il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una
tassazione completa ed esatta; ovvero, deve, segnatamente, fornire, a domanda
dell’autorità di tassazione, informazioni orali e scritte e presentare libri
contabili, giustificativi ed altri estratti, come anche documenti concernenti
le relazioni d’affari. Infatti, la descritta regola sull’onere probatorio non è
assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le effettive
possibilità probatorie o comportamenti ostruzionistici (Schär, Normentheorie und mitwirkungsorientierte
Beweislastvertilung, in: ASA 67, p. 435). Una prima eccezione è data
allorquando il contribuente tralascia, in maniera colpevole ed in violazione degli
obblighi appena citati, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel
chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione
si verifica invece quando il contribuente, per motivi a lui estranei, non può
apportare la prova di un fatto che diminuisce il suo debito di imposta oppure
può farlo solo prestando una collaborazione che non può essere pretesa (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a
cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, 3a ediz.,
Basilea 2017, n. 29 ad
art. 130 LIFD con riferimenti). In definitiva, la
massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere
di collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione
oggettiva dell’onere probatorio (Althaus-Houriet, in: Noël/Aubry
Girardin [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2017, n. 4 ad art.
123.
LIFD). Si giustifica dunque così di attribuire al contribuente l’onere
della prova del contrario di ciò che sostiene e dimostra l’autorità fiscale,
quando vi sono degli indizi chiari e precisi che rendono verosimile la
fattispecie stabilita dalla stessa autorità (ASA 44 p. 621; sentenza del TF n.
2C_770/2008 del 4 marzo 2009; cfr. anche Locher,
Kommentar zum DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 61 e 62 ad art.
3.
LIFD).
3.7
Il Tribunale
federale ha avuto modo di confrontarsi molte volte con il tema della determinazione
della sede effettiva di una società. In particolare, occupandosi di una società
con sede nel Liechtenstein, la cui attività consisteva nella vendita di
software, l’Alta Corte ha ritenuto troppo esigui i legami con la sede
statutaria, dove vi era un ufficio di piccole dimensioni preso in locazione,
considerato che la maggior parte del lavoro veniva svolta fuori sede ed i
giustificativi non documentavano una presenza costante nel Principato, rispetto
ai legami con il Canton Zurigo, dove l’azionista e amministratore della società
era domiciliato e dove aveva sede un’altra società da lui controllata (sentenza
del TF n. 2C_483/2016 dell’11 novembre 2016).
Nel caso di
una società immobiliare, il Tribunale federale ha affermato che essa è
illimitatamente imponibile laddove si trova la sede statutaria, a meno che le
decisioni di gestione e di amministrazione non siano prese in un altro cantone.
In tale eventualità, il domicilio fiscale principale si trova laddove l’attività
dirigenziale è svolta, anche se nessun attivo vi si trovasse. Ciò si verifica
in particolare se l’attività dirigenziale si svolge nei locali dell’azionista
principale. In questo ambito, l’attività dirigenziale (decisioni su acquisto e
vendita di immobili, designazione degli amministratori degli immobili e
gestione degli utili che ne derivano) si deve tenere distinta dalla semplice
gestione degli immobili (custodia, manutenzione, conclusione di contratti di
locazione, ecc.) (sentenza del TF n. 2P.120/2006 del 15 dicembre 2006).
A proposito
di una società che aveva trasferito la sede statutaria dal Canton Zurigo al
Canton Svitto, dove aveva preso in locazione un ufficio con pigione mensile
pari a fr. 400.-, senza la presenza di personale, il Tribunale federale ha
ritenuto che non fossero soddisfatti i presupposti della “wesentliche
Geschäftsinfrastruktur” e che apparisse molto verosimile che
l’amministrazione effettiva fosse ancora eseguita nel Canton Zurigo, così che
spettava alla ricorrente l’onere di comprovare l’effettivo trasferimento di
sede (sentenza del TF n. 2C_431/2014 del 4 dicembre 2014).
In relazione
ad una società a garanzia limitata, l’Alta Corte ha affermato che il domicilio
fiscale era situato al domicilio dell’amministratore, dove veniva esercitata
l’attività dirigenziale e l’amministrazione effettiva. Alla sede statutaria,
infatti, non c’era alcuna infrastruttura, ma solo una sede formale (sentenza
del TF n. 2C_259/2009 del 22 dicembre 2009).
3.8
La decisione
impugnata deve pertanto essere esaminata tenendo conto, non solo della base
legale del diritto cantonale e di quella contenuta nel diritto federale
dell’armonizzazione, ma anche della giurisprudenza del Tribunale federale in
materia di divieto della doppia imposizione intercantonale.
4.
4.1.
Nel
caso concreto, come detto, la RI 1, ha trasferito la propria sede legale dal
Canton Ticino al Canton Grigioni il 9 gennaio 2017. Secondo l’autorità fiscale
il suddetto trasferimento sarebbe fittizio e l’amministrazione effettiva della
società sarebbe rimasta in Ticino.
4.2
Dagli atti
emerge come l’autorità fiscale, con scritti del 10 ottobre e 21 novembre 2019,
abbia richiesto della documentazione a supporto dell’effettivo svolgimento di
direzione ed amministrazione societaria presso la sede statutaria a Grono.
I documenti
versati agli atti gettano non pochi dubbi sull’ubicazione della sede effettiva
della società, per i motivi di cui si avrà modo di dire qui di seguito.
Le fatture
di telefonia ed internet presenti nell’incarto e riferiti a dei periodi del
2017.
(maggio, giugno, luglio, novembre) sono state indirizzate alla RI 1
all’indirizzo __________, Lugano e non a Grono. A tal proposito, nello scritto
del 18 novembre 2019, la ricorrente sosteneva che a seguito di “problematiche
relative al personale che gestiva la parte contabile amministrativa per gli
anni 2015/2016” i “contratti telefonici […] non erano stati trasferiti
in Grigioni” ed allegava delle nuove fatture. Quanto affermato dalla
stessa, oltre a non essere corroborato da alcun elemento probatorio, non trova
qui alcun riscontro. Infatti, mal si comprende come gli asseriti problemi
possano aver influito sulla contabilità del 2017, considerato che per stessa
ammissione della ricorrente, questi si sarebbero verificati nel 2015/2016. In
aggiunta, si fatica a capire come mai la società abbia atteso fino al 2019 per
comunicare il trasferimento di sede ai fornitori di servizi di telefonia mobile
(cfr. fatture Swisscom e Salt del 28 novembre 2019 e del 4 novembre 2019).
La
ricorrente produceva poi un contratto di locazione (edizione CATEF 2018) stipulato
con il signor __________, quale locatore, tuttavia il 2 gennaio 2017, cioè prima della diffusione del modulo da parte
della CATEF. Risulta quindi evidente una retrodatazione dello stesso, che può
spiegarsi solo con la preoccupazione di giustificare il trasferimento della
sede effettiva della società a Grono, in contrasto con la realtà dei fatti. In
aggiunta, si evidenzia, che nella documentazione versata agli atti dalla nuova __________
- società che il 29 dicembre 2020 ha ripreso gli attivi e i passivi della qui
ricorrente - in una procedura parallela a quella in oggetto, vi era anche una
planimetria dei vani locati dal signor __________ e dalla quale risultava che
la ricorrente avrebbe avuto a disposizione un ufficio di 39 m2 e non
di 22 m2, come invece annotato sul contratto di locazione del 2
gennaio 2017. I documenti versati agli atti non sono dunque idonei a comprovare
la sede effettiva della società a Grono, semmai il contrario. Del resto, la
contribuente non produce alcun’altra prova in grado di stabilire il proprio
trasferimento effettivo di sede, limitandosi ad affermare che avendo
l’azionista di maggioranza, signor __________, trasferito il domicilio nel
Canton Grigioni, anche il centro degli interessi della società si sarebbe
spostato in quest’ultimo luogo. Anche volendo prendere in considerazione il
domicilio dell’azionista di maggioranza per determinare la sede effettiva della
società, che tuttavia non devono
necessariamente coincidere, la soluzione sarebbe la medesima. I documenti
versati agli atti e le informazioni fornite gettano non pochi dubbi sul reale
domicilio del signor __________, che nonostante il trasferimento del proprio
domicilio civile nel Canton Grigioni, sembrerebbe aver mantenuto il centro dei
propri interessi nel Canton Ticino. Lo stesso ha infatti acquistato, nel corso
del mese di febbraio del 2016, un immobile a __________ in ragione del 50%,
procedendo anche ad una ristrutturazione ed è diventato padre, nel corso del 2017,
di un bambino che vive con la madre nell’abitazione acquistata (cfr. banca dati MOVPOP consultata il 5 luglio 2022) Tali perplessità incidono conseguentemente anche sulla determinazione
della reale sede effettiva della società.
4.3
Alla luce di
ciò che precede, risulta chiaro che l’onere della prova in relazione
all’esistenza di una sede effettiva e non fittizia nel Canton Grigioni
incombeva alla RI 1 stessa, che tuttavia non ha portato alcuna prova
dell’esistenza di un qualsiasi legame con il Canton Grigioni né dell’esistenza
di direzione corrente ed amministrazione effettiva in quest’ultimo Cantone. Inoltre,
in base agli atti di questa Camera, è chiaro come l’amministrazione effettiva
della società sarebbe rimasta nel Canton Ticino.
Di conseguenza, il
ricorso è, su tale aspetto, respinto.
IV.
Periodo fiscale 2017 - Utile
imponibile
5.
5.1.
Come già detto, l’autorità
di tassazione ha ritenuto il conto presentato dalla RI 1 “largamente
inattendibile”. Di conseguenza, ha modificato l’utile ed il capitale
imponibili dichiarati dalla società in base al conto annuale presentato dalla
signora __________ con la propria dichiarazione di imposta.
5.2
La società, nel proprio
reclamo, indicava di aver presentato la propria dichiarazione di imposta per
l’anno 2017 all’autorità fiscale grigionese il 21 gennaio 2019 e di aver
prodotto in seguito i conti annuali, definitivi ed approvati dall’assemblea
generale, il 25 gennaio 2019. A tal proposito, l’insorgente indicava che “la
data di invio della dichiarazione […] è antecedente all’Assemblea generale […]
solamente per il fatto [che] si era in ritardo per l’inoltro della
dichiarazione 2017”.
La società evidenziava poi
come i conti presentati dalla signora __________ sarebbero stati provvisori ed
allestiti unicamente per la “determinazione del valore della società”.
Dal canto suo, l’autorità
fiscale non ha condiviso le argomentazioni sostenute dalla società e con le decisioni
dopo reclamo ha confermato le precedenti tassazioni.
5.3
Con
decisioni rispettivamente del 5 dicembre 2019 del 14 gennaio 2021, l’autorità
di tassazione ha notificato alla contribuente una tassazione ordinaria, con la
conseguenza che l’obbligo di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di
ricostruire la verità materiale, non è mai venuto meno. Come ha stabilito la
giurisprudenza del Tribunale federale, la rinuncia alla tassazione d’ufficio non
impedisce tuttavia all’autorità di tassazione di determinare gli elementi
imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative all’onere
della prova (cfr. sentenza del TF n. 2A.561/2005 del 22 febbraio 2006, consid. 3).
Tale valutazione deve essere coscienziosa e l’autorità fiscale può tener conto
di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente (art. 204 cpv. 2 LT; art. 130 cpv. 2 LIFD).
5.4
5.4.1
Alla luce di ciò che
precede, è quindi da verificare se è a giusto titolo che l’autorità ha
determinato gli elementi imponibili secondo una propria valutazione e, in caso
affermativo, se quest’ultima è stata eseguita in modo coscienzioso.
5.4.2
Ai sensi dell’art. 699
cpv. 2 CO, l’assemblea generale ha luogo ogni anno, entro sei mesi dalla
chiusura dell’esercizio annuale. Nel caso concreto, secondo il Verbale
dell’assemblea ordinaria del 25 gennaio 2019, i conti della società sono stati
chiusi il 31 dicembre 2017. Risulta pertanto evidente, che l’Assemblea si sarebbe
tenuta ben oltre il limite massimo stabilito dalla legge, ovvero circa un anno
e mezzo dopo la chiusura dei conti. Nonostante la disposizione sia una regola
d’ordine, la cui violazione (di poco conto) difficilmente comporta conseguenze
giuridiche (cfr. Tanner, in:
Handschin [a cura di], Die Aktiengesellschaft, Generalversammlung und
Verwaltungsrat. Mängel in der Organisation, Art. 698-726 und 731b OR, 3a
ediz., Zurigo/Basilea/Berna 2018, n. 22 ad
art. 699 CO), il tempo trascorso
tra la chiusura dei conti e l’assemblea generale non può non destare delle
perplessità. A maggior ragione se, come correttamente evidenziato dall’autorità
fiscale, la presentazione della dichiarazione di imposta nel Canton Grigioni è
avvenuta soli quattro giorni prima dell’approvazione dei conti. La società
avrebbe quindi potuto attendere ancora qualche giorno, avvisando se del caso l’autorità
fiscale grigionese, tanto più che è la stessa insorgente a sostenere che “si
era in ritardo per l’inoltro della dichiarazione” e che “si voleva
evitare ulteriori penalità amministrative”.
La circostanza che la
signora __________, all’epoca azionista di minoranza della società, abbia
prodotto - pochi giorni prima sia dell’assemblea generale sia dell’inoltro della
dichiarazione fiscale della __________ al fisco grigionese - all’attenzione
dell’autorità di tassazione ticinese dei conti con importi diversi,
contribuisce ad alimentare i dubbi circa la veridicità di quelli presentati
posteriormente della ricorrente. La tesi di quest’ultima, secondo cui gli
allegati presentati dalla signora __________ non sono ufficiali poiché non
controfirmati, non può essere condivisa. Infatti, l’obbligo di firmare i conti
è una semplice regola d’ordine (“Ordnungsvorschrift”) e non un requisito
di validità (“Gültigkeitserfordernis”), poiché ha lo scopo di garantire
che gli stessi provengano o che siano stati approvati dalla persona obbligata a
firmarli (cfr. Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker,
Schweizerisches Steuerverfahrensrecht Direkte Steuern, 2a ediz.,
Zurigo/Basilea/Berna 2018, n. 33 ad § 16). Nel caso in esame, nemmeno
l’insorgente dubita della provenienza dei conti; infatti, nel proprio reclamo
dichiarava unicamente che quest’ultimi erano “provvisori”, riconoscendo
quindi implicitamente la loro corretta redazione da parte di un organo
abilitato.
Inoltre, mal si comprende
perché la signora __________ avrebbe dovuto presentare dei conti annuali con un
utile netto maggiore. Non vi sono pertanto elementi per dubitare del contenuto
degli allegati presentati dall’azionista di minoranza.
A fronte di ciò che
precede, è quindi a giusto titolo che l’UTPG ha proceduto a determinare gli
elementi imponibili secondo una propria valutazione, essendo presenti agli atti
informazioni e documenti tra di loro contrastanti.
5.4.3
Resta quindi da verificare
se la valutazione effettuata dall’autorità di tassazione abbia rispettato i
dettami di legge e, meglio, se è a giusto titolo che l’UTPG si sia basato sugli
allegati presentati dalla signora __________ per determinare l’utile imponibile
della società. Ritenuto quanto esposto al considerando precedente si deve
concludere che l’utile imponibile definito dall’autorità fiscale ticinese è
corretto. Non vi sono infatti elementi sufficienti per dubitare della
veridicità dei conti presentati dalla signora __________, mentre ve ne sono per
mettere in discussione quelli presentati dalla ricorrente. Del resto, come
detto, è anche la stessa RI 1 che definiva i conti prodotti dalla signora __________
“provvisori”, ovvero non ne contestava a priori il contenuto.
In ogni caso, non si può
non condividere il giudizio dell’UTPG, che ha considerato “fittizi” i costi
inseriti dalla ricorrente nella versione più recente del proprio conto
economico. Si pensi in particolare ai “costi dei locali” (fr. 7'000.–), che si
riferiscono al citato contratto di locazione retrodatato. Lo stesso vale per le
spese di viaggio e rappresentanza, per un ammontare di fr. 9'887.-, e per i
“costi amministrativi”, cresciuti da fr. 6'162.- a ben fr. 22'123.–.
Di conseguenza, il ricorso
presentato dalla RI 1 non merita tutela alcuna e deve essere respinto.
V.
Periodo fiscale 2017 - Ripresa
vantaggi auto
6.
Come correttamente
esposto dall’autorità di tassazione, in considerazione di quanto appena
esposto, la ripresa per uso privato dell’automobile aziendale non merita di
essere ulteriormente approfondito. Il ricorso è anche su tale punto da
respingere.
7.
Alla luce di ciò che
precede, il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a
carico della ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli artt. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 3’000.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 3’100.–
sono a carico della
ricorrente.
3. Contro il prese Copia
per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La segretaria: