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Decisione

80.2022.144

Procedura: attestazioni fiscali rilasciate da banche, incremento di capitali e reddito irrisorio, verifica dei presupposti del commercio professionale di titoli

20 marzo 2025Italiano16 min

383'100.- il reddito determinante per l’aliquota) e fr. 310'700.- per l’IFD (fr.

Source ti.ch

Incarti n.

80.2022.144

80.2022.145

Lugano

20 marzo 2025

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

cancelliera

Sabrina

Piemontesi - Gianola

parti

RI 1

RI 2

entrambi

rappr. da: RA 1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 2 giugno 2022 contro la decisione del 4 maggio 2022 in materia di IC e IFD

2018.

Fatti

Fatti

A. __________ (__________)

e __________ (__________) coniugati, rispettivamente cittadini __________ lui e

__________ lei, sono entrambi a beneficio di un permesso di domicilio. I

contribuenti, residenti a __________, sono alle dipendenze della __________,

società attiva nell’assunzione di mandati “(…) con particolare riferimento

alle tipologie di mandati giustificati da operatività commerciale in un

contesto globale. L’importazione, l’esportazione, l’intermediazione,

l’acquisto, la vendita di beni e servizi; l’acquisto, la gestione, la

promozione, la vendita, l’intermediazione di beni mobili e immobili; il trading

di commodities; l’acquisto, la vendita di beni mobili, (…)” (www.zefix.ch,

sito consultato il 10.3.2025).

B.

a.

Nella dichiarazione

d’imposta IC/IFD 2018 i contribuenti dichiaravano un reddito imponibile di fr.

24'868.- ed una sostanza imponibile di fr. 14'223'439.-.

b.

Con richiesta di

documentazione del 18 giugno 2020 l’Ufficio di tassazione di Lugano (di seguito

UT) chiedeva ai contribuenti, rappresentati dalla __________ di voler

presentare – entro il 9 luglio 2020 - i certificati di salario nonché “(…)

la rendita da titoli e capitali incassata durante l’anno 2018 in quanto sui

documenti forniti non figura”.

c.

Non avendo dato riscontro

alla precedente richiesta di documentazione, il 20 agosto 2020 l’autorità

fiscale attribuiva ai contribuenti un termine fino al 10 settembre 2020 per

produrre la “rendita da titoli e capitali incassata durante l’anno 2018 in

quanto sui documenti forniti non figura”. I contribuenti venivano avvertiti

che, in caso di inosservanza dell’invito, valido quale diffida, si sarebbe

proceduto “all’applicazione delle penalità previste dagli art. 257 LT e 174

LIFD, nonché alla tassazione d’ufficio in base agli art. 204 LT e 130 LIFD”.

C. Con decisione del 7

ottobre 2020, l’UT notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2018, nella

quale commisurava il reddito imponibile in fr. 312'900.- per l’IC (fr.

383'100.- il reddito determinante per l’aliquota) e fr. 310'700.- per l’IFD (fr.

374'800.- il reddito determinante per l’aliquota) e la sostanza imponibile in

fr. 14'379'000.- (fr. 14'720'000.- l’importo determinante per l’aliquota).

In particolare, rispetto

ai dati dichiarati, l’autorità fiscale, stabiliva un reddito da “titoli e

capitali” pari a fr. 312'000.- e accertava un valore locativo dell’abitazione

primaria di fr. 31'600.- e di quella secondaria di fr. 23'039.-.

Per quanto concerne il

reddito da “titoli e capitali”, lo stesso era stato stabilito d’ufficio, nella

misura del 2% degli stessi, siccome i contribuenti non avevano dato riscontro alla

richiesta di documentazione del 20 agosto 2020.

D. a.

Con reclamo del 4/5

novembre 2020, i contribuenti, patrocinati dalla __________, contestavano

l’esposizione d’ufficio di un reddito da titoli e capitali del 2%, argomentando

che i titoli non avevano generato redditi, come si poteva evincere dagli

attestati fiscali già prodotti con la dichiarazione d’imposta.

b.

Con richiesta del 17

gennaio 2022 (trasmessa tramite invio APlus), l’autorità fiscale attribuiva

nuovamente alla __________, un termine fino al 7 febbraio 2022 per trasmettere

la “documentazione a comprova dei redditi su capitali percepiti (attestazioni

fiscali o equivalenti)”. In caso di inosservanza dell’invito il gravame

sarebbe stato evaso in base alla documentazione già a disposizione dell’UT.

c.

Con decisione di

tassazione del 4 maggio 2022 l’autorità fiscale respingeva il reclamo, con la

seguente motivazione:

Con reclamo del 4 novembre

2020 i rappresentanti del contribuente contestavano l’esposizione di un reddito

da titoli e capitali valutato nel 2% annui. Tramite richiesta del 17 gennaio

2022 con scadenza al 7 febbraio prorogato al 7 marzo 2022 l’Autorità fiscale ha

richiesto le attestazioni fiscali delle relazioni possedute dal contribuente in

quanto era stato prodotto soltanto l’estratto patrimoniale. Considerato che il

termine per la presentazione della documentazione è scaduto infruttuoso, in

assenza della documentazione necessaria a definire un importo corretto, la

decisione di tassazione viene confermata e di conseguenza il reclamo respinto.

E. Con tempestivo ricorso

alla Camera di diritto tributario, __________ e __________ impugnano la decisione

su reclamo, per il tramite della __________, sostenendo di aver contestato

l’aggiunta di un reddito da titoli e capitali pari al 2% e di aver già fornito

le attestazioni fiscali, eccetto quella del conto presso la __________, con la prima

dichiarazione d’imposta. Secondo i ricorrenti l’UT non avrebbe proceduto ad una

disamina della documentazione trasmessa. L’unica attestazione mancante sarebbe proprio

quella di __________, che riporta un patrimonio di € 8'523'765.65 ed una

performance del 1.19% generata dalla liquidità. L’estratto patrimoniale fornito

in sede di dichiarazione sarebbe sufficientemente chiaro da far comprendere

che, nonostante non vi fosse un’attestazione fiscale, il reddito presunto del

2% sul totale dei titoli 15'599'877 non è sensata. Il totale dei redditi dovrebbe

pertanto essere ridotto a fr. 103'748.-.

F. Con osservazioni del 14/15

giugno 2022, l’autorità fiscale, dopo aver preso visione della documentazione

prodotta dai contribuenti, sostiene che la stessa non è sufficientemente chiara

e completa. Dai conti__________ si noterebbero operazioni su cambio valute e vi

sarebbe una pagina allegata, riportante varie operazioni “call e put”

tra settembre e dicembre 2018, dalle quale si presume che il contribuente sia

attivo con investimenti in azioni o in cambi. Una redditività nulla nel 2018

risulterebbe di difficile comprensione, “(…) un’analisi diversa potrebbe

essere data in caso i capitali siano stati investiti con grandi competenze e

metodologia tipica del commerciante professionale di titoli con la liquidità

sistematicamente investita in maniera da avere esclusivamente utili in capitale

esente”. L’autorità fiscale, pur riconoscendo che gli importi esposti sono

elevati, ritiene che quanto presentato non basti per giustificare una

redditività pari a fr. 0.-. Non sarebbe infatti comprensibile “come con

capitali investiti in conti correnti il contribuente sia riuscito ad aumentare

il proprio patrimonio, passato da Fr. 14'856'030.- nel 2017 a Fr. 15'599'877.-

nel 2018 e diminuiti ancora a Fr. 14'890'493.- nel 2019”.

G. a.

Con scritto 12

gennaio 2023 la Camera di diritto tributario si è rivolta al rappresentante dei

contribuenti, la __________, chiedendo la trasmissione dell’estratto fiscale

2018 rilasciato dalla Banca __________, ritenuto come tale documento non fosse

agli atti. Con scritto 30/31 marzo 2023 l’attestato richiesto è stato prodotto

ed inoltrato all’UT.

__________

c.

Con scritto del 2 maggio 2023,

la Camera di diritto tributario ha informato l’autorità fiscale che, con il

ricorso, i contribuenti avevano prodotto anche l’attestazione fiscale

rilasciata da __________ e gliel’ha trasmessa.

d.

Con osservazioni del 10

maggio 2023, il fisco, dopo aver preso visione della documentazione trasmessa, ha

riconosciuto che i conti correnti dichiarati dai ricorrenti non presentavano

redditi imponibili e che – di conseguenza – la decisione di tassazione era

errata.

L’UT ha tuttavia attirato

l’attenzione sull’evoluzione della sostanza mobiliare, passata da fr.

14'856'030.- (al 31.12.2017) a fr. 15'599'877.- (al 31.12.2018), con un aumento

pari a fr 743'847.-, ed ha rilevato un evidente problema di disponibilità

finanziaria.

Lo scritto è stato trasmesso

anche alla __________, rappresentante dei contribuenti.

Diritto

1. Nel caso sub

judice i ricorrenti contestano l’aggiunta, operata d’ufficio dall’autorità

fiscale, dell’importo di fr. 312'000.- a titolo di “reddito da titoli e

capitali”, sostenendo che la loro sostanza mobiliare non ha prodotto alcuna

redditività imponibile. L’autorità fiscale ha, per contro, nel contesto della

decisione su reclamo, ritenuto corretta l’imposizione d’ufficio di una

redditività del 2% dei titoli e dei capitali detenuti al 31.12.2018 ed

accertati in fr. 15'599'877.-. Poi, in seguito alla presentazione, con il

ricorso, di ulteriore documentazione bancaria, l’autorità fiscale ha ammesso

che, sui conti correnti dichiarati dal contribuente, non vi erano redditi

imponibili e di conseguenza la decisione impugnata, su quest’aspetto, si

rivelava, errata. L’UT ha segnalato tuttavia una problematica legata al

dispendio, in quanto, considerati i redditi dichiarati dai contribuenti nel

2018, non si comprenderebbe come sia stato possibile ottenere un aumento della

sostanza mobiliare nella misura di fr. 743'847.- dal 31.12.2017 al 31.12.2018.

Considerandi

2.

2.1.

Il

contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione

completa ed esatta (art. 126 cpv. 1 LIFD; v. anche art. 196 LT). Deve in

particolare compilare il modulo in modo completo e veritiero (art. 124 cpv. 2

LIFD; art. 198 cpv. 2 LT) e fornire i documenti necessari (art. 125 LIFD; art.

199.

LT). Fra i documenti che una persona fisica deve allegare alla

dichiarazione d’imposta figurano in particolare gli elenchi completi dei

titoli, crediti e debiti (art. 125 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 199 cpv. 1

lett. c LT). Deve inoltre fornire, a domanda dell’autorità di tassazione

informazioni orali e scritte, specialmente quando, vista la dichiarazione

d’imposta, sorgono delle questioni in relazione ai redditi, alle spese di

acquisizione, dell’evoluzione del patrimonio (art. 126 cpv. 2 LIFD; art. 200

cpv. 2 LT). Al contribuente incombe quindi la responsabilità dell’esattezza

della sua dichiarazione (sentenze TF 2C_980/2017 del 28.6.2018 consid. 5.3.,

2C_710/2016 del 25.8.2016 consid. 6.2. e riferimenti ivi citati).

2.2

Nell'adempiere l’obbligo

d’informare, il contribuente non può invocare il segreto bancario. Egli deve

procurarsi e fornire le attestazioni bancarie richieste, tra le quali le attestazioni

di completezza (Althaus-Houriet,

in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a

ed., Basilea 2017, n. 20 ad art. 126 LIFD; Circolare 19 dell’AFC del 7.3.1995: Obbligo

d'informare, di rilasciare attestazioni e di comunicare nella LIFD, pag. 4 e

riferimenti ivi citati).

I terzi che hanno o hanno

avuto relazioni contrattuali con il contribuente devono rilasciare

un'attestazione sull'insieme delle loro relazioni contrattuali e sulle

reciproche pretese e prestazioni (art. 43 cpv. 1 LAID; art. 127 cpv. 1 lett. e

LIFD; art. 201 cpv. 1 lett. e LT).

La prassi delle banche

svizzere di rilasciare delle attestazioni relative alla situazione patrimoniale

al 31 dicembre ha lo scopo di fornire ai clienti documenti idonei a essere

allegati alla dichiarazione d’imposta, in particolar modo ai fini dell’imposizione

della sostanza, poiché la sostanza imponibile si determina in base al suo stato

alla fine del periodo fiscale (art. 17 cpv. 1 LAID). Su questi documenti

bancari si può leggere l’intestazione “attestazione fiscale” e l’indicazione a

piè di pagina “da conservare per la dichiarazione d’imposta” (cfr. la sentenza

del TF 2C_1087/2016 del 31.3.2017 consid. 4.3).

Fra le attestazioni

scritte previste dagli art. 127 cpv. 1 lett. e LIFD e 201 cpv. 1 lett. e

LT figurano anche le cosiddette attestazioni di completezza, che hanno lo scopo

di stabilire con chiarezza e certezza l’insieme delle pretese e prestazioni

reciproche di un contribuente con l’istituto bancario di cui è cliente (cfr. a

tale riguardo DTF 121 II 257 consid. 3b/b p. 261).

2.3

Secondo l’art. 130 cpv. 1

LIFD, l’autorità di tassazione controlla la dichiarazione d’imposta e procede

alle indagini necessarie. Il capoverso 2 prevede che esegue la tassazione

d’ufficio, in base a una

valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa

i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono

essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener

conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore

di vita del contribuente. Di analogo tenore gli artt. 204 cpv. 1 e 2 LT.

L’assenza di diffida, non

impedisce, all’autorità fiscale di stabilire gli elementi imponibili per

apprezzamento (sentenza TF 2C_618/2015 del 29.2.2016 consid. 4.2.), quando

sussiste un’incertezza su tali elementi (sentenza TF 2C_679/2016 dell’11.7.2017

consid. 4.2.). Il contribuente dev’essere imposto secondo la sua capacità

economica reale (sentenza TF 2C_679/2016 dell’11.7.2017 consid. 4.2.).

L’autorità fiscale, chiamata a valutare d’ufficio il reddito imponibile di un

contribuente deve tenere conto, secondo il proprio apprezzamento, di tutti i

dati disponibili al momento di prendere la propria decisione. Non si può

tuttavia esigere, dall’autorità fiscale, che effettui atti istruttori e che

proceda a chiarimenti troppo dettagliati, in particolare quando non dispone di

elementi probatori (sentenza TF 2C_679/2016 dell’11.7.2017 consid. 4.2.3).

Quando le uniche indicazioni verificabili riguardano l’evoluzione della

situazione della sostanza, l’autorità fiscale può basarsi sulla differenza tra

lo stato della sostanza all’inizio ed alla fine del periodo fiscale, poi

aggiungere all’importo ottenuto le spese private ed il tenore di vista stimati

per determinare il reddito imponibile (sentenza TF 2C_467/2017 del 5.7.2018

consid. 5.4.).

3.

3.1.

Nel caso di specie,

nell’ambito della procedura dinanzi all’UT, i contribuenti non hanno prodotto

le attestazioni fiscali inerenti alcune relazioni intrattenute con istituti

bancari. Il fisco ha chiesto, a più riprese, della documentazione “a comprova

dei redditi su capitali percepiti”. In assenza della documentazione richiesta

(ed in particolare quella relativa alle __________ e __________), ha stabilito d’ufficio

una redditività pari al 2% della sostanza mobiliare.

In sede ricorsuale i

contribuenti hanno prodotto la documentazione bancaria mancante ed in

particolare le relazioni aperte presso le banche __________ e __________ __________.

L’UT, dopo aver preso visione dei documenti, ha, da una parte, riconosciuto che

la precedente decisione – con la quale veniva imposta una redditività del 2%

degli averi – era errata, ma ha altresì rilevato l’inspiegabile evoluzione

della sostanza dal 31.12.2017 al 31.12.2018.

3.2

3.2.1

Nel periodo precedente a quello

attualmente sub judice, ossia il 2017, i contribuenti avevano

presentato la dichiarazione d’imposta, indicando titoli ed averi per fr.

14'856'030.-. L’elenco dettagliato prevedeva la seguente designazione degli

averi patrimoniali (pari a __________

24'500

__________

2'798

__________

16'998

__________

1'119'982

__________ (prestito)

30'000

__________ (prestito)

131'455

3.2.2

Per quanto concerne il

periodo fiscale 2018, i ricorrenti hanno presentato l’Elenco dei titoli (Modulo

2), indicando una sostanza pari a fr. 15'599'877.-. Diversamente dal precedente

periodo fiscale hanno indicato, per esteso, tutte le “sotto relazioni” in

essere con __________ e __________ __________.

In particolare, dalla

disamina delle relazioni di __________, composte in buona parte da conti

correnti, emerge, rispetto all’anno precedente, un aumento di valore da fr.

10'152'390.- a fr. 10'907'894.-. ndr. Va per inciso indicato che nel Modulo 2

vi è un errore inerente il conto CH __________, in quanto dalla documentazione

prodotta con il ricorso emerge che il conto aveva un valore imponibile al

31.12.2018

di fr. 841'973.- anziché di fr. 948'145.-.

Per quanto concerne,

invece, l’Istituto di credito __________, occorre rilevare che, a fine 2018,

gli averi ammontavano a fr 907'313.-, mentre quelli presso __________ a fr.

3'264'663.- (per entrambe le banche, rispetto al precedente periodo fiscale si

riscontra l’elencazione di più conti).

3.3

3.3.1

Unitamente al ricorso,

oltre all’estratto fiscale della banca __________, i contribuenti hanno prodotto

anche degli estratti relativi ad altri conti presso __________ (che per inciso

non figurano nell’elenco titoli, v. per esempio i conti __________; __________)

nonché a taluni conti dichiarati (non tutti e non completi). Ora, dagli stessi

emerge una certa operatività (per esempio l’acquisto di titoli, nonché il

cambio di divise). Proprio in merito all’attività di cambio di divise occorre

rilevare un’importante serie di operazioni sul conto __________ con immissioni

di importanti capitali, come pure sul conto __________. È stata anche prodotta,

sempre per __________, anche la “performance del portafoglio __________. di

rif. EUR”.

3.3.2

Nella sentenza TF

2C_868/2008 del 23.10.2009 (consid. 2.3. – 2.4.), il Tribunale federale ha

ricordato che gli utili derivanti dalla vendita di beni – ossia immobili,

titoli, metalli e valute – sono imponibili unicamente se l’attività viene

svolta con l’obiettivo di generare un reddito. Di conseguenza, le plusvalenze

private esenti da imposte, secondo l’art. 16 cpv. 3 LIFD, sono solo quelle

realizzate nell’ambito della semplice gestione del patrimonio privato, ossia

senza che il contribuente svolga un’attività particolare oppure sfruttando un’opportunità

che si presenta in maniera fortuita.

3.3.3

In relazione alle

transazioni effettuate da privati su tali beni la giurisprudenza ha provveduto

a sviluppare i criteri per tracciare la linea di demarcazione tra utili in

capitale privati e commerciali. In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto

che i seguenti elementi costituiscano indizi di un'attività lucrativa indipendente

che eccede la mera amministrazione della sostanza privata: il carattere

sistematico e/o pianificato delle operazioni, l'elevata frequenza delle

transazioni, la breve durate di possesso dei beni prima della loro (ri)vendita,

la stretta relazione tra la supposta attività indipendente (accessoria) e la

formazione e/o la professione (principale) del contribuente, l'utilizzo di

conoscenze specialistiche, l'impiego di ingenti fondi di terzi per finanziare

le operazioni, il reinvestimento degli utili realizzati o la costituzione di

una società di persone. Ciascuno di questi indizi può portare, in combinazione

con gli altri o anche - eccezionalmente - da solo se riveste un’intensità

particolare, al riconoscimento di un'attività lucrativa indipendente. Inoltre,

l'assenza di elementi tipici di tale attività in un caso specifico può essere

relativizzata da altre circostanze di particolare intensità. In ogni caso, sono

determinanti le circostanze concrete del caso, così come si presentano al

momento dell’alienazione.

Nel

caso del commercio di titoli, il modo di procedere sistematico e pianificato e

l'utilizzo di particolari conoscenze tecniche rivestono un’importanza minore;

d’altro canto, occorre dare maggior peso ai criteri del volume delle

transazioni e dell'impiego di ingenti fondi di terzi (sentenza TF 9C_403/2023

del 25.6.2024, consid. 5.5.; sentenza 9C_667/2022 del 21 agosto 2023 consid.

6.3

e giurisprudenza citata, in particolare la sentenza 2C_868/2008 del 23

ottobre 2009 consid. 2.7; cfr. anche la Circolare dell'AFC n. 36 del 27 luglio

2012.

sul commercio professionale di titoli, che, in quanto direttiva

amministrativa, non è vincolante per il Tribunale federale, ma da cui non si

discosta senza un valido motivo).

3.4

Ora la situazione dei contribuenti

non è per nulla chiara, non potendosi comprendere, per i vari flussi di

capitali, la loro origine né se le operazioni riscontrabili sui loro conti

siano da configurare quali capital gain esenti (ossia pura

amministrazione del loro patrimonio privato) o se configurino invece gli

estremi di un’attività lucrativa indipendente. Motivo per il quale gli atti

devono essere rinviati all’autorità fiscale, la quale dovrà richiedere ai

contribuenti la trasmissione degli attestati di completezza per tutte le

relazioni bancarie in essere nel 2018 ed inoltre gli estratti conto completi

(1.1. – 31.12.). A tal proposito si osserva che, nel Modulo 2, per il 2018

sembra figurare anche un conto di pertinenza del figlio __________ (__________)

che tuttavia, nel 2018, era maggiorenne.

In assenza di

collaborazione da parte dei contribuenti si ricorda che l’autorità fiscale può

procedere a determinare gli elementi imponibili (ed in particolare i redditi) d’ufficio,

basandosi sulla differenza tra lo stato della sostanza all’inizio ed alla fine

del periodo fiscale, per poi aggiungere all’importo ottenuto le spese private

ed il tenore di vista stimati.

3.5

Il ricorso è evaso ai

sensi dei considerandi. Pertanto la decisione su reclamo IC/IFD 2018 del 4

maggio 2022 è annullata e gli atti sono retrocessi all’autorità fiscale

affinché proceda ai sensi dei considerandi. Non si prelevano né tassa di

giustizia né spese processuali.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è evaso ai

sensi dei considerandi.

§ Di

conseguenza, la decisione su reclamo IC/IFD 2018 del 4 maggio 2022 è annullata

e gli atti sono rinviati all’autorità fiscale per i propri incombenti.

2. Non si prelevano né tassa

di giustizia né spese processuali.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La cancelliera: