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Decisione

80.2022.231

Deduzioni sociali: persona bisognosa a carico, figlio maggiorenne invalido, redditi mensili superiori a 2'000 franchi

20 dicembre 2022Italiano20 min

comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione spiegava che le spese annue per

Source ti.ch

Incarti n.

80.2022.231

80.2022.232

Lugano

20 dicembre 2022

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretaria

Cristiana

Balestra Gamboni, vicecancelliera

parti

RI

1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 27 agosto 2022 contro la decisione del 4 agosto 2022 in materia di IC e IFD

2021

Fatti

Fatti

A. a.

RI 1, divorziata, è madre

di due figli maggiorenni. __________, nato nel 1996, è beneficiario di una

rendita d’invalidità al 100%, mentre __________, nato nel 1998, nel periodo

fiscale litigioso, era studente presso l’Università di __________.

b.

Nella dichiarazione

d’imposta delle persone fisiche 2021, presentata l’8 aprile 2022, la signora RI

1, tra le altre, faceva valere la deduzione per figli a carico in ragione di

fr. 22'200.‑ e la deduzione per figlio agli studi pari a

fr. 13'400.‑.

In particolare, nelle

comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione spiegava che le spese annue per

il figlio __________, che viveva con lei, si attestavano a fr. 17'630.‑

ed erano così suddivise:

affitto

(a casa con me):

CHF

7’200

vitto:

CHF

4’800

Telecomunicazioni:

CHF

1’920

Abbonamento:

CHF

590

Vestiti

e calzature:

CHF

2’250

Altro:

CHF

600

Totale

annuo:

CHF

17’630

Spese

AVS e cassa malati

CHF

4’500+490.‑

B. In data 6 luglio

2022, l’RS 1 (di seguito: RS 1) notificava alla contribuente la decisione di

tassazione IC/IFD 2021 e le concedeva unicamente la deduzione per un figlio a

carico. Sia per l’IC sia per l’IFD, l’autorità di tassazione adduceva che la “deduzione

[era stata] considerata in base alla situazione al 31 dicembre 2021

[e che] i mezzi finanziari a disposizione del/la figlio/a [erano] sufficienti

al suo sostentamento”.

Di conseguenza, il reddito

imponibile per l’IC era stato accertato in fr. 59'000.‑ (parimenti

determinante per l’aliquota) e, per la sola imposta cantonale, la sostanza

imponibile era stata determinata in fr. 48'000.‑ (parimenti

determinante per l’aliquota). Il dovuto d’imposta cantonale si attestava a

fr. 2'168.05 (coefficiente: 97%).

Per l’IFD, invece, il

reddito imponibile era stabilito in fr. 81'100.‑ (parimenti

determinante per l’aliquota) e il debito d’imposta era pari a fr. 863.95,

al netto della deduzione di fr. 251.‑ per un figlio o una persona a

carico.

C. Il 2 luglio 2022, RI

1 interponeva reclamo contro la decisione summenzionata, chiedendo di “rivedere

il calcolo dell’imponibile tenendo conto del fatto che la rendita di mio figlio

che è versata sul mio conto mensilmente non raggiunge e non supera i 1800

franchi”.

Spiegava che il figlio

__________, che vive con me,

riceve dal 2018 una rendita dall’A.I. In seguito ad una decisione dell’ARP di __________,

dal 2020 mio figlio si è visto imposta una curatela generale (contro questa

decisione l’avvocato di __________ __________ sta preparando un ricorso). È

stata imposta una curatrice del UAP, signora __________. La rendita A.I. è

stata sequestrata, su ordine dell’ARP, dal UAP di __________: se prima mio

figlio la riceveva sul suo conto bancario, dal 2021 questi soldi sono versati

su un conto di __________ a nome di __________ ma gestito dalla curatrice __________.

Ogni mese la curatrice versa a me una parte dei soldi (v. allegati). Come si

evince dagli allegati, la parte di rendita che io ricevo per il mantenimento di

mio figlio varia dai 1200 ai 1800 franchi al mese. In effetti, l’ARP ritira

dalla rendita A.I. di mio figlio dai 200 ai 300 franchi di “indennità ARP”, che

non è dato sapere a quali prestazioni si riferisca (altro motivo di

contestazione da parte del nostro avvocato).

D. Con decisione datata 4

agosto 2022, l’RS 1 respingeva il reclamo, argomentando che sia ai sensi

dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT sia dell’art. 35 cpv. 1 lett. b

LIFD, per beneficiare della deduzione per persona bisognosa a carico

non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare attività lucrativa. La nozione di incapacità lucrativa, totale o

parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto

delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.

Essa sta sostanzialmente a

significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua

capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuto a infortunio,

malattia professionale, malattia o infermità congenita o comunque più in

generale a impedimenti d’ordine fisico o psichico.

[…]

Una

persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di

disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui

non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto,

perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di

bisogno.

Nel caso specifico, il figlio __________

(__________) non rientra nella casistica di figlio a carico, n’è di persona

bisognosa a carico, in quanto lo stesso, percepisce indennità AI STRAO, ed è al

beneficio della prestazione complementare. Tali introiti sono atti a coprire il

fabbisogno vitale del figlio __________.

E. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula la concessione della deduzione

per il sostentamento di una persona bisognosa a carico in relazione al figlio __________,

considerato invalido al 100%.

Nel suo gravame,

l’insorgente precisa che è stata informata dall’RS 1 che per poter beneficiare

della deduzione rivendicata, il reddito percepito dal figlio bisognoso di

sostentamento avrebbe dovuto essere inferiore a fr. 24'000.‑

all’anno.

Spiega che __________ percepisce

una rendita d’invalidità di fr. 19'116.‑, cui si sommano delle

prestazioni complementari pari a fr. 6'440.‑, giungendo ad un

importo complessivo di fr. 25'556.‑. Tale reddito è versato direttamente

alla curatrice istituita dall’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP) che,

nel periodo fiscale litigioso, ha riversato alla madre fr. 17'493.‑ (media

mensile: fr. 1'457.75) per il sostentamento del figlio __________.

La ricorrente deplora il

fatto che la differenza, ovvero fr. 8'063.‑, sia stata trattenuta

dall’UAP per le sue prestazioni ed aggiunge che “a tal proposito è stato

aperto un incarto di approfondimento sull’opportunità di una curatela”

perché l’ammontare dedotto a suo dire “non giustifica il servizio fornito”.

La ricorrente afferma di

provvedere “alla cura e al sostentamento del figlio e così facendo fa in

modo che il figlio non generi ulteriori costi sociali, costi che sarebbero

altrimenti a carico del sistema sociale cantonale”. Infine, RI 1 sottolinea

“che quanto percepito è nettamente inferiore all’ammontare reale necessario

per la cura e il sostentamento del figlio”.

F. Invitato ad

esprimersi in merito al ricorso, l’RS 1 ha rinunciato a presentare ulteriori

osservazioni, confermandosi nelle “motivazioni e [nelle] conclusioni

contenute nelle decisioni su reclamo impugnate”.

Diritto

1. Nella dichiarazione

d’imposta delle persone fisiche 2021, in relazione al figlio __________, RI 1

faceva valere la deduzione per figlio a carico. L’RS 1 non l’ha concessa

ritenendo che il figlio disponesse di mezzi finanziari sufficienti per il

proprio sostentamento.

È solo in sede di reclamo

che la ricorrente rivendica la deduzione per persona bisognosa a carico. Con la

decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione non ha ammesso neppure questa deduzione

in quanto __________ beneficia di redditi propri superiori a fr. 24'000.‑

e può quindi provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

Considerandi

2.

2.1.

Per

l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione

per sostentamento da 5'700.‑ a 11'100.‑ franchi al massimo per ogni

persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede,

comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.− franchi.

Analogamente,

per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la

deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.‑ franchi per ogni

persona totalmente o parzialmente incapace d’esercitare attività lucrativa, al

cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno

l’importo della deduzione.

Sia la LT sia la LIFD stabiliscono

che tale deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già

accordata la deduzione giusta la lettera a (art. 34 cpv. 1 lett. b in

fine; art. 35 cpv. 1 lett. b in fine).

Per entrambi i tributi, la

deduzione sociale è stabilita secondo la situazione alla fine del periodo

fiscale (art. 34 cpv. 3 LT; art. 35 cpv. 2 LIFD).

2.2

Secondo la lettera sia

della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona

assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace

di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt

erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui

costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia

riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere un

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività

abituale, rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche

in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è

ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi

(LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la

persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a

seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in

generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

2.3

La dottrina e la

giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità

di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente

fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera

età (Bosshard/Bosshard/Lüdin,

Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p.

195; sentenza CDT no. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona

adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in

quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere

dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri

motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. sentenza CDT no. 80.97.8 del 20

febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

Tanto la prassi

dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate da Bosshard/ Bosshard/ Lüdin, op. cit., n.

439, p. 191) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa

limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di

conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la

disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne

dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire

indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel

momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è

adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello

stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/

Lüdin, op. cit., p. 192).

2.4

Oltre

al requisito della totale o parziale incapacità di esercitare un’attività

lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la

concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita

non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al

proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga

almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,

Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;

inoltre, sentenza della CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT

I-1996 n. 11t).

Per

stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia in grado di mantenersi,

occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del

minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale

d’appello (sentenza CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.

11t; inoltre, RF 1983 p. 491).

In

altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri

obiettivi e non da un punto di vista soggettivo.

A

tal proposito, la dottrina più recente si

domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia

esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire

criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito

imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere

negato (Locher, Kommentar zum DBG,

I. parte, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 47 ad art. 35

LIFD, p. 1060 e riferimenti giurisprudenziali).

3.

3.1.

Per

quanto attiene all’imposta federale diretta, i criteri oggettivi relativi

all’esigenza di sostentamento non possono però essere unificati a livello

svizzero, in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v.

Circolare AFC no. 30 “Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge

federale sull’imposta federale diretta” del 21 dicembre 2010, versione

applicabile dal 1° gennaio 2014, n. 11, p. 21; v. anche Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di],

Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea

2017, n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 891).

3.2

Alcune autorità fiscali cantonali, tra cui quelle del

Cantone Ticino, hanno opportunamente codificato una prassi, che fissa degli

importi, a partire dai quali si può ritenere che il reddito e/o la sostanza del

figlio siano sufficienti per il suo mantenimento, con la conseguenza che i

genitori non hanno diritto alla deduzione sociale (v. anche Jaques, in: Noël/Aubry Girardin [a cura

di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea

2017, n. 40 ad art. 35 LIFD, p. 810).

Nel Canton Berna, ad esempio, per

stabilire se una persona parzialmente o totalmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa sia bisognosa di sostentamento, l’autorità fiscale ha

fissato quali limiti un reddito netto (prima delle deduzioni sociali) di

fr. 16'000.‑ per le persone sole e di fr. 24'000.‑ per i

coniugi rispettivamente una sostanza netta (prima delle deduzioni sociali) pari

a fr. 50'000.‑. Al di sopra di questi importi, la deduzione sociale non

è accordata (cfr.

Steuerverwaltung des Kantons Bern, TaxInfo, Einkommens- und Vermögenssteuern;

Unterstützungsbedürftige erwerbsunfähige Personen, Fassung vom 22.08.2022, in:

www.taxinfo.sv.fin.be.ch).

Nel Canton Lucerna, riferendosi

alla deduzione per figlio maggiorenne a carico, lo stato di bisogno del figlio

si determina in base al minimo vitale del diritto esecutivo. Se il figlio

dispone di un reddito fino a fr. 18'000.‑, i genitori hanno diritto

alla deduzione per figlio a carico. Per quanto concerne il patrimonio, si

ritiene che il figlio non necessiti più del sostegno finanziario dei genitori

se dispone di una sostanza netta superiore a 100'000 franchi, purché si tratti

di beni alienabili o liquidi e non per esempio di quote di comproprietà di

immobili o di quote di partecipazione in società di famiglia (cfr. Luzerner Steuerbuch, Kinderabzug,

Staats- und Gemeindesteuern, § 42 n. 2, paragrafo 1.1).

Nel

Canton San Gallo, fino ad un reddito dell’attività lucrativa di fr. 15'000.‑

all’anno, si presume che il figlio non possa provvedere al proprio

mantenimento. Per quanto concerne il patrimonio, la situazione viene valutata

in ogni singolo caso (St. Galler Steuerbuch, 48 n. 1, paragrafo 2.2.2.).

Il

Canton Zurigo ha fissato tali limiti a fr. 15'000.‑ di reddito

imponibile e fr. 50'000.‑ di sostanza imponibile per le persone sole

e fr. 22’000.‑ di reddito imponibile e fr. 100’000.‑ di

sostanza imponibile per le persone coniugate (cfr. Zürcher Steuerbuch,

Weisung der Finanzdirektion über Sozialabzüge und Steuertarife [ab

Steuerperiode 2015], B. II., Unterstützungsabzug, no. 33, in:

www.zh.ch; v. anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 68 ad art. 35 LIFD,

p. 718).

3.3

Come poc’anzi anticipato,

anche il Cantone Ticino nella Circolare DDC no 18/2020 del luglio 2020

intitolata “Imposizione della famiglia”, oltre a fare riferimento alla

giurisprudenza della Camera di diritto tributario relativa al minimo

d’esistenza stabilito dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale

d’appello, afferma ‑ riallacciandosi alla prassi instaurata per

la deduzione sociale per i figli maggiorenni in formazione ‑ che

il figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito

(compresi eventuali contributi di sostentamento versati dall’altro genitore)

uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili o se possiede una

sostanza ‑ priva di vincoli, facilmente disponibile ‑ pari

o superiore a 150'000 franchi (v. Circ. DDC no. 30, n. 10.1, p. 25 s.).

4.

4.1.

Venendo al caso in esame, dagli

atti si evince che __________, che nel periodo fiscale litigioso aveva 25 anni,

beneficiava di una rendita straordinaria erogata dall’assicurazione per

l’invalidità e di prestazioni complementari, era domiciliato e viveva con la

madre ad Arosio, lavorava, per quanto possibile, per la __________. Dal padre

non riceveva alcun contributo di mantenimento.

Si noti che ha diritto ad

una rendita straordinaria d’invalidità chi è invalido sin dalla nascita o lo è

diventato prima del compimento dei 23 anni, se è domiciliato in Svizzera e non

ha diritto ad una rendita ordinaria d’invalidità. Ha inoltre diritto alle

prestazioni complementari, a certe condizioni, il titolare di una rendita

d’invalidità di modeste condizioni economiche (v. www.avs-ai.ch, Opuscolo

informativo 4.04/i, Prestazioni dell’AI, Rendite d’invalidità dell’AI, stato al

1° gennaio 2022, p. 17 s.; v. anche art. 39 LAI e art. 42 LAVS).

4.2

Tra la documentazione

messa a disposizione dell’autorità giudicante, vi è anche la Dichiarazione

d’imposta delle persone fisiche 2021 presentata l’8 aprile 2022 dal figlio __________.

Dagli atti emerge che nel

2021.

__________ ha beneficiato di una rendita AI STRAO pari a fr. 19'116.‑

e prestazioni complementari per fr. 6'440.‑. Accluso alla DI 2021 vi

è anche il certificato di salario che copre il periodo fiscale dal 15 marzo

2021.

al 31 dicembre 2021 e che attesta che __________ ha lavorato presso la __________

percependo un salario netto pari a fr. 650.‑. I redditi netti totali

percepiti da __________ nel corso del 2021 ammontavano quindi a fr. 26'206.‑.

Non dichiarava sostanza (stato al 31.12.2021).

Per quanto si può desumere

dal calcolo dell’imponibile IC 2021, agli atti, __________ è stato verosimilmente

dichiarato esente da imposta per l’IC. Per l’IFD, invece, non è dato sapere,

non essendoci né il calcolo dell’imponibile né la decisione di tassazione IFD

2021.

tra la documentazione trasmessa dall’RS 1.

4.3

È indubbio che, dal punto

di vista soggettivo, la situazione di __________ ricada tra le condizioni poste

per poter beneficiare della deduzione per persona bisognosa di sostentamento ex

art. 34 cpv. 1 lett. b LT e art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Risiede

infatti in Svizzera ed ha una limitata capacità di guadagno a seguito

dell’infermità per cui beneficia di una rendita d’invalidità e di prestazioni

complementari.

Tuttavia, entrambe le

disposizioni legislative appena citate pongono un’ulteriore condizione, ovvero che la persona assistita non disponga di un reddito e di

una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni

perciò dell’aiuto economico del contribuente, che provvede quindi al suo

sostentamento, e che tale aiuto raggiunga almeno l’entità della deduzione.

Come visto, per il Cantone

Ticino, un figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare

un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito

uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili (v. Circ. DDC no. 30, n.

10.1, p. 25 s.).

Nella fattispecie, nel

periodo fiscale sub judice, __________ dichiarava e comprovava di

beneficiare di entrate nette pari a fr. 2'183.‑ al mese, leggermente

al di sopra del limite fissato dall’autorità fiscale cantonale. È quindi per

questo motivo che l’RS 1 non ha considerato __________ bisognoso del

sostentamento della madre.

Sia anche rilevato che, da

quanto emerge dall’incarto fiscale inviato a questa Camera, l’aiuto (finanziario)

che la madre avrebbe fornito al figlio nel corso del 2021, in ogni caso, non

raggiungeva l’entità (minima) della deduzione rivendicata. In effetti, la

ricorrente dichiarava che le spese totali annue per __________ ammontavano a

fr. 17'630.‑. Annotava anche “spese AVS e cassa malati:

CHF 4'500 + 490.‑”.

Quali “oneri

assicurativi e interessi di capitali a risparmio”, __________ dichiarava

fr. 4'500.‑.

Nell’atto di ricorso, RI 1

sostiene di aver ricevuto dalla curatrice unicamente fr. 17'493.‑,

aggiungendo che l’__________ si era occupata “unicamente dei pagamenti della

cassa malati”.

Di conseguenza, l’eventuale

contributo al sostentamento del figlio __________ risultava essere di fr. 137.‑

annui, importo di gran lunga inferiore al minimo previsto dalle disposizioni

legislative applicabili (fr. 5'700.‑ per l’IC e fr. 6'500.‑

per l’IFD). Le “spese AVS” per fr. 490.‑, come le spese per

la cassa malati, erano verosimilmente già state pagate dall’__________.

Sia come sia, la ricorrente

non è comunque legittimata a rivendicare la deduzione per persona bisognosa a

carico in quanto non provvede al mantenimento di __________ ai sensi dell’art.

34.

cpv. 1 lett. b LT.

4.4

Ci si può chiedere se tale

conclusione valga anche per la deduzione sociale prevista dal diritto federale

(art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD), dato che, come già anticipato, mancano

delle direttive a livello federale che fissano i criteri oggettivi relativi

all’esigenza di sostentamento (Baumgartner/Eichenberger,

loc. cit., n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 891). L’Amministrazione federale delle

contribuzioni nella sua Circolare no. 30 non ha ritenuto opportuno fissare

questi limiti in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v.

Circ. AFC no. 30 del 21 dicembre 2010, versione applicabile dal 1° gennaio

2014, n. 11, p. 21).

In un caso vallesano, il

Tribunale federale ha giudicato la prassi cantonale ‑ che nega

la deduzione per il sostentamento nel caso in cui il figlio maggiorenne in

formazione percepisca un reddito annuale netto superiore a fr. 20'000.‑ ‑ conforme

al diritto federale (sentenza TF 2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4 febbraio 2014;

v. Locher, op. cit., n. 47 ad art.

35.

LIFD, p. 1060).

Il caso esaminato

dall’Alta Corte concerneva un figlio di 24 anni, in formazione, che dichiarava

un reddito lordo pari a fr. 29'908.‑, composto da una rendita per

orfano pari a fr. 21'223.‑, un reddito da attività lucrativa

dipendente pari a fr. 6'062.‑, delle indennità per perdita di

guadagno in ragione di fr. 2'473.‑ e dei redditi della sostanza per

fr. 150.‑ (reddito netto [Reineinkommen]: fr. 26'721.‑).

Il Tribunale federale ha considerato che con tale importo il figlio fosse in

grado di provvedere da solo ai propri bisogni vitali negando di conseguenza

l’esistenza di un bisogno di sostentamento oggettivo e di fatto (anche) la

deduzione sociale per figlio maggiorenne a carico.

Come visto, molte prassi

cantonali, tra cui quella ticinese, applicano gli stessi criteri per definire l’esigenza

di sostentamento di un figlio maggiorenne in formazione e di una persona

bisognosa di sostentamento perché incapace di esercitare un’attività lucrativa.

La conclusione cui giunge l’Alta Corte può pertanto essere ripresa mutatis

mutandis anche nell’ambito della deduzione per il sostentamento di una

persona bisognosa ex art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Come affermato

dall’AFC, il costo della vita varia a seconda delle regioni. Di conseguenza, il

limite di fr. 2'000.‑ netti mensili, fissato per il diritto

cantonale, può essere applicato anche nell’ambito dell’IFD.

4.5

Riassumendo, poiché il

figlio __________ non è bisognoso del sostentamento della madre o, se anche lo

fosse, il contributo finanziario fornito dalla ricorrente non raggiunge

l’importo minimo della deduzione previsto dagli articoli 34 cpv. 1 lett. b

LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD, la decisione dell’RS 1 di negare alla

ricorrente la deduzione per persona bisognosa a carico merita di essere

tutelata.

5.

Di conseguenza, il

ricorso è respinto.

Visto l’esito del gravame,

la tassa di giustizia, limitata al minimo, e le spese di procedura sono poste a

carico della ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 100.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 200.–

sono a carico della

ricorrente.

3. Contro il presente giudiz Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: