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Decisione

80.2022.257

Procedura: tassazione d’ufficio, reclamo, mancata prova della manifesta inesattezza, invio della dichiarazione d’imposta senza tuttavia diverse attestazioni, irricevibile

15 febbraio 2023Italiano23 min

la dichiarazione fiscale 2020, il contribuente era stato richiamato, poi diffidato

Source ti.ch

Incarti n.

80.2022.257

80.2022.258

Lugano

15 febbraio 2023

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretaria

Sabrina

Piemontesi – Gianola, vicecancelliera

parti

RI

1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 3 novembre 2022 contro la decisione del 12 ottobre 2022 in materia di IC/IFD

2020.

Fatti

Fatti

A. __________ (__________)

è un calciatore professionista, attualmente impegnato con il __________,

squadra che ha raggiunto ad ottobre 2020, notificando il suo arrivo in Ticino

da __________ (NE) il 6.11.2020 (cfr. www.movpop.ti.ch, sito

consultato il 2.2.2023).

B. Non avendo presentato

la dichiarazione fiscale 2020, il contribuente era stato richiamato, poi diffidato

ed in seguito, il 13.7.2021, gli è stata inflitta una multa di fr. 100.- per

violazione degli obblighi procedurali (trasmessa tramite invio APlus) ed è

stata rinnovata la diffida a presentare, nel termine di 20 giorni la

dichiarazione fiscale, con l’avvertenza che, decorso infruttuoso tale termine,

si sarebbe potuto procedere con la tassazione d’ufficio ai sensi degli art. 204

LT e 130 LIFD.

C. L’Ufficio di

tassazione di Lugano (di seguito UT), con decisione di tassazione d’ufficio del

29.9.2021 , trasmessa al rappresentante del contribuente “__________”,

stabiliva un reddito imponibile del contribuente di fr. 192'300.- (medesimo

importo determinante per l’aliquota) ed una sostanza di fr. 200'000.- (medesimo

importo determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito veniva commisurato

in fr. 193'400.-.

A motivazione della

decisione si poteva leggere:

“Richiamata la diffida, ritenuto che alla richiesta

in essa contenuta non è stato dato seguito, si procede con la tassazione

d’ufficio. La tassazione d’ufficio è stata eseguita in applicazione degli art.

204 cpv. 2 della LT e 130 cpv. 2 della LIFD. Il contribuente può impugnare la

tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente

inesatta. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova.

Ciò significa che al reclamo dev’essere allegata la dichiarazione d’imposta

debitamente compilata e corredata da tutti i certificati, attestazioni,

documenti ecc. Si rende attenti che un eventuale reclamo con modalità e

contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato

irricevibile. Di conseguenza la tassazione d’ufficio diventerà definitiva”.

D.

a.

Con reclamo 28/29.10.2021 __________,

rappresentato dall’avvocato __________, contestava la decisione di tassazione

d’ufficio relativa al periodo fiscale 2020, allegando la relativa dichiarazione

fiscale. Siccome il gravame presentato era redatto in lingua francese, veniva

attribuito un termine scadente l’8.11.2021 per conformarsi ai requisiti formali.

b.

Con tempestivo scritto

8/9.11.2021 il contribuente presentava le sue censure in italiano. In

particolare, la tassazione d’ufficio veniva impugnata siccome le cifre

stabilite da parte dell’autorità di tassazione erano a suo dire fantasiose ed

incomprensibili. Si chiedeva pertanto, nel determinare gli elementi imponibili,

di voler far riferimento alla dichiarazione d’imposta ed ai documenti

giustificativi allegati.

E. Con scritto 6.7.2022

– inviato tramite APlus – l’UT, dopo aver ricordato gli estremi per impugnare

una tassazione operata d’ufficio, si rivolgeva al contribuente chiedendo la

trasmissione della seguente documentazione:

·

Copia della decisione di

tassazione 2019 emessa dal Cantone di domicilio;

·

I certificati di salario relativi

al periodo fiscale 2020, rilasciati da tutti i datori di lavoro del

contribuente;

·

Le attestazioni relative

all’indennità di perdita di guadagno (disoccupazione) percepita durante il

periodo 2020;

·

La convenzione di mantenimento

stipulata alla nascita del figlio __________;

·

Documentazione bancaria o postale

a comprova del contributo alimentare versato alla signora __________, in favore

del figlio __________;

·

Contratto di locazione per le

abitazioni occupate nel 2020.

Gli atti in questione

avrebbero dovuto essere trasmessi entro il 25.7.2022 (termine per il quale è

stata richiesta una proroga).

F. a.

Con decisione di

tassazione dopo reclamo IC/IFD 2020 del 31.8.2022, l’autorità fiscale

dichiarava irricevibile il gravame del contribuente, siccome non era stato dato

seguito alla richiesta di documentazione del 6.7.2022 entro il termine

prestabilito e non era pertanto stata comprovata la manifesta inesattezza della

decisione di tassazione d’ufficio.

b.

A seguito della ricezione

della decisione su reclamo, l’avv. __________ contattava l’UT di Lugano

indicando di aver tempestivamente domandato una proroga per la presentazione

dei documenti richiesti con scritto 6.7.2022 ed inviava copia dello scritto con

il giustificativo dell’invio APlus.

c.

Con scritto

1.9.2022, l’avv. __________ inviava all’UT la seguente documentazione:

1)

I documenti relativi alla

tassazione 2019;

2)

Certificato di salario del __________

(12.10.20 – 31.12.20);

3)

Le buste paga di luglio e

settembre 2020 con gli estratti conto bancari. Il mio cliente non ha il

certificato di stipendio del __________. Il signor __________ fa riferimento

agli importi annunciati nella dichiarazione dei redditi che ha allegato alla

richiesta che vi ha inviato e rimane a vostra disposizione per qualsiasi

informazione aggiuntiva;

4) Il certificato di disoccupazione secondo le vostre

richieste;

5)

Gli accordi per __________. Il

contributo di mantenimento è stato fissato di comune accordo tra i genitori a

2’000 franchi svizzeri. (…) il signor __________ ha allegato un certificato

firmato dalla madre del bambino che attesta quanto sopra. Si allegano i

pagamenti effettuati tramite bonifico bancario, fermo restando che il saldo è

stato effettuato a mano, come confermato dalla madre del bambino sul documento

presentato, che troverete nuovamente in allegato.

Nella risposta si

precisava che il contribuente, quando giocava per il __________, non aveva un

contratto di locazione, poiché l’appartamento gli veniva messo a disposizione

dal club: la pigione era di fr. 3'800.-, fr. 2'000.- erano presi a carico

direttamente dalla società sportiva. A __________, l’affitto per l’appartamento

veniva detratto direttamente dalla busta paga del __________. S’indicava

inoltre che, la busta paga presentata a titolo esemplificativo si riferiva al

2022, ma valeva anche per il 2020.

G. Con decisione di

tassazione IC/IFD 2020 dopo rettificazione su reclamo del 12.10.2022, il

reclamo veniva dichiarato irricevibile con la seguente motivazione:

“(…). Avverso le decisioni di tassazione imposta

cantonale e imposta federale diretta 2020, allestite d’ufficio in seguito alla

mancata presentazione della dichiarazione d’imposta, è stato presentato reclamo

in data 28 ottobre 2021. Siccome il reclamo non era redatto in lingua italiana,

è stato concesso un termine fino all’8 novembre 2021 per tradurre il gravame,

termine rispettato. Allegata al reclamo vi era la dichiarazione d’imposta 2020,

compilata e firmata. Un reclamo contro una tassazione allestita d’ufficio è

subordinato alle condizioni restrittive enunciate dagli art. 206 cpv. 3 Legge

tributaria, rispettivamente 132 cpv. 3 Legge federale sull’imposta federale

diretta. La prova della manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio

dev’essere completa e non può limitarsi a singole posizioni; il contribuente

deve cioè riprendere la collaborazione trascurata ed in particolar modo

inoltrare la dichiarazione fiscale precedentemente non presentata.

Dall’accertamento esperito è emerso che quest’ultima risultava lacunosa dal

punto di vista dei giustificativi; veniva dunque inviata una nuova missiva al

rappresentante del contribuente, recante termine 25 luglio 2022, per porre

rimedio. In calce alla stessa si avvertiva il rappresentante che, in caso

d’inosservanza del termine, il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

In seguito alla ricezione della decisione dopo reclamo datata 31 agosto 2022,

il rappresentante del contribuente prendeva contatto con l’autorità fiscale per

segnalare che, con invio raccomandato, aveva proceduto a richiedere una

proroga; essendo tale richiesta mai pervenuta per motivi non imputabili né al

reclamante, né all’ufficio di tassazione, benché il rappresentante non avesse

(per ovvi motivi) ricevuto nessuna conferma della proroga richiesta, allo

stesso veniva concesso ulteriore tempo per presentare quanto richiesto in data

6 luglio 2022. Considerato che la documentazione giunta in seguito non è

ritenuta sufficiente a comprovare la manifesta inesattezza della tassazione

allestita d’ufficio (il certificato di salario emesso dall’FC __________ non è

stato presentato, così come anche altri documenti richiesti relativi agli

alimenti versati in favore del figlio minorenne, nonché al calcolo

dell’imponibile del 2019, utile ad allestire il calcolo entrate/uscite),

l’irricevibilità del reclamo è confermata in questa sede. La presente rettifica

viene emessa unicamente per concedere al rappresentante del contribuente la

possibilità d’impugnativa, conto tenuto del problema postale/interno che ha

minato il buon decorso della procedura”.

H. Con ricorso

3/4.11.2022, __________ impugna la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD

2020. Il contribuente spiega di essere giunto in Ticino a fine 2020 e di essere

un calciatore professionista, lavoro che occupa tutto il suo tempo. Indica di

non essere riuscito a gestire in modo soddisfacente tutte le faccende

amministrative che lo riguardavano dal suo arrivo a __________, motivo per il

quale era poi stato tassato d’ufficio. Specifica tuttavia di essersi aggravato

tempestivamente contro la decisione di tassazione d’ufficio, tramite l’avv. __________

e di aver anche presentato in seguito la dichiarazione fiscale, debitamente

compilata e corredata dai documenti giustificativi. Il ricorrente spiega di

aver prodotto tutti i documenti necessari atti a comprovare la sua situazione

fiscale: l’unico documento mancante sarebbe il certificato di salario del __________

che tuttavia “(…) è andato perso quando mi sono trasferito”.

L’insorgente rileva cionondimeno di aver presentato ogni sorta di documento per

stabilire il suo reddito con il datore di lavoro in questione.

Specifica di aver prodotto

tutti i documenti a sostegno delle deduzioni richieste: in particolare gli

alimenti versati per il figlio __________, le spese professionali, i costi di

cassa malati nonché la franchigia relativa alle spese mediche sostenute. Nonostante

i giustificativi in questione, l’UT non avrebbe considerato – arbitrariamente –

le deduzioni giustificate e richieste.

Per quanto concerne il

reddito, nello scritto 1°.9.2022, il contribuente aveva presentato la prova del

reddito percepito dal __________ (__________) nonché il certificato di salario

del __________ per il periodo dal 12.10.2020 al 31.12.2010. Il contribuente

sottolinea che, causa Covid, gli sarebbe stato corrisposto uno stipendio molto

basso e che, solo a partire dal 2021 avrebbe ricevuto uno stipendio più alto

dal __________.

Secondo il ricorrente, il

reddito determinato dall’autorità fiscale si baserebbe “sul nulla” e non è

chiaro come l’UT sia riuscito a determinare tale importo. __________ indica che

l’autorità fiscale non lo avrebbe informato del fatto che in mancanza dei

documenti, il reclamo avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile. Inoltre –

come minimo – l’UT avrebbe dovuto indicare con precisione i documenti che

riteneva necessari per consentirgli di “effettuare le ricerche necessarie”.

I. Con osservazioni

9/10.11.2022 l’UT chiede la conferma della decisione impugnata. In particolare

l’autorità rileva di aver comunicato al contribuente che il reclamo contro una

tassazione d’ufficio può essere ammesso unicamente se è comprovata la manifesta

inesattezza della decisione. Il contribuente non ha mai fornito il certificato

di salario relativo ai redditi conseguiti presso l’__________, società presso

la quale era possibile richiedere copia del certificato di salario per l’anno

2020.

In relazione alla

quantificazione del reddito del lavoro, il fisco ticinese indica che la

valutazione fatta è in linea con quanto il contribuente aveva percepito a __________,

ovvero un salario mensile netto pari a fr. 20'576.-. Secondo l’autorità fiscale

“(…) i dati presenti nella lista dei redditi fornita dal contribuente non

risultano attendibili, ad esempio il salario per il mese di settembre è

dichiarato in Fr. 17'000. In tale elenco risulta un reddito globale netto di

Fr. 102'901, ma in base ai documenti forniti riteniamo più corretto valutare un

reddito netto attorno ai Fr. 145'000 considerando anche i contributi in natura”.

In definitiva, vista la mancata trasmissione di tutti i documenti, l’incertezza

dei dati e l’esigenza formale di dimostrare la manifesta inesattezza della

decisione d’ufficio impugnata, il fisco indica che non sarebbe potuto giungere

a conclusioni differenti.

Diritto

1. 1.1.

La Camera di diritto

tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli

Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a

condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto

esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,

sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una

persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione,

che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se

l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno

retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in

caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

1.2.

Nel caso in esame, le decisioni impugnate hanno dichiarato irricevibile

il reclamo, difettandone i requisiti di legge. Di conseguenza, questa Camera si

limiterà a verificare se sia legittima la decisione con cui l’autorità fiscale

ha dichiarato irricevibile il reclamo interposto dai contribuenti contro la tassazione

d’ufficio, mentre le è precluso l’esame del merito della tassazione.

Considerandi

2.

2.1.

Secondo

l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di

tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base ad una valutazione

coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi

obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere

accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di

coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita

del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il

motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato ed

indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT), per cui vi è

un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la

correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la

stessa è manifestamente inesatta (cfr. ad esempio sentenza del TF 2C_435/2017

del 18 febbraio 2019, consid. 2.1.).

2.2

Contro

la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto

all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206

cpv. 1 LT). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata

d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il

reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv.

3.

LT).

Le

norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della

“manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che

il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del

reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione

per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei

quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (cfr. sentenza del TF n.

2C_404/2019 del 29 gennaio 2020, consid. 2.3. con riferimenti

giurisprudenziali).

2.3

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza

può essere portata in due modi:

·

in primo luogo, il contribuente

può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito

alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento

degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata

viene rimpiazzata da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia

l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed

una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non

si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione

personale del contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere

completa e non può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;

·

in secondo luogo, il contribuente

può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr.

sentenza del TF n. 2C_6/2011 del 16 maggio 2011, consid. 3.1 e giurisprudenza

citata e n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

3.

3.1.

Nel caso in esame, il ricorrente è stato assoggettato ad una tassazione

d’ufficio per il periodo fiscale 2020, poiché non aveva inoltrato la

dichiarazione d’imposta per l’anno controverso e ciò nonostante il richiamo, la

diffida e la multa a lui inflitta per violazione degli obblighi procedurali.

Con il reclamo, il contribuente – patrocinato da un avvocato - ha

contestato la tassazione d’ufficio operata dall’UT producendo la dichiarazione

fiscale da lui compilata, che attestava un reddito imponibile complessivo pari

a fr. 22'361.- ed una sostanza di fr. 0-. Per quanto concerne i documenti

giustificativi, in merito al reddito percepito dalle squadre sportive presso le

quali è stato attivo nel 2020, ha presentato un “ricapitolativo” delle sue

entrate: corredato, per quanto attiene al FC __________ dal certificato di

salario, documento questo mancante per quanto attiene al precedente impiego

presso il FC __________. In merito alle deduzioni, faceva in particolar modo

valere un’attestazione di corresponsione degli alimenti per il figlio__________

(fr. 24'000.-) sottoscritta dalla madre __________. Produceva anche l’attestato

della cassa malati __________, nonché l’attestato della __________ inerenti i

premi versati alla previdenza vincolata.

3.2

3.2.1

Posto come la documentazione presentata non era esaustiva, l’autorità

fiscale, con scritto 6.7.2022, si rivolgeva nuovamente al contribuente

chiedendo di voler trasmettere tutta una serie di atti, necessari per definire

i suoi elementi imponibili ed in particolare i certificati di salario di tutti

i datori di lavoro presso il quale era stato impiegato durante il 2020, le

attestazioni relative all’indennità di perdita di guadagno (disoccupazione)

percepite nel 2020 come anche la documentazione bancaria o postale a comprova

del contributo alimentare versato a __________.

3.2.2

__________, sempre per il tramite dell’avv__________, produceva

le bollette di pagamento relative all’IFD e all’IC 2019 trasmesse dal Canton __________

(di rispettivamente fr. 3'032.- e fr. 19'179.10), il certificato di salario del

__________, due buste paga dei mesi di luglio e settembre 2020 del FC __________

(__________), di rispettivamente fr. 17'215.15 e fr. 17'475.80. Presentava

inoltre gli atti relativi alle prestazioni percepite dalla Cassa di

disoccupazione. Per quanto concerneva gli alimenti allegava dei “print-screen”

relativi a 9 bonifici effettuati a favore di __________ dell’importo di fr.

1'250.- l’uno: tuttavia non veniva indicato il conto sul quale era operato

l’addebito, né chi era l’avente diritto di tale conto. Il contribuente,

indicava di aver dato il restante importo tramite pagamento a contanti.

3.3

Come

già ricordato, una tassazione d’ufficio può essere impugnata solo in caso di

manifesta inesattezza. La prova dell’inesattezza, che compete al contribuente,

deve essere completa. Il reclamo deve essere presentato in modo tale da

consentire all’autorità fiscale di riconoscere senz’altro, in base alla

motivazione e ai mezzi di prova, se la tassazione d’ufficio è manifestamente

inesatta (cfr. per esempio sentenza del TF n. 2C_30/2017 del 10 maggio 2017,

consid. 2.2.2 e giurisprudenza citata).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, in caso di

reclamo contro una tassazione d’ufficio, l’obbligo dell’autorità fiscale di procedere

a indagini rinasce solo se l’incertezza sui fatti, da cui è scaturita la tassazione

d’ufficio, è stata superata per effetto dell’intervento del contribuente (cfr.

ad esempio sentenza del TF n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

3.4

3.4.1

Nel

caso in discussione, il contribuente ha prodotto la dichiarazione di tassazione

2020.

compilata: tuttavia alla stessa non erano allegati tutti i giustificativi

necessari per poter stabilire con certezza tutti i suoi elementi imponibili ed

in particolare i suoi redditi da lavoro dipendente. Non ha infatti prodotto, né

con la risposta alla dichiarazione, fiscale né con la seguente richiesta di

documentazione il certificato di salario relativo all’impiego presso il __________

(__________). In tal modo, l’autorità di tassazione ticinese non è stata messa

in condizione di conoscere lo stipendio dell’insorgente, che comprendeva anche

redditi in natura (appartamento e altri vantaggi)

3.4.2

Ora,

giusta l’art. 124 cpv. 2 LIFD (di ugual tenore l’art. 198 cpv. 2 LT) il

contribuente deve compilare il modulo in modo completo e veritiero, firmarlo

personalmente e inviarlo, con gli allegati prescritti, all’autorità competente

entro il termine stabilito.

Le

persone fisiche devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare: i

certificati di salario concernenti tutti i proventi da attività lucrativa

dipendente (art. 125 cpv. 1 lit. a LIFD; di analogo tenore l’art. 199 cpv. 1

lit. a LT). Ora il certificato di salario dev’essere compilato conformemente

alla realtà da parte del datore di lavoro e rilasciato al contribuente. Il

contribuente – che non ha ricevuto il certificato di salario – è obbligato a

richiederne una copia al datore di lavoro. Nel caso in cui il contribuente non

riesca ad ottenere tale documento dal datore di lavoro, deve informare le

autorità fiscali, le quali possono poi richiederlo direttamente al datore di

lavoro (Zweifel/Hunziker,

Kommentar DBG [a cura di Zweifel/Beusch], 3a. ed., Basilea 2017, n. 12 ad art.

125.

DBG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,

Handkommentar zum DBG, 3a. ed., Basilea 2016, n. 9 ad art. 125 LIFD). Il qui

contribuente, peraltro prima rappresentato da un avvocato, in relazione al

certificato di salario, ha indicato di averlo smarrito in occasione del

trasloco. Non si comprende per quale ragione, avendolo perso, __________, non

l’abbia prontamente richiesto alla sua datrice di lavoro.

3.4.3

Come visto, la prova della

manifesta inesattezza può essere apportata – in sede di reclamo – adempiendo in

maniera corretta agli obblighi procedurali precedentemente trascurati e con una

completa esposizione dei fatti. Ora ciò non era il caso: come visto, mancavano

documenti indispensabili per la determinazione degli elementi imponibili (v. il

certificato di salario). Secondo la

giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, se il contribuente interpone

un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una

tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza

attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser, Besonderheiten bei der

Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare p. 42 e

giurisprudenza citata; Filippini/Balestra

Gamboni, La tassazione d’ufficio, in RtiD I-2018 p. 638; cfr. anche le

sentenze CDT n. 80.2019.71/72 del 4 novembre 20219; CDT n. 80.2013.230 del 30

ottobre 2013 consid. 2.4 e CDT n. 80.2016.123/124 del 17 ottobre 2016 consid.

1.6). In una simile situazione l’autorità fiscale, avrebbe anche potuto

dichiarare immediatamente irricevibile il reclamo senza procedere con

un’ulteriore richiesta di documentazione (cosa che è invece stata fatta in

casu proprio per “andare incontro” a __________). In tal senso cade nel

vuoto la censura del ricorrente laddove critica l’operato dell’autorità fiscale

per non avergli indicato con precisione i documenti che riteneva necessari per

consentirgli di effettuare le ricerche necessarie. È infatti la legge stessa che

indica che per il lavoro dipendente è necessaria la presentazione del

certificato di salario.

Pertanto,

l’autorità di tassazione ha legittimamente mantenuto la tassazione d’ufficio,

non essendo adempiuti i presupposti per sostituirla con una tassazione ordinaria.

3.5

La

decisione impugnata del 12.10.2022, con cui l’UT ha dichiarato irricevibile il

reclamo del contribuente, si rivela pertanto legittima.

4.

4.1.

Stabilito che

l’autorità fiscale non poteva sostituire la tassazione d’ufficio con una

ordinaria, a causa dell’inosservanza degli obblighi procedurali da parte di __________,

resta ancora da verificare se la tassazione contestata non sia palesemente

eccessiva.

4.2

A questo proposito, il

Tribunale federale ha stabilito che possono essere censurati solo gravi errori

di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se

ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità

fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. sentenza del TF n. 2C_96/2019 del 19

settembre 2019, consid. 5.2.2. e giurisprudenza citata;

inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker,

Schweizerisches Steuerverfahrensrecht ‑ Direkte Steuern, 2a

ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 29; Fenners/Looser,

Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss.,

p. 38). Una tassazione d’ufficio non è manifestamente inesatta solo

quando la valutazione su cui si fonda è oggettivamente insostenibile o si basa

su elementi, metodi o strumenti di stima inadeguati, ma anche se si scosta a

tal punto dalla effettiva capacità contributiva e dalle altre circostanze da

essere manifestamente motivata da considerazioni penali o fiscali (cfr.

sentenza del TF n. 9C_329/2019 del 17 ottobre 2019, consid. 4.1 con riferimenti

alla sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017).

4.3

Anche quando intraprende

una tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale deve tener conto di tutti i fatti

conosciuti al momento della tassazione e, come nell’ambito di una tassazione

ordinaria, deve prendere in considerazione d’ufficio tutti i documenti di cui

dispone (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017 consid. 4.2.2

e giurisprudenza citata). Nella misura del possibile, l’autorità fiscale deve

tener conto degli elementi conosciuti di ogni singolo contribuente, in

particolare quelli forniti da terzi secondo gli obblighi di collaborazione

previsti dagli articoli 127 ss LIFD e articoli 201 ss LT. L’autorità può, se

del caso, procedere ad atti istruttori addizionali per poter stabilire gli

elementi necessari alla tassazione, che non sono contenuti nell’incarto

fiscale, come ad esempio richiedere un certificato di salario giusta l’art. 127

cpv. 2 LIFD. Non si può tuttavia esigere che l’autorità fiscale proceda ad

inchieste troppo dettagliate, in particolar modo quando non dispone di elementi

probatori (RDAF 2000 II 41). Il ricorso al calcolo del dispendio o

all’evoluzione della situazione patrimoniale, come pure al tenore di vita sono

ammissibili (Althaus-Houriet, in:

Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz.,

Basilea 2017, n. 23 ad

art. 130 LIFD).

4.4

Non da ultimo, l’autorità

fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza peraltro essere

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli

elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica

debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica

per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter trarre vantaggio dalla

violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio sentenza del TF n.

2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con riferimenti

giurisprudenziali).

4.5

Ritornando al caso che qui

ci occupa, dalla disamina della tassazione d’ufficio si rileva, che il reddito

da attività dipendente del contribuente è stato stabilito in fr. 200'000.-:

sono state riconosciute, quali deduzioni, il forfait delle spese professionali

del contribuente (fr. 2'500.-) nonché fr. 5'200.- di oneri assicurativi e

interessi di capitali a risparmio. Ora, il reddito, corrisponde ad un salario

netto di fr. 16'666.65 (per dodici mensilità): volendo comparare tale importo

con quanto figura nelle uniche buste paga del __________ messe a disposizione

del contribuente, di oltre fr. 17'000.-, lo stipendio stimato per apprezzamento

non sembra manifestamente eccessivo. Pare inoltre difficile ipotizzare che un

giocatore lasci il suo club sportivo d’origine per percepire poi – unicamente –

fr. 500.- mensili rispetto agli oltre 17'000.- ricevuti in precedenza: nessuna

spiegazione è stata fornita in merito dal contribuente, come non sono stati

prodotti documenti atti ad attestare la situazione finanziaria completa di __________

(v. per esempio il nuovo contratto di lavoro). Anche per quanto riguarda gli

alimenti versati, a prescindere dal fatto che l’UT, nella prima decisione

d’ufficio non poteva certamente sapere che il contribuente avesse a carico un

figlio minorenne, tuttavia anche la documentazione – incompleta - in seguito

fornita dall’insorgente lascia dubbi circa l’importo effettivamente corrisposto

a __________. Così stando le cose, la valutazione operata dall’UT non si palesa

manifestamente eccessiva.

5.

Il ricorso è

respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 700.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 800.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il prese Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La segretaria: