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Decisione

80.2024.268

Procedura: tassazione d’ufficio, calcolo del dispendio, evoluzione patrimoniale, ammanco, mancata prova del consumo di sostanza

27 febbraio 2025Italiano20 min

nonché fr. 11'400.- a titolo di “altri redditi” con la spiegazione “Aggiunta prestazioni valutabili in denaro ricevute

Source ti.ch

Incarti n.

80.2024.268

80.2024.269

Lugano

27 febbraio 2025

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

cancelliera

Sabrina

Piemontesi – Gianola

parti

RI

1

rappr.

da: RA 1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 20 dicembre 2024 contro le decisioni del 20 novembre 2024 in materia di IC

e IFD 2014 e 2015.

Fatti

Fatti

A. __________ (__________),

cittadino __________, arrivato in Svizzera dall’Italia il 1° gennaio 2008, a

beneficio di un permesso C, è domiciliato a __________. Nel periodo fiscale

2014 risiedeva a __________.

B.

a. Periodo fiscale

2014

Con dichiarazione fiscale

trasmessa il 16 aprile 2016, il contribuente dichiarava un reddito imponibile

complessivo di fr. 15'975.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr.

1'918'860.-. La sostanza imponibile era composta di una quota di partecipazione

del 50% nella __________ e di un numerario di fr. 960'000.-.

b.

Con decisione del 25

settembre 2019, l’Ufficio di tassazione di Mendrisio (in seguito UT) notificava

al contribuente la tassazione IC/IFD 2014, nella quale commisurava il reddito

imponibile in fr. 87'700.- per l’IC (in fr. 91'500.- l’ammontare determinante

per l’aliquota) e in fr. 89'200.- per l’IFD (in fr. 93'000.- l’importo

determinante per l’aliquota) e la sostanza imponibile in fr. 2'234'000.- (in

fr. 2'308'000.- l’importo determinante per l’aliquota).

Rispetto ai dati

dichiarati dal contribuente, l’autorità fiscale aveva aggiunto l’importo di fr.

63'000.- a titolo di “altri redditi della sostanza mobiliare” con l’indicazione

“aggiunto presunto reddito sul numerario”,

nonché fr. 11'400.- a titolo di “altri redditi” con la spiegazione “Aggiunta prestazioni valutabili in denaro ricevute

dalla società __________”. Nel calcolo dell’imposta sulla sostanza, i

“Titoli e capitali” venivano accertati in fr. 1'431'709.-, a seguito della

modifica del valore imponibile delle azioni.

c.

Con reclamo del 23/24

ottobre 2019, il contribuente, rappresentato da __________, contestava,

prudenzialmente, la determinazione del valore delle azioni della __________,

non disponendo del calcolo sul quale si era basato l’autorità fiscale, ed anche

l’aggiunta di “altri redditi della sostanza mobiliare” per fr. 63'000.-. Per

quanto concerne il numerario, spiegava che si trattava del capitale a

disposizione del reclamante, sin dal suo arrivo in Svizzera e “progressivamente

investito nelle società di cui è coazionista”. In origine sarebbe stato

superiore ai fr. 2'000'000.- e sarebbe poi diminuito, sia in relazione ai

rapporti di debito/credito con la società sia “per far fronte ai suoi

obblighi finanziari”. Il reclamante chiedeva anche la “rettifica” della

posizione “altri redditi”.

C.

a. Periodo fiscale

2015

Con dichiarazione fiscale

trasmessa il 18 maggio 2017, il contribuente dichiarava un reddito imponibile

complessivo di fr. 14'412.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 1'839'119.-.

b.

Con decisione del 25

settembre 2019, l’UT notificava al contribuente la tassazione IC/IFD 2015,

nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 61'900.- per l’IC (in fr.

65'600.- l’ammontare determinante per l’aliquota) e in fr. 63'400.- per l’IFD

(in fr. 67'200.- l’importo determinante per l’aliquota) e la sostanza imponibile

in fr. 2'193'000.- (in fr. 2'269'000.- l’importo determinante per l’aliquota).

Rispetto ai dati

dichiarati dal contribuente, l’autorità fiscale aveva aggiunto l’importo di fr.

38'000.- a titolo di “altri redditi della sostanza mobiliare” e fr. 12’000.- a

titolo di “altri redditi” con la spiegazione “Aggiunta

prestazioni valutabili in denaro ricevute dalla propria società”. Nel

calcolo dell’imposta sulla sostanza, i “Titoli e capitali” venivano accertati

in fr. 1'573'879.-, a seguito della modifica del valore imponibile delle azioni

della __________.

c.

Con reclamo del 23/24

ottobre 2019, il contribuente contestava il valore delle azioni della __________,

le aggiunte di fr. 38'000.- quale reddito da numerario e gli altri redditi

derivanti da prestazioni valutabili in denaro provenienti dalla società.

D.

a.

Con

scritto del 19 febbraio 2020, inviato per posta APlus alla __________,

l’autorità fiscale attribuiva al reclamante un termine fino al 30 aprile 2020

per produrre la seguente documentazione:

·

Contratto di locazione del proprio

appartamento a __________;

·

Estratti conto dal 01.01 al 31.12.

per gli anni 2014, 2015 e 2016 dei conti:

§

__________e __________;

§

P__________ __________

·

Estratti conto dal 01.01. al

31.12, per gli anni 2014, 2015 e 2016 dei conti bancari posseduti in __________

quali ad esempio il conto utilizzato per pagare l’IMU, il conto utilizzato per

pagare l’ipoteca, ecc.

·

Dichiarazioni fiscali presentate

in __________ per gli anni 2014, 2015 e 2016.

·

Rendiconto d’esercizio relativo

all’attività indipendente quale esperto e commerciante di pietre preziose

(compreso l’inventario delle stesse) svolto negli anni 2014, 2015 e 2016 tenuto

conto che il salario di ca 20'000 CHF annui non è sufficiente a mantenere il

tenore di vita del contribuente.

·

Tenuto conto che la consistenza

del numerario ad oggi non è mai stata comprovata dal contribuente, siete

invitati a farne comprovare l’attuale esistenza e consistenza da un notaio.

·

Vogliate produrre i giustificativi

bancari a comprova dei versamenti in conto correntista della __________ SA

avvenuti tra dal 01.01.2014 al 31.12.2016.

Alla richiesta non veniva

dato riscontro.

b.

Con

e-mail del 13 ottobre 2023, l’UT si rivolgeva alla rappresentante del

contribuente proponendo due date per fissare un incontro finalizzato

all’evasione dei reclami pendenti.

c.

Il 13 novembre 2023, con

invio per posta APlus alla __________, il fisco convocava il contribuente ad

un’udienza, prevista per il 6 dicembre 2023. Nessuno si presentava tuttavia

all’udienza.

Con raccomandata del 13

dicembre 2023, l’UT attribuiva alla rappresentante del contribuente un termine

fino al 19 gennaio 2024 per trasmettere documentazione “ineccepibile” a

comprova del “preteso consumo del numerario avvenuto negli anni oggetto di

reclamo” e ciò anche in base alla sentenza della CDT n. 80.2021.183/184 del 10

novembre 2021. Lo avvertiva inoltre che la decisione di tassazione avrebbe dovuto

essere rivista a sfavore (reformatio in peius) nei punti seguenti:

·

1. rettifica numerario, lo stesso

sarà esposto al valore dichiarato al 31.12.2013;

·

Considerandi

2.

Esposizione di un reddito

d’altra fonte in considerazione dei dispendi allegati [ndr. dispendi 2014/2016]

per la parte che eccede il minimo vitale.

d.

Con e-mail del 14 dicembre

2023, __________ della __________ comunicava che gli era “sfuggita” la

convocazione e chiedeva, al contempo, di fissare una nuova udienza.

e.

Il 15 ottobre 2024 l’UT

convocava il contribuente ad un’udienza, fissata per il 6 novembre 2024. Con

e-mail del 15 novembre 2024, una collaboratrice della __________ informava che

il Direttore, __________, era assente per malattia “dopo aver subito un

intervento delicato al cuore”, e chiedeva una posticipazione dell’udienza.

E.

Periodo fiscale

2014.

Con decisione su reclamo

del 20 novembre 2024, il fisco aumentava il reddito imponibile a fr. 423'200.- per

l’IC (fr. 427'100.- il reddito determinante per l’aliquota) e a fr. 424'700.-

per l’IFD (fr. 428'600.- quello determinante per l’aliquota) e la sostanza

imponibile a fr. 2'753'000.- (in fr. 2'828'000.- l’importo determinante per

l’aliquota), con la seguente motivazione:

A più riprese l’autorità

fiscale ha richiesto una collaborazione qualificata per poter procedere

all’evasione del reclamo pendente; nonostante sia stata anche fissata

un’audizione per il giorno 6 novembre 2024 la stessa è andata deserta senza

giustificazione alcuna come pure le molteplici richieste inoltrate sono rimaste

inevase. Verificate le effettive intimazioni delle richieste di documenti,

della reformatio in pejus e della convocazione, l’autorità di tassazione evade

il reclamo in considerazione di quanto già prospettato nella comunicazione del

13.

dicembre 2023 come da seguente dettaglio:

1)

Il numerario è ripristinato agli

importi precedentemente assoggettati non essendone stato comprovato il consumo;

2)

I vantaggi esposti in prima sede

alla cifra 6.3. di fr. 11'400.- vengono stralciati;

3)

Il presunto reddito del numerario

viene stralciato;

4)

Viene esposto un reddito d’altra

fonte di fr. 410'000.- come da dispendio inviato al rappresentante del

contribuente e indicato nella richiesta del 13 dicembre 2023;

5)

Il valore delle azioni è

riconfermato essendo lo stesso stato calcolato sulla base delle disposizioni in

vigore (Circolare 28).

F. Periodo fiscale 2015

Con decisione su reclamo

del 20 novembre 2024, il fisco aumentava il reddito imponibile a fr. 103'800.-

per l’IC (fr. 107'600.- il reddito determinante per l’aliquota) e a fr.

105'300.- per l’IFD (fr. 109'200.- quello determinante per l’aliquota) e la

sostanza imponibile a fr. 2'912'000.- (fr. 2'989'000.- l’importo determinante

per l’aliquota), con la seguente motivazione:

(…)

1) Il

numerario è ripristinato agli importi precedentemente assoggettati non

essendone stato comprovato il consumo;

2) I

vantaggi esposti in prima sede alla cifra 6.3. di fr. 12'000.- vengono

stralciati;

3) Il

presunto reddito del numerario viene stralciato;

4) Viene

esposto un reddito d’altra fonte di fr. 92'000.- come da dispendio inviato al

rappresentante del contribuente e indicato nella richiesta del 13 dicembre

2023;

5) Il

valore delle azioni è riconfermato essendo lo stesso stato calcolato sulla base

delle disposizioni in vigore (Circolare 28).

G. Con tempestivo ricorso

alla Camera di diritto tributario, RI 1, sempre rappresentato dalla __________,

impugna le decisioni di tassazioni su reclamo IC/IFD 2014 – 2015, lamentando

l’inclusione di elementi di reddito “attribuiti in modo arbitrario”. In

particolare, l’autorità fiscale non avrebbe accertato gli elementi imponibili

in maniera “coscienziosa, proporzionale, prudenziale e senza abusi di

diritto” nel rispetto dell’art. 204 LT. Le due decisioni impugnate presenterebbero

degli aspetti “punitivi” ed avrebbero il solo scopo di “rovinare il

contribuente”. Ciò in particolare per il periodo fiscale 2014, per il quale

la decisione sarebbe stata “riformata e peggiorata, peraltro emessa 10 anni

dopo!”. Secondo l’insorgente, già solo tale aspetto sarebbe costitutivo di

un abuso di diritto.

Motivo per il quale, per

il periodo fiscale 2014, l’insorgente chiede una correzione del reddito

limitatamente alla posizione 6.3 (altri redditi) che da fr. 410'000.- dovrebbe

essere corretta in fr. 6'840.- (pari al 60% dei fr. 11'400.- relativi alle

prestazioni valutabili in denaro). La sostanza dovrebbe essere stabilita in fr.

2'471'709.-. Per quanto concerne il periodo fiscale 2015, gli altri redditi dovrebbero

essere stabiliti in fr. 6'840.- e la sostanza in fr. 2'413'879.-. Al ricorso

sono allegati i calcoli del dispendio allestiti secondo i dati del contribuente,

dai quali non risultava alcun ammanco.

H. Con osservazioni del 30/31

gennaio 2025, l’autorità fiscale ripercorre la procedura di tassazione inerente

i periodi fiscali 2014 e 2015, elencando tutte le missive trasmesse al

rappresentante del contribuente. Rileva che, con raccomandata del 13 dicembre 2023,

era stata chiaramente segnalata la problematica relativa al dispendio ed al

consumo del numerario e la relativa modalità di imposizione sulla base della

sentenza CDT n. 80.2021.183-184 del 10 novembre 2021. Motivo per il quale l’autorità

fiscale non comprende le tesi ricorsuali, laddove si insinua una determinazione

degli elementi imponibili effettuata in maniera arbitraria e fantasiosa.

Diritto

1.

Contestata,

nel caso sub judice, è l’aggiunta di altri redditi, per entrambi i

periodi fiscali, operata dall’UT sulla base del calcolo del dispendio. Con il

ricorso, il contribuente, rileva che i dati stabiliti dall’UT sono arbitrari.

2.

2.1.

Secondo gli articoli 123

cpv. 1 LIFD e 196 LT, le autorità di tassazione determinano, con il

contribuente, le condizioni di fatto e di diritto per una imposizione completa

ed esatta. La procedura di tassazione è in tal modo caratterizzata dalla

collaborazione reciproca dell’autorità di tassazione e del contribuente

(procedura di tassazione mista). Il contribuente deve fare tutto il necessario

per consentire una tassazione completa ed esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e

200.

cpv. 1 LT). Deve in particolare compilare la dichiarazione d’imposta in

modo completo e veritiero (articoli 124 cpv. 2 LIFD e 198 cpv. 2 LT) e allegare

i documenti necessari (articoli 125 LIFD e 199 LT). Su domanda dell’autorità di

tassazione, deve fornire informazioni orali e scritte, soprattutto quando, alla

luce della dichiarazione d’imposta, sorgono delle domande, per esempio a

proposito dei redditi, delle spese per il loro conseguimento o dell’evoluzione

patrimoniale (cfr. articoli 126 cpv. 2 LIFD e 200 cpv. 2 LT). Il contribuente è

in tal modo reso responsabile per l’esattezza della propria dichiarazione.

Secondo gli articoli 130

cpv. 2 prima frase LIFD e 204 cpv. 2 prima frase LT, l’autorità di tassazione

esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il

contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali

oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per

mancanza di documenti attendibili. Oltre alla condizione della diffida, la

legge fa dipendere la procedura di tassazione d’ufficio dall’adempimento di due

condizioni: 1) che il contribuente non abbia soddisfatto i suoi obblighi procedurali

oppure 2) che gli elementi imponibili non possano essere accertati esattamente

per mancanza di documenti attendibili. Un’interpretazione letterale di questa

disposizione (congiunzione “oppure”) lascia intendere che le due condizioni

siano alternative. In virtù di una simile interpretazione, basterebbe la

violazione degli obblighi di procedura perché l’autorità di tassazione possa

procedere alla tassazione d’ufficio (dopo diffida). Secondo la giurisprudenza

costante, tuttavia, il diritto di procedere ad una tassazione d’ufficio

presuppone fondamentalmente che, dopo l’esame intrapreso dall’autorità di

tassazione, sussista un’incertezza nei fatti, che impedisce a quest’ultima di

procedere alla tassazione in modo completo e esatto (sentenza TF n. 2C_3/2019

del 4 luglio 2019 consid. 6.2 e giurisprudenza citata).

2.2

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale, una tassazione d’ufficio può essere intrapresa non solo

se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per

mancanza di documenti attendibili, ma anche quando le circostanze di fatto determinanti

per la tassazione non possono essere accertate, sebbene il contribuente non abbia

violato alcun obbligo procedurale, vale a dire se l'incertezza dei dipende da

altre ragioni, che non possono essere superate (sentenza 2C_179/2016 e

2C_180/2016 del 9 gennaio 2017 consid. 3.1 e giurisprudenza citata; v. anche Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a

cura di], Kommentar zum DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 41 ad art. 130

LIFD, p. 2203).

2.3

Al

contribuente spetta dimostrare l’esattezza degli elementi dichiarati, mentre

spetta all’autorità fiscale portare la prova degli elementi imponibili che non

sono stati dichiarati, ma comunque accertati. Quando un fatto non può essere

provato, è colui al quale incombe l’onere della prova che deve sopportarne le

conseguenze. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale rilevano l’esistenza di

elementi imponibili non dichiarati, allora appartiene nuovamente al

contribuente stabilire l’esattezza delle sue allegazioni. Il ribaltamento

dell’onere della prova è giustificato dagli elementi sufficientemente

comprovanti raccolti dall’autorità di tassazione. Se l’autorità fiscale giunge

alla conclusione che si realizza un’incertezza fattuale, allora potrà e dovrà

procedere ad una valutazione dei fattori imponibili, segnatamente con l’ausilio

di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione del patrimonio o di un’analisi

del tenore di vita del contribuente (cfr. articoli 130 cpv. 2 LIFD e 204 cpv. 2

LT; sentenza TF 2C_1101/2014 del 23 novembre 2015, consid. 3).

3.

3.1.

Nella fattispecie, l’UT

nonostante abbia rinunciato ad una tassazione d’ufficio in senso stretto, ha

rivalutato il reddito imponibile del contribuente, corrispondente all’ammanco

che scaturisce dal calcolo delle entrate e delle uscite 2014 e 2015. In

mancanza di prove, non è stata considerata la variazione del numerario.

3.2

L’autorità fiscale ha

allestito due separati calcoli del dispendio, per il 2014 e per il 2015,

basandosi sui seguenti elementi:

Calcolo Entrate / Uscite

anno 2014

Attivi

1.1.2014

31.12.2014

Entrate

Uscite

Titoli, capitali e numerario

589’819

991’709

401’890

Sostanza aziendale

1'480’000

1'480’000

Acquisto immobili

200’000

Passivi

1.1.2014

31.12.2014

Debiti privati

162’859

162’859

Proventi

Salari e altri emolumenti

21’561

Oneri

Oneri assicurativi

2’693

Interessi passivi

3’193

Totali

184’420

607’776

Disponibilità anno

2014.

- 423’356

Disponibilità mensile

- 35’280

Calcolo Entrate /

Uscite anno 2015

Attivi

1.1.2015

31.12.2015

Entrate

Uscite

Titoli, capitali e numerario

991’709

1'093’879

102’170

Sostanza aziendale

1'480’000

1'480’000

Passivi

1.1.2015

31.12.2015

Debiti privati

162’859

144’760

18’099

Proventi

Salari e altri emolumenti

21’554

Reddito titoli e capitali dedotta IP

2.

Oneri

Oneri assicurativi

2’805

Interessi passivi

4’637

Totali

21’556

127’711

Disponibilità anno

2015.

- 106’155

Disponibilità mensile

- 8’847

Tenuto conto del minimo

vitale del diritto esecutivo (fr. 14'400.- all’anno), l’autorità fiscale ha

commisurato gli “altri redditi” in fr. 410'000.- per il 2014 e in fr. 92'000.-

per il 2015.

3.3

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale, se le spese private e l’evoluzione patrimoniale del

contribuente fanno emergere un ammanco, l’autorità di tassazione ha il diritto

di aggiungere ai redditi dichiarati un importo aggiuntivo stabilito per

apprezzamento. Spetta poi al contribuente dimostrarne l'inesattezza (sentenza

TF n. 2C_183/2017 e n. 2C_185/2017 del 6 marzo 2017 consid. 3.4, in StR 72/2017

p. 413).

3.4

3.4.1

Per la prima volta con il

ricorso, il contribuente, per il tramite del suo rappresentante, prende

posizione in relazione al calcolo del dispendio, e sostiene che, considerando

la variazione subita dal numerario, non vi sarebbe alcun ammanco che possa

giustificare l’aggiunta di altri redditi.

In merito al preteso

consumo di sostanza, con missiva del 19 dicembre 2020, l’UT aveva espressamente

richiesto la comprova dell’esistenza del numerario, facendone attestare la

consistenza da parte di un notaio. La richiesta è rimasta inevasa.

3.4.2

Secondo l’art. 126 cpv. 1

LIFD, il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione

completa ed esatta. Deve segnatamente fornire, a domanda dell’autorità di

tassazione, informazioni orali e scritte e presentare libri contabili,

giustificativi ed attestati, come anche documenti concernenti le relazioni d’affari

(cpv. 2). Di analogo tenore l’art. 200 cpv. 1 e 2 LT

Di norma, solo il

contribuente può fornire informazioni complete sulla propria situazione

finanziaria. L'obbligo di indagine dell'autorità di accertamento è quindi

relativizzato dall’obbligo di collaborazione del contribuente. Quest’ultimo

deve fare tutto il possibile per consentire una valutazione completa e

corretta.

Non solo deve presentare

all'autorità competente una dichiarazione dei redditi completa e veritiera, ma

deve anche dimostrarne la correttezza e fornire all'autorità di accertamento,

su richiesta, informazioni su tutto ciò che può essere rilevante ai fini

dell'accertamento (sentenza TF 2C_404/2019 del 29.1.2020, consid. 2.1.).

3.4.3

Nel caso in esame,

confrontato con un calcolo del dispendio da cui risultava uno squilibrio tanto

rilevante, il contribuente era tenuto a fornire spiegazioni e a produrre

documentazione pertinente, a comprova del preteso consumo di sostanza.

La Camera di diritto

tributario, nella sentenza CDT n. 80.2021.183/184 del 10 novembre 2021, si è

già chinata sulla questione dell’onere della prova circa la pretesa esistenza e

consistenza di un numerario dichiarato da una persona giunta in Svizzera

dall’estero. Anche in quel caso, analogamente alla fattispecie attualmente sub

judice, era stata espressamente richiesta – da parte del fisco – una prova

dell’esistenza e del consumo del denaro a contanti. L’UT aveva anche, nel caso

oggetto dell’indicata sentenza, richiesto all’insorgente di voler fornire la

“dichiarazione di trasferimento contante (ADM)”: ai sensi dell’art. 3 del

Decreto legislativo del 19 novembre 2008 (entrato in

vigore il 13 dicembre 2008), chiunque entra o esce dal territorio italiano e

trasporta denaro contante di importo pari o superiore a € 10'000.- è tenuto a

dichiarare tale somma all’Agenzia delle dogane, mediante apposita dichiarazione.

Nella sentenza indicata

(consid. 4.7), questa Camera aveva ritenuto perlomeno curioso che il

contribuente non avesse fornito tale documento, ritenuto

che lo stesso aveva sempre dichiarato di possedere – al suo arrivo in Svizzera

– fr. 1'700'000.- .

La citata sentenza era

pertanto giunta alla seguente conclusione (consid. 4.7):

La mancata prova da parte del

ricorrente dell’esistenza delle cifre esposte a numerario implica che

le stesse non possano essere considerate nel calcolo delle imposte controverse.

Pertanto, la decisione impugnata, che ha stralciato i capitali in questione

dalla sostanza imponibile e ha stabilito l’imposizione di “altri redditi”,

merita conferma.

3.5

Ora, tornando al caso che

qui ci occupa, il ricorrente censura l’operato dell’UT, per aver effettuato

delle riprese sul reddito in maniera “arbitraria” e procedendo anche a delle reformatio

in pejus ad oltre dieci anni di distanza dal periodo fiscale interessato.

L’insorgente dimentica

tuttavia che – a fronte dei calcoli del dispendio negativi, a lui sottoposti

dall’autorità fiscale, con l’invito a prendere posizione ed a presentarsi in

udienza (possibilità questa reiterata in svariate occasioni, a seguito del

mancato riscontro alle richieste di documentazione e convocazione presso gli

uffici dell’UT) –, era a suo carico l’onere della prova di stabilire sia

l’esistenza del numerario sia la consistenza ed il consumo dello stesso. L’UT

aveva proposto il conteggio del denaro contante da parte di un notaio.

È vero che, rispetto alla

sentenza indicata in precedenza, dalla consultazione del sito del movimento

della popolazione (www.movpop.ti.ch, sito visualizzato

l’11.2.2025) risulta che il ricorrente è giunto in Svizzera dall’Italia il 1°

gennaio 2008 e quindi prima dell’entrata in vigore del Decreto legislativo

italiano in relazione al trasferimento del denaro contante. Tuttavia, avrebbe

potuto comprovare l’esistenza del numerario tramite un notaio, come

pertinentemente suggerito dall’autorità fiscale, o in qualunque altro modo.

Appare per il resto inusuale – a fronte dell’importante somma di denaro

contante – non aver sottoscritto un’apposita polizza assicurativa.

Ne discende che, ancora in

sede ricorsuale, il contribuente non apporta alcuna prova circa l’esistenza e

la consistenza del numerario.

Motivo per il quale,

l’autorità fiscale ha correttamente operato nei redditi un’aggiunta che è

scaturita, per entrambi i periodi fiscali, dai calcoli del dispendio (sentenza

TF n. 2C_183/2017 e n. 2C_185/2017 del 6 marzo 2017 consid. 3.4).

4.

4.1.

Nel ricorso, l’insorgente

lamenta che l’accertamento operato dall’UT sarebbe “punitivo”.

4.2

Anche quando intraprende una tassazione d’ufficio, l’autorità

fiscale deve tener conto di tutti i fatti conosciuti al momento della

tassazione e, come nell’ambito di una tassazione ordinaria, deve prendere in

considerazione d’ufficio tutti i documenti di cui dispone (cfr. sentenza del TF

n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017 consid. 4.2.2 e giurisprudenza citata).

Nella misura del possibile, l’autorità fiscale deve tener conto degli elementi

conosciuti di ogni singolo contribuente, in particolare quelli forniti da terzi

secondo gli obblighi di collaborazione previsti dagli articoli 127 ss LIFD e

articoli 201 ss LT. L’autorità può, se del caso, procedere ad atti istruttori

addizionali per poter stabilire gli elementi necessari alla tassazione, che non

sono contenuti nell’incarto fiscale, come ad esempio richiedere un certificato

di salario giusta l’art. 127 cpv. 2 LIFD. Non si può tuttavia esigere che

l’autorità fiscale proceda ad inchieste troppo dettagliate, in particolar modo

quando non dispone di elementi probatori (RDAF 2000 II 41). Il ricorso al

calcolo del dispendio o all’evoluzione della situazione patrimoniale, come pure

al tenore di vita sono ammissibili (Althaus-Houriet,

in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz.,

Basilea 2017, n. 23 ad

art. 130 LIFD).

4.3

Non da ultimo, l’autorità

fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza peraltro essere

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli

elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica

debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica

per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter trarre vantaggio dalla

violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio sentenza del TF n.

2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con riferimenti

giurisprudenziali).

4.4

Nel caso di specie, non si

può sicuramente ritenere che le decisioni dell’autorità fiscali siano né arbitrarie

né punitive: come sopra ricordato, l’UT non ha fatto altro che applicare la

giurisprudenza, decidendo di non prendere in considerazione, poiché non

comprovato, il consumo di sostanza (variazione del numerario), per giustificare

il sostentamento del contribuente nei periodi fiscali 2014 e 2015.

5.

Il ricorso è

respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 2’500.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 2’600.–

sono a carico del

ricorrente.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: La

cancelliera: