80.2025.103
Reddito della sostanza immobiliare: valore locativo, presunta abitabilità tutto l’anno, domicilio del contribuente, ricupero d’imposta, non procedura semplificata per casi bagattella
4 agosto 2025Italiano20 min
secondaria/di vacanza, per i quali non aveva percepito alcun reddito e non faceva
Source ti.ch
Incarti n.
80.2025.103
80.2025.104
Lugano
4 agosto 2025
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
cancelliera
Cristiana
Balestra Gamboni
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
del 6 maggio 2025 contro la decisione del 9 aprile 2025 in materia di IC e IFD
2020.
Fatti
Fatti
A. a.
RI 1, contabile,
lavora a __________ presso la __________, di cui è anche presidente con firma
individuale (v. estratto Ufficio del registro di commercio del Canton Ticino;
ultima consultazione: 08.07.2025).
È domiciliato in Via __________
a __________, dove convive con la compagna __________ (v. estratto Ufficio
dello Stato civile; ultima consultazione: 08.07.2025).
A __________ è
proprietario dei fondi __________, __________, __________ e __________ (v.
Modulo 7, allegato alla DI 2020).
b.
Il
19 ottobre 2021, RI 1 ha presentato la Dichiarazione d’imposta IC/IFD 2020.
Per quanto qui
d’interesse, in un unico Modulo 7 (“Immobili, determinazione della sostanza e
del reddito immobiliare”) allegato alla Dichiarazione d’imposta 2020, ha
esposto tutti e quattro i fondi di __________ definendoli abitazione
secondaria/di vacanza, per i quali non aveva percepito alcun reddito e non faceva
valere alcuna deduzione.
B. Il 31 maggio 2023, l’RS
1 (di seguito: UT) si è rivolto al contribuente, comunicandogli che, “da un
controllo fiscale” era risultato che la sua abitazione primaria si trovava al
mapp. n. __________ RFD di __________, oggetto per il quale tuttavia non era
mai stato dichiarato un valore locativo, ragione per cui avrebbe intrapreso un
ricupero d’imposta. Il valore locativo sarebbe stato quantificato in
fr. 600.‑ al mese e il ricupero d’imposta sarebbe stato “eseguito
sulla tassazione 2020 ancora aperta in base art. 258 cpv. 1-2 LT e art. 175
cpv. 1-2 LIFD”.
Il fisco cantonale gli
attribuiva un termine fino al 16 giugno 2023 per prendere di posizione, altrimenti
avrebbe proceduto in tal senso.
Con scritto del 15 giugno
2023, il contribuente ha chiesto “di poter prendere posizione se del caso in
sede di reclamo”.
C. Con decisione del 5
luglio 2023, l’UT ha notificato al contribuente la tassazione IC/IFD 2020,
commisurando il reddito imponibile in fr. 136'500.‑ per l’IC (determinante
per l’aliquota: fr. 138'100.‑) e in fr. 153'300.‑ per
l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 1'033'000.‑ (determinante per
l’aliquota: fr. 1'157'000.‑).
Per quanto qui
d’interesse, l’autorità di tassazione aveva aggiunto ai proventi dichiarati
l’importo di fr. 7'200.‑ quale valore locativo dell’abitazione
primaria come “comunicato con la nostra lettera del 31.05.2023”. Da tale
importo erano dedotte spese di manutenzione per fr. 1'440.‑. Aveva poi
imposto “altri redditi” in ragione di fr. 65'700.‑ per l’IC e
fr. 71'700.‑ per l’IFD quali “recupero d’imposta inerente il
valore locativo mai dichiarato, in base agli art. 258 cpv. 1-2 LT e art. 175
cpv. 1-2 LIFD”.
D. Con reclamo del 2
agosto 2023, il contribuente ha contestato in particolare “la ripresa per il
valore locativo dell’abitazione primaria come pure la ripresa alla voce altri
redditi sempre per un mancato valore locativo dichiarato negli anni precedenti”.
Il mapp. n. __________ RFD __________, sebbene parzialmente ristrutturato, non sarebbe
stato situato in una zona edificabile e non sarebbero mai state rilasciate né
una licenza edilizia, anche se espressamente richiesta, né l’abitabilità.
L’immobile sarebbe stato in una zona di pericolo valangario e d’inverno non vi sarebbe
stato alcun servizio di sgombero della neve da parte del Comune di __________.
Inoltre il reclamante sosteneva
di non capire se gli fosse stata concessa la deduzione forfettaria per le spese
di manutenzione sia rispetto al valore locativo sia rispetto al recupero
d’imposta, per il quale lamentava altresì la mancata applicazione dell’aliquota
attenuata. All’autorità di tassazione richiedeva sia il calcolo del valore
locativo litigioso sia i motivi della ripresa, poiché l’Ufficio stime non aveva
mai emanato una decisione in tal senso.
E. a.
Il 29 novembre
2024, l’UT indirizzava al reclamante una richiesta volta ad appurare “dove
abita[sse] esattamente tutto l’anno con la relativa documentazione a sostegno e
copia del contratto di locazione e i conteggi del consumo di elettricità del
luogo in cui abita e comprova del relativo pagamento”.
L’UT faceva notare al
contribuente che il valore locativo dell’abitazione primaria era stato
determinato in base ad una valutazione d’ufficio, rinviando nel contempo alla
lettera del 31 maggio 2023. Spiegava che il recupero d’imposta era stato fatto
sugli ultimi 10 anni e che la deduzione forfettaria delle spese di manutenzione
era stata considerata.
Infine l’UT osservava che
il reclamante aveva fatto valere in deduzione quali spese di trasporto con il
veicolo privato i costi sopportati per il tragitto da __________ a __________
per 220 giorni.
b.
Con lettera datata 9
dicembre 2024, il reclamante non rispondeva alla richiesta di documentazione,
bensì sollecitava l’UT ad inviargli “il calcolo effettuato per ottenere [il]
valore [locativo]”, che, nonostante l’espressa richiesta, non aveva ancora
ricevuto.
c.
Il 23 gennaio 2025,
l’autorità di tassazione richiamava il contribuente, chiedendogli nuovamente la
documentazione, con l’invito a volerla trasmettere entro il 13 febbraio 2025.
L’UT spiegava che il
valore locativo dell’abitazione primaria scaturiva da una valutazione
d’ufficio, che l’immobile era in uso da parte del contribuente come abitazione
primaria e che il fatto che non fosse mai stata rilasciata né una licenza
edilizia né l’abitabilità non aveva alcuna influenza sul diritto fiscale.
Pertanto, il valore locativo accertato ammontava a fr. 600.‑ al mese
(fr. 7'200.‑ all’anno).
d.
Il 10 febbraio 2025, il
contribuente presentava la documentazione relativa al consumo di energia
elettrica nel 2020, alcune fotografie e le fatture del consumo di legna per il
2024.
e.
Il 21 febbraio 2025, l’UT
inviava al contribuente un “verbale circa la definizione del valore locativo
della sua abitazione” con l’invito, “se […] d’accordo, […] di ritornarlo
firmato, così da poter procedere con l’emissione del relativo reclamo”. Nel
verbale veniva stabilito un valore locativo netto di fr. 5'400.‑
annui e l’autorità di tassazione sottolineava che il reclamo e il recupero
d’imposta sarebbero stati rettificati in tal senso.
f.
Il 24 febbraio 2025, per
posta elettronica, il reclamante ritornava il verbale di audizione firmato e
corretto di suo pugno, con l’annotazione che avrebbe accettato un valore
locativo pari a fr. 2'700.‑ per un uso dell’abitazione limitato a
sei mesi l’anno.
F. Con decisione del 9
aprile 2025, l’autorità di tassazione ha accolto parzialmente il reclamo,
riducendo il valore locativo dell’abitazione primaria da fr. 7'200.‑
a fr. 5'400.‑ e le spese di manutenzione da fr. 1'440.– a fr. 1’080.‑.
Gli “altri redditi” venivano modificati di conseguenza da fr. 65'700.‑
a fr. 50'300.‑ per l’IC e da fr. 71'700.‑ a
fr. 58'600.‑ per l’IFD.
Nella motivazione della
decisione, l’UT argomentava che il contribuente aveva sostenuto che “l’immobile
sarebbe raggiungibile unicamente 6 mesi all’anno”, senza tuttavia fornire “comprova
di dove alloggi nei mesi successivi nonostante la nostra richiesta”. Sottolineava
inoltre che “le spese professionali chieste in deduzione indicano come luogo
di domicilio__________ per l’intero anno”.
G. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente
l’attribuzione di un reddito locativo presunto pari a fr. 5'400.‑
per il rustico di __________.
L’insorgente lamenta che “dalla
decisione di tassazione non si capisce nemmeno se siano state considerate le
spese forfetarie di manutenzione”. Ribadisce poi che l’immobile litigioso
sarebbe una “vecchia stalla del nonno riattata da [suo] padre e priva di
abitabilità”,
che “durante i mesi invernali non vi è alcun
servizio di sgombero neve e spargimento sale poiché fuori abitato” e che
“tutti i rustici vicini sono abitati unicamente d’estate”. Inoltre, il
rustico “è in zona di pericolo valangario e senza possibilità di
edificazione”.
Chiede che, oltre allo
stralcio del valore locativo deciso dopo il reclamo, la Camera di diritto
tributario “ordini un confronto oggettivo con i valori locativi attribuiti
ai rustici vicini, con caratteristiche simili (o sicuramente migliori), siti
sui mappali __________, __________ __________ e __________, in modo da
verificarne il valore attribuito”.
H. Nelle sue osservazioni
del 15 maggio 2025, l’autorità di tassazione si conferma nella propria
posizione, rimandando alle già esaustive motivazioni della decisione impugnata.
Diritto
1. Il ricorrente lamenta
l’attribuzione, da parte dell’UT, di un valore locativo pari a fr. 5'400.‑
alla sua abitazione di __________. L’immobile in questione sarebbe privo
dell’abitabilità, sorgerebbe in una zona di pericolo valangario, senza
possibilità edificatorie e si troverebbe fuori dall’abitato, ragione per cui
durante i mesi invernali non vi sarebbe alcun servizio di sgombero della neve
né di spargimento sale. Sarebbe dunque agibile unicamente sei mesi all’anno. Per
questo motivo avrebbe sottoscritto il verbale di audizione, sottopostogli
dall’autorità di tassazione, dimezzando a fr. 2'700.‑ il valore
locativo stabilito dal fisco.
L’autorità di tassazione
ha per contro ritenuto che l’abitazione primaria del ricorrente fosse a __________
e ha quindi proceduto dapprima all’aggiunta di un valore locativo netto
quantificato in fr. 600.‑ al mese (fr. 7'200.‑ all’anno),
importo che, dopo il reclamo, ha ridotto a fr. 5'400.‑. Inoltre,
dato che il ricorrente non ha mai dichiarato alcun valore locativo per
l’abitazione di __________, l’UT ha aggiunto “altri redditi”, recuperando
tramite procedura bagatellare l’imposta su quanto non dichiarato dal ricorrente
negli ultimi dieci periodi fiscali, per un totale di fr. 50'300.‑
per l’IC e fr. 58'600.‑ per l’IFD.
Considerandi
2.
In primo luogo, è
innegabilmente giustificata l’imposizione di un valore locativo in relazione al
mapp. __________ RFD di __________, di proprietà dell’insorgente.
Secondo gli articoli 20
cpv. 1 lett. b LT e 21 cpv. 1 lett. b LIFD, è imponibile quale
reddito della sostanza immobiliare il valore locativo di immobili o di parti di
essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo
diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito.
Neppure l’insorgente nega
di avere a disposizione per uso proprio l’immobile in questione, pur non avendo
mai dichiarato un valore locativo. Basti considerare che ha sottoscritto il
verbale, sottopostogli dall’autorità di tassazione, con il quale veniva convenuta
la commisurazione del valore locativo in fr. 5'400.‑ all’anno. Ne ha solo
dimezzato l’importo.
3.
3.1.
Si tratta quindi di
stabilire l’ammontare del valore locativo.
3.2
Per l’imposta cantonale, l’art.
20.
cpv. 2 LT prevede che il valore locativo, tenuto conto della promozione
dell’accesso alla proprietà e della previdenza personale, sia stabilito al
60-70 per cento del valore di mercato delle pigioni e che per il suo calcolo sia
possibile considerare in modo adeguato il valore della stima ufficiale.
L’art. 20 cpv. 3 LT
stabilisce che la riduzione di cui al capoverso 2 è ammessa solo per gli
immobili utilizzati come residenza primaria.
3.3
Per
l’imposta federale diretta, l’art. 21 cpv. 2 LIFD prevede che il valore
locativo sia stabilito tenendo conto delle condizioni locali usuali e
dell’utilizzazione effettiva dell’abitazione al domicilio del contribuente.
Il riferimento alle
“condizioni locali usuali” sta a significare che determinante per l’IFD rimane
il valore di mercato reperibile, che deve essere stabilito in via comparativa
tenendo conto anche delle vecchie abitazioni e quindi non necessariamente il canone
di locazione massimo conseguibile (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, p. 92; v. anche DTF 124 I
152.
= ASA 68 p. 773 = StE 1998 A 23.1 n. 1; DTF 123 II 15 = ASA 66 p. 563 = RF
52/1998 p. 190 = StE 1997 A 21.11 n. 41).
La LIFD prevede che per la
determinazione del valore locativo si debba tener conto anche della “effettiva
utilizzazione dell’abitazione al domicilio del contribuente”. Solo a livello
federale esiste quindi la possibilità di richiedere una riduzione del valore
locativo per sotto-utilizzazione, che non si intende dal punto di vista
temporale ma che si riferisce all’utilizzazione effettiva dei locali, come nel
caso in cui i figli ormai adulti lasciano il domicilio dei genitori. Tale disposizione prevede infatti un abbattimento del valore
locativo quando, a causa della diminuzione dei
bisogni abitativi (uscita definitiva dei figli dalla casa di famiglia,
separazione, divorzio o morte di un coniuge, ecc.) solo una parte della
abitazione primaria viene ancora effettivamente utilizzata dai proprietari (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a
ed., Basilea 2019, n. 72 ad art. 21 LIFD, p. 681; Merlino, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire
romand, LIFD, 2a ed., Basilea 2017, n. 131 ad art. 21 LIFD, p. 534
s.).
4.
L’immobile in
discussione deve anzitutto essere considerato abitazione primaria del
ricorrente, sebbene nella dichiarazione d’imposta lo avesse qualificato
abitazione secondaria.
L’autorità di tassazione
ha legittimamente ritenuto che il ricorrente avesse la sua abitazione primaria
a __________ per diversi motivi, in particolare per il fatto che aveva fatto
valere la deduzione delle spese di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro
(art. 25 cpv. 1 lett. a LT; art. 26 cpv. 1 lett. a LIFD), per
l’intero anno (01.01.2020-31.12.2020), da __________ a __________ e ritorno (v.
Modulo 4 “Spese professionali del contribuente”, allegato alla dichiarazione
d’imposta 2020).
A __________ l’insorgente
risulta del resto essere domiciliato fin dal 1995, da quando aveva 25 anni (v.
estratto Ufficio dello Stato civile; ultima consultazione: 08.07.2025). Di
questo Comune è anche sindaco e responsabile dell’Amministrazione e delle
Finanze e imposte (v. dichiarazione d’imposta 2020, dati personali, stato al
31.12.2020; inoltre: __________.ch; ultima consultazione: 08.07.2025).
Inoltre, dopo il reclamo
del 2 agosto 2023, l’UT aveva chiesto al contribuente di documentare “dove
abita tutto l’anno”, ovvero dove fosse la sua abitazione primaria, e di
comprovarlo con il contratto di locazione e i conteggi dell’elettricità
consumata e il relativo pagamento. Il reclamante non ha mai provato di disporre
di un’altra abitazione primaria, né in una casa di sua proprietà né in un
immobile preso in locazione.
Sebbene l’insorgente sostenga
poi di non ricevere la posta a __________, sfogliando la documentazione agli
atti, si trovano molte lettere inviate al ricorrente all’indirizzo “Frazione di
__________, __________ __________”. Lo stesso ricorrente indica come indirizzo
“__________ __________” (v. p. es. ricevute per comprovare le liberalità,
allegate alla dichiarazione d’imposta 2020; agli atti).
5.
5.1.
Prima di adottare la
decisione impugnata, l’UT ha inviato al ricorrente, per posta elettronica, “un
verbale circa la definizione del valore locativo della sua abitazione” di __________,
indicando un valore di fr. 5'400.–.
Il 24 febbraio 2025 il
verbale è stato ritornato firmato e corretto a mano, nel senso che il
ricorrente accettava “un valore locativo di fr. 2'700.‑,
corrispondente ad una limitazione di utilizzo di 6 mesi l’anno” (v. verbale
e email del 24.02.2025 inviati da RI 1 a UT; agli atti).
L’insorgente, firmando il
verbale di audizione, ha in tal modo riconosciuto un valore locativo di
fr. 2'700.‑ per sei mesi.
5.2
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale l’uso proprio (“Eigengebrauch”) non è fiscalmente
rilevante, se un immobile non può essere utilizzato a causa di circostanze
esterne oggettive, come ad esempio se una casa di vacanza, priva di
riscaldamento, sia abitabile soltanto durante un certo periodo dell’anno
(sentenza TF n. 2C_1039/2015 del 28 aprile 2016, consid. 3.3 e rif.)
Nella procedura fiscale
l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a
dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale,
mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a escludere
o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p.
493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
5.3
Ora, anche volendo
ammettere che, a causa della situazione dell’immobile in discussione, lo stesso
possa essere difficilmente raggiungibile durante i mesi estivi e che possa
avere problemi nel beneficiare dei servizi di sgombero della neve e di
spargimento sale, ciò non toglie che l’insorgente vi abiti effettivamente
durante l’intero anno. In tal modo, non vi sono le condizioni per ammettere che
il valore locativo sia limitato a sei mesi. In ogni caso, spettava al
contribuente la prova del fatto che durante i sei mesi in cui la casa era
inagibile risiedeva altrove.
6.
6.1.
Non
è noto come l’autorità di tassazione abbia definito il valore locativo
litigioso. Con la decisione di tassazione, era stato stabilito in fr. 7'200.‑,
importo poi ridotto a fr. 5'400. ‑ in seguito a reclamo.
Come visto, il ricorrente
ha sottoscritto il verbale sottopostogli dall’autorità di tassazione,
dimezzando tuttavia l’importo indicato, per tener conto dell’abitabilità
limitata a sei mesi.
6.2
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, sebbene l’autorità di tassazione sia vincolata nella
sua azione al principio di legalità e non possa pertanto concludere con i
contribuenti accordi fiscali per regolare una concreta fattispecie, quanto all’esistenza,
all’estensione o al modo di imposizione, in deroga alle disposizioni legali,
tuttavia giurisprudenza e dottrina ammettono due eccezioni a questa regola:
·
in primo luogo, se la base legale lascia margini di incertezza e
l’autorità procede applicando la regola che il legislatore avrebbe adottato se
avesse regolamentato il caso specifico;
·
in secondo luogo, quando nell’ambito della procedura di
tassazione né il fisco né il contribuente hanno precisa conoscenza di taluni
elementi di fatto e la determinazione di questi ultimi richiederebbe sforzi
considerevoli, allora su questi punti le parti possono concludere accordi anche
in assenza di base legale; la convenzione non deve comunque risultare contraria
al diritto materiale
(cfr. sentenza n.
2C_75/2007 e 2C_76/2007 del 9 novembre 2007, in RtiD I-2008 n. 14t consid. 4.3,
con riferimento a: RDAF 2006 II p. 419 consid. 3.1; ASA 74 p. 737 consid. 4.2; RDAF 1999 II p. 97 consid. 7b/aa; v. anche Locher, “Steuerruling” – Ein
problematisches Modewort, ZStP 2015, p. 255 ss., in particolare p. 267).
Una
volta stabilita la liceità dell’accordo, è corretto ritenere che il medesimo,
analogamente ad un qualunque contratto, risulti di principio vincolante per
entrambe le parti (Rickli, Die
Einigung zwischen Behörde und Privaten im Steuerrecht, Basilea 1987, p. 103
s.). Le parti non possono dipartirsene unilateralmente, poiché incorrerebbero
in un comportamento contraddittorio contrario al principio della buona fede, il
quale è valido sia in ambito contrattuale tra privati (art. 2 CC), sia più in
generale in tutti i rapporti tra cittadini ed autorità (art. 5 cpv. 3 Cost)
(sentenza TF 2C_75/2007 del 9 novembre 2007, consid. 4.5.).
Un tale accordo non ha
automaticamente effetti di diritto materiale, ma rappresenta un’intesa sui
diritti e gli obblighi procedurali ed è la base per l’adozione di una decisione
di tassazione. L'accordo implica che l’amministrazione fiscale esonera il contribuente
da un’ulteriore collaborazione nell’accertamento dei fatti e, da parte sua, il
contribuente rinuncia a richiedere l’assunzione di ulteriori prove. L’accordo
non sostituisce quindi né la decisione di tassazione né la decisione di
tassazione su reclamo; neppure preclude in sé la possibilità di presentare
ricorso (sentenza del TF 2C_769/2009 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.1 e 2.2.2; Locher, op. cit., p. 271).
6.3
Ora, sottoscrivendo il
verbale sottopostogli dall’autorità di tassazione, il ricorrente ha accettato
la quantificazione del valore locativo proposta dall’autorità di tassazione. Ha
infatti sottoscritto il verbale, attribuendo al mapp. n. __________ RFD di __________
un valore locativo di fr. 2'700.‑ per sei mesi.
L’importo di
fr. 5'400.‑ quale valore locativo dell’abitazione primaria di __________,
così come stabilito dall’UT nella decisione dopo reclamo, è dunque stato
convenuto dalle parti di comune accordo.
Avendo l’insorgente
accettato il valore locativo così come stabilito, non è necessario che la
Camera di diritto tributario si confronti con i valori locativi attribuiti ai
rustici vicini, come richiesto con il ricorso.
7.
7.1.
Resta da stabilire la
questione del ricupero d’imposta per la mancata dichiarazione del valore
locativo nei periodi precedenti.
L’autorità di tassazione
ha applicato la procedura semplificata per i cosiddetti casi bagatella ai sensi
degli articoli 236, 258 e ss. LT e art. 151, 175 e ss. LIFD.
7.2
Secondo l’art. 14 cpv. 2bis
del Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994 (RLT; RL 640.110), la
procedura semplificata per casi bagattella è applicabile, di principio, a tutti
i casi di lieve entità di cui agli articoli 238a, 258 e 259 LT, ove il
contribuente, rispettivamente l’erede, abbia chiesto l’applicazione di questa
procedura, abbia firmato il verbale di audizione e gli importi non dichiarati
non superino (condizioni cumulative):
a) 10'000 franchi
di reddito lordo non dichiarato, per ogni periodo fiscale, per un massimo, nei
periodi fiscali non prescritti, di 100'000 franchi;
b) 200'000 franchi
di sostanza lorda non dichiarata, per ogni periodo fiscale, per un massimo, nei
periodi fiscali non prescritti, di 2’000'000 franchi.
Una disposizione analoga è
prevista dall’art. 10 cpv. 2 del Regolamento di applicazione della legge
federale sull’imposta federale diretta del 18 ottobre 1994 (RLIFD; RL 642.150).
Secondo la Circolare della
Divisione delle contribuzioni n. 28/2016 del dicembre 2016 (“Minimi previsti
per l’invio degli incarti all’Ufficio procedure speciali nei casi di
sottrazione o tentativo di sottrazione di sostanza e/o reddito”), sia la
Camera di diritto tributario sia il Tribunale federale hanno già avuto modo di
ammettere la possibilità che l’autorità fiscale possa prescindere dall’apertura
di una procedura ordinaria di ricupero d’imposta per procedere al ricupero ed
alla riscossione di un’eventuale multa con una ripresa unica e semplificata
nella tassazione ancora aperta del contribuente.
La competenza per le
contravvenzioni di lieve entità (procedura semplificata per casi bagattella) è dell’Ufficio
circondariale di tassazione competente per l’emissione della notifica di
tassazione dell’ultimo anno ancora aperto del contribuente (art. 14 cpv. 2 RLT
e art. 10 cpv. 1 RLIFD; Circolare DdC n. 28/2016 capitolo 1.2.1.1).
Il ricupero delle imposte
non prelevate nei periodi fiscali non ancora prescritti, e dell’eventuale multa
forfettaria, è effettuato (tramite un ricalcolo forfettario del dovuto)
congiuntamente ai redditi accertati per l'ultimo periodo fiscale ancora aperto,
ossia la cui notifica non è ancora stata intimata al contribuente.
7.3
Ora,
nel citato verbale del 21 febbraio 2025, l’autorità di tassazione, dopo aver
stabilito il valore locativo del mapp. n. __________ RFD di __________ in fr.
5'400.‑ all’anno, ha aggiunto che “il reclamo dell’anno 2020 viene
quindi rettificato in tal senso. Come pure il recupero d’imposta concernente i
periodi precedenti”. Il verbale non menziona dunque la “procedura
semplificata per casi bagattella” né risulta che il ricorrente ne abbia mai
chiesto l’applicazione e vi abbia dato il suo consenso.
Non essendo adempiuta una
delle due condizioni cumulative previste per l’applicazione della procedura
semplificata, l’incarto del ricorrente dovrà essere inoltrato senza indugio
all’Ufficio procedure speciali.
Su questo aspetto,
l’operato dell’UT non può essere tutelato. La decisione impugnata deve essere
riformata nel senso che gli “altri redditi” devono essere stralciati e
l’incarto deve essere trasmesso all’Ufficio delle procedure speciali per le sue
incombenze.
8.
Di
conseguenza, il ricorso è parzialmente accolto.
Per
quanto attiene agli “altri redditi” imponibili, questi dovranno essere
stralciati dalla decisione impugnata e l’incarto dovrà essere trasmesso
all’Ufficio delle procedure speciali.
Per quanto concerne
l’imposizione del valore locativo in ragione di fr. 5'400.‑, il
ricorso è respinto.
Visto l’esito del gravame,
la tassa di giustizia e le spese di procedura sono ripartite proporzionalmente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente
accolto.
§ Di
conseguenza, la decisione dopo reclamo 9 aprile 2025 è riformata nel senso che
gli “altri redditi” sono stralciati.
§§ Gli
atti sono trasmessi all’Ufficio delle procedure speciali perché proceda alle
proprie incombenze.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 1’500.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 1’600.–
sono a carico del
ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 800.–).
3. Contro il presen Copia
per conoscenza:
-
municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: La cancelliera: