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Decisione

80.2025.128

Procedura: tassazione d’ufficio, reclamo, condizioni di ricevibilità, mancata dichiarazione, reclamo con dichiarazione parzialmente compilata e priva di allegati

8 luglio 2025Italiano22 min

cittadino __________, vive a __________ insieme alla moglie RI 2, cittadina __________.

Source ti.ch

Incarti n.

80.2025.128

80.2025.129

Lugano

8 luglio 2025

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale

d'appello

composta dai giudici

Andrea

Pedroli, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

cancelliere

Francesco

Sciuchetti

parti

RI 1

RI 2

entrambi

rappr. da: RA 1

contro

RS

1

oggetto

ricorso

del 22 maggio 2025 contro la decisione del 24 aprile 2025 in materia di IC e IFD

2016.

Fatti

Fatti

A. RI 1,

cittadino __________, vive a __________ insieme alla moglie RI 2, cittadina __________.

Non avendo presentato

la dichiarazione fiscale per il 2016, con decisione del 9 agosto 2018 l’RS 1

(di seguito UT) notificava ai contribuenti la tassazione d’ufficio IC e IFD

2016, stabilendo il reddito imponibile, per l’IC, in fr. 278'500.- e, per l’IFD

in fr. 279'400.- e la sostanza imponibile in fr. 224'000.-, con la seguente

motivazione:

Richiamata la diffida del 17.05.2018, ritenuto che

alla richiesta in essa contenuta non è stato dato seguito, si procede con la

tassazione d’ufficio.

La

tassazione d’ufficio è stata eseguita in applicazione degli art. 204 cpv. 2

della LT e 130 cpv. 2 della LIFD. Il contribuente può impugnare la tassazione

operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta.

Il

reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova. Ciò significa

che al reclamo dev’essere allegata la dichiarazione d’imposta debitamente

compilata e corredata da tutti i certificati, attestazioni, documenti ecc.

Vi

rendiamo attenti che un eventuale reclamo con modalità e contenuti che non

soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile. Di conseguenza

la tassazione d’ufficio diventerà definitiva.

B. RI 1 e RI 2 contestavano

la decisione di tassazione d’ufficio con reclamo del 6 settembre 2018 a cui

accludevano la dichiarazione d’imposta per il 2016.

C. a.

Con scritto del 20

gennaio 2022, l’UT chiedeva ai reclamanti di produrre la seguente

documentazione entro il 9 febbraio 2022:

§

copia di tutte le attestazioni di

debiti e prestiti indicati nella dichiarazione fiscale

§ documentazione a sostegno della sostanza mobiliare e

immobiliare dichiarata

I contribuenti venivano

avvertiti che, in caso di inosservanza della richiesta, il reclamo sarebbe

stato dichiarato inammissibile.

In seguito ad uno scambio

via posta elettronica, il termine veniva prorogato sino al 7 giugno 2022.

Veniva ribadita la comminatoria di irricevibilità in caso di mancato

adempimento.

b.

In data 4 dicembre 2024,

l’UT si è nuovamente rivolto ai contribuenti, inoltrando alla loro

rappresentante RA 1 una richiesta della seguente documentazione:

-

copia del contratto di debito

stipulato con il signor __________ e avviso di accredito bancario a comprova

dell’importo ricevuto;

-

copia dei contratti di acquisto delle

opere d’arte, il cui valore è stato esposto al punto 26.5 della dichiarazione

fiscale e precisazione dei mezzi finanziari utilizzati per sostenere gli

acquisti.

Veniva attribuito un

termine entro il 20 dicembre 2024 con la comminatoria di irricevibilità del

reclamo in caso di inosservanza.

c.

Con scritto del 3 febbraio

2025, la rappresentante della contribuente dichiarava che non esisteva un

“contratto di finanziamento scritto” con __________, allegando a supporto copia

degli estratti bancari relativi agli accrediti del presunto prestito. In merito

alle opere d’arte, indicava che nella dichiarazione erano riportate l’opera denominata

“__________”, per il cui acquisto era stato utilizzato l’importo bonificato

dalla __________, e l’opera “__________ di __________”, per la quale veniva

prodotta una ricevuta di acquisto nonché la documentazione giustificativa dei

relativi prelievi bancari.

d.

In

seguito ad uno scambio di corrispondenza elettronica, con lettera del 3 aprile

2025 l’autorità fiscale, dopo aver evidenziato che quanto prodotto non

comprovasse la manifesta inesattezza della tassazione operata d’ufficio,

invitava nuovamente il contribuente a produrre entro il 23 aprile 2025:

-

copia di tutti i contratti in

essere con il signor __________ (contratto di prestito, mandato,…) con

spiegazione della natura delle operazioni di acquisto di opere d’arte;

-

copia dei contratti

d’assicurazione delle opere d’arte;

-

rendiconti della società __________

SA per gli anni 2015 e 2016 con documentazione a comprova del prestito concesso

alla società che è stato poi rimborsato nel corso del 2016 (contratto di

prestito, piano di rientro, …).

I

reclamanti venivano avvertiti ancora una volta che, in caso di mancata

ottemperanza alla richiesta, il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

e.

Con scritto del 22 aprile

i contribuenti ribadivano che con __________ non vi fosse alcun accordo

scritto. Le opere d’arte sarebbero inoltre state depositate presso un magazzino

specializzato senza alcuna polizza assicurativa. Nemmeno vi sarebbe stato alcun

accordo scritto per il prestito, poi restituito a contanti, concesso da RI 1

alla __________A il cui bilancio e conto economico venivano

acclusi all’invio.

D. Con decisione del 24

aprile 2025 l’UT dichiarava irricevibile il reclamo. Dopo aver ricordato i

presupposti per impugnare una tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale

sosteneva che quanto prodotto dai contribuenti non era sufficiente a “sanare il

vizio di forma”.

E. Con tempestivo

ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2, rappresentati

dalla RA 1, impugnano la decisione dopo reclamo IC e IFD 2016. Sostengono di

aver prodotto una dichiarazione completa e di aver dato seguito a tutte le

richieste di documentazione dell’autorità fiscale. Malgrado ciò l’UT avrebbe

insistito per avere un contratto di prestito scritto fra __________ e RI 1,

nonostante il Codice delle obbligazioni non preveda l’obbligatorietà della

forma scritta e siano stati prodotti i giustificativi bancari a conferma del

ricevimento del prestito. Accludono infine un nuovo documento a conferma delle

garanzie, sotto forma di cartelle ipotecarie, che sarebbero state fornite da RI

1 a __________.

F. Con osservazioni del

28 maggio 2025, l’UT evidenzia come RI 1 sia consulente nel mercato delle opere

d’arte, nonché azionista e amministratore unico della __________ SA in

liquidazione, società tassata d’ufficio negli anni dal 2015 al 2019. La

tassazione d’ufficio sub judice sarebbe basata su quanto definito nella

tassazione dell’anno precedente, passata in giudicato. I dati forniti con la

dichiarazione fiscale per il 2017, poi, non combacerebbero con quanto

dichiarato nel 2016. Ciò considerato, secondo il fisco cantonale, il tentativo

di giustificare le incongruenze facendo riferimento a contratti verbali e a

pagamenti a contanti non è stato ritenuto sufficiente a sanare il vizio di

forma. Inoltre, il documento aggiuntivo prodotto con il ricorso sarebbe

unicamente una bozza di un rogito. Ad ogni modo non sarebbe stato chiarito il

motivo per cui l’operazione in questione sia stata effettuata e quali siano i

costi di gestione, le commissioni e il guadagno del contribuente e il motivo

per cui non sia stata effettuata tramite la società.

G. Il 27 giugno 2025, la

rappresentante dei contribuenti ha prodotto un ulteriore documento “a comprova

dei finanziamenti ricevuti dal Sig. __________”.

Diritto

1. Contestata nel caso

di specie è la tassazione d’ufficio relativa al periodo fiscale 2016, contro

cui i contribuenti avevano interposto reclamo, dichiarato irricevibile dall’UT.

La Camera di diritto

tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli

uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a

condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto

esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,

sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una

persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di

tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia

fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto,

gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di

merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di

irricevibilità.

Nel caso concreto si

tratta pertanto unicamente di accertare se l’autorità fiscale abbia stabilito a

torto o a ragione l’irricevibilità del gravame.

Considerandi

2.

2.1.

Gli articoli 204 cpv. 2 LT

e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una

tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se, nonostante

diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli

elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di

documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti

sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del

contribuente.

2.2

Contro

la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto

all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206

cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la

tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è

"manifestamente inesatta". Il reclamo dev’essere motivato e indicare

eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).

Le norme appena citate

esigono che il contribuente apporti la prova della "manifesta

inesattezza" della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il

reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del

reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della

tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in

mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del

Tribunale federale del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).

Secondo il Tribunale

federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto nella

disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di validità,

sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid.

3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).

2.3

La prova della manifesta

inesattezza della tassazione d’ufficio, secondo la giurisprudenza del Tribunale

federale, dev’essere completa e non può limitarsi a singole posizioni: il

contribuente deve cioè riprendere la collaborazione trascurata ed in particolar

modo inoltrare la dichiarazione fiscale precedentemente non presentata (cfr. sentenza

TF 2C_504/2010 in RF 67/2012 p. 143; inoltre ASA 75 p. 329 consid. 5.1)

Secondo la giurisprudenza

del Tribunale federale, tuttavia, in caso di reclamo contro una tassazione

d’ufficio, l’obbligo dell’autorità fiscale di procedere a indagini rinasce solo

se l’incertezza sui fatti, da cui è scaturita la tassazione d’ufficio, è stata

superata per effetto dell’intervento del contribuente (cfr. ad esempio sentenza

del TF n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

3.

3.1.

3.1.1

Nel caso in

disamina, i contribuenti sono stati assoggettati a una tassazione d’ufficio per

il 2016 poiché, malgrado la diffida, non avevano inoltrato la dichiarazione

d’imposta. Nella motivazione della decisione del 9 agosto 2018 l’UT aveva

espressamente indicato come la stessa fosse censurabile unicamente se

manifestamente inesatta e mediante un reclamo motivato, che indicasse eventuali

mezzi di prova.

Malgrado ciò, con il

reclamo i contribuenti hanno presentato una dichiarazione d’imposta

manifestamente incompleta. In primo luogo, la dichiarazione non conteneva

alcuna menzione delle azioni della __________ SA. Secondo quanto dichiarato da __________

negli atti dell’incarto fiscale relativo al 2015, in risposta ad una richiesta

di informazioni del fisco, tale società è stata da lui costituita mediante il

versamento del capitale nel 2008. Di conseguenza, per quell’anno — nonostante

il ricorrente non avesse indicato alcuna partecipazione — l’UT ha imputato alla

sua sostanza l’intero pacchetto azionario della società. Contrariamente a

quanto dichiarato l’anno precedente, in cui era stato indicato un importante

reddito derivante da un contratto di consulenza commerciale, nell’anno in esame

non è stato dichiarato alcun reddito da attività indipendente, senza che sia stata

fornita alcuna spiegazione al riguardo.

Anche la documentazione

allegata era palesemente carente. Veniva esposto un debito privato pari a fr.

997'500.- con l’indicazione “__________ prestito senza interessi 950'000 euro”,

senza il minimo supporto documentale. Nella sostanza mobiliare risultavano

inoltre indicate due opere d’arte per un valore complessivo di fr. 989'415.-

anche in questo caso senza alcun documento giustificativo a supporto.

Anche la documentazione

trasmessa in seguito ai numerosi solleciti dell’autorità fiscale — che

richiedeva copia del contratto di credito con __________, dei relativi avvisi

di accredito, nonché dei contratti di acquisto delle opere d’arte e dei mezzi

utilizzati per il loro acquisto — è risultata incompleta e carente.

In un primo momento, si suppone a comprova

dei mezzi finanziari utilizzati per l’acquisto delle opere d’arte, veniva

prodotto un avviso di accredito di fr. 979'982.28 a favore di __________ SA - e

non di RI 1 - contabilizzato l’11 dicembre 2017, ovvero nel periodo fiscale

seguente a quello sub judice.

In seguito, per il tramite

della RA 1 veniva presentato un estratto del conto UBS __________ intestato a RI

1.

in cui venivano evidenziati gli accrediti ed i prelievi relativi agli

acquisti delle opere d’arte ed i bonifici ricevuti a titolo di prestito da __________.

Veniva spiegato che con quest’ultimo non vi era alcun contratto di

finanziamento scritto.

Ora, indipendentemente dalla

forma del presunto contratto di credito, i cui contorni non sono stati

minimamente chiariti, non può essere ignorato che i versamenti da __________

sul menzionato conto UBS del 15 giugno 2016 per euro 100’000 e del 28 giugno

2016.

per euro 400'000, riportano come causale “Prestito acquisto __________”,

senza che il contribuente abbia dichiarato il possesso di alcuna opera

dell’artista né fornito alcuna spiegazione.

Ulteriormente sollecitati

dall’autorità fiscale la quale chiedeva spiegazioni sulla natura delle

operazioni di acquisto delle opere d’arte i contribuenti non fornivano alcun

chiarimento. Indicavano poi che, contrariamente alle richieste dell’UT nemmeno

vi era alcuna polizza assicurativa per le opere d’arte denominate “__________”

e “__________ di __________”, le quali erano depositate presso un magazzino

specializzato.

Quanto alla richiesta di

spiegazioni riguardo alla somma di euro 50'000, con la causale “trapasso”, accreditata

sul menzionato conto UBS dalla__________ SA il 27 giugno 2016, secondo i

contribuenti si riferirebbe al rimborso di un prestito concesso da RI 1 alla

società. Anche in questo caso non sarebbe stato stipulato alcun accordo scritto

“essendo lui [RI 1, ndr] sia il beneficiario del prestito [ch]e

amministratore della società”.

A tal riguardo occorre

ricordare che, anche per i contratti che non richiedono la forma scritta, chi

ne afferma l’esistenza ha l’onere di provarne l’esistenza, dimostrando la

volontà contrattuale delle parti e l’accordo sugli elementi essenziali. In

assenza di tali prove, il contratto non può ritenersi validamente stipulato.

Tuttavia, contrariamente

alla richiesta dell’autorità fiscale, che chiedeva la documentazione societaria

a comprova del prestito concesso da RI 1, i contribuenti si limitavano a

produrre il bilancio ed il conto economico della __________ SA dal 2015 al 2017

dai quali, in assenza dei necessari dettagli, non è possibile evincere

l’esistenza di alcun contratto di prestito con il qui ricorrente. A ciò si

aggiunga che la stessa __________ SA, secondo le indicazioni fornite

dall’autorità fiscale nelle osservazioni al ricorso, è stata tassata d’ufficio

nei periodi fiscali dal 2015 al 2019.

3.1.2

A conferma

dell’inattendibilità delle informazioni fornite con il reclamo vi sono poi i

dati presentati con la dichiarazione fiscale nel 2017. Anzitutto, in questo

periodo fiscale nel modulo 1 non viene indicato alcun debito nei confronti di __________,

il cui unico accenno consiste nell’annotazione a mano nel modulo 5. Inoltre,

non è stato fornito alcun giustificativo riguardante l’eventuale rimborso del

prestito né indicazioni su come questo sarebbe stato finanziato, nel caso si

fosse verificato. Oltre a ciò, nella sostanza era stata esposta una sola solo

opera d’arte con l’indicazione “OPERA D’ARTE ACC. EURO 239’700” (la stessa

utilizzata per indicare l’opera “__________” nella dichiarazione del 2016) per

l’importo di fr. 251'685.-. Nelle comunicazioni e note per l’Ufficio di

tassazione veniva inoltre indicato “Opera d’arte __________ inserita per errore

nella dichiarazione 2016”.

3.2

Come

già ricordato, una tassazione d’ufficio può essere impugnata solo in caso di

manifesta inesattezza. La prova dell’inesattezza, che compete al contribuente,

deve essere completa. Il reclamo deve essere presentato in modo tale da

consentire all’autorità fiscale di riconoscere senz’altro, in base alla

motivazione e ai mezzi di prova, se la tassazione d’ufficio è manifestamente

inesatta (cfr. per esempio sentenza del TF n. 2C_30/2017 del 10 maggio 2017,

consid. 2.2.2 e giurisprudenza citata).

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, in caso di reclamo contro

una tassazione d’ufficio l’obbligo dell’autorità fiscale di procedere a

indagini rinasce solo se l’incertezza sui fatti, da cui è scaturita la

tassazione d’ufficio, è stata superata per effetto dell’intervento del

contribuente (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_259/2021 del 30 novembre

2021, consid. 5.1.2.).

3.3

3.3.1

Nel

caso in esame, i contribuenti hanno prodotto la dichiarazione di tassazione

2016.

parzialmente compilata, alla quale non erano allegati tutti i

giustificativi necessari per poter stabilire con certezza tutti gli elementi

imponibili, neppure prodotti a seguito dei numerosi solleciti dell’UT.

3.3.2

Ora,

il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione

completa ed esatta (art. 126 cpv. 1 LIFD; v. anche art. 196 LT). Deve in

particolare compilare il modulo in modo completo e veritiero (art. 124 cpv. 2

LIFD; art. 198 cpv. 2 LT) e fornire i documenti necessari (art. 125 LIFD; art.

199.

LT). Fra i documenti che una persona fisica deve allegare alla

dichiarazione d’imposta figurano in particolare gli elenchi completi dei

titoli, crediti e debiti (art. 125 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 199 cpv. 1

lett. c LT). Deve inoltre fornire, a domanda dell’autorità di tassazione

informazioni orali e scritte, specialmente quando, vista la dichiarazione

d’imposta, sorgono delle questioni in relazione ai redditi, alle spese di

acquisizione, all’evoluzione del patrimonio (art. 126 cpv. 2 LIFD; art. 200

cpv. 2 LT). Al contribuente incombe quindi la responsabilità dell’esattezza

della sua dichiarazione (sentenze TF 2C_980/2017 del 28.6.2018 consid. 5.3.,

2C_710/2016 del 25.8.2016 consid. 6.2. e riferimenti ivi citati).

3.3.3

Come visto, la prova della

manifesta inesattezza può essere apportata – in sede di reclamo – adempiendo in

maniera corretta agli obblighi procedurali precedentemente trascurati e con una

completa esposizione dei fatti. Tuttavia, nel caso concreto non ricorrevano

tali condizioni: come evidenziato, mancavano documenti e informazioni

essenziali per la determinazione degli elementi imponibili, nonostante i

ripetuti solleciti dell’autorità fiscale, ai quali i contribuenti non hanno

dato seguito in modo adeguato. Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, se il contribuente

interpone un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per

impugnare una tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara

irricevibile senza attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi

(Fenners/Looser, Besonderheiten

bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare

p. 42 e giurisprudenza citata; Filippini/Balestra

Gamboni, La tassazione d’ufficio, in RtiD I-2018 p. 638; cfr. anche le

sentenze CDT n. 80.2019.71/72 del 4 novembre 20219; CDT n. 80.2013.230 del 30

ottobre 2013 consid. 2.4 e CDT n. 80.2016.123/124 del 17 ottobre 2016 consid.

1.6). In una simile situazione l’autorità fiscale, avrebbe anche

potuto dichiarare immediatamente irricevibile il reclamo senza procedere ad

ulteriori richieste di documentazione.

Pertanto,

l’autorità di tassazione ha legittimamente mantenuto la tassazione d’ufficio,

non essendo adempiuti i presupposti per sostituirla con una tassazione

ordinaria.

3.4

La decisione impugnata del

24.

aprile 2025, con cui l’UT ha dichiarato irricevibile il reclamo dei

contribuenti, si rivela pertanto legittima.

3.5

3.5.1

Con il ricorso e con un successivo scritto del 27 giugno 2025

i contribuenti hanno prodotto nuova documentazione, che attesterebbe la costituzione di una serie di cartelle ipotecarie al

portatore che sarebbero poi state consegnate a __________ a titolo di garanzia

del prestito. A sostegno di tale tesi hanno presentato una ricevuta dello

stesso __________ con cui egli dichiara di aver ricevuto sette cartelle al

portatore iscritte “sui mappali __________, __________ e __________ RFD di __________”

a garanzia dei prestiti accordati a __________ “negli ultimi dieci anni”, uno

dei quali, di fr. 400'000.-, era stato accordato nel 2017 per “l’anticipo della

casa”.

3.5.2

Se a giusto titolo

l’Ufficio di tassazione non è entrato nel merito del reclamo, non vi sono

i presupposti perché nella procedura di ricorso si possano esaminare le

critiche formulate dalla ricorrente contro la tassazione d’ufficio. Come ha

ancora recentemente ricordato il Tribunale federale, procedere ad un tale esame

equivarrebbe ad ammettere che, anche in presenza di un reclamo irricevibile, un

contribuente sia legittimato a dimostrare, davanti alle istanze superiori, il

carattere manifestamente inesatto della tassazione d’ufficio. In tal modo,

verrebbero tuttavia svuotate del loro senso le esigenze formali previste

dall’art. 132 cpv. 3 LIFD, per il fatto che il contribuente che, dopo aver

violato i suoi obblighi di collaborazione ed essere stato sottoposto alla

tassazione d’ufficio, ha presentato un reclamo non motivato, potrebbe sfuggire

alle conseguenze previste dalla legge (cfr. la sentenza del 2 febbraio 2016 n.

2C_509/2015 e 2C_510/2015, in RDAF 2016 II p. 168 = RF 71/2016 p. 455, consid.

6.2.1

con riferimenti).

3.5.3

La documentazione prodotta con

il ricorso non può pertanto essere presa in considerazione. In ogni caso, anche

nella più favorevole delle ipotesi, essa si limiterebbe a comprovare la

costituzione di alcune cartelle ipotecarie, senza apportare ulteriori elementi

rilevanti. La "ricevuta" rilasciata da __________ non

apporta alcun elemento chiarificatore rispetto alla fattispecie in esame, non

contenendo alcun riferimento a prestiti riconducibili al periodo fiscale

oggetto di accertamento.

Non appare pertanto idonea a

provare la manifesta inesattezza della decisione d’ufficio.

Non è pertanto possibile

modificare la tassazione d’ufficio alla luce della documentazione presentata

solo con il ricorso alla Camera di diritto tributario.

4.

4.1.

Appurato

che l’autorità fiscale non poteva sostituire la tassazione d’ufficio con una ordinaria, a

causa dell’inosservanza degli obblighi procedurali da parte dei contribuenti,

resta ancora da verificare se la tassazione contestata non sia palesemente

eccessiva.

4.2

A questo proposito, il

Tribunale federale ha stabilito che possono essere censurati solo gravi errori

di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se

ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità

fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. sentenza del TF n. 2C_96/2019 del 19

settembre 2019, consid. 5.2.2. e giurisprudenza citata;

inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker,

Schweizerisches Steuerverfahrensrecht ‑ Direkte Steuern, 2a ediz.,

Zurigo 2018, § 20, n. 29; Fenners/Looser,

Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss.,

p. 38). Una tassazione d’ufficio

non è manifestamente inesatta solo quando la valutazione su cui si fonda è

oggettivamente insostenibile o si basa su elementi, metodi o strumenti di stima

inadeguati, ma anche se si scosta a tal punto dalla effettiva capacità

contributiva e dalle altre circostanze da essere manifestamente motivata da

considerazioni penali o fiscali (cfr. sentenza del TF n. 9C_329/2019 del 17

ottobre 2019, consid. 4.1 con riferimenti alla sentenza del TF n. 2C_679/2016

dell’11 luglio 2017).

4.3

Anche quando intraprende

una tassazione d’ufficio,

l’autorità fiscale deve tener conto di tutti i fatti conosciuti al momento

della tassazione e, come nell’ambito di una tassazione ordinaria, deve prendere

in considerazione d’ufficio tutti

i documenti di cui dispone (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio

2017.

consid. 4.2.2 e giurisprudenza citata). Nella misura del possibile,

l’autorità fiscale deve tener conto degli elementi conosciuti di ogni singolo

contribuente, in particolare quelli forniti da terzi secondo gli obblighi di

collaborazione previsti dagli articoli 127 ss. LIFD e articoli 201 ss. LT.

L’autorità può, se del caso, procedere ad atti istruttori addizionali per poter

stabilire gli elementi necessari alla tassazione, che non sono contenuti

nell’incarto fiscale, come ad esempio richiedere un certificato di salario

giusta l’art. 127 cpv. 2 LIFD. Non si può tuttavia esigere che l’autorità

fiscale proceda ad inchieste troppo dettagliate, in particolar modo quando non

dispone di elementi probatori (RDAF 2000 II 41). Il ricorso al calcolo del

dispendio o all’evoluzione della situazione patrimoniale, come pure al tenore

di vita sono ammissibili (Althaus-Houriet,

in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz.,

Basilea 2017, n. 23 ad

art. 130 LIFD).

4.4

Non da ultimo, l’autorità

fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza peraltro essere

obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a

scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si

deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli

elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica

debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica

per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter trarre vantaggio dalla

violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio sentenza del TF n.

2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con riferimenti

giurisprudenziali).

4.5

Nel caso concreto,

l’autorità fiscale, come indicato nelle proprie osservazioni, non avendo

ricevuto la dichiarazione fiscale per il 2016 si è fondata sui dati della

decisione di tassazione del 2015 passata in giudicato.

In particolare, per quanto

riguarda la determinazione del reddito da attività lucrativa indipendente,

quantificata per il 2015 in fr. 199'800.- l’UT si è fondato su un reddito

mensile di euro 18'000 percepito dal ricorrente negli ultimi mesi del periodo fiscale

che, secondo le poche informazioni fornite sarebbe da ricondursi ad un

contratto di consulenza commerciale con la __________ Ltd. Non si evince dagli

atti che egli abbia minimamente spiegato o documentato la fine del rapporto contrattuale

con la __________ Ltd. Anche nel ricorso in esame, il ricorrente non spende una

parola in merito alla questione del reddito da attività lucrativa indipendente.

I redditi da attività dipendente

di RI 1 e della moglie, anch’essi stimati sulla base di quanto accertato nel

2015, risultano invece persino inferiori a quelli dichiarati con il reclamo per

il 2016.

Quanto agli elementi della

sostanza e ai debiti privati, i contribuenti non hanno fornito le informazioni

ed i documenti necessari a stabilirne con certezza l’entità. Nemmeno quanto

prodotto in corso di procedura di reclamo è servito a comprovare la manifesta

inesattezza della tassazione d’ufficio. Sono invece emersi degli elementi

tutt’altro che chiari ed in contrasto con quanto dichiarato per il periodo

fiscale successivo.

Tutto ben ponderato, la

stima dell’UT effettuata secondo i dati a sua disposizione, in particolare

quelli accertati per il periodo fiscale 2015 sulla base della dichiarazione del

contribuente, non può certo considerarsi arbitraria. Stando così le cose, la

valutazione operata dall’UT non si palesa manifestamente eccessiva.

5.

Il ricorso è

conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico

dei ricorrenti, soccombenti.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali

consistenti:

a. nella tassa di

giustizia di fr. 2’000.–

b. nelle spese di

cancelleria di complessivi fr. 100.–

per un totale di fr. 2’100.–

sono a carico dei

ricorrenti.

3. Contro il presen Copia

per conoscenza:

-

municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale

d’appello

Il

presidente: Il

cancelliere: