80.2025.86
Procedura: tassazione d’ufficio, calcolo delle entrate e delle uscite, vantaggi in natura nell’ambito di una società di cui il contribuente è amministratore unico e consulente
23 dicembre 2025Italiano20 min
dal 2017 al 2022. Indicava di svolgere la professione di consulente, allegando a
Source ti.ch
Incarti n.
80.2025.86
80.2025.87
Lugano
23 dicembre 2025
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale
d'appello
composta dai giudici
Andrea
Pedroli, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
cancelliere
Francesco
Sciuchetti
parti
RI
1
contro
RS
1
oggetto
ricorso
dell’8 aprile 2025 contro le decisioni del 12 marzo 2025 in materia di IC e IFD
dal 2015 al 2022.
Fatti
Fatti
A. RI 1 dichiarava, per
quanto qui d’interesse, un reddito da attività lucrativa dipendente di fr.
21'000.-, per i periodi fiscali 2015 e 2016, e di fr. 21'500.-, per i periodi
dal 2017 al 2022. Indicava di svolgere la professione di consulente, allegando a
ciascuna dichiarazione d’imposta una fattura di pari importo, da lui indirizzata
alla __________ SA, società attiva nella commercializzazione di prodotti vari
nel settore automobilistico sino al suo fallimento, avvenuto il 14 ottobre
2025, e nella quale il contribuente rivestiva, dal 26 agosto 2014, la carica di
amministratore unico con firma individuale.
B. a.
Il 25 settembre 2024,
l’RS 1 (di seguito, UT) al fine di definire le tassazioni chiedeva al
contribuente la produzione della seguente documentazione:
-
Contratto d’affitto;
-
Conto corrente sul quale vengono
incassati i proventi della sua attività lavorativa;
-
Conto dove sono state incassate le
polizze __________ nel 2020 e 2021;
-
Documentazione da parte della __________
relativa alle due polizze;
-
Dettaglio dei beni ricevuti in
successione nel 2019;
-
Conferma che non è e non è mai
stato azionista della __________ SA né direttamente né indirettamente.
Il
contribuente veniva avvertito che, in caso di inosservanza della richiesta,
l’autorità fiscale avrebbe proceduto all’applicazione delle penalità previste
dagli articoli 257 LT e 174 LIFD, nonché alla tassazione d’ufficio in base agli
articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD.
b.
Il contribuente rispondeva
il 4 ottobre 2024, dichiarando di non disporre di alcun contratto di locazione
e che, a causa della sua precaria situazione finanziaria, era ospitato da terze
persone. La __________ SA gli avrebbe versato “brevi manu” l’importo di
fr.1'800.- mensili.
Il conto delle polizze __________
nel 2020 e 2021 sarebbe stato estinto, con un incasso di fr. 60'000.-,
utilizzati per coprire spese legali pari a fr. 40'000.- e le relative spese per
l’annullamento dell’atto esecutivo. Per quanto riguarda i beni ricevuti in
successione, nessuna eredità sarebbe stata ancora versata allo stato attuale.
C. Il
23 ottobre 2024, l’UT notificava a RI 1 le tassazioni per i periodi fiscali dal
2015 al 2022, con le quali venivano accertati i seguenti elementi imponibili.
Per
il 2015 e 2016:
Dati dichiarati
Dati accertati
Reddito attività dipendente accessoria
21’000
0
Reddito attività indipendente principale
0
21’000
Altri redditi
0
10’000
Totale dei redditi
21’000
31’000
La motivazione
era la seguente:
In assenza di un certificato
di salario (o della comprova dell’avvenuto pagamento dei contributi sociali da
parte della società) il reddito percepito da __________ è considerato reddito
da attività indipendente.
Aggiunta prestazioni
valutabili in denaro “[vantaggi”, per il 2016] percepiti da __________
Per il 2017:
Dati dichiarati
Dati accertati
Reddito attività indipendente principale
21’500
21’500
Altri redditi della sostanza mobiliare
0
10’000
Altri redditi
0
19’000
Totale dei redditi
0
50’500
Per il 2018 e
2019:
Dati dichiarati
Dati accertati
Reddito attività indipendente principale
21’500
21’500
Altri redditi della sostanza mobiliare
0
10’000
Altri redditi
0
14’000
Totale dei redditi
0
45’500
Per il 2020:
Dati dichiarati
Dati accertati
Reddito attività indipendente principale
21’500
21’500
Altri redditi della sostanza mobiliare
0
10’000
Altri redditi
0
10’000
Totale dei redditi
0
41’500
Per il 2021:
Dati dichiarati
Dati accertati
Reddito attività indipendente principale
21’500
21’500
Altri redditi della sostanza mobiliare
0
10’000
Altri redditi
0
5’000
Totale dei redditi
0
36’500
Per il 2022:
Dati dichiarati
Dati accertati
Reddito attività indipendente principale
21’500
21’500
Altri redditi della sostanza mobiliare
0
10’000
Altri redditi
0
15’000
Totale dei redditi
0
46’500
Le decisioni 2017-2019 riportavano
la seguente motivazione:
Aggiunta delle prestazioni
valutabili in denaro derivanti dalla __________.
Prestazioni valutabili in
denaro o reddito d'altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità
finanziaria
Constatato che non è stato
dato seguito in modo esaustivo alla richiesta del 25.09.2024 con la quale si
chiedeva l'inoltro di osservazioni e di documentazione relativa a eventuali
modifiche del calcolo finanziario allestito dall'ufficio di tassazione, ritenuto
non siano stati così ossequiati gli obblighi procedurali, richiamate le
comminatorie indicate nello scritto sopraccitato, in base agli articoli 204.
cpv.2 LT e 130 cpv.2 LIFD si procede ad una tassazione d'ufficio.
Il contribuente può impugnare
la tassazione operata d'ufficio soltanto con il motivo che essa è
manifestamente inesatta. Il reclamo dev'essere motivato e deve indicare
eventuali mezzi di prova. Ciò significa che al reclamo deve essere allegata
tutta la documentazione e/o le osservazioni a comprova di quanto già richiesto
dall'ufficio di tassazione e mai presentato. Si rende attenti che un eventuale
reclamo con modalità e contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà
dichiarato irricevibile. Di conseguenza la tassazione d'ufficio diventerà
definitiva.
Mentre
le decisioni 2020-2022 venivano così motivate:
Aggiunta delle prestazioni
valutabili in denaro derivanti dalla __________. Prestazioni valutabili in
denaro o reddito d'altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità
finanziaria
D. Con reclamo del 29
ottobre 2024, RI 1 contestava le decisioni di tassazione IC e IFD dal 2014 al
2022. Sosteneva che il suo reddito, conseguito "in qualità di
consulente", si fosse sempre attestato a “fr. 21'500.-“ a causa delle sue
condizioni di salute, che non gli permettevano di svolgere attività di
sostituzione e posizionamento di parabrezza sulle autovetture. “Richiamata
l'esiguità del reddito annuo”, dichiarava di concordare con il principio
relativo all’aggiunta di “altri redditi della sostanza mobiliare”, ma chiedeva
tuttavia che fosse ridotto a “massimo fr. 5'000.-“. Contestava integralmente le
aggiunte a titolo di “altre prestazioni valutabili in denaro”, sostenendo che
le differenze di importo tra un anno e l’altro non erano state spiegate.
Sosteneva quindi di godere di un tenore di vita modesto, senza avere a carico
alcun contratto di locazione e con “parzialmente il vitto serale offerto”, per
cui non riteneva giustificato imporgli alcun “reddito ipotetico”.
E.
a.
Il 2 dicembre 2024
ed il 6 febbraio 2025, al fine di decidere il reclamo l’autorità chiedeva al
contribuente di presentare la seguente documentazione:
- copia
di tutti i contratti tra il contribuente e __________ SA per gli anni
2015-2022;
- movimentazione
dettagliata dei conti correnti intestati al contribuente per gli anni
2015-2022;
- copia
del contratto d’affitto in __________ a __________.
Alla seconda richiesta
venivano allegati i calcoli delle entrate e delle uscite per i periodi fiscali
litigiosi, dai quali risultava un ammanco. Al contribuente veniva chiesto di
prendere posizione e di indicare la provenienza dei mezzi utilizzati per far
fronte ai propri bisogni esistenziali. Il contribuente veniva avvertito che
tale richiesta aveva valore di diffida e che, in caso di inosservanza della
richiesta avrebbe proceduto ad una tassazione d’ufficio.
b.
Con risposta del 21
febbraio 2025, il contribuente ribadiva di essere legato alla __________ SA
"senza un contratto scritto" e che, a causa delle proprie condizioni
di salute, poteva svolgere unicamente un'attività di consulenza. Questa veniva
remunerata con un compenso annuo di CHF 21'500.-, versato "brevi manu".
Il contribuente dichiarava di non essere in possesso di alcun conto bancario o
postale. Relativamente alla locazione di __________, affermava di aver
mantenuto in quel comune "una sorta di domicilio", ma che tale
situazione "non corrisponde più ormai da anni alla realtà".
L'appartamento sarebbe stato disdetto a causa delle sue modeste condizioni
finanziarie. Risiedeva quindi presso terze persone che lo ospiterebbero "a
turni". In assenza di costi per auto e beneficiando del sussidio per il
premio LAMal,
il reddito annuo di CHF 21'500.- sarebbe sufficiente per la propria
sopravvivenza.
F. Con decisioni IC e
IFD per i periodi fiscali dal 2015 al 2022 l’UT respingeva i reclami con la
seguente motivazione:
Con tempestivo reclamo il
contribuente contestava le decisioni di tassazione 2015-2022 in maniera
generica e senza presentare giustificativi.
Considerato che le
dichiarazioni presentate sono tutte scarne, senza giustificativi e con poche
spiegazioni, in data 2 dicembre 2024 è stata allestita una richiesta di
documentazione necessaria a chiarire la situazione effettiva del contribuente.
Considerato che la richiesta è
rimasta inevasa, in data 6 febbraio 2025, è stato inviato un richiamo con la
comunicazione che in inosservanza si sarebbe proceduto ad emettere una
tassazione d'ufficio secondo gli art. 204 cpv 2 LT e 130 cpv 2 LIFD.
Con scritto del 21 febbraio
2025 il contribuente prende posizione senza però presentare alcun
giustificativo. Le spiegazioni fornite relative all'assenza di un contratto con
__________ SA, di contatti d'affitto, di conti correnti, di un domicilio
effettivo e di aiuti da terzi, non sono ritenute sufficienti a spiegare la
situazione e le problematiche riscontrate che hanno portato alle citate
richieste di documenti.
Richiamata la sentenza CDT
80.2017.44-45 relativa all'anno fiscale 2014 che già sollevava problematiche e
necessità di accertamento in relazione all'attività presso __________ e a
-probabili prestazioni a favore del contribuente, il dispendio negativo
costante negli anni e l'assenza del benché minimo giustificativo; l'autorità
fiscale non può far altro che procedere alla tassazione d'ufficio secondo gli
art. 204 cpv 2 LT e 130 cpv 2 LIFD come comunicato nello scritto del 6 febbraio
2025.
Nelle decisioni
per i periodi fiscali 2015 e 2016 veniva indicato quindi che:
Il
reclamo viene quindi respinto e i valori esposti sono confermati come
tassazione
Per i periodi
fiscali 2017-2022 veniva invece indicato:
Il
reclamo viene quindi respinto e i valori esposti sono confermati come
tassazione d’ufficio in assenza delle informazioni e dei documenti richiesti.
G. Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 avversa le decisioni su reclamo
IC e IFD dal 2015 al 2022. Rimprovera all’autorità di tassazione di aver atteso
tanto per emettere le decisioni di tassazione. Afferma poi nuovamente di
soffrire di problemi di salute, di non doversi assumere costi di vitto né di alloggio
e di ricevere i sussidi per la cassa malati, sicché le sue entrate sarebbero
sufficienti a “sbarcare il lunario”. I redditi sarebbero poi stati aumentati
dall’autorità, a causa della presunta insufficiente disponibilità, in maniera
incomprensibile.
H. Con le proprie
osservazioni, l’UT osserva come le decisioni di tassazione a seguito del
reclamo riportino
la motivazione delle tassazioni d'ufficio secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT
e 130
cpv. 2 LIFD. Il contribuente, infatti, non aveva prodotto
alcuna documentazione e non aveva risposto alle domande né fornito i dettagli
dei conti correnti, sui quali sarebbero presumibilmente confluiti i prelievi
della previdenza negli anni 2020 e 2021. Relativamente all’attività presso la __________,
richiamava il contenuto della sentenza CDT 80.2017.44-45 del 30 marzo 2018. La
situazione, rispetto ad allora non sembrerebbe essere mutata, e quanto
presentato non permetterebbe di emettere una decisione precisa e completa.
I. Con scritto del 22
settembre 2025 il contribuente produce la decisione di tassazione relativa al
periodo fiscale 2013, “dalla quale si evince come l’autorità fiscale abbia
accettato quelle che sono le condizioni economiche e lavorative del ricorrente”,
che ad oggi non sono mutate.
Diritto
1. In concreto,
contestata è l’aggiunta di altri redditi sulla base del calcolo del dispendio
allestito dall’Ufficio di tassazione e di prestazioni valutabili in denaro
ricevute dalla __________ SA.
Considerandi
2.
2.1.
Secondo gli articoli 123
cpv. 1 LIFD e 196 LT, le autorità di tassazione determinano, con il
contribuente, le condizioni di fatto e di diritto per una imposizione completa
ed esatta. La procedura di tassazione è in tal modo caratterizzata dalla
collaborazione reciproca dell’autorità di tassazione e del contribuente
(procedura di tassazione mista). Il contribuente deve fare tutto il necessario
per consentire una tassazione completa ed esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e
200.
cpv. 1 LT). Deve in particolare compilare la dichiarazione d’imposta in
modo completo e veritiero (articoli 124 cpv. 2 LIFD e 198 cpv. 2 LT) e allegare
i documenti necessari (articoli 125 LIFD e 199 LT). Su domanda dell’autorità di
tassazione, deve fornire informazioni orali e scritte, soprattutto quando, alla
luce della dichiarazione d’imposta, sorgono delle domande, per esempio a
proposito dei redditi, delle spese per il loro conseguimento o dell’evoluzione
patrimoniale (cfr. articoli 126 cpv. 2 LIFD e 200 cpv. 2 LT). Il contribuente è
in tal modo reso responsabile per l’esattezza della propria dichiarazione.
Secondo gli articoli 130
cpv. 2 prima frase LIFD e 204 cpv. 2 prima frase LT, l’autorità di tassazione
esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il
contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili. Oltre alla condizione della diffida, la
legge fa dipendere la procedura di tassazione d’ufficio dall’adempimento di due
condizioni: 1) che il contribuente non abbia soddisfatto i suoi obblighi
procedurali oppure 2) che gli elementi imponibili non possano essere accertati
esattamente per mancanza di documenti attendibili. Un’interpretazione letterale
di questa disposizione (congiunzione “oppure”) lascia intendere che le due
condizioni siano alternative. In virtù di una simile interpretazione,
basterebbe la violazione degli obblighi di procedura perché l’autorità di
tassazione possa procedere alla tassazione d’ufficio (dopo diffida). Secondo la
giurisprudenza costante, tuttavia, il diritto di procedere ad una tassazione
d’ufficio presuppone fondamentalmente che, dopo l’esame intrapreso
dall’autorità di tassazione, sussista un’incertezza nei fatti, che impedisce a
quest’ultima di procedere alla tassazione in modo completo e esatto (sentenza
TF n. 2C_3/2019 del 4 luglio 2019 consid. 6.2 e giurisprudenza citata).
2.2
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, una tassazione d’ufficio può essere intrapresa non solo
se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili, ma anche quando le circostanze di fatto determinanti
per la tassazione non possono essere accertate, sebbene il contribuente non
abbia violato alcun obbligo procedurale, vale a dire se l'incertezza dei
dipende da altre ragioni, che non possono essere superate (sentenza 2C_179/2016
e 2C_180/2016 del 9 gennaio 2017 consid. 3.1 e giurisprudenza citata; v. anche
Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 4a ed.,
Basilea 2022, n. 41 ad art. 130 LIFD, p. 2203).
2.3
Al
contribuente spetta dimostrare l’esattezza degli elementi dichiarati, mentre
spetta all’autorità fiscale portare la prova degli elementi imponibili che non
sono stati dichiarati, ma comunque accertati. Quando un fatto non può essere
provato, è colui al quale incombe l’onere della prova che deve sopportarne le
conseguenze. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale rilevano l’esistenza di
elementi imponibili non dichiarati, allora appartiene nuovamente al
contribuente stabilire l’esattezza delle sue allegazioni. Il ribaltamento
dell’onere della prova è giustificato dagli elementi sufficientemente
comprovanti raccolti dall’autorità di tassazione. Se l’autorità fiscale giunge
alla conclusione che si realizza un’incertezza fattuale, allora potrà e dovrà
procedere ad una valutazione dei fattori imponibili, segnatamente con l’ausilio
di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione del patrimonio o di un’analisi
del tenore di vita del contribuente (cfr. articoli 130 cpv. 2 LIFD e 204 cpv. 2
LT; sentenza TF 2C_1101/2014 del 23 novembre 2015, consid. 3).
3.
3.1.
Occorre innanzitutto chinarsi
sulla natura delle decisioni impugnate.
Le decisioni di tassazione
IC e IFD relative ai periodi fiscali dal 2015 al 2022 sono state precedute da
un'ingiunzione con cui l’autorità fiscale richiedeva la presentazione di
documentazione, avvertendo della possibilità di emettere una decisione d'ufficio
in caso di sua inosservanza.
Le decisioni di tassazione
sono state emesse il 23 ottobre 2024, ma nessuna di esse è stata qualificata “decisione
di tassazione dopo tassazione d’ufficio”. Tuttavia, nelle motivazioni delle
decisioni dal 2017 al 2022, si legge che si trattava, in effetti, di decisioni di
tassazione d’ufficio, impugnabili esclusivamente per manifesta inesattezza, e
che un reclamo non conforme ai requisiti legali sarebbe stato dichiarato
irricevibile.
Il reclamo interposto per
i periodi fiscali dal 2015 al 2022, giudicato generico e privo dei necessari
giustificativi, è stato respinto. Per i periodi fiscali 2017-2022, le decisioni
indicavano che gli elementi imponibili venivano confermati “come tassazione
d’ufficio”.
Malgrado il reclamo non
sia stato dichiarato irricevibile, nelle proprie osservazioni al ricorso, l'UT
ha ribadito che “le decisioni di tassazione dopo reclamo riportano la
motivazione delle tassazioni d’ufficio secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130
cpv. 2 LIFD”.
3.2
Ora, nonostante le
indicazioni dell’autorità fiscale, bisogna quindi concludere che l’UT abbia
rinunciato ad una tassazione d’ufficio in senso stretto, limitandosi a
rivalutare il reddito imponibile nella misura corrispondente all’ammanco
scaturente dal calcolo delle entrate e delle uscite, a riqualificare, per il
2015.
ed il 2016, il reddito da attività dipendente in reddito da attività
indipendente, e che abbia inoltre aggiunto al reddito dichiarato dal
contribuente un importo di fr. 10'000.- annui a titolo di prestazioni
valutabili in denaro effettuate dalla __________ SA.
3.3
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, se le spese private e l’evoluzione patrimoniale del
contribuente fanno emergere un ammanco, l’autorità di tassazione ha il diritto
di aggiungere ai redditi dichiarati un importo aggiuntivo stabilito per apprezzamento.
Spetta poi al contribuente dimostrarne l'inesattezza (sentenza TF n.
2C_183/2017 e n. 2C_185/2017 del 6 marzo 2017 consid. 3.4, in StR 72/2017 p.
413).
4.
4.1.
Il ricorrente
contesta l’imputazione di ulteriori entrate oltre a quella da lui dichiarata.
L’autorità fiscale avrebbe aumentato il suo reddito in maniera “incomprensibile
e non uniforme” e “senza che se ne comprenda il criterio e senza fornire prova
alcuna”.
I suoi problemi di salute
gli avrebbero permesso di svolgere esclusivamente la funzione di consulente a
tempo parziale, di “risiedere presso terzi” e di non avere quindi spese per
vitto alloggio oltre a essere a beneficio dei sussidi della cassa malati. Il
reddito percepito quale consulente “di fr. 21'500.-” annui sarebbe pertanto
sufficiente.
4.2
4.2.1
Ora, l’autorità di
tassazione ha rilevato un ammanco risultante dal calcolo delle entrate e delle
uscite, sottoposto al contribuente il 6 febbraio 2025 e gli ha imputato, a
titolo di “altri redditi”, un importo di fr. 19'000.- per il 2017, di fr.
14'000.- per il 2018, di fr. 10'000.- per il 2019, di fr. 5'000.- per il 2020 e
di fr. 15'000.- per il 2021. Per gli anni 2015 e 2016 l’autorità ha rinunciato
a imporre un reddito di altra fonte, malgrado anche in tali anni il calcolo del
dispendio evidenziasse un ammanco.
Sarebbe dunque spettato al
contribuente prendere posizione su tale calcolo e dimostrarne l’inesattezza.
Malgrado ciò, egli si è
limitato ad affermare di non essere titolare di alcun contratto di affitto, di
risiedere presso “terze persone” che lo ospitavano “a turni” garantendogli un
pasto completo serale, di essere “privo di autovetture” e beneficiario del
sussidio dei premi della cassa malati. Nonostante le richieste dell’autorità
fiscale, il contribuente non ha prodotto né un contratto di lavoro con la __________
— sostenendo che non vi fosse alcun contratto scritto — né documenti bancari,
dichiarando di non disporre di conti, né elementi idonei a comprovare le
proprie affermazioni.
In particolare, non sono
stati presentati: un certificato di salario, informazioni sulle modalità di
prelievo della previdenza professionale effettuati nel 2020 e 2021, un
contratto di locazione o la conferma della sua disdetta, né la decisione
relativa alla concessione dei sussidi di cassa malati. In siffatte circostanze,
l’aggiunta di un reddito corrispondente all’ammanco emergente dal calcolo delle
entrate e delle uscite deve essere confermata.
4.2.2
Anche l’aggiunta di fr.
10'000.- annui a titolo di vantaggi cocessi dalla __________ SA appare
giustificata.
Nei periodi fiscali
oggetto di contestazione la società non aveva alcun dipendente. RI 1 svolgeva l’attività
di consulente, per la quale fatturava alla società un importo annuo di fr.
21'000.- e, dal 2017, di fr. 21'500.-. Egli rivestiva inoltre la carica di
amministratore unico con firma individuale, fino al fallimento della società,
avvenuto il 14 ottobre 2025.
Malgrado la società non
avesse personale, a bilancio figuravano dei veicoli e nel conto economico erano
registrate le relative spese. Nelle decisioni di tassazione della società per
gli anni dal 2018 al 2022, l’UTPG ha quindi effettuato delle riprese di fr.
10'000.- all’anno per “distribuzioni dissimulate di utili e vantaggi concessi a
terzi non giustificati dall’uso commerciale”, con l’indicazione “utilizzo
veicoli/vantaggi vari”.
Benché il contribuente
abbia dichiarato di non essere azionista e non vi sia alcuna indicazione in
merito all’azionariato della società, è comunque condivisibile che tali
vantaggi siano stati imputati al ricorrente, il quale difficilmente si può
negare sia una persona vicina. Egli risulta l’unica persona ad aver fatturato
prestazioni a favore della società, nonché l’amministratore unico con diritto
di firma individuale, e in tale veste sottoscriveva le dichiarazioni d’imposta
della società.
Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, per quanto concerne la nozione di “persona vicina”, essa
comprende in particolare ogni persona con la quale la società o l’azionista
intrattiene relazioni economiche o personali che, considerate nell’insieme
delle circostanze, devono essere ritenute costituire il vero motivo della
prestazione insolita da assoggettare a imposizione.
Ad
ogni modo non è necessaria la prova diretta del fatto che il beneficiario della
prestazione sia un azionista o una persona vicina. Ciò può essere presunto, nel
caso in cui non sia possibile trovare alcuna altra spiegazione dello
svolgimento dell’operazione insolita e questa conclusione si imponga (cfr. p.
es. la sentenza 2C_1082/2013 e 2C_1083/2013 del 14 gennaio 2015 consid. 6.4 e
riferimenti).
Considerata la
situazione concreta, appare condivisibile l’imputazione al contribuente dei
vantaggi oggetto della ripresa effettuata dall’UTPG, poiché, oltre ad
amministrare la società, egli era l’unica persona a svolgervi un’attività.
5.
5.1.
A “complemento
dell’atto ricorsuale” il contribuente ha prodotto copia della decisione di
tassazione IC e IFD 2013 evidenziando come in quell’occasione l’autorità
fiscale avesse “accettato quelle che sono le [sue] condizioni economiche e
lavorative” che ad oggi non sarebbero mutate. Dalla decisione si evince come
l’autorità fiscale si sia limitata a riqualificare come reddito da attività lucrativa
indipendente il reddito da attività lucrativa dipendente di fr. 21'000.-
dichiarato dal contribuente, senza attribuirgli ulteriori entrate.
5.2
Si
ricorda che l’autorità fiscale non è vincolata dalle decisioni adottate nei
periodi fiscali precedenti. Va al proposito ricordato che, la costante
giurisprudenza del Tribunale federale ha escluso che un ricorrente possa
pretendere di ottenere un trattamento più favorevole appellandosi al principio
della buona fede (art. 9 Cost.). In effetti, il diritto tributario è marcato
dal principio della legalità, di modo che le regole della buona fede hanno solo
una portata limitata, soprattutto se si trovano in conflitto proprio con
l’esigenza di legalità (DTF 131 II 627 consid. 6.1; 118 Ib 312 consid. 3b). In
virtù di tale esigenza, l’autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli
elementi imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza essere
vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni
analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di principio alcuna
assicurazione per notifiche ulteriori (cfr. sentenza 2C_260/2008 del 6 agosto
2008, in RtiD I-2009 n. 20t, consid. 4.2; sentenza 2P.250/2004 del 13 giugno
2005, in RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza 2P.173/2002 del 7 febbraio
2003, in RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza 2A.62/1997 del 3 maggio
1999, in: ASA 69 p. 793, consid. 2).
5.3
Per questo motivo, il
ricorrente non può appellarsi al fatto che nel 2013 l’autorità fiscale abbia
deciso diversamente.
6.
In considerazione di
quanto precede il ricorso è respinto. La tassa di giustizia e le spese sono
poste a carico del ricorrente, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali
consistenti:
a. nella tassa di
giustizia di fr. 1’900.–
b. nelle spese di
cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 2’000.–
sono a carico del
ricorrente.
3. Contro il presen Copia
per conoscenza:
-
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il
presidente: Il
cancelliere: