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Decisione

9.2015.125

Ricorso contro la decisione della Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica; ricovero a scopo di cura e di assistenza, turba psichica

10 agosto 2015Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

A.RE 1,

nato il __________ 1989, è un giovane ticinese domiciliato a __________. Dopo

aver manifestato all’età di 18 anni un episodio psicotico, che ha reso necessario

il suo ricovero presso la Clinica __________, egli è in cura psichiatrica ed è

seguito ambulatorialmente dal dottor __________ di __________, psichiatra e

psicoterapeuta FMH. Beneficiario di una rendita AI, sino a qualche mese fa era

inserito in un laboratorio protetto e viveva da solo in un monolocale a __________.

Nell’ultimo periodo aveva interrotto la sua attività lavorativa e aveva subito

uno sfratto dal suo appartamento, trasferendosi presso i genitori. Dopo un

conflitto con questi ultimi RE 1 si era allontanato da casa un paio di giorni.

I genitori sono riusciti a reperirlo la sera del 7 luglio 2015, facendo

pervenire ambulanza e polizia.

B. L’8 luglio 2015 RE 1

è stato ricoverato presso la Clinica __________ di __________ sulla base di un

certificato stilato il giorno stesso dalla dottoressa __________, medico

psichiatra di picchetto presso il Pronto soccorso dell’Ospedale __________ di __________.

Nel certificato per la richiesta di ricovero coatto urgente si riferisce quanto

segue in relazione a sintomi, diagnosi e fatti che rendono necessario il

ricovero: “Agitazione psicomotoria, eloquio accellerato, correlato da

tangenzialità e deragliamenti. Verosimili dispercezioni uditive. Comportamenti

incongrui. Assenza di consapevolezza della malattia. Da circa due giorni non

più rintracciabile, in strada, comportamenti bizzari e a rischio”. A

giustificazione dell’indifferibilità e insostituibilità della misura, la

dottoressa __________ ha indicato che il paziente costituisce un pericolo per

sé stesso. La diagnosi d’entrata in __________ è di Sindrome psicotica non

organica (ICD F 28).

C. Il giorno stesso RE 1

è insorto innanzi alla Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica

(in seguito, Commissione giuridica LASP), contestando il provvedimento adottato

nei suoi confronti.

In occasione

dell'udienza conciliativa preliminare svoltasi il 15 luglio seguente, il

ricorrente ha riaffermato di non accettare il ricovero, ritenendone le

motivazioni pretestuose e ingiustificate e affermando di poter essere dimesso

immediatamente per poter condurre una vita autonoma in un appartamento da

reperire.

L'interessato è stato

pertanto sottoposto all'esame specialistico del dottor __________, psichiatra e

psicoterapeuta FMH, che ha reso il suo referto il 17 luglio 2015 ed ha proposto

che il ricorso di RE 1 venisse respinto.

Alla luce delle risultanze

di questa indagine, con pronuncia del 21 luglio 2015 la Commissione giuridica LASP

ha respinto il gravame.

D. Con scritto del 27

luglio 2015 RE 1 ha impugnato tale giudizio dinnanzi alla Camera di protezione,

riaffermando il suo desiderio di essere dimesso al più presto dalla Clinica.

Sentito in occasione dell’udienza tenutasi il 31 luglio seguente presso la

Clinica, il recla-mante ha ribadito che non vi sono motivi che giustificano il

suo ricovero e che sta seguendo le terapie. RE 1 ha affermato che si sente come

un detenuto e che il suo ricovero non gli permette di cercare un nuovo appartamento

e un altro lavoro. Chiede dunque nuovamente di poter tornare a casa.

E. Con

scritto del 4 agosto 2015, la Commissione giuridica LASP ha rinunciato a

presentare osservazioni al ricorso, mentre nelle sue osservazioni del 6 agosto

2015 la Clinica __________ si è premurata di illustrare le ragioni che

impongono il mantenimento della misura coercitiva osteggiata dall'insorgente.

Delle stesse si dirà – per quanto necessario – nei considerandi seguenti.

Considerato

Considerandi

1.

Ai sensi

dell’art. 48 lett. f n. 8 LOG la Camera di protezione giudica, nella composizione

di un giudice unico, i reclami contro le decisioni della Commissione giuridica

istituita dalla Legge sull’assistenza sociopsichiatrica (LASP) del 2 febbraio

1999.

secondo l’art. 439 cpv. 1 CC. In virtù del principio della lex

posterior, la competenza ricorsuale contro le decisioni della Commissione

giuridica LASP va dunque determinata sulla base di tale norma, introdotta dal

Parlamento cantonale con effetto dal 1° gennaio 2013, nonostante la mancata abrogazione

dell’art. 50 cpv. 3 LASP che prevede ancora la competenza del Tribunale cantonale

amministrativo.

Riguardo alla procedura

applicabile, per quanto non già regolato dalle norme federali (in particolare,

dall’art. 450e CC) occorre riferirsi alle disposizioni della LASP, benché

allo stadio attuale esse non siano ancora state adattate all’assetto giuridico

e istituzionale attuale.

2.

Nella decisione

impugnata, la Commissione giuridica LASP ha ritenuto che “le motivazioni

esposte nel certificato per il ricovero coatto, le argomentazioni del rapporto

del medico curante e le considerazioni del perito incaricato dalla CG indicano

tutti concordemente che i presupposti legali di cui all’art. 426 CC risultano

dati” (consid. 10, pag. 5). Secondo la Commissione giuridica LASP, “tutte

le risultanze dell’incarto confermano l’esistenza e l’ampiezza delle

problematiche psichiche, che giustificano il ricovero presso la __________

e il proseguimento della degenza per la continuazione della terapia” (decisione

impugnata, consid. 10, pag. 5). La Commissione giuridica LASP ha infine

ricordato che, in assenza di una decisione esecutiva di ricovero dell’Autorità

di protezione degli adulti, ai sensi dell’art. 429 CC la durata del ricovero

ordinato dal medico non può eccedere le sei settimane (decisione impugnata,

consid. 10, pag. 5).

3.

Motivando il suo

reclamo, RE 1 dichiara di trovarsi molto male presso la Clinica, che non vi

sono motivi legittimi che giustifichino il ricovero e che in precedenza “andava

tutto bene” (verbale di udienza, pag. 1). Il reclamante riferisce che stava

cercando una nuova occupazione ed aveva già un colloquio di lavoro, che poi è

venuto a cadere (verbale di udienza, pag. 2). Quanto alla sua situazione abitativa,

sostiene di non abitare con i suoi genitori – coi quali riferisce di non avere

alcun conflitto – ma che si era limitato a trasportare i suoi beni presso di

loro, in attesa del trasloco presso il nuovo appartamento che aveva trovato a __________.

Non aveva ancora lasciato il precedente monolocale di __________, siccome aveva

pagato l’affitto per un ulteriore mese (verbale di udienza, pag. 2). RE 1 afferma

che presso la Clinica sta seguendo tutte le terapie, che anche in precedenza

comunque rispettava. Postula nuovamente la sua liberazione, sostenendo che la

sua permanenza in Clinica non gli permette di trovare un nuovo appartamento e

un nuovo lavoro (verbale di udienza, pag. 2).

4.

Come già riferito,

la Commissione giuridica LASP ha rinunciato a presentare osservazioni al

ricorso. La Clinica __________ invece, nelle sue osservazioni, postula il

mantenimento della degenza.

5.

Ai sensi dell’art.

426.

CC, una persona che soffre di una turba psichica o di una disabilità

mentale o versa in un grave stato di abbandono può essere ricoverata in un

istituto idoneo se le cure o l’assistenza necessarie non possono esserle

prestate altrimenti (cpv. 1). L’onere che sopportano i congiunti e i terzi e la

loro protezione devono essere considerati (cpv. 2). L’interessato è dimesso non

appena le condizioni per il ricovero non siano più adempiute (cpv. 3).

L’interessato o una persona a lui vicina può chiedere la dimissione in ogni

tempo; la decisione su questa richiesta è presa senza indugio (cpv. 4).

6.

Come già rilevato

nella decisione impugnata, dai referti medici agli atti emerge una situazione

importante di disagio psichico e la necessità di ricoverare il ricorrente per

assisterlo adeguatamente.

6.1

Oltre a quanto

attestato dal medico che ha ordinato il ricovero, si rileva che i medici della

Clinica __________ hanno evidenziato il seguente quadro psicopatologico: “scarsamente

curato nell’igiene e nell’aspetto, lucido, parzialmente collaborante e orientato

nei quattro domini. L’eloquio era povero, non informativo, con brevi barrages.

La sfera cognitiva appariva globalmente integra. Presentava spunti persecutori

che sembrano configurare un quadro di delirio complottisico. Negava

dispercezioni, riferite tuttavia dall’inviante. Timia in asse, mimica

appiattita. Negava ideazione auto ed eterolesiva, ideazione suicidaria e

pregressi tentamina. Riferiva insonnia totale da qualche giorno. Critica di

malattia assente” (osservazioni 15 luglio 2015 alla Commissione giuridica

LASP, pag. 1). Secondo i medici del __________, il suo ricovero non poteva

essere differito né sostituito, “data la persistenza, nell’attualità, di uno

stato psicopatologico non dissimile a quello riscontrato all’ingresso, inoltre

si segnala la totale assenza di critica di malattia, la titolazione in corso

della terapia psicofarmacologica e l’assenza di domicilio del paziente”

(pag. 2). Quali proposte terapeutiche, i medici del __________ hanno ritenuto

che “l’impostazione di un’adeguata terapia psicofarmacologica (in titolazione),

unitamente ad una presa a carico multidisciplinare e socio-assistenziale (data

l’assenza di domicilio del paziente) potrebbero influire positivamente sullo

stato psichico del paziente” (pag. 2).

6.2

Anche il dottor __________,

incaricato dalla Commissione giuridica LASP per un esame specialistico, è

giunto a conclusioni simili. Egli ha rilevato come RE 1 presentasse ancora “una

situazione psichiatrica compromessa nell’ambito di uno scompenso ancora in fase

acuta, di una malattia psicotica maggiore” (scritto 17 luglio 2015, pag.

2). Il medico segnalava inoltre le difficoltà logistiche legate all’assenza di

una soluzione abitativa sicura e la necessità di reimpostare la cura

farmacologica, per cui riteneva “ragionevole mantenere il ricovero”,

senza possibilità per il momento di prevedere una data di dimissione ma

ritenendo la degenza come “di lungo corso (6-8 settimane almeno)” (pag.

2).

6.3

Infine, anche l’ultimo

aggiornamento riguardante la situazione di RE 1, stilato dai medici curanti

presso la Clinica contestualmente alle osservazioni al reclamo, è concorde nel ritenere

che il ricovero debba essere ancora mantenuto nonostante il “parziale

miglioramento rispetto a quanto obiettivato all’ingresso in reparto e a quanto

riportato nelle osservazioni inviate al Presidente della Commissione giuridica

LASP in data 15.07.2015”, reso possibile dall’introduzione “di una

terapia farmacologica (sospesa dal paziente al proprio domicilio per decisione

autonoma nel periodo precedente l’attuale ricovero)”. Secondo detto

aggiornamento non risultano infatti “ancora del tutto risolti alcuni sintomi

di pertinenza psicotica quali l’assenza di critica della malattia e i contenuti

del pensiero ad impronta persecutoria; inoltre, appare evidente anche in

clinica uno scarso funzionamento socio-relazionale con ritiro sociale e

isolamento”. Il proseguimento della degenza è dunque necessario “al fine

di ottenere una condizione di stabile compenso psichico e una maggiore adesione

al progetto di cure prima di procedere alle dimissioni con presa a carico

specialistica ambulatoriale”.

6.4

RE 1,

dal canto suo, ha dimostrato di non avere consapevolezza dei suoi problemi

psichiatrici. Pur dicendosi intenzionato a voler proseguire le cure mediche

prescritte dalla Clinica, anche in occasione della sua audizione da parte di questo

giudice ha minimizzato sia il suo stato di crisi (riducendo la questione ad un

mero problema di insonnia) sia le difficoltà oggettive che si presenteranno al

momento della sua uscita dalla Clinica (assenza di una soluzione abitativa consona

e difficoltà nel rapporto con i genitori).

6.5

Alla luce di quanto

sopra, occorre dunque riconoscere che i presupposti per un ricovero a scopo di

cura o di assistenza ai sensi dell’art. 426 CC sono dati.

Il ricovero di RE 1 appare

ancora necessario al fine di risolvere i rimanenti sintomi di pertinenza

psicotica, di modo da giungere ad una condizione di stabile compenso psichico e

ad una maggiore adesione al progetto di cura della turba psichica di cui

soffre. Il reclamo non può dunque trovare accoglimento.

6.6

In conclusione si

rammenta che, ai sensi dell’art. 429 cpv. 2 CC, il ricovero ordinato dal medico

termina al più tardi alla scadenza della durata stabilita – che non può

eccedere le sei settimane – sempre che non sussista una decisione di ricovero

esecutiva dell’autorità di protezione degli adulti.

Essendo tale termine

ormai prossimo alla scadenza, si rammenta alla Clinica __________ la necessità

di sottoporre il caso all’Autorità regionale di protezione competente, nel caso

in cui ritenesse necessario prolungare la permanenza di RE 1 presso la Clinica.

7.

Viste le

circostanze, nella fattispecie si rinuncia eccezionalmente al prelievo di oneri

processuali.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1.Il

reclamo è respinto.

2. Non

si prelevano tasse né spese di giustizia.

3. Notificazione:

-

Comunicazione:

-

Il

presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le

decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95

a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg.

LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;

quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile

se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale

(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.

Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.