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Decisione

9.2015.148

Curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni

25 novembre 2015Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A. Dal

matrimonio di PI 1 e RE 1 è nato PI 2 (2001). I coniugi, comproprietari del

fondo n. __________, si sono separati nel 2011, quando PI 1 si è trasferito a __________,

mentre RE 1 ed PI 2 sono rimasti nella casa di __________. L’autorità regionale

di protezione __________ (in seguito ARP __________) è intervenuta nel 2014, su

segnalazione dell'istituto scolastico frequentato da PI 2, che dal febbraio

2014 non frequentava più le lezioni e rimaneva chiuso in casa. Dopo varie vicissitudini

e decisioni, che non occorre qui menzionare, con decisione del 24 febbraio 2015

l'ARP __________ ha provvisoriamente privato RE 1 della custodia del figlio e

ha collocato provvisoriamente PI 2 al Centro di pronta accoglienza e osservazione

__________, disciplinandone le modalità. PI 2 si è allontanato dal __________

il 12 marzo 2015 e si è recato dalla madre, che è partita con lui per l'__________

per visitare un parente senza avvertire il __________ e l'ARP __________. Nel

corso di un sopralluogo presso l'abitazione di RE 1, la Polizia cantonale ha

costatato una situazione abitativa di grave disagio e degrado, illustrata in un

rapporto del 20 marzo 2015 corredato da fotografie dei locali abitativi.

B. L'ARP __________

ha sentito RE 1 più volte, in particolare il 12 novembre 2014, il 1° aprile

2015, il 29 aprile 2015 e il 15 luglio 2015. All'udienza del 12 novembre 2014 RE

1 ha dichiarato che non "sarebbe contraria all'istituzione di una curatela

amministrativa o una curatela di sostegno" per aiutarla nella situazione

debitoria. Nel corso dell'udienza tenutasi il 15 luglio 2015 RE 1 si è

dichiarata d'accordo con la curatela e ha accettato la candidata curatrice che

le è stata presentata.

C. Con

decisione 15 luglio 2015 l'Autorità regionale di protezione __________ ha

istituito in favore di RE 1 una curatela di rappresentanza ai sensi dell'art.

394 CC con amministrazione dei beni ai sensi dell'art. 395 CC, definendo le

sfere dei compiti (dispositivo n. 1), ha nominato __________ come curatrice, in

particolare con il compito di allestire l'inventario iniziale dei beni da

amministrare e dei debiti stato al 31 agosto 2015 (dispositivo n. 2) e ha

limitato l'esercizio dei diritti civili agli atti di ordinaria vita quotidiana

(dispositivo n. 3).

D. RE 1 si

è rivolta il 18 agosto 2015 all'ARP __________ con uno scritto nel quale

comunica che non è "d'accordo per le decisioni sulla curatela, non è

necessario al momento ritengo comunque sproporzionato."

E. L'ARP __________

ha trasmesso tale scritto alla Camera di protezione, ritenendolo un reclamo.

Nella risposta dell'8 settembre 2015 l'ARP __________ ha ribadito che la misura

di protezione doveva essere mantenuta, vista la situazione debitoria in cui si

trova la reclamante.

Considerato

Considerandi

1.

Le

decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni

sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale

d'appello, nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione

agli art. 314 cpv. 1 CC e 440 cpv. 3 CC, art. 2 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione

e la procedura in materia di protezione del minore e dell'adulto LPMA, art. 48

lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già

regolato dagli art. 450 segg. CPC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla

Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le

azioni connesse con il diritto civile di competenza dell'autorità

amministrativa (art. 99 LPAmm) e in via ancor più sussidiaria, alle

disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

2.

L’autorità

di protezione degli adulti istituisce una curatela se una persona maggiorenne

non è in grado di provvedere ai propri interessi, o lo è solo in parte, a causa

di una disabilità mentale, di una turba psichica o di un analogo stato di

debolezza inerente alla sua persona (art. 390 cpv. 1 n. 1 CC). Cause della curatela,

ai sensi della norma menzionata, possono essere tre alternativi stati di debolezza,

ovvero una disabilità mentale, una turba psichica o un analogo stato di

debolezza; l’elenco è esaustivo (CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 25). L'ampia

nozione di "analogo stato di debolezza” deve essere interpretata

restrittivamente (CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 17; Meier/Lukic

Introduction au nouveau droit de la protection de l’adulte, Ginevra 2011, n.

386, pag. 184). Secondo gli esempi citati dal Messaggio del Consiglio federale,

tale nozione consente di proteggere, ad esempio, le persone anziane affette da

deficienze analoghe a quelle delle persone afflitte da una disabilità mentale o

da una turba psichica; compresi sono anche i casi estremi di inesperienza o di

cattiva gestione, nonché rari casi di disabilità fisiche, per esempio i casi di

paralisi grave o quelli di persone nel contempo cieche e sorde (Messaggio concernente

la modifica del CC, protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto

della filiazione del 28 giugno 2006, FF 2006 pag. 6391 e segg.; cfr. in particolare

pag. 6432). Come emerge chiaramente dal testo legale italiano e tedesco, lo

stato di debolezza deve risiedere nella persona interessata (“inerente alla

sua persona"; “in der Person liegenden Schwächezustands”) e non

essere ancorato a circostanze esterne, tra cui rientrano origine sociale,

disagio estremo, difficoltà lavorative, solitudine, ecc. (Schmid, Erwachsenenschutz Kommentar, ad

art. 390 CC n. 8; CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 16). In effetti, obiettivo della

misura è la protezione di persone in uno stato di debolezza, non la lotta

contro comportamenti socialmente o moralmente inadeguati (COPMA, Droit de la

protection de l’adulte, Guide pratique, Zurigo/San Gallo 2012, n. 5.6, pag.

136; CommFam Protection de l’adulte, Meier,

art. 390 CC n. 17a).

L’istituzione

di una misura è esclusa nei casi di semplice disagio finanziario, nel caso in

cui spetta all’assistenza sociale intervenire; se tuttavia l'interessato omette

di fare i passi necessari per ottenere prestazioni assistenziali a causa di una

deficienza caratteriale, l’adozione di una misura protettiva può entrare in

considerazione (Meier/Lukic,

Introduction au nouveau droit de la protection de l’adulte, n. 404, pag.

192-193). L’esistenza di uno stato di debolezza non è ancora sufficiente per

giustificare l’adozione di una misura: occorre inoltre che l’interessato non

sia in grado di provvedere ai propri affari né di designare rappresentanti che

possano farlo (Messaggio, pag. 6432). Lo stato di debolezza (causa della

curatela) deve dunque avere come conseguenza un bisogno di protezione e di

assistenza dell’interessato (presupposto “sociale” della curatela) (COPMA,

Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.10 pag. 138).

L’incapacità è una nozione relativa, da interpretare in funzione del genere di

affari che l’interessato è chiamato a gestire; la loro importanza non è

determinante in sé per l’istituzione di una curatela, ma avrà un ruolo nella

scelta del tipo di curatela e nel determinare le sfere di compiti affidate al

curatore (CommFam Protection de l’adulte, Meier,

art. 390 CC n. 20). In generale, le condizioni previste all’art. 390 CC devono

essere adempiute per l’istituzione di qualsiasi tipo di curatela.

3.

Conformemente

al principio della sussidiarietà, le misure ufficiali vanno ordinate soltanto

se l’assistenza alla persona bisognosa d’aiuto non può essere adeguatamente

garantita in altro modo (art. 389 cpv. 1 n. 1 CC). Ogni misura ufficiale deve

inoltre essere necessaria e idonea (art. 389 cpv. 2 CC), in ossequio del principio

della proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.; COPMA, Droit de la protection de

l’adulte, Guide pratique, n. 5.11 pag. 138). Infine, l’autorità deve prendere

in considerazione l’onere che sopportano i congiunti e i terzi, e la loro

protezione, anche se tale aspetto non può giustificare, da solo, l’istituzione

di una curatela (390 cpv. 2 CC; Messaggio, pag. 6432 ; COPMA, Droit de la

protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.12 pag. 138).

4.

L’art.

446.

CC definisce i principi procedurali applicabili nell’ambito della protezione

degli adulti. Ai sensi della norma, l’autorità di protezione esamina d’ufficio

i fatti (cpv. 1). Essa raccoglie le informazioni occorrenti e assume le prove

necessarie; può incaricare degli accertamenti una persona o un servizio idonei

e, se necessario, ordina che uno specialista effettui una perizia (cpv. 2).

L’autorità di protezione non è vincolata dalle conclusioni delle persone che

partecipano al procedimento (cpv. 3) e applica d’ufficio il diritto (cpv. 4).

La norma

sancisce il principio inquisitorio illimitato, in virtù del quale l’autorità è

perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle

prove: secondo consolidata giurisprudenza, in base a tale principio l’autorità

può assumere e ricercare delle prove – secondo il suo apprezzamento – anche con

modalità inabituali e procurarsi d’ufficio dei rapporti allestiti da terzi (v.

DTF 128 III 413 consid. 3.2.1; v. anche STF del 13 gennaio 2014, inc.

5A_843/2013, consid. 4.1 e 4.2, e Messaggio, pag. 6465-6466).

5.

L'ARP __________

ha spiegato nella decisione formale del 15 luglio 2015, successiva all'udienza

di stessa data, che l'istituzione di una curatela di rappresentanza con

amministrazione dei beni era necessaria, riferendosi alle domande formulate

dall'interessata il 12 novembre 2014, al rapporto 2 luglio 2015 della Dr.ssa

med. __________, specialista FMH Psichiatria e psicoterapia, secondo la quale RE

1.

soffre di un disturbo ansioso depressivo reattivo alla perdita del padre e

necessita una "rete d'aiuti" compresa la nomina di un curatore

amministrativo volontario. L'ARP __________ ha inoltre rilevato che l'interessata,

alla quale era stata spiegata la portata giuridica e concreta di una curatela

di rappresentanza con amministrazione dei beni, aveva dichiarato di accettare

la curatela e di accettare come curatrice la signora __________, che le era

stata presentata in udienza.

6.

Nel

suo sintetico scritto, presentato personalmente e senza l'assistenza del legale

che la rappresenta nella procedura relativa alle misure di protezione per PI 2,

la reclamante sostiene che la curatela è sproporzionata e non si giustifica al

momento attuale. Essa non contesta l'esistenza di una situazione debitoria né

muove altre critiche agli accertamenti dell'ARP __________. Ci si potrebbe interrogare

sulla ricevibilità del gravame, che a ogni modo si rivela infondato nel merito.

6.1

Già l'8

ottobre 2014 l'ARP __________ era stata informata che RE 1 aveva notevoli

scoperti nel pagamento della retta scolastica di PI 2, per un importo di fr.

27'060.-. Nel corso dell'udienza del 12 novembre 2014 l'interessata aveva ammesso

l'esistenza di una situazione debitoria e la necessità di essere aiutata per

esaminare se vendere la casa di proprietà dei coniugi o mantenerla. RE 1 ha

espresso in ripetute occasioni alle assistenti sociali intervenute e all'ARP __________

il suo timore che il marito volesse vendere la casa. Ancora in occasione

dell'udienza del 29 aprile 2015 essa aveva espresso le sue difficoltà ad occuparsi

delle questioni finanziarie. L'ARP __________ non risulta avere ordinato a quel

momento un'istruttoria per accertare la reale situazione sociale ed economica

della famiglia. Dall'estratto 20 maggio 2015 del Registro fondiario definitivo

di __________ emerge che l'immobile era stato pignorato e che era gravato da

restrizioni della capacità di disporre. L'istruttoria eseguita nell'ambito

delle misure di protezione in favore di PI 2 ha permesso di accertare che madre

e figlio vivevano in una situazione di vero e proprio degrado ambientale,

ampiamente illustrato dalle fotografie allegate al rapporto 20 marzo 2015 della

Polizia cantonale. Praticamente ogni locale della casa d'abitazione, come anche

il garage, era sporco e in disordine, con vestiti e oggetti vari accatastati

alla rinfusa "come una discarica". Interrogata su questo aspetto, la

reclamante aveva spiegato all'udienza del 1° aprile 2015 che il disordine

durava da anni "perché il marito ha lasciato la casa così come è ora"

(cfr. verbale). Se si considera che la separazione dei coniugi è avvenuta nel

2011, si deve costatare che madre e figlio vivevano da anni in una situazione

di grave disagio, in locali che la Polizia cantonale ha paragonato a "una discarica"

(cfr. le fotografie prodotte con il rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale).

6.2

Se alla

situazione di degrado ambientale si aggiunge la situazione debitoria, ben si deve

ammettere che la reclamante necessita delle misure di protezione decise

dall'ARP __________. A più riprese la reclamante ha chiesto di essere aiutata

per risolvere i suoi problemi finanziari, riconducibili, a suo dire, a

decisioni del marito. Dai verbali agli atti risultano notevoli scoperti per la

retta scolastica di PI 2 già nell'ottobre 2014 (fr. 27'060.-, verbale dell'8

ottobre 2014) e le preoccupazioni della reclamante per l'intenzione del marito

di vendere la casa (verbale del 12 novembre 2014). Non risulta dagli atti che

l'ARP __________ abbia chiesto all'interessata maggiori dettagli sulla sua

situazione debitoria. Solo al momento in cui la curatrice designata ha

allestito un inventario e ha assunto informazioni presso l'Ufficio esecuzioni

di __________ la reale situazione debitoria è apparsa in tutta la sua

drammaticità, illustrata dal rapporto 31 agosto 2015 di __________. Oltre al

debito ipotecario di fr. 187'425.- (pari al 50% del totale) la reclamante è

debitrice di fr. 54'873.65 e fr. 3'029.95 nei confronti della cassa malati __________

per premi suoi e di PI 2 (cfr. il conteggio prodotto agli atti), di fr. 2'170.-

nei confronti del __________ per la retta di PI 2. Essa non ha inoltre pagato

la fattura del legale che la rappresentava in precedenza (fr. 1'116.75) e deve

al Comune di __________ fr. 8'033.80, pari al 50% delle imposte comunali non

pagate dai coniugi (stato al 27 agosto 2015). L'estratto dal registro delle

esecuzioni del 22 luglio 2015 indica 20 esecuzioni in corso per un totale di

fr. 34'083.95. Dagli atti risulta quindi che la reclamante non è in grado di

svolgere le normali e consuete incombenze amministrative di una famiglia. Essa

ha lasciato impagate le fatture per i premi di cassa-malati suoi e di PI 2 e per

la retta scolastica e non ha compilato la dichiarazione delle imposte, come

attestato dalla tassazione d'ufficio del 17 settembre 2014. Dal rapporto

allestito il 2 luglio 2015 dalla dr.ssa __________, psichiatra FMH, emerge una

situazione di debolezza personale, consistente in uno stato ansioso-depressivo

reattivo alla morte del padre, avvenuta nel 2014. Per stessa ammissione

dell'interessata (cfr. conversazione telefonica dell'11 agosto 2015 con la

segretaria dell'ARP __________), essa si trovava in stato di

"sottomissione" al volere del marito, secondo il quale non c'erano

soldi per pagare le fatture.

6.3

Dall'istruttoria

è emerso che la reclamante si è isolata in casa per mesi con il figlio

minorenne, vivendo in una situazione di degrado ambientale e accumulando debiti

ingenti, senza provvedere alla scolarizzazione di PI 2 né al disbrigo delle

normali incombenze amministrative familiari. Il bisogno di protezione della reclamante

e la sua situazione di debolezza personale sono quindi evidenti. Né l'ARP __________

poteva attendere oltre per emanare misure di protezione in favore della

reclamante, atteso che la situazione le era nota dall'ottobre 2014 e che da

allora non vi erano stati miglioramenti nonostante l'intervento delle assistenti

sociali, attivatesi nell'ambito delle misure di protezione decise per PI 2. La

mancanza di collaborazione della reclamante si è manifestata con la reticenza nel

segnalare l'effettiva situazione debitoria, in particolare con l'aver omesso di

informare l'ARP __________ della disdetta del mutuo ipotecario ricevuta nel giugno

2015.

Tale situazione di totale passività nella gestione dell'economia domestica

e delle finanze, unita alla mancanza di collaborazione, giustifica la curatela

di rappresentanza con amministrazione dei beni decisa dall'ARP __________, idonea

allo scopo e rispettosa dei principi di proporzionalità e sussidiarietà prescritti

dalla legge.

7.

In conclusione

il reclamo, nella misura in cui è ricevibile, va respinto. La decisione impugnata

va confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1. Il

reclamo 18 agosto 2015 di RE 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile.

2. Gli

oneri del reclamo consistenti in:

a) tassa di

giustizia fr. 250.–

b) spese fr.

50.–

fr.

300.–

sono posti a carico di RE

1.

3. Notificazione:

-

-

Comunicazione

-

La giudice supplente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro

le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.

95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72

segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è

ammissibile solo se il valore

litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non

raggiunge tale importo, il ricorso

in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di

diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall'art. 115 LTF.