9.2015.148
Curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni
25 novembre 2015Italiano15 min
Source ti.ch
Incarto n.
9.2015.148
Lugano
25 novembre 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La giudice supplente della Camera di protezione del
Tribunale d’appello
Emanuela Epiney-Colombo
giudice unica ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG
assistita dalla
segretaria
Scheurich
sedente per statuire nella causa che oppone
RE 1
patr. dall’ PR 1
all’
Autorità regionale di protezione __________,
per quanto riguarda le misure di protezione adottate il 15 luglio
2015 nei suoi confronti (curatela di rappresentanza con amministrazione dei
beni)
giudicando sul reclamo del 18 agosto 2015 presentato personalmente da RE
1 contro la decisione emessa il 15 luglio 2015 dall'Autorità regionale di
protezione __________;
letti ed esaminati gli atti,
ritenuto
Fatti
A. Dal
matrimonio di PI 1 e RE 1 è nato PI 2 (2001). I coniugi, comproprietari del
fondo n. __________, si sono separati nel 2011, quando PI 1 si è trasferito a __________,
mentre RE 1 ed PI 2 sono rimasti nella casa di __________. L’autorità regionale
di protezione __________ (in seguito ARP __________) è intervenuta nel 2014, su
segnalazione dell'istituto scolastico frequentato da PI 2, che dal febbraio
2014 non frequentava più le lezioni e rimaneva chiuso in casa. Dopo varie vicissitudini
e decisioni, che non occorre qui menzionare, con decisione del 24 febbraio 2015
l'ARP __________ ha provvisoriamente privato RE 1 della custodia del figlio e
ha collocato provvisoriamente PI 2 al Centro di pronta accoglienza e osservazione
__________, disciplinandone le modalità. PI 2 si è allontanato dal __________
il 12 marzo 2015 e si è recato dalla madre, che è partita con lui per l'__________
per visitare un parente senza avvertire il __________ e l'ARP __________. Nel
corso di un sopralluogo presso l'abitazione di RE 1, la Polizia cantonale ha
costatato una situazione abitativa di grave disagio e degrado, illustrata in un
rapporto del 20 marzo 2015 corredato da fotografie dei locali abitativi.
B. L'ARP __________
ha sentito RE 1 più volte, in particolare il 12 novembre 2014, il 1° aprile
2015, il 29 aprile 2015 e il 15 luglio 2015. All'udienza del 12 novembre 2014 RE
1 ha dichiarato che non "sarebbe contraria all'istituzione di una curatela
amministrativa o una curatela di sostegno" per aiutarla nella situazione
debitoria. Nel corso dell'udienza tenutasi il 15 luglio 2015 RE 1 si è
dichiarata d'accordo con la curatela e ha accettato la candidata curatrice che
le è stata presentata.
C. Con
decisione 15 luglio 2015 l'Autorità regionale di protezione __________ ha
istituito in favore di RE 1 una curatela di rappresentanza ai sensi dell'art.
394 CC con amministrazione dei beni ai sensi dell'art. 395 CC, definendo le
sfere dei compiti (dispositivo n. 1), ha nominato __________ come curatrice, in
particolare con il compito di allestire l'inventario iniziale dei beni da
amministrare e dei debiti stato al 31 agosto 2015 (dispositivo n. 2) e ha
limitato l'esercizio dei diritti civili agli atti di ordinaria vita quotidiana
(dispositivo n. 3).
D. RE 1 si
è rivolta il 18 agosto 2015 all'ARP __________ con uno scritto nel quale
comunica che non è "d'accordo per le decisioni sulla curatela, non è
necessario al momento ritengo comunque sproporzionato."
E. L'ARP __________
ha trasmesso tale scritto alla Camera di protezione, ritenendolo un reclamo.
Nella risposta dell'8 settembre 2015 l'ARP __________ ha ribadito che la misura
di protezione doveva essere mantenuta, vista la situazione debitoria in cui si
trova la reclamante.
Considerato
Considerandi
1.
Le
decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni
sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale
d'appello, nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione
agli art. 314 cpv. 1 CC e 440 cpv. 3 CC, art. 2 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione
e la procedura in materia di protezione del minore e dell'adulto LPMA, art. 48
lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già
regolato dagli art. 450 segg. CPC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla
Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le
azioni connesse con il diritto civile di competenza dell'autorità
amministrativa (art. 99 LPAmm) e in via ancor più sussidiaria, alle
disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).
2.
L’autorità
di protezione degli adulti istituisce una curatela se una persona maggiorenne
non è in grado di provvedere ai propri interessi, o lo è solo in parte, a causa
di una disabilità mentale, di una turba psichica o di un analogo stato di
debolezza inerente alla sua persona (art. 390 cpv. 1 n. 1 CC). Cause della curatela,
ai sensi della norma menzionata, possono essere tre alternativi stati di debolezza,
ovvero una disabilità mentale, una turba psichica o un analogo stato di
debolezza; l’elenco è esaustivo (CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 25). L'ampia
nozione di "analogo stato di debolezza” deve essere interpretata
restrittivamente (CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 17; Meier/Lukic
Introduction au nouveau droit de la protection de l’adulte, Ginevra 2011, n.
386, pag. 184). Secondo gli esempi citati dal Messaggio del Consiglio federale,
tale nozione consente di proteggere, ad esempio, le persone anziane affette da
deficienze analoghe a quelle delle persone afflitte da una disabilità mentale o
da una turba psichica; compresi sono anche i casi estremi di inesperienza o di
cattiva gestione, nonché rari casi di disabilità fisiche, per esempio i casi di
paralisi grave o quelli di persone nel contempo cieche e sorde (Messaggio concernente
la modifica del CC, protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto
della filiazione del 28 giugno 2006, FF 2006 pag. 6391 e segg.; cfr. in particolare
pag. 6432). Come emerge chiaramente dal testo legale italiano e tedesco, lo
stato di debolezza deve risiedere nella persona interessata (“inerente alla
sua persona"; “in der Person liegenden Schwächezustands”) e non
essere ancorato a circostanze esterne, tra cui rientrano origine sociale,
disagio estremo, difficoltà lavorative, solitudine, ecc. (Schmid, Erwachsenenschutz Kommentar, ad
art. 390 CC n. 8; CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 16). In effetti, obiettivo della
misura è la protezione di persone in uno stato di debolezza, non la lotta
contro comportamenti socialmente o moralmente inadeguati (COPMA, Droit de la
protection de l’adulte, Guide pratique, Zurigo/San Gallo 2012, n. 5.6, pag.
136; CommFam Protection de l’adulte, Meier,
art. 390 CC n. 17a).
L’istituzione
di una misura è esclusa nei casi di semplice disagio finanziario, nel caso in
cui spetta all’assistenza sociale intervenire; se tuttavia l'interessato omette
di fare i passi necessari per ottenere prestazioni assistenziali a causa di una
deficienza caratteriale, l’adozione di una misura protettiva può entrare in
considerazione (Meier/Lukic,
Introduction au nouveau droit de la protection de l’adulte, n. 404, pag.
192-193). L’esistenza di uno stato di debolezza non è ancora sufficiente per
giustificare l’adozione di una misura: occorre inoltre che l’interessato non
sia in grado di provvedere ai propri affari né di designare rappresentanti che
possano farlo (Messaggio, pag. 6432). Lo stato di debolezza (causa della
curatela) deve dunque avere come conseguenza un bisogno di protezione e di
assistenza dell’interessato (presupposto “sociale” della curatela) (COPMA,
Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.10 pag. 138).
L’incapacità è una nozione relativa, da interpretare in funzione del genere di
affari che l’interessato è chiamato a gestire; la loro importanza non è
determinante in sé per l’istituzione di una curatela, ma avrà un ruolo nella
scelta del tipo di curatela e nel determinare le sfere di compiti affidate al
curatore (CommFam Protection de l’adulte, Meier,
art. 390 CC n. 20). In generale, le condizioni previste all’art. 390 CC devono
essere adempiute per l’istituzione di qualsiasi tipo di curatela.
3.
Conformemente
al principio della sussidiarietà, le misure ufficiali vanno ordinate soltanto
se l’assistenza alla persona bisognosa d’aiuto non può essere adeguatamente
garantita in altro modo (art. 389 cpv. 1 n. 1 CC). Ogni misura ufficiale deve
inoltre essere necessaria e idonea (art. 389 cpv. 2 CC), in ossequio del principio
della proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.; COPMA, Droit de la protection de
l’adulte, Guide pratique, n. 5.11 pag. 138). Infine, l’autorità deve prendere
in considerazione l’onere che sopportano i congiunti e i terzi, e la loro
protezione, anche se tale aspetto non può giustificare, da solo, l’istituzione
di una curatela (390 cpv. 2 CC; Messaggio, pag. 6432 ; COPMA, Droit de la
protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.12 pag. 138).
4.
L’art.
446.
CC definisce i principi procedurali applicabili nell’ambito della protezione
degli adulti. Ai sensi della norma, l’autorità di protezione esamina d’ufficio
i fatti (cpv. 1). Essa raccoglie le informazioni occorrenti e assume le prove
necessarie; può incaricare degli accertamenti una persona o un servizio idonei
e, se necessario, ordina che uno specialista effettui una perizia (cpv. 2).
L’autorità di protezione non è vincolata dalle conclusioni delle persone che
partecipano al procedimento (cpv. 3) e applica d’ufficio il diritto (cpv. 4).
La norma
sancisce il principio inquisitorio illimitato, in virtù del quale l’autorità è
perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle
prove: secondo consolidata giurisprudenza, in base a tale principio l’autorità
può assumere e ricercare delle prove – secondo il suo apprezzamento – anche con
modalità inabituali e procurarsi d’ufficio dei rapporti allestiti da terzi (v.
DTF 128 III 413 consid. 3.2.1; v. anche STF del 13 gennaio 2014, inc.
5A_843/2013, consid. 4.1 e 4.2, e Messaggio, pag. 6465-6466).
5.
L'ARP __________
ha spiegato nella decisione formale del 15 luglio 2015, successiva all'udienza
di stessa data, che l'istituzione di una curatela di rappresentanza con
amministrazione dei beni era necessaria, riferendosi alle domande formulate
dall'interessata il 12 novembre 2014, al rapporto 2 luglio 2015 della Dr.ssa
med. __________, specialista FMH Psichiatria e psicoterapia, secondo la quale RE
1.
soffre di un disturbo ansioso depressivo reattivo alla perdita del padre e
necessita una "rete d'aiuti" compresa la nomina di un curatore
amministrativo volontario. L'ARP __________ ha inoltre rilevato che l'interessata,
alla quale era stata spiegata la portata giuridica e concreta di una curatela
di rappresentanza con amministrazione dei beni, aveva dichiarato di accettare
la curatela e di accettare come curatrice la signora __________, che le era
stata presentata in udienza.
6.
Nel
suo sintetico scritto, presentato personalmente e senza l'assistenza del legale
che la rappresenta nella procedura relativa alle misure di protezione per PI 2,
la reclamante sostiene che la curatela è sproporzionata e non si giustifica al
momento attuale. Essa non contesta l'esistenza di una situazione debitoria né
muove altre critiche agli accertamenti dell'ARP __________. Ci si potrebbe interrogare
sulla ricevibilità del gravame, che a ogni modo si rivela infondato nel merito.
6.1
Già l'8
ottobre 2014 l'ARP __________ era stata informata che RE 1 aveva notevoli
scoperti nel pagamento della retta scolastica di PI 2, per un importo di fr.
27'060.-. Nel corso dell'udienza del 12 novembre 2014 l'interessata aveva ammesso
l'esistenza di una situazione debitoria e la necessità di essere aiutata per
esaminare se vendere la casa di proprietà dei coniugi o mantenerla. RE 1 ha
espresso in ripetute occasioni alle assistenti sociali intervenute e all'ARP __________
il suo timore che il marito volesse vendere la casa. Ancora in occasione
dell'udienza del 29 aprile 2015 essa aveva espresso le sue difficoltà ad occuparsi
delle questioni finanziarie. L'ARP __________ non risulta avere ordinato a quel
momento un'istruttoria per accertare la reale situazione sociale ed economica
della famiglia. Dall'estratto 20 maggio 2015 del Registro fondiario definitivo
di __________ emerge che l'immobile era stato pignorato e che era gravato da
restrizioni della capacità di disporre. L'istruttoria eseguita nell'ambito
delle misure di protezione in favore di PI 2 ha permesso di accertare che madre
e figlio vivevano in una situazione di vero e proprio degrado ambientale,
ampiamente illustrato dalle fotografie allegate al rapporto 20 marzo 2015 della
Polizia cantonale. Praticamente ogni locale della casa d'abitazione, come anche
il garage, era sporco e in disordine, con vestiti e oggetti vari accatastati
alla rinfusa "come una discarica". Interrogata su questo aspetto, la
reclamante aveva spiegato all'udienza del 1° aprile 2015 che il disordine
durava da anni "perché il marito ha lasciato la casa così come è ora"
(cfr. verbale). Se si considera che la separazione dei coniugi è avvenuta nel
2011, si deve costatare che madre e figlio vivevano da anni in una situazione
di grave disagio, in locali che la Polizia cantonale ha paragonato a "una discarica"
(cfr. le fotografie prodotte con il rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale).
6.2
Se alla
situazione di degrado ambientale si aggiunge la situazione debitoria, ben si deve
ammettere che la reclamante necessita delle misure di protezione decise
dall'ARP __________. A più riprese la reclamante ha chiesto di essere aiutata
per risolvere i suoi problemi finanziari, riconducibili, a suo dire, a
decisioni del marito. Dai verbali agli atti risultano notevoli scoperti per la
retta scolastica di PI 2 già nell'ottobre 2014 (fr. 27'060.-, verbale dell'8
ottobre 2014) e le preoccupazioni della reclamante per l'intenzione del marito
di vendere la casa (verbale del 12 novembre 2014). Non risulta dagli atti che
l'ARP __________ abbia chiesto all'interessata maggiori dettagli sulla sua
situazione debitoria. Solo al momento in cui la curatrice designata ha
allestito un inventario e ha assunto informazioni presso l'Ufficio esecuzioni
di __________ la reale situazione debitoria è apparsa in tutta la sua
drammaticità, illustrata dal rapporto 31 agosto 2015 di __________. Oltre al
debito ipotecario di fr. 187'425.- (pari al 50% del totale) la reclamante è
debitrice di fr. 54'873.65 e fr. 3'029.95 nei confronti della cassa malati __________
per premi suoi e di PI 2 (cfr. il conteggio prodotto agli atti), di fr. 2'170.-
nei confronti del __________ per la retta di PI 2. Essa non ha inoltre pagato
la fattura del legale che la rappresentava in precedenza (fr. 1'116.75) e deve
al Comune di __________ fr. 8'033.80, pari al 50% delle imposte comunali non
pagate dai coniugi (stato al 27 agosto 2015). L'estratto dal registro delle
esecuzioni del 22 luglio 2015 indica 20 esecuzioni in corso per un totale di
fr. 34'083.95. Dagli atti risulta quindi che la reclamante non è in grado di
svolgere le normali e consuete incombenze amministrative di una famiglia. Essa
ha lasciato impagate le fatture per i premi di cassa-malati suoi e di PI 2 e per
la retta scolastica e non ha compilato la dichiarazione delle imposte, come
attestato dalla tassazione d'ufficio del 17 settembre 2014. Dal rapporto
allestito il 2 luglio 2015 dalla dr.ssa __________, psichiatra FMH, emerge una
situazione di debolezza personale, consistente in uno stato ansioso-depressivo
reattivo alla morte del padre, avvenuta nel 2014. Per stessa ammissione
dell'interessata (cfr. conversazione telefonica dell'11 agosto 2015 con la
segretaria dell'ARP __________), essa si trovava in stato di
"sottomissione" al volere del marito, secondo il quale non c'erano
soldi per pagare le fatture.
6.3
Dall'istruttoria
è emerso che la reclamante si è isolata in casa per mesi con il figlio
minorenne, vivendo in una situazione di degrado ambientale e accumulando debiti
ingenti, senza provvedere alla scolarizzazione di PI 2 né al disbrigo delle
normali incombenze amministrative familiari. Il bisogno di protezione della reclamante
e la sua situazione di debolezza personale sono quindi evidenti. Né l'ARP __________
poteva attendere oltre per emanare misure di protezione in favore della
reclamante, atteso che la situazione le era nota dall'ottobre 2014 e che da
allora non vi erano stati miglioramenti nonostante l'intervento delle assistenti
sociali, attivatesi nell'ambito delle misure di protezione decise per PI 2. La
mancanza di collaborazione della reclamante si è manifestata con la reticenza nel
segnalare l'effettiva situazione debitoria, in particolare con l'aver omesso di
informare l'ARP __________ della disdetta del mutuo ipotecario ricevuta nel giugno
2015.
Tale situazione di totale passività nella gestione dell'economia domestica
e delle finanze, unita alla mancanza di collaborazione, giustifica la curatela
di rappresentanza con amministrazione dei beni decisa dall'ARP __________, idonea
allo scopo e rispettosa dei principi di proporzionalità e sussidiarietà prescritti
dalla legge.
7.
In conclusione
il reclamo, nella misura in cui è ricevibile, va respinto. La decisione impugnata
va confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia:
1. Il
reclamo 18 agosto 2015 di RE 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile.
2. Gli
oneri del reclamo consistenti in:
a) tassa di
giustizia fr. 250.–
b) spese fr.
50.–
fr.
300.–
sono posti a carico di RE
1.
3. Notificazione:
-
-
Comunicazione
-
La giudice supplente La
segretaria
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro
le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.
95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso
in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.