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Decisione

9.2015.154

Misure di protezione del minore, competenza dell'ARP

4 marzo 2016Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

A. Dal

matrimonio di PI 1 e RE 1, contratto il 1993, è nato PI 2 (2001). I coniugi,

comproprietari del fondo n. __________, si sono separati nel 2011, quando PI 1

si è trasferito a __________, mentre RE 1 ed PI 2 sono rimasti nella casa di __________.

PI 1 si è rivolto l'8 settembre 2011 al Bezirksgericht di __________ per chiedere

misure di protezione dell'unione coniugale. Con decisione 23 maggio 2012 il

giudice unico del Bezirksgericht di __________ ha omologato la convenzione

sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012 per la regolamentazione della vita

separata, in base alla quale il figlio PI 2 era affidato alle cure della madre

per la durata della separazione, erano disciplinate le relazioni personali tra

il figlio e il padre, e quest'ultimo si impegnava a versare un contributo

mensile di fr. 1'000.- per PI 2 (doc. D prodotto con l'appello). L’autorità

regionale di protezione __________ (in seguito ARP __________) è intervenuta

nel 2014, su segnalazione 22 aprile 2014 dell'istituto scolastico frequentato

da PI 2, che dal febbraio 2014 non frequentava più le lezioni e rimaneva chiuso

in casa. Il primo atto formale del procedimento risale all'8 maggio 2014. Nel

frattempo PI 1 ha avviato il 19 giugno 2014 la causa di divorzio presso il

Bezirksgericht di __________.

Dopo varie

vicissitudini e decisioni, che non occorre qui menzionare, con decisione del 24

febbraio 2015 l'ARP __________ ha provvisoriamente privato RE 1 della custodia del figlio e

ha collocato provvisoriamente PI 2 al Centro __________, disciplinandone le

modalità. PI 2 si è allontanato dal __________ il 12 marzo 2015 e si è recato

dalla madre, che è partita con lui per l'__________ per visitare un parente

senza avvertire il __________ e l'ARP __________. Nel corso di un sopralluogo

presso l'abitazione di RE 1, la Polizia cantonale ha costatato una situazione abitativa

di grave disagio e degrado, illustrata in un rapporto del 20 marzo 2015

corredato da fotografie dei locali abitativi.

B. L'ARP __________

ha sentito RE 1 e PI 1 più volte e ha disposto vari accertamenti sulla

situazione di PI 2, acquisendo agli atti del procedimento le perizie sulle

capacità genitoriali e il rapporto del Centro __________, che ha trasmesso in

copia al Bezirksgericht __________ il 2 luglio 2015, unitamente al proprio verbale

del 1° luglio 2015 (fascicolo corrispondenza).

C. Con

decisione 12 agosto 2015 l'Autorità regionale di protezione __________ ha disposto

diverse misure di protezione per PI 2, con la privazione provvisoria della

custodia de figlio per entrambi i genitori, il collocamento di PI 2 in adeguato

istituto fino alla fine dell'anno scolastico 2015-2016, la regolamentazione

delle relazioni personali con entrambi i genitori e l'assegnazione all'Ufficio

dell'aiuto e della protezione in __________ di un mandato di sorveglianza del

collocamento.

D. Il reclamo interposto il 3 settembre 2015 da PI 1 contro la citata decisione

dell'ARP __________ è stato stralciato dai ruoli per mancato pagamento dell'anticipo

delle spese con decisione emanata il 21 ottobre 2015 dal Presidente della

Camera (inc. 9.2015.152).

E. RE 1 è

insorta contro la citata decisione con reclamo 7 settembre 2015, con il quale,

previa ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria, contesta la

competenza dell'ARP __________ a emanare misure di protezione del minore in

quanto era pendente una causa di divorzio presso il Bezirksgericht __________ e

non erano dati i presupposti dell'art. 315a cpv. 3 cifra 2 CC né quelli per un

intervento immediatamente necessario.

F. Nelle

osservazioni del 16 settembre 2015 l'ARP __________ rileva che la procedura di

misure di protezione del minore aveva preso avvio prima dell'introduzione della

causa di divorzio e che il giudice del divorzio era stato interpellato più

volte, senza ottenerne riscontro. Sulla domanda di gratuito patrocinio l'ARP __________

osserva che la reclamante e il marito sono comproprietari di un immobile.

G. Con

replica 5 novembre 2015 la reclamante ribadisce l'incompetenza dell'ARP __________

e rileva che la causa di stato è pendente dal 19 giugno 2014, motivo per cui

l'ARP __________ doveva segnalare al giudice del divorzio l'esistenza della

procedura di protezione del minore e coordinare le misure di protezione con il

giudice del divorzio. Solo quest'ultimo è infatti competente per modificare le

misure di protezione dell'unione coniugale adottate a suo tempo e l'ARP __________

non era dunque competente quando ha emanato la decisione 12 agosto 2015 per il

collocamento di PI 2. La reclamante precisa e aggiorna inoltre la sua

situazione finanziaria, che non le permette di sopportare le spese giudiziarie.

L'immobile di cui è comproprietaria è infatti pignorato ed essa non ha redditi.

H. L'ARP __________

ha rinunciato a presentare una duplica con scritto dell'11 novembre 2015.

L'avv. PR 1 ha comunicato l'11 dicembre 2015 di non più rappresentare la reclamante.

Nel corso

della procedura di reclamo l'ARP __________ ha poi emanato il 16 dicembre 2015

una decisione ordinatoria e misure cautelari relative al diritto di visita per

le feste natalizie. Il 24 febbraio 2016 l'ARP __________ ha regolato le relazioni

personali dei genitori con PI 2 durante le vacanze scolastiche di Pasqua.

Considerato

Considerandi

1.

Le

decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni

sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale

d'appello, che decide nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in

relazione agli art. 314 cpv. 1 CC e 440 cpv. 3 CC, art. 2 cpv. 2 della Legge

sull'organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e

dell'adulto LPMA, art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura

applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CPC, occorre

riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in

particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di

competenza dell'autorità amministrativa (art. 99 LPAmm) e in via ancor più

sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art.

450f CC).

2.

Nella

decisione 12 agosto 2015 impugnata con reclamo, l'ARP __________ ha deciso di

privare provvisoriamente entrambi i genitori della custodia del figlio, ha

ordinato il collocamento di PI 2 in un istituto adeguato sino alla fine

dell'anno scolastico 2015-2016, ha regolato le relazioni personali dei genitori

con PI 2 e ha dato all'Ufficio dell'aiuto e della protezione in __________ il

mandato di sorvegliare il collocamento.

3.

RE 1

impugna con il reclamo del 7 settembre 2015 tutti i dispositivi della decisione

12.

agosto 2015 e chiede la sua ammissione al gratuito patrocinio. La reclamante

contesta la competenza dell'ARP __________ ad emanare decisioni in merito a PI

2, in quanto è già pendente una causa di divorzio davanti al Tribunale

distrettuale (Bezirksgericht) di __________ e non sono dati i presupposti dell'art.

315a cpv. 3 cifra 2 CC. Le misure decise il 12 agosto 2015, prosegue la

reclamante, non erano immediatamente necessarie, poiché dopo il decreto provvisionale

del 24 febbraio 2015 l'ARP __________ avrebbe dovuto trasmettere gli atti al

Tribunale distrettuale di __________, solo competente. Ritiene pertanto che vi

sia stata un'errata valutazione della propria competenza da parte dell'ARP __________.

A sostegno della propria domanda di ammissione al gratuito patrocinio, la

reclamante afferma di non avere reddito né sostanza sufficiente per le spese

giudiziarie e di patrocinio. Nella replica, poi, la reclamante ha ribadito le

censure sull'incompetenza dell'ARP __________, rimproverando all'autorità di

aver violato l'art. 315a CC e di aver modificato le misure di protezione dell'unione

coniugale senza averne la competenza.

4.

Nel caso concreto si tratta quindi di stabilire se il 12 agosto 2015 la

competenza per emanare misure di protezione in favore di PI 2 spettava all'ARP __________

o al Bezirksgericht __________, presso il quale è pendente dal 2014 la causa di

divorzio tra i genitori del minore.

5.

La

competenza per l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata

dagli art. 315 e segg. CC. Ai sensi dell’art. 315 cpv. 1 CC, le misure per la

protezione del figlio sono ordinate dall’autorità di protezione dei minori del

domicilio del figlio. Giusta l’art. 315 CC, se è chiamato a decidere sulle

relazioni personali dei genitori con i figli, il giudice competente per il

divorzio o la tutela dell’unione coniugale prende anche le misure necessarie

per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione all’autorità di protezione

dei minori (cpv. 1); il giudice può anche adeguare alle nuove circostanze le

misure di protezione del figlio che sono già state prese (cpv. 2). Spetta

tuttavia all’autorità di protezione dei minori continuare una procedura di protezione

del figlio introdotta prima della procedura giudiziaria (cpv. 3, n. 1) oppure

ordinare le misure immediatamente necessarie alla protezione del figlio, quando

sia prevedibile che il giudice non possa prenderle tempestivamente (cpv. 3,

cifra 2). Secondo l’art. 315b CC, il giudice è competente

a modificare le misure giudiziarie relative all’attribuzione e alla protezione

del figlio: durante la procedura di divorzio (cpv. 1 n. 1); nella procedura di

modifica della sentenza di divorzio, secondo le norme disciplinanti il divorzio

(cpv. 1 n. 2); nella procedura di modifica delle misure a tutela dell’unione

coniugale (cpv. 1 n. 3). Negli altri casi la modifica delle misure giudiziarie

compete all’autorità di protezione dei minori (art. 315b cpv. 2 CC).

6.

Dagli atti del procedimento risulta che con decisione del 23 maggio

2012.

il giudice unico del Bezirksgericht __________ ha statuito sull'istanza di

misure di protezione dell'unione coniugale presentata l'8 settembre 2011 da PI

1.

Egli ha omologato la convenzione sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012

per la regolamentazione della vita separata, ha affidato PI 2 alle cure della

madre per la durata della separazione, ha disciplinato le relazioni personali

tra padre e figlio e ha stabilito in fr. 1'000.- mensili il contributo dovuto

dal padre per PI 2 (doc. D). La procedura di misure di protezione dell'unione

coniugale è terminata con l'emanazione della citata decisione. Il 22 aprile

2014, quando è stata segnalata all'ARP __________ la situazione di disagio

scolastico in cui si trovava PI 2, non era più pendente presso il

Bezirksgericht __________ alcuna procedura di stato tra i genitori di PI 2. Non

è contestato, infatti, che la causa di divorzio è stata avviata solo il 19

giugno 2014. Nella sua lettera del 16 marzo 2015, infatti, il Bezirksgericht __________

ha comunicato all'ARP __________ che la causa di divorzio tra i genitori di PI

2.

era pendente dal 19 giugno 2014 e che senza opposizione da parte dell'ARP __________

la ritenevano competente per le misure di protezione in favore di PI 2. Il

tribunale confederato ha quindi chiesto all'ARP __________ di istruire e

decidere ulteriori misure di protezione del minore, inviandole copia delle

decisioni e degli allegati al più presto. Ne è seguito uno scambio di

corrispondenza: il 28 aprile 2015 il Bezirksgericht __________ ha sollecitato

l'ARP __________ per ottenere l'invio della documentazione chiesta il 16 marzo

precedente, il 13 maggio 2015 l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________

quanto richiesto il 28 aprile 2015, il 2 luglio 2015 l'ARP __________ ha

inviato al Bezirksgericht __________ le perizie sulle capacità genitoriali, il

rapporto del Centro __________ e il proprio verbale 1° aprile 2015, il 21

luglio 2015 l'ARP __________ ha chiesto al tribunale confederato di inviare

loro copia del verbale dell'udienza tenutasi l'8 luglio 2015, e il 7 settembre

2015.

l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________ copia della

decisione 12 agosto 2015 (fascicolo corrispondenza dell'incarto ARP __________).

7.

Si deve dunque concludere che a fine aprile 2014, quando l'ARP __________

è stata adita dall'istituto scolastico allora frequentato da PI 2 e ha avviato

il procedimento per le misure di protezione del minore, non era in corso una

procedura matrimoniale. L'emanazione di nuove misure di protezione del minore

era pertanto di competenza dell'autorità di protezione (BSK ZGB I, Breitschmid, n. 13 ad art. 315-315b). La

decisione 12 agosto 2015 è di conseguenza stata emanata dall'autorità

competente, vale a dire l'ARP __________. Quest'ultima ha poi conservato la

propria competenza anche dopo l'introduzione della causa di divorzio a __________

(CPra Matrimonial, Helle, n. 33 ad

art. 315a CC, n. 14 e 26 ad art. 315b CC). La censura della reclamante sulla

competenza dell'ARP __________ si rivela dunque infondata. Non regge all'esame

neppure la critica della reclamante sul mancato coordinamento con il giudice

del divorzio e alla mancata informazione di quest'ultimo da parte dell'ARP __________.

Come risulta dall'incarto, infatti, l'ARP __________ ha informato costantemente

il Bezirksgericht __________ sullo stato della procedura di protezione del

minore e gli ha inviato il 2 luglio 2015 le perizie sulle capacità genitoriali,

il rapporto del Centro __________, il proprio verbale 1° luglio 2015 e il 7

settembre 2015 ha spedito la decisione 12 agosto 2015. L'ARP __________ avrebbe

invero potuto adottare un modo di procedere più trasparente e diretto e notificare

in copia al giudice del divorzio ogni decisione sulle misure di protezione. A

ogni modo l'ARP __________ non è venuta meno all'obbligo di collaborazione con

il giudice del divorzio (BSK ZGB I, Breitschmid,

n. 6 ad art. 315-315b), poiché lo ha tenuto aggiornato sullo stato delle misure

di protezione del minore.

8.

Giusta l'art. 307 cpv. 1 CC, se il bene del

figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di

rimediarvi, l'autorità di protezione ordina le misure opportune per la

protezione del figlio.

L'art.

310.

cpv. 1 CC (privazione del diritto di determinare il luogo di dimora)

prevede che quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo,

l'autorità di protezione deve toglierlo alla custodia dei genitori, o dei terzi

presso cui si trova, e ricoverarlo convenientemente. Giusta il cpv. 2

l’Autorità di protezione, ad istanza di un genitore o del figlio, prende la

stessa misura nel caso in cui le relazioni siano così gravemente turbate che

non si possa più esigere ragionevolmente la convivenza ulteriore e, secondo le

circostanze, non si possa rimediare altrimenti.

La

revoca della custodia è una misura nettamente più incisiva di quelle previste

agli articoli 307 e 308 CC e deve essere pronunciata solo se è rispettato il

principio di proporzionalità. L'autorità di protezione revoca la custodia

“quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo” (art. 310

cpv. 1 CC). Questa è l'espressione del principio di proporzionalità (CR CC I, Meier, art. 310 n. 2). Le misure che

permettono la conservazione della vita nel nucleo famigliare (“communauté

familiale”) devono di conseguenza rimanere prioritarie (CR CC I, Meier, art. 310 n. 14).

Nell'accezione

di “pericolo” rientra tutto quanto è suscettibile di pregiudicare lo sviluppo

fisico, intellettuale e morale del figlio sotto l'autorità parentale dei genitori

(BSK ZGB I, Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3; Hegnauer, Grundriss des Kindesrechts,

5ª ed. 1999, n. 27.36 pag. 214; Meier/Stettler, Droit de filiation, 5ª

ed. 2014, n. 1298 pag. 850; STF del 1° luglio 2002, inc.5C.117/2002, consid. 3.1). Le cause della messa in pericolo sono

ininfluenti (circostanze oggettive, colpa del minore, dei genitori o dell’entourage

familiare): la misura non è una sanzione nei confronti dei genitori ma persegue

quale unico scopo la tutela del bene del minore (BSK ZGB I, Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3, Meier/Stettler, Droit de filiation, n. 1296 pag. 850; STF del 21 giugno 2012, inc.5A_335/2012, consid.

3.

; STF del 1° luglio 2002, inc.

5C.117/2002, consid. 3.1; STF del 12 marzo 2012, inc.5A_701/2011, consid.

4.2

).

Con la privazione della custodia parentale l'autorità

di protezione decide parimenti il collocamento del minorenne, che deve corrispondere

alla personalità e ai bisogni di quest'ultimo (Hegnauer,

op. cit., pag. 215 no. 27.41; sentenza CDP del 20 marzo 2014 , inc. 9.2013.266,

cons. 4; DTF 5A_858/2008 del 15 aprile 2009, cons. 4.1). Considerata la gravità

della misura, ma anche il rischio che una revoca inappropriata farebbe correre

al minore, la decisione di revoca della custodia deve in principio essere

preceduta da un rapporto o una perizia di un professionista (osservazione in

ambulatorio, affidamento in prova di breve durata, esame effettuato da un

gruppo interdisciplinare specializzato in protezione dei minori) (CR CC I , Meier, art. 310 n. 16).

9.

Nel caso concreto,

la reclamante non indica per quale motivo la decisione dell'ARP __________ non

sarebbe corretta e al riguardo il reclamo è da considerare irricevibile. A ogni

modo, quand’anche si potesse entrare nel merito del reclamo, la decisione

emanata il 12 agosto 2015 sarebbe da confermare. Dall'istruttoria

è emerso che la reclamante si è isolata in casa per mesi con il figlio minorenne,

vivendo in una situazione di degrado ambientale e accumulando debiti ingenti,

senza provvedere alla scolarizzazione di PI 2 né al disbrigo delle normali

incombenze amministrative familiari. Madre e figlio vivevano in una situazione

di vero e proprio degrado ambientale, ampiamente illustrato dalle fotografie

allegate al rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale. Praticamente ogni

locale della casa d'abitazione, come anche il garage, era sporco e in

disordine, con vestiti e oggetti vari accatastati alla rinfusa "come una

discarica". Interrogata su questo aspetto, la reclamante aveva spiegato

all'udienza del 1° aprile 2015 che il disordine durava da anni "perché il

marito ha lasciato la casa così come è ora" (cfr. verbale). Se si

considera che la separazione dei coniugi è avvenuta nel 2011, si deve costatare

che madre e figlio vivevano da anni in una situazione di grave disagio, in

locali che la Polizia cantonale ha paragonato a "una discarica" (cfr.

le fotografie prodotte con il rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale).

Nel corso dell'istruttoria l'ARP __________ ha raccolto ampie prove sulla grave situazione di disagio in cui si

trovava PI 2: oltre al citato rapporto della Polizia cantonale, vi sono agli

atti il rapporto del Centro __________e le valutazioni sulle capacità genitoriali. Ha inoltre sentito in

varie occasioni entrambi i genitori di PI 2. In altre parole, ha emanato la

decisione 12 agosto 2015 dopo un'istruttoria conforme e ha adottato le misure

necessarie per proteggere il minore, che si trovava indubbiamente in una

situazione di pericolo.

10.

Accertata

la competenza dell'ARP __________ per l'emanazione della decisione 12 agosto

2015, non rimane che respingere il reclamo nella misura in cui è ricevibile. Per

quel che concerne le spese giudiziarie, la reclamante ha chiesto di essere

ammessa al beneficio del gratuito patrocinio e ha spiegato e documentato la

propria situazione finanziaria.

Ai sensi

dell'art. 117 CPC, applicabile su rinvio dell'art. 13 LAG, ha diritto al gratuito

patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la cui domanda

non appaia priva di probabilità di successo.

Nel caso

concreto, dalla documentazione prodotta dalla reclamante e da quanto noto a

questa Camera (cfr. incarto n. 9.2015.148) emerge una situazione patrimoniale e

finanziaria precaria. È ben vero, come rileva l'ARP __________, che la

reclamante e il marito sono comproprietari di una casa d'abitazione.

Dall'estratto 20 maggio 2015 del Registro fondiario definitivo di __________

emerge tuttavia che l'immobile era stato pignorato e che era gravato da

restrizioni della capacità di disporre. Dai verbali agli atti risultano

notevoli scoperti per la retta scolastica di PI 2 già nell'ottobre 2014 (fr.

27'060.-, verbale dell'8 ottobre 2014). La situazione debitoria della

reclamante appare in tutta la sua drammaticità nel rapporto 31 agosto 2015 di __________,

designata curatrice della reclamante (cfr. inc. 9.2015.148). Oltre al debito

ipotecario di fr. 187'425.- (pari al 50% del totale) la reclamante è debitrice

di fr. 54'873.65 e fr. 3'029.95 nei confronti della cassa malati __________ per

premi suoi e di PI 2 (cfr. il conteggio prodotto agli atti), di fr. 2'170.- nei

confronti del __________ per la retta

di PI 2. Essa non ha inoltre pagato la fattura del legale che la rappresentava

in precedenza (fr. 1'116.75) e deve al Comune di __________ fr. 8'033.80, pari

al 50% delle imposte comunali non pagate dai coniugi (stato al 27 agosto 2015).

L'estratto dal registro delle esecuzioni del 22 luglio 2015 indica 20

esecuzioni in corso per un totale di fr. 34'083.95. Dagli atti risulta quindi

che la reclamante non è in grado di far fronte alle spese processuali e di

patrocinio. È inoltre adempiuta anche la seconda condizione cumulativa

richiesta dall'art. 117 CPC. La questione della competenza dell'ARP __________

non poteva dirsi manifesta ed è stato necessario un approfondito esame

dell'incarto ARP __________ per chiarire le circostanze temporali delle

procedure giudiziarie in corso. Il reclamo non poteva dunque essere considerato

sprovvisto di probabilità di esito favorevole. La domanda di assistenza

giudiziaria presentata con il reclamo va quindi accolta, con l'esenzione dalle

spese processuali, mentre lo Stato provvederà alla retribuzione del legale della

reclamante.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1. Il

reclamo di RE 1 contro la decisione 12 agosto 2015 dell'ARP __________ è

respinto nella misura in cui è ricevibile.

2. L'istanza

di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio di RE 1 è accolta.

3. Non

si prelevano oneri processuali.

4. Notificazione:

-

-

Comunicazione:

-

La giudice supplente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro

le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.

95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72

segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è

ammissibile solo se il valore

litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non

raggiunge tale importo, il ricorso

in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di

diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall'art. 115 LTF.