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Decisione

9.2015.197

Misure di protezione del minore, avviso di pericolo, legittimazione al reclamo, capacità processuale del minore, nomina di curatore di rappresentanza, conflitto di interessi tra il genitore rappresent

7 aprile 2016Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A. Dalla relazione tra CO 2 ed __________ è nata il 2011 PI 1, che il

padre aveva riconosciuto il 23 agosto 2011. CO 2, detentrice dell'autorità

parentale sulla minore, ha inviato il 27 ottobre 2011 all'allora competente

Commissione tutoria regionale __________ (in seguito CTR __________) il formulario

per l'inventario della sostanza della minore, indicando che quest'ultima non

aveva reddito né sostanza. __________, cittadino svizzero e __________

residente a __________, coniugato con la cittadina __________, è morto a __________

in un incidente l'2011, senza lasciare testamento. Sue eredi legali sono la

vedova e la figlia PI 1.

B. Con

istanza 5 dicembre 2011 __________, si è rivolta alla CTR __________ per

ottenere la nomina di un curatore alla successione di __________ ai sensi

dell'art. 393 cifra 3 CC, al fine di aprire una cassetta di sicurezza intestata

al defunto, dove si trovavano documenti indispensabili per perfezionare un'operazione

commerciale urgente. La CTR __________ ha nominato il 20 dicembre 2011 un

curatore amministrativo alla successione fu __________ ai sensi degli art. 393

cifra 3 e 418 CC, nella persona dell'avv. __________, al quale è stato dato

l'incarico di presenziare con gli eredi e/o i loro rappresentanti all'apertura

della cassetta di sicurezza n. __________ presso __________, intestata a __________.

Con decisione 22 dicembre 2011 la CTR __________ ha completato la decisione di

nomina del curatore, definendo con precisione le modalità di apertura della

cassetta di sicurezza, segnatamente indicano di nomi delle persone che

sarebbero state presenti. Il curatore avv. __________ ha presentato il 30 marzo

2012 il proprio rapporto finale, corredato dal suo brevetto notarile n. __________

del 23 dicembre 2011. La CTR __________ ha revocato la curatela amministrativa

ad hoc con decisione 24 aprile 2012, ha dato scarico al curatore e ne ha approvato

la mercede.

C. Con

istanza di misure a protezione del minore di data 18 settembre 2015 lo studio

legale RE 1 ha chiesto all'Autorità regionale di protezione __________ (in

seguito ARP __________) di istituire una misura di protezione ai sensi degli

art. 306 e 315 CC in favore della minore PI 1, per vigilare sull'esecuzione del

mandato, riferendosi alle procedure giudiziarie in corso tra RE 1 e la ex

cliente minore. L'istante ha esposto di aver svolto importanti prestazioni

legali in favore di PI 1 dal 24 novembre 2011 al 5 settembre 2013, su mandato

ricevuto dalla madre di questa, e di essere ora parte in diverse procedure

giudiziarie avviate dopo la revoca del mandato. Nel corso di tali procedure,

prosegue l'istante, il nuovo patrocinatore della minore ha evidenziato

l'esistenza di un conflitto di interessi tra madre e figlia, ciò che impone

l'adozione di misure di protezione in favore della minore per condurre la

procedura giudiziaria. Il 29 settembre 2015 l'avv. __________, patrocinatore di

PI 1 nella causa giudiziaria OR.2015.95 pendente dal 7 maggio 2015 presso la

Pretura di __________, ha comunicato all'ARP __________ di non ritenere

necessaria la nomina di un curatore di rappresentanza. RE 1 ha sollecitato una

decisione dell'ARP __________ il 7, 14 e 16 ottobre 2015. Il 19 ottobre 2015,

con risoluzione n. 880/2015, l'ARP __________, ha dichiarato irricevibile l'istanza

18 settembre 2015 e ha posto a carico dell'istante la tassa di giustizia di fr.

200.–. L'ARP __________ ha ritenuto che l'istante non era legittimata a

chiedere l'adozione di misure di protezione in favore della minore, non rientrando

nel novero delle persone indicate dall'art. 33 LPMA.

D. RE 1 è

insorta contro la predetta decisione con reclamo del 18 novembre 2015. Lo

studio legale rimprovera in sostanza all'ARP __________ di aver erroneamente

applicato il diritto, per non aver disposto misure di protezione della minore dopo

un circostanziato avviso ai sensi dell'art. 443 CC, dal quale risultava

l'esistenza di un conflitto di interessi tra madre e figlia per la conduzione

della causa giudiziaria avviata dalla minore il 7 maggio 2015 per ottenere il disconoscimento

del debito relativo alle prestazioni professionali dell'istante. Il 4 dicembre

2015 la reclamante ha prodotto spontaneamente alla Camera copia della risposta

alla domanda riconvenzionale nella causa OR.2015.95, mettendo a disposizione

tutti i documenti menzionati nell'allegato. L'ARP __________ ha comunicato il 2

febbraio 2016 di non presentare osservazioni al reclamo. L'avv__________, in

nome di PI 1, ha prodotto il 19 febbraio 2016 copia della replica con risposta

riconvenzionale. Il 1° marzo 2016 la reclamante ha prodotto copia

dell'ordinanza emanata il 15 febbraio 2016 dal Pretore del Distretto di __________,

nella citata vertenza.

E. La

giudice supplente, delegata all'istruzione, ha respinto il 22 marzo 2016 le richieste

di nuove prove del 4 dicembre 2015, 16 febbraio 2016 e 1° marzo 2016,

disponendo l'acquisizione agli atti dell'incarto dell'allora CTR __________,

aperto il 5 dicembre 2011 e chiuso il 24 aprile 2012.

Considerato

Considerandi

1.

Si

pone dapprima il quesito della legittimazione a presentare reclamo della RE 1. La decisione deve essere comunicata alle persone che partecipano al

procedimento di prima istanza (art. 450 cpv. 2 n. 1; REUSSER, BSK Erwachsenenschutz, Basilea 2012, ad 450b n. 10); si tratta dunque

in primo luogo della persona interessata, nel caso di una persona minorenne i genitori,

e a dipendenza della materia anche il curatore. In ogni caso, sono considerate

parti anche tutte le altre persone che hanno di fatto (tatsächlich)

partecipato al procedimento di prima istanza presso l’Autorità di protezione o

alle quali è stata almeno notificata una sua decisione (SCHMID, Erwachsenenschutz Kommentar, Zurigo/San Gallo 2010, ad 450 n. 20-21;

STECK, BSK Erwachsenenschutz, ad 450

n. 29-30; STECK, CommFam Protection de

l’adulte, ad art. 450 n. 22).

La reclamante si è rivolta il 18 settembre 2015 all'ARP __________ per

ottenere la nomina di un curatore di rappresentanza alla minore nella causa di

disconoscimento di debito avviata da questa nei suoi confronti. La circostanza non è tuttavia determinante per il riconoscimento della

qualità di parte. La richiesta di provvedimenti in favore di una persona che

pare bisognosa d’aiuto non fonda necessariamente lo status di partecipante al

procedimento (cfr. ROSCH, Das neue Erwachsenenschutzrecht, Basilea 2011, ad 443

CC n. 2; STECK, Das neue Erwachsenenschutzrecht, ad 450 CC n. 10). La dottrina

riconosce una legittimità ricorsuale ai sensi dell’art. 450 cpv. 2 n. 1 CC

anche a chi ha, di fatto (tatsächlich), partecipato al procedimento di

prima istanza presso l’Autorità di protezione. Ora, l'ARP ha notificato allo

studio legale qui reclamante la decisione 19 ottobre 2015, ciò che è sufficiente

a legittimarlo al reclamo.

2.

Nella

sua decisione del 19 ottobre 2015 l'ARP __________ ha ritenuto irricevibile

l'istanza 18 settembre 2015 dello studio legale poiché esso non rientrava nel novero

delle persone elencate all'art. 33 LPMA e legittimate a chiedere interventi di

misure di protezione ai sensi degli art. 306 ss. e 315 CC.

3.

La

reclamante, dopo aver rievocato gli estremi della controversia che la oppone

alla minore per l'incasso delle prestazioni professionali, rimprovera all'ARP __________

di non aver considerato che la sua istanza 18 settembre 2015 era un avviso ai

sensi dell'art. 443 CC e che quindi non poteva dichiararla irricevibile in base

a una disposizione legale cantonale senza violare il diritto federale. A maggior

ragione quando l'avviso in questione conteneva circostanziate indicazioni

sull'esistenza di un conflitto di interessi tra madre e figlia nella conduzione

delle vertenze giudiziarie con la precedente patrocinatrice legale.

4.

Un

minore ha capacità di parte fin dalla nascita ma fino a che non abbia la capacità

processuale il suo rappresentante legale agisce in suo nome (art. 304 CC;

sentenza del Tribunale federale destinata a pubblicazione 5A_984/2014 del 3 dicembre

2015, consid. 3.2 e rif. citati). Il genitore detentore dell'autorità parentale

amministra i beni del figlio minore ai sensi dell'art. 318 cpv. 1 CC e in tale

ambito può condurre procedimenti giudiziari, anche in nome proprio

(MEIER/STETTLER, Droit de la filiation, 5a ed., 2014, N. 956 pag.

633, Basler Komm. ZGB-I, 5a ed., SCHWENZER/COTTIER, N. 10 ad art.

318; BREITSCHMID, Minderjährige Erben, in successivo 2/2013 pag. 91). Il potere

di amministrazione decade tuttavia ai sensi dell'art. 306 cpv. 2 CC quando

esiste un conflitto di interessi tra il genitore rappresentante legale e il

figlio, nel quale caso l'autorità di protezione deve nominare un curatore al

minore giusta l'art. 306 cpv. 3 CC (MEIER/STETTLER, op. cit., N. 939 pag. 624;

BREITSCHMID, op. cit., pag. 93). L'esistenza di un conflitto di interessi si

determina in modo astratto e non concreto (Basler Kommentar, ZGB-I,

SCHWENZER/COTTIER, N. 4 ad art. 306). Un possibile conflitto di interessi si

verifica per esempio quando genitore e figlio sono entrambi membri di una

comunione ereditaria ((Basler Kommentar, ZGB-I, SCHWENZER/COTTIER, N. 11 ad

art. 318; BREITSCHMID, op. cit., pag. 93).

5.

È

indiscusso che CO 2 ha sulla figlia PI 1 (2011) l'autorità parentale. La

curatela amministrativa decisa dall'allora CTR __________ in favore della

successione fu __________ è stata revocata non appena adempiuto il compito per

il quale si era resa necessaria, ossia l'apertura di una cassetta di sicurezza

intestata al defunto. Lo studio legale ha informato l'ARP __________,

competente all'epoca, di quanto intrapreso nell'interesse della cliente minore

nell'ambito della successione paterna il 9 agosto 2013 (doc. E ARP __________),

ma non risulta che l'ARP __________ abbia preso misure di protezione della

minore, in particolare che abbia nominato un curatore per la tutela dei suoi

interessi.

CO 2 ha

incaricato lo RE 1 reclamante

di tutelare gli interessi della figlia minore nella successione paterna dal 24

novembre 2011 e nella sua veste di rappresentante legale ha firmato il 15

maggio 2013 un contratto di mandato (doc. D ARP __________) tra PI 1 e lo studio

legale reclamante, concordando le modalità di retribuzione per l'attività

processuale ed extraprocessuale. La madre ha poi revocato il mandato l'11

settembre 2013. Dalla documentazione prodotta con l'istanza 18 settembre 2015

risulta che lo RE 1 qui

reclamante procede in via esecutiva nei confronti della minore per ottenere il

pagamento di fr. 365'640.95 per le sue prestazioni professionali fornite

nell'ambito della successione fu __________ (doc. B, F, G). CO 2 ha in seguito

conferito mandato all'avv. __________ di rappresentare in giudizio la figlia

nella vertenza con il precedente patrocinatore. Nella sentenza del 13 aprile 2015

inc. N. 14.2014.257 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d'appello ha ritenuto valido il contratto di mandato sottoscritto il 15 maggio

2013.

dalla madre in rappresentanza della minore, in quanto non esisteva un

conflitto di interesse tra di loro. CO 2 non era infatti erede di __________,

morto senza lasciare testamento, e non era quindi in conflitto di interessi con

la figlia PI 1, erede legale del defunto, quando ha incaricato lo studio legale

qui reclamante di tutelare gli interessi della minore nella successione paterna

(doc. E, consid. 6.2).

6.

La

reclamante non sostiene di rientrare nel novero delle persone alle quali l'art.

33.

LPMA conferisce la legittimazione a chiedere misure di protezione in favore

del minore. Essa è lo studio legale che ha ricevuto mandato dalla madre della

minore per rappresentarla nell'ambito della successione paterna nel periodo dal

24.

novembre 2011 al 5 settembre 2013. Tanto bastava all'ARP __________ per

dichiarare irricevibile l'istanza di misure di protezione in favore della

minore del 18 settembre 2015. In questa sede la reclamante afferma che l'ARP __________

avrebbe comunque dovuto esaminare d'ufficio l'istanza alla stregua di un avviso

di situazione di pericolo ai sensi dell'art. 443 CC. L'osservazione è corretta,

ma non le giova. Chi segnala una situazione di pericolo all'autorità di

protezione, infatti, non ha la qualità di parte al procedimento e non ha

pertanto diritto di essere informato sull'apertura di una procedura e sulle

decisioni dell'autorità (FamKomm Erwachsenenschutz, STECK, Art. 443 N. 12-13,

Art. 450 N. 23).

7.

Con la

propria istanza 18 settembre 2015 la reclamante chiedeva di designare alla

minore un curatore di rappresentanza per la conduzione della causa di disconoscimento

del debito avviata il 7 maggio 2015 (inc. OR.2015.95 della Pretura del

Distretto di __________). A suo dire, infatti, la madre della minore aveva un

atteggiamento di astio nei confronti del precedente studio legale, ciò che

rallentava il raggiungimento di un'intesa, a pregiudizio anche della minore. In

quella causa PI 1, rappresentata da un avvocato incaricato il 2 giugno 2014

dalla propria rappresentante legale (doc. H ARP __________), ha sostenuto che

lo studio legale precedente aveva fornito prestazioni professionali anche alla

madre prima della revoca dello stesso, l'11 settembre 2013. Come rilevato dalla

CEF, la madre della minore ha invero ammesso di aver beneficiato di alcune

prestazioni dello studio legale, di entità trascurabile (4.25 ore a fronte

delle 1167.40 ore fatturate dallo studio legale). A prima vista non si vede

dunque dove risieda il conflitto di interesse tra madre e figlia nell'ambito

della causa OR.2015.95. La madre della minore, infatti, potrà rifondere alla

figlia, qualora fosse respinta la petizione, la modica parte di onorario a lei

relativa.

8.

Altra

è invece la situazione per quel che concerne il conflitto di interessi tra madre

e figlia nella successione di __________. Il defunto era un imprenditore con

interessi finanziari diversificati e proprietario economico di beni (appartamenti

di lusso, imbarcazioni, opere d'arte, automobili da collezione, ecc.) in parte detenuti

tramite veicoli societari in diversi Stati europei ed extraeuropei. __________ era

cittadino __________ e svizzero con residenza a __________, era ancora sposato

con una cittadina __________, ancorché in fase di divorzio, e aveva interessi

commerciali internazionali (__________, ecc.). CO 2 non è erede legale né testamentaria

del defunto e a prima vista non parrebbero esservi conflitti di interessi tra

madre e figlia, che invece è una delle eredi legali.

Tuttavia CO 2 è beneficiaria economica al 20% di un veicolo societario con sede

nel __________, la Fondazione __________, unitamente alla figlia PI 1,

beneficiaria al 30%, e ad altre persone (cfr. Doc. E, lettera 9 agosto 2013). CO

2.

pare inoltre aver beneficiato di liberalità in vita di __________. Tra le

eredi legali (figlia e vedova del defunto) era anche controversa l'appartenenza

della Fondazione __________ alla successione di __________. Non si può dunque

escludere un conflitto di interessi, anche solo astratto (cfr. consid. 4), tra

le beneficiarie della Fondazione __________ CO 2 ed PI 1, e tra l'erede legale

e legittimaria e la madre che ha avuto donazioni dal defunto. Tanto basta per

esaminare se non sia necessario adottare misure di protezione della minore

(curatela di rappresentanza ai sensi dell'art. 306 cpv. 3 CC per la successione

paterna) e/o del suo patrimonio (ai sensi dell'art. 324 CC).

9.

A

prescindere dall'esito del reclamo, l'ARP __________ dovrà quindi esaminare in

modo approfondito la questione e decidere al riguardo. È necessario in particolare

aggiornare l'inventario dei beni della minore, chiarire se essa non incorra

rischi di natura fiscale, vista la complessità internazionale della successione

paterna nella quale figurano numerosi veicoli societari esteri, e appurare che

quanto sinora già ricevuto sia stato dichiarato alle competenti autorità

fiscali. La reclamante non sarà evidentemente parte in tale procedimento e l'ARP

__________ non le dovrà pertanto comunicare informazioni né consentirle

l'accesso agli atti e tantomeno notificarle le decisioni che emanerà, salvo che

la riguardino direttamente (cfr. consid. 6).

10.

In

conclusione, quindi, il reclamo deve essere respinto e la decisione impugnata

confermata. Tasse e spese di giustizia seguono la

soccombenza e sono quindi poste a carico della reclamante.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1. ll

reclamo 18 novembre 2015 è respinto.

2. Gli

oneri del reclamo consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 500.–

b) spese fr.

100.–

fr.

600.–

sono posti a

carico della reclamante RE 1. Non si attribuiscono ripetibili.

3. Notificazione:

-

-

Comunicazione:

-

La giudice supplente La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro

le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.

95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72

segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è

ammissibile solo se il valore

litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non

raggiunge tale importo, il ricorso

in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di

diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall'art. 115 LTF.