9.2016.162
Competenza intercantonale
28 febbraio 2017Italiano7 min
Source ti.ch
Incarto n.
Fatti
9.2016.162
Lugano
28 febbraio 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice supplente della Camera di
protezione del Tribunale d’appello
Alessia Paglia
giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f. n. 7 e 48b lett. a) n. 2 e LOG
assistito dalla
segretaria
Scheurich
sedente per statuire nella causa che oppone
KESB __________,
all’
Autorità regionale di protezione __________,
per quanto riguarda la competenza territoriale per la gestione della
misura di protezione in favore di PI 1
giudicando sul reclamo del 2 settembre 2016 presentato
dalla KESB __________ contro la decisione emessa il 9 agosto 2016
dall'Autorità regionale di protezione __________;
letti ed esaminati gli atti,
considerato
in fatto e
Considerandi
che la __________ ha decretato, con decisione del 13 maggio 2002,
l’interdizione per infermità mentale (art. 369 vCC) di PI 1, 1983 che è poi
stato posto sotto l’autorità parentale della madre CURA 1 ai sensi dell’art.
385.
cpv. 3 vCC;
che la
misura, a seguito dell’entrata in vigore, il 1° gennaio 2013, del nuovo diritto
di protezione è stata convertita, per legge, in una curatela generale ai sensi
dell’art. 398 CC; la madre dell’interessato signora CURA 1 è stata confermata
nel ruolo di curatrice generale;
che il 18
aprile 2016 la RE 1 (in seguito KEBS __________) ha
scritto all’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di
protezione) chiedendo l’assunzione della misura di protezione siccome PI 1
risiede presso l’Istituto __________ a far tempo dal 2001 dove ha stabilito il
suo domicilio;
che con
lettera del 23 maggio 2016 l’Autorità di protezione ha comunicato la sua
disponibilità ad assumere la misura fermo restando il mantenimento nella
funzione di curatrice generale della madre;
che mediante
decisione del 27 maggio 2016 la KEBS __________ ha quindi emanato una decisione
di trasferimento della misura di protezione istituita in favore di PI 1 a far
tempo dal 1°.06.2016;
che con ris.
n. 16.329 del 9.8.2016 l’Autorità di protezione, fatte ulteriori verifiche, ha
negato l’assunzione dell’incarto siccome PI 1 risulta essere domiciliato ancora
nel comune di __________ mentre a __________ detiene solo un permesso di
soggiorno,
ritenuto poi
che, essendo l’interessato incapace di discernimento, non si può concludere che
l’entrata nell’Istituto __________ sia frutto di una sua libera scelta;
che avverso
la predetta decisione la KEBS __________ ha interposto, il 2 settembre 2016,
reclamo chiedendone l’annullamento;
che
il gravame non è stato intimato per osservazioni;
che le decisioni delle
Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono
impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di
appello, che decide nella composizione di un giudice unico [art. 450 CC in
relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge
sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e
dell’adulto (LPMA); art. 48 lett. f n. 7 LOG];
che riguardo alla
procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC
occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura
amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il
diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr.
Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la
modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle
disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC);
che ai sensi dell’art. 48b lett. a) n. 2 LOG oltre ai casi previsti
dall'art. 48 LOG, la Camera di protezione decide nella composizione di un
giudice unico la non entrata nel merito nelle impugnazioni manifestamente
inammissibili;
che oggetto
del presente reclamo risulta essere la competenza per la gestione della misura
istituita in favore di PI 1;
che l’art.
442.
cpv. 1 CC attribuisce la competenza all’Autorità di protezione del luogo di
domicilio dell’interessato; in caso di cambiamento di domicilio di una persona
sottoposta a una misura, l’autorità del nuovo domicilio si investe della misura
(art. 442 cpv. 5 CC);
che in caso
di incertezza in relazione alla competenza è previsto uno scambio di opinioni
fra le autorità che entrano in considerazione; se lo scambio di opinioni non
consente di raggiungere un’intesa, l’autorità preventivamente adita sottopone
la questione della propria competenza all’autorità giudiziaria di reclamo (art.
444.
cpv. 3 e 4 CC);
che l’art.
444.
cpv. 3 e 4 CC si applica non solo al momento dell’istituzione della misura
ma anche in caso di dubbio sulla competenza per l’esecuzione rispettivamente il
trasferimento della stessa; se le due autorità non possono mettersi d’accordo,
l’autorità che gestisce la misura, quale “autorità preventivamente adita”,
sottopone la questione della sua competenza all’istanza giudiziaria di ricorso
(Raccomandazioni COPMA marzo 2015, Transfert d’une mesure du droit de
protection de l’enfant et de l’adulte après un changement de domicile, in RMA
2-2016, pag. pag. 174; Anna Murphy/Daniel
Steck in FHB Kindes- und
Erwachsenenschutzrecht, N.18.39 e 18.40);
che il
disaccordo fra la KEBS __________ e l’Autorità di protezione è pacifico; il
fatto che lo scambio di opinioni sia andato sino all’emanazione di decisioni
nulla muta, il risultato è infatti che né l’una né l’altra autorità si
ritengono competenti e ciò conduce alla procedura di cui all’art. 444 cpv. 4
CC;
che in
concreto la misura in favore di PI 1 è gestita dalla KEBS __________ sicché, in
caso di disaccordo sulla competenza, la stessa autorità avrebbe dovuto
sottoporre la questione alla propria autorità giudiziaria di ricorso ovvero a
quella del suo Cantone (Philippe Meier,
Droit de protéction de l’adulte, 2016, N. 138 pag. 68), non alla Camera di
protezione;
che peraltro
le autorità di protezione non hanno qualità per interporre reclamo, né contro
le decisioni di altre autorità né contro quelle emanate dall’autorità
giudiziaria di reclamo, salvo in ambito di spese procedurali (Philippe Meier, Droit de protéction de
l’adulte, 2016, N. 260 pag. 134);
che stante
così le cose il reclamo si rivela irricevibile;
che a titolo
abbondanziale si osserva che in concreto PI 1 soggiornava già a __________ al
momento dell’istituzione della misura; che non c’è stata nessuna modifica di
soggiorno; che il collocamento in istituto di cura non costituisce in sé un
domicilio (art. 23 cpv. 1 in fine CC); che la scelta del domicilio presuppone
la capacità di discernimento della persona interessata (COPMA – Guide pratique
Protection de l’adulte, N, 1.94, pag. 32); che le persone sottoposte a curatela
generale hanno domicilio presso la sede dell’autorità di protezione (art. 26
CC) sicché il cambio di domicilio diventa effettivo solo al momento del
trasferimento della misura;
che date le
circostanze si prescinde dal prelievo di oneri processuali.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia:
1. Il
reclamo è irricevibile.
2. Non
si prelevano tasse e spese di giustizia.
3. Notificazione:
-
Comunicazione:
-
-
Il giudice supplente La
segretaria
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro
le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.
95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso
in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.