9.2016.195
Ricovero a scopo di cura o di assistenza; decisione supercautelare
16 gennaio 2017Italiano18 min
Source ti.ch
Incarto n.
9.2016.195
9.2016.197
Lugano
16 gennaio 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente della Camera di protezione del
Tribunale d'appello
Franco
Lardelli
giudice
unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 8 LOG
assistito
dalla
vicecancelliera
Perucconi-Bernasconi
sedente
per statuire sui reclami 4 novembre 2016 (inc. 9.2016.195) e 12 novembre 2016 (inc.
9.2016.197) presentati rispettivamente da
RE
1
e
RE
2
(quest’ultimo
patr. da __________)
contro
la
decisione 3 novembre 2016 (n. PS.2016.37) della Commissione giuridica in
materia di assistenza sociopsichiatrica mediante
la quale sono stati respinti i ricorsi 11 ottobre 2016 interposti da RE 1 e
19 ottobre 2016 da RE 2 contro la decisione supercautelare 10 ottobre 2016 del
presidente dell’Autorità regionale di protezione __________ relativa al
ricovero a scopo di assistenza del padre, PI 1
letti ed esaminati gli atti,
ritenuto
Fatti
A. PI 1 (1925) è
domiciliato ad __________, dove vive con la figlia RE 1. Egli necessita di cure
costanti, per le quali è stato per anni assistito dalla figlia e dal servizio
infermieristico domiciliare.
B. L’8 ottobre 2016 PI 1
è stato ricoverato al Pronto soccorso dell’Ospedale __________ per presunti
maltrattamenti subìti da parte della figlia.
Con decisione
supercautelare 10 ottobre 2016 il presidente dell’Autorità regionale di
protezione __________ ha disposto a favore di PI 1 la privazione della libertà
a scopo di assistenza, ricoverandolo all’Ospedale __________ e delegando ai medici
curanti, per il tramite del Servizio sociale dell’Ospedale, di reperire in seguito
“una struttura adeguata”. In corso di procedura l’anziano interessato è quindi
stato trasferito presso l’Istituto gestito dalla Fondazione __________.
C. Contro la decisione supercautelare
dell’Autorità di protezione i figli RE 1 e RE 2 sono insorti presso la Commissione
giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica (in seguito Commissione
giuridica LASP) con due ricorsi separati. Entrambi i ricorsi sono stati
respinti mediante decisione 3 novembre 2016 della Commissione giuridica LASP,
che ha “accertato la liceità” della decisione del presidente dell’Autorità di
protezione.
D. RE 1 il 4 novembre
2016 e RE 2 il 12 novembre 2016 si sono aggravati a questa Camera con due distinti
reclami contro la decisione della Commissione giuridica LASP. Entrambi i figli contestano
il ricovero, ritenendo sostanzialmente che il padre non sia mai stato trascurato
al proprio domicilio.
E. Con scritto 15
novembre 2016 la Commissione giuridica LASP ha precisato di non avere
osservazioni da formulare ad entrambi i reclami.
F. Tramite decisione 18
novembre 2016, il presidente di questa Camera ha nominato a PI 1 – destinatario
della decisione impugnata – un patrocinatore d’ufficio nella persona dell’avv. PR
1, ritenendo l’interessato non in grado di difendere i propri interessi. Con
ulteriore decisione 29 novembre 2016 ha quindi assegnato al predetto patrocinatore
un termine per formulare eventuali osservazioni scritte.
G. Nel frattempo il
Ministero pubblico ha comunicato di procedere nei confronti di RE 1 “in
merito al padre PI 1”. Gli incarti dell’Autorità di protezione e di questa
Camera sono quindi stati messi a disposizione della Procuratrice pubblica
titolare dell’inchiesta penale.
H. In data 2 dicembre
2016 il presidente di questa Camera ha proceduto all’audizione di PI 1 presso
l’Istituto della Fondazione __________, dove si trova ricoverato.
I. Con osservazioni del
7 dicembre 2016, il patrocinatore d’ufficio di PI 1 ha descritto la situazione sottolineando
che è nell’interesse del suo patrocinato di poter disporre degli aiuti e della
garanzie di sicurezza necessarie. Ha evidenziato che il ricovero messo in atto
garantisce l’integrità fisica e le adeguate cure a PI 1. Ha anche rilevato che
la figlia minimizza le sue difficoltà di accudimento mentre il figlio non
appare in grado di prendersi cura del padre personalmente e non si confronta
con le problematiche a carico della sorella. Dal punto di vista giuridico il
rappresentante di PI 1 reputa che nella decisione impugnata manchi comunque uno
degli elementi necessari per ordinare il ricovero a scopo di cura, ossia
l’indicazione precisa della struttura presso la quale doveva essere messa in esecuzione
la decisione e che detta indicazione – o meglio, la scelta della struttura per
il ricovero – non poteva essere delegata all’Ospedale __________. In ogni caso,
a suo modo di vedere, nel risultato la scelta dell’Istituto appare corretta ed
è quindi nell’interesse di PI 1 potervi rimanere. Le altre condizioni da
adempiere per il ricovero (la causa e il bisogno di assistenza), secondo l’avv.
PR 1, appaiono rispettate e di conseguenza la misura d’urgenza risulta proporzionata
e atta a raggiungere il suo scopo. Per l’adozione della misura definitiva
l’Autorità di protezione dovrà invece – sempre a suo dire – ordinare una
perizia completa e valutare in modo approfondito se l’attuale situazione sia la
più adatta o se esistano strutture ancora più idonee “specializzate in particolare
nella presa a carico di malati di Alzheimer”.
L. RE 1 ha presentato le
proprie osservazioni il 12 dicembre 2016, precisando di essersi sempre
impegnata nell’accudimento del padre ed esprimendo la sua opinione negativa
sull’idoneità dell’istituto dove è stato ricoverato. Ha poi inoltrato le fatture
della __________ ed un ulteriore scritto datato 22 dicembre 2016.
M. La Commissione
giuridica LASP, con scritto 15 dicembre 2016, ha comunicato a questa Camera di
rinunciare a duplicare.
N. RE 2 ha presentato la
sua replica il 18 dicembre 2016, ribadendo di non condividere il provvedimento
adottato a favore del padre. Egli contesta il tenore della perizia del dr. med.
__________ e chiede che siano sentiti alcuni testimoni allo scopo di chiarire
le “accuse gravi nei confronti dei figli”, “perlomeno esagerate”.
Contesta pure le osservazioni presentate dal patrocinatore di PI 1, confermando
quindi le censure sollevate nel reclamo. RE 2 presenta un elenco di case per
anziani che dispongono di un reparto speciale per i malati di Alzheimer, precisando
che l’Istituto dove è ricoverato il padre non fa parte di tale lista. Al
proposito contesta la gravità della malattia, sostenendo che non sarebbe chiaro
il motivo per il quale in poco tempo lo stato del padre sarebbe peggiorato passando
da “moderato–grave a grave”. Egli ritiene quindi necessaria una
nuova perizia da parte di un perito “super partes”, poiché il parere
espresso dal dr. med. __________ sarebbe impreciso e approssimativo. Di conseguenza
reputa che “certi errori e valutazioni approssimative dovrebbero fare
oggetto di correzione se non addirittura di stralcio”. Formula quindi
un’istanza di intersecazione per “certe espressioni, certi errori e
valutazioni approssimative” che “dovrebbero fare oggetto di correzione
se non addirittura di stralcio”
Infine chiede l’istituzione
di una curatela, proponendosi quale curatore nella sua veste di figlio e
postulando l’adozione di un mandato precauzionale.
O. In data 19 dicembre
2016 PI 1 ha duplicato alla replica della figlia, contestando “in toto”
le sue affermazioni, ritenendo che si tratterebbe di “una percezione soggettiva
di una realtà che non si accetta”. Egli sostiene che la figlia non comprovi
le sue allegazioni con alcun mezzo di prova.
Tramite duplica 23
dicembre 2016, PI 1 ha contestato anche la replica del figlio, ritenendola “caratterizzata
da elementi irrilevanti e ripetitivi”. Egli sostiene che le richieste del
reclamante di essere nominato curatore o di procedere con un mandato precauzionale
siano state presentate a un’autorità incompetente. Chiarisce la sua posizione
in merito alla perizia del dr. med. __________, evidenziando che a suo modo di
vedere il giudice non può comunque scostarsi dalle sue conclusioni. Contesta
l’esigenza di procedere all’audizione di testimoni e precisa che la relazione
conflittuale tra padre e figlia sarebbe stata osservata dal personale medico. Inoltre,
alla luce di quanto accaduto al domicilio, il pericolo a cui è esposto PI 1
sarebbe, a suo dire, evidente e di conseguenza il ricovero a scopo di assistenza
adottato in via supercautelare risulterebbe fondato. Egli chiarisce che
trattandosi esclusivamente di una procedura supercautelare le affermazioni del
reclamante relative al grado di demenza del padre sono prive di rilievo e da
esporre semmai nel merito. Egli evidenzia che la sede civile non sarebbe la
sede opportuna per discutere di quanto viene contestato alla figlia nel
procedimento penale avviato a suo carico. Contesta per finire l’istanza di
intersecazione – di cui chiede la reiezione – rilevando che tale procedura non
è in ogni caso applicabile ai documenti e alle perizie prodotte agli atti. Precisa
infine che le soluzioni proposte dal figlio – la sua nomina a curatore e
l’istituzione di un mandato precauzionale – non risolverebbero il problema
dell’anziano padre, visto che avrebbero scopi puramente amministrativi, mentre
in discussione vi è il ricovero in una casa per anziani. Per altro la prima soluzione
non è stata presentata nella sede competente e la seconda non appare attuabile
vista l’incapacità del padre.
P. Con scritto 20
dicembre 2016 la Commissione giuridica LASP ha dichiarato di rinunciare a
duplicare anche alla replica di RE 2.
Considerato
Considerandi
1.
Ai sensi dell’art.
48.
lett. f n. 8 LOG la Camera di protezione giudica, nella composizione di un
giudice unico, i reclami contro le decisioni della Commissione giuridica
istituita dalla Legge sull’assistenza sociopsichiatrica (LASP) del 2 febbraio
1999.
In virtù del principio della lex posterior, la competenza
ricorsuale contro le decisioni della Commissione giuridica LASP va dunque
determinata sulla base di tale norma, introdotta dal Parlamento cantonale con
effetto dal 1° gennaio 2013, nonostante la mancata abrogazione dell’art. 50
cpv. 3 LASP che prevede ancora la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo.
Riguardo alla procedura
applicabile, per quanto non già regolato dalle norme federali (in particolare,
dall’art. 450e CC) occorre riferirsi alle disposizioni della LASP,
benché allo stadio attuale esse non siano ancora state adattate all’assetto giuridico
e istituzionale attuale e, in via sussidiaria, alla legge sulla promozione
della salute e il coordinamento sanitario, come pure alla legge di procedura
per le cause amministrative (LPAmm).
I ricorsi, avendo il
medesimo fondamento di fatto, sono stati oggetto di un’istruttoria congiunta e
vengono evasi con una sola decisione (art. 76 LPAmm).
2.
La Commissione
giuridica LASP con la sentenza qui impugnata ha respinto i ricorsi di RE 1 e RE
2.
contro la decisione supercautelare 10 ottobre 2016 del presidente dell’Autorità
regionale di protezione __________ relativa al ricovero a scopo di assistenza
di PI 1. Tale decisione prevedeva, al primo dispositivo, che “conformemente
all’art. 426 CC, il signor PI 1, è privato della libertà a scopo di assistenza
e ricoverato inizialmente all’Ospedale __________, luogo dove il paziente è
attualmente già degente, con effetto immediato” e che “i medici curanti,
per il tramite del Servizio sociale dell’Ospedale, reperiranno in seguito una
struttura adeguata”. Al terzo dispositivo, il presidente dell’Autorità di
protezione ha precisato che “il signor PI 1 sarà incontrato per essere
sentito dall’ARP __________, all’Ospedale __________, entro dieci giorni dalla
presente decisione supercautelare. Nel caso in cui l’interessato non fosse in
grado di essere sentito, l’ARP invita i medici curanti del signor PI 1 a
inoltrare tempestivamente un certificato medico, dal quale risulti che allo stadio
attuale il paziente non è in grado di essere sentito. All’eventuale audizione
sarà presente anche un medico curante.”
La Commissione giuridica
LASP ha confermato tale decisione dopo aver incaricato un perito esterno, il
dr. med. __________, di “procedere ad un esame specialistico al fine di
accertare se sussistono i requisiti di legge per il provvedimento adottato”.
Da tale perizia è emerso in sostanza che PI 1 è incapace di intendere e di
volere, essendogli stata diagnosticata una demenza grave. Il perito è quindi
giunto alla conclusione che le condizioni dell’interessato sono tali da
necessitare il ricovero in un’adeguata struttura, avendo peraltro considerato
la figlia non più in grado di occuparsi del padre a domicilio. La Commissione
giuridica LASP, tenuto conto degli argomenti dei figli, ha giudicato “lecita”
la decisione del presidente dell’Autorità di protezione “siccome i) è data
una causa di ricovero, ii) il bisogno di assistenza non può essere prestato in
altro modo ed iii) esiste un istituto idoneo (n.b. casa di cura per anziani, il
cui compito di ricerca è demandato all’O__________), che permette di soddisfare
i bisogni di assistenza della persona interessata”.
3.
Secondo l’art. 426
CC una persona che soffre di una turba psichica o di una disabilità mentale o versa
in un grave stato di abbandono può essere ricoverata in un istituto idoneo se
le cure o l’assistenza necessarie non possono esserle prestate altrimenti (cpv.
1); l’onere che sopportano i congiunti e i terzi e la loro protezione devono
essere considerati (cpv. 2); l’interessato è dimesso non appena le condizioni
per il ricovero non siano più adempiute (cpv. 3); l’interessato o la persona a
lui vicina può chiedere la dimissione in ogni tempo; la decisione su questa richiesta
è presa senza indugio (cpv. 4).
A norma dell’art.
428.
CC l’Autorità di protezione degli adulti è competente per ordinare il
ricovero e la dimissione (cpv. 2); in singoli casi può delegare all’istituto la
competenza in materia di dimissione (cpv. 2). Trattasi di una competenza ordinaria
dell’Autorità di protezione, chiamata in tal caso a deliberare nella sua composizione
collegiale di tre membri (Meier,
Droit de la protection de l’adulte, Ginevra/Zurigo/Basilea 2016, n. 1217 pag.
590), senza possibilità di deroga da parte del diritto cantonale (BSK I, Geiser/Etzensberger, n. 6 ad art. 428
CC). Non sarebbe infatti accettabile che un Cantone permetta al solo presidente
dell’Autorità di protezione di decidere un collocamento, vista la grave lesione
alle libertà della persona interessata e la necessità di una visione
interdisciplinare (BSK I, Geiser/Etzensberger,
op. cit., loc. cit.; CommFam Protection de l’adulte, Guillod, n. 5 ad art. 428 CC). Una simile soluzione sarebbe
per altro contraria alle raccomandazioni emanate a suo tempo già dall’allora
Conferenza delle autorità cantonali di tutela (cfr. RDT 2008, 151 e segg.) e
all’esigenza per l’Autorità di protezione, sancita come regola dall’art. 447
cpv. 2 CC, di sentire collegialmente l’interessato in caso di ricovero a scopo
d’assistenza (CommFam Protection de l’adulte, Guillod,
op. cit., loc. cit.).
In caso di urgenza e
nonostante l’esistenza di una competenza dei medici a disporre un ricovero a
scopo d’assistenza (art. 429 CC, art. 22 LASP), l’Autorità di protezione può
anche decidere mediante provvedimenti cautelari (art. 445 CC), le disposizioni
generali di procedura restando applicabili parallelamente alle competenze
conferite ai medici (Meier, op.
cit., n. 1217 pag. 590; contra, BSK ZGB I, Auer/Marti, n. 12 ad art. 445 CC e Steck, Behördenorganisation und Verfahrens im neuen Kindes–und
Erwachsenenschutzrecht, in Honsel H. et alii, Melanges N. P. Vogt, Privatrecht
als kulturelles Erbe, Basilea 2012).
L'art. 445 CC
prevede che l’Autorità di protezione degli adulti prende, ad
istanza di una persona che partecipa al procedimento o
d’ufficio, tutti i provvedimenti cautelari necessari per la durata del
procedimento. Può in particolare ordinare a titolo cautelare una misura di
protezione degli adulti (cpv. 1); in caso di particolare urgenza, l’autorità di
protezione degli adulti può immediatamente prendere provvedimenti cautelari
senza sentire le persone che partecipano al procedimento. Nel contempo, dà loro
l’opportunità di presentare osservazioni; in seguito prende una nuova decisione
(cpv. 2); le decisioni in materia di provvedimenti cautelari possono essere
impugnate con reclamo entro dieci giorni dalla loro comunicazione (cpv. 3).
Il Tribunale federale ha comunque
sancito l'irricevibilità dei reclami avverso le decisioni adottate inaudita
parte (supercautelari) anche in materia di protezione dei minori e degli adulti
(DTF 140 III 289, consid. 2.7), ricordando tuttavia che la decisione
supercautelare deve avere una durata limitata (qualche giorno, o poche settimane,
DTF 140 III 289, consid. 2.6.1).
4.
Nel caso in esame, occorre
evidenziare che la Commissione giuridica LASP avrebbe dovuto dichiarare
irricevibili i reclami di RE 1 e RE 2, in quanto presentati contro una
decisione supercautelare del presidente dell’Autorità di protezione, non impugnabile.
Alla carenza di una decisione impugnabile da adottare nel contesto di un iter
procedurale chiaramente prescritto dalla legge, la Commissione giuridica LASP
non può supplire con una finzione decidendo in luogo e vece dell’Autorità di prima
sede o del medico (cfr. inc. CDP 9.2016.94, sentenza 20 giugno 2016, consid.
4.
; inc. TCA 52.2010.90, sentenza 24 marzo 2010). La decisione 3 novembre 2016
della Commissione giuridica LASP deve di conseguenza essere annullata per difetto
di competenza della medesima Autorità.
Dal canto suo
l’Autorità di protezione – dopo la decisione di ricovero a scopo d’assistenza
adottata in via supercautelare dal presidente dell’Autorità di protezione – avrebbe
dovuto procedere in tempi brevissimi all’audizione dell’interessato nella sua
composizione collegiale e ad emanare, pure in tempi contenuti, una decisione di
merito, confermando o annullando la decisione adottata dal solo presidente. Decisamente
fuori luogo e palesemente contraria ai princìpi sopra menzionati, appare la
formula usata dal presidente dell’Autorità di protezione di riservarsi – dopo
avere ordinato il ricovero – di sentire l’interessato assieme agli altri due
colleghi membri dell’Autorità di protezione entro dieci giorni e di invitare “i
medici curanti del signor PI 1 a inoltrare tempestivamente un certificato, dal
quale risulti che … il paziente non è in grado di essere sentito”. Spettava
infatti al collegio dell’Autorità di protezione accertarsi delle condizioni dello
stato di salute della persona da ricoverare a scopo d’assistenza e della sua
interrogabilità, se del caso alla presenza di un medico.
Dagli atti non è dato di sapere
chi abbia nel frattempo deciso il trasferimento di PI 1 presso l’Istituto
gestito dalla Fondazione __________. Dalle informazioni assunte dalla Camera di
protezione risulta che il trasferimento è stato gestito autonomamente dai
medici dell’Ospedale __________.
Il fatto che il presidente
dell’Autorità di protezione abbia incaricato i medici curanti di reperire, per il
tramite del Servizio dell’Ospedale, un’ulteriore struttura adeguata, non
dispensava l’Autorità di protezione dal fare le sue valutazioni sulla struttura
poi reperita e dal pronunciarsi sul trasferimento nel nuovo istituto, previa
valutazione dell’idoneità di detta struttura. Dagli atti non risulta alcuna
decisione in tal senso da parte dell’Autorità di protezione o di chicchessia.
Giova pertanto ricordare
che la valutazione e la decisione sull’idoneità dell’istituto in cui collocare PI
1.
spetta in questo caso all’Autorità di protezione, ritenuto che la nozione di
“istituto idoneo” fa parte delle condizioni materiali del collocamento
ed è parte della forza formale di res judicata della decisione (Meier, op. cit., n. 1205 pag. 585). In
caso di cambiamento di istituto di ricovero, anche se il regime di ricovero
rimane identico, deve essere presa una nuova decisione – a meno che il luogo di
trasferimento sia già indicato nella decisione originaria – e la competenza di
scegliere il nuovo istituto e di mettere in atto il trasferimento non può
essere delegata all’istituto del primo ricovero in applicazione per analogia
dell’art. 428 cpv. 2 CC (Meier,
op. cit., n. 1205 pag. 585; TC BE, RMA 2015 392 n. 1).
Né la Commissione
giuridica LASP, né la Camera di protezione possono sostituirsi nelle competenze
decisionali dell’Autorità di protezione testè indicate, sia perché ne
risulterebbe una finzione giuridica contraria a norme procedurali chiare, sia
perché verrebbe meno il doppio grado di giurisdizione.
Ne consegue che
l’annullamento della decisione 3 novembre 2016 della Commissione giuridica
LASP, per i motivi anzidetti, non comporta tuttavia l’automatica decadenza del
provvedimento supercautelare 10 ottobre 2016 del presidente dell’Autorità di
protezione, relativamente quantomeno al ricovero a scopo d’assistenza.
All’Autorità di protezione va tuttavia ordinato di procedere immediatamente a
porre rimedio ai gravi vizi procedurali constatati, ossia ad accertarsi collegialmente
delle condizioni di salute di PI 1 e a pronunciarsi, pure collegialmente,
mediante decisione di merito impugnabile, sull’eventuale conferma dei presupposti
del ricovero e sull’idoneità dell’istituto presso il quale l’interessato si trova
ora ricoverato.
5.
Gli oneri giudiziari
seguirebbero il principio della soccombenza, ma viste le circostanze, si
rinuncia all’addebito di tasse e spese processuali, che non potrebbero per
altro essere caricate alla Commissione giuridica LASP (art. 47 cpv. 6 LPAmm).
Quanto alle ripetibili,
l’annullamento della decisione impugnata essendo dovuto al mancato accertamento
da parte della Commissione giuridica LASP della propria incompetenza
decisionale, si giustifica l’attribuzione di ripetibili da parte dello Stato
del Cantone Ticino alle parti rappresentate da patrocinatori – che ne hanno
fatto richiesta – che hanno per altro anche evidenziato i vizi procedurali
menzionati.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia:
1. La
decisione 3 novembre 2016 (n. PS.2016.37) della Commissione giuridica in
materia di assistenza sociopsichiatrica è annullata.
2. All’Autorità
regionale di protezione __________ è fatto ordine di procedere immediatamente a
quanto di sua incombenza ai sensi dei considerandi.
3. Non
si prelevano né spese né tasse di giustizia.
Lo
Stato del Cantone Ticino verserà all’avv. PR 1, patrocinatore di PI 1 e al __________,
patrocinatore di RE 2 fr. 900.- ciascuno a titolo di ripetibili.
4. Notificazione:
-
-
-
-
-
Comunicazione:
-
Il
presidente La
vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.