Lexipedia

Decisione

9.2016.204

Regolamentazione diritto di visita

7 aprile 2017Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

A. PI 1 è nato a __________ il 2012 dalla relazione tra RE

1 e CO 2. Il figlio ha vissuto a __________ fino al mese di ottobre 2015 con i

genitori. A seguito della separazione di questi ultimi, il “Tribunal de grande

instance de __________” ha deciso, con ordinanza 30 settembre 2015, che il

figlio PI 1 risiederà al domicilio della madre, che è libera di stabilirsi in

Svizzera, mentre ogni cambiamento dovrà essere oggetto di informazione

all’altro genitore. Quanto ai diritti di visita, il giudice ha lasciato libertà

alle parti di organizzarsi, stabilendo comunque, in caso di disaccordo, che il

figlio trascorrerà con il padre i fine settimana pari del calendario, dal venerdì

alle 18.00 alla domenica alle 18.00, ogni “ponte” quando un giorno festivo

precede o segue un fine settimana, tutte le vacanze d’autunno, di carnevale e

di pasqua mentre per le restanti vacanze scolastiche la prima metà negli anni

pari e la seconda metà negli anni dispari, con una suddivisione per quindicine

durante l’estate. Il giudice ha poi stabilito che la madre dovrà accompagnare o

far accompagnare e riprendere o far riprendere il bambino a scuola o al domicilio

dell’altro genitore per le vacanze scolastiche d’autunno, carnevale e pasqua,

oltre a un fine settimana al mese, mentre il padre dovrà andare a prendere o

far prendere e riportare o far riportare il bambino nelle vacanze di natale e

in estate, per i ponti e un fine settimana al mese.

Il giudice ha infine

fissato un contributo alimentare di 250 Euro al mese che il padre verserà alla

madre per contribuire al mantenimento e all’educazione del figlio.

B. CO 2 si è trasferita

in Ticino con il figlio PI 1, presso i propri genitori, il 10 ottobre 2015.

Essa ha preso contatto con l’Autorità regionale di protezione __________ (in

seguito Autorità di protezione) il 20 ottobre 2015 “per sottomettere domande

e dubbi”.

In data 13 aprile 2016 la

madre ha quindi sottoposto all’Autorità di protezione una richiesta in via

supercautelare e cautelare al fine di modificare i diritti alle relazioni

personali tra il padre e il figlio, ritenuto che per quest’ultimo, a detta

della madre, l’impegno di recarsi a __________ ogni due settimane è risultato

troppo gravoso. CO 2 ha pertanto chiesto che l’Autorità di protezione decidesse

che i diritti di visita avvenissero in Ticino, formulando la medesima richiesta

pure nel merito.

C. Tramite decisione

supercautelare 22 aprile 2016 l’Autorità di protezione ha respinto la richiesta

della madre, indicendo un’udienza il 2 maggio 2016. Con decisione 24 maggio

2016 l’Autorità di protezione ha quindi definito, in via cautelare, un diritto

di visita quindicinale tra PI 1 e il padre, da esercitarsi in forma libera dal venerdì

sera alle 18.00 alla domenica alle 18.00 e da svolgersi in Ticino. Per il resto

la decisione 30 settembre 2015 del Tribunal de Grande instance de __________ è

stata confermata. Contestualmente l’Autorità di protezione ha conferito mandato

al Servizio medico psicologico di __________ “di procedere ad una verifica

dei possibili problemi e del possibile disagio personale riscontati in PI 1, in

particolare sullo svolgimento del diritto di visita al domicilio del padre e

quindi di esprimersi in merito, tramite rapporto da presentare entro 6 mesi”

“indicando un possibile assetto delle relazioni personali tra padre e figlio”.

Con

decisione separata del 24 maggio 2016 l’Autorità di protezione ha accolto la

richiesta di CO 2 di essere posta a beneficio dell’assistenza giudiziaria con

gratuito patrocinio.

La

medesima richiesta è stata formulata da RE 1 il 24 maggio 2016 ed è stata accolta

con decisione 2 agosto 2016.

D. Il Servizio

medico-psicologico di __________ ha trasmesso il suo rapporto in data 31 agosto

2016. Nelle sue conclusioni il suddetto servizio ha precisato di aver “discusso

poco quello che è il motivo della valutazione e la richiesta principale e cioè

la trasferta e la stanchezza successiva di PI 1 ai diritti di visita con il

padre”. Ha quindi espresso una proposta di aiuti psicoterapeutici

individuali per i genitori, un incontro di mediazione con entrambi ogni 2-3

mesi, controlli evolutivi per il figlio e anche per la figlia, riconoscimento legale

di quest’ultima da parte del padre con “pagamento degli alimenti dovuti”,

mentre per le relazioni personali tutte le vacanze scolastiche durante l’anno “assoggettate

al padre”, per il periodo estivo 4 settimane con il padre “suddivise in

due trance di due settimane”, e infine “una volta ogni tre settimane un

fine settimana dal venerdì pomeriggio alla domenica sera con il padre, da

trascorrere in Ticino”.

E. Con decisione 21

ottobre 2016 l’Autorità di protezione ha modificato il diritto di visita di RE

1 con il figlio PI 1 stabilendo che dovrà svolgersi in Ticino un fine settimana

ogni tre, dal venerdì pomeriggio alle 16.00 alla domenica 18.00. Ha poi disposto

che tutte le vacanze scolastiche durante l’anno (Natale, Carnevale, Pasqua,

Ognissanti) saranno assoggettate a RE 1, mentre durante le ferie estive il minore

trascorrerà con il padre quattro settimane, suddivise in due periodi di due

settimane. Le vacanze di Natale saranno alternate, una settimana con il padre e

una con la madre. Quale luogo di passaggio è stato stabilito il domicilio del minore.

F. Il 23 novembre 2016 RE

1 ha presentato reclamo presso questa Camera contro la suddetta decisione.

Egli, richiamando la decisione 30 settembre 2015 del Tribunal de Grande

instance de __________ e il rapporto del Servizio medico-psicologico, chiede che

sia rispettato quanto deciso dall’Autorità __________, e quindi che il luogo di

passaggio durante le vacanze non sia esclusivamente al luogo di domicilio del

figlio, ma che anche la madre sia tenuta ad accompagnare o far

accompagnare PI 1 al suo domicilio. Egli specifica infatti di non essere in grado

di assumersi tutti i viaggi (in relazione a tempo, energie e costi) e quindi che

tale regolamentazione è contraria al bene del minore, che vedrà meno il padre.

G. Tramite osservazioni

del 15 dicembre 2016 CO 2 ha in primo luogo preso atto che la contestazione del

padre riguarda esclusivamente il luogo di passaggio per quanto riguarda le

vacanze e non i fine settimana. Essa ha quindi precisato che per tale

regolamentazione la decisione dell’Autorità di protezione è cresciuta in

giudicato.

CO 2 ha quindi

chiesto l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio. Nel merito essa sostiene di non essere in grado di partecipare alle

trasferte tra il Ticino e __________, dovendo occuparsi dei due figli e non

avendo mezzi finanziari sufficienti.

Nel frattempo RE 1 si è

rivolto all’avv. PR 2, alla quale ha affidato il mandato di rappresentarlo e

che con istanza 24 gennaio 2017 ha chiesto l’ammissione al beneficio

dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

H. Con replica del 27

febbraio 2017 RE 1 ha confermato di aver aderito alla regolamentazione del

diritto di visita formulato dall’Autorità di protezione, sebbene ciò

corrisponda a uno sforzo anche finanziario. Egli contesta invece di doversi

esclusivamente assumere ogni spesa e il tempo per poter trascorrere le vacanze

a cui ha diritto con PI 1. Desiderando tutelare gli interessi del figlio, RE 1

ribadisce la richiesta di modificare il luogo di passaggio relativo alle

vacanze, in quanto se mantenuto (come deciso nella sentenza impugnata)

esclusivamente in Ticino la conseguenza sarà la perdita, ogni volta, di due

giorni di vacanza con il figlio. In definitiva il padre chiede che la decisione

dell’Autorità di protezione sia modificata “nel senso che tutte le spese

inerenti i viaggi per esercitare il diritto di visita vengano suddivise a metà

tra i genitori” e che “i genitori faranno un viaggio ciascuno per le

relazioni del padre durante le vacanze”.

I. In duplica, il 3

marzo 2017, l’Autorità di protezione ha precisato di ritenere che non sia

questa la procedura in cui “può farsi un discorso delle spese occasionate

dal diritto di visita, perché l’aspetto riguardante tali costi afferisce al

contributo alimentare erogato in favore del minore”.

L. Tramite duplica 14

marzo 2017 CO 2 sostiene che RE 1 non possa ampliare, rispettivamente

modificare le proprie richieste con l’allegato di replica. Di conseguenza

chiede che le nuove richieste vengano rigettate ex tunc. La madre sostiene che

il padre dovrebbe responsabilizzarsi rispetto alla bambina più piccola, per la

quale ancora non è stato raggiunto un accordo sul contributo alimentare. CO 2

chiede quindi che la decisione dell’Autorità di protezione sia da confermare, a

protezione del bene del figlio.

Considerato

Considerandi

1.

Le decisioni delle

Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono

impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di

appello, che decide nella composizione di un giudice unico [art. 450 CC in

relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 Legge

sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e

dell’adulto (LPMA); art. 48 lett. f n. 7 LOG]. Riguardo alla procedura

applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre

riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in

particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di

competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del

Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut,

pag. 8) e, in via ancor più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale

civile (CPC; v. art. 450f CC).

2.

Con la decisione

impugnata l’Autorità di protezione ha modificato l’assetto relativo alle

relazioni personali tra RE 1 e il figlio PI 1 stabilendo che i diritti di

visita si svolgeranno in Ticino, un fine settimana ogni tre, dal venerdì

pomeriggio alle 16.00 alla domenica 18.00. L’Autorità di prima istanza ha poi ordinato

che le vacanze scolastiche durante l’anno (Natale, Carnevale, Pasqua, Ognissanti)

siano “assoggettate al padre”, come pure che “durante le ferie estive

il minore trascorrerà con il padre quattro settimane, suddivise in due periodi

di due settimane”. Infine ha deciso che “le vacanze di Natale saranno

alternate, una settimana con il padre e una con la madre”. Ha pertanto

concluso che “quale luogo di passaggio viene stabilito il domicilio del

minore”.

Tale decisione modifica

quella del 30 settembre 2015 del Tribunale di __________, che stabiliva che la

madre sarebbe stata tenuta ad accompagnare o far accompagnare il figlio al

domicilio del padre per le vacanze scolastiche autunnali, di carnevale e di

Pasqua (oltre a un fine settimana al mese), mentre il padre era tenuto ad

accompagnare o far accompagnare il figlio al domicilio della madre nelle vacanze

di Natale e estive, oltre ai “ponti” e un fine settimana al mese (cfr. pag. 8

della decisione del 30 settembre 2015 del Tribunal de grande instance de __________).

3.

RE 1 ha impugnato la

predetta decisione esclusivamente relativamente al luogo di passaggio per le

vacanze, fissato al domicilio del minore. Egli nel suo gravame ha infatti

specificato chiaramente di domandare che “questa decisione di cambiamento

del luogo di passaggio sia cancellata per le vacanze”. In sostanza, RE 1 chiede

quindi il rispetto della decisione del Tribunale __________, e ciò allo scopo

di tutelare l’interesse del figlio, ritenuto che non sarebbe in grado, in ragione

di “tempo, stanchezza e costi” di farsi carico della trasferta in Ticino

per ogni vacanza.

La madre nelle sue

osservazioni al reclamo ha precisato che la decisione dell’Autorità di

protezione è cresciuta in giudicato, tranne per quanto concerne il luogo di

passaggio per le vacanze. Essa tuttavia ha chiesto la reiezione del reclamo:

pur evidenziando la sua volontà di voler trovare un accordo con il reclamante, CO

2.

ha precisato di non potersi impegnare a partecipare ai trasporti tra __________

e il Ticino, dovendo occuparsi dei due figli e non disponendo nemmeno di mezzi

finanziari sufficienti.

4.

Giusta l'art. 273

cpv. 1 CC i genitori che non sono detentori dell'autorità parentale o della

custodia nonché il figlio minorenne hanno reciprocamente il diritto di

conservare le relazioni personali indicate dalle circostanze. Presupposto per

l'esercizio di tale diritto è l'esistenza giuridica di un legame di filiazione

(BSK ZGB I, Schwenzer ad art. 273

CC n. 7). Il diritto alle relazioni personali con entrambi i genitori è

essenziale non solo di per sé, ma anche per il ruolo decisivo che può svolgere

nel processo di identificazione. Nella fissazione del diritto di visita non

importa tanto trovare un equilibrio tra gli interessi dei genitori, quanto

disciplinare le relazioni tra genitori e figlio nell'interesse di quest'ultimo.

Determinante è sempre il bene del figlio, da valutare secondo le circostanze,

mentre gli interessi dei genitori passano in secondo piano (sentenza CDP del 2

maggio 2013, inc. 9.2013.46 consid. 3; DTF 127 III 295 consid. 4a, 123 III 451,

cons. 3b e 3c). Tra le circostanze da tenere in considerazione per fissare la

durata e la frequenza degli incontri si annoverano ad esempio l'età del figlio,

lo stato di salute di quest'ultimo e del genitore titolare del diritto alle relazioni

personali, la distanza dai rispettivi domicili, le esigenze del figlio

(frequentazione della scuola, di corsi ecc.), i desideri espressi dal figlio

capace di discernimento e così via (Hegnauer

in: RDT 1998 pag. 174 e Berner Kommentar, ad art. 273 CC note 65 segg.).

Per il bene del figlio le

relazioni personali di un minorenne con il genitore privo di custodia parentale

vanno commisurate – come si è appena detto – anche allo sviluppo psicofisico del figlio stesso e all'evolversi delle

sue esigenze.

Il

diritto di visita va quindi organizzato in base a criteri oggettivi e in modo

durevole, ciò che presuppone un'analisi attuale e in prospettiva futura della

situazione. Si deve altresì tener conto delle difficoltà organizzative di

entrambi i genitori, evitando soluzioni troppo complicate (Meier/Stettler, Droit de la filiation, 5ª ed., Ginevra-Losanna 2014, n. 766).

L’allontanamento

geografico del minore, a seguito del trasloco da parte del detentore

dell’autorità parentale esclusiva o della custodia può occasionare delle

difficoltà. La stanchezza del figlio e lo

stress che gli causano dei viaggi lunghi e ripetuti devono essere tenuti in

considerazione (cfr. Meier/Stettler,

op. cit., n. 770, con riferimenti).

Fatta

eccezione per le regolamentazioni diverse, fa parte dei doveri del beneficiario

del diritto di visita andare a prendere e riportare il figlio al suo domicilio

o al luogo stabilito. Nella misura del possibile, le parti dovranno tuttavia

favorire una soluzione consensuale che preveda che il titolare della custodia

accompagni il figlio dal beneficiario del diritto di visita e che quest’ultimo

lo riaccompagni al domicilio del genitore detentore della custodia alla fine

del diritto di visita. Così facendo, i genitori manifestano il loro sostegno e

il loro accordo al diritto di visita, ciò che contribuisce a rassicurare il

minore (cfr. Meier/Stettler, op.

cit., n. 771 con riferimenti).

I

costi generati dall’esercizio del diritto di visita sono in principio a carico

del suo beneficiario. Sarà tuttavia possibile tenere in considerazione delle

spese straordinarie nel quadro della fissazione o della modifica del contributo

di mantenimento del minore (specialmente nel caso in cui il diritto di visita

si svolge all’estero). I costi del diritto di vista potrebbero ridurre la

capacità contributiva del beneficiario del diritto di visita o entrare a far

parte del calcolo della contribuzione alimentare (cfr. Meier/Stettler, op. cit., n. 772, con riferimenti).

5.

Le condizioni per la

modifica delle relazioni personali sono definite dalle disposizioni relative

agli effetti della filiazione, e meglio gli artt. 273 e 274 CC. L’azione di

modifica non deve portare a ricominciare la procedura: in principio occorre che

sia intervenuto un cambiamento importante delle circostanze (art. 134 cvp. 1

CC, art. 298d cpv. 1 CC) che impone imperativamente, per il bene del figlio,

una modifica della regolamentazione adottata. Ciò non significa che la modifica

della regolamentazione del diritto di visita debba soggiacere a esigenze

particolarmente rigide: è sufficiente che il pronostico del giudice o

dell’autorità relativo agli effetti delle relazioni personali tra il genitore

non titolare della custodia e il figlio si riveli sbagliato e che il

mantenimento della regolamentazione attuale rischi di danneggiare il bene del

minore (cfr. Meier/Stettler, op.

cit., n. 815, con riferimenti).

6.

Nel suo apprezzamento l’Autorità non è vincolata, in virtù del principio

inquisitorio illimitato che governa il diritto di filiazione, né alle dichiarazioni

delle parti né alle loro offerte di prova (DTF 122 III 408 consid. 3b, 120 II

231.

consid. 1c, 119 II 203 consid. 1).

Il citato principio vale

anche per la regolamentazione delle relazioni personali (decisioni del

Tribunale federale 5A_69/2011 del 27 febbraio 2012 consid. 2.3;5C.58/2004 del

14.

giugno 2004 cons. 2.1.2).

Esso impone all’Autorità

di chiarire i fatti e prendere in considerazione d’ufficio tutti gli elementi

che possono essere importanti per rendere una decisione conforme al bene del

minore. L’Autorità può istruire la fattispecie secondo il proprio

apprezzamento, amministrando finanche le prove in modo inabituale, sollecitare

rapporti, di propria iniziativa, anche se tale modo di procedere non è previsto

dal diritto di procedura cantonale (FamKomm Erwachsenenschutz, Steck, art. 446

CC n. 11; DTF 128 III 411, consid. 3.2.1).

7.

Nel caso concreto, l’Autorità

di protezione ha analizzato correttamente tutte le circostanze e giudicato che

il diritto di visita così come organizzato non era conforme all’interesse di PI

1, che, come constatato anche dal Servizio medico-psicologico, risultava essere

troppo affaticato dagli spostamenti a __________ nei fine settimana. La

modifica relativa al luogo di svolgimento degli incontri tra padre e figlio nei

fine settimana è quindi stata correttamente valutata e nemmeno è stata

contestata dal reclamante, che anzi ha precisato, in replica, di essere disposto

a un maggiore sforzo nell’interesse di PI 1, trattandosi di trasferte “penose

per un bambino della sua età”.

7.1

Quanto all’aspetto

della decisione contestato, ovvero al luogo di passaggio del bambino fissato

esclusivamente in Ticino anche per le vacanze, l’Autorità di protezione, nelle

sue osservazioni al reclamo, sostiene di rimettersi al giudizio di questa Camera,

giustificando la modifica con il fatto che la madre ha dato alla luce un’altra

figlia dopo l’emanazione della decisione in __________ e di conseguenza “gli

spostamenti per assicurare i DDV del padre con PI 1 potrebbero essere di non

facile organizzazione”. L’Autorità di protezione conclude infine che “dall’altro

lato è pur vero che il tribunale __________ aveva definito l’assetto correttamente

indicato nel gravame”.

Ora, se è vero che CO 2 ha

dato alla luce un’altra figlia, è pur anche vero che di tale aspetto ha tenuto

conto anche il Tribunale __________, essendo la signora, all’epoca della

decisione, quasi a conclusione della gravidanza. Nelle motivazioni della

decisione __________ si legge infatti che uno dei motivi per i quali è stato giudicato

nell’interesse del figlio cambiare residenza insieme alla madre e trasferirsi

in Ticino, è proprio quello di permettere a quest’ultima di beneficiare del

sostegno dei suoi genitori anche nella presa a carico di due figli, tra cui un

neonato. Nella decisione si fa più volte esplicitamente riferimento all’allora

nascituro, ciò che non permette quindi a questo giudice di concludere (come

invece preteso dalla madre nelle sue osservazioni 15 dicembre 2016 – pag. 3)

che le motivazioni dell’Autorità di protezione siano giustificate da una

situazione “nuova” o radicalmente modificata a causa della nascita di __________.

La regolamentazione dei

diritti di visita da parte del Tribunale __________ risulta peraltro essere

frutto di una proposta della madre: “la proposition de la mère est large et

par conséquent conforme à l’intérêt de l’enfant. Elle serà entérinée dans les

termes précises du dispositif”. Il Tribunale __________ si è espresso anche

in relazione con le conseguenze dei frequenti spostamenti di PI 1 (“Il

serait souhaitable que les parents s’entendent pour que le droit de visite et

d’hébergement du père s’exerce une fois par mois en Suisse pour limiter la

fatigue de l’enfant pour le week-end que doit financer le père par exemple”).

Peraltro, il suddetto Tribunale ha chiarito che la madre era disponibile a

importanti sforzi per ridurre il più possibile le conseguenze del suo

trasferimento sulle relazioni tra padre e figlio (“force est de constater

que Madame CO 2 est prête a faire d’importants efforts pour que la distance ait

un impact le plus réduit possibile sur les temps de PI 1 avec son père. Elle

propose ainsi un droit de visite et d’hébergement d’un fin de semaine sur deux,

pour tous les “ponts” et plus de la moitié des vacances scolaires en assumant

les trajets pour un partie des vacances et un fin de semaine par mois”).

Nella decisione impugnata

l’Autorità di protezione non ha invece giustificato la modifica contestata, se

non richiamando la valutazione redatta dal Servizio medico-psicologico. Come

giustamente evocato dal padre, tale servizio ha suggerito la modifica della

frequenza e del luogo di svolgimento dei diritti di visita durante i fine

settimana, ma non durante le vacanze. Nessun elemento agli atti giustifica pertanto

la scelta dell’Autorità di protezione di stabilire il luogo di passaggio al

domicilio del minore anche per le vacanze, cambiando di fatto la regolamentazione

che il Tribunale __________ ha sancito in base a una proposta della madre, a un

solo anno di distanza e in circostanze che non sono mutate. Trattandosi di una

modifica della regolamentazione delle relazioni personali ingiustificata, il

reclamo del padre merita quindi accoglimento e l’incarto va retrocesso

all’Autorità di protezione affinché emani una nuova decisione motivata,

nell’esclusivo interesse del minore.

7.2

In sede di replica il

reclamante ha conferito mandato all’avv. PR 2 di rappresentarlo. Egli ha quindi

nuovamente confermato di aver aderito alla regolamentazione del diritto di

visita formulato dall’Autorità di protezione, sebbene ciò corrisponda a uno

sforzo anche finanziario. RE 1 ha ribadito di contestare l’assunzione di tutte

le spese e del tempo per poter trascorrere le vacanze a cui ha diritto con il figlio,

chiedendo di modificare il luogo di passaggio relativo alle vacanze, in quanto

se mantenuto esclusivamente in Ticino la conseguenza sarà la perdita, ogni

volta (e a sfavore del figlio), di due giorni di vacanza. RE 1 ha formulato la

sua opposizione alla modifica messa in atto dall’Autorità di protezione “nel

senso che tutte le spese inerenti i viaggi per esercitare il diritto di visita

vengano suddivise a metà tra i genitori” e che “i genitori faranno un

viaggio ciascuno per le relazioni del padre durante le vacanze”.

La suddetta richiesta di

modifica è stata interpretata dall’Autorità di protezione, in sede di duplica,

come “ripartizione delle spese di viaggio”, che “afferisce al contributo

alimentare erogato a favore del minore” e che, a suo dire, non va quindi affrontato

in questa procedura. La madre, dal canto suo, reputa che il padre abbia

ampliato o modificato in replica le proprie richieste, che di conseguenza

devono essere “rigettate ex tunc”.

Su tale aspetto si può

certo condividere quanto asserito dall’Autorità di protezione: qualora si

trattasse di richiesta di modifica del contributo alimentare, la competenza per

decidere sarebbe del Pretore. Tuttavia, a questo Giudice non appare che il

reclamante formuli una pretesa in tal senso, ritenuto che egli chiede che venga

ristabilito l’assetto precedente e quindi che i genitori si facciano carico di

un viaggio ciascuno durante le vacanze. Per la medesima ragione, nemmeno questo

Tribunale ritiene di poter aderire all’interpretazione data da CO 2.

Detto per inciso, la

modifica della regolamentazione messa in atto dall’Autorità di protezione

corrisponde di fatto a un maggior investimento di tempo e ovviamente di denaro

posto a carico esclusivamente del reclamante, mentre l’assetto fissato dal

Tribunale __________ teneva conto di una ripartizione il più possibile paritaria

tra i genitori. Di conseguenza, sebbene l’Autorità di protezione non ne faccia

menzione, la decisione impugnata tocca concretamente (anche se indirettamente)

pure l’aspetto economico, risultando in definitiva pesare finanziariamente solo

sul padre. Ciò che in concreto, come già indicato, va censurato, non trovandosi

agli atti elementi che giustifichino che tale scelta possa essere eseguita allo

scopo di proteggere gli interessi del figlio.

8.

Entrambi i genitori

chiedono di essere posti a beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio, presentando la necessaria documentazione giustificativa.

In base all’art. 117

CPC, applicabile su rinvio dell’art. 13 LAG, ha diritto al gratuito patrocinio

chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la cui domanda non

appaia priva di probabilità di successo (lett. b).

8.1

Riguardo a CO 2, essa

richiama il certificato municipale prodotto presso l’Autorità di protezione l’8

aprile 2016, sulla base del quale la stessa autorità ha accolto l’istanza.

Da tale documentazione

appare comprovata l’indigenza della madre. Essa infatti è casalinga, non ha

altre entrate oltre il contributo alimentare per il figlio (di € 250 mensili) e

un anno fa disponeva di risparmi per circa fr. 20'000.– che le servivano,

insieme all’aiuto fornito dai propri genitori, al suo mantenimento. In simili

circostanze, anche dinnanzi a questa Camera può essere accolta la sua richiesta

di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio.

8.2

Quanto all’istanza

presentata da RE 1, dagli atti appare che egli dispone di un entrate nette pari

a € 3788, mentre le spese mensili fisse da lui enunciate ammontano a circa €

2200.

Sebbene la sua asserita indigenza appaia dubbia, non occorre entrare nel

merito di tale aspetto, ritenuto che, per i motivi che seguono, la sua

richiesta è divenuta priva d’oggetto.

9.

Gli

oneri giudiziari seguirebbero il principio della soccombenza, ma viste le circostanze

particolari, si rinuncia all’addebito di tasse e spese processuali, che non

potrebbero per altro essere caricate all’Autorità di protezione (art. 47 cpv. 6

LPAmm).

Quanto alle ripetibili,

già in passato la giurisprudenza aveva sancito che le Autorità di protezione

risultate soccombenti possono essere tenute alla rifusione di ripetibili a

reclamanti vittoriosi ove abbiano partecipato alla lite quali uniche antagoniste

della parte che ha avuto successo, mentre ove esse abbiano partecipato alla

lite unitamente a privati cittadini, risultando sconfitte insieme con questi

ultimi, le ripetibili vanno addebitate di regola ai privati che si sono battuti

senza successo al loro fianco (RtiD II–2011 n. 14c pag. 692). Non vi sono motivi

per scostarsi, oggi, da tali principi consolidati. Considerato quindi che nella

fattispecie CO 2 ha fiancheggiato l’Autorità di protezione nella proposta di

respingere il reclamo, essa deve essere condannata a rifondere al reclamante

un'equa indennità per ripetibili.

Visto l'esito del reclamo

e la rifusione di ripetibili la domanda di assistenza giudiziaria di RE 1 deve pertanto

essere considerata priva d'oggetto (cfr. STF 2C_182/2012 del 18

luglio 2012, consid. 6.3; STF 5A_389/2009 del 7 agosto 2009, consid. 7;

sentenza CDP dell’11 marzo 2014, inc. 9.2013.175, consid. 6).

10.

All’Autorità di

protezione, benché soccombente, non vengono addebitate tasse e spese

procedurali (art. 47 cpv. 1 LPAmm).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1. Il

reclamo è accolto. L’incarto è retrocesso all’Autorità di protezione affinché decida

nuovamente ai sensi dei considerandi.

2. Non si prelevano né spese né tasse di giustizia.

CO 2

rifonderà a RE 1 fr. 500.– a titolo di ripetibili.

3. La

domanda di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio formulata da CO 2 è accolta.

4. La domanda di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del

gratuito patrocinio formulata da RE 1 è priva d’oggetto.

5. Notificazione:

-

-

-

Il

presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le

decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause

di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando

il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia

concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia

ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i

motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere

è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.