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Decisione

9.2022.107

Sostituzione del curatore

2 novembre 2023Italiano31 min

servizi (elettricità, telefonia, TV) e la sparizione di alcuni oggetti di valore

Source ti.ch

Incarto n.

9.2022.107-108

Lugano

2 novembre 2023

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il presidente della Camera di protezione del

Tribunale d'appello

Damiano

Bozzini

giudice

unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

assistito

dalla

segretaria

Scheurich

sedente

per statuire nella causa che oppone

RE

1

patr.

da: PR 1

all’

Autorità

regionale di protezione __________,

per

quanto riguarda la sostituzione del curatore

giudicando

sul reclamo del 24 giugno 2022 presentato da RE 1 contro le decisioni emesse il

19 e 24 maggio 2022 dall'Autorità regionale di protezione __________;

letti ed esaminati gli atti,

ritenuto

in fatto

Fatti

A. I coniugi __________,

PI 1 nata il 1934 e __________ nato il 1931, sono domiciliati a __________.

B. Con decisione 19

gennaio 2021 l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito:

Autorità di protezione) ha istituito una curatela di rappresentanza e

amministrazione del reddito e del patrimonio giusta gli art. 394 e 395 CC in

favore dei coniugi __________. Come curatore è stato nominato RE 1.

C. Con scritto 14

ottobre 2021 le nipoti dei curatelati, __________, __________ e __________,

hanno comunicato all’Autorità di protezione di essere “sconcertate

dall’agire del curatore assegnato agli zii” e hanno chiesto di poter

organizzare un incontro per discutere di svariate questioni. Le nipoti hanno

espresso il loro disappunto segnatamente riguardo l’esecuzione dello sgombero

dell’appartamento dei coniugi, la ritardata chiusura degli allacci a diversi

servizi (elettricità, telefonia, TV) e la sparizione di alcuni oggetti di valore

dall’appartamento dei coniugi __________. Per i dettagli si rimanda agli atti.

D. Con osservazioni 18

novembre 2021 RE 1 ha fornito delle spiegazioni concernenti le critiche sollevate

dalle nipoti dei coniugi __________. Anche a tal proposito si rimanda agli atti.

E. Con scritto 31

gennaio 2022 __________, __________ e __________ hanno sollecitato un incontro

con l’Autorità di protezione per discutere delle irregolarità da loro asseritamente

verificate nei confronti degli zii da parte di RE 1.

F. __________, __________

e __________ sono state convocate in udienza il 15 febbraio 2022. Durante

l’incontro, le nipoti hanno prodotto una copia dell’estratto del conto privato

n. __________ intestato ai coniugi __________ presso la Banca __________, dal

quale si evince che il saldo al 10 febbraio 2021 ammontava a CHF 425'378.36

mentre al 31 dicembre 2021 a CHF 257'386.11. Viene quindi rimproverato a RE 1

di aver condotto una cattiva gestione dei conti bancari e di aver autorizzato “spese

folli”. Il curatore viene anche accusato di difendere gli interessi di __________

piuttosto che quelli dei coniugi __________ e di aver mal gestito la questione

relativa al loro alloggio. Inoltre, le nipoti rimproverano al curatore di aver omesso

di indicare un conto __________ nell’inventario, di non aver disdetto

l’abbonamento __________ dopo la partenza dei coniugi dal loro appartamento a

fine novembre 2020 (con un onere di CHF 109.– mensili) e il mancato accredito

della pensione __________ da ottobre 2021 (mancato introito di CHF 2'000.–

mensili).

G. Con decisioni supercautelari

17 febbraio 2022 ai sensi dell’art. 445 cpv. 2 CC, l’Autorità di protezione ha

dimesso RE 1 dalla carica di curatore dei coniugi __________ giusta l’art. 423

cpv. 1 n. 2 CC. Come curatrice sostituta è stata nominata l’avv. CURA 1. Secondo

l’Autorità di protezione le segnalazioni delle nipoti, alle quali si sono

aggiunte le indicazioni ben più preoccupanti emerse in occasione dell’udienza

15 febbraio 2022, sarebbero state parzialmente verificate da un primo

accertamento sommario dei fatti e rappresenterebbero una grave violazione dei

compiti assegnati al curatore che, oltre a mettere gravemente in pericolo la

sostanza dei curatelati, minerebbe in modo importante la credibilità e

l’affidabilità dell’Autorità di protezione e del curatore stesso. Il rapporto

di fiducia è quindi stato ritenuto completamente compromesso e l’Autorità ha

pertanto ritenuto opportuno e impellente procedere alla destituzione di RE 1 e

nominare una persona che possa prendersi cura adeguatamente e tempestivamente degli

interessi personali e patrimoniali dei coniugi __________.

H. Con osservazioni 15

marzo 2022 RE 1 ha postulato di non riconfermare le decisioni supercautelari 17

febbraio 2022 né in via cautelare né nel merito e pertanto di essere

ripristinato nel ruolo di curatore nei confronti dei coniugi __________. Egli

ha precisato che il periodo di gestione bancario rilevante è compreso tra il 10

febbraio 2021, giorno della nomina, e il 17 febbraio 2022, giorno delle

decisioni supercuatelari. All’epoca del primo movimento effettuato dal curatore

il 25 febbraio 2021, il saldo del conto ammontava a CHF 425'378.36; al 18

febbraio 2022 il saldo del conto ammontava a CHF 230'825.51, ciò che

indicherebbe un consumo di sostanza di 194'552.85. “Le voci di spesa

indicate sarebbero riconducibili alle normali attività dei curatelati, che

questi ultimi avevano già avviato prima che venisse istituita la curatela. Alla

luce dei calcoli esposti non vi sarebbe alcuna ragione per rimproverare al

curatore le spese dovute a scelte da lui mai fatte, in sé congrue e volute

dagli stessi interessati, e in ogni caso affatto folli e, tanto meno,

nell’interesse del __________. L’impostazione della vita dei coniugi __________

era già in essere al momento della nomina del curatore”. RE 1 ritiene

pertanto il suo agire conforme all’amministrazione dei beni con diligenza e

all’evasione di tutti i negozi giuridici connessi con essa richiesta dall’art.

408 cpv. 1 CC. Inoltre, l’adozione di una misura supercautelare ex art. 445

cpv. 2 CC non sarebbe né giustificata, dato che l’Autorità di protezione non si

sarebbe trovata ad agire in una situazione di urgenza, né proporzionata, dato

che il provvedimento non sarebbe stato limitato nel tempo o negli ambiti di

competenza.

I. Le parti sono state

sentite durante l’udienza 5 aprile 2022. In particolare, è emerso che RE 1

avrebbe anche violato il dovere di discrezione di cui all’art. 413 cpv. 2 CC

per aver raccontato alla sua compagna, dipendente del __________, che il suo

operato era stato censurato dalle nipoti dei coniugi __________. Per il resto

si rimanda al verbale agli atti.

J. Con decisioni 19 e

24 maggio 2022 l’Autorità di protezione ha confermato le decisioni supercautelari

17 febbraio 2022, ritenuto che RE 1, a causa della presenza di numerose

criticità per quanto attiene la gestione generale delle curatele, non darebbe più

garanzia di una gestione affidabile e rispettosa degli interessi finanziari dei

curatelati.

K. Con reclamo 24 giugno

2022 RE 1 ha impugnato le suddette decisioni chiedendone l’annullamento e postulando

di essere ripristinato nel ruolo di curatore nei confronti dei coniugi __________.

Secondo il curatore, le critiche espresse dall’Autorità di protezione avverso

l’espletamento del mandato in favore dei coniugi __________, in particolare

relative all’omissione dell’indicazione del conto __________ nell’inventario, alla

mancanza di approfondimenti in merito alla pensione __________, alla mancata

disdetta tempestiva del contratto __________ e alla violazione del segreto

tutorio, non sarebbero atte a giustificare una sua destituzione in quanto non sussisterebbe

alcun motivo grave ai sensi dell’art. 423 cpv. 1 n. 2 CC. Il reclamante

contesta anche l’adempimento dei presupposti dell’urgenza e della

proporzionalità delle misure supercautelari 17 febbraio 2022. Attraverso

l’analisi delle uscite del conto bancario dei coniugi e il confronto con altri

specialisti del settore si sarebbe potuto appurare come ciò che in via

supercautelare l’Autorità di protezione riteneva essere una grave negligenza

nell’amministrazione del patrimonio dei curatelati, si è invece dimostrato

essere un regolare esercizio della funzione di curatore. Decaduta la

motivazione essenziale alla base delle decisioni supercautelari, l’Autorità di

protezione non avrebbe dovuto confermare la propria decisione. Il reclamante

censura inoltre una violazione del diritto di essere sentito, segnatamente il

diritto ad ottenere una decisione motivata.

L. Con osservazioni 18

luglio 2022 i coniugi __________, rappresentati dalla curatrice avv. CURA 1, hanno

chiesto la reiezione del reclamo 24 giugno 2022 e la conferma delle decisioni

impugnate. Oltre a contestare le censure sollevate dal reclamante, l’attuale

curatrice ha sottolineato che revocare la sua nomina e ripristinare

nell’incarico il reclamante non sarebbe certo di giovamento ai coniugi __________

vista la loro età avanzata, la difficoltà ad adeguarsi ai cambiamenti e il buon

rapporto instaurato con la nuova curatrice.

M. Con osservazioni 9

agosto 2022 l’Autorità di protezione ha chiesto l’integrale conferma delle

decisioni impugnate e che il reclamo sia dichiarato irricevibile perché

presentato da un giurista non legittimato a introdurre da solo un gravame

presso questa Camera. Subordinatamente ha chiesto la reiezione del reclamo 24

giugno 2022. Inoltre, ha formulato delle precisazioni in relazione all’addebito

mosso al curatore di aver violato il dovere di discrezione (segreto tutorio) di

cui all’art. 413 cpv. 2 CC. In definitiva, a mente dell’Autorità di protezione,

i comportamenti inadempienti di RE 1, reiterati nel tempo e verificatisi

nell’espletamento di diversi mandati di curatela, sarebbero espressione di

inidoneità del reclamante alla funzione di curatore giusta l’art 400 CC.

N. Con replica 26 agosto

2022 il reclamante ha contestato la censura di irricevibilità avanzata

dall’autorità di protezione e ha chiesto che le procedure relative alla

decisione n. 9.2022.107 e alla decisione n. 9.2022.108 siano congiunte ex art.

76 LPAmm. Nel merito, ha principalmente contestato le osservazioni dei coniugi __________

e confermato le conclusioni formulate nel reclamo 24 giugno 2022.

O. Con scritto 13

settembre 2022 l’Autorità di protezione ha rinunciato a duplicare

riconfermandosi integralmente nelle motivazioni esposte nelle proprie osservazioni

9 agosto 2022.

P. Con duplica 14

settembre 2022 i coniugi __________ hanno contestato le motivazioni formulate

dal reclamante nella replica e hanno nuovamente chiesto la reiezione del

reclamo 24 giugno 2022.

Q. __________ è deceduto

in data 2023. Di conseguenza, con decisione 20 luglio 2023 l’Autorità di

protezione ha revocato, giusta l’art. 399 cpv. 1 CC, la curatela di

rappresentanza con amministrazione del reddito e del patrimonio istituita a

favore di __________.

Considerato

in diritto

Considerandi

1.

Le decisioni delle

Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni sono impugnabili

mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, che decide

nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge

sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e

dell’adulto [LPMA]; art. 48 lett. f n. 7 e 9 LOG). Riguardo alla procedura

applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre

riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in

particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di

competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del

Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut,

pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle disposizioni del diritto

processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

2.

L’art. 446 CC definisce i principi

procedurali applicabili nell’ambito della protezione degli adulti. Ai sensi

della norma, l’Autorità di protezione esamina d’ufficio i fatti (cpv. 1). Essa

raccoglie le informazioni occorrenti e assume le prove necessarie; può

incaricare degli accertamenti una persona o un servizio idonei e, se

necessario, ordina che uno specialista effettui una perizia (cpv. 2).

L’Autorità di protezione non è vincolata dalle conclusioni delle persone che

partecipano al procedimento (cpv. 3) e applica d’ufficio il diritto (cpv. 4).

La norma sancisce

il principio inquisitorio illimitato, secondo il quale l’Autorità è

perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle

prove: secondo consolidata giurisprudenza, in base a tale principio l’Autorità

può assumere e ricercare delle prove – secondo il suo apprezzamento – anche

secondo delle modalità inabituali e procurarsi d’ufficio dei rapporti allestiti

da terzi (v. DTF 128 III 413 cosi. 3.2.1; v. anche STF del 13 gennaio 2014, in.

5A_843/2013, cosi. 4.1 e 4.2, e Messaggio, pag. 6465-6466).

3.

Il reclamante ha

chiesto la congiunzione delle procedure relative alla decisione n. 9.2022.107 e

alla decisione n. 9.2022.108. Giusta l’art. 76 cpv. 1 LPAmm, quando siano

proposti davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto

sia il medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie,

decidere i ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in

attesa dell’istruzione o della decisione delle altre.

3.1

Nella fattispecie in

esame, è pacifico che il fondamento di fatto dei reclami sia il medesimo,

essendo RE 1 il curatore di entrambi gli interessati e gli addebiti sollevati

avverso il suo operato nei mandati curatelari identici. Le procedure riferite

rispettivamente alla decisione n. 9.2022.107 e alla decisione n. 9.2022.108 sono

pertanto congiunte.

4.

L’insorgente

contesta l’obbiezione sollevata dall’Autorità di protezione per la quale il

reclamo sarebbe irricevibile perché presentato da un giurista non legittimato a

introdurre da solo un gravame presso questa Camera.

4.1

L’Autorità di

protezione fonda la sua censura d’irricevibilità sulla sentenza CDP 9.2021.187

del 24 novembre 2021 concernente un reclamo formulato e sottoscritto unicamente

da una MLaw che si legittima mediante produzione di una procura indicante il

conferimento del mandato alla MLaw stessa. Questa Camera aveva dichiarato tale

reclamo irricevibile già per il fatto che era stato presentato e sottoscritto

unicamente da una giurista non legittimata ad introdurre da sola un simile

gravame.

4.2

Giusta l’art. 68 cpv.

2.

lit. a CPC sono autorizzati a esercitare la rappresentanza professionale in

giudizio: in tutti i procedimenti, gli avvocati legittimati ad esercitare la

rappresentanza dinanzi a un tribunale svizzero giusta la legge del 23 giugno

sugli avvocati (LLCA).

La norma è silente

con riguardo agli avvocati praticanti, mentre nei dibattiti parlamentari è

emersa la loro parificazione, con un accenno però al diritto cantonale (Trezzini,

Commentario pratico CPC, 2017, N 16 ad art. 68). Secondo l’opinione prevalente,

essi sono ammessi a rappresentare in giudizio a condizione che il diritto

cantonale lo preveda (Trezzini, Commentario pratico CPC, 2017, N 16 ad art. 68;

Bohnet/Martenet, Droit de la profession d’avocat, 2009, n. 951; Sutter-Somm/Seiler,

Handkommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2021, n 10 ad art. 68

ZPO).

4.3

In Ticino, nella legge

cantonale sull’avvocatura del 13 febbraio 2012 è codificato all’art. 2 cpv. 2

che: “I praticanti di uno studio di avvocatura nel cantone iscritti

nell’apposito elenco, sono ammessi a rappresentare e ad assistere le parti

nell’ambito delle disposizioni speciali della presente legge e del relativo

regolamento”. Riguardo questa disposizione, il Messaggio del Consiglio di Stato

ha precisato che i praticanti hanno la possibilità di rappresentare le parti

davanti ai tribunali (Messaggio 6406 del 12 ottobre 2010 sulla revisione totale

della legge sull’avvocatura, p. 7).

4.4

Nel caso concreto, la

giurisprudenza sulla quale si è fondata l’Autorità di protezione non è

applicabile. In effetti, RE 1 ha debitamente conferito procura a PR 1 e non al

MLaw __________. Quest’ultimo era ammesso a rappresentare in giudizio secondo

il diritto cantonale ed era pertanto legittimato ad interporre reclamo davanti

a questa Camera. Da questo punto di vista il reclamo è quindi ricevibile.

5.

Il reclamante censura una

violazione del diritto di essere sentito, segnatamente il diritto ad ottenere

una decisione motivata. A suo dire, il considerando 4 della decisione impugnata

non permetterebbe di capire quale comportamento l’Autorità di protezione abbia

esattamente rimproverato al curatore. La decisione di destituzione dal ruolo di

curatore ex art. 423 cpv. 1 n. 2 CC dovrebbe invece indicare quale

comportamento (attivo o passivo) del curatore sia stato ritenuto atto a violare

in maniera grave i doveri derivanti da tale funzione.

5.1

Il diritto di essere

sentito è una garanzia costituzionale di natura formale, la cui violazione

comporta, di principio, l'annullamento della decisione impugnata,

indipendentemente dalle possibilità di successo nel merito (DTF 137 I 195

consid. 2.2; sentenza del Tribunale federale 5A_699/2013 del 29 novembre 2013

consid. 2.2). La giurisprudenza ha dedotto dall'art. 29 cpv. 2 della

Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.;

RS 101) il diritto dell'interessato di esprimersi prima che una decisione che

lo concerne sia presa, di fornire prove sui fatti suscettibili di influire sul

procedimento, di consultare gli atti di causa, di partecipare all'assunzione

delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi in merito (DTF 136 I 265

consid. 3.2; DTF 135 I 279 consid. 2.3; DTF 133 I 270 consid. 3.1; DTF 132 V

368.

consid. 3.1 con rinvii; sentenze del Tribunale federale 5A_540/2013 del 3

dicembre 2013 consid. 3.1.1, non pubblicato in DTF 140 III 1; 5A_299/2013 del 6

giugno 2013 consid. 5.1 non pubblicato in DTF 139 III 257) ma non garantisce di

per sé stesso il diritto di esprimersi oralmente (DTF 125 I 209 consid. 9b;

sentenze del Tribunale federale 5A_540/2013 del 3 dicembre 2013 consid. 3.1.1,

non pubblicato in DTF 140 III 1; 5A_863/2019 del 5 novembre 2019 consid. 5.2).

Ogni presa di posizione o nuovo documento versato agli atti deve essere

comunicato alle parti per permettere loro di decidere se vogliono o meno far

uso della loro facoltà di determinarsi (fra i tanti: DTF 138 I 484 consid. 2.1;

sentenza del Tribunale federale 5A_44/2017 del 15 marzo 2017 consid. 4). Tali

diritti sono ora ancorati nel titolo II° della LPAmm, entrata in vigore il 1°

marzo 2014 (art. 34 e seg. LPAmm).

5.2

In generale, l’obbligo di motivazione

delle decisioni, che rappresenta una componente del diritto di essere sentito

delle parti (art. 29 cpv. 2 Cost.), implica che il destinatario della sentenza

possa capire per quale motivo il giudice abbia deciso in un senso piuttosto che

in un altro e che l'autorità di ricorso sia in grado di verificare se la decisione

sia conforme al diritto (DTF 136 I 236 consid. 5.2; DTF 134 I 83 consid. 4.1). Il

giudice deve dunque enunciare le circostanze significative atte a influire in

qualche modo sull'esito del giudizio: la motivazione può essere ritenuta

sufficiente quando vengono menzionati, almeno brevemente, i motivi, sia

fattuali che giuridici, che hanno indotto i giudici a decidere in un senso

piuttosto che in un altro, ponendo l'interessato nella condizione di rendersi

conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione.

5.3

Nella fattispecie in esame, contrariamente

a quanto sostenuto dal reclamante, la motivazione di cui al considerando

4.

della decisione impugnata può essere ritenuta sufficiente. In effetti, essa

menziona chiaramente i motivi fattuali e giuridici che hanno indotto l’Autorità

di protezione a decidere la conferma delle decisioni supercautelari 17 febbraio

2021.

Il reclamante estrapola per convenienza una singola frase del considerando

litigioso, che presa a sé stante potrebbe effettivamente risultare sbrigativa e

imprecisa, senza rilevare che nelle righe successive l’Autorità di protezione

menziona inequivocabilmente le mancanze rimproveratigli nell’espletamento del mandato

curatelare e che l’hanno indotta a confermare le misure supercautelari. Ne

discende che la censura sollevata è infondata e che pertanto l’Autorità di

protezione non ha violato il diritto di essere sentito di RE 1.

6.

Il reclamante

contesta l’esistenza dei presupposti dell’urgenza e della proporzionalità alla

base delle decisioni supercautelari 17 febbraio 2022.

6.1

Ai sensi dell’art. 445 cpv. 1 CC,

l’Autorità di protezione può prendere, ad istanza di una persona che partecipa

al procedimento o d’ufficio, tutti i provvedimenti cautelari necessari per la

durata del procedimento. In caso di particolare urgenza, giusta l’art. 445 cpv.

2.

CC l’Autorità di protezione degli adulti può immediatamente prendere

provvedimenti cautelari senza sentire le persone che partecipano al

procedimento; nel contempo dà loro l’opportunità di presentare osservazioni e,

in seguito, prende una nuova decisione.

Vi è particolare urgenza specialmente

quando il preventivo ascolto della persona interessata dalla misura supercautelare

vanificasse lo scopo di protezione della misura stessa (Maranta/Auer/Marti, in:

BSK ZGB I, 6a ed. 2018, ad art. 445 CC n. 8).

6.2

Per l’adozione di un provvedimento cautelare è sufficiente che la situazione di pericolo venga resa

verosimile, senza che quest’ultima debba essere comprovata (BSK Erw.Schutz, Auer/Marti,

ad art. 445 CC n. 27 e segg).

I presupposti per

l’emanazione di una decisione cautelare sono: la prognosi favorevole del

procedimento principale (il cosiddetto fumus boni iuris), l’urgenza

della misura e la sua proporzionalità (cfr. art. 389 cpv. 2 CC: la misura deve

essere necessaria e idonea; BSK Erw.Schutz, Auer/Marti, ad art. 445 CC n. 6 e segg; sentenza CDP

del 21 maggio 2014, inc. 9.2013.218, consid. 5.2). ll reclamante può pertanto

invocare unicamente il fatto che la misura non sarebbe necessaria e che essa

sarebbe illecita o sproporzionata (COPMA – Guide pratique Protection de

d’adulte, N1.187 pag. 75).

6.3

Nel caso in esame, gli

accertamenti eseguiti dall’Autorità di protezione hanno permesso di rendere più

che verosimile che la gestione della curatela da parte di RE 1 fosse atta a

mettere in pericolo gli interessi patrimoniali dei coniugi __________ e a minare

in modo importante la credibilità e l’affidabilità dell’Autorità di protezione

e del curatore stesso. Poco importa che la questione del consumo di sostanza di

CHF 194'552.85 si sia dimostrata successivamente essere un regolare esercizio

della funzione di curatore. Non si tratta infatti di un elemento determinante

ai fini della valutazione. Gli altri addebiti sollevati avverso l’operato

globale di RE 1 quale curatore dei coniugi __________ erano infatti comunque sufficienti

per compromettere il rapporto di fiducia tra gli interessati e per indurre

l’Autorità a ritenere urgente, necessario e idoneo procedere alla destituzione

del curatore ex art. 423 cpv. 2 CC e alla nomina di un sostituto in grado di

assumersi adeguatamente e tempestivamente la cura degli interessi personali e patrimoniali

dei coniugi __________.

7.

Con il suo gravame RE

1.

censura una violazione del diritto materiale. Secondo il curatore, le

critiche espresse dall’Autorità di protezione avverso l’espletamento del

mandato in favore dei coniugi __________, in particolare relative all’omissione

dell’indicazione del conto __________ nell’inventario, alla mancanza di

approfondimenti in merito alla pensione __________, alla mancata disdetta

tempestiva del contratto __________ e alla violazione del segreto tutorio, non

sarebbero atte a giustificare una sua destituzione in quanto non sussisterebbe

alcun motivo grave ai sensi dell’art. 423 cpv. 1 n. 2 CC.

7.1

Ai sensi dell’art.

400.

cpv. 1 CC l’Autorità di protezione nomina quale curatore una persona fisica

che sia idonea, dal profilo personale e delle competenze, ad adempiere i

compiti previsti, che disponga del tempo necessario e svolga personalmente i

suoi compiti. In circostanze particolari possono essere nominati più curatori.

Può segnatamente essere nominato un privato, uno specialista impiegato da un

servizio sociale privato o pubblico o un curatore professionale. La

disposizione rinuncia di proposito a stabilire una gerarchia tra i diversi

gruppi di persone che entrano in considerazione per l’ufficio e che non possono

comunque essere chiaramente delimitati visto che la condizione decisiva per la

nomina di una persona è la sua idoneità (Messaggio concernente la modifica del

Codice civile svizzero, Protezione degli adulti, diritto delle persone e

diritto della filiazione, del 28 giugno 2006, FF 2006 6391 pag. 6438).

La persona nominata

dovrà essere in misura di identificare e valutare il bisogno di aiuto della

persona interessata, di prestare, lei stessa o tramite terzi specializzati,

l’aiuto adeguato, con l’obbiettivo di preservare e sviluppare l’autonomia del

curatelato, e di gestire le risorse personali e materiali di quest’ultimo, rappresentandolo

quando necessario e previsto dal mandato (Meier, Droit de la protection de

l’adulte, 2022, N 941; BSK ZGB I-Reusser, art. 400 N 11 s.).

In ogni situazione

concreta dovranno, al momento della nomina, essere valutate le competenze

personali e professionali del curatore alfine di determinarne l’idoneità nella

fattispecie. Il curatore nominato deve inoltre disporre del tempo necessario

per svolgere il mandato. Infine, il curatore non deve trovarsi in una

situazione di conflitto di interessi (STF 5A_221/2007 del 28 agosto 2007

consid. 3).

7.2

Il criterio

dell’idoneità si valuta sia dal profilo personale che da quello delle

competenze necessarie a svolgere il mandato affidato. Come tali le competenze

vengono valutate in modo generale ma anche in relazione al mandato in questione

(CommFam, Protection de l’adulte, Häfeli, art. 400 CC N. 10). Per idoneità dal

profilo personale e delle competenze si intende un’idoneità globale che

comprende competenze relazionali, metodologiche, personali e professionali (Meier,

Droit de la protection de l’adulte, 2022, N 942; CommFam Protection de

l’adulte, Häfeli, N. 10 ad art. 400 CC; COPMA, Guide pratique Protection de

l’adulte, pag. 181, N. 6.7-6.11). Le competenze professionali del curatore

devono, in particolare, permettergli di cogliere i molteplici aspetti della

problematica a cui è confrontato il beneficiario della misura. Non sono dunque

un mero accumulo di conoscenze quanto la capacità cognitiva che permetta al

curatore di effettuare l’analisi pertinente e la critica delle situazioni, di

approfondire e valutare i risultati di tale analisi. Tramite le proprie

competenze metodologiche, il curatore è atto a trovare soluzioni concrete nella

situazione specifica. La competenza sociale richiesta al curatore gli permette

di lavorare in modo professionale, mettendo in campo competenze relazionali e

capacità di gestire, mantenere e sviluppare relazioni professionali. Infine, le

competenze personali del curatore che devono essere valutate consistono

segnatamente nella capacità di investirsi pienamente, nei limiti della propria

attività professionale, a favore del beneficiario della misura (CommFam

Protecton de l’adulte, Häfeli, art. 400 CC N. 12ss).

7.3

Ai sensi dell’art. 423

CC, l’Autorità di protezione dimette il curatore se non è più idoneo ai compiti

conferitigli (n. 1) o se sussiste un altro motivo grave (n. 2).

Se il curatore

cessa di adempiere le condizioni previste all’art. 400 cpv. 1 CC per la sua

nomina, sussiste un motivo grave che ne causa la dimissione (Messaggio

concernente la modifica del Codice civile svizzero, Protezione degli adulti,

diritto delle persone e diritto della filiazione, del 28 giugno 2006, FF 2006

6391.

pag. 6449). Altri motivi gravi ai sensi dell’art. 423 cpv.1 n. 2 CC

possono consistere in delle negligenze gravi e ripetute, in degli abusi

nell’esercizio delle funzioni di curatore o nella rottura insormontabile del

rapporto di fiducia (Steinauer/Fountoulakis, Droit des personnes physiques et

de la protection de l’adulte, 2014, N 1267).

La norma permette la dimissione

del curatore indipendentemente (e persino contro) la sua volontà:

materialmente, più che una dimissione, si tratta di una revoca o di una

destituzione (Meier, Droit de la protection de l’adulte, 2022, N. 1147).

Determinante non è la colpa del curatore o l’insorgenza di un danno, bensì la

messa in pericolo astratta degli interessi della persona da proteggere (STF

5A_391/2016 del 4 ottobre 2016 consid. 5.2.1; sentenza CDP del 1° settembre 2020, inc. 9.2020.22, consid.

2.3; Vogel, in: BSK ZGB I, 6a ed. 2018, ad art. 421-424 CC n. 22;

Langenegger, in: Erwachsenenschutzrecht, 2a ed. 2015, ad art 421-425 CC N. 7;

Meier, Droit de la protection de l’adulte, 2022, N. 1147 nota 191;

Steinauer/Fountoulakis, Droit des personnes physiques et de la protection de

l’adulte, 2014, N. 1267). L’autorità di protezione ingaggia la propria

responsabilità ex art. 454 CC se non destituisce il curatore quando ha

conoscenza delle inadempienze ricomperatigli e le condizioni dell’art. 423 CC

sono riunite (Meier, Droit de la protection de l’adulte, 2022, N. 1147)

I criteri per valutare se

il curatore sia ancora idoneo ai compiti conferitigli sono gli stessi da

prendere in considerazione al momento della nomina (Langenegger, in:

Erwachsenenschutzrecht, 2a ed. 2015, ad art 421-425 CC N. 7).

Non tutte le inadempienze

nell’espletamento del mandato giustificano tuttavia la dimissione del curatore:

la messa in pericolo degli interessi della persona da proteggere deve infatti

raggiungere un certo grado di gravità (COPMA, Guide pratique Protection de

l’adulte, N. 8.9-8.10). Possono in particolare essere presi in considerazioni i

motivi esplicitamente evocati nel diritto previgente, ovvero quando il curatore

si rende colpevole di una grave negligenza o di un abuso delle sue

attribuzioni, commette un’azione tale da dimostrarlo indegno della fiducia in

lui riposta od è diventato insolvente (cfr. art. 445 vCC; cfr. Vogel, in: BSK

ZGB I, ad art. 421-424 CC n. 24; COPMA, Droit de la protection de l’adulte,

Guide Pratique, n. 8.10 pag. 229). Si tratta di motivazioni legate alla fiducia

verso l’amministrazione e la funzione pubblica, come ad esempio il dovere di

fedeltà e lealtà nelle relazioni di servizio di diritto pubblico: questi motivi

valgono indipendentemente dalla questione relativa all’attitudine del

mandatario di esercitare il mandato in questione (sentenza CDP dell’11 gennaio

2022, inc. 9.2021.112, consid. 6.1).

Anche

qualora l’atto commesso dal curatore non abbia forzatamente un impatto sulla

gestione del mandato, va in ogni caso esaminato se il comportamento dello

stesso possa danneggiare la funzione pubblica e la reputazione della persona da

proteggere in misura tale da rendere non più opportuno il mantenimento del

mandato (Rosch, CommFam Protection de l’adulte, ad art. 423 CC, N. 8).

7.4

Giusta l’art. 413 cpv.

2.

CC, il curatore è tenuto alla discrezione, eccetto

che interessi preponderanti vi si oppongano.

Il diritto tutorio previgente riconosceva già, quale

principio di diritto federale generale non scritto, l’obbligo per gli organi

preposti alla tutela di mantenere il segreto nei confronti delle autorità e di

terzi («segreto tutorio»; Messaggio concernente la modifica del CC, protezione

degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione del 28 giugno

2006, FF 2006 pag. 6391, pag. 6476; Geiser, in: BSK ZGB I, 6a ed. 2018, ad art.

451.

CC n. 1; Cottier/Hassler, in: CommFam Protection de l’adulte, 2013, ad art.

451.

CC n. 1). Un simile dovere di segretezza riveste un duplice scopo: da un

lato, salvaguarda il diritto all’autodeterminazione informativa

dell’interessato (art. 13 cpv. 2 Cost.; art. 8 CEDU) e, dall’altro lato,

garantisce l’interesse pubblico ad ottenere la fiducia e la collaborazione

delle persone coinvolte, in particolar modo dell’interessato al procedimento di

protezione ma anche delle persone vicine. L’obbligo di discrezione viene dunque

considerato come una condizione essenziale per la riuscita e il mantenimento di

un rapporto di fiducia con l’interessato, contribuendo in modo determinante al

successo della misura, ragion per cui è stato sancito espressamente nel nuovo

diritto di protezione (Messaggio, pag. 6476; Geiser, in: BSK ZGB I, 6a ed.

2018, ad art. 451 CC n. 3; Meier, Droit de la protection de l'adulte, n. 282;

Cottier/Hassler, in: CommFam Protection de l’adulte, 2013, ad art. 451 CC n. 2

e 7; Rosch, in: Erwachsenenschutzrecht, 2a ed. 2015, ad art. 451 CC n. 2;

COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide Pratique, 2012, n. 1.217 pag.

87).

L’obbligo

di discrezione copre l’integralità dei dati personali relativi all’interessato

(“Geheimnisgegenstand ist alles”; v.”Meier, Droit de la protection de

l'adulte, 2016, nota 438; Geiser, in: BSK ZGB I, 6a ed. 2018, ad art. 451 CC n.

11; Cottier/Hassler, in: CommFam, Protection de l’adulte, 2013, ad art. 451 CC

n. 12) e vale nei confronti di ogni terzo (Geiser, in: BSK ZGB I, 6a ed. 2018,

ad art. 451 CC n. 13; Cottier/Hassler, in: CommFam, Protection de l’adulte,

2013, ad art. 451 CC n. 10). Anche le persone vicine (ad es. i parenti stricto

sensu ovvero il coniuge, il partner registrato o di fatto, i figli) – come

ogni terzo – non hanno diritto ad una trasmissione delle informazioni

riguardanti l’interessato, a meno che quest’ultimo vi abbia acconsentito o a

meno che essi possano far valere un interesse preponderante (Cottier/Hassler,

in: CommFam Protection de l’adulte, 2013, ad art. 451 CC n. 10).

Il

consenso della persona interessata, nella misura in cui disponga del

discernimento necessario (art. 16 CC), libera il curatore dal segreto così come

se l’Autorità di protezione delega il suo dovere di collaborazione al curatore

nell’ambito dell’art. 453 CC.

Inoltre,

secondo l’art. 413 cpv. 3 CC, i terzi sono informati sulla curatela per quanto

sia necessario al debito adempimento dei compiti del curatore.

Il curatore deve procedere

in ogni caso concreto a una ponderazione degli interessi per determinare se

delle informazioni devono essere comunicate, e nel caso affermativo quali e in

che maniera. Egli agisce sotto la propria responsabilità e non ha bisogno di

un’autorizzazione formale dell’Autorità di protezione (Meier, Droit de la protection de l'adulte, 2022, N 1022).

7.5

Nella fattispecie in

esame, RE 1 ha certamente violato l’obbligo di discrezione di cui all’art. 413

cpv. 2 CC quando ha raccontato alla sua compagna, dipendente del __________,

che il suo operato era stato censurato dalle nipoti dei coniugi __________. In

effetti, dal messaggio WhatsApp del 18 febbraio 2021, giorno della notifica

delle decisioni supercautelari 17 febbraio 2021, emerge chiaramente che il

curatore ha informato o reso accessibile alla sua compagna il contenuto delle

suddette decisioni nelle quali erano contenuti fatti e dati personali dei

coniugi __________. Non si spiegherebbe altrimenti come la compagna di RE 1 sia

venuta a conoscenza degli addebiti sollevati dalle nipoti dei curatelati

rispetto all’espletamento del mandato da parte del curatore. Tale violazione

del dovere di discrezione divulgando informazioni sensibili a una terza persona

del tutto estranea alla procedura, appare grave e ha inequivocabilmente

danneggiato la funzione pubblica rivestita dal curatore e il rapporto di

fiducia con gli interessati, rendendo, già solo per questo motivo, inopportuno

il mantenimento del mandato. Pertanto, essendo il rapporto di fiducia tra RE 1

e l’Autorità di protezione da una parte e i coniugi __________ dall’altra

insormontabilmente compromesso, non si può che ritenere l’esistenza di un

motivo grave ai sensi dell’art. 423 cpv. 1 n. 2 CC e confermare la destituzione

del curatore decisa dall’Autorità di protezione.

7.6

A titolo

abbondanziale, occorre aggiungere che al reclamante erano stati altresì rimproverati

numerosi altri comportamenti contrari a una diligente esecuzione del mandato

(art. 413 cpv. 1 CC in relazione all’art. 398 cpv. 2 CO).

Egli ha dato

disdetta per l’abbonamento __________ solamente a gennaio 2022 (con due mesi di

preavviso e quindi con la disdetta divenuta effettiva per fine marzo 2022)

mentre i coniugi __________ vivono in casa anziani da novembre 2020. Anche se

il reclamante allega che __________ gli avrebbe chiesto di mantenere attivo

l’abbonamento mobile, egli avrebbe comunque dovuto cercare un abbonamento meno

costoso e più adatto ad una persona molto anziana e disdire immediatamente

l’abbonamento televisivo. Tale operazione si rileva peraltro di una semplicità

estrema, potendo notoriamente essere eseguita in un qualsiasi shop __________ o

tramite la relativa pagina web. Il consumo conseguente di sostanza per i 14

mesi di abbonamento __________ inutilmente lasciato attivo equivale a CHF 1'526.–.

Inoltre, anche se

il mancato accredito della pensione __________ (circa CHF 2'000.– mensili) è

riconducibile ad un intoppo amministrativo e non all’operato del curatore,

quest’ultimo non si è accorto di tale situazione per svariati mesi omettendo

quindi di farsi parte attiva per ottenere il dovuto. Stessa cosa dicasi per

l’omissione dell’indicazione del conto __________ nell’inventario,

successivamente sanata, della quale RE 1, pur ricevendo gli avvisi di spese di

custodia e amministrazione titoli, non si è reso conto. Tali comportamenti

dimostrano che il reclamante non ha dato prova della diligenza che ci si poteva

attendere da un curatore coscienzioso e ragionevole posto nelle stesse

circostanze.

In conclusione, da quanto

esposto sopra emerge chiaramente che l’esecuzione del mandato da parte del reclamante

è stata contraddistinta da comportamenti frettolosi, lacunosi e negligenti, spesso

reiterati nel tempo. Nonostante, prese singolarmente, queste inadempienze non configurano

forzatamente un motivo grave che giustifica una destituzione ai sensi dell’art.

423.

cpv. 1 n. 2 CC, esse hanno palesato incontrovertibilmente l’inidoneità di RE

1.

al ruolo di curatore e contribuito alla rottura del rapporto di fiducia tra lui

e i coniugi __________, oltre che danneggiato la funzione pubblica rivestita

dal curatore.

8.

Gli oneri giudiziari

seguono l’integrale soccombenza del reclamante (art. 47 e 49 LPAmm). Non si

giustifica l’assegnazione di ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia:

1. Il reclamo è

respinto.

2. Gli oneri del

reclamo consistenti in:

a) tassa di

giustizia fr. 400.–

b) spese fr.

100.–

fr.

500.–

sono posti a carico di RE

1. Non si assegnano ripetibili.

3. Notificazione:

-

Comunicazione:

-

-

Il

presidente

La

segretaria

Rimedi giuridici

Nelle

cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli

art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95

a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72

segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è

ammissibile solo se il valore litigioso

ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge

tale importo, il ricorso in materia

civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di

importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall'art. 115 LTF.