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Decisione

90.2002.129

Non attribuzione di parte di un terreno alla zona industriale per assenza requisiti art. 15 LPT.

5 maggio 2006Italiano32 min

Source ti.ch

Fatti

i comparti con funzione di svago. Le seconde sono invece le aree determinanti

per lo sviluppo della regione, ossia quei comparti territoriali con funzioni

uniche che hanno conseguenze importanti per il contesto territoriale regionale.

Questa componente è costituita dai centri urbani, dalle aree con tipologia

insediativa intensiva e urbana aventi funzioni di servizio regionali, dalle

aree da riconvertire o riqualificare e, infine, dalle aree di attività

produttive e commerciali, la cui gestione necessita di particolare attenzione

nell'ottica del contenimento degli effetti ambientali negativi (accessibilità

diretta alla rete stradale superiore, accessibilità con mezzi pubblici, binari

di raccordo industriali). Le aree di S__________, di B__________ /P__________ e

di S__________ sono state individuate dalla scheda __________ come le principali

ubicazioni per le attività produttive e commerciali da consolidare. Scopo del

coordinamento è dotare queste zone di raccordi ferroviari e di adeguati servizi

pubblici, nonché di evitare la dispersione di insediamenti industriali o con

forte generazione di traffico al di fuori di queste aree (cfr. scheda __________.,

pag. 2, lett. i). Questi obiettivi sono concretizzati con l'adozione di una

serie di misure, che figurano nell'elenco dei provvedimenti pianificatori al n.

__________ della scheda, con uno stato del coordinamento di dato acquisito. Fra

le misure previste, spicca, in relazione alla fattispecie, il consolidamento

delle attività produttive, evitando la loro dispersione al di fuori delle

suddette aree, la pianificazione coordinata in funzione della nuova offerta

ferroviaria (binario __________ e nuovi nodi intermodali), il potenziamento

degli allacciamenti laddove possibile (S__________, __________) e l'accessibilità

diretta alla rete autostradale. La modalità del coordinamento avviene tramite

il Cantone, che verifica da una parte la conformità dei piani regolatori con i

contenuti del piano direttore e dall'altra promuove il coordinamento fra i

comuni, verificando il risultato nell'ambito delle sue competenze di esame dei

piani, vigilando affinché non vengano adottate misure in contrasto con gli

indirizzi di ordine superiore. I comuni adeguano invece i loro piani regolatori

agli indirizzi cantonali e si adoperano per la realizzazione degli interventi

di loro competenza. Con l'assunzione nel piano direttore del __________, nella

sua componente di modello di organizzazione territoriale del M__________ e B__________,

il Cantone ha voluto dunque dare una risposta pianificatoria di livello

superiore alle problematiche inerenti le zone industriali, sopra evocate. Per

questo specifico settore, l'obiettivo è quello di evitare la dispersione e la

proliferazione degli insediamenti produttivi in piccole zone industriali di

modeste dimensioni e potenzialità, favorendo invece la creazione e la

concentrazione di aree industriali moderne, sufficientemente ampie, servite da

tutte le infrastrutture, non da ultimo quella ferroviaria, al fine di garantire

la realizzazione degli obiettivi cantonali di politica economica, attuando nel

contempo il precetto di un appropriato e parsimonioso utilizzo del suolo che

sia altresì rispettoso dell'ambiente (cfr. sentenza TPT 24 agosto 2004 in re B.

e LLCC consid. 7.2).

5.2. Nel

caso di specie, anche il requisito in esame non è adempiuto,

ritenuto che, contrariamente a quanto è stato sostenuto nel gravame, lo stesso

va esaminato non tanto per rapporto alla situazione particolare dei fondi qui

in discussione, ma con riferimento all'intero comprensorio attribuito alla zona

artigianale-industriale dal comune.

A questo proposito occorre rilevare che, al momento dell'allestimento del

rapporto di pianificazione, la zona riservata alle

attività produttive dal PR 80 risultava ancora inutilizzata nella misura del 13%.

Ora, è vero che questo dato, risalente al 1998, non lascia spazio ad un grande

margine di sviluppo dell'area. Bisogna

però tenere in considerazione l'ampia offerta di terreni di questa natura

esistente su scala regionale e il fatto che il comparto

artigianale-industriale di PI 1 non offre quelle garanzie e condizioni favorevoli

per l'insediamento di attività produttive moderne, auspicate dal Cantone. L'area

in questione, di dimensioni tutto sommato modeste, non rientra tra le

principali ubicazioni per le attività produttive e commerciali contemplate

dalla scheda __________ del piano direttore ed è situata in una posizione non

propriamente favorevole dal profilo strategico, visto che a differenza della

vicina zona industriale di S__________ - la quale in futuro dovrebbe beneficiare

pure del prolungamento sino al __________ della strada principale __________,

con i relativi svincoli di S__________ e S__________, nonché dell'attivazione

della linea ferroviaria M__________ - non dispone di un collegamento ottimale

con l'asse autostradale e ferroviario nord-sud per cui, anche in avvenire la

stessa non sarà direttamente accessibile per l'utenza e gli addetti ai lavori,

né saprà garantire quei collegamenti veloci e sicuri che costituiscono un

presupposto imprescindibile per il suo sviluppo. Sul piano regionale, la

funzione artigianale e industriale dev'essere pertanto promossa soprattutto

nell'area di S__________ e non in altri comprensori, come quello qui in esame,

dove invece predominano e vanno promosse altre funzioni, segnatamente di

carattere residenziale e agricolo.

In ogni caso occorre considerare che il sensibile aumento dell'indice di

edificabilità (da 4 a 6 mc/mq), deciso dal legislativo di PI 1 e approvato dal

Governo, permetterà l'insediamento - seppure in misura limitata - di nuove

attività produttive, grazie ad uno sfruttamento più intensivo della superficie

edificabile esistente e senza sottrarre al comparto agricolo ulteriori terreni.

6. Nell'ambito

di una ponderazione globale degli interessi in gioco, oltre al già riconosciuto

interesse pubblico ad evitare il proliferare nella regione di zone edificabili

a carattere artigianale e industriale troppo estese (consid. 5.1), va

considerata la necessità di adeguatamente tutelare dal profilo naturalistico il

comparto in questione.

Lo stesso si caratterizza innanzitutto per la presenza di un biotopo di

importanza nazionale ai sensi dell'art. 18a LPN, iscritto quale oggetto fisso __________

nell'inventario federale dei siti di riproduzione degli anfibi e soggiace pertanto

alle disposizioni dell'ordinanza sui siti di riproduzione degli anfibi del

15 giugno 2001 (OSRA; RS 451.34). La delimitazione di tali oggetti fissi è

stabilita dai Cantoni (art. 5 cpv. 1 OSRA), che adottano adeguati provvedimenti

di protezione e di manutenzione (art. 8 cpv. 1 OSRA), affinché essi siano

conservati intatti (art. 6 cpv. 1 OSRA), e che provvedono a che i piani e le

prescrizioni che regolano l'utilizzazione del suolo consentita ai sensi della

LPT corrispondano a tale ordinanza (art. 8 cpv. 2 OSRA). Giusta l'art. 2 OSRA,

gli oggetti fissi sono di norma suddivisi in un settore A, comprendente gli

specchi d'acqua idonei alla riproduzione, nonché le superfici confinanti

naturali e prossime allo stato naturale, e in un settore B, costituito dagli

spazi vitali per l'attività terrestre e dai corridoi di transito degli anfibi.

La zona di protezione della natura in questione ha per oggetto un piccolo

stagno artificiale di m 10 x 10 e profondo m 3, situato in un luogo

prevalentemente ombroso a causa del fitto bosco che lo circonda. In acqua si

sviluppa un canneto frammisto a qualche Carex acutiformis. Lo stagno è

popolato da pesci. Il bosco circostante ospita arbusti e alberi delle specie Salix,

Alnus e Fraxinus. L'importanza del biotopo è particolarmente elevata

ed è data dalla presenza della rana agile (Rana dalmatina) e del tritone

crestato (Triturus cristatus carnifex), due specie molto rare a livello

svizzero e iscritte tra quelle assolutamente protette dalla Convenzione di

Berna del 19 settembre 1979 per la conservazione della vita selvatica e dei

biotipi in Europa (RS 0.455), nonché dalla presenza della rana verde (Rana

kl. esculenta), una specie ritenuta minacciata secondo la lista rossa

elaborata dal KARCH (cfr. ing. __________ , Studio delle componenti naturali

del piano del paesaggio del PI 1 – rapporto di sintesi -, marzo 1993, allegato 11.8.,

pag. 83).

Considerandi

Dal rilievo cartografico allegato alla scheda d'inventario relativa all'oggetto

protetto in esame (cfr. risoluzione del Consiglio di Stato n. __________ del 28

agosto 20__________, pag. 136) risulta che il biotopo di P__________ è stato

delimitato dalla competente autorità cantonale ed è stato suddiviso in un

settore A (o settore centrale) di ha 0,67 e in un settore B (o periferico) di ha

1,4. Il primo settore coincide all'incirca con l'area contrassegnata nel piano

del paesaggio del nuovo PR con un retino nero verticale e orizzontale sopra il

mappale n. __________2 e una parte del mappale n. __________0 (cfr. legenda e

piano del paesaggio), mentre che il secondo occupa la porzione più

settentrionale della part. n. __________9, nonché la (quasi) totalità della

part. n. __________0 sino alla stradina agricola che dal punto in cui termina via

P__________ conduce verso il fiume L__________. Ciò significa che, in verità, il

biotopo protetto occupa nel suo complesso una superficie di terreno ben più

ampia di quella riportata negli atti relativi alla revisione del piano

regolatore. La modifica del limite della zona artigianale-industriale decisa dal

comune genera dunque un'evidente situazione di conflitto con la suddetta zona

di protezione, specialmente per quanto attiene il settore B di quest'ultima, il

quale verrebbe a trovarsi in larga parte incluso nell'area edificabile

litigiosa.

Ora, è vero che l'assegnazione di un fondo ad una determinata zona di

utilizzazione è il frutto di una ponderazione globale degli interessi in

funzione degli scopi della pianificazione del territorio e dei principi

pianificatori sanciti dagli art. 1 e 3, come pure dei principi più specifici

ancorati agli art. da 15 a 17 LPT (cfr. Moor, Commentario LPT, art. 14 n. 73

con rinvii; art. 17 n. 5 segg. pure con rinvii, per quanto concerne più

particolarmente la delimitazione delle zone protette; art. 17 n. 71 seg. e 109

per quanto concerne infine la protezione dei biotopi) e che in tale contesto gli

interessi alla protezione della natura e del paesaggio non godono di alcuna

priorità gerarchica rispetto agli altri interessi pubblici e privati che devono

essere presi in considerazione, né di protezione assoluta. Nel caso specifico

occorre però considerare che, a fronte di una modifica dell'area edificabile

che, come esposto in precedenza (cfr. consid. 4 e 5), non appare rispondere

alle condizioni previste dall'art. 15 LPT, l'interesse pubblico alla

preservazione di un biotopo di elevato pregio naturalistico, come quello qui in

discussione, risulta senz'altro preminente rispetto alle esigenze di natura

sostanzialmente personale fatte valere dal ricorrente. Nulla muta a questo

proposito che l'azzonamento proposto dal comune riguardi unicamente il settore

periferico (B) del biotopo. In effetti la superficie in questione rappresenta comunque

una componente essenziale per la soppravivenza di quest'area protetta, fungendo

da corridoio ecologico. Si deve infatti considerare che lo stagno di P__________

(settore A) confina verso est con dei grossi mucchi di ghiaia e sabbia, verso

sud con una discarica e verso nord con alcuni edifici industriali: è dunque

soltanto sul suo lato ovest e nord-ovest che si apre un ampio prato

pianeggiante caratterizzato dalla presenza di canali e di gruppi di siepi.

Il fatto poi che il Consiglio di Stato abbia

ordinato d'ufficio al comune di inserire il comparto litigioso in zona

agricola, anziché in zona protetta, sfugge a qualsiasi critica. Su questo punto

la decisione impugnata risulta in effetti in sintonia con le indicazioni

contenute nello studio delle componenti naturali del PR di PI 1, allestito nel

marzo del 1993 dall'ing. __________, secondo cui per l'area cuscinetto della __________

di P__________ – alla quale, come appena esposto, va riconosciuta un'estensione

più ampia di quella riportata sul piano del paesaggio approvato dal consiglio

comunale – può essere ammessa un'utilizzazione agricola di tipo estensivo delle

superfici prative (sfalcio regolare o pascolo; cfr. studio citato, pag. 34).

7.

7.1. L'insorgente

ha affermato inoltre di avere accettato il dezonamento delle part. __________2

e __________0 (parziale), onde permettere l'istituzione della __________ di P__________,

in quanto gli era stato garantito che con il nuovo piano regolatore tale sacrificio

gli sarebbe stato compensato mediante l'inclusione nella zona edificabile della

part. __________9 e della parte rimanente del mappale n. __________0, pure di

sua proprietà. Nel ricorso si sostiene dunque che la decisione con la quale il

Governo cantonale non ha approvato tale azzonamento sarebbe lesiva dell'affidamento

che RI 1 aveva riposto in quelle assicurazioni.

7.2

L'art. 9 Cost. istituisce il diritto per

ogni cittadino di essere trattato secondo il principio della buona fede dagli

organi dello Stato (cfr. Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 485). In materia di diritto amministrativo,

tale principio tutela l'amministrato nei confronti dell'autorità quando,

assolte determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni

o alle dichiarazioni di quest'ultima. Per prassi, un' informazione, anche se

erronea, è vincolante quando, intervenendo in una situazione concreta nei

confronti di determinate persone, l'autorità era competente a rilasciarla, il

destinatario non poteva riconoscerne l'inesattezza e - sempre che nel frattempo

l'ordinamento legale non sia cambiato - questi, fidandosi dell'informazione

ricevuta, abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF

125.

I 267 consid. 4c con riferimenti).

7.3

Nel caso di specie, detto principio non

è stato violato. Innanzitutto dagli atti non risulta affatto che a RI 1 fossero

state fatte delle promesse in merito all'attribuzione dei fondi di sua

proprietà in località P__________ all'una o all'altra zona d'utilizzazione. A tale

proposito occorre d'altronde rilevare come lo stesso insorgente nel suo

allegato ricorsuale sia stato su questo punto molto vago, tralasciando persino

di specificare quale autorità si fosse espressa in tali termini nei suoi

confronti. Certo, non si può escludere che durante la fase di allestimento del

nuovo piano regolatore qualche rappresentante o dipendente del comune avesse espresso

al ricorrente l'intenzione del municipio di proporre un ampliamento della zona

edificabile che comprendesse i mappali n. __________9 e __________0 (in parte),

al fine di compensare l'attribuzione alla zona protetta di una parte dei fondi

n. __________0 e __________2. A RI 1 non poteva comunque sfuggire il fatto che una

simile eventualità si sarebbe potuta realizzare soltanto con l'adozione del

piano regolatore da parte del consiglio comunale e, soprattutto, con la sua

approvazione da parte del Consiglio di Stato, in quanto autorità di vigilanza

in materia pianificatoria (art. 37 LALPT). Per questo motivo, tali informazioni

non erano in ogni caso suscettibili di far nascere in lui, né nei suoi successori

in diritto, alcuna aspettativa tutelabile dal profilo giuridico (cfr. DTF 102

Ia 331 consid. 3b). Ne consegue che la censura, infondata, dev'essere respinta.

8.

8.1. Il

ricorrente sostiene infine che la risoluzione impugnata sarebbe discriminatoria

nei suoi confronti, trattandosi dell'unico e solo proprietario toccato dal

provvedimento litigioso. Contesta inoltre il differente trattamento che - a suo

dire – il Consiglio di Stato avrebbe accordato al proprietario della part. n. __________3

RFD di PI 1

8.2

Il

principio dell'uguaglianza giuridica ancorato all'art. 8 Cost. esige che la

legge e le decisioni d'esecuzione trattino in modo uguale situazioni uguali e

in modo diverso situazioni diverse.

Nell'ambito di provvedimenti pianificatori esso ha una portata necessariamente

limitata. Siccome occorre formare delle zone, è necessario poterle delimitare,

talora prescindendo da situazioni esistenti. Non è quindi insostenibile

trattare differentemente dal profilo pianificatorio ed edilizio anche terreni

analoghi per conformità e posizione. L'invocato principio si identifica in

sostanza con il divieto dell'arbitrio: per non essere arbitrario, il provvedimento

deve fondarsi pertanto su criteri pianificatori oggettivi e ragionevoli (RDAT

I-2001 n. 49 consid. 5a).

8.3

Nel caso di specie la mancata approvazione della superficie fabbricabile prevista

sui mappali n. __________9 e __________0 (in parte) appare conforme ai principi

che reggono la pianificazione del territorio e merita pertanto tutela. La stessa,

come visto ai precedenti considerandi, poggia infatti su argomenti oggettivamente

pertinenti, ragione per la quale in nessun caso si può affermare che sia costitutiva

di una violazione del principio di uguaglianza.

Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, il fatto poi che il Governo

abbia invitato il RA 1 a valutare "l'opportunità di elaborare una

variante di PR per la zona artigianale industriale che proponga un azzonamento

a compensazione della superficie dezonata sul fmn __________3" non può

certo essere inteso, come fa il ricorrente, nel senso che tale variante dovrà andare

a vantaggio del proprietario di quest'ultimo fondo. Con questa sua

considerazione il Consiglio di Stato ha in effetti semplicemente voluto rendere

attento il comune sulla possibilità di elaborare delle nuove soluzioni nel caso

in cui l'area artigianale-industriale dovesse risultata alla fine più piccola

di quella contemplata dal vecchio piano regolatore.

9.

9.1. La

decisione con cui il consiglio comunale di PI 1, nell'ambito della revisione

del locale piano regolatore, ha assegnato una porzione delle part. __________9

e __________0 alla zona artigianale-industriale risulta dunque illegittima. Il

rifiuto della sua ratifica da parte del Consiglio di Stato, consegnato nella

risoluzione 25 giugno 20__________, e il conseguente ordine al comune di

elaborare una variante di piano regolatore per l'assegnazione di questa particella

alla zona non edificabile limitrofa ad essa più affine, meritano quindi piena

tutela.

9.2

Di

conseguenza, il ricorso dev'essere integralmente respinto. La tassa di giudizio

e le spese sono poste a carico della ricorrente (art. 28 Pamm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla

fattispecie;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa di

giustizia e le spese di complessivi fr. 2'000.- sono poste per metà a carico di

RI 1 e per il resto a carico della A__________.

3. Intimazione

a:

.

terzi implicati

PI 1

rappr. da: RA 1

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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