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Decisione

90.2002.130

Ricorso per inserimento fondi in zona edificabile

1 giugno 2005Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

i ricorrenti, che la stessa non influisca sulla contenibilità teorica del

piano.

L'attribuzione dei mappali n. __________ e __________ (parzialmente) alla zona

edificabile non risponde dunque ad una prevedibile necessità di terreni

fabbricabili urbanizzati entro 15 anni giusta l'art. 15 lett. b LPT.

5.2. Inoltre, nel caso in esame non risulta nemmeno adempiuto il presupposto dell'art.

15 lett. a LPT. Con il termine "terreni già edificati in larga

misura" si intende essenzialmente il territorio costruito in maniera

compatta, oltre eventualmente singole particelle inedificate al suo interno,

direttamente confinanti con la zona edificabile, in genere già edificate e di

superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,

op. cit., n. 319). La part. n. __________, ubicata a confine

con la zona residenziale R2 prevista dal PR 80 in località __________, fa

invece parte - alla stessa stregua del contiguo mappale n. __________ - di un

comprensorio pianeggiante completamente inedificato, caratterizzato dalla

presenza di

un'ampia area di terreni agricoli e in parte boschivi che, sviluppandosi lungo

l'asse nord-ovest/sud-est, attraversa l'intero territorio comunale e separa il

limite sudoccidentale dell'abitato di __________ dalla vicina zona

artigianale-industriale, creando così un corridoio verde tra questi due spazi

fabbricabili. Si tratta dunque di un'area che non può assolutamente essere

considerata come edificata in larga misura nel senso restrittivo inteso dalla

dottrina e dalla giurisprudenza appena menzionate.

5.3. Già per l'assenza dei requisiti di cui all'art. 15 LPT, i mapp. __________

e __________ non possono dunque essere attribuiti alla zona edificabile. Il

quesito circa la loro urbanizzazione e l'effettiva funzione della strada di

servizio SS5, prevista dal comune ma non approvata dal Governo, può di

conseguenza rimanere aperto in questa sede, anche se, come correttamente rilevato

dai ricorrenti, la circostanza secondo cui un fondo sia urbanizzato o meno non

è in ogni caso decisiva nel contesto in esame e non conferisce un diritto all'attribuzione

del fondo alla zona edificabile (DTF 122 II 326 consid. 6a; 117 Ia 434 consid.

3g).

6. La domanda

dei ricorrenti di includere le part. n. __________ (parzialmente) e __________

RFD in zona edificabile dev'essere inoltre respinta in considerazione delle

norme relative alla tutela degli spazi agricoli.

6.1.

Giusta l'art. 16 cpv. 1 LPT (testo modificato il 20 marzo 1998, in vigore dal 1

settembre 2000), le zone agricole servono a garantire a lungo termine la base

dell'approvvigionamento alimentare, a salvaguardare il paesaggio e lo spazio

per lo svago o ad assicurare la compensazione ecologica; esse devono essere tenute,

per quanto possibile, libere da costruzioni, in sintonia con le loro differenti

funzioni e comprendere: a) i terreni idonei alla coltivazione agricola o all'orticoltura

produttiva necessari all'adempimento dei vari compiti dell'agricoltura; b) i

terreni che, nell'interesse generale, devono essere coltivati dall'agricoltura

(cfr. nello stesso senso l'art. 68 cpv. 1 LALPT, testo modificato il 25

febbraio 2003, in vigore dal 1 giugno 2003; BU 2003, 180). Per quanto possibile

devono essere delimitate ampie superfici contigue (art. 16 cpv. 2 LPT).

6.2. Le

superfici per l'avvicendamento delle colture (SAC) sono parte dei territori idonei

all'agricoltura; esse sono costituite dalle superfici coltive idonee

comprendenti soprattutto i campi, i prati artificiali in rotazione, come pure i

prati naturali confacenti alla campicoltura (art. 26 cpv. 1 OPT; inoltre l'art.

68 cpv. 1 lett. a LALPT). Esse sono designate in funzione delle condizioni climatiche

(durata della vegetazione, precipitazioni), delle caratteristiche del suolo (coltivabilità,

fertilità, equilibrio idrico) e della forma del terreno (pendenza, attitudine a

una lavorazione con mezzi meccanici), come pure nel rispetto delle necessità

dell'equilibrio ecologico (art. 26 cpv. 2 OPT). Un'estensione totale minima

delle SAC è necessaria onde assicurare, in periodi perturbati, una base

sufficiente per l'approvvigionamento del paese secondo il piano di alimentazione

(art. 26 cpv. 3 OPT). L'estensione totale minima delle SAC e la relativa

ripartizione tra Cantoni è operata dall'autorità federale (art. 27 cpv. 1 OPT;

decreto del Consiglio federale dell'8 aprile 1992, che stabilisce per il

Cantone Ticino un'estensione minima di 3'500 ettari; FF 1992 II 1396). Nell'ambito

della pianificazione direttrice (art. da 6 a 12 LPT) i Cantoni designano le SAC

insieme agli altri territori idonei all'agricoltura, fornendo per ogni comune i

dati cartografici e numerici sull'ubicazione, l'estensione e la qualità delle

stesse (art. 28 OPT). I Cantoni badano quindi che le SAC siano attribuite alle

zone agricole; devono inoltre garantire che la quota dell'estensione totale

minima delle SAC loro attribuita sia assicurata costantemente (art. 30 cpv. 1 e

2 OPT).

6.3. In

Ticino le SAC e gli altri terreni idonei all'agricoltura sono delimitati dall'autorità

Considerandi

cantonale attraverso le rappresentazioni grafiche in scala 1:25000 del piano

direttore (art. 2 seg. LTAgr). I comuni istituiscono la zona agricola,

precisando nei piani regolatori almeno il territorio agricolo cantonale

rappresentato graficamente nel piano direttore (art. 4 cpv. 1 LTAgr). La zona

agricola di piano regolatore deve comprendere le SAC, gli ulteriori terreni

idonei alla campicoltura e alla foraggicoltura di prima e seconda priorità,

come pure i terreni agricoli sussidiari che nell'interesse generale devono

essere utilizzati dall'agricoltura (art. 28 cpv. 2 lett. e art. 68 LALPT). I

comuni possono infine introdurre nel piano regolatore una zona agricola

intensiva, che dev'essere delimitata in base a criteri vincolanti fissati nel

piano direttore (art. 68 cpv. 2 LALPT; 16a cpv. 3 LPT).

6.4

Nel caso

concreto, è assodato che i mapp. __________ e __________ RFD di __________ appartengono,

perlomeno per quanto riguarda le parti censite quali prato campo, al

comprensorio SAC definito dal piano direttore cantonale. L'idoneità all'uso

agricolo dei fondi, facenti parte dell'azienda agricola __________ con sede

nelle immediate vicinanze (mappale n. 93), è inoltre stata visivamente accertata

in occasione del sopralluogo e risulta confermata dall'estratto della

rappresentazione grafica della carta dell'idoneità agricola dei suoli (e

relativi allegati), dal quale emerge che gli stessi sono stati classificati

quali terreni molto idonei alla campicoltura.

Ora, tutte queste circostanze confermano oltre ogni ragionevole dubbio la

correttezza della decisione impugnata, con la quale il Governo ha risolto di

non approvare l'estensione della zona edificabile litigiosa, ordinando nel

contempo al comune di attribuire alla zona agricola i suddetti mappali.

Tale soluzione è infine giustificata dal fatto che sia la part. n. __________

che la part. n. __________ si presentano come due bei prati pianeggianti a

ridosso di una zona agricola abbastanza vasta. I fondi in questione appartengono

inoltre ad uno spazio inedificabile coerente, che comprende diversi altri

terreni. Essi sono dunque parti integranti di un comprensorio agricolo conforme

al precetto sancito dall'art. 16 cpv. 2 LPT.

7.

I

ricorrenti lamentano una discriminazione in relazione al trattamento riservato

ad alcuni fondi situati nelle immediate vicinanze, i quali sono stati assegnati

alla zona edificabile.

7.1

Il

principio dell'uguaglianza giuridica ancorato all'art. 8 Cost. esige che la

legge e le decisioni d'esecuzione trattino in modo uguale situazioni uguali e

in modo diverso situazioni diverse.

Nell'ambito di provvedimenti pianificatori esso ha una portata necessariamente

limitata. Siccome occorre formare zone, è necessario poterle delimitare, talora

prescindendo da situazioni esistenti. Non è quindi insostenibile trattare

differentemente dal profilo pianificatorio ed edilizio anche terreni analoghi

per conformità e posizione. L'invocato principio si identifica in sostanza con

il divieto dell'arbitrio: per non essere arbitrario, il provvedimento deve

fondarsi pertanto su criteri pianificatori oggettivi e ragionevoli (RDAT I-2001

n. 49 consid. 5a).

7.2

Nel caso di specie la non approvazione della superficie fabbricabile dei

mappali n. __________ (in parte) e __________ RFD appare conforme ai principi

che reggono la pianificazione del territorio e merita pertanto tutela. È vero

che, come affermato nel ricorso, il Consiglio di Stato ha accettato alcuni

ampliamenti della zona edificabile in località __________; è però altresì vero

che gli stessi concernono terreni già edificati. Per quanto riguarda in

particolare i vicini mappali n. __________, __________ e __________, ai quali

gli insorgenti fanno riferimento nel loro gravame, il completo inserimento di

questi fondi in zona edificabile semi-intensiva risulta dettato da ragioni di

ordine urbanistico e pianificatorio degne di tutela. Tale scelta permette

infatti di far coincidere il confine tra la zona edificabile e quella

inedificabile con il confine dei citati mappali, contribuendo così a stabilire

una chiara e precisa delimitazione tra queste due zone, nonché di includere

nell'area fabbricabile anche i giardini delle abitazioni esistenti su tali

fondi. L'ampliamento in questione riguarda dunque dei sedimi di fatto già oggi

sottratti all'agricoltura e, nella misura in cui si riferisce a dei mappali in

larga misura edificati, non influisce praticamente sulla contenibilità teorica

del piano regolatore. La situazione delle part. n. __________, __________ e __________

RFD di __________ differisce dunque su più punti essenziali da quella dei due

mappali qui in discussione, i quali, contrariamente a quanto tentano di

dimostrare i ricorrenti, non presentano oggettivamente alcun legame funzionale

con le abitazioni esistenti sulle contigue part. n. __________, __________, __________.

Tale circostanza permette di escludere che il diverso trattamento riservato dal

Consiglio di Stato ai mappali situati dall'altro lato del passo pubblico sia

costitutivo di una violazione del principio di uguaglianza nei confronti dei ricorrenti.

Occorre poi ancora rilevare che se da un lato la pianificazione adottata dal

comune ha il pregio di delimitare in maniera lineare il confine della zona

edificabile del comparto in esame, dall'altro essa conduce, soprattutto per

quanto attiene al mappale n. __________, ad un risultato poco razionale, in

quanto il nuovo limite della zona taglierebbe su tutta la sua lunghezza quest'ultimo

fondo rendendo in questo modo fabbricabile unicamente una fascia di terreno che,

a causa della sua forma, non si presta ad un utilizzo ragionevole dal profilo

edilizio.

8.

Stante

tutto quanto precede, si deve dunque concludere che la risoluzione impugnata

non viola il diritto applicabile, ma anzi pone semmai in consonanza con l'ordinamento

pianificatorio sancito a livello federale le proposte delle autorità comunali.

Essa non è per finire nemmeno lesiva dell'autonomia che pertocca in questo

settore del diritto agli enti locali.

Di conseguenza, il ricorso dev'essere respinto e la risoluzione del Consiglio

di Stato confermata.

9.

La tassa

di giustizia e le spese seguono la soccombenza degli insorgenti (art. 28 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla

fattispecie;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. RI 1 e RI 2

sono condannati al pagamento in solido della tassa di giustizia e delle spese

per complessivi fr. 1'200.- (milleduecento).

3. Intimazione

a:

terzi implicati

PI 1

rappr. da: RA 2

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il vicepresidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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