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Decisione

90.2005.32

ricorso contro una zona di pianificazione comunale

7 febbraio 2006Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

i quali altrettanti proprietari di fondi ricompresi nel suo perimetro ne hanno chiesto

l'annullamento.

La RI 1,

originariamente __________ SA, era proprietaria, alla data di inoltro del

ricorso, dei mapp. 762, di 7953 mq, e 1234, di 572 mq, utilizzati come

posteggio. Questi fondi sono frattanto stati venduti alla __________ SA. A circa

400/450 m a nord-ovest di queste particelle laRI 1 possiede una serie di fondi ubicati

sul territorio di __________, segnatamente i mapp. 1206, che originariamente

confinava con le proprietà della ricorrente poste sul territorio di __________,

1413, 1217, 1219, 1190, 1191, 1459, di estese dimensioni, sui quali insiste parte

dello stabilimento impiegato, sino all'inizio dello scorso decennio, per la

produzione siderurgica, i relativi impianti accessori e gli accessi stradali e

ferroviari, ed attualmente utilizzati per vari scopi.

La __________

SA possiede invece il mapp. 771, di 10055 mq, oltre al confinante mapp. 1429 di

__________, di 10609 mq, su cui sorgono edifici di un certo rilievo, utilizzati

per lo svolgimento dell'attività della ditta.

Infine la

__________ SA, attiva nella ricerca e fabbricazione di materiali e prodotti

chimici, detiene il mapp. 741, di complessivi 66651 mq, ed il confinante mapp.

1216 di __________, di 35015 mq, che ospita lo stabilimento d'impresa.

b) In

sintesi, i proprietari contestano la sussistenza di una seria e concretizzabile

intenzione pianificatoria del comune, di un sufficiente interesse pubblico del

provvedimento e una lesione del principio di proporzionalità.

c) Al

tribunale si è pure aggravata la __________ SA, con sede a __________, il cui

scopo sociale consiste nella produzione, l'acquisto, la vendita, il trasporto,

la distribuzione e la commercializzazione di energia elettrica e termica

prodotta da fonti di ogni genere e segnatamente da fonti energetiche

rinnovabili. La __________ SA si è legittimata facendo riferimento all'introduzione,

il 5 dicembre 2003, di una domanda di costruzione volta alla realizzazione di

una centrale cogenerativa a biomasse legnose sui mapp. 1206 di __________ e sui

mapp. 762 e 1234 di __________, questi ultimi compresi nella zona di

pianificazione, tutti fondi in origine di proprietà della RI 1. Il 4 marzo 2005

il municipio di __________ aveva negato il rilascio della licenza edilizia,

adducendo - tra i vari motivi - che la domanda fosse in contrasto con l'avversata

zona di pianificazione.

Le

censure della __________ SA non vengono riassunte, in quanto il suo gravame dev'essere

dichiarato irricevibile.

d) La

divisione della pianificazione territoriale si è rimessa al giudizio del

tribunale, mentre che il municipio di __________ ha postulato la reiezione di

tutte le impugnative.

C. a) In data 1°

dicembre 2005 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante la quale le

parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande, rinunciando al dibattimento

finale e a presentare conclusioni. AllaRI 1, che aveva frattanto alienato i

mapp. 762 e 1234 ed aveva, di conseguenza, comunicato al tribunale di non avere

più interesse a proseguire le vertenza (cfr. lettera 29 novembre 2005), è

quindi stato fissato un termine scadente il 31 dicembre 2005 per far dichiarare

dalla nuova proprietaria, __________ SA, __________, se intendeva subentrare

nella causa: la relativa dichiarazione in tal senso è stata trasmessa al

tribunale il 27 dicembre 2005. Per questo motivo, la RI 1 viene dimessa dalla

lite; nella stessa le subentra, a tutti gli effetti, la nuova proprietaria dei

fondi, __________ SA.

All'udienza

1° dicembre 2005 ha fatto seguito il sopralluogo, in occasione del quale sono

state scattate delle fotografie dei luoghi, che sono state acquisite agli atti.

In esecuzione

di quanto stabilito nel verbale dell'udienza, con lettera 5 dicembre 2005 il

municipio di __________ ha trasmesso al tribunale la documentazione in suo

possesso relativa allo svincolo autostradale previsto in corrispondenza della zona

industriale. Alle ricorrenti è quindi stato fissato un termine di 30 giorni per

formulare eventuali osservazioni su questa documentazione. In questo contesto

il patrocinatore di __________ SA e di __________ SA ha trasmesso al tribunale

copia della risoluzione n. 5759, del 6 dicembre 2005, con cui il Consiglio di

Stato ha risposto all'interpellanza “Per la rapida realizzazione di un adeguato

e più modesto Centro di controllo dei mezzi pesanti in Ticino”; visto l'interesse

alla conoscenza di questo documento, esso è stato notificato a tutte le parti

coinvolte.

b) Non

avendo potuto partecipare alla seduta del 1° dicembre 2005, la __________ SA è

stata citata ad una nuova udienza, che ha avuto luogo presso la sede del tribunale

il giorno 10 gennaio 2006 ed alla quale le altre parti non sono comparse. Anche

questa insorgente, che ha rinunciato all'esperimento di un nuovo sopralluogo,

ha ribadito i motivi e le domande formulate nell'impugnativa.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La

competenza del tribunale è data ed i ricorsi sono tempestivi (art. 64 cpv. 1

LALPT). La legittimazione diRI 1, __________ SA e __________ SA, che contestano

la legittimità della zona di pianificazione disposta dal municipio di __________

a carico delle loro proprietà, è certa (art. 64 cpv. 2 LALPT). Com'è appena

stato spiegato, alla prima menzionata società, che ha alienato le sue due particelle

colpite dal provvedimento posteriormente all'inoltro del gravame, è frattanto subentrata

la __________ SA (art. 24 PAmm, 103 e 110 CPC). I loro gravami sono senz'altro

ricevibili in ordine.

1.2. Diversa

appare invece la posizione processuale della __________ SA. La ricorrente vanta

un interesse degno di protezione secondo la terminologia impiegata all'art. 64

cpv. 2 LALPT (ed agli art. 35 cpv. 2 lett. b e 38 cpv. 4 lett. c LALPT), ispirata

alla legislazione federale (art. 48 lett. a PA; 103 lett. a OG), ovvero un

interesse legittimo ai sensi dell'art. 43 PAmm, all'impugnazione della

risoluzione municipale. Per essere tale quest'interesse dev'essere, tra l'altro,

personale, ovvero proprio, e diretto (cfr. sul concetto di interesse legittimo

RDAT II-2001 n. 2 consid. 2.1. con rinvii; Borghi/Corti, Compendio di procedura

amministrativa ticinese, ad art. 43; Bovay, Procédure administrative, Berna

2000, pag. 350 segg.; Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, 2.a edizione,

Cadenazzo 2002, n. 1255 segg.; in particolare circa l'interesse personale e

diretto RDAT I-1992 n. 17). In concreto, la __________ SA non è proprietaria di

particelle comprese nella zona di pianificazione, ma è semplicemente intenzionata

a costruire, su alcune di esse, una centrale cogenerativa a biomasse legnose;

in relazione a tale intenzione la ricorrente aveva inoltrato una domanda di licenza

edilizia, che è stata negata con decisione del municipio di __________ il 4

marzo 2005 per motivo, tra l'altro, di contrasto con l'avversata zona di

pianificazione. Alla __________ SA non può pertanto essere riconosciuto un interesse

proprio, ovvero indipendente ed autonomo rispetto a quello dei proprietari, e

nello stesso tempo diretto al conseguimento dell'edificabilità immediata dei

fondi. Il suo gravame dev'essere, di conseguenza, dichiarato irricevibile per

difetto della necessaria legittimazione. Poco importa se, com'è appena stato

spiegato, uno dei motivi di diniego di rilascio del permesso di costruzione sia

stato individuato nel contrasto dei progetti con il provvedimento pianificatorio

osteggiato. Le allegazioni della __________ SA e i mezzi di prova versati agli

atti dalla stessa, su cui il municipio di __________ ha potuto prendere

compiutamente posizione, vengono tuttavia considerati nell'ambito dell'accertamento

d'ufficio dei fatti (art. 18 cpv. 1 PAmm).

1.3. I

ricorsi, che presentano lo stesso fondamento fattuale, sono stati istruiti congiuntamente

e vengono altresì decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm).

Considerandi

2.

2.1. Secondo

l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere

modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per

comprensori esattamente delimitati al cui interno nulla è lecito intraprendere

che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione. Il principio

è ripreso, a livello cantonale, all'art. 58 LALPT, che consente di istituire zone

di pianificazione se conflitti con i principi pianificatori o problemi

particolari relativi all'uso del territorio lo giustificano (cpv. 1), ed in

particolare, se i piani mancano o devono essere modificati (cpv. 2). La zona di

pianificazione è istituita, nell'ambito delle relative competenze, dal

municipio, rispettivamente dal Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 LALPT); quest'ultimo

può inoltre stabilire zone di pianificazione a salvaguardia degli obiettivi

della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente, così come

per garantire l'adeguamento delle pianificazioni locali (art. 60 cpv. 2 LALPT).

Il diritto cantonale riprende all'art. 63 cpv. 2 LALPT gli effetti del

provvedimento prescritti all'art. 27 cpv. 1 LPT, secondo cui all'interno della

zona è vietato ogni intervento che possa rendere più ardua la pianificazione

dell'utilizzazione, precisando inoltre che le domande di costruzione in

contrasto con gli obiettivi del piano in formazione sono decise negativamente

oppure sono sospese, al massimo fino alla scadenza della zona di pianificazione

(art. 63 cpv. 3 LALPT). La zona di pianificazione entra in vigore con la sua

pubblicazione e lo resta fino a che sia pubblicato il piano sostitutivo, ma

comunque non oltre cinque anni, con facoltà del Consiglio di Stato di prorogare

di altri due il termine di scadenza (art. 27 cpv. 2 LPT; 62 seg. LALPT).

2.2

In

sintesi, la zona di pianificazione è un provvedimento conservativo (RDAT 1990

n. 79 consid. 2b), volto a evitare che la pianificazione in atto o in procinto

di essere intrapresa venga ostacolata o comunque sia influenzata negativamente da

un uso del territorio contrastante col suo indirizzo. Lo scopo principale dell'istituto

consiste quindi nel tutelare la libertà di decisione dell'autorità durante lo

svolgimento del processo di pianificazione (DTF 118 Ia 510 consid. 4d; 113 Ia 362

consid. 2a, bb; Ruch, Kommentar RPG, ad art. 27 n. 21). A questo stadio l'assetto

definitivo dell'ordinamento allo studio non può essere dato per certo. Non si

può in particolare affermare che ne deriverà effettivamente la restrizione

della proprietà che l'indirizzo pianificatorio potrebbe far temere. La zona di

pianificazione non si confonde con la pianificazione soggiacente: è un

provvedimento a sé stante che, pur condizionato nei suoi effetti dall'indirizzo

pianificatorio di cui si pone a tutela, provoca direttamente, per la sua

durata, una restrizione della proprietà. La legittimità della zona di pianificazione

va dunque esaminata distintamente da quella delle intenzioni pianificatorie che,

pur nei limiti della loro indeterminatezza, ne informano l'azione. Per i motivi

che sono appena stati spiegati, l'esame giurisdizionale che l'art. 33 cpv. 3

lett. b) LPT garantisce nella materia specifica non può estendersi, salvo il

caso di un'impostazione manifestamente erronea, all'ordinamento pianificatorio

nel quale dovrebbero sfociare gli studi avviati, bensì e soltanto alla

fondatezza e all'idoneità del vincolo istituito per non compromettere la loro efficacia

(RDAT 1990 n. 79 consid. 2b). Solo importa dunque, in questo contesto,

determinare se il provvedimento si giustifichi in quanto tale.

3.

L'avversata

zona di pianificazione è stata disposta sul comprensorio di utilizzazione

ubicato lungo la sponda destra del fiume __________, formato principalmente

dalla zona industriale comunale, che confina con le zone industriali di __________

(a nord-ovest) e di __________ (a sud-est), ed inoltre da alcune zone AP-EP, che

ospitano , tra l'altro, il locale campo di calcio. A fondamento del

provvedimento il municipio ha indicato, nella scheda descrittiva predisposta

all'uopo, che gli studi in atto di revisione del piano regolatore avevano messo

in evidenza la necessità di coordinare la soluzione dei seguenti quattro

aspetti problematici per la promozione della locale zona industriale:

1.

la

definizione dei tipi di attività compatibili, con particolare riferimento alla

qualità degli insediamenti ed al carico ambientale generale ammissibile,

segnatamente per la qualità dell'aria (difficoltà di dispersione degli

inquinanti gassosi a causa delle condizioni meteorologiche generali che si

esplicano sul fondovalle della __________ __________, dove si concentrano i

principali insediamenti abitativi);

2.

i

provvedimenti da intraprendere per attenuare la conflittualità che il traffico

pesante provoca sulle condizioni di viabilità sia per l'accesso alla zona da

sud (attraversamento di aree residenziali) che per la distribuzione interna

alla zona industriale (infrastrutture inadeguate, di sicurezza per la mobilità

lenta);

3.

l'urbanizzazione

della zona industriale, in particolare la questione degli accessi, anche in

relazione al necessario coordinamento con il centro di competenza per il

controllo del traffico pesante e relativi svincoli (o semisvincoli)

autostradali;

4.

la

protezione delle acque, ritenuto che il comprensorio della zona di

pianificazione è inserito nel settore Au di protezione delle acque.

La misura

ha lo scopo di consentire al municipio di approntare gli studi pianificatori e

di salvaguardare la loro elaborazione fino al completamento dell'iter

procedurale di approvazione.

Nel

comprensorio interessato la scheda descrittiva stabilisce come segue gli

effetti dell'avversata zona:

“In generale sono ammessi solo interventi di

ordinaria manutenzione di edifici e di impianti esistenti; nuove costruzioni

industriali possono essere eccezionalmente autorizzate dal municipio, alla condizione

che le utilizzazioni proposte siano compatibili con l'urbanizzazione della zona

e non conducano ad apprezzabili aumenti del traffico e di carico ambientale.”

Il

menzionato documento prevede infine che la zona di pianificazione entra in

vigore con la sua pubblicazione ed ha una durata di cinque anni.

4.

Una restrizione

di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art.

26.

Cost. solo se si fonda su di una base legale, è giustificata da un interesse

pubblico preponderante e rispetta il principio della proporzionalità (art. 36

cpv. 1-3 Cost.). In linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la

generalità dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al

potere pubblico promuovere nell'esercizio delle sue funzioni. L'interesse

pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio è, pertanto,

segnatamente dato quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante,

chiaramente avvertito dalla collettività. Tale interesse deve prevalere sui contrapposti

interessi pubblici e privati in giuoco (RDAT I-2000 n. 24 consid. 4.1 con

rinvii; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,

expropriation, Berna 2001, n. 98-102; Scolari, Diritto amministrativo, parte

generale, 2.a edizione, Cadenazzo 2002, n. 558-594). Il principio della proporzionalità

esige invece che le restrizioni della proprietà siano idonee a raggiungere lo

scopo di interesse pubblico desiderato (regola dell'idoneità), che tra i

diversi provvedimenti a disposizione per conseguire tale scopo venga scelto

quello che lede in misura minore gli interessi del proprietario (regola della

necessità), infine che sussista un rapporto ragionevole tra lo scopo di

interesse pubblico perseguito e i mezzi utilizzati (regola della

proporzionalità in senso stretto; RDAT II-2000 n. 75 consid. 5b con rinvii;

Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 103-106; Scolari, op. cit., n. 595-610).

5.

Gli

insorgenti non contestano la sussistenza di una base legale che legittimi il

municipio ad emanare la controversa zona di pianificazione, la quale comporta

indubitabilmente delle nuove restrizioni a carico dei loro fondi. Non resta

quindi che esaminare l'interesse pubblico e la proporzionalità del provvedimento.

6.

6.1. L'adozione

di una misura di salvaguardia della pianificazione presuppone, come requisito

centrale, una seria intenzione di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente (RDAT

I-1995 n. 31 consid. 2b di fine; Ruch, op. cit., art. 27 n. 27); questo significa

che deve sussistere un interesse pubblico sia alla modifica del piano di utilizzazione

(piano regolatore a livello comunale) sia all'impiego transitorio dello strumento

della zona di pianificazione (Ruch, op. cit., ad art. 27 n. 25 seg.). Il grado

di concretizzazione di questa intenzione non dev'essere tuttavia

necessariamente elevato, specialmodo quando il provvedimento è adottato, come si

avvera nel nostro Cantone, dall'esecutivo comunale, che non è l'autorità competente

ad adottare il piano di utilizzazione che la zona di pianificazione vuole

tutelare (cfr. Ruch, op. cit., ad art. 27 n. 27 seg.; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,

Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 457).

6.2

In

concreto, il municipio di __________ ha dato avvio alla revisione del piano

regolatore, approvato dal Consiglio di Stato il 5 agosto 1981. Nella risposta

ai gravami il municipio spiega che, a quella data la zona industriale comunale,

di circa 150'000 mq, era ancora occupata, quantomeno in parte, dagli

stabilimenti di produzione della __________ SA, che hanno chiuso definitivamente

i battenti al 31 dicembre 1994. La chiusura di questo impianto ha comportato la

cessazione dell'attività di altre ditte legate allo stesso. Il panorama

industriale e occupazionale locale è pertanto mutato in misura importante dopo

la data di approvazione del piano regolatore, lasciando sul terreno costruzioni

in parte fatiscenti, oltre a vaste aree smesse e poco attrattive. Secondo gli

intendimenti dell'esecutivo di __________, la futura pianificazione della zona

industriale dovrà coordinare quattro ordini di interessi, non sempre

convergenti: permettere il mantenimento e lo sviluppo delle aziende esistenti;

favorire l'insediamento di nuove attività di una certa qualità, risolvere i problemi

viari, evitare infine un peggioramento della situazione ambientale ed eventualmente

contribuire a migliorarla.

Intanto

la nuova pianificazione, giusta le indicazioni fornite dal municipio nelle risposte

di causa, appare necessaria per precisare la destinazione del comparto industriale,

attualmente disciplinata all'art. 49 NAPR, che ammette attività industriali, artigianali

e a cielo aperto di ogni tipo. Questa disposizione non tiene conto dei problemi

viari e della situazione ambientale locale. La qualità dell'aria a __________ e

nella __________ __________ continua a peggiorare a causa dell'inquinamento

indotto dalle industrie esistenti, dall'autostrada e dal cantiere __________,

situato alle porte dell'abitato, superando sistematicamente i valori limite

fissati nell'OIAt.

Inoltre

la revisione del piano regolatore, prosegue l'autorità intimata, è necessaria

per ridefinire completamente gli accessi alla zona industriale, che non

appaiono sufficienti. Il traffico attuale, caratterizzato da una quasi totalità

di trasporti su strada, è insostenibile. L'accesso veicolare alla zona

industriale ha luogo in prevalenza da sud, da dove proviene il traffico in

uscita dallo svincolo autostradale di __________. I veicoli passano attraverso

l'abitato di __________, svoltano verso __________ e proseguono sulla strada

del __________, dal calibro e dal percorso inadeguati; esso è caratterizzato da

due incroci pericolosi e si sovrappone, in parte, ad un itinerario ciclabile. L'urbanizzazione

sotto l'aspetto viario della zona industriale dovrà essere coordinata con

quella degli altri comuni, ed in particolare con quella adiacente e di ben

maggiori dimensioni di __________, di circa 2,5 volte più estesa di quella di __________,

dove, molto probabilmente, verrà costruito a breve-medio termine uno svincolo autostradale

contemporaneamente ad un'area multiservizi (area di stoccaggio per ca. 400

veicoli pesanti, centro di controllo, centro di servizi e posteggi per veicoli

leggeri).

6.3

Sulla scorta delle spiegazioni fornite dall'autorità intimata, l'intenzione del

municipio di __________ di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente appare

più che sufficientemente dimostrata. In particolare è intenzione dell'esecutivo

di quel comune di ridefinire i contenuti (tipologia delle attività ammissibili)

e l'urbanizzazione del comprensorio della sponda destra del fiume __________

per quanto concerne la zona industriale, in vista di un miglioramento della

qualità degli insediamenti e di un contenimento del loro inquinamento.

Questo

fine può senz'altro essere conseguito attraverso gli strumenti della pianificazione

del territorio (in concreto la revisione del piano regolatore), anche se rientra,

quantomeno in parte, negli obiettivi della legislazione sulla protezione dell'ambiente

consegnati, in primo luogo, agli art. 74 Cost. e 1 cpv. 1 LPAmb. Le autorità

incaricate della pianificazione del territorio devono in effetti tener conto,

nelle loro decisioni, di numerose esigenze ecologiche, conformemente a quanto

dispongono - segnatamente - gli 1 cpv. 2 lett. a-b e 3 cpv. 2 lett. c-d e cpv.

3.

lett. b, 6 cpv. 2 lett. b-c e 17 LPT. La protezione dell'ambiente costituisce

pertanto, indiscutibilmente, uno degli scopi della pianificazione del territorio;

quest'ultima, a sua volta, rappresenta un mezzo per perseguire la tutela dell'ambiente

(cfr. Tschannen, Bau- und Nutzungbeschränkungen aufgrund von umweltrechtlichen

Vorschriften: Zusammenspiel von Umweltrecht und Raumplanung, pubbl. un URP

1998, 486 segg., 491; inoltre Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes

Umweltchutzrecht, Berna 2002, pag. 345 seg.). La pianificazione

del territorio permette quindi in modo ottimale di impedire tempestivamente

indesiderati sviluppi ed inquinamenti, mediante la delimitazione dello spazio e

l'apprestamento delle condizioni quadro della protezione dell'ambiente (cfr. messaggio

del Consiglio federale del 31 ottobre 1979 concernente la LPAmb, pubbl. in FF

1979.

III 713 segg., 729; inoltre DTF 113 Ib 376 consid. 4b). Bisogna tuttavia

vigilare affinché gli strumenti cantonali o comunali adottati secondo la LPT

non interferiscano nel campo di applicazione della normativa federale sulla

protezione dell'ambiente, poiché violerebbero la forza derogatoria di quest'ultima

ancorata all'art. 49 cpv. 1 Cost. Ora, com'è noto, la giurisprudenza ritiene

che il diritto federale sulla protezione dell'ambiente non impedisca al legislatore

comunale di precisare la funzione assegnata dal piano regolatore a singole zone

attraverso ulteriori normative di attuazione volte a definire più in dettaglio le

caratteristiche delle costruzioni o degli impianti che possono essere insediati

nelle stesse; questa precisazione ha luogo, generalmente, in funzioni delle

ripercussioni ambientali che certi tipi di attività sogliono generare, preventivamente

valutate in modo astratto e secondo criteri oggettivi (cfr. RDAT II-2000 n. 77

consid. 1b e 3; II-1994 n. 56 e relativi rinvii; inoltre Scolari, Commentario,

Cadenazzo, 1996, ad art. 28 LALPT n. 250). Del pari, l'urbanizzazione delle

zone edificabili, ancorché possa provocare dell'inquinamento e debba, di

conseguenza, ossequiare anche la legislazione ambientale federale (RDAT I-1994

n. 67 consid. 2.3), costituisce un compito primordiale per il comune non solo per

quanto concerne la sua pianificazione (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT, 5 cpv. 2

Lstr) ma anche la sua realizzazione (art. 19 cpv. 2 LPT, 78 seg. LALPT, 4 cpv.

2.

Lstr).

6.4

I

ricorrenti adducono che la zona industriale di __________ è già edificata e

sfruttata in larga misura conformemente alla sua attuale funzione: una

ridefinizione dei suoi contenuti, che dovrebbe essere oltretutto coordinata con

le funzioni delle adiacenti zone industriali dei comuni di __________ e __________,

potrebbe pertanto servire a poco. Affermano inoltre che una riduzione del

carico ambientale può essere efficace solo se attuata sul complesso della zona

industriale, che è però ubicata, per la maggior parte, sul territorio di __________

e, in misura minore, di __________, i cui municipi si sono pubblicamente

dissociati dall'adozione del controverso provvedimento con comunicato congiunto

3.

marzo 2005. Ora, questi indiscutibili elementi fattuali ridimensionano in misura

significativa la possibilità di concretamente attuare gli ambiziosi obiettivi

che si è prefisso il municipio di __________. Tuttavia, com'è stato spiegato,

in questa sede non è, né potrebbe essere rimesso in forse, il fondamento della

pianificazione che il municipio si propone di perseguire: basta che questo non appaia

d'acchito, come si avvera nel caso in esame, manifestamente insostenibile.

I

ricorrenti muovono delle contestazioni anche in merito all'urbanizzazione della

zona industriale, che essi ritengono sufficiente. Nondimeno l'accesso alla zona

industriale implica pur sempre l'attraversamento di aree residenziali, degli incroci

ed inoltre il sedime stradale interno alla stessa, che per una buona parte è

inferiore ai 6 m di larghezza, appare inadeguato al traffico pesante. Anche il

ripensamento dell'urbanizzazione del settore - che dipende comunque sia in

grande parte dalle scelte che verranno operate a livello di azzonamento - non

appare, prima facie, del tutto fuori luogo. Tanto più che gli accessi alla zona

industriale potranno essere influenzati dalla realizzazione dello svincolo

autostradale che il Consiglio di Stato ha intenzione di progettare (e

realizzare) insieme all'area multiservizi prevista sui sedimi della __________,

secondo quanto sta scritto nella risoluzione 6 dicembre 2005 in risposta all'interpellanza

“Per la rapida realizzazione di un adeguato e più modesto centro di controllo

dei mezzi pesanti in Ticino”. Intenzione che, secondo quanto afferma lo stesso

Consiglio di Stato nell'appena menzionato documento, dovrebbe parimenti

perseguire il risanamento della locale area industriale.

6.5

Fondata

sotto il criterio dell'interesse pubblico, resta da esaminare se per rapporto

alle circostanze concrete la misura pianificatoria all'esame risulta

ragionevole, idonea e necessaria; segnatamente se non sacrifica

sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto (RDAT I-1995 n. 31 consid.

2b). Se così fosse, questa misura violerebbe il principio della

proporzionalità. Trattasi pertanto di verificare, in primis, gli effetti della controversa

zona di pianificazione, per determinare se e fino a che punto si giustifichi di

mantenere la pianificazione comunale allo studio al riparo da iniziative

edilizie che potrebbero seriamente comprometterla o comunque renderne più arduo

lo svolgimento. In quest'ordine di idee la scheda descrittiva predisposta dall'autorità

comunale concede, in generale, per l'area industriale interessata solo

interventi di ordinaria manutenzione di edifici e impianti. Essa riserva

tuttavia, in seguito, la facoltà per il municipio di derogare a questo

principio, autorizzando a titolo eccezionale nuove costruzioni industriali, “alla

condizione che le utilizzazioni proposte siano compatibili con l'urbanizzazione

della zona e non conducano ad apprezzabili aumenti del traffico e di carico

ambientale.” Se l'avversato provvedimento appare pertanto idoneo e nello stesso

tempo necessario, da un lato, a perseguire la salvaguardia della pianificazione

in fieri, va dunque, d'altro canto, evidenziato che la regolamentazione degli effetti

della zona prevede un apprezzabile elemento di flessibilità nell'interesse dei

proprietari, poiché non si limita a vietare tassativamente qualsiasi iniziativa

edificatoria, ma facoltizza anzi espressamente l'autorità esecutiva,

conferendole nel contempo un notevole potere d'apprezzamento, ad autorizzare tutte

quelle che appaiono in sintonia con gli obiettivi dell'auspicata pianificazione.

Il giudizio dell'autorità chiamata a valutare un progetto concreto potrà

inoltre essere debitamente adattato al grado di definizione del progetto di

piano regolatore raggiunto a quel momento. Poco importa se, come obiettano i

ricorrenti, una nuova costruzione od impianto deve già soddisfare le severe esigenze

ecologiche prescritte dalla legislazione federale sulla protezione dell'ambiente.

Com'è stato spiegato, le condizioni quadro dello sviluppo auspicato, che qui si

tratta di tutelare, e che comprendono, segnatamente, eventuali specifiche

caratteristiche di costruzioni od impianti, vengono stabilite a livello

pianificatorio; per questo motivo appare lecito conferire transitoriamente al

municipio, ovvero all'autorità preposta alla verifica di tali condizioni in

sede di rilascio di una licenza edilizia, la facoltà di estendere le proprie

valutazioni anche ai presumibili effetti inquinanti arrecati delle costruzioni

od impianti che si tratta di approvare, allo scopo di potersi preventivamente

pronunciare sulla loro compatibilità con l'indirizzo che si vuol imprimere,

tramite la pianificazione in corso, alla zona di utilizzazione interessata,

nella fattispecie quella industriale. In caso contrario entrerebbe in linea di

conto solo un blocco temporaneo di tutte le costruzioni, ovviamente più pregiudizievole

alla posizione dei proprietari. Trattandosi poi di un vincolo i cui effetti

sono limitati - in principio - a cinque anni, e considerando l'importanza della

pianificazione da salvaguardare, la bilancia pende alla fin fine a favore dell'interesse

pubblico. Di conseguenza, la zona di pianificazione appare anche proporzionata

al sacrificio imposto ai proprietari dei fondi toccati.

7.

La zona di

pianificazione all'esame risulta quindi sorretta da una valida base legale,

giustificata da un sufficiente interesse pubblico e rispettosa del principio di

proporzionalità. I ricorsi devono essere conseguentemente respinti, salvo

quello di __________ SA, che dev'esser dichiarato irricevibile. La tassa di

giudizio e le spese devono essere poste a carico dei ricorrenti (art. 28 PAmm),

i quali devono inoltre essere tenuti a versare al comune di __________ delle

adeguate ripetibili (art. 31 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla

fattispecie;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso è

__________ SA è dichiarato irricevibile. Gli altri ricorsi

sono respinti.

2. La tassa di

giudizio, di fr. 2'000.-, è posta a carico dei ricorrenti ____________________

SA, __________ SA, __________ SA, __________ SA, in ragione di ¼ ciascuno.

Nella stessa proporzione i predetti ricorrenti sono tenuti a rifondere al

comune di __________ identico importo per ripetibili.

3. Intimazione

a:

terzi implicati

PI 1

CO 1

patr. da: PR 1

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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