Lexipedia

Decisione

90.2007.59

Perimetro di rispetto - retrocessione atti al Governo per carente motivazioe

25 agosto 2008Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

i vincoli speciali cui è assoggettata l'utilizzazione di taluni fondi, in

particolare per la protezione delle acque, la tutela del paesaggio e dei suoi

contenuti naturalistici, degli edifici di pregio storico-culturale e della

vista panoramica. Inoltre, secondo l'art. 29 LALPT, il piano regolatore può

prevedere l'obbligo di mantenere costruzioni, singoli alberi, gruppi di essi o

siepi che concorrono a formare la bellezza e la caratteristica del paesaggio (cpv.

2 lett. d), come pure stabilire le regole sulla manutenzione degli edifici

(cpv. 1 lett. g).

3.3. Nel nostro Cantone è inoltre in vigore, dal 1° novembre 1997, la LBC (v.

consid. 1), che ha abrogato la legge per la protezione dei monumenti

storici ed artistici del 15 aprile 1946 (LMS). Questa nuova

legge, fondata su una nozione di cultura più aperta e dinamica rispetto a

quella tradizionale, fa riferimento non più ai soli

valori alti della civiltà, ma anche all'insieme di tutti quei valori, usi e costumi

che caratterizzano il vivere sociale di un popolo e permette, di conseguenza,

di tener conto di tutte quelle presenze che possono anche apparire minori, se

misurate con i canoni classici, ma che non per questo sono prive di importanza,

talvolta anche notevole, sotto angolazioni culturali diverse.

3.3.1. La protezione del patrimonio culturale è compito comune del proprietario

e dell'ente pubblico (cfr art. 5 LBC); sono suscettibili di protezione sia i

beni culturali mobili che quelli immobili (cfr. art. 2 LBC). L'art. 2 LBC dà la

definizione di bene culturale: ossia un bene che riveste importanza per la

collettività, un oggetto non solo d'interesse storico o artistico, ma anche

religioso, archeologico, architettonico, urbanistico, etnografico, archivistico,

bibliografico, numismatico ecc. Fra i beni suscettibili di protezione trovano

posto, come detto, gli immobili, ossia le costruzioni, i manufatti, le rovine,

le parti costitutive o accessorie di costruzione, le zone archeologiche, ecc.,

così come i beni mobili, definiti secondo l'art. 713 del codice civile svizzero

del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210) come oggetti che possono essere trasferiti

senza alternarne la sostanza. Non solo oggetti singoli possono essere oggetto

di tutela; anche una pluralità di beni, che riveste interesse nel suo insieme

(come una collezione, un fondo archivistico o librario, un nucleo) può essere

protetta nella sua globalità (cfr. messaggio cit., Commento agli art. 2-4 del

progetto, RVGC cit., pag. 1026 seg.). Si deve però trattare di prodotto del

lavoro dell'uomo: è pertanto il territorio costruito (nuclei, giardini,

vie storiche) che può essere protetto in applicazione di questa legge, anche

per la sua importanza paesaggistica. Il paesaggio non costruito può essere

assoggettato a limitazioni, nella misura in cui sia incluso nel perimetro di

rispetto di un bene culturale protetto secondo l'art. 22 cpv. 2 LBC (cfr. messaggio

cit., cifra 4.2, lett. b; RVGC cit., pag. 1023).

3.3.2. Secondo l'art. 3 LBC, sono beni culturali protetti

quelli che beneficiano di protezione pubblica ai sensi della legge. Quanto agli

immobili, la legge distingue tra quelli d'interesse cantonale e quelli d'interesse

locale. I primi sono testimonianze cui è attribuito un significato culturale

che travalica l'ambito locale e sono protetti per decisione cantonale (art. 20

cpv. 3 LBC). I secondi sono protetti per decisione comunale (art. 20 cpv. 2

LBC) e fanno parte di quei beni che rivestono importanza soprattutto per le

collettività locali. La ragione delle predette

distinzioni sta nel trattamento in parte differenziato che la legge riserva a

ciascuna delle categorie dei beni protetti (cfr. art. 20 e segg. LBC).

3.3.3. L'art. 19 LBC definisce le condizioni generali

dell'istituzione della protezione e, pur senza fissare a priori criteri di

giudizio intrinseci, indica i parametri secondo i quali un bene viene protetto:

determinante ed essenziale ai fini della protezione è l'interesse pubblico,

ossia il significato e l'importanza che l'oggetto, preso nel suo contesto,

riveste per la collettività in quanto luogo o fram-mento della memoria collettiva.

L'interesse pubblico alla conservazione presuppone insomma che si tratti di

beni nei quali la collettività si identifichi e vi riconosca i propri valori

essenziali, al punto da dover essere tramandati alle generazioni a venire (cfr.

messaggio cit., Commento all'art. 19 del progetto, RVGC cit., pag. 1032). La legge affida alla commissione dei beni culturali (CBC; art. 45

LBC) il compito di farsi di volta in volta interprete della sensibilità

culturale della collettività e di individuare quell'interesse pubblico che

Considerandi

giustifica la protezione di un bene (messaggio cit., cifra 6, Commento all'art.

45.

del progetto, RVGC cit., pag. 1045). Il regime giuridico della protezione deve

soddisfare due esigenze in parte contrapposte: d'un canto salvaguardare un

oggetto del patrimonio collettivo, dall'altro consentire l'esercizio della

proprietà sul medesimo bene (Patrizia Cattaneo

Beretta, La legge cantonale sulla protezione dei beni culturali, in:

RDAT I/2000, pag. 139 segg., n. 4.3.2., pag. 152). Per quanto concerne la protezione dei beni immobili, giusta l'art.

20.

LBC l'istituzione della tutela si inserisce nella procedura di adozione o

modifica del piano regolatore o del piano di utilizzazione cantonale: la legge

impone infatti una precisa individuazione e descrizione di ogni singolo oggetto

(art. 28

cpv. 2 lett. i LALPT). Spetterà quindi anzitutto al

municipio sottoporre, in fase d'elaborazione del piano, ai servizi cantonali la

sua proposta relativa ai beni immobili d'interesse comunale. La commissione

dovrà dare il suo preavviso e parimenti indicare, già in fase di esame

preliminare, quali siano gli immobili d'interesse cantonale da proteggere (cfr. art. 20 cpv. 1

LBC). Autorità competenti per la decisione di

istituzione della protezione sono il legislativo comunale per gli immobili d'interesse

locale e il Consiglio di Stato per quelli d'interesse cantonale (art. 20 cpv. 2 e 3

LBC).

3.3.4

Secondo l'art. 22 LBC, salvo disposizione contraria, la protezione di un

bene culturale si estende all'oggetto nel suo insieme, in tutte le sue parti e

strutture interne ed esterne (cpv. 1) e, se le circostanze lo esigono, nelle

adiacenze del bene protetto è da delimitare un perimetro di rispetto entro il

quale non sono ammessi interventi suscettibili di compromettere la sua conservazione

o la sua valorizzazione (cpv. 2). La citata norma concretizza

uno dei principi generali alla base della nuova legislazione sulla protezione

dei beni culturali, secondo la quale un bene culturale

deve essere tutelato nella sua interezza e, per quanto possibile, nel suo

contesto spaziale (cfr. anche Elsbeth Wiederkehr Schuler, Denkmal- und Ortsbildschutz: die

Rechtsprechung des Bundesgerichts und des Zürcher Verwaltungsgerichts, Zurigo 1999, pag. 84). Sovente l'importanza

di un bene culturale, in particolare un immobile, risulta tanto dal suo valore

intrinseco quanto dalla sua situazione nel contesto spaziale. Il bene deve

quindi esser protetto nel suo insieme non potendosi limitare la protezione,

come nel passato, a singoli elementi (una facciata, il portale, una colonna,

una finestra). Assume quindi grande importanza la delimitazione del perimetro

di rispetto (art. 22 cpv. 2 LBC), con funzione analoga alla zona di protezione

codificata dalla legislazione previgente (art. 12 della cessata LMS). Tale

perimetro di rispetto verrà delimitato, per gli immobili, nel piano delle zone.

Cade quindi anche il vecchio concetto di "adiacenza" al bene

protetto, che è stato sovente fonte di problemi nei casi di applicazione

concreta (cfr. messaggio cit., Commento agli art. da 22 a 29 del progetto, RVGC cit., pag. 1037).

3.4

Una restrizione di

diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita

dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su una base legale, è giustificata da un interesse

pubblico preponderante e rispetta il principio della proporzionalità (art. 36

cpv. 1-3 Cost.). La legalità, l'interesse pubblico e la proporzionalità

costituiscono d'altra parte dei principi giuridici fondamentali che servono

alla delimitazione del potere statuale nello Stato di diritto (art. 5 cpv. 1 e

2.

Cost.) e che questi deve dunque sempre rispettare.

3.5

Come visto, la qualità di bene culturale d'interesse cantonale

dell'edificio dell'Oratorio di Boscherina non può più essere messa in

discussione in questa sede. Diversa considerazione s'impone invece per quanto

riguarda la definizione del perimetro di rispetto, che è avvenuta con la

decisione impugnata e che il ricorrente può quindi contestare. In proposito, invano

si cerca nella risoluzione di approvazione una circostanziata motivazione per

l'istituzione di questo perimetro e per la definizione della sua estensione.

Nemmeno in sede di risposta l'autorità di approvazione ha fornito una

spiegazione, limitandosi genericamente ad affermare che sussiste la necessità

di preservare il monumento dagli interventi che potrebbero comprometterne la

conservazione e la valorizzazione in modo da garantirne adeguatamente la protezione.

Neanche in sede di udienza è stata fornita una delucidazione completa sui

motivi che impongono l'istituzione di tale perimetro; d'altro canto gli stessi

non sono sufficientemente desumibili dai documenti agli atti. La decisione è

pertanto insufficientemente motivata, in spregio al principio fondamentale di

cui all'art. 26 cpv. 2 della legge di procedura per le cause amministrative del

19.

aprile 1966 (LPamm, RL 3.3.1.1), impedendo di fatto al Tribunale di poterla sindacare. Si impone pertanto,

su questo oggetto, l'annullamento della risoluzione e la retrocessione degli

atti al Governo affinché fornisca congrua motivazione per l'istituzione del

perimetro di rispetto e dei criteri alla base della sua delimitazione (art. 65

cpv. 2 LPamm).

4.

Stante

quanto precede, nella misura in cui non è sospeso e nella misura in cui è ricevibile,

il ricorso deve essere parzialmente accolto. Dato l'esito, si

prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 LPamm), mentre si

giustifica l'assegnazione di ripetibili in proporzione al successo

dell'impugnativa (art. 31 LPamm).

Dispositivo

per questi motivi,

visti gli articoli 5, 26, 36, 78 Cost., 26, 28, 31

LPamm, 17 LPT, 28, 29 LALPT,

19, 20, 22 LBC;

dichiara

e pronuncia:

1. Il

ricorso, nella misura in cui non è sospeso e nella

misura in cui è ricevibile, è parzialmente

accolto.

§

Di conseguenza:

1.1. la decisione impugnata è annullata nella misura in cui istituisce un

perimetro di rispetto per l'Oratorio della Madonna in località Boscherina;

1.2. gli atti sono retrocessi al Governo perché proceda a emettere una nuova

decisione motivata.

2.Lo Stato rifonderà al ricorrente fr. 400.- per ripetibili.

3.Contro la presente decisione è dato ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della legge sul Tribunale

federale del 17 giugno 2005, LTF, RS 173.110). Qualora non sia proponibile il

ricorso in materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113

segg. LTF).

4. Intimazione

a:

.

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster