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Decisione

INC.2004.39503

proroga del carcere preventivo

4 gennaio 2005Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia, pur se noti alle parti,

vengono qui brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33

scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo

evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in

libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo

a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato

gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel

contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si

aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di

interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.

32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine

pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà

personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto

cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di

quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel

solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto

della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102

Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior

rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della

libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.

416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi

penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:

sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

-

per quanto concerne i seri e concreti indizi di colpevolezza a

carico di __________, tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, la

loro presenza/esistenza è data, nel caso in esame, e non solo per i

quantitativi ammessi, come indicato dalla difesa (che comunque già concernono quantitativi

superiori ai 200 grammi - cfr. Verbale PP 30.07.2004); vi sono agli atti

dichiarazioni di terzi che affermano di aver acquistato da __________, mentre

l'accusato non li ha menzionati nelle sue ammissioni ed ha negato i fatti in

sede di confronto (cfr. __________ 17.06.2004, __________ 16.07.2004, confronto

__________ /__________ 2.11.2004), nonché dichiarazioni, sempre di terze

persone, che affermano costante frequente compresenza di __________ e

__________, con il primo che dava l'impressione di essere colui che tra i due

"comandava" (__________8.11.2004); a quanto sopra si aggiunga che lo

stesso accusato ha affermato di aver più volte risposto a telefonate di

acquirenti, concordando consegne (quindi quantitativi e prezzi) in gran parte

effettuate poi concretamente da __________ (Verbale PP 30.07.2004, pag. 2;

Verbale PP 2.11.2004, pag. 2 e 5), il che induce a pensare che egli conoscesse

perlomeno prezzi praticati, quantitativi disponibili e disponibilità a

effettuare consegne da parte di __________; non da ultimo, risulta pure che

egli partecipava alle operazioni di taglio dello stupefacente (Verbale PP

30.07.2004, pag. 3), ha "passato" a __________ suoi

"vecchi" clienti (Verbale PP 2.11.2004, pag. 6) e conosceva l'entità

degli acquisti a Zurigo (Verbale PP 2.11.2004, pag. 5); da tutto quanto

indicato (in parte confermato dai controlli telefonici posti in essere nei

confronti di __________ - cfr. AI 5 e 11) non si può che concludere per la

presenza di seri e concreti indizi di correità per l'intera attività svolta da

__________;

-

pacifica l'esistenza di indizi in relazione all'infrazione alla

LDDS (Verbale PG 13.07.2004; Verbale GIAR 13.07.2004, pag. 2);

-

il pericolo di fuga e quello di recidiva emergono in modo

concreto dall'incarto prodotto;

-

sebbene la gravità della pena presumibile (qui certamente non

indifferente e probabilmente oltre il limite per la concessione della

sospensione, qualora le accuse trovassero conferma) non basti, da sola, a

motivare la carcerazione, nel caso in esame, il rischio in questione associato

all'assenza di legami famigliari importanti, rispettivamente professionali in

Svizzera, paese nel quale è entrato ed ha soggiornato irregolarmente, fanno sì

che una sua futura permanenza, in Svizzera ai fini del reinserimento e/o del

collocamento, appare improbabile; il fatto che abbia deciso di smettere con il

consumo di stupefacenti (comunque solo durante la detenzione) non è in alcun

modo indice i volontà di rimanere a disposizione per il seguito dell'inchiesta

e l'eventuale dibattimento; la situazione personale dell'accusato rende la fuga

non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69;

SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701),

ritenuto, inoltre che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata

"Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, …"

(Schmid, ibidem);

-

abbondanzialmente, dall'incarto emerge anche la presenza di un

pericolo di recidiva; __________ ha già subito condanna, per infrazioni aggravata

alla LFStup, nel 1999 da parte della magistratura dei Minorenni (AI 34) e nel

novembre 2003 è stato perlomeno inchiestato (l'esito del procedimento non è

desumibile dal casellario prodotto - cfr. doc. 3 inc. GIAR 395.2004.1) nella

svizzera tedesca per lo stesso tipo di reato; le precedenti disavventure

giudiziarie non sembrano averlo trattenuto dal dedicarsi a traffici che anzi,

alla luce degli indizi della presente inchiesta, sembrano essersi intensificati

e commessi previa entrata e soggiorno illegale in Svizzera, dimostrando così

un'assenza di scrupoli che non può essere qui trascurata a fronte della

cessazione del consumo in carcere;

-

visto l'accertamento dell'esistenza di pericolo di fuga e di

recidiva, ci si può esimere dall'analizzare se siano presenti, a

giustificazione della carcerazione preventiva, necessità istruttorie (concreto

pericolo di collusione e/o inquinamento delle prove) che, invero neppure sono

state chiaramente circostanziate dal magistrato inquirente ("Die Tatsache allein, dass noch nicht alle

Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder

dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht", N. Schmid, op. cit., no. 701a) cui spetta tale incombenza

(anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del

contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo 1998, in REP

1998 p. 329), se ne afferma l'esistenza (GIAR 4 aprile 2002 in re C.); di certo

non possono costituire valide necessità istruttorie, ai sensi degli artt. 95

ss. CPP, le eventuali conseguenze della solo recente "congiunzione"

di incarti connessi fin dall'inizio dell'istruttoria (art. 36 cpv. 1 CPP);

-

stabilito che gli elementi di legge per il mantenimento e/o

proroga della detenzione preventiva sono presenti nel caso in esame, occorre

ora valutare se la proroga richiesta (un mese) è rispettosa del principio di

proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono il rapporto

tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità

dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102

CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità);

-

nel caso in esame, alla luce dell'istruttoria (cfr. elenco AI e

Rapporto di polizia del 10.12.2004, in particolare pagg. 18 a 22) e

dell'attuale fase (conclusiva) della stessa (anche se non vi è traccia, nella

documentazione trasmessa a questo giudice, del fatto che il deposito degli atti

sia già avvenuto), tenuto conto che il rischio di pena, sempre in caso di

conferma delle accuse, è ben superiore ai 6/7 mesi (cfr. art. 19 ultimo cpv.

della cifra 1 in relazione con la cifra 2), la proroga richiesta, e concessa, è

rispettosa del principio di proporzionalità.

P.Q.M

richiamate le norme applicabili,

ed in particolare gli artt. 19 cifra 2 cpv. 2 LFStup, 95 ss, 102, 103, 284 CPP,

decide

1. L'istanza

è accolta.

§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________

è prorogato di un mese e verrà a scadere il 12 febbraio 2005 (compreso).

Considerandi

2.

Non si

prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei

ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Edy Meli

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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