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Decisione

INC.2004.62204

Istanza di libertà provvisoria.

4 aprile 2005Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

A.

__________ è stato arrestato il

15 marzo 2005 dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto della Procuratrice

pubblica Rosa Item per titolo di infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup.

Il 16 marzo 2005 questo giudice ha confermato l’arresto dell’accusato

considerata la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i

bisogni dell’istruzione (Inc. GIAR 622.2004.3, doc. 3).

A verbale di conferma dell’arresto,

dopo avere negato ogni addebito, __________ ha sostanzialmente fatto tutta una

serie di ammissioni relative a suoi coinvolgimenti in traffici di cocaina,

ammissioni che ha poi ribadito sia davanti alla Polizia che in seguito, il 22

marzo 2005, davanti al magistrato inquirente ed in presenza del suo legale.

__________ è accusato di avere

commesso i reati di infrazione aggravata alla LStup per fatti avvenuti sia da

solo che in correità con terze persone tra cui __________, __________, __________,

__________, __________ v, __________ ed altre persone non ancora identificate o

in vista di esserlo, tra il luglio 2004 e il marzo 2005.

__________ ha sostanzialmente

ammesso (Inc. MP __________, AI 17, verbale d’interrogatorio di __________ del

22 marzo 2005) di avere:

-

negoziato in ottobre 2004 l’acquisto di 2 Kg di cocaina tra __________

g e __________, affare che poi non è andato in porto;

-

di avere acquistato tra settembre e ottobre 2004 da __________ o

30 grammi di cocaina;

-

di avere acquistato tra settembre 2004 e febbraio 2005 da __________

un totale di 20 grammi di cocaina;

-

di avere acquistato tra settembre 2004 e febbraio 2005 da __________

v 30 grammi di cocaina per il proprio consumo personale;

-

di avere acquistato tra settembre e dicembre 2004 da __________ a

30 grammi di cocaina;

-

di avere messo in contatto __________ con __________ poiché

quest’ultimo era interessato all’acquisto di cocaina e di avere intermediato

tra i due la vendita di 4 grammi di cocaina;

-

di avere acquistato tra luglio e ottobre 2004 da __________

complessivamente un quantitativo di 60 grammi di cocaina;

-

di avere aiutato __________, in settembre 2004, ad importare in

Ticino 500 grammi di cocaina e per avere intermediato la vendita di tale

sostanza tra __________ e __________ ricevendone 10 grammi come compenso al

prezzo di CHF 300.- che avrebbe a suo dire interamente consumato personalmente;

-

di avere accettato di aiutare il nipote di __________ a mettere

in commercio al dettaglio 300 grammi di cocaina, affare poi non andato in porto.

__________ ha poi dichiarato al

magistrato inquirente di avere praticamente consumato personalmente la cocaina

acquistata e di averne venduta, dal suo rilascio di novembre 2004 sino al suo

secondo arresto, un quantitativo massimo di circa 20/25 grammi così suddiviso:

a tale __________i, ex gerente del bar __________, circa 7/8 grammi, ad

acquirenti italiani di cui non conoscerebbe le generalità circa 10 grammi e a __________

o circa 3 grammi.

B.

Il 25 marzo 2005 __________, con

l’istanza in discussione, per il tramite del suo difensore, chiede di essere

posto in libertà provvisoria; a suo dire, sebbene non intenda mettere in dubbio

la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, non sussisterebbero più

i motivi di interesse pubblico quali i bisogni istruttori avendo “chiarito in

modo completo ed esaustivo la sua posizione, nonché tutti i reati e le

infrazioni da lui commesse”. A mente dell’istante non sussisterebbe neppure il

pericolo di collusione in quanto tutti i protagonisti dei fatti nei quali __________

è coinvolto sono stati arrestati e si trovano o in carcere preventivo o in

espiazione di pena. Non sussisterebbe poi pericolo di recidiva non essendo

stato indicato da questo giudice al momento della conferma dell’arresto ed

inoltre l’accusato, dopo essere stato arrestato per la seconda volta, non

intende ricadere nuovamente in errore commettendo altre infrazioni alla LStup

anzi, egli avrebbe recentemente avviato una nuova attività professionale nel

settore del commercio e della programmazione di apparecchiature informatiche

avendo a tale scopo incaricato il suo stesso difensore in qualità di notaio di

allestire gli atti per la costituzione di una società a garanzia limitata,

producendo a comprova della sue dichiarazioni il progetto di atto pubblico di

costituzione della nuova società, affermando inoltre che l’accusato ed il suo

socio avrebbero già locato dei locali commerciali nel comune di __________

(Inc. GIAR 622.2004.4, doc. 2).

C.

Il magistrato inquirente, con

preavviso negativo 30 marzo 2005 (Inc. GIAR 622.2004.4, doc. 1), ribadisce che

esistono gravi e concreti indizi di colpevolezza come dalle ammissioni

dell’accusato stesso. Per quanto riguarda i bisogni istruttori ed il pericolo

di collusione il Procuratore pubblico afferma che sebbene l’accusato abbia

ammesso dei reati, le sue dichiarazioni dovranno essere dettagliatamente

contestate a tutti gli altri compartecipi segnatamente __________, __________, __________

ma non solo, rimane ancora da verificare l’esatto quantitativo di cocaina

acquistato tramite le persone note all’inchiesta ed anche tramite altri suoi

fornitori. A mente del magistrato inquirente è poco credibile che, in mancanza di

entrate sicure, __________a si sia potuto permettere consumi 7 volte superiori

alle sue vendite; non vi sarebbe proporzione alcuna tra i due dati con la

probabile conseguenza che __________ abbia venduto di più di quanto dichiarato.

L’inchiesta dovrà ora fare luce su questa ipotesi verificando le versioni di __________

con quelle dei suoi venditori ed dei suoi possibili acquirenti, con un chiaro

pericolo di inquinamento delle prove in caso di sua scarcerazione, ciò anche

alla luce del comportamento dell’accusato successivo alla sua scarcerazione di

novembre 2004.

Per quanto riguarda il pericolo

di recidiva lo stesso appare dato dal momento che anche dopo la sua

scarcerazione del 12.11.2004 ha continuato a negoziare cocaina per almeno 800

grammi e a venderne per almeno 20/25 grammi, secondariamente tale pericolo è

ancora più evidente non avendo il __________ attività lucrativa alcuna e, se

posto in libertà provvisoria, potrebbe riprendere a spacciare cocaina al fine

di potersene procurare per il proprio consumo. Il Magistrato inquirente sottolinea

infatti che l’asserita attività commerciale non solo non è avviata, benché già

ventilata a verbale 12.11.2004, ma la __________ non è ancora stata costituita

ed i promotori non sembrano neppure in possesso del minimo importo di legge per

la sua costituzione e non sono riusciti a produrre nemmeno una copia

dell’asserito contratto di locazione. Il Procuratore pubblico termina poi sottolineando

l'assoluta proporzionalità del carcere preventivo sin qui sofferto e ancora da

soffrire.

D.

L’istante, con fax 31 marzo 2005,

non ha presentato osservazioni al preavviso del Magistrato inquirente

limitandosi a riconfermarsi nella propria istanza.

Considerandi

1.

L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a

presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione

dell’istanza il 29 marzo 2005, è tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio

preavviso negativo il 30 marzo 2005, nel termine quindi di 3 giorni.

2.

I principi che reggono la

materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

L’art. 95 CPP – corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993.

– dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)

proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a

carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un

crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di

interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni

dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di

inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare

ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si

aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse

pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20

marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra

altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998

n. 105).

L’eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988.

pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già

la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP

1980.

pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR

21.12.2001

in re G., Inc. 520.2001.5).

3.

Anche qualora non contestata,

l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata

d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua

funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il

mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare

nella sostanza l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,

a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere

per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________

e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti, seri e concreti indizi

di colpevolezza neppure contestati dall’accusato il quale ha ammesso, in parte

spontaneamente, di avere acquistato, intermediato, consumato e venduto ingenti

quantitativi di cocaina. A sostenere questa tesi non vi sono poi soltanto le

ammissioni dell’accusato ma anche, più che sufficienti a questo stadio, le

dichiarazioni di alcuni consumatori.

4.

Secondo il magistrato inquirente

sussisterebbero ancora motivi istruttori e concreto pericolo di collusione in

relazione alla necessità di dettagliare le ammissioni di __________ e

contestarle ai numerosi compartecipi tra cui __________, __________ e __________,

nonché quantificare la cocaina acquistata anche tramite altri suoi fornitori,

attraverso verbale di questi ultimi e dei suoi acquirenti. Non a torto.

Anche se prima facie potrebbe

sembrare che __________ abbia raccontato agli inquirenti tutti i fatti a lui

imputabili è certamente poco credibile che egli sia riuscito a finanziarsi gli

importanti acquisti di cocaina per proprio consumo con una così ridotta

attività di vendita come risulta sinora dalle sue dichiarazioni. A giusta

ragione e basandosi su indizi concreti il magistrato inquirente crede che

l’attività di vendita di __________ sia stata ben più importante di quella ammessa

nei suoi verbali: __________ è senza attività lucrativa e si finanziava

comunque un consumo costante e importante di cocaina dichiarando di non essere

aiutato in ciò finanziariamente dalla consorte ed ammettendo una minima

attività di spaccio.

D’altronde anche gli atti del

procedimento penale di cui all’inc. MP n° __________1 dimostrano come __________

già in passato abbia fornito una versione parziale di quanto da lui commesso

nel mondo degli stupefacenti (Inc. GIAR 622.2004.4, doc. 3, verbale MP 12

novembre 2004 di __________); che il magistrato inquirente voglia ora fare

chiarezza con i dovuti confronti con i correi ed interrogatori dei consumatori

appare a questo stadio più che legittimo. Ne consegue che a questo punto pure

concreto è il pericolo di collusione. I rapporti tra __________ ed i suoi

fornitori nonché i suoi acquirenti, il fatto che questi ultimi saranno sicuramente

oggetto di procedimento penale, permettono di ritenere come concreto il rischio

di un accordo sulle dichiarazioni da fare al momento delle verbalizzazioni e/o

dei confronti specialmente in relazione ai quantitativi trattati o addirittura

a dichiarazioni di estraneità dai fatti (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257).

È pertanto necessario, oltre che

opportuno nell’interesse dell’accusato stesso, che i previsti interrogatori e

confronti con suoi ulteriori venditori ed acquirenti avvengano senza che si

possa avere il dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.

5.

Per quanto riguarda il pericolo

di recidiva, lo stesso deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una

valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato,

il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità, le modalità di

commissione dei reati (Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo

nel processo penale ticinese, Rep. 1989, p. 294; G. Piquerez, Manuel de

procédure pénale suisse, Zürich 2001, n° 1479/1483).

Il magistrato inquirente lo

evoca, con riferimento all’intensità dell’attività criminale ed all’inesistenza

di un’ipotesi di lavoro atta a scongiurarla (preavviso, p. 2 e 3).

Infatti il periodo di commissione

dei reati è esteso: è iniziato nel 2003 e non si è interrotto neppure a seguito

della sua precedente incarcerazione tra il 27 ottobre ed il 12 novembre 2004

dovuta ad imputazioni analoghe (Inc. GIAR 622.2004.1, doc. 1, 2 e 3; inc. GIAR

622.2004

, doc 1 e 2 e inc. GIAR 622.2004.4 doc. 3). Si tratta in un’attività

criminale intensa, effettuata in modo ripetuto, riferita a cocaina con un

ottimo grado di purezza (Inc. GIAR 622.2004.3, doc. 3 e inc. MP n° 2005.1992,

AI 17) al fine di assicurare il proprio consumo che è perdurato fino

all’arresto o quanto meno poco prima di esso (Inc. GIAR 622.2004.3 doc. 2, e

meglio verbale di Polizia 15 marzo 2005, e doc. 3 p. 5 e 6).

A ragione il Procuratore pubblico

sostiene poi la poca verosimiglianza della possibilità lavorativa presentata

dall’accusato con l’istanza qui in discussione. Effettivamente il progetto

(perché di solo progetto si tratta e nulla più, non riuscendo a sostanziare __________

né una disponibilità economica né logistica tali da permettergli di avviare

l’attività prospettata) era già stato annunciato al Procuratore pubblico in

sede di verbale 12 novembre 2004, ma in tre mesi è mezzo nulla si è realizzato

con il concreto pericolo che __________, importante consumatore di cocaina, se

posto in libertà provvisoria senza possibilità di entrate finanziarie legali,

ritorni a spacciare o ad intermediare traffici di sostanze stupefacenti al fine

di permettersi il proprio consumo.

Tutti questi elementi di fatto

concorrono ad indicare concreto ed attuale pericolo di recidiva (SJ 1981, DTF

123.

I 268; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n° 2357; N. Schmid, Strafprozessrecht,

4.

Auflage, n° 701b).

È poi indubbio che si è di fronte

a reati di una certa gravità e che mettono in pericolo la salute pubblica (DTF

105.

Ia 26).

Non modifica questa conclusione

il fatto che in sede di conferma dell’arresto il pericolo di reiterazione non

sia stato indicato a motivazione della conferma stessa. L’individuazione di una

delle condizioni alternative a fondamento della detenzione cautelare è

sufficiente alla decisione, senza che sia necessario analizzarle tutte

(Sentenza GIAR 7 dicembre 2004 in re A. G., inc. GIAR 2004.56103).

6.

La proporzionalità di una

carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un

lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la

gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro

occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383

e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della

carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della

presenza di concreti indizi di colpevolezza, e del gran numero di atti

istruttori compiuti e ancora da compiere è sicuramente data.

Pure va ammessa nella sua

eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva

ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli

reati imputati a __________.

L’accusato è stato arrestato il

15.

marzo 2005 e ad oggi è in detenzione preventiva da meno di tre settimane. In

questo lasso di tempo l’inchiesta, malgrado la sua ampiezza – sia per quanto

riguarda il territorio, essendo coinvolto tutto il Ticino, sia per quanto

riguarda il numero degli indagati – appare procedere con celerità.

I reati imputati a __________

sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta di crimini non si

può dimenticare anche gli importanti quantitativi di cocaina in gioco che

mettono in pericolo la salute pubblica e la purezza della sostanza acquistata,

intermediata e venduta da __________a nonché il gran numero di persone

coinvolte in questi traffici) e in caso di condanna il rischio di pena è

certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella

presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari e

summenzionati, in pieno rispetto del principio della proporzionalità.

7.

In conclusione sufficienti

presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla

giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________

a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua

libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve

essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie

(art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera

dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di

legge,

decide:

1.

L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

2.

Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi

penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Claudia Solcà

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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