INC.2005.15703
Istanza di libertà provvisoria
22 aprile 2005Italiano15 min
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Numero d'incarto:
INC.2005.15703
Data decisione, Autorità:
22.04.2005, GIAR
Titolo:
Istanza di libertà provvisoria
PERICOLO DI FUGA
PERICOLO DI RECIDIVA
art. 108 cpv. 3 CPP-TI
Incarto n.
INC.2005.15703
Lugano
22 aprile 2005
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto
Claudia Solcà
sedente per statuire sull'istanza di libertà
provvisoria 20 aprile 2005 presentata da
__________, in
espiazione pena c/o __________
patrocinato di fiducia dall'__________
trasmessa direttamente a questo giudice ai
sensi dell’art. 108 cpv. 3 CPP
viste le
osservazioni 21 aprile 2005 del Procuratore pubblico Luca Maghetti mentre che
il Presidente della Pretura penale non ha presentato osservazioni;
visto l’incarto n°
__________ della Pretura penale e l’incarto MP di cui al DA __________ in
opposizione;
ritenuto e
considerato
in
fatto e in diritto
che:
- __________, alias __________, cittadino della
__________ che risiede senza fissa dimora in Svizzera e senza permesso alcuno,
è stato arrestato il 18 marzo 2005 con ordine d’arresto di stessa data emanato
dal Procuratore pubblico Luca Maghetti per titolo di furto, ricettazione e
danneggiamento per i bisogni dell’istruzione ed il pericolo di fuga in quanto
persona definita __________ e senza alcun legame con la Svizzera;
- il 19 marzo 2005 il magistrato inquirente ha
richiesto a questo ufficio la conferma dell’arresto, per i bisogni dell’istruzione,
per accertare il suo ruolo nell’ambito di furti avvenuti nel __________
attribuibili ad un gruppo di correi, per verifiche sulla refurtiva, pericolo di
collusione con i correi non ancora identificati né arrestati e per pericolo di
fuga siccome cittadino straniero senza alcun legame con la Svizzera, con
contestuale promozione dell’accusa per titolo di ripetuto furto,
danneggiamento, ricettazione, violazione del bando ed infrazione alla LFDDS,
arresto che è stato confermato da questo giudice in data 19 marzo 2005 presso
la __________ di __________, dove l’accusato era stato ricoverato a causa del
suo stato alterato al momento dell’arresto, considerata l’esistenza a suo
carico di gravi e concreti indizi di colpevolezza e la presenza di preminenti
motivi di interesse pubblico quali i bisogni dell’istruzione ed il pericolo di
fuga (Inc. GIAR 157.2005.1, doc. 6);
- in sintesi, per quanto riguarda i fatti,
l’inchiesta ha avuto avvio il 13 marzo 2005 con l’arresto di tre persone (tra
cui un minorenne) indiziate di avere commesso diversi furti con scasso
(spaccate) in danno di negozi di __________ – furti avvenuti tra l’11 febbraio
e l’8 marzo 2005 con una refurtiva complessiva del valore di circa CHF 95'000.-
oltre i danni arrecati agli infissi ed al mobilio dei negozi derubati – tra i
quali il negozio __________ di __________ a __________ che aveva subito un
furto con scasso, la notte tra il 1° e il 2 marzo 2005, quando ignoti, dopo
avere infranto il vetro della vetrina, erano penetrati all’interno del negozio
e sottratto capi d’abbigliamento (87 pantaloni jeans del valore commerciale di
CHF 199.- il paio) e denaro contante per complessivi CHF 17'373.-; il 18 marzo
2005 un funzionario dell’Ufficio regionale degli stranieri di __________ aveva
richiesto l’intervento della Polizia cantonale poiché allo sportello
dell’ufficio si era presentato l’accusato che risultava colpito da espulsione;
le persone prevenute colpevoli di avere commesso il furto in danno del negozio
__________ di __________, tra i quali __________ e __________, hanno
riconosciuto nella fotografia a colori di __________, che veniva loro mostrata
dagli agenti della Polizia cantonale, un cittadino della __________ di nome
__________ come la persona che la sera della spaccata al negozio __________, si
trovava a casa di __________ e che in quell’occasione avrebbe acquistato da
__________ due paia di jeans appena rubati;
interrogato dalla Polizia, __________ ha dichiarato
di essere entrato per la prima volta in Svizzera nel 2000 inoltrando domanda
d’asilo che gli è stata respinta, e di avere continuato a soggiornare comunque
in Svizzera, a __________, ed in __________; l’accusato ha poi dichiarato di
avere un figlio dalla cittadina svizzera __________, nato il 9 novembre 2003 da
lui legalmente riconosciuto presso l’ufficio stato civile di __________ in data
10 febbraio 2005. __________ ha ammesso di essere al corrente non solo di non
potere risiedere in Svizzera ma addirittura del fatto che avrebbe dovuto
lasciare il Paese e collaborare con le Autorità elvetiche per procurarsi
documenti di legittimazione validi per l’espatrio, come gli è stato intimato in
data 14 ottobre 2004 presso l’Ufficio giuridico della Sezione permessi ed
immigrazione. L’accusato ha però dichiarato a questo giudice in sede di verbale
di conferma dell’arresto, di essersi procurato i propri documenti d’identità
(trasferendosi in __________ per qualche mese) allo scopo di riconoscere il
proprio figlio, affermando successivamente che non ha nessuna intenzione di
lasciare la Svizzera d’altronde, appena il giorno prima, aveva sottratto agli
agenti il proprio passaporto strappando la pagina con la fotografia ed i dati
personali che aveva immediatamente fagocitato allo scopo di rendere il
passaporto inutilizzabile;
__________ ha negato, sia alla Polizia che a questo
giudice di avere acquistato dei pantaloni così come gli veniva contestato,
bensì ha affermato di essersi rifiutato di acquistare i pantaloni che gli
venivano offerti poiché sapeva essere provento di un furto;
con il DA __________ dell’11 aprile 2005, il
Procuratore pubblico Luca Maghetti ha messo in stato d’accusa __________ per
violazione del bando, per essere entrato in Svizzera, almeno nel mese di
febbraio 2005, proveniente dall’__________, dove aveva soggiornato per circa
due mesi, soggiornando illegalmente a __________ ed a __________ sino al giorno
dell’arresto nonostante la pena accessoria dell’espulsione effettiva dal
territorio svizzero per 3 anni inflittagli dal Ministero pubblico di Lugano con
il DA __________ del __________ (cfr. Inc. DA __________, doc. D);
- con l’istanza qui in discussione (inc. GIAR
157.2005.3, doc. 1), __________ – dopo avere interposto opposizione al DA
__________ dell’__________ con lettera 12/13 aprile 2005 del suo difensore
diretta al Ministero pubblico (cfr. Inc. DA __________, doc. A), il quale ha
inviato l’opposizione, il DA impugnato ed l’incarto relativo all’istruzione
formale alla Pretura penale con lettera 13/14 aprile 2005 (inc. __________
della Pretura penale, doc. 1) – chiede di essere posto in libertà provvisoria;
non contesta l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza a suo
carico per quanto riguarda il reato di violazione del bando mentre li nega per
quanto riguarda il reato di ricettazione, a suo dire non sarebbero più presenti
Fatti
i bisogni istruttori come pure non vi sarebbe traccia di pericolo di fuga vista
la volontà più volte espressa di volere rimanere in Svizzera e di ottenere un
permesso di soggiorno per ricongiungimento famigliare che già avrebbe chiesto
(cfr. doc. D allegato all’istanza di libertà provvisoria), in via subordinata
chiede di essere messo in libertà provvisoria in applicazione di una misura
sostitutiva dell’arresto quale il deposito del passaporto o di una cauzione
(cfr. istanza di libertà provvisoria, p. 4);
- con osservazioni 21 aprile 2005 il Procuratore
pubblico chiede la reiezione dell’istanza sostenendo che la posizione
dell’accusato in Svizzera è precaria non essendo di fatto possibile un
ricongiungimento famigliare. La donna dalla quale __________ ha avuto un figlio
non intende ricongiungersi con l’accusato e non vuole avere contatto alcuno con
quest'ultimo, tant’è che __________, durante il suo soggiorno in __________ e a
__________ si sarebbe fatto ospitare da conoscenti dove meglio capitava; il
Procuratore pubblico ritiene poi improponibili le misure sostitutive
dell’arresto avanzate dall’istante poiché quest’ultimo ha inghiottito due
pagine del suo passaporto rendendolo de facto inutilizzabile per lo scopo per
il quale era stato rilasciato (Inc. GIAR 157.2005.3, doc. 4);
- non sono giunte osservazioni da parte del
Presidente della Pretura penale e l’incarto è giunto a questo ufficio in tempo
utile grazie alla buona sorte;
- l’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a
presentare l’istanza di libertà provvisoria che ci occupa, ritenuta la sua
ricezione da parte di quest’ufficio il giorno 20 aprile 2005;
- i principi applicabili, sebbene noti alle parti,
vengono qui di seguito riproposti:
“L’art. 95 CPP – corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 – dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del
carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello
stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un
delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove e il pericolo di recidiva.. Si
aggiunge, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP
non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione
del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello
della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della
libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di
diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento
di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali –
nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto
della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102
Ia 381).
I menzionati presupposti devono però sussistere
anche quando, a seguito della chiusura dell’istruttoria o dell’emanazione
dell’atto d’accusa o del decreto d’accusa, il carcere preventivo continua oper
legis entro i termini massimi stabiliti dalla legge ai sensi dell’art. 102 cpv.
3 CPP, con riferimento ai disposti degli art. 198 CPP e 230 CPP.
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag.
128)”.
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5);
- nel caso in esame è indubbio che vi siano, con
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
gravi e concreti indizi per i reati ascritti nei confronti del qui istante,
rilevabili dalle ammissioni dell’accusato stesso (Inc. GIAR 157.2005.3, doc. 2
e doc. 6, p. 2) e dalla flagranza di reato, per quanto riguarda l’accusa di
violazione del bando, e dalla chiara e disinteressata chiamata in correità
delle persone accusate dei furti in danno del negozio __________ di __________
per quanto riguarda il reato di ricettazione (Inc. MP 2005.1144, AI 9, p.2; AI
13, AI 14);
- per quanto riguarda il pericolo di fuga – la cui
presenza già era stata considerata al momento della conferma dell’arresto (Inc.
GIAR 157.2005.3, doc. 6) –, per giustificare carcerazione preventiva, deve
essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si
ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa
verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della
pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la
carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il
carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la
professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117
Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
701).
Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le
semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR
27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere
accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,
…" (Schmid, ibidem);
l'accusato
è cittadino della __________ anche se vale la pena ricordare come in passato si
sia presentato quale cittadino del __________ a mano di un permesso di
soggiorno olandese, valido solo per l’__________; a suo dire sarebbe entrato in
Svizzera per la prima volta nel 2000, ma cosa abbia fatto e dove abbia
soggiornato almeno sino a dicembre 2002 (data della sua entrata illegale per
cui è stato condannato con DA __________ del __________ validamente intimato) e
persino dopo l’emanazione del precedente decreto d’accusa (intimatogli brevi
manu al momento della scarcerazione) non è dato saperlo. __________ è stato
sprovvisto di documenti di legittimazione e nulla ha fatto per procurarseli,
sino almeno a febbraio 2005 quando si è procurato il passaporto tramite
l’ambasciata del suo paese in Italia, all’unico scopo di potere richiedere il
ricongiungimento famigliare per potere risiedere in Svizzera dopo avere
riconosciuto il figlio __________ avuto a seguito di un rapporto con la
cittadina Svizzera __________;
a
prescindere dal fatto che in tutto l’incarto non vi è traccia di una sola
richiesta di permesso di visita inoltrata da __________, questo giudice si
chiede che sorte possa avere anche l’istanza di ricongiungimento famigliare 11
febbraio 2005 (doc. D allegato all’istanza di libertà provvisoria). L’art. 7
LDDS prevede infatti che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha
diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora e che questo diritto
si estingue qualora sorga un motivo d’espulsione, orbene non risulta a questo
giudice che __________ abbia contratto matrimonio con l’accusato e neppure che
conviva con lui, anzi sembrerebbe addirittura che non abbia nessuna intenzione
di farlo. Peraltro l’istanza sarebbe irricevibile pure dal profilo formale
avendo sottoscritto procura di rappresentanza all’avv. __________ (che tra
l’altro scrive il falso definendo __________ quale “Ehefrau” di __________)
soltanto l’accusato, il quale non può rappresentare __________ e neppure il
figlio __________ non avendo verosimilmente autorità parentale su di lui.
__________
non ha un lavoro e non sembra che abbia lavorato in passato, non si sa quindi
di cosa viva, non ha un domicilio in Svizzera come pure legami famigliari a
parte quelli con il figlio che non sembra neppure esercitare e che peraltro non
dimostra di avere fatto qualcosa sino ad oggi per il suo mantenimento o per la
sua educazione.
Egli è stato deferito davanti al Pretore penale con
una proposta di pena di 40 giorni di detenzione da espiare e la revoca della
sospensione condizionale della pena di 45 giorni di detenzione inflittagli con
il DA __________ del __________, stante la sua situazione vi è un alto pericolo
di compromissione della valutazione di una prognosi favorevole per quanto
riguarda la sospensione condizionale della pena, considerata la reiterazione a
delinquere e la distruzione dei suoi documenti d’identità (considerata la
giurisprudenza delle Corti d’ Assise criminali e correzionali a questo
proposito), distruzione a lui imputabile dal momento che ha dolosamente cercato
di distruggere, anzi divorato in parte, il suo documento d’identità
all’evidente scopo di non essere rimpatriato. Circostanze queste che rendono
concreto il pericolo che __________, in caso di sua messa in libertà
provvisoria, si dia alla fuga, rendendosi irreperibile in Svizzera, come ha
fatto sino al giorno del suo arresto, o rifugiandosi all’estero – come in
passato, il fatto di non disporre di documenti d’identità non è stato un
deterrente per viaggiare al di fuori del suo Paese d'origine ed in generale in
Europa (__________, Svizzera, __________) – e per non più ripresentarsi al
momento del pubblico dibattimento per paura di essere in ogni caso rimpatriato
forzatamente a seguito dell’esecutività dell’espulsione penale decretata il
__________. Il rischio di fuga appare quindi probabile in modo del tutto
concreto e non può essere evitato neppure con misure meno incisive, quali il
deposito di una cauzione o del passaporto (che, ricordiamolo, è stato distrutto
da __________), non avendo per di più l’accusato alcuna valida autorizzazione
per rimanere in Svizzera e non disponendo di altri documenti. Il pericolo che
__________, se posto in libertà provvisoria, si renda irreperibile, è
avvalorato dal fatto che visto il sommarsi di procedimenti penali nei suoi
confronti corre anche il rischio dell’avvio di una procedura di rimpatrio
amministrativa nei suoi confronti;
- per quanto riguarda il principio di
proporzionalità, lo stesso appare ancora rispettato. __________ è stato
arrestato per quanto ci riguarda il 18 marzo scorso ed è stato condannato con
il DA __________ dell’__________ – i tempi dell’inchiesta che hanno portato all’emanazione
del decreto d’accusa sono stati rispettosi del principio di celerità – ad una
pena di 40 giorni di detenzione da espiare, oltre alla revoca della sospensione
condizionale concessa alla pena di 45 giorni di detenzione che gli era stata
inflitta con il DA __________ del __________ (per cui ha sofferto solo due
giorni di carcerazione preventiva) e che il Presidente della Pretura penale ha
ricevuto il decreto d’accusa in opposizione il 14 aprile 2005, lo stesso giorno
ha intimato l’ordinanza sulle prove assegnando un termine di 10 giorni per per
notificare le prove da presentare al dibattimento e ha fissato il pubblico
dibattimento per martedì 3 maggio 2005 (nei termini previsti dal CPP) ed ha poi
prorogato, su richiesta della difesa, il termine per la presentazione della
prove sino al 28 aprile 2005 (Inc. della Pretura penale n° __________, doc. 5 e
7); di conseguenza l’accusato al giorno del processo avrà trascorso 46 giorni
in carcere preventivo, meno di quanto proposto dal Procuratore pubblico nel suo
decreto d’accusa compresa la revoca della precedente condanna; se confrontata
quindi con le imputazioni promosse a __________ e con i gravi e concreti indizi
di reato, rilevabili dagli atti e dalle ammissioni dell’accusato stesso, nonché
con le motivazioni che lo hanno spinto a delinquere, con il fatto che i reati
imputati a __________ sono avvenuti durante il periodo di prova di una condanna
precedente sempre per reati connessi con il soggiorno illegale in Svizzera, si
può desumere che la durata del carcere preventivo sofferto non viola il
principio di proporzionalità;
- in conclusione, constatata l’esistenza di gravi
indizi di reato, concreto pericolo di fuga, nonché rispetto del principio di
proporzionalità della carcerazione sofferta nei termini suesposti, l’istanza
deve essere respinta con il presente giudizio esente da tasse e spese.
P.Q.M.
visti
gli art. 95 ss e 108 cpv. 3 CPP, 9, 10, 31 CF, 160 e 291 CP;
decide:
1.
L’istanza di libertà provvisoria presentata
direttamente a questo giudice in virtù dell’art. 108 cpv. 3 CPP, è respinta.
Considerandi
2.
Non si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato ricorso
alla Camera dei ricorsi penali, entro dieci giorni dall’intimazione.
Intimazione a:
giudice
Claudia Solcà
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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