INC.2005.25703
Istanza di proroga del carcere preventivo
24 ottobre 2005Italiano14 min
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Numero d'incarto:
INC.2005.25703
Data decisione, Autorità:
24.10.2005, GIAR
Titolo:
Istanza di proroga del carcere preventivo
BISOGNI DELL'ISTRUZIONE
PERICOLO DI FUGA
art. 103 let. a CPP-TI
Incarto n.
INC.2005.25703
Lugano
24 ottobre 2005
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Claudia
Solcà
sedente
per statuire sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 14
ottobre 2005 dal
Procuratore
pubblico Rosa Item, MP Lugano
nei confronti di
__________, attualmente
c/o PCT,
(rappr.
dalla lic. iur. __________)
accusato di infrazione aggravata e contravvenzione
alla LStup e infrazione alla LDDS;
visto che la difesa non ha presentato osservazioni
all’istanza di proroga;
visto l'incarto MP __________;
ritenuto e considerato
in fatto ed in diritto
che:
-
__________ è stato arrestato il 2
maggio 2005 dalla Polizia cantonale per titolo di infrazione aggravata e
contravvenzione alla LStup per avere, senza essere autorizzato, in correità con
altre persone tra cui __________ e __________, acquistato, trasportato,
detenuto, tagliato e venduto un ingente quantitativo di cocaina, sostanza
stupefacente depositata nell’appartamento di __________ appositamente locato
allo scopo da __________ ove veniva in generale anche venduta (al momento
dell’arresto all’interno dell’appartamento locato da __________ e occupato da __________
e __________ la Polizia ha rinvenuto e sequestrato 187.35 grammi di cocaina).
Il 3 maggio il PP Rosa Item ha richiesto a questo giudice la conferma
dell’arresto di __________ promuovendo l’accusa nei suoi confronti per
infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup e infrazione alla LDDS e considerata
l’esistenza di motivi di interesse pubblico quali i bisogni dell’istruzione, il
pericolo di fuga e il pericolo di recidiva (doc. 1 e 2 inc. GIAR 257.2005.1);
-
il 3 maggio 2005 l'arresto di __________
è stato confermato da questo giudice ritenuti presenti gravi e concreti indizi
di colpevolezza, nonché necessità istruttorie al fine quindi di verificare il
suo coinvolgimento nei fatti imputatigli per rapporto alle altre persone
accusate e per effettuare la ricerca dei suoi fornitori, acquirenti e del
prestanome da lui menzionato a verbale di conferma dell’arresto, ciò in
relazione con il pericolo di collusione e pericolo di fuga trattandosi di
cittadino straniero senza legami con la Svizzera (inc. GIAR 257.2005.1, doc.
3);
-
approssimandosi il termine di
scadenza della detenzione ex art. 102 cpv. 2 CPP, il magistrato inquirente ha
inoltrato richiesta per una proroga di 1 (uno) mese (Inc. GIAR 257.2005.3, doc.
1, istanza 14 ottobre 2005, p. 3), allo scopo di potere evadere oggettivi
bisogni istruttori quali l’interrogatorio di __________ e dei suoi correi a
fronte delle recenti risultanze istruttorie, e quindi procedere con il deposito
degli atti e dare seguito agli eventuali complementi istruttori proposti dalla
difesa (Istanza, pag. 3);
-
a mente del magistrato inquirente,
la proroga richiesta è rispettosa del principio della proporzionalità e si
fonda sull'esistenza di gravi indizi di reato e sul pericolo di fuga, essendo
l’accusato cittadino straniero e potendo preferire la latitanza all’estero in
vista della concreta prospettiva di una condanna ad una pena detentiva di lunga
durata e comunque da espiare (Istanza, pag. 2 in basso e 3 in basso);
-
la difesa non ha presentato
osservazioni alla richiesta di proroga della carcerazione preventiva,
intimatagli da questo ufficio il 14 ottobre 2005;
-
l'istanza, presentata
dall'autorità competente ed entro un termine ragionevole per rapporto alla
scadenza di cui all'art. 102 cpv. 2 CPP, è ricevibile;
-
Fatti
i principi che reggono la materia,
pur se noti al magistrato inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente
richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior
rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della
libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.
416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)
-
l'assenza di opposizione alla
richiesta di proroga da parte della difesa, o meglio l’assenza di osservazioni
in merito, non esenta questo giudice da una verifica d’ufficio dell'esistenza
dei presupposti per il mantenimento (se si preferisce: la proroga) della
carcerazione preventiva;
-
l’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato, e che con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio
del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la presenza di seri e
concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ relativi ad un suo
coinvolgimento nei fatti inquisiti;
-
nel caso in esame non occorre
infatti dilungarsi più di tanto per confermare l'esistenza di gravi indizi di
reato in capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati, basti qui
ricordare quanto riportato nei verbali d’interrogatorio di __________ davanti
al PP del 3 giugno 2005 nel quale l’accusato ha confermato le dichiarazioni
rese davanti alla Polizia ammettendo di avere ricevuto, tra metà marzo 2005 ed
il giorno dell’arresto, circa 630 grammi di cocaina (compresi i 187.5 grammi
sequestrati al momento dell’arresto) quantitativo quasi interamente venduto a
consumatori, per poi sottolineare le recenti risultanze istruttorie con il
rinvenimento, nell’appartamento locato da __________ e abitato da __________ e
dal correo __________, di 700 grammi di cocaina confezionata in sacchetti
nascosti nel soffitto ribassato del bagno su uno dei quali è stata rinvenuta
un’impronta digitale di __________ e su un altro un’impronta digitale di __________
mentre che apparentemente non sono state rinvenute impronte digitali di __________
(AI 24 e 25); a questo stadio del procedimento non si può non sottolineare come
tale sostanza fosse nascosta nell’appartamento abitato da __________ e __________
e che la presenza di un’impronta dell’accusato su di un involucro e quella di
un’impronta del correo su di un altro involucro è altamente indiziante
quantomeno per quanto riguarda la detenzione di tale sostanza;
-
in merito ai bisogni istruttori
atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é
consolidata giurisprudenza (e dottrina):
“In relazione ai bisogni istruttori, atti a
giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare
che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto
tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di
collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la
corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697
ss.; RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,
se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.
E', inoltre, necessario che questa possibilità di
pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben
unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für
eine solche Gefahr sprechen." (DTF
117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).”
(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)
Nello stesso senso, la CRP:
"I rischi di collusione e di inquinamento delle
prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta
generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già
sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in
atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi
fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso
della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la
possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da
parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la
realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in
maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R.
Hauser/E. Schweri, op. cit. §
68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"
(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP
60.2004.297)
-
a mente del magistrato inquirente
sussisterebbero oggettivi bisogni istruttori ravvisabili in nuovi interrogatori
di __________ e del correo __________ nei quali contestare il recente
ritrovamento di cocaina, nonché contestare tale ritrovamento a __________,
procedere poi al deposito degli atti tenendo conto di eventuali domande di
complemento istruttorio che i due accusati potrebbero avanzare;
-
in un simile contesto giuridico e
fattuale, è evidente la necessità di procedere con l’audizione di __________ e
dei correi __________ e __________ mantenendo __________ in stato di detenzione
preventiva. La sussistenza, in questo stadio del procedimento, di un pericolo
di collusione e/o di inquinamento delle prove è accertata con riferimento alla
necessità di procedere a questi accertamenti, con dichiarazioni non ancora
consolidate, e al fatto che si tratta di dichiarazioni di correi, quindi
suscettibili di essere modificate se i vari accusati potessero comunicare,
anche solo per interposta persona, tra loro;
-
per quanto riguarda il pericolo di
fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire
di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se
posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità
della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre
valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la
sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione
economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma
probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981
135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).
Ritenuto che a poco valgono, per
quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per
tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo
di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä.
gefordet sind, …" (Schmid, ibidem).
L'accusato è cittadino serbo residente a
__________, è giunto da poco in Svizzera, senza permessi, e non ha nessun
legame con il nostro paese. La sua unica attività nota in questo periodo è
stata legata alla vendita illegale di stupefacenti. Oltre a non avere un lavoro
e legami famigliari in Svizzera, egli non ha nessun domicilio, anche
l’appartamento dove abitava al momento dell’arresto, peraltro neppure locato a
suo nome, è stato affittato a terze persone. Egli è confrontato con imputazioni
di sicura gravità, infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup oltre che
a infrazione alla LDDS. È infatti sospettato di avere trattato, in particolare
detenuto e venduto in correità con __________, oltre 1’100 grammi di cocaina.
Il rischio di fuga appare quindi
concreto e non può essere evitato neppure con misure meno incisive, quali il
deposito di una cauzione o del passaporto con obbligo di firma, non avendo per
di più l’accusato ormai alcuna residenza effettiva in Svizzera e neppure il
denaro per procurarsela (Inc. GIAR 257.2005.2, concessione del gratuito
patrocinio). Il pericolo che __________, se posto in libertà provvisoria, si renda
irreperibile è avvalorato dal fatto che visti i quantitativi di stupefacente in
gioco egli corre il rischio di una pena detentiva di una certa gravità in caso
di condanna; egli potrebbe quindi preferire rendersi latitante piuttosto che
affrontare il processo con le conseguenze che potrebbero derivarne;
-
la durata della proroga richiesta
è rispettosa del principio di proporzionalità: il mese richiesto appare
proporzionato tenuto conto degli atti istruttori ancora da compiere –
considerato che si tratta di procedere con gli interrogatori di due accusati e
del terzo correo, __________ – della successiva contestazione delle risultanze
ai vari accusati e del tempo necessario per procedere con il deposito atti, ciò
considerata l’oggettiva gravità dei reati imputati all’accusato e della
presumibile pena detentiva che gli verrebbe inflitta in caso di condanna,
considerato il carcere preventivo già sofferto ed ancora da soffrire prima del
pubblico dibattimento con il formale invito all’attenzione dei precetti di
celerità (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPPT) che vuole contenimento della
possibile carcerazione preventiva, quale richiamo e quale necessità di
controllo d’ufficio del trascorrere del tempo;
-
in conclusione, constatata
l'esistenza di gravi indizi di reato, bisogni dell’istruzione e pericolo di
collusione e pericolo di fuga, nonché rispetto dei principi di proporzionalità
della carcerazione (sofferta e da soffrire) nei termini suesposti, l'istanza è
accolta ed è concessa una proroga del carcere preventivo a cui è astretto __________
di un mese cioè sino al 2 dicembre 2005 compreso.
P.Q.M
viste le norme applicabili, in particolare gli artt.
19 cifra 2 e 19 a LFStup. e 23 LDDS, 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,
decide
1. L'istanza
è accolta.
§. Di
conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato di 1
(un) mese e verrà a scadere il 2 dicembre 2005 (compreso).
Considerandi
2.
Non si
prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla
Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione
a:
giudice
Claudia Solcà
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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