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Decisione

INC.2005.25803

Istanza di proroga del carcere preventivo

24 ottobre 2005Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia,

pur se noti al magistrato inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente

richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere

preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso

accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e

nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si

aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di

interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.

32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine

pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione

della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale

(di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a

superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi

penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il

rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;

DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la

Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP

1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in

re G., inc. 520.2001.5)

-

l’esistenza di gravi e concreti

indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di

competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di

esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura

restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza

l’esistenza di un reato, e che con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio

del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la presenza di seri e

concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ relativi ad un suo

coinvolgimento nei fatti inquisiti;

-

nel caso in esame non occorre

infatti dilungarsi più di tanto per confermare l'esistenza di gravi indizi di

reato in capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati, basti qui

ricordare quanto riportato nei verbali d’interrogatorio di __________ davanti

alla PP del 27.07.2005 a p. 2 e 4, del 10 agosto 2005 a p. 2 e 27 settembre

2005 nei quali l’accusato ha, malgrado alcune ritrattazioni, ammesso la vendita

di 150 grammi di cocaina, tra marzo e aprile 2005, per poi sottolineare le

recenti risultanze istruttorie con il rinvenimento, nell’appartamento locato da

__________ e abitato da __________ e dal correo __________, di 700 grammi di

cocaina confezionata in sacchetti nascosti nel soffitto ribassato del bagno su

uno dei quali è stata rinvenuta un’impronta digitale di __________ e su un

altro un’impronta digitale di __________, mentre che apparentemente non sono

state rinvenute impronte digitali di __________ (AI 24 e 25); malgrado

l’accusato neghi ogni addebito per quanto riguarda il coinvolgimento con i 700

grammi di cocaina recentemente rinvenuta non si può non sottolineare come tale

sostanza fosse nascosta nell’appartamento abitato da __________ e __________ e

che la presenza di un’impronta dell’accusato su di un involucro e quella di

un'impronta del correo su di un altro involucro è altamente indiziante

quantomeno per quanto riguarda la detenzione di tale sostanza; non è poi

compito di questo giudice avventurarsi nell’analisi delle teorie – per nulla

supportate da elementi oggettivi – proposte dalla difesa per giustificare la

presenza dei 700 grammi di cocaina nell’appartamento di __________ all’insaputa

dell’accusato;

-

in merito ai bisogni istruttori

atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é

consolidata giurisprudenza (e dottrina):

“In relazione ai bisogni istruttori, atti a

giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare

che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto

tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di

collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la

corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale

suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697

ss.; RDAT 1988 no. 24). In

quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,

decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise

erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der

Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.

cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,

se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto

svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

E', inoltre, necessario che questa possibilità

di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:

"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die theoretische

Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren könnte, nicht, um

die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben unter

diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete Indizien für eine

solche Gefahr sprechen." (DTF 117

Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno

individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e

nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad

esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non

può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della

misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del

teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza

d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.

438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego

dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;

Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).”

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

Nello stesso senso, la CRP:

"I rischi di collusione e di inquinamento delle

prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta

generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già

sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in

atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi fraudolenti

del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso della

giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la

possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da

parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la

realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in

maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R.

Hauser/E. Schweri, op. cit. §

68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

-

a mente del magistrato inquirente

sussisterebbero oggettivi bisogni istruttori ravvisabili in nuovi interrogatori

di __________ e del correo __________ nei quali contestare il recente

ritrovamento di cocaina, nonché contestare tale ritrovamento a __________,

procedere poi al deposito degli atti tenendo conto di eventuali domande di

complemento istruttorio che i due accusati potrebbero avanzare;

-

in un simile contesto giuridico e

fattuale, è evidente la necessità di procedere con l’audizione di __________ e

dei correi __________ e __________ mantenendo __________ in stato di detenzione

preventiva. La sussistenza, in questo stadio del procedimento, di un pericolo

di collusione e/o di inquinamento delle prove è accertata con riferimento alla

necessità di procedere a questi accertamenti, con dichiarazioni non ancora

consolidate, e al fatto che si tratta di dichiarazioni di correi, quindi

suscettibili di essere modificate se i vari accusati potessero comunicare,

anche solo per interposta persona, tra loro;

-

per quanto riguarda il pericolo di

fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e

rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato,

se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al

perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità

della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre

valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la

sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione

economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma

probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981

135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per

quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per

tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo

di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä.

gefordet sind, …" (Schmid, ibidem);

l'accusato è cittadino serbo domiciliato

in __________, è giunto da poco in Svizzera, senza permessi, e non ha nessun

legame con il nostro paese. La sua unica attività nota in questo periodo è

stata legata alla vendita illegale di stupefacenti. Oltre a non avere un lavoro

e legami famigliari in Svizzera, egli non ha nessun domicilio, anche

l’appartamento dove abitava al momento dell’arresto, peraltro neppure locato a

suo nome, è stato affittato a terze persone. Egli è confrontato con imputazioni

di sicura gravità, infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup oltre che

a infrazione alla LDDS. È infatti sospettato di avere trattato, in particolare

detenuto e venduto in correità con __________, oltre 850 grammi di cocaina.

Per nulla degna di nota è invece

l’osservazione della difesa secondo cui l’accusato avrebbe avuto più volte

(quando? In quali circostanze particolari?) la possibilità di evadere dalle

carceri di Mendrisio, rinunciandovi per la volontà di chiarire la propria

posizione.

Il rischio di fuga appare quindi

concreto e non può essere evitato neppure con misure meno incisive, quali il

deposito di una cauzione o del passaporto con obbligo di firma, non avendo per

di più l’accusato ormai alcuna residenza effettiva in Svizzera e neppure il

denaro per procurarsela (Inc. GIAR 258.2005.2, concessione del gratuito

patrocinio). Il pericolo che __________, se posto in libertà provvisoria, si

renda irreperibile è avvalorato dal fatto che visti i quantitativi di

stupefacente in gioco egli corre il rischio di una pena detentiva di una certa

gravità in caso di condanna; egli potrebbe quindi preferire rendersi latitante

piuttosto che affrontare il processo con le conseguenze che potrebbero

derivarne;

-

la durata della proroga richiesta

è rispettosa del principio di proporzionalità: il mese richiesto appare

proporzionato tenuto conto degli atti istruttori ancora da compiere –

considerato che si tratta di procedere con gli interrogatori di due accusati e

del terzo correo, __________ – della successiva contestazione delle risultanze

ai vari accusati e del tempo necessario per procedere con il deposito atti, ciò

considerata l’oggettiva gravità dei reati imputati all’accusato e della

presumibile pena detentiva che gli verrebbe inflitta in caso di condanna,

considerato il carcere preventivo già sofferto ed ancora da soffrire prima del

pubblico dibattimento con il formale invito all’attenzione dei precetti di

celerità (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPPT) che vuole contenimento della

possibile carcerazione preventiva, quale richiamo e quale necessità di

controllo d’ufficio del trascorrere del tempo;

-

in conclusione, constatata

l'esistenza di gravi indizi di reato, bisogni dell’istruzione e pericolo di

collusione e pericolo di fuga, nonché rispetto dei principi di proporzionalità

della carcerazione (sofferta e da soffrire) nei termini suesposti, l'istanza è

accolta ed è concessa una proroga del carcere preventivo a cui è astretto __________

di un mese cioè sino al 2 dicembre 2005 compreso.

P.Q.M

viste le norme applicabili, in particolare gli artt.

19 cifra 2 e 19 a LFStup. e 23 LDDS, 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,

decide

1. L'istanza

è accolta.

§. Di

conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato di 1

(un) mese e verrà a scadere il 2 dicembre 2005 (compreso).

Considerandi

2.

Non si

prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla

Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Claudia Solcà

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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