INC.2005.40302
Reclamo contro ordine di perquisizione e sequestro.
16 settembre 2005Italiano13 min
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Numero d'incarto:
INC.2005.40302
Data decisione, Autorità:
16.09.2005, GIAR
Titolo:
Reclamo contro ordine di perquisizione e sequestro.
SEQUESTRO
art. 161 CPP-TI
Incarto n.
INC.2005.40302
Lugano
16 settembre 2005
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Ursula Züblin
sedente per statuire sul reclamo presentato il 22/23
agosto 2005 da
__________
Contro
l'ordine di perquisizione e sequestro emanato il 15 agosto
2005 dal Procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti;
preso atto delle osservazioni 2
settembre 2005 della parte civile __________ e 5 settembre 2005 del Procuratore
pubblico, concludenti per la reiezione del gravame;
visto l'inc. MP __________;
letti ed esaminati gli atti,
considerato
Fatti
A.
Nell'ambito del procedimento
penale a carico di __________ - in carcerazione preventiva dal 27 luglio 2005
al 5 agosto 2005 - per titolo di acquisizione illecita di dati, danneggiamento
di dati, truffa ed abuso di un impianto per elaborazione di dati, in relazione
a prelievi indebiti di fondi a danno del __________ (in seguito __________)
effettuati da due correi, previo caricamento di carte a debito cashless da
parte di __________ stesso, allora dipendente della citata casa da giochi, con
decisione 15 agosto 2005 il Procuratore pubblico ha ordinato al __________ (in
seguito __________) la trasmissione della documentazione (documenti di apertura,
estratti conto a far tempo da novembre 2004 ed estratto patrimoniale
aggiornato) di eventuali relazioni facenti capo a __________ (titolare,
contitolare, e/o beneficiario economico), nonché il sequestro di ogni avere
posto in essere su dette relazioni, ivi comprese le cassette di sicurezza.
Dalla ricerca bancaria è
risultato che __________ è titolare del conto n. __________ presso il __________
di __________, di cui fanno parte anche due conti di libero passaggio, nonché
aveva diritto di firma fino al 28.12.2004 su un conto della ex moglie,
relazione che non è stata oggetto di sequestro.
B.
Avverso tale decisione, è
tempestivamente insorto __________, postulandone l'annullamento, nella misura
in cui viene ordinato il sequestro degli averi sul conto n. __________ presso
il __________ nella titolarità dell'accusato (dispositivo n. 3). A suo dire, su
detto conto non sarebbero mai transitati importi provento di reato, ritenuto
che il denaro prelevato abusivamente sarebbe stato da lui interamente speso (prima
rata leasing, casco totale e spese correnti) e che di conseguenza i fondi
depositati sul conto sarebbero di provenienza lecita. Inoltre, essendo ora
l'accusato, peraltro reo confesso, rimasto senza lavoro e quindi senza alcuna
entrata, il sequestro degli averi depositati sul conto lo metterebbe in una
situazione finanziaria drammatica.
Si precisa che la richiesta di
effetto sospensivo è stata respinta da questo giudice (cfr. ordinanza 23 agosto
2005).
C.
In sede di osservazioni il
Procuratore pubblico e la parte civile si sono entrambi pronunciati per la
reiezione del gravame, con argomentazioni di cui si dirà per quanto necessario
ed al fine di evitare inutili ripetizioni nei considerandi in diritto.
E ritenuto,
Considerandi
1.
La legittimazione di __________,
accusato nel procedimento penale nell'ambito del quale è stata emanata la
decisione impugnata, nonché titolare del conto oggetto della stessa, è data. Il
reclamo, tempestivo, è quindi ricevibile in ordine.
2.
In materia di perquisizione e
sequestro valgono i seguenti principi:
In diritto, l’art. 161 cpv. 1 CPP
impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che
possono avere importanza per l’istruzione del processo, alternativamente o
cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o
devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua qualità di provvedimento
eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di
cui sopra al seguito della procedura e quindi per le necessità dell’istruzione
preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e quelle del giudice
del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o
cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio)
e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione (sequestro confiscatorio)
(v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117, consid.
1a p. 359), ritenuto che, come in tutti gli istituti procedurali tali da
intaccare eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse
pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza concorrente di
sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l'oggetto che così
occorre salvaguardare agli incombenti dell'autorità requirente ed inquirente,
con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla
verità materiale, a partire dal sospetto all’apertura del procedimento, che va
in seguito ed indilatamente approfondito con gli accertamenti probatori del
caso (v., in contesto più generale, Piquerez, cit., margin. 1116 ss.).
Il sequestro di beni immobili avviene mediante blocco del registro fondiario
(art. 161 cpv. 5 CPP).
Nella rinnovata forma in vigore
dal 1° agosto 1994, le norme sulla confisca penale (artt. 58 ss. CPS)
ribadiscono l’obbligo di confisca di ogni e qualsiasi vantaggio patrimoniale
ottenuto in maniera illecita: la definizione dei valori patrimoniali di cui
all’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS riprende le previgenti dottrina e giurisprudenza
(v. Niklaus Schmid, Das neue Einziehungsrecht nach Art. 58 ff. StGB, in:
RPS 113 [1995], p. 321 ss., pto. 4.2.1 p. 331 e nota 45, con rinvii [qui di
seguito citato: Schmid RPS]). “Valori patrimoniali” non sono soltanto
beni corporali, ma anche crediti (depositi bancari), carte valori e persino
diritti immateriali e diritti reali limitati: essenziale è che essi abbiano un
proprio, determinabile valore economico (v. Niklaus Schmid, nota 19 ad
art. 59 CPS, in: Schmid (Hrsg.), Kommentar Einziehung, organisiertes Verbrechen
und Geldwäscherei, Band I, Zürich 1998, qui di seguito citato: Schmid Kommentar)
e che il loro illecito trasferimento nel patrimonio del reo conduca, quale
conseguenza, ad un aumento dei suoi attivi o una diminuzione dei suoi passivi
(v. Schmid, Kommentar, nota 17 ad art. 59 CPS). Sottostanno a tale tipo
di confisca ai sensi dell’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS anche cosiddetti valori
sostitutivi, sia propri che impropri (“echte und unechte Surrogate”, v. Schmid,
RPS, pto. 4.3.2, p. 334 ss.; DTF 126 I 97, consid. 3.c.bb p. 105-106). Beni
sostitutivi impropri possono essere bloccati unicamente in presenza di una
traccia cartacea che li riconduca all’originario provento di reato, mentre per
i beni sostitutivi propri deve essere dimostrato che essi hanno preso il posto
del bene originale (DTF 126 I 97, consid. 3.c.cc p. 107). Il bene da confiscare
deve essere facilmente identificabile nel patrimonio dell’autore,
rispettivamente del terzo beneficiario (DTF 126 I 97, consid. 3.c.cc p. 107,
con rinvio a DTF 4 maggio 1999 in re Z., consid. 2b). Se il provento di reato è
pervenuto sotto forma di denaro, esso resta direttamente confiscabile anche se
è stato modificato, ad esempio depositato e prelevato da conti bancari,
trasformato in chèques o simili, infine cambiato in altra valuta (tutte forme
di trasformazione in bene sostitutivo improprio, v. Schmid, Kommentar,
nota 50 ad art. 59 CPS).
Completamente rivisto è
l’istituto della confisca risarcitoria ai sensi dell’art. 59 cfr. 2 cpv. 1 CPS:
essa permette al giudice (di merito) di ordinare un risarcimento in favore
dello Stato (con eventuale successiva assegnazione alla parte lesa in
applicazione dell’art. 60 CPS), se – pur essendo dati i presupposti per una
confisca ex art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS – i valori patrimoniali di cui all’art.
59.
cfr. 1 cpv. 1 CPS non siano più reperibili (v. Schmid, RPS, pto.
4.3
, p. 333 s.; pto. 4.3.2, p. 336) oppure debbano venir attribuiti
direttamente alla parte lesa in applicazione dell’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 ultima
frase CPS (v. Schmid, RPS, pto. 4.4.1, p. 339). In tal caso, i beni
passibili di confisca sono necessariamente di provenienza lecita; il loro
sequestro si distingue da quello di beni provento di reato (o sostitutivi) per
la sua natura più prossima al sequestro LEF (v. Schmid, Kommentar, nota
171.
ad art. 59 CPS), ciò che si traduce – fra l’altro – nel fatto che deve
rispettare le regole di diritto esecutivo sul minimo esistenziale (art. 92 LEF;
Schmid, Kommentar, nota 174 ad art. 59 CPS).
Per non vanificare la portata
delle norme sulla confisca, il magistrato inquirente può ordinare il sequestro
dei beni che vi soggiacciono a titolo probatorio, confiscatorio (art. 161 cpv.
1.
e 2 lit. b CPP; v. Schmid, RPS, pto. 6.3, p. 362) oppure risarcitorio
(art. 59 cfr. 2 cpv. 3 CPS; DTF 126 I 97, consid. 3.d.aa p. 107).
Anche il sequestro ai fini di
garanzia del risarcimento compensatorio (art. 59 cfr. 2 cpv. 3 CPS) deve
rispettare i principi sopra menzionati, con la precisazione che la connessione
ai fini del giudizio di merito è l’appartenenza del bene (o valore) alla sfera
economica dell’indiziato / accusato.
3.
Per quanto concerne l'esistenza
di gravi indizi di colpevolezza in capo a __________, si premette che
nell'esame di tale presupposto, lo scrivente giudice deve imporsi precisi
limiti, derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare
l'esistenza dei presupposti formali per l'emanazione dell'ordine contestato, e
non di valutare nella sostanza l'esistenza di un reato - e, dall'altro - ma in
maniera strettamente congiunta con quanto si viene a dire - dall'opportunità di
considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di
giudizio.
Ciò premesso, l'esistenza di
sufficienti indizi di reato a carico di __________, peraltro neppure formalmente
contestata, è data. L'accusato, dopo avere nel corso del verbale 28 luglio 2005
dinanzi a questo giudice fatto parziali ammissioni, nel seguito dell'inchiesta
ha riconosciuto di aver fatto prelevare a due correi, mediante l'utilizzo di
carte cashless da lui previamente caricate in modo abusivo, un importo
complessivo di fr. 101'800.--, conseguendo un indebito profitto personale di
circa fr. 50'900.-- (cfr. verb. PP 5.8.2005).
4.
L'accusato si oppone al sequestro
dei fondi depositati sul conto presso il __________ in quanto si tratterebbe di
fondi di provenienza lecita, ritenuto che quelli provento dei reati
addebitatigli sarebbero stati da lui interamente spesi (rata leasing auto,
casco totale e spese correnti) e che, non avendo più alcuna entrata, detto
sequestro costituirebbe una misura troppo severa, vista la sua disperata
situazione finanziaria.
Preliminarmente occorre rilevare
che oggetto del sequestro sono gli averi depositati sul conto n. __________,
nonché quelli depositati su quelli di libero passaggio facenti parte della
citata relazione di base. Evidentemente, per quanto concerne le prestazioni di
libero passaggio il sequestro, come rettamente precisato dal Procuratore
pubblico in sede di osservazioni è condizionato all'eventuale liberazione a
favore dell'accusato degli importi ivi depositati qualora ne siano realizzate
le condizioni (cfr. in proposito decisioni GIAR 25.02.2003 in re G.R., inc.
2002.
, e GIAR 28.02.2003 in re F.B., inc. 1999.43608, relative
all'ammissibilità del sequestro di averi di tale natura, essendo rispettate le
condizioni delle leggi specifiche di tutela delle previdenze personali atteso
che l'art. 92 cpv. 1 cfr. 10 LEF dichiara impignorabili "i diritti non
ancora esigibili a prestazioni previdenziali e al libero passaggio nei
confronti di fondi di previdenza professionale", mentre l'art. 39 cpv.
1.
LPP analogamente dispone che "il diritto alle prestazioni non può
essere ceduto né costituito in pegno prima dell'esigibilità", mentre
vi è pignorabilità dal momento in cui il beneficiario può disporne, osservate
poi le procedure di esecuzione quando si tratterà di ripartire il
risarcimento).
In concreto, contrariamente a
quanto sostenuto dal reclamante, non è affatto possibile escludere che sul
conto n. __________ presso il __________ siano confluiti importi provento di
reato, vi sono infatti alcune entrate per contanti la cui provenienza deve
ancora essere chiarita (ad esempio i versamenti a contanti di fr. 3'000.-- del
16.2.2005
e del 14.4.2005, avvenuti pochi giorni dopo illeciti prelievi con
carta cashless, cfr. agenda __________ AI 40).
Non va poi dimenticato che il
sequestro ha pure fini risarcitori/compensatori (in particolare la finalità
perseguita con il sequestro delle prestazioni di libero passaggio è evidentemente
risarcitoria, poiché trattasi indubbiamente di averi di provenienza lecita): in
tale ambito, come detto sopra, è irrilevante la provenienza dei fondi, quello
che conta è l'appartenenza del bene alla sfera economica dell'accusato. Ciò che
in concreto è pacifico, trattandosi di conto di cui l'accusato è intestatario
[i due conti di libero passaggio fanno parte della relazione di base n. __________
e gli importi ivi depositati sono di spettanza (fanno parte degli averi
sequestrabili) dell'accusato], così come è pacifico che il sequestro (comprese
anche le prestazioni di libero passaggio] si riferisce ad una cifra inferiore
agli importi illecitamente prelevati con le carte cashless ed è quindi
rispettoso del principio di proporzionalità. Inoltre, non è neppure possibile
sostenere che il sequestro costituirebbe una misura eccessivamente severa per
il reclamante, ritenuto che nello scritto 22 agosto 2005 egli, tramite il
proprio legale, ha informato il __________ di voler parzialmente risarcire
facendo capo ad un prestito di parenti, ciò a comprova che lo stesso ha
perlomeno indirettamente delle disponibilità finanziarie (cfr. AI 74). Del
resto, come evidenziato dal Procuratore pubblico in sede di osservazioni, se è
vero che la sostituzione del sequestro con il deposito di altri fondi è
tecnicamente possibile, è altrettanto vero che, allo stadio attuale
dell'inchiesta, lo stesso appare prematuro, "stante gli accertamenti
ancora da esperire e la necessità di verificare se e come concretizzare lo
scambio", ciò anche nell'ottica di non pregiudicare le possibilità
della parte civile di essere almeno parzialmente risarcita. Considerate le
ammissioni dell'accusato, la sua volontà di risarcire, la connessione con i
reati ipotizzati, consistenti, come detto, nell'illecito prelevamento di somme
di denaro a proprio diretto profitto, appare necessario e proporzionato
salvaguardare beni di sua pertinenza alle procedure di risarcimento compensatorio.
Irrilevanti ai fini della
presente decisione la collaborazione fornita agli inquirenti da __________,
rispettivamente l'asserzione, peraltro tuttora da comprovare, secondo cui egli
avrebbe speso l'intero importo provento dei reati addebitatigli.
5.
In virtù di quanto precede, il
reclamo deve essere respinto. Tasse, spese e ripetibili seguono la soccombenza.
La presente decisione in materia
di sequestro è impugnabile nel termine di 10 giorni alla Camera dei ricorsi
penali (art. 284 cifra 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
Viste le norme applicabili, in
particolare gli art. 59, 143, 144bis, 146 e 147 CP, 157 ss., 161, 280 ss e 284
CPP,
decide
1.
Il
reclamo è respinto.
2.
La
tassa di giustizia di fr. 300.-- e le spese, fr. 50.--, sono a carico del
reclamante, che rifonderà al __________ fr. 220.-- a titolo di ripetibili.
3.
Contro
la presente è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di
Appello, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
giudice
Ursula Züblin
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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