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Decisione

INC.2006.34503

Istanza di libertà provvisoria, respinta per pericolo di fuga.

16 novembre 2006Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

I menzionati presupposti vanno approfonditi con

maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione

della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988

pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) – ritenuto implicito il rispetto della

proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia

381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non

restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128)."

(GIAR 7 novembre 2005, 308.2005.2)

8.

L'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza

deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di competenza di questo

giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare

l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della

libertà personale, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato -,

e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta con quanto si viene di dire

- dall’inopportunità di considerazioni di merito premature (a maggior ragione

laddove, come nel caso in esame, l'accusato nega ogni e qualsiasi

responsabilità) e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

Nei confronti di __________ gravi e sufficienti indizi

di reato sono certamente dati. Concorrono a tale conclusione, sia le ripetute

chiamate in correità (cfr. Verbali PP, __________ 4.8.2006, Verbali PG __________

21.7.2006, __________ 26.7.2006, __________ 30.8.2006), sia le risultanze della

sorveglianza di un collegamento telefonico (di cui l'accusato nega proprietà,

ma trovato al suo domicilio al momento dell'arresto e dichiarato utilizzato per

contattarlo anche da persona - Verbale PS __________ 3.10.2006, pag. 2 -

estranea al traffico di stupefacenti; cfr. AI 1 e 5, Verbali PP __________

4.8.2006, __________ 18.8.2006 pag. 3, Verbale PS __________ 25.7.2006 pag. 4),

così come la presenza delle sue impronte su involucri contenenti stupefacenti

(Rapporti 5.9.2006, 15.9.2006 e 21.9.2006 della polizia scientifica).

A quanto sopra, si aggiungono, se necessario, gli

importi non indifferenti trovati in suo possesso al momento dell'arresto

(allegati 2 e 3 all'AI 8), così come quelli inviati all'estero nel corso del

tempo (AI 47, 49, 50, 61) che, per il momento, non sembrano aver trovato

conferma di effettiva (e/o totale) provenienza dall'attività commerciale da lui

dichiarata (cfr. Verbali PS __________ 28.9.2006 pag. 1 e 2, 10.10.2006 pag. 1

e 2); perlomeno prima facie, tali entrate non sembrano riscontrate né da quanto

dichiarato al fisco (cfr. calcolo imponibile 2004 e allegati in AI 56) né nelle

dichiarazioni del coniuge (cfr. Verbale PS __________ 24.7.2006).

Gli elementi indicati sono molto di più di sospetti

ancora poco precisi; trattasi di indizi pesanti, più che sufficienti a

giustificare (se una delle condizioni alternative dovesse essere constatata) la

carcerazione preventiva anche tenuto conto del fatto che l'inchiesta è in corso

da qualche mese (DTF 7.2.2005,1S.3/2005). Ci si può, quindi, astenere

dall'esprimere considerazioni (ai fini della determinazione degli indizi) in

merito alle spiegazioni fornite (quando non anticipate) dall'accusato in merito

a qualche caso di utilizzo dell'utenza telefonica sotto sorveglianza (cfr.

Verbali __________ PS 25.7.2006 pag. 2 e PP 18.8.2006 pag. 5 e 6).

9.

9.1.

Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione

preventiva, deve essere concreto e rivestire una certa probabilità: in altri

termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe

con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione

della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola (ritenuto che

più la pena presumibile è alta, più tale prospettiva diventa presunzione di

rischio: come si preciserà meglio più avanti), a motivare la carcerazione;

occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere

dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la

professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la

fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117

Ia 69), tra i quali anche i contatti con l'estero (DTF 125 I 60; DTF; CRP

13.8.1996,60.96.00259; GIAR 12.1.2000, 43.1999.9).

9.2.

Va certamente constatato che l'accusato, pur se

cittadino __________, ha sposato una cittadina __________ ed è in __________ da

qualche anno. Tuttavia, né il matrimonio né la residenza possono essere

considerati, da soli, determinanti (cfr. CRP e GIAR appena citati); dagli atti

non emergono altri elementi che permettano di affermare con certezza che il suo

"centro d'interessi" (CRP 24 dicembre 1985 in re L.) si trova

in __________; dal dicembre 2005, inoltre, non convive più con la moglie,

ancorché si tratti di una situazione provvisoria (a dire della stessa moglie: cfr.

Verbale PS __________ 24.10.2006, pag. 1).

Nel contempo, emerge in modo evidente dall'incarto

l'esistenza di tutta una serie di contatti (frequenti e ripetuti) con persone

residenti in altri paesi europei, nonché un costante contatto con la __________

(gran parte dei versamenti sono destinati a quel paese ed in particolare alla

sorella: cfr. lista dei beneficiari in AI 47, 49, 50, 61, nonché Verbale PS __________

28.9.2006, pag. 2), paese dove si è anche recato di persona, più volte, in

questi anni (Verbale PG __________ 24.7.2006 pag. 2; Verbale PP __________

4.10.2006, pag. 2 e 7). Egli stesso dichiara di non aver soci in __________,

per la sua attività commerciale, ma di averne in __________ (Verbale PP citato,

pag. 7).

Gli importi inviati alla sorella, inoltre, potrebbero

anche essere stati costituiti in accantonamenti/risparmi a sua disposizione per

l'utilizzo in occasione di viaggi al paese d'origine, visto che in __________

non ne ha costituiti (Verbale PS __________ 24.7.2006, pag. 2, AI 19, 24) e

considerato che oltre ai soldi inviati dalla __________ la sorella (che

lavorerebbe in __________) era pure incaricata di incassare denaro di

pertinenza dell'accusato direttamente in __________ (cfr. Verbale PP __________

4.10.2006, pag. 5).

9.3.

L'accusato è un __________ con situazione

professionale precaria (anche della moglie) e situazione economica difficile in

__________ (cfr. risultanze incarto tassazione), il cui unico legame con il

territorio (matrimonio) non sembra costituire un ostacolo evidente

all'adattamento ad altra realtà, per sottrarsi al rischio di pena. Come detto,

i legami con il paese d'origine non sono limitati alla nazionalità: egli ha

instaurato/mantenuto relazioni personali e commerciali con il paese d'origine

dove vivono gli altri suoi famigliari (con i quali è pure in contatto ed ai

quali ha inviato somme di denaro non indifferenti) e dove si è già recato più

volte dopo l'inizio della residenza in __________. Pertanto, vi sono

possibilità materiali e concrete per un trasferimento all'estero (GIAR 8

settembre 2005 in re I., cons. 5 b.) in condizioni non proibitive.

Se le accuse dovessero trovare conferma in sede di

giudizio, il rischio di una pena di una certa importanza (non necessariamente

sospesa -perlomeno totalmente- anche in base al nuovo diritto, comunque non

ancora applicabile) è alto (per non dire verosimile);

trattasi di una situazione che permette di ritenere

concretamente che, per l'accusato, le conseguenze di una fuga appaiano

preferibili a quelle derivanti dalla presenza al seguito del procedimento.

9.4.

D'altro canto, anche qualora la si volesse considerare

una situazione "limite", nella quale gli elementi concreti che

militano per una conclusione e quelli che militano per l’altra potrebbero,

prima facie, bilanciarsi (cfr. M. Luvini, I presupposti materiali del carcere

preventivo nel processo penale ticinese, in Rep 1989, pag. 287 ss., note 36,

37, 38, 41; R. Barbey, Aperçu de la jurisprudence genevoise, suisse et européenne

en matière de détention préventive, in SJ 1981, pag 369 ss, note 78, 79, 81 e

82), occorrerebbe comunque considerare che ci si trova in un ambito in cui la

pena presumibile diviene:

"…

elemento "indiziante" importante che va considerato attentamente per

la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più

ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena

della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale

condanna) di prospettive per una sospensione condizionale … omissis … (M. Luvini,

I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32;

DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980

186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701)."

Si veda, inoltre e sulla stessa questione, DTF

14.1.2005 (1S.15/2004) e riferimenti.

9.5.

Inoltre, e per quanto concerne gli aspetti soggettivi,

occorre considerare anche l'atteggiamento processuale dell'accusato che non si

limita alla negazione dei fatti che gli vengono imputati, bensì si spinge fino

alla negazione pura e semplice di elementi apparentemente incontrovertibili

(perlomeno per quanto risulta dagli atti allo stadio attuale), quali la

presenza di impronte digitali su determinati involucri. Questo atteggiamento

processuale, quantunque legittimo, non può essere totalmente ignorato nella

valutazione di concretezza dei motivi dell'arresto (CRP 10 agosto 2004 in re

K., cons. 3.2).

10.

Stabilita l'esistenza di un concreto pericolo di fuga

ci si potrebbe esimere dal verificare l'esistenza di altre condizioni (comunque

alternative) a giustificazione del mantenimento della carcerazione (quello di

recidiva neppure invocato dal magistrato inquirente).

A titolo abbondanziale, comunque, è opportuno

segnalare che sul pericolo di collusione il preavviso è carente nella

motivazione ("E' compito del

magistrato inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della

garanzia del contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo

1998, in REP 1998 p. 329), se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza

di concreti elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle

prove ("non spetta infatti a questo giudice approfondire o addirittura

ipotizzare quanto sta dietro … scarna affermazione del preavviso negativo" - sentenza GIAR 4 aprile 2002 in re C.) e difficilmente,

così come formulato, avrebbe potuto fondare una decisione con sufficiente

cognizione di causa (si vedano anche DTF 123 I 31; DTF 15.6.2006,1P.265/2006).

Da un lato, il magistrato inquirente non spende una

parola sulla rilevanza dei confronti prospettati (in particolare con __________

che ha dichiarato di non aver avuto contatti l'accusato, pur avendolo visto e

sentito parlare di lui: Verbale PG 9.8.2006) e soprattutto, sul motivo per cui

non sono ancora avvenuti (i verbali __________ e __________ sono di fine

luglio). Dall'altro, e sulla questione del denaro sequestrato all'accusato e/o

da lui inviato in __________ e altrove (dove il pericolo di

collusione/inquinamento potrebbe essere abbastanza evidente visti i rapporti

personali e famigliari con i mittenti e/o destinatari da lui indicati - cfr.

Verbale PP __________ 4.10.2006, pag. 5 - ed il fatto che si trovano

all'estero) non viene indicato quali siano gli "accertamenti

imposti dai cambiamenti di versione circa l'attività di vendita di auto usate,

di elettrodomestici tipo televisori, radio e telefoni" che il magistrato

ritiene soggetti a rischio di collusione ("Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in

volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e

soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. …omissis… (SJ 1990 p. 438; DTF

117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19)"

GIAR 23.9.2002, 477.2002.2).

Inoltre, va pure rilevato (sia a conferma delle

difficoltà di una eventuale decisione con conoscenza di causa, sia pro futuro)

che l'incarto non sembra neppure essere completo (DTF 7.2.2005,1S.3/2005); per

esempio non contempla la documentazione (né indicazioni in merito alla stessa o

al suo effettivo contenuto) sequestrata al domicilio dell'accusato al momento

dell'arresto (cfr. verbale di sequestro in AI 8) ed a cui quest'ultimo rinvia

ripetutamente per la giustificazione delle attività commerciali e del relativo

provento (cfr. Verbale PP __________ 18.8.2006 pag. 4; Verbale __________

4.10.2006,pag. 6).

11.

In conclusione, in capo a __________ sono presenti

gravi indizi di reato e pericolo di fuga che giustificano il mantenimento della

detenzione preventiva.

Il principio di proporzionalità della stessa è ancora rispettato:

l'accusato è in carcere dal 20 luglio 2006 e il rischio di pena (in caso di

conferma delle imputazioni) è ben superiore al carcere preventivo sin qui

sofferto (DTF 125 I 60). Nel contempo l'inchiesta, che di fatto coinvolge più

persone (anche se l'incarto trasmesso sembra riguardare il solo __________) non

evidenzia momenti di stallo che possano mettere in discussione il principio di

celerità (con invito a comunque non ritardare i confronti menzionati e la prospettazione

della documentazione acquisita presso vari istituti di pagamento, agli atti da

agosto e settembre).

P.Q.M.

richiamati

gli articoli 19 cifra 2 LFStup, 95 ss. 102, 108, 279 ss, 284 CPP,

decide

1. L’istanza è respinta.

Considerandi

2.

Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla

Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Edy Meli

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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