Lexipedia

Decisione

INC.2006.504

Proroga carcere preventivo

20 giugno 2006Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui

brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33

scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo

evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in

libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo

a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato

gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel

contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si

aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di

interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.

32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine

pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà

personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto

cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di

quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel

solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della

proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia

381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior

rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della

libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.

416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi

penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:

sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

-

l'assenza di opposizione, alla richiesta di proroga, da parte della

difesa non esenta questo giudice da una verifica dell'esistenza dei presupposti

per il mantenimento (se si preferisce: la proroga) della carcerazione

preventiva;

-

nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare

l'esistenza di gravi indizi di reato in capo all'accusato per i fatti che gli

sono imputati, basti qui ricordare quanto evidenziato da questo giudice nella

decisione 30 marzo 2006, con la quale era stata respinta l'istanza di libertà

provvisoria presentata da __________ (Inc. GIAR 5.2006.2):

"Premesso che al momento

dell'arresto sono stati sequestrati presso l'appartamento di __________ 157 gr

di cocaina, nonché Euro 2'025.-- e fr. 7'000.-- all'accusato e fr. 5'700.--

alla compagna, giova rilevare che a far tempo dall'arresto di __________ sono state

sentite 58 persone, di cui 35 hanno concordemente dichiarato di avere

acquistato cocaina (di ottima qualità) dall'accusato e che, allo stadio attuale

dell'inchiesta, sono state accertate vendite di oltre 1'600 grammi di cocaina,

in gran parte al prezzo di fr. 150.-- al grammo.

I gravi e concreti indizi di

colpevolezza a carico di__________ sono pertanto dati.

Le contrarie dichiarazioni di

quest'ultimo, secondo cui la cocaina sequestrata al momento dell'arresto

sarebbe stata destinata al suo consumo personale, rispettivamente quelle

secondo cui egli non sarebbe uno "spacciatore", non permettono

certo di sovvertire siffatta conclusione;"

-

gli atti istruttori esperiti a far tempo dalla suddetta decisione hanno

ulteriormente corroborato i gravi e concreti indizi di colpevolezza a carico di

__________: la Polizia ha infatti proceduto all'audizione di circa una ventina

di persone le quali hanno dichiarato di aver ricevuto cocaina da __________,

che, preso atto delle suddette dichiarazioni, ha mantenuto, sia dinanzi alla

Polizia che al magistrato inquirente [cfr. verb. Pol. 3.04.2006, 21.04.2006 e

28.04.2006; verb. PP 5.05.2006, il 10.05.2006 e 19.05.2006], l'atteggiamento

negatorio assunto sin dall'inizio dell'inchiesta - "(…) nego di avergli

venduto offerto cocaina (…) tutte le persone che dichiarano di avere acquistato

cocaina da me mentono (…)". Inoltre, nel corso del confronto con

l'accusato dinanzi al magistrato inquirente, la convivente __________ ha

affermato di aver consumato nel corso degli anni 2004-2005 circa 3310 grammi di

cocaina, sostanza fornitale da __________, e che quest'ultimo trafficava anche

marjiuana, dichiarazioni in gran parte contestate dall'accusato, il quale ha

continuato a minimizzare il proprio ruolo (cfr. verb. PP 19.05.2006);

-

in merito ai bisogni istruttori atti a giustificare la detenzione

preventiva ed il suo perdurare, vi é consolidata giurisprudenza (e dottrina):

"

In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare

la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non

s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli

accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o

d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta

raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,

ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;

RDAT 1988 no. 24). In

quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,

decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise

erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der

Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.

cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,

se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto

svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

E', inoltre, necessario che questa possibilità

di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:

"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die

theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren

könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben

unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete Indizien für

eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno

individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e

nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad

esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non

può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della

misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del

teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza

d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.

438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego

dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;

Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).

(GIAR 23

settembre 2002 in re Y.)

Nello stesso

senso, la CRP:

"I rischi di collusione e di inquinamento delle prove

sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta

generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già

sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in

atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi

fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso

della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la

possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da

parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la

realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in

maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R.

Hauser/E. Schweri, op. cit. §

68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

-

a mente del magistrato inquirente sussisterebbero oggettivi bisogni

istruttori dovendo procedere con interrogatori a confronto e non richiesti

dallo stesso accusato (cfr. richieste 11/122 e 24/26 maggio 2006 della difesa,

AI 63 e 73), alla contestazione all'accusato degli accertamenti nel frattempo

esperiti quo anche alle vendite di marijuana (cfr. verb. PP 19.05.2006 __________)

e con il deposito degli atti; la difesa nulla ha eccepito a questo proposito

assecondando la richiesta del Procuratore pubblico di proroga del carcere

preventivo;

-

in un simile contesto giuridico e fattuale, è evidente la necessità di

procedere con l’audizione a confronto tra l’accusato e le persone menzionate,

nonché agli accertamenti ancora da esperire, anche quelli quo alle vendite di

marjiuana, con l’accusato __________ in stato di detenzione preventiva. La

sussistenza, in questo stadio del procedimento, di un pericolo di collusione

e/o di inquinamento delle prove è accertata con riferimento al gran numero di

persone coinvolte nell’inchiesta, alla necessità di procedere a previsti

interrogatori futuri senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci

atti d’influenza;

-

in sostanza si tratta di passi d'inchiesta, peraltro richiesti dalla

difesa e la maggior parte già fissati, che esigono il mantenimento del carcere

preventivo cui è astretto l'istante, ciò a salvaguardia di una corretta ricerca

della verità (anche a vantaggio dell'accusato stesso): in proposito vale quanto

già evidenziato nella decisione 30 marzo 2006 (consid. 4), tenuto anche conto

del persistente atteggiamento reticente e negatorio di __________ esiste il

rischio concreto che, se messo in libertà provvisoria, egli

potrebbe contattare o venir contattato da fornitori ed acquirenti con i quali

concordare versioni o decidere di tacere quanto ancora non a conoscenza degli

inquirenti;

-

per quanto riguarda il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione

preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri

termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe

con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)

esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a

motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui

il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio,

la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la

fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117

Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.

701). Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni

d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re

P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata "Auch

wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, …" (Schmid, ibidem);

-

in proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 30

marzo 2006 da questo giudice:

Preliminarmente occorre rilevare che, tenuto conto del

(relativamente) lungo periodo nel corso del quale l'accusato ha delinquito e

dei quantitativi trafficati sino ad ora accertati, esiste il rischio concreto

di una pena da espiare, avendo peraltro il Procuratore pubblico nel preavviso

negativo evidenziato che l'accusato verrà deferito ad una Corte delle Assise

criminali, né può essere esclusa la pena aggiuntiva dell'espulsione.

Se è vero che __________ soggiorna in Svizzera da

qualche anno - peraltro senza alcun permesso, perlomeno da quanto emerge dagli

atti -, giova rilevare egli è cittadino italiano (quindi non estradabile),

residente in Italia, dove risiedono pure la madre ed il fratello (con i quali

ha contatti frequenti: al momento dell'arresto ha voluto telefonare alla madre,

il fratello si è interessato per la nomina di un difensore di fiducia ecc.) ed

in Italia ha pure sede la società di cui è amministratore unico.

In siffatte circostanze, anche in considerazione del

suo comportamento processuale reticente e negatorio, della gravità dei fatti

imputatigli (per i quali, come detto, il Procuratore pubblico ha intenzione di

deferirlo alla Corte delle Assise criminali), il pericolo che __________, se

posto in libertà provvisoria, faccia rientro in Italia, Paese, peraltro

facilmente raggiungibile dalla sua compagna, dove risiedono i familiari, dove

ha sede la società di cui è amministratore e dove svolgeva la sua attività

professionale appare quindi sufficientemente concreto. In altre parole, la

tentazione di rendersi irreperibile per sottrarsi al procedimento o

all'esecuzione della sentenza appare sorretta da sufficiente verosimiglianza ed

il rischio di fuga - che non esiste solo astrattamente, bensì appare probabile

in modo del tutto concreto - e non può essere evitato con misure meno incisive

come quelle da lui proposte.

Non può entrare in considerazione il deposito di una

cauzione - peraltro neppure quantificata dalla difesa - e neppure il deposito

dei documenti di legittimazione, peraltro di dubbia utilità ed efficacia

"preventiva" trattandosi di cittadino italiano e comunque causa di

inevitabili disagi, tanto più che l'accusato ha il fulcro dei propri interessi

lavorativi in Italia e che in Svizzera non ha alcuna concreta prospettiva

lavorativa (Rep. 1989 p. 293); inoltre tali misure sono notoriamente inadatte a

scongiurare il pericolo di collusione, anch'esso dato nella fattispecie".

-

ciò posto, può restare indecisa l'esistenza di un concreto pericolo di

recidiva, indicato dal Procuratore pubblico quale uno dei motivi di interesse

pubblico atto a giustificare la proroga della carcerazione preventiva;

-

la proroga è stata richiesta per un periodo di tre mesi: a giudizio

dello scrivente due mesi appaiono sufficienti e proporzionati tenuto conto

degli atti istruttori ancora da compiere (la maggior parte delle audizioni già

fissata per la fine del corrente mese) e del tempo necessario per procedere con

il deposito atti, ciò ritenuta l’oggettiva gravità dei reati imputati

all’accusato e la presumibile pena detentiva che gli verrebbe inflitta in caso

di condanna, considerato il carcere preventivo già sofferto (tenuto conto

dell’arresto avvenuto il 5 gennaio 2006) ed ancora da soffrire prima del

pubblico dibattimento con il formale invito all’attenzione dei precetti di

celerità (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPPT) che vuole contenimento della

possibile carcerazione preventiva, quale richiamo e quale necessità di

controllo d’ufficio del trascorrere del tempo;

-

in conclusione, constatata l'esistenza di gravi indizi di reato, bisogni

dell’istruzione, pericolo di collusione e pericolo di fuga nonché rispetto dei

principi di proporzionalità della carcerazione (sofferta e da soffrire) nei

termini suesposti, l'istanza è parzialmente accolta ed è concessa una proroga

del carcere preventivo a cui è astretto __________ di due mesi cioè sino al 5

settembre 2006 compreso;

P.Q.M

viste le norme applicabili, in

particolare gli artt. 19 cifra 1 e 2 e 19a LFStup., 95 ss., 102, 103, 280ss e

284 CPP,

decide

1. L'istanza

è parzialmente accolta.

§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________

è prorogato di 2 (due) mesi e verrà a scadere il 5 settembre 2006 (compreso).

Considerandi

2.

Non si

prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei

ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster