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Decisione

INC.2006.52005

Istanza di libertà provvisoria

18 gennaio 2007Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta

la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle

indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) - ritenuto implicito il rispetto

della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102

Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non

restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

8.

L'esistenza di gravi e concreti

indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di

competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è

quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della

misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza

l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta

con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito

premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

In concreto, sono senz'altro dati

sufficienti indizi di colpevolezza a carico di __________.

L'accusato, da parte sua, oltre

che i reati minori - quelli di cui agli art. 95 LCStr e 23 LDDS - ammette,

perlomeno nei fatti, la coazione avvenuta ai danni di __________ dopo che ques'ultima

lasciò la stanza dell'accusato: in particolare, egli riconosce di averla "ripresa

quando lei era già andata in corridoio dicendomi che voleva uscire". Per

contro, egli contesta ora i reati contro l'integrità sessuale. Dopo averli

sostanzialmente ammessi nel corso del verbale di polizia 22 novembre 2006 ("capisco

che la stessa si è messa a piangere, perché io ho esagerato. Nel senso che,

nonostante il suo rifiuto, io ho continuato a toccarla e a baciarla, per poi

riuscire a fare sesso con lei. In sostanza ho effettivamente cercato di

forzarla ad avere un rapporto sessuale con me, ma in quel momento non me ne

rendevo conto. Quello che contava era riuscire a fare sesso a tutti i costi e

non mi sono curato di quello che lei voleva veramente in quel momento . Adesso,

ripensando a quei momenti, mi rendo conto che ho fatto una cosa sbagliata e mi

pento di aver forzato __________ (…) Posso dire che in quei momenti __________

l'ho vista realmente impaurita. Questo perché lei mi conosce e sa che quando

bevo divento irascibile, violento e aggressivo"), nel corso del

verbale PP 1.12.2006 ha negato ogni addebito ("io volevo fare sesso ma

senza forzarlo"), per poi, durante il verbale di confronto 5 dicembre

2006 con __________, prendere una posizione più sfumata ("Alla domanda

del magistrato se al momento dei fatti del procedimento __________ era

d'accordo di seguirmi rispondo nello stato in cui mi trovavo credevo di si, ora

non più (…) la ragazza è sempre stata passiva. Alla domanda del Magistrato a

sapere se __________ era consenziente di fare sesso con me, dichiaro che a quel

momento pensavo di si mentre che adesso credo di no"), dichiarazioni

queste confermate nel verbale 16 gennaio 2007.

Non possono inoltre essere

trascurate le circostanze in cui è avvenuto il fermo (cfr. rapporto d'arresto

19.11.2006, noto alle parti e al quale si rinvia), le deposizioni rese dai

testi oculari, in particolare __________, compagna di stanza di __________, e __________,

sorvegliante del __________, il carattere violento di __________, in

particolare quando si trova sotto l'effetto di alcolici (cfr. anche inc. __________

agli atti), e, soprattutto, il fatto che __________ ha una dato una versione

dei fatti sia in Polizia sia dinanzi al Procuratore pubblico (anche nel corso

del verbale di confronto con l'accusato) lineare, disinteressata e corroborata

da riscontri oggettivi. Non è quindi possibile sostenere che il magistrato

inquirente abbia "preso per oro colato" le dichiarazioni di __________,

né tantomeno semplicisticamente ritenere che le ammissioni dell'accusato nel

corso del verbale 22 novembre 2006 siano da ricondurre ad un suo stato di

confusione da addebitarsi sostanzialmente ai tre passati giorni di detenzione

preventiva. Del resto, l'aver dato diverse versioni dei fatti così come le

contraddizioni esistenti, non soltanto con __________, ma anche con quelle dei

testi destano non poche perplessità sulla credibilità di __________.

9.

I bisogni istruttori atti a

giustificare la misura restrittiva della libertà personale non si identificano

semplicemente con gli atti ancora da assumere in quanto tali, o con gli

accertamenti ancora da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o di

inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta

raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,

ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss., no.

701a; RDAT 1988 no. 24; DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.). Gli elementi di

concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella

specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo)

dell'accusato con il mezzo di prova (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no.

77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non

costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht,

BS 1999, § 68 no 13).

E' vero che gli atti istruttori

ordinati il 16 gennaio u.s. dal Procuratore pubblico (richiesta rapporto a __________

e a __________ ecc.) non possono essere alterati dall'accusato e che __________

è stata rimpatriata lo scorso 11 gennaio (cfr. preavviso p. 2), tuttavia non

può essere trascurato l'atteggiamento processuale dell'accusato, per niente

trasparente (cfr. ad consid. 8), ed il suo carattere violento ed irascibile. A

tale ultimo proposito dagli atti emerge che l'istante durante la propria

permanenza al __________ ha avuto spesso problemi legati al suo comportamento

aggressivo, irascibile e violento (cfr. documentazione __________, AI 16),

soprattutto quando lo stesso, ciò che avveniva sovente, era sotto l'influsso di

sostanze alcoliche, fatto peraltro confermato dall'istante stesso.

In conclusione, tenuto anche

conto della natura dei reati in questione, si può concludere che la possibilità

che, se posto in libertà provvisoria, __________ possa in qualche modo

adoperarsi per influenzare a proprio beneficio testimoni, segnatamente __________,

__________, __________ e __________, è senz'altro non priva di fondamento.

10.

Quanto

al pericolo di fuga, qui trattato a titolo abbondanziale visto l'accertamento

di un pericolo di collusione, si ricorda innanzitutto che i criteri

determinanti per stabilire se questo presupposto sia dato o meno sono il

carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua

situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ

103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale;

sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le

circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere

che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore

rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione (in questo

senso Mario Luvini; in REP 1989,

pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in

re S.V., CRP 341/94).

L'accusato è cittadino straniero

(__________) senza tutelabili contatti con il nostro territorio - richiedente

l'asilo in attesa di evasione del ricorso da lui presentato contro la decisione

negativa dell'__________ -, all'estero risiedono la compagna, che si è comunque

interessata durante la carcerazione (cfr. AI 40 e 41), ed il figlio.

Anche ammettendo che la sua

richiesta di asilo venga per finire accolta, trovare un impiego in __________,

visto il procedimento penale aperto nei suoi confronti ed il genere di reati di

cui è accusato, non sarebbe affatto facile, rilevato inoltre che trattasi di

imputazioni di una certa gravità (mancata/tentata violenza carnale, coazione

sessuale e coazione).

Il rischio di fuga appare quindi

concreto anche in considerazione del suo comportamento processuale e della

circostanza che la sua versione dei fatti cozza con quella data, non soltanto

da __________, ma anche con quella dei testi sentiti dagli inquirenti e con gli

elementi fattuali agli atti.

In siffatte circostanze il

pericolo che __________, cittadino __________, se posto in libertà provvisoria,

si dia alla fuga rendendosi irreperibile, appare quindi sufficientemente

concreto, né ovviabile con misure sostitutive quale quella proposta dalla

difesa (obbligo di presentarsi al posto di polizia giornalmente), tanto più che

nel caso in esame è pure dato pericolo di collusione (consid. 9).

11.

La proporzionalità di una

carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un

lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la

gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro

occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383

e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della

carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della

presenza di concreti indizi di colpevolezza, della verosimile pena in caso di

condanna e della complessità dell'inchiesta, resa ancor più difficoltosa

dall'atteggiamento che non può comunque essere definito trasparente

dell'accusato, è sicuramente data.

L’accusato, infatti, è stato

arrestato (in flagranza) il 19 novembre 2006, quindi circa 2 mesi fa, per dei

reati di sicura gravità (agli art. 190, 189 e 181 CP) - imputazioni per le

quali sarà deferito ad una Corte delle Assise correzionali (cfr. preavviso p.

3) -; in considerazione della gravità dei fatti, è verosimile che, in caso di

condanna, tenuto anche conto delle rispettive comminatorie di legge (l'art. 190

CP esclude la pena pecuniaria), a __________ venga comminata una pena detentiva

di una certa durata, rilevato comunque che anche nel caso di sospensione

condizionale (integrale o parziale ex art. 42 CP) - la cui eventualità non

entra in linea di conto (perlomeno quando non vi è certezza) per la

determinazione della proporzionalità (BJP 1999, DTF 125 I 60) - la detenzione

sin qui sofferta appare comunque inferiore alla presumibile pena in caso di

condanna; infine, a far tempo dall'arresto gli inquirenti non si sono limitati

ad interrogare l’accusato e __________, ma hanno provveduto alla ricerca di

riscontri oggettivi al fine di acclarare i fatti, viste le differenti versioni

ed in questo lasso di tempo, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa,

non risultano manifeste violazioni dell'obbligo di celerità.

12.

In conclusione sufficienti

presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla

giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________

a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua

libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve

essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie

(art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera

dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

P.Q.M.

viste le norme applicabili, in

particolare gli artt. 181, 189, 190 CP, 95 cf. 1 LCStr, 23 LDDS, 95 ss, 102, 108,

284 CPP, 9, 10, 31 CF, 5 cifra 3 CEDU,

decide

1. L'istanza di libertà

provvisoria presentata da __________ è respinta.

Considerandi

2.

Non si prelevano

tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla CRP

Lugano entro dieci giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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