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Decisione

INC.2006.52703

Istanza di libertà provvisoria

12 febbraio 2007Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

I principi di proporzionalità e celerità sarebbero rispettati, tenuto conto

della gravità del reato e della difficile ricostruzione dei fatti.

4.

La difesa, con osservazioni 9

febbraio 2007 si è riconfermata integralmente nella primitiva istanza.

5.

L’istanza 2/5 febbraio 2007,

presentata da __________, accusato detenuto, è ricevibile in ordine.

Ricevuta in data 5 febbraio 2007

dal Ministero pubblico è stata recapitata "brevi manu" unitamente al

preavviso e all'incarto la mattina di giovedì 8 febbraio 2007, nel rispetto dei

termini di cui all'art. 108 cpv. 1 CPP.

Il termine di cui all'art. 108

cpv. 2 CPP viene a scadenza lunedì 12 febbraio 2007, considerato che il terzo

giorno utile è un festivo (art. 20 CPP).

6.

I principi che reggono la

materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

L’art. 95 CPP – corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)

proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a

carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un

crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di

interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni

dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di

inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare

ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,

sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse

pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20

marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra

altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998

n. 105).

L’eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già

la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP

1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR

21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

7.

L'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza -

peraltro non contestati dalla difesa - deve essere verificata d'ufficio, pur

nei limiti di competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua

funzione - che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il

mantenimento della misura restrittiva della libertà personale, e non di

valutare nella sostanza l’esistenza di un

reato -, e dall’altro - ma in

maniera strettamente congiunta con quanto si viene di dire - dall’inopportunità

di considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi

di giudizio.

I gravi e concreti indizi di

colpevolezza a carico di __________ per il reato di infrazione aggravata alla LStup

sono senz'altro dati. L'accusato stesso ha subito ammesso le sue responsabilità

e meglio di avere intenzionalmente trasportato i 1'200 grammi lordi di cocaina

(con un grado di purezza di 62.6%) dal __________ con destinazione __________

per conto di tale, non meglio precisato __________, dietro compenso di una

somma di Euro 4'000.--.

8.

In merito ai bisogni istruttori

atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é

consolidata giurisprudenza (e dottrina):

“In relazione ai bisogni istruttori, atti a

giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare

che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto

tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di

collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la

corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale

suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697

ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica

il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto

"Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die

Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte

die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a).

Occorre che l'indagato, se posto in

libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e,

conseguentemente, l'esito.

E', inoltre, necessario che questa possibilità

di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:

"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die

theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren

könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben

unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für

eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno

individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e

nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio,

trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere

invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura

cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia

possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi

(tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF

117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego

dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri,

Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).”

(GIAR 23

settembre 2002 in re Y.)

Nello stesso

senso, la CRP:

"I rischi di collusione e di inquinamento delle

prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta

generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già

sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in

atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi

fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso

della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la

possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da

parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la

realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in

maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R. Hauser/E.

Schweri, op. cit. § 68 n. 13;

G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

Riassumendo,

per il mantenimento della carcerazione preventiva dell'accusato, non basta che

vi siano ancora atti istruttori da esperire, ma è necessario che la prematura

rimessa in libertà dell'accusato possa essere di nocumento proprio nell'ottica

dell'assunzione delle prove che ancora mancano, e meglio in presenza di

pericolo di collusione, quando cioè è lecito temere l'intervento dell'accusato

su terze persone (siano essi correi, parti lese o semplici testi), o pericolo

di inquinamento delle prove, termine più ampio che indica altri atteggiamenti

suscettibili di falsare l'assetto probatorio, come la soppressione o

l'alterazione di mezzi di prova, ecc..

Va da sé che i criteri sopra

esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la

detenzione) è in corso da un certo tempo.

In concreto, se è vero che __________

ha subito ammesso le proprie responsabilità in relazione al trasporto di 1'200

grammi di cocaina lordi è altrettanto vero che nel seguito dell'inchiesta egli

ha fornito dichiarazioni contraddittorie in merito ai suoi viaggi in __________.

In particolare, dapprima ha dichiarato di essere stato in __________ l'ultima

volta la settimana precedente l'arresto e la penultima due anni prima a trovare

la madre (cfr. verb. Pol. 28.11.2006, AI 12), poi ha precisato di essere stato

in __________ anche nel maggio 2006 (cfr. verb. pol. 12.12.2006, AI 27) e, da

ultimo, ha dichiarato di essersi recato in __________ nel 2006 anche un paio di

volte per assistere ad aste di cavalli nel periodo settembre-ottobre,

precisando pure di essere stato in __________ negli ultimi due anni in media

due o tre volte l'anno (cfr. verb. Pol. 22.12.2006, AI 37, dichiarazioni

confermate nel verb. PP 12.01.2007, AI 46). A suo dire le sue trasferte in __________

erano legate alla sua attività nel settore dell'ippica, senza tuttavia essere

in grado di corroborare tale asserzione: l'accusato non ha voluto/saputo

indicare le persone con cui aveva contatti (o lo ha fatto in modo alquanto

sommario), in quanto, a suo dire, se sapessero dei suoi gravi precedenti

penali, nel mondo dell'ippica "sarebbe finito", l'unica

persona da lui indicata con una certa precisione e che secondo l'accusato

confermare le sue dichiarazioni, __________, non è (ancora) stato possibile

rintracciarla (AI 68), l'agendina con i numeri di telefono delle persone con

cui l'istante sostiene essere in contatto per attività legate all'ippica non è

ancora stata prodotta agli inquirenti, ecc.. Permangono quindi bisogni

istruttori a tale proposito. Del resto, dalla documentazione prodotta dal

patrocinatore si evincono contatti (peraltro non proprio recenti) del qui

istante con il mondo dell'ippica, ma nessuna indicazione circa i suoi viaggi in

__________. Inoltre, le dichiarazioni rese da __________ sui numeri telefonici

e le SIM (__________e __________) rinvenuti in suo possesso sono del tutto

sommarie, imprecise e per niente convincenti, apparendo del resto quantomeno

strano che nessuna delle varie utenze dell'accusato venisse utilizzata

nell'ambito dell'asserita attività nel settore dei cavalli e che da tale

attività egli non ricavasse alcunché (cfr. per tutti verb. pol. 28.11.2006,

12.12.2006 e 15.12.2006, AI 12, 27 e 29).

Anche e soprattutto in

considerazione dell'atteggiamento processuale reticente sopradescritto - che

peraltro ha reso più difficoltosa e laboriosa l'inchiesta, allungandone pure i

tempi - di __________, non è quindi stato ancora possibile chiarire le

effettive ragioni dei suoi viaggi in Italia e non può quindi essere escluso che

gli stessi fossero legati ad altri trasporti di cocaina, tenuto anche conto che

per sua stessa ammissione i suoi problemi finanziari erano causati anche dal

consumo di cocaina (consumo iniziato circa 2 anni e mezzo fa). Così stando le

cose e fino a quando la fattispecie non sarà meglio chiarita esiste il rischio

concreto che __________, se messo in libertà provvisoria, possa contattare le

persone da lui sommariamente indicate per ottenere delle versioni atte a

corroborare le sue dichiarazioni, segnatamente in merito alla sua attività nel

mondo dell'ippica ed ai conseguenti viaggi effettuati in __________, in altre

parole la sua versione dei fatti. Non va inoltre dimenticato che i tentativi di

identificare tale __________ per il tramite della Polizia __________ hanno

avuto esito negativo.

Ciò posto la scarcerazione di __________

appare senz'altro prematura.

9.

Quanto

al pericolo di fuga, si ricorda innanzitutto che i criteri determinanti per

stabilire se questo presupposto sia dato o meno sono il carattere del

prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e

i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza

31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re

M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare

appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una

fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante

per lui dall'ulteriore carcerazione (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i

riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP

341/94).

__________ non ha alcun legame

con la __________, è cittadino __________ con domicilio in __________, dove

risiede pure la sua famiglia (moglie e 3 figli), in __________ risiede invece

un quarto figlio, come pure la madre dell'accusato.

Le accuse nei suoi confronti sono

di sicura gravità, con il rischio concreto di una pena da espiare, anche

nell'ipotesi in cui il seguito dall'inchiesta non dovessero risultare altri

trasporti di cocaina dal __________ all'__________ (nel preavviso negativo il

magistrato inquirente ha già preannunciato la sua intenzione di chiedere una

pena superiore ai tre anni di detenzione).

In siffatte circostanze, esiste

quindi il rischio concreto che, __________, se messo in libertà provvisoria si

renda irreperibile, magari anche recandosi in __________, Paese dal quale non

sarebbe estradabile e dove vivono, come detto, la madre ed un figlio. Né può

entrare in considerazione l'applicazione della misura sostitutiva proposta

dalla difesa, cioè una cauzione non superiore a Euro 6'000.--, non soltanto in

quanto importo manifestamente insufficiente vista la gravità delle accuse, ma

anche trattandosi di misura notoriamente inadatta a scongiurare il pericolo di

collusione delle prove, pure dato nel caso in esame (consid. 8).

L'asserito precario stato di

salute dell'accusato, non può certo costituire un motivo per la scarcerazione,

tanto più che il suo stato di salute è compatibile con la carcerazione, che lo

stesso accusato ha rifiutato degli esami clinici (cfr. AI 69), e neppure le

mancate visite di controllo per l'ottenimento di prestazioni assicurative in __________,

ritenuto che da informazioni assunte presso la moglie i medici belgi

delegheranno le visite a medici ticinesi (cfr. AI 46).

10.

La proporzionalità di una

carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un

lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la

gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro

occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383

e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della

carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della

presenza di concreti indizi di colpevolezza, della verosimile pena in caso di

condanna e della complessità dell'inchiesta, resa ancor più difficoltosa

dall'atteggiamento che non può comunque essere definito trasparente

dell'accusato, è sicuramente data.

L’accusato, infatti, è stato

arrestato il 21 novembre 2006, quindi neppure 3 mesi fa - in questo lasso di

tempo, l'inchiesta è stata condotta celermente, non si trova, né si è mai

trovata in una situazione di stallo, né vi sono stati ritardi ingiustificati

(DTF 16.11.2004, 1P630/2004, cons. 4.1), eventuali rallentamenti sono semmai da

addebitarsi all'atteggiamento non proprio collaborativo dell'accusato, gli

inquirenti non si sono limitati ad interrogare l’accusato, ma hanno provveduto

alla ricerca di riscontri oggettivi al fine di acclarare i fatti e verificare

la sua versione dei fatti - l'infrazione alla LStup è di sicura gravità (tenuto

conto dell'ingente quantitativo di cocaina rinvenuto nell'auto dell'accusato e

del grado di purezza), imputazione per la quale il magistrato inquirente ha già

precisato chiederà una pena superiore a tre anni, quindi necessariamente da

espiare. La detenzione sin qui sofferta è certamente inferiore alla presumibile

pena in caso di condanna.

11.

In conclusione sufficienti

presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla

giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________

a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua

libertà. La detenzione sin qui sofferta non viola il principio di

proporzionalità, né l'obbligo di celerità. Di conseguenza, l’istanza di libertà

provvisoria in discussione, deve essere respinta con la presente decisione,

esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e

impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale

d’appello (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

P.Q.M.

viste le norme applicabili, in

particolare gli artt. 19 LStup, 95 ss, 102, 108, 284 CPP, 9, 10, 31 CF, 5 cifra

3 CEDU,

decide

1. L'istanza di libertà

provvisoria presentata da __________ è respinta.

Considerandi

2.

Non si prelevano

tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla CRP

Lugano entro dieci giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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