INC.2006.52703
Istanza di libertà provvisoria
12 febbraio 2007Italiano16 min
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Numero d'incarto:
INC.2006.52703
Data decisione, Autorità:
12.02.2007, GIAR
Titolo:
Istanza di libertà provvisoria
PERICOLO DI COLLUSIONE
PERICOLO DI FUGA
art. 95 CPP-TI
Incarto n.
INC.2006.52703
Lugano
12 febbraio 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Ursula Züblin
sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
presentata il 2/5 febbraio 2007 da
__________
e qui trasmessa con preavviso negativo 8 febbraio 2007 dal
Procuratore pubblico Luca Maghetti, Lugano
preso atto delle osservazioni
della difesa (9 febbraio 2007);
visto l'inc. MP __________;
ritenuto e considerato,
in fatto ed in
diritto
1.
__________ è stato arrestato il
21 novembre 2006 a bordo della propria autovettura con 1'200 grammi lordi di
cocaina nell'abitacolo. Il Procuratore pubblico ha promosso l'accusa nei suoi
confronti per titolo di infrazione aggravata alla LStup (doc. 1 inc. GIAR
527.2006.1).
L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo ritenuti presenti, oltre che seri e
concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga, bisogni dell'inchiesta e
pericolo di collusione delle prove (doc. 3 inc. GIAR cit.).
L'accusato ha subito ammesso di
avere intenzionalmente effettuato detto trasporto di cocaina dal __________ con
destinazione __________ per conto di tale __________, precisando che nulla di
analogo sarebbe mai avvenuto precedentemente.
Nel seguito dell'inchiesta il
Procuratore pubblico ha esteso l'accusa anche per titolo di contravvenzione
alla LStup (consumo a __________) e per guida in stato di inettitudine (cfr. verb.
PP 15.12.2006, AI 29).
2.
Con l'istanza qui in discussione __________
chiede di essere immediatamente posto in libertà provvisoria. La difesa, dopo
aver evidenziato che l'accusato ha sempre collaborato con gli inquirenti,
mantenendo nel corso dell'inchiesta la propria versione dei fatti, evidenzia la
necessità che il suo assistito possa rientrare in __________ (per poter stare
vicino alla moglie ed ai figli, nonché anche in considerazione delle sue
precarie condizioni di salute), tanto più che nella fattispecie non sarebbe più
dato pericolo di inquinamento/collusione delle prove. La difesa ammette
l'esistenza di un pericolo di fuga, ma ritiene che potrebbe essere ovviato con
il deposito di una cauzione proporzionata alle condizioni finanziarie del
proprio patrocinato, cioè al massimo Euro 6'000.--. Il patrocinatore censura
infine la violazione del principio di proporzionalità, in quanto, a suo dire, "il
carcere preventivo sofferto non sarebbe più proporzionale agli indizi di cui
dispone il magistrato inquirente".
3.
Di parere diverso il magistrato
inquirente che ha preavvisato negativamente l'istanza.
Riassunti i seri e concreti
indizi di colpevolezza a carico di __________, il magistrato inquirente
evidenzia l'esistenza anche di concreto pericolo di fuga e di bisogni
istruttori e di pericolo di collusione delle prove con le persone che
l'accusato ha indicato circa la sua attività nel mondo dell'ippica __________.
Fatti
I principi di proporzionalità e celerità sarebbero rispettati, tenuto conto
della gravità del reato e della difficile ricostruzione dei fatti.
4.
La difesa, con osservazioni 9
febbraio 2007 si è riconfermata integralmente nella primitiva istanza.
5.
L’istanza 2/5 febbraio 2007,
presentata da __________, accusato detenuto, è ricevibile in ordine.
Ricevuta in data 5 febbraio 2007
dal Ministero pubblico è stata recapitata "brevi manu" unitamente al
preavviso e all'incarto la mattina di giovedì 8 febbraio 2007, nel rispetto dei
termini di cui all'art. 108 cpv. 1 CPP.
Il termine di cui all'art. 108
cpv. 2 CPP viene a scadenza lunedì 12 febbraio 2007, considerato che il terzo
giorno utile è un festivo (art. 20 CPP).
6.
I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).
L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).
(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
7.
L'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza -
peraltro non contestati dalla difesa - deve essere verificata d'ufficio, pur
nei limiti di competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua
funzione - che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il
mantenimento della misura restrittiva della libertà personale, e non di
valutare nella sostanza l’esistenza di un
reato -, e dall’altro - ma in
maniera strettamente congiunta con quanto si viene di dire - dall’inopportunità
di considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi
di giudizio.
I gravi e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________ per il reato di infrazione aggravata alla LStup
sono senz'altro dati. L'accusato stesso ha subito ammesso le sue responsabilità
e meglio di avere intenzionalmente trasportato i 1'200 grammi lordi di cocaina
(con un grado di purezza di 62.6%) dal __________ con destinazione __________
per conto di tale, non meglio precisato __________, dietro compenso di una
somma di Euro 4'000.--.
8.
In merito ai bisogni istruttori
atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é
consolidata giurisprudenza (e dottrina):
“In relazione ai bisogni istruttori, atti a
giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare
che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto
tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di
collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la
corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697
ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica
il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto
"Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die
Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte
die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a).
Occorre che l'indagato, se posto in
libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e,
conseguentemente, l'esito.
E', inoltre, necessario che questa possibilità
di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben
unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für
eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio,
trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere
invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura
cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia
possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi
(tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF
117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri,
Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).”
(GIAR 23
settembre 2002 in re Y.)
Nello stesso
senso, la CRP:
"I rischi di collusione e di inquinamento delle
prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta
generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già
sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in
atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi
fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso
della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la
possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da
parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la
realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in
maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R. Hauser/E.
Schweri, op. cit. § 68 n. 13;
G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"
(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)
Riassumendo,
per il mantenimento della carcerazione preventiva dell'accusato, non basta che
vi siano ancora atti istruttori da esperire, ma è necessario che la prematura
rimessa in libertà dell'accusato possa essere di nocumento proprio nell'ottica
dell'assunzione delle prove che ancora mancano, e meglio in presenza di
pericolo di collusione, quando cioè è lecito temere l'intervento dell'accusato
su terze persone (siano essi correi, parti lese o semplici testi), o pericolo
di inquinamento delle prove, termine più ampio che indica altri atteggiamenti
suscettibili di falsare l'assetto probatorio, come la soppressione o
l'alterazione di mezzi di prova, ecc..
Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) è in corso da un certo tempo.
In concreto, se è vero che __________
ha subito ammesso le proprie responsabilità in relazione al trasporto di 1'200
grammi di cocaina lordi è altrettanto vero che nel seguito dell'inchiesta egli
ha fornito dichiarazioni contraddittorie in merito ai suoi viaggi in __________.
In particolare, dapprima ha dichiarato di essere stato in __________ l'ultima
volta la settimana precedente l'arresto e la penultima due anni prima a trovare
la madre (cfr. verb. Pol. 28.11.2006, AI 12), poi ha precisato di essere stato
in __________ anche nel maggio 2006 (cfr. verb. pol. 12.12.2006, AI 27) e, da
ultimo, ha dichiarato di essersi recato in __________ nel 2006 anche un paio di
volte per assistere ad aste di cavalli nel periodo settembre-ottobre,
precisando pure di essere stato in __________ negli ultimi due anni in media
due o tre volte l'anno (cfr. verb. Pol. 22.12.2006, AI 37, dichiarazioni
confermate nel verb. PP 12.01.2007, AI 46). A suo dire le sue trasferte in __________
erano legate alla sua attività nel settore dell'ippica, senza tuttavia essere
in grado di corroborare tale asserzione: l'accusato non ha voluto/saputo
indicare le persone con cui aveva contatti (o lo ha fatto in modo alquanto
sommario), in quanto, a suo dire, se sapessero dei suoi gravi precedenti
penali, nel mondo dell'ippica "sarebbe finito", l'unica
persona da lui indicata con una certa precisione e che secondo l'accusato
confermare le sue dichiarazioni, __________, non è (ancora) stato possibile
rintracciarla (AI 68), l'agendina con i numeri di telefono delle persone con
cui l'istante sostiene essere in contatto per attività legate all'ippica non è
ancora stata prodotta agli inquirenti, ecc.. Permangono quindi bisogni
istruttori a tale proposito. Del resto, dalla documentazione prodotta dal
patrocinatore si evincono contatti (peraltro non proprio recenti) del qui
istante con il mondo dell'ippica, ma nessuna indicazione circa i suoi viaggi in
__________. Inoltre, le dichiarazioni rese da __________ sui numeri telefonici
e le SIM (__________e __________) rinvenuti in suo possesso sono del tutto
sommarie, imprecise e per niente convincenti, apparendo del resto quantomeno
strano che nessuna delle varie utenze dell'accusato venisse utilizzata
nell'ambito dell'asserita attività nel settore dei cavalli e che da tale
attività egli non ricavasse alcunché (cfr. per tutti verb. pol. 28.11.2006,
12.12.2006 e 15.12.2006, AI 12, 27 e 29).
Anche e soprattutto in
considerazione dell'atteggiamento processuale reticente sopradescritto - che
peraltro ha reso più difficoltosa e laboriosa l'inchiesta, allungandone pure i
tempi - di __________, non è quindi stato ancora possibile chiarire le
effettive ragioni dei suoi viaggi in Italia e non può quindi essere escluso che
gli stessi fossero legati ad altri trasporti di cocaina, tenuto anche conto che
per sua stessa ammissione i suoi problemi finanziari erano causati anche dal
consumo di cocaina (consumo iniziato circa 2 anni e mezzo fa). Così stando le
cose e fino a quando la fattispecie non sarà meglio chiarita esiste il rischio
concreto che __________, se messo in libertà provvisoria, possa contattare le
persone da lui sommariamente indicate per ottenere delle versioni atte a
corroborare le sue dichiarazioni, segnatamente in merito alla sua attività nel
mondo dell'ippica ed ai conseguenti viaggi effettuati in __________, in altre
parole la sua versione dei fatti. Non va inoltre dimenticato che i tentativi di
identificare tale __________ per il tramite della Polizia __________ hanno
avuto esito negativo.
Ciò posto la scarcerazione di __________
appare senz'altro prematura.
9.
Quanto
al pericolo di fuga, si ricorda innanzitutto che i criteri determinanti per
stabilire se questo presupposto sia dato o meno sono il carattere del
prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e
i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza
31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re
M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare
appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una
fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante
per lui dall'ulteriore carcerazione (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i
riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP
341/94).
__________ non ha alcun legame
con la __________, è cittadino __________ con domicilio in __________, dove
risiede pure la sua famiglia (moglie e 3 figli), in __________ risiede invece
un quarto figlio, come pure la madre dell'accusato.
Le accuse nei suoi confronti sono
di sicura gravità, con il rischio concreto di una pena da espiare, anche
nell'ipotesi in cui il seguito dall'inchiesta non dovessero risultare altri
trasporti di cocaina dal __________ all'__________ (nel preavviso negativo il
magistrato inquirente ha già preannunciato la sua intenzione di chiedere una
pena superiore ai tre anni di detenzione).
In siffatte circostanze, esiste
quindi il rischio concreto che, __________, se messo in libertà provvisoria si
renda irreperibile, magari anche recandosi in __________, Paese dal quale non
sarebbe estradabile e dove vivono, come detto, la madre ed un figlio. Né può
entrare in considerazione l'applicazione della misura sostitutiva proposta
dalla difesa, cioè una cauzione non superiore a Euro 6'000.--, non soltanto in
quanto importo manifestamente insufficiente vista la gravità delle accuse, ma
anche trattandosi di misura notoriamente inadatta a scongiurare il pericolo di
collusione delle prove, pure dato nel caso in esame (consid. 8).
L'asserito precario stato di
salute dell'accusato, non può certo costituire un motivo per la scarcerazione,
tanto più che il suo stato di salute è compatibile con la carcerazione, che lo
stesso accusato ha rifiutato degli esami clinici (cfr. AI 69), e neppure le
mancate visite di controllo per l'ottenimento di prestazioni assicurative in __________,
ritenuto che da informazioni assunte presso la moglie i medici belgi
delegheranno le visite a medici ticinesi (cfr. AI 46).
10.
La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).
La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, della verosimile pena in caso di
condanna e della complessità dell'inchiesta, resa ancor più difficoltosa
dall'atteggiamento che non può comunque essere definito trasparente
dell'accusato, è sicuramente data.
L’accusato, infatti, è stato
arrestato il 21 novembre 2006, quindi neppure 3 mesi fa - in questo lasso di
tempo, l'inchiesta è stata condotta celermente, non si trova, né si è mai
trovata in una situazione di stallo, né vi sono stati ritardi ingiustificati
(DTF 16.11.2004, 1P630/2004, cons. 4.1), eventuali rallentamenti sono semmai da
addebitarsi all'atteggiamento non proprio collaborativo dell'accusato, gli
inquirenti non si sono limitati ad interrogare l’accusato, ma hanno provveduto
alla ricerca di riscontri oggettivi al fine di acclarare i fatti e verificare
la sua versione dei fatti - l'infrazione alla LStup è di sicura gravità (tenuto
conto dell'ingente quantitativo di cocaina rinvenuto nell'auto dell'accusato e
del grado di purezza), imputazione per la quale il magistrato inquirente ha già
precisato chiederà una pena superiore a tre anni, quindi necessariamente da
espiare. La detenzione sin qui sofferta è certamente inferiore alla presumibile
pena in caso di condanna.
11.
In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà. La detenzione sin qui sofferta non viola il principio di
proporzionalità, né l'obbligo di celerità. Di conseguenza, l’istanza di libertà
provvisoria in discussione, deve essere respinta con la presente decisione,
esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e
impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale
d’appello (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 19 LStup, 95 ss, 102, 108, 284 CPP, 9, 10, 31 CF, 5 cifra
3 CEDU,
decide
1. L'istanza di libertà
provvisoria presentata da __________ è respinta.
Considerandi
2.
Non si prelevano
tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato ricorso alla CRP
Lugano entro dieci giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
giudice
Ursula Züblin
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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