Lexipedia

Decisione

INC.2006.54501

Sequestro

11 gennaio 2007Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

di giurisdizione e rischierebbe di sostituirsi al magistrato inquirente

nell'individuazione/determinazione/precisazione delle circostanze di fatto e/o

nella determinazione delle norme sulle quali quest'ultimo fonda i propri

provvedimenti; compito di questo giudice è, semmai, quello di verificare la

fondatezza (di massima) delle ipotesi formulate al solo fine di determinarsi

sulla legalità delle misure d'inchiesta intraprese, o omesse, e contestate in

questa sede (cfr. sentenza 14 settembre 2004, GIAR 405.2004.1), in caso contrario,

si rischierebbe inoltre di ledere il diritto di essere sentito del reclamante;

-

il diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. impone

al Procuratore pubblico di menzionare, almeno brevemente, i motivi che l'hanno

spinto a decidere e di porre quindi l'interessato nelle condizioni di rendersi

conto della portata del provvedimento e delle eventuali possibilità di

impugnazione ad un'istanza superiore, che deve poter esercitare il controllo

sullo stesso (cfr. DTF 127 I 54; decisione 1P.231/1998, pubblicata in RDAT n.

54/1-1999; R. Hauser/E. Schweri/K. Hartmann, Schweizerisches Strafprozessrecht,

6. ed., § 55 n. 1 ss; N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. ed., n. 251 ss; G.

Piquerez, Procedure penale suisse, Zurigo 2000, n. 283 ss., 796 ss.; CRP

24.03.2005 in re D.C.R., inc. 60.2005.9);

-

per principio, sequestro (e dissequestro) “di tutti gli oggetti che

possono avere importanza per l’istruzione del processo come mezzi di prova

oppure che possono essere confiscati o devoluti allo Stato” (art. 161 cpv.

1 CPP) seguono il destino dell’azione penale, tant’è che tale misura decade

automaticamente in assenza di una decisione dell’autorità competente, quando

questa statuisce sull’abbandono del procedimento o emana la sentenza definitiva

(art. 165 cpv. 1 CPP): in ragione di questo principio, il caso eccezionale del

mantenimento del sequestro oltre la pendenza dell’azione penale esige una

soluzione particolare: se il Procuratore Pubblico intende postulare la confisca

“al di fuori di un procedimento che si conclude con un giudizio di merito”

(art. 350 cpv. 2 CPP), segnatamente in caso di abbandono (o non luogo a

procedere) oppure di mancanza di punibilità (ad es. art. 10 CPS), deve proporre

un’istanza in tal senso al giudice di merito (art. 350 cpv. 1 CPP) (decisione

15 ottobre 1997 in re L.M. e M.J., inc. GIAR 450.97.2, consid. 2 p. 4); il

principio codificato all’art. 165 cpv. 1 CPP dimostra il carattere accessorio

del sequestro per rapporto all’azione penale, tanto da potersi affermare che

quando il Procuratore Pubblico motiva il dissequestro con la propria intenzione

di abbandonare l’azione penale, la decisione di dissequestro è eo ipso

sottoposta alla condizione sospensiva della crescita in giudicato della

decisione di merito (abbandono o non luogo a procedere);

-

ne consegue che, salvo contraria decisione del Procuratore Pubblico il

sequestro decade dunque con la crescita in giudicato del decreto di abbandono

(o di non luogo a procedere). Se contro tale decreto la parte civile insorge

nei modi previsti dal codice di rito (proposta di atto d’accusa, art. 216 CPP;

istanza di promozione dell’accusa, art. 186 CPP), pure il sequestro segue il

destino dell’azione penale: ciò significa, in primo luogo, che esso permane in

forza fino ad evasione dell’istanza di promozione dell’accusa (o della proposta

di atto d’accusa). Parimenti, esso è mantenuto oltre tale momento se il rimedio

di diritto (in senso improprio) è accolto: in tal caso, infatti, l’azione

penale continua (decisione 15 ottobre 1997 in re L.M. e M.J., inc. GIAR

450.97.2, consid. 2 p. 4): una decisione di non luogo a procedere, quindi,

comporta, di regola e salvo decisione contraria del magistrato inquirente, la

decadenza delle misure cautelari emanate nonché la "perdita" della

competenza di questo ufficio per gli eventuali reclami pendenti sulle misure in

questione:

“Questo giudice

non ha comunque competenza per decidere sul mantenimento di un sequestro

parallelamente (ed in possibile contrasto) con la CRP, quando questa sia

chiamata in causa con un rimedio di diritto di portata più ampia di quello

astrattamente proponibile contro il dissequestro, e che per logica procedurale

deve contenerlo (decisione 15 ottobre 1997 in re L.M. e M.J., GIAR 450.97.2,

cons. 4 p.5). Questa incompetenza impedisce formale accoglimento del reclamo.”

(decisione 14

luglio 1998 in re. BP, GIAR 286.98.2)

-

diversa è invece la situazione, quando il dissequestro è ordinato in

sede istruttoria per decadenza dei presupposti del sequestro, indipendentemente

da una decisione di merito: rimanendo in essere l’azione penale, è ovvio che il

dissequestro deve formare oggetto di decisione indipendente, adeguatamente

motivata, e come tale impugnabile: ed è proprio a questa costellazione che

pensa il codice di rito, quando prevede il rimedio del reclamo al Giudice

dell’istruzione e dell’arresto;

-

anche l’accoglimento dell’istanza di promozione dell’accusa perpetua

l’azione penale: cionondimeno, il dissequestro originariamente pensato quale

conseguenza dell’abbandono (in senso lato) non può rinascere, poiché quella

motivazione non può più essere addotta: proprio in ciò si manifesta la

condizione sospensiva, caratteristica immanente di questa particolare forma di

dissequestro (supra);

-

nel caso in esame, come evidenziato sopra, il Procuratore pubblico con

decisione 23 novembre 2006 in accoglimento dell'istanza 14 novembre 2006 ha

ordinato il dissequestro delle tre gomme __________ con la seguente (scarna e

sommaria) motivazione "non sussistendo sufficienti indizi che siano

state oggetto di furto", invitando nel contempo __________ a prendere

contatto con la polizia per la consegna alla crescita in giudicato; con scritto

14 dicembre 2006 il magistrato inquirente ha rinunciato a presentare

osservazione al reclamo qui in esame, riconfermandosi nella decisione

impugnata;

-

in concreto, la decisione impugnata non appare sufficientemente

motivata, non avendo il magistrato inquirente spiegato in alcun modo i motivi

per i quali non vi sarebbero sufficienti indizi per ritenere che le gomme in

questione siano state oggetto di furto e deve pertanto essere annullata;

-

in ogni caso l'agire del Procuratore pubblico desta non poche

perplessità: mal si comprende infatti il motivo per il quale egli abbia

emanato, quasi contestualmente, due distinte decisioni, l'una insufficientemente

motivata relativa al dissequestro delle gomme __________ e l'altra di non luogo

a procedere non motivato, anziché procedere all'emanazione di un decreto di non

luogo a procedere debitamente motivato ed impugnabile alla CRP;

-

tale modo di procedere, oltre a causare inutili costi allo Stato (in

concreto, tasse e spese di giustizia, nonché ripetibili a favore del

reclamante) ed inutili oneri agli interessati (reclamo al GIAR, appare

soluzione foriera più di confusione che di chiarezza: è quindi opportuno

evitare l’emanazione di due distinte decisioni per il non luogo a procedere e

per il dissequestro: nella decisione di merito motivata (ed impugnabile alla

CRP), il Procuratore Pubblico avrà la scelta fra il non pronunciarsi del tutto

sul destino degli oggetti sequestrati (v. art. 165 cpv. 1 ultima frase CPP),

oppure decretarne il dissequestro con effetto alla crescita in giudicato della

propria decisione o altro;

-

in virtù di quanto precede, il reclamo deve essere accolto e la

decisione di dissequestro annullata con la presente decisione, impugnabile alla

CRP; visto l'esito del reclamo, tassa di giustizia e spese sono a carico dello

Stato, con assegnazione di ripetibili al reclamante.

visti gli art. 161 ss., 280 ss.

CPP,

decide:

1.

Il reclamo è accolto ai sensi dei considerandi.

Di conseguenza l'ordine

di dissequestro 23 novembre 2006, emanato nell'inc. MP __________, è

annullato.

Considerandi

2.

La tassa di giustizia di fr. 400.-- e le spese di fr. 100.-- sono a

carico dello Stato del Cantone Ticino che rifonderà al reclamante fr. 250.-- a

titolo di ripetibili.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi

penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster