INC.2006.54604
Proroga carcere preventivo
30 maggio 2007Italiano15 min
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Numero d'incarto:
INC.2006.54604
Data decisione, Autorità:
30.05.2007, GIAR
Titolo:
Proroga carcere preventivo
PERICOLO DI FUGA
art. 103 CPP-TI
Incarto n.
INC.2006.54604
Lugano
19 dicembre 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Ursula Züblin
sedente per statuire sull’istanza di proroga del carcere
preventivo presentata il 14 maggio 2007 dal
Procuratore pubblico Mario BRANDA
nei confronti di
__________
patr. d’ufficio dalla __________
accusato di infrazione aggravata
sub semplice e contravvenzione alla LStup., nonché infrazione alla LDDS;
viste le osservazioni 25 maggio
2007;
visto l’incarto MP __________;
considerato
in fatto ed in
diritto:
-
__________ é stato arrestato il 5 dicembre 2007 – unitamente a __________
(alias __________) e __________ - con contestuale promozione dell’accusa per i
reati di infrazione aggravata sub semplice alla LStup ed infrazione alla LDDS,
nell’appartamento di __________ a __________ in cui è stato arrestato e dove
viveva sono stati rinvenuti 71,7 grammi di cocaina e, per quanto concerne __________
Euro 2'350.-- e fr. 8'330.--;
-
l’arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo
stante l’esistenza, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, di
pericolo di fuga, bisogni dell’inchiesta e pericolo di collusione delle prove;
-
successivamente, al termine del verbale 24 aprile 2007, il Procuratore
pubblico ha esteso l’accusa anche per il reato di contravvenzione alla LStup;
-
nel corso dell’inchiesta __________, dopo aver inizialmente negato ogni
addebito, ha ammesso di aver venduto a Lugano, nei mesi di novembre e dicembre
2006, 30 grammi di cocaina e di averne procurati 6-7 grammi ad altre persone, nonché di avere acquistato circa 30 grammi di cocaina destinata alla
vendita, che gli sono stati sequestrati al momento dell’arresto (cfr. in
particolare verb. PP 11.01.2007, nonché rapporto Pol. AI 1.6); altre risultanze
agli atti, come si vedrà nel seguito, indicano comunque un traffico ben
superiore a quello da lui ammesso;
-
con sentenza 8 febbraio 2007 questo giudice ha respinto l’istanza di
libertà provvisoria 30 gennaio 2007 di __________ (inc. GIAR 2006.54603);
-
approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art. 102 cpv.
2 CPP, il magistrato inquirente ha inoltrato richiesta per una proroga fino al
16 luglio 2007 (istanza 14 maggio 2007), ritenuto che “nei prossimi giorni
si procederà al deposito degli atti” e quindi alla verifica di eventuali
esigenze istruttorie dipendenti da possibili richieste di complementi;
-
a mente del magistrato inquirente, la proroga richiesta, considerata la gravità
dei reati ed avuto riguardo alla presumibile pena, sarebbe rispettosa del
principio di proporzionalità - rilevato in ogni caso che qualora non venissero
richiesti complementi istruttori entro il termine di scadenza del deposito
degli atti, “l’iter potrà essere accelerato”-, essendo peraltro dati
nella fattispecie, oltre che seri e concreti indizi di colpevolezza, pericolo
di fuga e pericolo di recidiva;
-
in sede di osservazioni la difesa si oppone alla proroga, rilevando la
violazione del principio di celerità e l’assenza di motivi di interesse
pubblico (bisogni istruttori intesi come pericolo di collusione e/o
inquinamento delle prove, pericolo di fuga e pericolo di recidiva) atti a
giustificare la proroga della carcerazione preventiva;
-
l’istanza presentata dall’autorità competente ed entro un termine
ragionevole per rapporto alla scadenza di cui all’art. 102 cpv. 2 CPP, è
ricevibile;
-
Fatti
i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente
ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B.,
consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco
dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo
(Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad
art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
-
nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare
l'esistenza di gravi indizi per il reato di infrazione aggravata alla LStup in
capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati, l’accusato stesso ha
ammesso di aver venduto un quantitativo di circa 30 grammi di cocaina nel
periodo novembre-dicembre 2006, di averne offerti 6-7 grammi ad altre persone e
di averne acquistati ulteriori 30 grammi destinati alla vendita che gli sono
stati sequestrati al momento dell’arresto; dalle chiamate in correità agli atti
emergono invece vendite per 79,5 grammi di cocaina (rappr. Pol. AI 1.6 e 1.7),
nonché che l’accusato ha procurato gratuitamente a terzi 35 grammi di cocaina (oltre ai 30 grammi rinvenuti al momento del suo arresto), fatti avvenuti a far
tempo da fine 2006; in considerazione
dell'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza emergenti dagli atti
per il suddetto reato di indubbia gravità, appare superfluo un esame nel merito
degli ulteriori reati addebitati a __________ (infrazione LDDS, art. 19a LStup);
-
dal profilo istruttorio giova evidenziare che nell’istanza di proroga il
Procuratore pubblico evidenzia che per quanto lo riguarda l’inchiesta è
sostanzialmente conclusa e di essere in procinto di ordinare il deposito degli
atti, il magistrato inquirente sembra tuttavia trascurare che è tuttora rimasta
inevasa la richiesta di complementi istruttori formulata dalla difesa di __________
con scritto del 27 aprile 2007 (in sede di osservazioni la difesa ha precisato
che la richiesta di detti complementi verrà ribadita non appena avrà luogo il
deposito degli atti, cfr. p. 4);
-
il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve
essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si
ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa
verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della
pena; la gravità della pena presumibile (comunque, ”(…) elemento
"indiziante" importante che va considerato attentamente per la
valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci
si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena
della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale
condanna) di prospettive per una sospensione condizionale (…) (M. Luvini, I
presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF
106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ
1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“ GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF
14.1.2005,1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la
carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il
carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la
professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69);
-
in proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 8
febbraio 2007 (consid. 9): __________ è cittadino, a suo dire, sudanese,
attualmente con lo statuto di NEM, quindi senza attività lucrativa e/o entrate,
e senza alcun legame con la Svizzera; se le accuse dovessero essere confermate,
il rischio di una pena non lieve esiste, anche nell’eventualità di applicazione
delle nuove norme della parte generale del CP; quest'elemento, come detto, da
solo non è determinante, ma deve essere attentamente considerato se ad esso se
ne sommano altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701) quali, appunto, l'assenza (in Ticino) di
interessi economico-professionali, nonché di prospettive future, e di legami
personali particolari (l’asserito legame sentimentale con __________, peraltro
in cura presso __________ non appare sufficientemente comprovato, dagli atti in
possesso di questo giudice non risultano infatti contatti tra __________ e __________,
che peraltro nel corso del verbale di conferma dell’arresto a p. 2 ha dichiarato che la sua relazione sentimentale con tale __________ (?) si era conclusa), circostanze
che, tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale reticente dell’accusato,
permettono di concludere che il pericolo di fuga (intesa come indisponibilità a
presenziare al seguito del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102
Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585); non si vede infatti cosa
possa trattenere l'accusato, qualora tolta la misura cautelare, dal rendersi
irreperibile;
-
notoriamente, il pericolo di recidiva consiste nel rischio che
l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di
quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche
il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle
circostanze (DTF 105 Ia 26); il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione
più larga di quella dell'art. 67 CP: l'assenza di precedenti specifici non
basta, da sola, ad escluderlo, così come non basta, sempre da solo, a fondarlo
il fatto che prima dell'arresto siano stati commessi più reati ( DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N.
Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,
Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPPVaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5
ad art. 59); anche la gravità del reato, condizione la cui assenza è comunque
determinante (G. Piquerez, op. cit., n. 2358, nota 84), da sola non basta
(sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti). Occorre che l'insieme delle
circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di
commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del procedimento
in corso, ecc.) imponga una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005,
1P.750/2004);
-
con riferimento all’intensità dell’attività delittuosa e alla mancanza
di prospettive lavorative in Svizzera, essendo l’accusato NEM, nonché
considerata l’assenza di legami di qualsivoglia natura con il nostro Paese, ad
eccezione di quello con __________ nient’affatto comprovato, se non per
commettere i reati oggetto del presente procedimento, esiste il rischio
concreto che __________, se messo in libertà provvisoria, possa riprendere a
trafficare cocaina per far fronte al proprio sostentamento: nella fattispecie è
quindi dato concreto pericolo di recidiva - non modifica questa conclusione il
fatto che l’accusato sia incensurato, rispettivamente che in sede di conferma
dell’arresto il pericolo di recidiva non sia stato indicato a motivazione della
conferma stessa: l’individuazione di una delle condizioni alternative a
fondamento della detenzione cautelare è sufficiente alla decisione, senza che
sia necessario analizzarle tutte e comunque un motivo di interesse pubblico può
comunque emergere nel prosieguo dell’inchiesta (cfr. decisione GIAR 7 novembre 2005,
inc. GIAR 2005.30802, consid. 9a) -; inoltre __________, con la quale
l’accusato avrebbe mantenuto contatti (agli atti – perlomeno da quelli
trasmessi a questo giudice - non vi sono comunque permessi di visita a suo
nome) è comunque legata all’ambiente degli stupefacenti (attualmente in cura
presso __________);
-
resta da determinare se una proroga, in particolare quella richiesta,
sia rispettosa del principio di proporzionalità;
-
la proporzionalità di una carcerazione deve essere analizzata da
angolature diverse: da un lato occorre mettere in relazione la durata del
carcere preventivo con la gravità (e complessità) della fattispecie e la pena
presumibile, dall'altro occorre anche verificare il rispetto del principio di
celerità (DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004,1P.630/2004; SJ 1981 p.
383 e citazioni; art. 102 CPP);
-
in relazione al primo aspetto, si constata che nel caso concreto il
carcere preventivo sofferto e quello eventualmente ancora da soffrire (in caso
di concessione della proroga) non appare lesivo del principio di
proporzionalità: il reato di infrazione alla LStup è sicuramente grave (tenuto
conto sia del lasso di tempo in cui ha avuto luogo sia dei quantitativi, nonché
del fatto che __________ __________ era in possesso di un'ingente somma di
denaro - Euro 2'350.-- e fr. 8'330.-- di dubbia provenienza), imputazione per
la quale non è affatto scontato che la pena, in caso di condanna, sia inferiore
ad 1 anno ed, anche in tale ipotesi l'applicazione di una pena pecunaria e/o la
sospensione non sono certe, rilevato comunque che anche nel caso di sospensione
condizionale (ex art. 42 CP) - la cui eventualità non entra in linea di conto
(perlomeno quando non vi è certezza) per la determinazione della
proporzionalità (BJP 1999, DTF 125 I 60) - la detenzione sin qui sofferta e
quella ancora da soffrire (poco più di un mese) appare comunque inferiore alla
presumibile pena in caso di condanna;
-
per quanto concerne invece l'altro aspetto della proporzionalità, cioè
quello connesso al principio di celerità, giova anzitutto ricordare che
l'obbligo di celerità di cui all'art. 102 CPP, impone alle autorità di operare
in modo che il carcere preventivo (che è e rimane una misura d'inchiesta e non
una pena - G. Piquerez, Procédure pénale suisse, nos. 2315, 2433 e 2435 - anche
nei confronti di persone confesse e o contro le quali vi sono prove
schiaccianti) non sia protratto oltre il necessario; tale concetto significa
non solo che l'inchiesta in generale deve essere condotta celermente, ma anche
che si deve operare in modo da superare (ovviamente laddove possibile) le
circostanze che ostacolano la messa in libertà provvisoria; secondo il
Tribunale Federale, il rispetto dell'esigenza di celerità (desumibile dall'art.
5 cifra 3 della CEDU e 31 cpv. 3 della Costituzione federale), accresciuta in
caso di accusato detenuto, deve essere valutato globalmente, tenendo conto
delle particolarità della procedura, dell'ampiezza del lavoro svolto
(considerando che non si può pretendere che l'autorità inquirente si occupi
costantemente di un unico incarto) e di quella degli inevitabili tempi morti
(DTF 124 I 139); lesione del principio è data allorquando questi tempi morti
abbiano durata eccessiva e mettano, con ciò, in discussione la legalità della
detenzione (DTF 128 I 149; DTF 7.02.2005 in re C., 1s.3/2005);
-
in concreto, la richiesta di proroga di carcerazione preventiva - ricordato
che ai sensi dell'art. 103 cpv. 1 CPP il carcere preventivo può essere
prorogato oltre il termine di sei mesi di cui all'art. 102 CPP soltanto in casi
eccezionali - può, di primo acchito, destare qualche perplessità in
considerazione sia della circostanza che l’ultimo verbale di __________ risalga
a fine aprile 2007 sia del fatto che ad oggi il Procuratore pubblico non abbia
ancora evaso la richiesta di complementi istruttori formulata dalla difesa con
scritto del 27 aprile 2007;
-
va tuttavia considerato che l'inchiesta appare complessa e ramificata, viste
le numerose persone coinvolte a vari livelli e l’atteggiamento reticente degli
accusati, ivi compreso __________, che ha reso necessario per gli inquirenti “un
lavoro certosino” con conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta, e
che da un esame degli atti non emergono tempi morti di durata eccessiva o
comunque tali da mettere in discussione la legalità della detenzione;
-
le suddette circostanze permettono di concludere che l'inchiesta in quanto
tale non risulta ancora lesiva del principio di celerità;
-
discende da quanto sopra che una proroga fino al 16 luglio 2007 compreso,
oltre che necessaria per la conclusione dell'inchiesta, è (ancora) rispettosa
dei principi di proporzionalità e celerità;
-
giova comunque aggiungere che un'eventuale ulteriore richiesta di
proroga della carcerazione preventiva porrebbe problemi concreti in relazione
al rispetto del principio di celerità; il magistrato inquirente è quindi
invitato a procedere indilatamente nei suoi incombenti;
-
in conclusione, l'istanza è accolta, il carcere preventivo cui è
astretto __________ è prorogato fino al 16 luglio 2007 (compreso), con la
presente decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
viste le norme
applicabili, in particolare gli artt. 19 cifra 1 e 2 LStup, 23 LDDS, 95 ss.,
102, 103, 280ss e 284 CPP,
decide
1. L'istanza
è accolta.
§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è
astretto __________ è prorogato fino al 16 luglio 2007 (compreso).
Considerandi
2.
Non
si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato
reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.
4.
Intimazione:
giudice
Ursula Züblin
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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