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Decisione

INC.2006.54604

Proroga carcere preventivo

30 maggio 2007Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente

ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere

preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso

accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e

nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B.,

consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco

dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo

(Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad

art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela

dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la

Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP

1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

-

nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare

l'esistenza di gravi indizi per il reato di infrazione aggravata alla LStup in

capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati, l’accusato stesso ha

ammesso di aver venduto un quantitativo di circa 30 grammi di cocaina nel

periodo novembre-dicembre 2006, di averne offerti 6-7 grammi ad altre persone e

di averne acquistati ulteriori 30 grammi destinati alla vendita che gli sono

stati sequestrati al momento dell’arresto; dalle chiamate in correità agli atti

emergono invece vendite per 79,5 grammi di cocaina (rappr. Pol. AI 1.6 e 1.7),

nonché che l’accusato ha procurato gratuitamente a terzi 35 grammi di cocaina (oltre ai 30 grammi rinvenuti al momento del suo arresto), fatti avvenuti a far

tempo da fine 2006; in considerazione

dell'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza emergenti dagli atti

per il suddetto reato di indubbia gravità, appare superfluo un esame nel merito

degli ulteriori reati addebitati a __________ (infrazione LDDS, art. 19a LStup);

-

dal profilo istruttorio giova evidenziare che nell’istanza di proroga il

Procuratore pubblico evidenzia che per quanto lo riguarda l’inchiesta è

sostanzialmente conclusa e di essere in procinto di ordinare il deposito degli

atti, il magistrato inquirente sembra tuttavia trascurare che è tuttora rimasta

inevasa la richiesta di complementi istruttori formulata dalla difesa di __________

con scritto del 27 aprile 2007 (in sede di osservazioni la difesa ha precisato

che la richiesta di detti complementi verrà ribadita non appena avrà luogo il

deposito degli atti, cfr. p. 4);

-

il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve

essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si

ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa

verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della

pena; la gravità della pena presumibile (comunque, ”(…) elemento

"indiziante" importante che va considerato attentamente per la

valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci

si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena

della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale

condanna) di prospettive per una sospensione condizionale (…) (M. Luvini, I

presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF

106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ

1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“ GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF

14.1.2005,1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la

carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il

carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la

professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la

fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69);

-

in proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 8

febbraio 2007 (consid. 9): __________ è cittadino, a suo dire, sudanese,

attualmente con lo statuto di NEM, quindi senza attività lucrativa e/o entrate,

e senza alcun legame con la Svizzera; se le accuse dovessero essere confermate,

il rischio di una pena non lieve esiste, anche nell’eventualità di applicazione

delle nuove norme della parte generale del CP; quest'elemento, come detto, da

solo non è determinante, ma deve essere attentamente considerato se ad esso se

ne sommano altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,

Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701) quali, appunto, l'assenza (in Ticino) di

interessi economico-professionali, nonché di prospettive future, e di legami

personali particolari (l’asserito legame sentimentale con __________, peraltro

in cura presso __________ non appare sufficientemente comprovato, dagli atti in

possesso di questo giudice non risultano infatti contatti tra __________ e __________,

che peraltro nel corso del verbale di conferma dell’arresto a p. 2 ha dichiarato che la sua relazione sentimentale con tale __________ (?) si era conclusa), circostanze

che, tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale reticente dell’accusato,

permettono di concludere che il pericolo di fuga (intesa come indisponibilità a

presenziare al seguito del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102

Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585); non si vede infatti cosa

possa trattenere l'accusato, qualora tolta la misura cautelare, dal rendersi

irreperibile;

-

notoriamente, il pericolo di recidiva consiste nel rischio che

l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di

quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche

il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle

circostanze (DTF 105 Ia 26); il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione

più larga di quella dell'art. 67 CP: l'assenza di precedenti specifici non

basta, da sola, ad escluderlo, così come non basta, sempre da solo, a fondarlo

il fatto che prima dell'arresto siano stati commessi più reati ( DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N.

Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,

Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPPVaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5

ad art. 59); anche la gravità del reato, condizione la cui assenza è comunque

determinante (G. Piquerez, op. cit., n. 2358, nota 84), da sola non basta

(sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti). Occorre che l'insieme delle

circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di

commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del procedimento

in corso, ecc.) imponga una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005,

1P.750/2004);

-

con riferimento all’intensità dell’attività delittuosa e alla mancanza

di prospettive lavorative in Svizzera, essendo l’accusato NEM, nonché

considerata l’assenza di legami di qualsivoglia natura con il nostro Paese, ad

eccezione di quello con __________ nient’affatto comprovato, se non per

commettere i reati oggetto del presente procedimento, esiste il rischio

concreto che __________, se messo in libertà provvisoria, possa riprendere a

trafficare cocaina per far fronte al proprio sostentamento: nella fattispecie è

quindi dato concreto pericolo di recidiva - non modifica questa conclusione il

fatto che l’accusato sia incensurato, rispettivamente che in sede di conferma

dell’arresto il pericolo di recidiva non sia stato indicato a motivazione della

conferma stessa: l’individuazione di una delle condizioni alternative a

fondamento della detenzione cautelare è sufficiente alla decisione, senza che

sia necessario analizzarle tutte e comunque un motivo di interesse pubblico può

comunque emergere nel prosieguo dell’inchiesta (cfr. decisione GIAR 7 novembre 2005,

inc. GIAR 2005.30802, consid. 9a) -; inoltre __________, con la quale

l’accusato avrebbe mantenuto contatti (agli atti – perlomeno da quelli

trasmessi a questo giudice - non vi sono comunque permessi di visita a suo

nome) è comunque legata all’ambiente degli stupefacenti (attualmente in cura

presso __________);

-

resta da determinare se una proroga, in particolare quella richiesta,

sia rispettosa del principio di proporzionalità;

-

la proporzionalità di una carcerazione deve essere analizzata da

angolature diverse: da un lato occorre mettere in relazione la durata del

carcere preventivo con la gravità (e complessità) della fattispecie e la pena

presumibile, dall'altro occorre anche verificare il rispetto del principio di

celerità (DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004,1P.630/2004; SJ 1981 p.

383 e citazioni; art. 102 CPP);

-

in relazione al primo aspetto, si constata che nel caso concreto il

carcere preventivo sofferto e quello eventualmente ancora da soffrire (in caso

di concessione della proroga) non appare lesivo del principio di

proporzionalità: il reato di infrazione alla LStup è sicuramente grave (tenuto

conto sia del lasso di tempo in cui ha avuto luogo sia dei quantitativi, nonché

del fatto che __________ __________ era in possesso di un'ingente somma di

denaro - Euro 2'350.-- e fr. 8'330.-- di dubbia provenienza), imputazione per

la quale non è affatto scontato che la pena, in caso di condanna, sia inferiore

ad 1 anno ed, anche in tale ipotesi l'applicazione di una pena pecunaria e/o la

sospensione non sono certe, rilevato comunque che anche nel caso di sospensione

condizionale (ex art. 42 CP) - la cui eventualità non entra in linea di conto

(perlomeno quando non vi è certezza) per la determinazione della

proporzionalità (BJP 1999, DTF 125 I 60) - la detenzione sin qui sofferta e

quella ancora da soffrire (poco più di un mese) appare comunque inferiore alla

presumibile pena in caso di condanna;

-

per quanto concerne invece l'altro aspetto della proporzionalità, cioè

quello connesso al principio di celerità, giova anzitutto ricordare che

l'obbligo di celerità di cui all'art. 102 CPP, impone alle autorità di operare

in modo che il carcere preventivo (che è e rimane una misura d'inchiesta e non

una pena - G. Piquerez, Procédure pénale suisse, nos. 2315, 2433 e 2435 - anche

nei confronti di persone confesse e o contro le quali vi sono prove

schiaccianti) non sia protratto oltre il necessario; tale concetto significa

non solo che l'inchiesta in generale deve essere condotta celermente, ma anche

che si deve operare in modo da superare (ovviamente laddove possibile) le

circostanze che ostacolano la messa in libertà provvisoria; secondo il

Tribunale Federale, il rispetto dell'esigenza di celerità (desumibile dall'art.

5 cifra 3 della CEDU e 31 cpv. 3 della Costituzione federale), accresciuta in

caso di accusato detenuto, deve essere valutato globalmente, tenendo conto

delle particolarità della procedura, dell'ampiezza del lavoro svolto

(considerando che non si può pretendere che l'autorità inquirente si occupi

costantemente di un unico incarto) e di quella degli inevitabili tempi morti

(DTF 124 I 139); lesione del principio è data allorquando questi tempi morti

abbiano durata eccessiva e mettano, con ciò, in discussione la legalità della

detenzione (DTF 128 I 149; DTF 7.02.2005 in re C., 1s.3/2005);

-

in concreto, la richiesta di proroga di carcerazione preventiva - ricordato

che ai sensi dell'art. 103 cpv. 1 CPP il carcere preventivo può essere

prorogato oltre il termine di sei mesi di cui all'art. 102 CPP soltanto in casi

eccezionali - può, di primo acchito, destare qualche perplessità in

considerazione sia della circostanza che l’ultimo verbale di __________ risalga

a fine aprile 2007 sia del fatto che ad oggi il Procuratore pubblico non abbia

ancora evaso la richiesta di complementi istruttori formulata dalla difesa con

scritto del 27 aprile 2007;

-

va tuttavia considerato che l'inchiesta appare complessa e ramificata, viste

le numerose persone coinvolte a vari livelli e l’atteggiamento reticente degli

accusati, ivi compreso __________, che ha reso necessario per gli inquirenti “un

lavoro certosino” con conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta, e

che da un esame degli atti non emergono tempi morti di durata eccessiva o

comunque tali da mettere in discussione la legalità della detenzione;

-

le suddette circostanze permettono di concludere che l'inchiesta in quanto

tale non risulta ancora lesiva del principio di celerità;

-

discende da quanto sopra che una proroga fino al 16 luglio 2007 compreso,

oltre che necessaria per la conclusione dell'inchiesta, è (ancora) rispettosa

dei principi di proporzionalità e celerità;

-

giova comunque aggiungere che un'eventuale ulteriore richiesta di

proroga della carcerazione preventiva porrebbe problemi concreti in relazione

al rispetto del principio di celerità; il magistrato inquirente è quindi

invitato a procedere indilatamente nei suoi incombenti;

-

in conclusione, l'istanza è accolta, il carcere preventivo cui è

astretto __________ è prorogato fino al 16 luglio 2007 (compreso), con la

presente decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e

contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.

284 cpv. 1 lett. a CPP).

P.Q.M.

viste le norme

applicabili, in particolare gli artt. 19 cifra 1 e 2 LStup, 23 LDDS, 95 ss.,

102, 103, 280ss e 284 CPP,

decide

1. L'istanza

è accolta.

§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è

astretto __________ è prorogato fino al 16 luglio 2007 (compreso).

Considerandi

2.

Non

si prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato

reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni

dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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