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Decisione

INC.2007.30803

Proroga carcere preventivo

28 dicembre 2007Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente

ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere

preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso

accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e

nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B.,

consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco

dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo

(Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad

art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela

dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la

Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP

1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

-

l'assenza di opposizione, alla richiesta di proroga, da parte della difesa

non esenta questo giudice da una verifica dell'esistenza dei presupposti per il

mantenimento (se si preferisce: la proroga) della carcerazione preventiva;

-

nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare

l'esistenza di gravi indizi per il reato di infrazione aggravata alla LStup in

capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati: basti qui ricordare che __________

è stato arrestato dopo aver ricevuto una fornitura di cocaina da __________ (arrestato

a __________ la stessa sera), che presso il suo domicilio è stata rinvenuta

della cocaina, che l’accusato ha ammesso di aver iniziato a vendere cocaina

nell’agosto 2006, a suo dire avrebbe di fatto venduto circa kg. 1,380 di

cocaina, ricevuta da __________ in 18 occasioni; preso atto delle dichiarazioni

di __________ e di quelle di numerosi acquirenti da cui emerge un’attività di

spaccio per un tempo più lungo e per quantitativi maggiori, __________ ha

ribadito la propria versione dei fatti, negando nel contempo di aver agito in

correità con __________, __________ e __________ (cfr. Verb. PP 24.07.2007,

24.10.2007 e 25.10.2007, verb. Pol. 28.09.2007);

-

dal profilo istruttorio giova evidenziare che a far tempo dalla

presentazione dell’istanza di proroga, al Procuratore pubblico è pervenuto (il

21 dicembre 2007) il rapporto di inchiesta di Polizia giudiziaria, sicché a

breve si procederà al deposito degli atti e successivamente, se del caso,

all’evasione di eventuali complementi istruttori che l’accusato dovesse

richiedere;

-

inoltre, come rilevato del magistrato inquirente, sono tuttora dati

pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, in considerazione sia delle

numerose persone coinvolte alcune delle quali tuttora in detenzione preventiva

sia del fatto che alcune non sono ancora state individuate (ad esempio __________)

ed altre sono ancora a piede libero (ad esempio __________, principale

fornitore di __________, fuggito in __________ dopo l’arresto di __________),

nonché sussiste il pericolo che l’accusato, visto anche il suo atteggiamento

reticente, possa, se messo in libertà provvisoria, prendere contatto con i

numerosi acquirenti al fine di ottenere una versione dei fatti a lui più

favorevole; del resto non va trascurato che dagli atti emergono elementi

concreti per ritenere che ci si trovi confrontati con un’organizzazione dedita

al traffico e allo spaccio su larga scala di stupefacenti, con persone in __________

e in __________, e che, secondo costante giurisprudenza, il rischio di

collusione può addirittura aumentare in presenza di un accusato che abbia

legami con un’organizzazione criminale con membri ancora in libertà ed ancora

da identificare, come nella fattispecie (cfr. Rusca, Salmina, Verda,

commentario del CPP, n° 25 ad art. 95 CPP);

-

il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve

essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si

ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa

verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della

pena; la gravità della pena presumibile (comunque, ”(…) elemento

"indiziante" importante che va considerato attentamente per la

valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci

si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena

della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale

condanna) di prospettive per una sospensione condizionale (…) (M. Luvini, I

presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF

106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ

1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“ GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF

14.1.2005,1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la

carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il

carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la

professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la

fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69);

-

l'accusato è cittadino della __________, senza particolari legami

personali (ad eccezione di quello con __________ anch’essa arrestata

nell’ambito della medesima inchiesta) e professionali con la __________, la sua

domanda d’asilo è stata respinta, egli si trova confrontato con un’imputazione

di sicura gravità, infrazione aggravata alla LStup, per una (a dir poco)

preoccupante attività di spaccio di cocaina esercitata nell’ambito di

un’organizzazione che, se confermata, comporterà una pena da espiare di lunga

durata, circostanze che, tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale

reticente dell’accusato, permettono di concludere che il pericolo di fuga

(intesa come indisponibilità a presenziare al seguito del procedimento) è

presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ

1980 585); non si vede infatti cosa possa trattenere l'accusato, qualora tolta

la misura cautelare, dal rendersi irreperibile;

-

il pericolo di recidiva consiste nel rischio che l'accusato in

libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è

stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di

recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF

105 Ia 26). Il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione relativamente

estesa: l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo,

così come non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto

siano stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N.

Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,

Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5

ad art. 59). La gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti

oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione), condizione la

cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84),

da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere

debitamente considerata (DTF 21.1.2005,1P.750/2004; DTF 25.4.2006,

1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154). Occorre, insomma,

che l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria,

personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale

carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di

reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21

gennaio 2005,1P.750/2004);

-

con riferimento a tale pericolo, evocato

dal magistrato inquirente nel preavviso, essendo dati altri motivi di interesse

pubblico, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, ci si potrebbe

esimere dal determinarsi sull'eventuale presenza di un pericolo di

reiterazione, peraltro già ritenuto dato in sede di conferma dell’arresto;

-

in ogni caso, in considerazione del

periodo di estensione del reato, dei quantitativi trafficati, e della mancanza

di prospettive lavorative (domanda d’asilo respinta), appare sufficientemente

concreto il rischio che, se messo in libertà provvisoria, __________ possa

riprendere a trafficare cocaina per far fronte al proprio sostentamento;

-

resta da determinare se la proroga richiesta, sia rispettosa del

principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono

il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e

la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto

dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità; cfr.

anche DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004,1P.630/2004; SJ 1981 p. 383 e

citazioni);

-

la proroga è stata richiesta per un periodo di due mesi: a giudizio

dello scrivente 1 mese appare sufficiente e proporzionato, tenuto anche conto

del fatto che il deposito atti è imminente (avendo il Procuratore pubblico nel

frattempo ricevuto il Rapporto d’inchiesta di Polizia giudiziaria);

-

in particolare, una proroga del carcere preventivo di 1 mese è

rispettosa del principio di proporzionalità, in considerazione della gravità

del reato ascritto a __________ - infrazione aggravata alla LStup che si è

protratta per un importante lasso di tempo ed ha interessato ingenti

quantitativi di cocaina - e del conseguente rischio di pena, nonché del fatto

che l’inchiesta, complessa - viste le numerose persone coinvolte a vari livelli

e l’atteggiamento reticente di alcuni degli accusati, fra cui __________

stesso, ciò che ha reso necessario per gli inquirenti l’esperimento di vari

confronti, rispettivamente le ramificazioni anche in altri Cantoni, con

conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta -, è stata comunque condotta

nel rispetto dei dettami dell’art. 102 cpv. 1 CPP, rilevato inoltre che da un

esame degli atti non emergono tempi morti tali da mettere in discussione la

legalità della detenzione, bensì risulta che gli inquirenti non si sono

limitati ad interrogare l’accusato ma hanno provveduto alla ricerca di

riscontri oggettivi al fine di identificare le altre persone coinvolte e

l’ampiezza del traffico messo in atto;

-

discende da quanto sopra che una proroga fino al 5 febbraio 2008

compreso, oltre che necessaria per la conclusione dell'inchiesta, è rispettosa

dei principi di proporzionalità e celerità;

-

il magistrato inquirente è comunque invitato a procedere indilatamente nei

suoi incombenti;

-

in conclusione, l'istanza è accolta, il carcere preventivo cui è

astretto __________ è parzialmente accolto, nel senso che la carcerazione

preventiva è prorogata fino al 5 febbraio 2008 (compreso), con la presente

decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario),

suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1

lett. a CPP).

P.Q.M.

viste le norme

applicabili, in particolare gli artt. 19 cifra 2 LStup, 95 ss., 102, 103, 280ss

e 284 CPP,

decide

1. L'istanza

è parzialmente accolta.

§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________

è prorogato fino al 5 febbraio 2008 (compreso).

Considerandi

2.

Non si

prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei

ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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