Lexipedia

Decisione

INC.2007.31803

Istanza di proroga del carcere preventivo

4 gennaio 2008Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente

ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere

preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso

accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e

nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B.,

consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco

dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo

(Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad

art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela

dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione

della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale

(di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a

superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi

penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il

rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;

DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la

Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP

1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

-

l'assenza di opposizione, alla richiesta di proroga, da parte della

difesa non esenta questo giudice da una verifica dell'esistenza dei presupposti

per il mantenimento (se si preferisce: la proroga) della carcerazione

preventiva;

-

nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare

l'esistenza di gravi indizi per il reato di infrazione aggravata alla LStup in

capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati: basti qui ricordare che __________

è stato arrestato mentre stava per ricevere una consegna di cocaina (300 grammi) e che nel suo appartamento sono stati sequestrati ingenti importi di denaro, cocaina e

l’attrezzatura necessaria per confezionare bolas, che l’accusato nel corso del

verb. PP del 13 agosto 2007 - dopo avere nei precedenti verbali asserito di

aver venduto cocaina, per un quantitativo di circa 105 grammi a far tempo dal novembre 2006, sostanza vendutagli da __________, e che il giorno

dell’arresto avrebbe dovuto ricevere soli 100 grammi di cocaina (non 300 grammi) - , ha ammesso di aver iniziato a spacciare cocaina nel maggio

2006 per conto di __________ per il quale avrebbe venduto circa 200-300 grammi di cocaina da 0.8 gr. l’una (cfr. verb. PP 13.08.2007), viceversa egli ha continuato a

negare di aver agito in correità con __________, contrariamente a quanto

asserito sia da __________ che da __________; dopo il confronto con Tiziano

Vanola, uno dei suoi maggiori acquirenti, il quale ha dichiarato di aver

acquistato a far tempo dall’estate 2005 circa 2 kg di cocaina da __________, quest’ultimo ha ribadito la propria versione dei fatti (verb. pol.

3.10.2007 e verb. 6.12.2007 a confronto con __________), ricordato inoltre che

egli ha sottaciuto alla Polizia che nello stesso stabile in cui abitava __________

egli aveva a disposizione un ulteriore appartamento , dove la Polizia ha

sequestrato circa 40 grammi di cocaina, una bilancia elettronica, nonché

oggetti e valori appartenenti a __________, uno dei maggiori acquirenti, che li

aveva lasciati in pegno all’accusato;

-

dal profilo istruttorio giova evidenziare che a far tempo dalla

presentazione dell’istanza di proroga, al Procuratore pubblico, il quale

nell’istanza ha precisato che l’inchiesta è pressoché terminata essendo state

esperite le chiarificazioni dei verbali dell’accusato ed i confronti con __________,

__________ e __________, è pervenuto (il 21 dicembre 2007) il rapporto

d’inchiesta di Polizia giudiziaria, sicchè a breve si procederà al deposito degli

atti e successivamente, se del caso, all’evasione di eventuali complementi

istruttori che l’accusato dovesse richiedere;

-

inoltre, come rilevato del magistrato inquirente, sono tuttora dati

pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, in considerazione sia delle

numerose persone coinvolte, sia del fatto che non è ancora stato possibile

identificare e procedere all’arresto di __________, suo fornitore, nonché

sussiste il pericolo che l’accusato, visto anche il suo atteggiamento

reticente, possa, se messo in libertà provvisoria, prendere contatto con i

numerosi acquirenti al fine di ottenere una versione dei fatti a lui più

favorevole e/o ritrattazioni; del resto, non va trascurato che dagli atti

emergono elementi concreti per ritenere che ci si trovi confrontati con

un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio su larga scala di

stupefacenti, con persone in __________ e in __________, e che, secondo

costante giurisprudenza, il rischio di collusione può addirittura aumentare in

presenza di un accusato che abbia legami con un’organizzazione criminale con

membri ancora in libertà ed ancora da identificare (cfr. Rusca, Salmina, Verda,

commentario del CPP, n. 25 ad art. 95 CPP);

-

il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere

concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette

quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa

verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della

pena; la gravità della pena presumibile (comunque, ”(…) elemento

"indiziante" importante che va considerato attentamente per la

valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci

si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena della

reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale condanna)

di prospettive per una sospensione condizionale (…) (M. Luvini, I presupposti

materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF 106 Ia 404;

DTF 117 Ia 69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ

1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“ GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF

14.1.2005,1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la

carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il

carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la

professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la

fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69);

-

__________ è cittadino della __________, senza particolari legami

personali (ad eccezione di quello con __________ anch’essa arrestata

nell’ambito della medesima inchiesta) e professionali con la __________, la sua

domanda d’asilo è stata respinta (ancora nel corso del 2004), egli si trova

confrontato con imputazioni di sicura gravità, oltre che riciclaggio di denaro,

infrazione aggravata alla LStup, per una (a dir poco) preoccupante attività di

spaccio di cocaina esercitata nell’ambito di un’organizzazione che, se

confermate, comporteranno una pena di una certa gravità, circostanze che,

tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale non proprio trasparente, permettono

di concludere che il pericolo di fuga (intesa come indisponibilità a

presenziare al seguito del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102

Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585); non si vede infatti cosa

possa trattenere l'accusato, qualora tolta la misura cautelare, dal rendersi

irreperibile;

-

il pericolo di recidiva consiste nel rischio che l'accusato in

libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è

stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di

recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF

105 Ia 26). Il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione relativamente

estesa: l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo,

così come non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto

siano stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N.

Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,

Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5

ad art. 59). La gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti

oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione), condizione la

cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84),

da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere

debitamente considerata (DTF 21.1.2005,1P.750/2004; DTF 25.4.2006,

1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154); occorre, insomma,

che l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria,

personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale

carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di

reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21

gennaio 2005,1P.750/2004);

-

con riferimento a tale pericolo, evocato

dal magistrato inquirente nell’istanza di proroga, essendo dati altri motivi di

interesse pubblico, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, ci si

potrebbe esimere dal determinarsi sull'eventuale presenza di un pericolo di

reiterazione, peraltro già ritenuto dato in sede di conferma dell’arresto;

-

in ogni caso, in considerazione del

periodo di estensione del reato, dei quantitativi trafficati, e della mancanza

di prospettive lavorative (domanda d’asilo respinta), appare sufficientemente

concreto il rischio che, se messo in libertà provvisoria, __________ possa

riprendere a trafficare cocaina per far fronte al proprio sostentamento;

-

resta da determinare se la proroga richiesta, sia rispettosa del

principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono

il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e

la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto

dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità; cfr.

anche DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004,1P.630/2004; SJ 1981 p. 383 e

citazioni);

-

va ricordato che per la determinazione della durata del carcere

preventivo non è opportuno tener conto di eventualità ipotetiche (ad esempio

presentazione di complementi istruttori e/o di un reclamo avverso un eventuale

decisione negativa sulle prove), ma che, qualora tali ipotesi dovessero

concretizzarsi, il magistrato inquirente valuterà e deciderà se sia necessario

e se vi siano le condizioni di legge, per richiedere un'ulteriore proroga e

questo ufficio ne verificherà l'effettivo fondamento;

-

in concreto, la proroga è stata richiesta per un periodo di due mesi: a

giudizio dello scrivente 1 mese appare sufficiente e proporzionato, tenuto anche

conto del fatto che il deposito atti è imminente (avendo il Procuratore

pubblico nel frattempo ricevuto il Rapporto d’inchiesta di Polizia

giudiziaria);

-

in particolare, una proroga del carcere preventivo di 1 mese è

rispettosa del principio di proporzionalità, in considerazione della gravità

dei reati ascritti a __________ - infrazione aggravata alla LStup che si è

protratta per un importante lasso di tempo ed ha interessato ingenti

quantitativi di cocaina, oltre a riciclaggio di denaro - e del conseguente

rischio di pena, nonché del fatto che l’inchiesta, complessa - viste le numerose

persone coinvolte a vari livelli e l’atteggiamento reticente di alcuni degli

accusati, fra cui lo stesso __________, ciò che ha reso necessario per gli

inquirenti l’esperimento di vari confronti, rispettivamente le ramificazioni

anche in altri Cantoni, con conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta

-, è stata comunque condotta nel rispetto dei dettami dell’art. 102 cpv. 1 CPP,

rilevato inoltre che da un esame degli atti non emergono tempi morti tali da

mettere in discussione la legalità della detenzione, bensì risulta che gli

inquirenti non si sono limitati ad interrogare l’accusato, ma hanno provveduto

alla ricerca di riscontri oggettivi al fine di identificare le altre persone

coinvolte e l’ampiezza del traffico messo in atto;

-

discende da quanto sopra che una proroga fino al 10 febbraio 2008

compreso, oltre che necessaria per la conclusione dell'inchiesta, è rispettosa

dei principi di proporzionalità e celerità;

-

il magistrato inquirente è comunque invitato a procedere indilatamente nei

suoi incombenti;

-

in conclusione, l'istanza è parzialmente accolta, il carcere preventivo

cui è astretto __________ è parzialmente accolto, nel senso che la carcerazione

preventiva è prorogata fino al 10 febbraio 2008 (compreso), con la presente

decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario),

suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1

lett. a CPP).

P.Q.M.

viste le norme applicabili, in

particolare gli artt. 19 cifra 1 e 2, 19a LStup, 305bis CP, 95 ss., 102, 103,

280ss e 284 CPP,

decide

1. L'istanza

è parzialmente accolta.

§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________

è prorogato fino al 10 febbraio 2008 (compreso).

Considerandi

2.

Non si

prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei

ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster